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L’antifurto nella bistecca

ottobre 16, 2013 Videosorveglianza No Comments

In tempi di crisi, si sa, aumentano i furti anche dei beni di prima necessità e se non si è dotati di un valido sistema di videosorveglianza, gestire la clientela all’interno dei negozi, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza risulta davvero difficile.

Stanco dei continui furti all’interno del suo supermercato, un commerciante di Lille, nel Nord della Francia, ha dotato anche la carne di antifurto. Ha munito ogni bistecca con il suo “bollino nero”. Un sistema con il bottone che reagisce alla sollecitazione di una porta elettronica simile a quello utilizzato per DVD, oggetti costosi, abiti. Come un prodotto di lusso che si deve proteggere contro la tentazione sempre più diffusa di “prenderne qualche busta e andarsene via senza pagare”, come spiega uno dei responsabili del reparto macelleria del supermercato. E stanno pensando di inserire lo stesso sistema anche sulle uova. Perché non è inusuale che alcune persone nascondano in borsa della carne o delle uova, ma anche altri beni di ogni genere.

Un rimedio sicuramente originale quello del francese, ma inevitabile nel suo caso, dato che le continue sottrazioni di merce lo avevano condotto sull’orlo del fallimento. Chi adotta sistemi di sorveglianza e anti taccheggio affidabili può dormire sogni tranquilli monitorando costantemente il proprio punto vendita attraverso ogni tipo di dispositivo: pc, tablet, smartphone, laptop con la garanzia di poter collegare il sistema ad allarmi ed istituti di vigilanza per permettere un pronto intervento. Ormai gli impianti “improvvisati” non portano lontano, meglio affidarsi ai professionisti del settore.

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione.
A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente l’apertura delle porte con serratura europea senza lasciare tracce.
E’ stata recuperata anche un’ingente quantità di refurtiva: oro, pezzi d’argenteria pregiata, orologi, gioielli e pc portatili per un valore stimato di due milioni di euro, in gran parte già restituita alle vittime.

Nello specifico il metodo del “key bumbing” consiste nell’inserire nella serratura una chiave  appositamente limata e utilizzarla come tensore; la chiave viene poi colpita con un qualsiasi oggetto rigido: questo fa sì che la forza dell’urto vada ad alzare i pistoni superiori oltre la linea di apertura facendo quindi scattare la serratura stessa.
La tecnica è facile da apprendere e risulta anche molto semplice recuperare “i ferri del mestiere”: la chiave è prodotta limando degli spazi piramidali in numero pari ai pistoni della serratura . Questi spazi sono molto più profondi di quelli normali per poter portare tutti i pistoni più in alto possibile.

Non lasciando tracce di scasso, anche nel caso in cui risulti un’assicurazione sull’abitazione o qualsiasi struttura, è difficile ottenere pieno rimborso dei danni, dato che l’assicurazione può presentare come attenuante la dimenticanza della porta aperta o simili. L’unica prova, nonché l’unico modo per prevenire tali episodi, è l’installazione di videocamere di sorveglianza che, oltre a scoraggiare i malintenzionati, offrono il controllo totale degli ambienti. Meglio ancora se tali sistemi, come quelli Endoacustica Europe, possono essere collegabili a tablet e smartphone in modo da consentire l’osservazione a distanza. Inoltre gli impianti Endoacustica Europe possono essere collegati alle forze dell’ordine così da non lasciare scampo ai delinquenti.

Le microcamere fermano il “Lupin dei circoli sportivi”

Circoli sportivi, lidi, palestre e tutti i luoghi sociali e di aggregazione ormai non possono fare a meno di telecamere di videosorveglianza. Piccoli furti o atti di vandalismo possono facilmente portare alla perdita di molti clienti, nonché di notorietà.

Tra i mesi di febbraio e aprile scorsi, i frequentatori di prestigiosi circoli sportivi di Roma, hanno parcheggiato le loro auto con il timore di non trovarle più al loro ritorno. Tutto a causa di un abile ladro, subito ribattezzato il “Lupin dei circoli sportivi”, che senza dare nell’occhio, riusciva a penetrare negli spogliatoi delle strutture, a sfilare dalle tasche degli iscritti le chiavi delle loro auto e a dileguarsi al volante senza lasciare la minima traccia.

Il ladro è entrato in azione almeno tre volte, secondo quanto ricostruito dai carabinieri che si sono messi sulle sue tracce fin dal primo colpo.
I militari, con la collaborazione del personale tecnico del Ris di Roma sono riusciti a scovarlo attraverso delle micro camere installate negli spogliatoi: si tratta di un italiano di 35 anni, con precedenti, originario della provincia di Reggio Calabria ma da tempo residente a Roma. Il ladro è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma. Accusato di furto aggravato, si trova ora rinchiuso nel carcere di Regina Coeli.

Come è successo a Roma, accade spesso anche negli spogliatoi di altre città, l’unica soluzione possibile è l’installazione di validi sistemi di videosorveglianza che anzitutto inibiscono i furti e, in tal caso, non lasciano via di scampo ai malintenzionati, tutelando i propri clienti.

Le telecamere di sicurezza possono salvare la vita

maggio 13, 2013 Videosorveglianza No Comments

Un buon impianto di telecamere di sicurezza può non solo tenere malintenzionati alla larga, ma anche, e soprattutto salvarci la vita. Tanti sono gli episodi di violenza che si consumano all’interno di case o aziende ai danni dei proprietari o di chiunque impedisca il “lavoro” ai delinquenti.

Questo è proprio ciò che è accaduto a Lecce ad una donna di 48 anni. La signora rientrando a casa, in pieno centro città, proprio di fronte all’edificio che ospita il comando provinciale dei carabinieri, ha sorpreso dei malviventi che si erano introdotti in casa sua, poco prima delle 11.00. L’immobile è soggetto ad un ampio via-vai di persone, data la presenza di diversi studi professionali, di un bar e di un parrucchiere, ma questo non ha scoraggiato i banditi. Così due giovani con una felpa scura si sono introdotti nel condominio fino al terzo piano, forse una terza persona è rimasta al piano terra a fare il “palo”. La donna, entrando dal retro dell’edificio, ha evitato fortuitamente il “palo”, ha aperto la porta di casa e, dopo aver percorso pochi metri, si è trovata dinanzi ai ladri. Questi, colti di sorpresa, dopo un attimo di esitazione, hanno cominciato a picchiare la padrona di casa. Prima due pugni in pieno volto hanno atterrato la signora, poi i ladri hanno infierito con un calcio e sono scappati, dileguandosi.

Le urla della donna hanno richiamato l’attenzione degli altri condomini che le hanno prestato soccorso. Purtroppo episodi come questo non sono rari ed isolati. Un sistema di sorveglianza professionale può monitorare in diretta ciò che avviene sia all’interno che all’esterno di un’abitazione o di un’azienda e può anche essere collegato direttamente con le forze dell’ordine o con centri di vigilanza. Inoltre fornisce un grande contributo nel riconoscimento e nella cattura dei colpevoli.
Come è chiaro, non è semplice reagire quando ci si trova in casa degli sconosciuti che magari, anche sotto l’effetto di stupefacenti, hanno spesso reazioni violente e aggressive. Meglio pensare in tempo alla propria sicurezza e a quella dei nostri cari.

Piccoli borseggiatori ripresi dalle telecamere del metrò

I furti avvengono con un frequenza inaudita e l’unico modo per inibire questi episodi, si sa, è l’utilizzo di telecamere di sorveglianza.
Curioso è il caso avvenuto nella metropolitana di Milano, luogo dove ogni giorno si districano oltre un milione di persone e dove i borseggiatori, in prevalenza rom, trovano terreno fertile a causa della fretta negli spostamenti dei passeggeri e del grande caos.

Dalle immagini del sistema di sorveglianza della fermata Porta Genova, è ripresa l’intera sequenza di una piccola gang di ladri in azione. Un ragazzo con giacca a quadri verde e jeans neri è appoggiato alle biglietterie e scruta i passanti. Ad ogni suo movimento due ragazzine lo seguono. Azione rapida e sincronizzata. Il ragazzo sfila dalla borsa di un uomo un portafogli, lo passa alla ragazzina dietro di lui; la terza copre l’azione e controlla “le spalle”. Allargando il raggio delle telecamere è facile intuire che il modus operandi sia largamente diffuso. Diversi sono gli adolescenti tra 13 e 20 anni in fila indiana.

Con un corposo archivio di filmati i vigili milanesi del Nucleo tutela trasporto pubblico (Nttp) hanno potuto fermare i ragazzini romeni. Uno di loro aveva in tasca ben 690 euro, il suo complice due Samsung Galaxy.
A pochi giorni di distanza è stata fermata un’altra banda composta perlopiù di ragazzine bosniache e croate ben vestite che agiscono con tecnica diversa. Nei pochi secondi in cui i treni del metrò si fermano scendono, una tiene le porte aperte, un’altra finge di inciampare e cade addosso ai passeggeri. Nell’attimo di confusione una terza complice infila le mani nelle tasche o nelle borse. Quando il treno riparte, le ragazze sono già fuori dalla metropolitana e la vittima continua la sua corsa.

Le forze dell’ordine lavorano con telecamere e controlli serrati al fine di rendere il trasporto pubblico sempre più sicuro. Lasciano alcuni consigli: borse tenute davanti e non dietro, cellulari e portafogli nelle tasche interne delle giacche, cerniere rigorosamente chiuse. Occhi ben aperti e in caso di borseggio denunciare immediatamente. Le riprese di solito portano in breve tempo alla cattura dei colpevoli.

Come si combatte l’assenteismo

Uno dei mali della nostra società in ambito lavorativo ed in particolare della pubblica amministrazione è l’assenteismo. Con questo termine si fa riferimento al fenomeno della sistematica assenza di un impiegato o dipendente dal suo posto di lavoro durante l’orario lavorativo. Molto spesso c’è da aggiungere che l’assenza non è dichiarata, cioè il dipendente non è sul posto di lavoro nonostante risulti esserlo.

Un fenomeno purtroppo dilagante che mette e a repentaglio non solo la salute delle aziende compromesse, ma anche il futuro, peraltro poco florido, del lavoro in Italia. L’originalità e la creatività tipicamente italiane sono applicate anche nelle numerose attività assenteiste.
Ne è un esempio l’accaduto a Reggio Calabria. Ben 17 impiegati assenteisti del Comune di Reggio Calabria sono finiti in manette con l’accusa di truffa. Altri 78 sono stati sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza. Altri 42, invece, saranno ascoltati dal Gip che deciderà se applicare nei loro confronti l’interdittiva dai pubblici uffici. I primi avrebbero truffato il Comune di Reggio Calabria “con artifizi e raggiri, consistiti nell’attestare la propria presenza sul luogo di lavoro tramite la timbratura del proprio cartellino marcatempo, poi allontanandosi senza giustificato motivo”. In ogni caso hanno percepito “un ingiusto profitto, consistito nella retribuzione ricevuta nelle giornate di assenza ingiustificata, con pari danno per l’ente locale”. Il misfatto, perpetrato nel tempo, è stato attestato dalle microcamere piazzate dalla Guardia di Finanza che avrebbero ripreso i dipendenti del Comune che la mattina timbravano il badge e poi si allontanavano dall’ufficio. Ma anche altri dipendenti che avrebbero timbrato per conto di colleghi assenteisti come dimostra il video.

Come dimostra questa vicenda è necessario, sia per la pubblica amministrazione che per le aziende, già colpite dalla feroce crisi, prendere delle valide precauzioni contro i dipendenti truffatori. Innanzi tutto perché i danni recati alle imprese potrebbero divenire irreparabili e inoltre perché l’integrità di una azienda o di un ufficio pubblico si misura anche dai propri impiegati. Sempre più spesso le microcamere sono utilizzare per sorvegliare ingressi ed uscite, orari e comportamenti durante il lavoro. Ciò che altrettanto spesso accade è che ci si riduce all’ultimo momento, adottando questo genere di precauzioni solo quando si hanno dei forti dubbi e quindi una volta che il danno sia stato già arrecato.

Il rapimento Calevo risolto dall’ordinazione di una pizza

È stato liberato l’imprenditore edile Andrea Calevo, sequestrato il 17 dicembre scorso dopo una rapina nella sua villa a Lerici (La Spezia). Calevo era stato portato via da tre uomini che lo attendevano in casa dopo aver immobilizzato e legato sua madre. Il giovane è stato liberato con un’operazione realizzata in sinergia dalla polizia di stato e dai carabinieri.

Pare che i sequestratori si siano traditi ancor prima di raggiungere Calevo. Infatti sono stati ripresi la sera del 16 dicembre da una telecamera di sorveglianza piazzata lungo la strada. A bordo di un furgone bianco hanno inseguito l’imprenditore che tornava a casa con la sua Audi. Il mezzo sospetto è risultato intestato a Pierluigi Destri, 70enne piccolo imprenditore edile con precedenti per droga e rapine. Il furgone ha portato la polizia a sospettare dei malviventi.

La prima telefonata fatta dall’imprenditore alla famiglia proveniva da una cabina telefonica a poca distanza dalla Torre di Pisa. La scelta della località sarebbe stata fatta per non rivelare la zona dove il giovane veniva tenuto prigioniero.

La chiave di volta delle indagini è stata una intercettazione telefonica: i due rapinatori che erano rimasti in casa hanno ordinato, per telefono, una sola pizza. Facile è stato capire che quella pizza non era stata ordinata per gli abitanti della villetta, che erano appunto in due, ma per una terza persona, l’ostaggio.
Sembrerebbe che a capo del sequestro ci sia Pierluigi Destri di Ameglia, capobanda di 70 anni e suo nipote Davide Bandoni, 23enne di Sarzana coadiuvati da due albanesi Fabijan Vila, muratore di 20 anni e Simon Halilai di 23. Ma pare che la banda godesse anche di altri componenti non ancora individuati.
Prima di fare irruzione nella villa, i militari hanno hanno isolato i telefoni cellulari dei complici così in modo da impedirgli di avvertire il capobanda che stava per essere catturato in centro a Sarzana. Una volta usciti per strada, sono stati catturati.
Alla vista dei Carabinieri, Calevo ha esclamato “Grazie” e poi è scoppiato a piangere. L’uomo è stato ritrovato nello scantinato con gambe e piedi legati. Ha raccontato la sua difficoltà nello scandire il tempo e la sua paura di essere ucciso. Vedeva i rapinatori a volto coperto solo quando gli portavano del cibo.

Lo scopo del rapimento sarebbe stato il denaro, infatti il 21 dicembre è stata inviata alla famiglia Calevo una richiesta dattiloscritta di riscatto di 8 milioni di euro. A questa era allegata una lettera scritta a mano da Andrea in cui diceva di assecondare la volontà dei rapinatori.
Dopo il ritrovamento di Andrea Calevo si può affermare che ancora una volta i software spia si sono rivelati fondamentali nel corso delle attività investigative. Questi strumenti, assieme alle microspie, sono i prediletti dalle forze dell’ordine e nel 90% dei casi si rivelano decisivi per la risoluzione di casi enigmatici.

Anche l’abbandono dei cani può essere arginato con l’uso delle telecamere

Hanno abbandonato furtivamente un cane nei pressi di un pub in Inghilterra, ma non hanno tenuto conto delle telecamere a circuito chiuso di un vicino hotel. Dalle immagini è stato facile identificare due donne, di cui una in evidente stato di gravidanza. Le due, hanno legato un cane di razza Rottweiler ad un cancello e poi sono andate via. L’animale è stato ritrovato poco dopo dai dipendenti del pub. Hero, il nome attribuito al cane dai ritrovatori, era ridotto in pessime condizioni, normalmente avrebbe dovuto avere un peso di circa 50 kg, ma pesava solo 22 kg.
Le immagini dell’abbandono sono state acquisite dalla Rspca, la principale charity inglese che si occupa di animali, e si renderanno utili ad individuare le due donne.
Il Daily Mail, riportando la notizia, ha riferito che una delle due donne, dopo aver probabilmente notato la telecamera, ha esitato qualche istante, ma dopo essersi velocemente confrontata con la complice, ha proseguito nella missione legando il cane alle sbarre, mentre l’altra osservava. Anche una volta terminata l’operazione, le due hanno guardato verso la telecamera prima di darsi alla fuga.

Come è evidente in questo episodio, le telecamere di sorveglianza possono non solo salvaguardare la nostra sicurezza, ma anche quella degli altri, siano essi persone o animali. Un ulteriore valido motivo per scegliere di installare microcamere professionali facilmente occultabili in modo da garantirsi e garantire la massima sicurezza.

L’attentato di Oslo ripreso dalle telecamere di sorveglianza

Ancora una volta i sistemi di sorveglianza hanno avuto un ruolo cruciale nelle indagini condotte dalle forze dell’ordine. Proprio in queste ore la televisione norvegese Nrk ha mandato per la prima volta in onda le immagini dell’attentato di Oslo del 22 luglio 2011, riprese dalle telecamere nascoste.
Il video è stato mostrato agli inquirenti durante il processo a Anders Behring Breivik, risultato responsabile dell’esplosione. Il terrorista norvegese è ripreso nei pressi dei palazzi del governo di Oslo. L’uomo, vestito in uniforme, parcheggia un furgone bianco e si dirige verso una Fiat grigia che lo condurrà sull’isola di Utoya dove ucciderà altre 69 persone. A causa dell’autobomba parcheggiata ai piedi della torre in cui si trovano gli uffici del premier norvegese, persero la vita otto persone. Nel video sono nitide tutte le diverse fasi dell’attacco, dall’arrivo all’esplosione vera e propria.
Come sappiamo, Breivik è stato condannato a 21 anni di detenzione, pena massima prevista in Norvegia, che potrebbe però essere prolungata a tempo indefinito.

E’ impensabile ormai per grandi e piccole aziende non essere dotate di telecamere di sicurezza meglio ancora se poco visibili e facili da occultare. Infatti è consigliabile avere dei circuiti costruiti ad hoc che integrino sistemi di sorveglia interni ed esterni alle attività, siano queste esercizi commerciali o industrie vere e proprie. E’ chiaro che con la sicurezza non si gioca ed è opportuno quindi affidarsi a degli esperti nel settore come Endoacustica, che da anni garantisce la massima sicurezza a numerose attività sparse in tutto il mondo.

La suora Lupin ripresa dalle videocamere di sorveglianza

Anche questa volta le telecamere di sorveglianza hanno immortalato immagini bizzarre.

Il video, che ha fatto rapidamente il giro del mondo attraverso il web, arriva dalle videocamere nascoste di un minimarket degli Stati Uniti.

Come vediamo nelle immagini, la protagonista della vicenda è una suora, o presunta tale, che non essendosi accorta della presenza di videocamere a circuito chiuso, ha ceduto alla tentazione di prelevare in maniera furtiva una lattina di birra. L’abito indossato si è reso complice del furto, infatti la suora, dopo essersi guardata attorno, ha nascosto la bevanda alcolica in una delle tasche dell’abito talare. Poi in maniera disinvolta ha preso dell’acqua e un’altra bevanda e si è diretta verso la cassa.

Le possibilità possono essere due: o la sorella ha dimenticato il settimo comandamento oppure si tratta di una “finta suora”, magari qualcuno che ha anticipato la festa di Halloween.

Fatto sta che con gli ultratecnologici sistemi di sorveglianza è praticamente impossibile sottrarre qualcosa dagli esercizi commerciali senza essere visti.

L’orologio dell’iPad come quello delle ferrovie svizzere

Mentre il nuovo Iphone 5 va a ruba in tutto il mondo, dalla Svizzera arriva un’accusa di plagio: le Schweizerische Bundesbahnen, ovvero le ferrovie federali svizzere, accusano la Apple di aver “rubato” nell’ultimo aggiornamento del sistema operativo dell’iPad, iOS 6, le celebri lancette dell’orologio ferroviario, ovvero quelle con la lancetta dei secondi rossa a forma di paletta da capostazione. La notizia è apparsa sul quotidiano “Blick am Abend”.

Il portavoce delle Ferrovie, Christian Ginsig, pur dimostratisi contento della scelta di Apple, perché va a rimarcare il prestigio del design, ha precisato che le FFS, uniche ad avere i diritti di commercializzazione, contatteranno Apple con lo scopo di ottenere un giusto risarcimento.

L’orologio fu disegnato nel 1944 da un ex-impiegato della stessa SBB e viene ad oggi sfruttato in tutte le stazioni dell’infrastruttura ferroviaria svizzera. E’ prodotto dalla società Mondaine; il quadrante dalle lancette squadrate nere, decisamente simile a quello introdotto da Apple nell’ultima versione del suo sistema operativo, acquisì maggiore importanza nel 1955 quando fu introdotta la famosa lancetta rossa.

Ora il colosso della mela rischia una citazione per violazione del trademark, ovvero violazione di marchio industriale.

Una storia di tutti i giorni, quella del plagio o dello spionaggio industriale che se accade ad altissimi livelli, figuriamoci nelle nostre piccole aziende. Per far fronte allo spionaggio però esistono potenti strumenti che attraverso l’uso di micro sistemi di sorveglianza possono aiutarci ad evitare tribunali e problemi alle nostre attività.

Londra 2012, e se ci fosse un attentato?

Siamo ormai alla vigilia dei Giochi Olimpici di Londra 2012. Mancano solo pochi giorni ed i controlli all’ingresso del Villaggio Olimpico, ma un po’ in tutta la capitale, si fanno più intensi. Oltre ai sistemi di videosorveglianza, sono state dispiegate sul territorio diverse forze militari, per garantire la sicurezza degli atleti, dei VIP che arriveranno nei prossimi giorni e dei cittadini tutti.

Fonti certe rivelano anche la collaborazione tra i servizi segreti di diversi paesi, in particolare quelli britannici, l’americana FBI e il Mossad israeliano. Perché proprio Israele? Perché in questi giorni ricorre l’anniversario della strage di Monaco 1972, in cui vennero uccisi 11 atleti che portavano sul petto la stella di David per mano di un commando terrorista palestinese. È ancora fresca, inoltre, la notizia dell’attentato a Burgas, in Bulgaria, contro un pulman di turisti israeliani.

C’è la massima allerta, conferma il premier Benjamin Netanyahu, anche se si ha fiducia nella cosiddetta “cintura d’acciaio” stretta intorno al Villaggio Olimpico, nonostante le polemiche sullo scarso personale addestrato per la sicurezza e sull’incapacità, da parte di hostess e steward, di poter gestire un’eventuale emergenza, perché privi di preparazione, come ha denunciato una ragazza assunta come hostess, ma che ha rinunciato all’incarico perché non si sentiva pronta a sobbarcarsi una responsabilità del genere.

Intanto, mentre i servizi segreti di tutto il mondo vanno a caccia di terroristi occidentali convertiti all’Islam (stanno, infatti, cercando di intercettare lo statunitense David Jefferson, che avrebbe con sé un ordigno capace di fare una vera e propria strage), i responsabili della sicurezza hanno fatto allestire anche dei bunker che, in caso di attentato, potranno ospitare gli atleti ed i VIP.

Viene da chiedersi, a questo punto, cosa ne sarebbe, invece, dei comuni cittadini e del personale del Villaggio de davvero dovesse verificarsi un attacco terroristico

Endoacustica Europe

Città completamente videosorvegliata: soluzione contro vandalismo e microcriminalità?

Aosta videosorvegliata

Facendo un giro sia nei grandi che nei piccoli centri urbani, è facile notare zone di degrado, dovuto non tanto, o, meglio, non solo, all’abbandono da parte delle istituzioni, ma soprattutto ad una scarsa considerazione da parte di cittadini, tra i quali si nascondono i cosiddetti vandali.

E, se quello del vandalismo è un problema da non sottovalutare, perché abbruttisce i luoghi in cui viviamo e li rende meno appetibili agli occhi di potenziali turisti, la microcriminalità lo è ancora di più, perché mina il tessuto sociale dal suo interno, rendendo i cittadini sempre più diffidenti e spaventati. È un dato di fatto che un po’ in tutte le città, dal nord al sud, siano aumentati furti, scippi, aggressioni ai cittadini e spaccio di droga, complice molto spesso le ristrettezze in cui si vive a causa della crisi economica.

Si avverte sempre più la necessità di rafforzare la sicurezza dei cittadini, studiando piani che vanno da un più approfondito controllo da parte delle forze dell’ordine all’organizzazione di vere e proprie ronde, non sempre legali e spesso contestate da una parte degli stessi cittadini, che si rifiutano di vivere in luogo in un certo senso “militarizzato”.

Una soluzione curiosa, e che scatenerà il dibattito anche a livello nazionale, è quella adottata dal Comune di Aosta per porre fine ad atti vandalici e microcriminalità: disseminare telecamere nascoste per tutta la città. Il provvedimento è stato già messo in atto nei parchi cittadini, ma la giunta ha dato il via libera ad un progetto da 180.000 per la videosorveglianza delle vie e dei vicoli del centro. Un sistema non solo per proteggere la città da writer, ovvero imbrattatori di muri, ma soprattutto per proteggere i cittadini da malintenzionati.

Ora, se da un lato ci si chiede quanto questo sistema di microcamere sarà efficace nella prevenzione di certi problemi (in molti sono d’accordo e ritengono la soluzione più che giusta), dall’altro c’è chi teme di veder violata la propria privacy, pur trattandosi di luoghi pubblici.

Endoacustica Europe

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

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I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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