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Ruba un quadro di Dalì e poi lo restituisce per posta.

ladro del quadro di Dalì

Si sa, in tempi di crisi ci si arrangia come si può, anche rubando… e non solo generi di prima necessità, bensì anche oggetti di lusso. Ma cosa succede quando l’oggetto in questione è un quadro del famoso artista catalano Salvador Dalì? Si tratta di “Cartel de Don Juan Tenorio”, dipinto dal pittore surrealista spagnolo nel 1949 e scomparso dalle pareti della galleria di Madison Avenue (New York) la settimana scorsa, all’inaugurazione di una mostra.

Durante l’evento, un uomo si era finto un esperto d’arte, si era avvicinato all’opera con la scusa di dover scattare una foto e in meno che non si dica è riuscito a staccare il quadro e ad infilarselo in borsa, dileguandosi subito dopo.

Nulla ha potuto l’impianto di videosorveglianza, per quanto le telecamere nascoste abbiano ripreso il ladro, un uomo sui 35 anni, vestito con un jeans ed una camicia a scacchi.

Sensi di colpa, o impossibilità di piazzare l’opera sul mercato nero, visto lo scalpore suscitato dal furto in Rete, hanno poi spinto l’astuto “Lupin” della situazione a voler restituire la refurtiva, in un modo abbastanza curioso: l’ha inviato per posta. E per assicurarsi che il pacco arrivasse a destinazione, ha anche provveduto all’invio di una mail con il numero per tracciare il pacco, del valore di 150 mila dollari, alla galleria.

Certo è che, con i tempi che corrono, difficilmente si potrà assistere ancora a questi gesti di “magnanimità”. Bisogna, anzi, stare sempre allerta e proteggere i propri beni con sistemi di sicurezza efficaci, che impediscano il furto di oggetti di valore e personali, dal valore affettivo, oltre che economico.

Londra blindata in vista delle Olimpiadi 2012, tra missili e videosorveglianza.

controllo militare giochi olimpici

Una notizia che sta rimbalzando sulle testate giornalistiche di tutto il mondo, quella che vede la capitale del Regno Unito blindata in prospettiva dello svolgimento dei Giochi Olimpici, che si terranno dal 27 luglio al 12 agosto.

Operazione di sicurezza messa a punto è piuttosto spettacolare, e l’esercito avrà un ruolo centrale al fianco di polizia e agenti di sicurezza più convenzionali: circa 40.000 uomini, due navi da guerra, aerei da combattimento Typhoon, squadre militari per l’eliminazione degli ordigni esplosivi, e elicotteri da combattimento saranno distribuiti in tutto il paese per tutta la durata delle Olimpiadi.

I residenti di Londra sono di nuovo invitati a partecipare alla difesa della città. Bow Quarter, nella parte est della città è un quartiere in parte pedonale, popolato da giovani famiglie e professionisti, che molto presto potrebbero vedere i loro edifici militarizzati. Nel fine settimana, infatti, il Ministero della Difesa ha notificato i residenti di alcuni quartieri di tutto Olympic Park di Londra che potrebbero diventare sede di batterie di missili ad alta velocità. In altre parole, i londinesi avranno dei razzi sui loro tetti.

I residenti, che sono stati informati tramite la posta, hanno appreso con sorpresa che circa 10 soldati e una varietà di hardware potrebbero essere installato in cima ai loro edifici per un massimo di due mesi questa estate.

Oltre alle armi vere e proprie, è stato messo a punto un enorme sistema di videosorveglianza, con microtelecamere spia installate nei luoghi più disparati, affinché nulla sfugga al controllo dei militari.

“Non abbiamo ricevuto minacce specifiche contro le Olimpiadi – ha precisato Stuart Artha, responsabile della sicurezza aerea – stiamo prendendo tutte le precauzioni necessarie nel caso ci fosse un problema. I britannici si aspettano che noi siamo pronti ad intervenire”. Nessuna minaccia specifica, dunque, ma l’esigenza di far svolgere i Giochi in totale sicurezza in una città che ancora ricorda con profondo sgomento gli attentati del 2005, quando dei kamikaze si fecero esplodere in metropolitana e su un autobus, provocando la morte di 55 vittime. Era il 7 luglio e solo il giorno prima Londra era in festa per la decisione del Cio di svolgere proprio nella capitale britannica le Olimpiadi 2012.

Quegli strani segni sul citofono. Da Nord a Sud è allarme furti.

simboli zingari

Da Torino e Milano a Palermo stanno succedendo, negli ultimi mesi, dei fatti abbastanza strani. Un misto tra il vecchio trucco di fingersi operatori della compagnia telefonica o delle forniture di luce e gas per derubare le case di persone anziane o che vivono da sole, senza molte volte lasciare tracce. Solo che ora i topi d’appartamento si fanno più astuti, soprattutto nelle grandi città, dove è più facile rimanere anonimi e dare meno nell’occhio. Secondo gli investigatori, che hanno tracciato un identikit di questi ladri, sarebbero soprattutto donne nomadi, spesso incinte, in quanto in questo modo, se catturate, non potrebbero essere trattenute a lungo in carcere. Indossano inoltre, lunghi gonnelloni, sotto i quali nasconderebbero di tutto, dagli attrezzi del mestiere al bottino.

Negli ultimi mesi le persone di diversi quartieri di grandi città, tanto del Nord quanto del Mezzogiorno, hanno notato, prima che si verificassero dei furti, degli strani segni sui muri delle case e sui citofoni.

Di questi simboli zingari è stato fornito anche un elenco in rete e alle forze dell’ordine e costituirebbero un vero e proprio codice segreto che i ladri utilizzano per comunicare tra loro nelle varie fasi di studio delle vittime e realizzazione del colpo. Attraverso questi simboli riuscirebbero a comunicare a chi effettuerà poi il colpo se la casa è interessante, se è abitata da giovani o anziani, se è di membri delle forze dell’ordine o di “intoccabili”, se possiedono o meno un cane a guardia. Insomma tutto ciò che serve sapere prima di entrare in azione. E, se prima erano fatti con un semplice pennarello, in diverse città è stato utilizzato del mercurio cromo, difficile da rimuovere.

Con l’arrivo dell’estate e delle vacanze, e quindi di prolungate assenze da casa, l’allarme si fa più forte e richiede una maggiore sorveglianza. I soliti consigli sono quelli di non aprire il portone a sconosciuti, di chiudere bene porte interne e portoni con diverse mandate, in quanto i ladri sono capaci di aprirli con semplici targhette in plastica dura, che frappongono tra tra l’alloggio del chiavistello e lo stipite della porta. Questi topi d’appartamento non avrebbero nemmeno paura dei cani: in diversi casi sono stati sedati. È consigliabile, inoltre, quando si è fuori per periodi più lunghi, mandare un amico o parente a dare una controllata e ritirare la posta. Avere le cassette piene potrebbe significare per i malintenzionati che quella casa al momento è disabitata.

Molto utile, si rivelerebbe, inoltre, potenziare il proprio sistema di sorveglianza, installando delle videocamere nascoste, in modo da poter verificare cosa accade nella propria abitazione senza che gli intrusi si rendano conto di essere spiati e poterli, così, cogliere in flagranza di reato.

Rimini – Video-spia nei bagni delle “Befane”

maggio 11, 2011 Videosorveglianza No Comments

Guardone scoperto ad armeggiare una micro telecamera nei servizi igienici del centro commerciale. Arrestato, in casa possedeva diverso materiale “rubato” con lo stesso sistema

RIMINI – Dopo il tribunale è il momento delle “Befane”. Lo spione di nudità femminili è tornato all’assalto nel Riminese: ieri mattina alle 10.30, un napoletano residente a Misano è stato infatti scoperto mentre armeggiava telecamere e micro dispositivi per effettuare riprese all’interno del bagno delle signore. A scoprirlo due minorenni, che entrando in bagno hanno segnalato la presenza dell’intruso nella loro toilette. Subito controllato dagli agenti della vigilanza privata, per l’uomo sono sono poi dovuti intervenire i carabinieri una qualvolta rinvenuta nella sua giacca la speciale cinepresa. Intervenuti dunque per perquisire il 45enne, i militari hanno dunque fatto l’amara scoperta: l’uomo nascondeva una microtelecamera che aveva appena recuperato da uno dei bagni, anche perché una volta visionato il materiale registrato i militari hanno trovato immagini di signore che andavano a fare i loro bisogni.

Tuttavia, il ‘voyeur’ si è dimostrato non essere nuovo a queste usanze. Nella sua casa misanese, perquisita nella giornata di ieri, è stato sequestrato un computer dove a quanto pare ci sarebbero altre immagini e video simili a quelli registrati nel bagno delle Befane. Per l’uomo, colto in flagranza di reato, sono scattate le manette per violazione di vita privata, e si sono aperte le porte del carcere “Casetti”. Difeso dagli avvocati Carlo Alberto Zaina e Gianmaria Gasperoni, il misanese si presenterà questa mattina davanti al giudice per il processo per direttissima

Fonte: Romagna Noi

Microtelecamere per sorveglianza

Spiare le webcam di tutto il mondo, basta un trucco su Google

Parliamoci chiaro: con questo articolo non vi potremo dire come spiare le webcam private come quella del vostro capo o di qualche vostro amico in chat, ma più che altro vi spiegheremo quanto sia facile, grazie a Google, osservare le trasmissioni di tutte quelle webcam sparse in giro per il mondo che sono pur sempre private, ma che condividono una connessione tale da permettere di visualizzarle grazie all’ausilio di alcuni trucchi (o comandi segreti) impartibili al nostro amato motore di ricerca.

Entrando nel dettaglio, migliaia di webcam puntate su uffici, fabbriche, negozi e altro ancora possono essere scovate grazie ad alcune query elaborate dal motore di ricerca Google. E non stiamo di certo parlando di webcam i cui proprietari sono a conoscenza dell’effettiva possibilità di essere mandati in mondovisione.

Non si tratta però, sottoscriviamo, di un ammanco alla privacy dei rispettivi possessori di queste webcam poiché non è possibile visualizzarle se non inserendo i seguenti codici che sono solo una piccola parte dei numerosi hack di Google. Naturalmente esse sono pubblicamente accessibili, quindi è onere dei proprietari nasconderle a dovere.

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Portacomaro: vicini tenevano d’occhio famiglia con telecamera nascosta

Una vicenda di litigi fra due vicini di casa a Portacomaro d’Asti è stata al centro della prima udienza del processo che ha visto imputate due persone.

In base alla denuncia, presentata dalla famiglia vittima dei soprusi dei vicini, quest’ultimi avrebbero installato, in più riprese, sistemi di videosorveglianza e segnalatori di presenza soltanto per controllare i loro movimenti.

La parte lesa ha raccolto testimonianze per sottolineare le vessazioni subite.

Anche in questo caso il processo è stato aggiornato al 6 maggio.

Fonte: AT News

Videosorveglianza per protezione domestica

Droga: Cinque Rom in manette nel Pescarese

Cinque persone di etnia Rom sono finite in manette all’alba di oggi a Cappelle sul Tavo (Pescara), nell’ambito dell’operazione Piazza Pulita condotta dai carabinieri della Compagnia di Penne (Pescara), diretta dal capitano Massimiliano Di Pietro.

Con le accuse di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti sono stati arrestati Claudio Morelli, 56 anni, Morena Schiazza (39), Ottavio Morelli (60), Sabia Morello (55) e Claudio Morelli (30), tutti residenti a Cappelle sul Tavo (Pescara).

Claudio Morelli e Morena Schiazza sono stati colti in flagranza di reato visto che all’arrivo dei carabinieri, hanno cercato invano di occultare nei pozzetti delle fognature 16 dosi di droga.

Le cinque ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal Gip di Pescara Luca De Ninis, su richiesta del Pubblico Ministero Paolo Pompa.

Nel corso delle indagini partite nell’ottobre dello scorso anno, i carabinieri sono riusciti a documentare e a risalire a trenta episodi di spaccio.

Oltre cinquanta i grammi di eroina sequestrati nel corso dell’operazione. A dare il via all’inchiesta è stato il via vai di numerosi tossicodipendenti sotto le due abitazioni di Cappelle sul Tavo dei cinque arrestati.

Per cercare di non essere scoperti, gli spacciatori usavano nomi in codice e vivevano praticamente blindati nelle loro abitazioni dotate di un sofisticato sistema di telecamere a circuito chiuso (posto all’esterno delle case) per verificare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.

L’impianto di videosorveglianza (una delle telecamere era nascosta dentro un faretto della luce) è stato posto sotto sequestro.

I cinque arrestati sono stati trasferiti nelle case circondariali di Pescara e Chieti (le due donne). Come ha spiegato in conferenza stampa il capitano Di Pietro, i tossicodipendenti che si rifornivano di eroina a Cappelle sul Tavo arrivavano da Spoltore (Pescara), Silvi (Teramo), Roseto degli Abruzzi (Teramo), Civitella Casanova (Pescara) e Penne (Pescara).

Venti gli assuntori segnalati alla Prefettura del capoluogo adriatico. Sempre secondo i Cc i cinque arrestati a loro volta si procuravano la droga da spacciare nel quartiere Rancitelli a Pescara.

Fonte: Abruzzo Web

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

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Guide alla videosorveglianza

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I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

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Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

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