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DVR All in One. Un sistema di registrazione A/V discreto ed efficiente

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L’estate è oramai alle porte e fra non molto si tornerà a parlare di vacanze. Peccato, però, che contestualmente all’arrivo delle ferie estive si ripresenterà il problema di dover abbandonare la propria abitazione per recarsi nei luoghi di villeggiatura. Potrà anche apparire strano, ma molti vivono con apprensione il distacco dalla propria dimora in questo periodo dell’anno. Avrò chiuso la porta del terrazzo? Avrò messo il lucchetto al garage? Chissà cosa starà combinando quella peste di ragazza! E così via. Tranne per quei pochi che potranno confidare nella benevolenza di vicini e parenti, per tutti gli altri non resterà che affidarsi all’occhio vigile di un sistema di videosorveglianza, magari collegata con una centrale di vigilanza. Oggi in commercio esistono degli impianti di sorveglianza molto sofisticati, che permettono di monitorare ogni angolo della casa e di registrare all’occorrenza qualsiasi movimento sospetto con precisione assoluta.

E per chi ha deciso di allontanarsi solo per qualche giorno? Be’, in questo caso potrebbe tornare utile il DVR All in One, un dispositivo digitale capace di riprendere immagini e registrare suoni con una qualità tecnica che non ha assolutamente nulla da invidiare ad altri sistemi più complessi e costosi. Oltretutto il dispositivo funziona in modalità discreta e nascosta, dando modo di eludere la propria presenza agli occhi di chichessia. Il DVR All in one può essere infatti occultato all’interno di qualsiasi apparecchio domestico o veicolo: sveglie, soprammobili, lampade, cassettine di derivazione, cruscotto o altre parti interne dell’auto ecc.

Quali i principali punti di forza di questo formidabile dispositivo di registrazione audio-video? Sicuramente i bassi consumi della piccola batteria ai polimeri di litio e la straordinaria capacità di storage dei file di registrazione in WAVE, che consentono un utilizzo discreto in termini di durata. I file audio e video possono inoltre essere salvati all’occorrenza su una MiscoSD estraibile, in modo tale da rendere più veloce il recupero stesso dei file. Il DVR All in One misura solo 5×2 cm circa e ha uno spessore inferiore a 1 cm.

Insomma, ora che sapete a chi affidarvi, non avete più scuse per farvi assalire dallo sconforto in prossimità delle vacanze!

Per dettagli e caratteristiche tecniche del dispositivo, potete dare un’occhiata alla pagina del DVR All in One sul sito del produttore.

Natale 2015: telecamere di sorveglianza per scongiurare il furto di presepi

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Ricordate i casi di scomparsa di nani da giardino di qualche tempo fa? Acqua passata. Il nuovo trend è ora il furto di presepi!  Gli episodi di ruberia e vandalismo a danno di raffigurazioni sacre e addobbi natalizi sembrano essere infatti diventati una costante nei giorni che precedono le feste natalizie. E come spesso succede in questi casi, dei colpevoli non vi è alcuna traccia.

L’ultimo episodio del genere è accaduto qualche giorno fa a Balconevisi, in provincia di Pisa. Appena sveglio, un abitante del posto è rimasto con un palmo di naso nel vedere la propria opera d’arte, allestita all’esterno dell’abitazione, volatilizzatasi chissà dove. L’uomo non si è fatto prendere dallo sconforto. Anzi, ha voluto ironicamente lasciare un messaggio all’ignoto malfattore affiggendo fuori di casa un cartello con su scritto “Buon Natale”. Qualche giorno prima erano scomparsi, allo stesso modo, altri presepi privati approntati nelle vicinanze.

In un asilo di Quarrata, in provincia di Pistoia, i ladri hanno invece fatto man bassa di addobbi luminosi e fatto a pezzi renne, orsi e pupazzi di Natale. Che dire poi del reiterato furto del bambinello e di altre statuette dal presepe dell’anfiteatro romano di Lecce? Un’annosa e barbara consuetudine a cui l’amministrazione comunale ha voluto porre rimedio installando un circuito di telecamere, così da cogliere i ladri sul fatto. Il sistema di videosorveglianza in questione è provvisto di una serie di videocamere in HD e di un video-registratore digitale capace non solo di rilevare e mettere a fuoco il volto dei malfattori seriali, ma anche di registrare ciò che succede all’interno dell’area presa in esame. L’occhio delle telecamere copre dunque l’intera area in cui è allestito il presepe, in modo che dal suo perimetro di controllo non sfugga alcun che.

In definitiva quella dell’autorità cittadina ci sembra una decisione saggia, anche se piuttosto ovvia. Ci chiediamo difatti perché mai non sia stata presa in esame prima, visto che gli impianti di videosorveglianza, anche quelli con telecamere nascoste, siano in assoluto i dispositivi più efficaci per rilevare infrazioni di questo tipo. E non solo.

Microcamera IP-STREAM: un fantastico kit di videosorveglianza wireless

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Vi piacerebbe introdurvi di nascosto in un determinato luogo per raccogliere indizi come un vero detective? Allora il kit di videostreaming IP-STREAM è il dispositivo che fa per voi! Il kit di videosorveglianza A/V IP-STREAM vi permette infatti di monitorare e registrare situazioni delicate, senza dover essere fisicamente presente sulla scena. In altre parole, potrete osservare e registrare qualunque movimento senza correre i rischio di essere scoperti.

Parlando di nuove tecnologie per la sorveglianza audio-video discreta, non potevamo perciò tralasciare questo piccolissimo kit avente caratteristiche veramente singolari e degne di nota. Innanzitutto una microcamera con lente CMOS da 3,7mm, 600TVL e codec video H264 per immagini video di altissima qualità, in grado di comunicare con il modulo di trasmissione dati anche stando a 10-15 metri di distanza da quest’ultimo. Tale aspetto può rivelarsi particolarmente utile in quelle situazioni in cui non è possibile l’occultamento di entrambi i moduli in un  medesimo spazio. Il kit IP-STREAM, comprensivo di un modem WiFi, è oltremodo ideale per l’utilizzo in luoghi dove non si conosce la password di rete WiFi o non è presente alcuna connessione internet, in quanto utilizza la connessione dati 4G della SIM card.

Il kit completo è composto dai seguenti componenti:

  • Microcamera CMOS 3,7 mm e 600TVL
  • Modulo di trasmissione
  • Antenna wireless
  • Microfono otofono digitale
  • Modulo WiFi 4G LTE cat4, per trasmettere video in streaming in tempo reale attraverso Internet

Date le sue minuscole dimensioni (la microtelecamera misura solo 8mm x 8mm), il kit per videostreaming IP-STREAM può essere tranquillamente nascosto all’interno di spazi murari, cassettine di derivazione o piccoli oggetti casalinghi, garantendo allo stesso tempo una ripresa e una trasmissione A/V ininterrotta. La programmazione del modulo per la ripresa, la registrazione e la trasmissione delle immagini avviene a monte, in fase di pre-installazione. In questa fase l’utente ha la possibilità di scegliere in anticipo le funzioni più idonee da utilizzare. Una volta che il kit è in funzione, le immagini in movimento vengono immediatamente inviate a un’applicazione installata sul vostro smartphone o tablet. Il kit prevede altresì la registrazione in motion detection: la partenza della videoregistrazione si attiva quando viene rivelato un movimento all’interno dell’immagine inquadrata dalla telecamera. Il modulo può essere alimentato sia a batteria sia attraverso rete elettrica.

Perché orientarsi verso questo kit per le vostre riprese audio-video nascoste? Perché siamo al cospetto di un dispositivo compatto che fa bene il proprio lavoro, senza avere nulla da invidiare ad altri sistemi di ripresa A/V ben più ingombranti e problematici da configurare.

Scoperti e filmati dalle micro camere tre falsi ciechi

Il business sulle pensioni di invalidità ha da sempre preoccupato il nostro Paese aggravando la situazione economica generale. Uno dei sistemi più efficaci nel combattere questo tipo di illeciti, fortemente radicati nel territorio, è l’utilizzo di micro telecamere che assicurano la buona riuscita delle operazioni e la raccolta di prove inequivocabili.
Lo sa bene la Guardia di Finanza di Palermo che ha incastrato tre soggetti, due uomini ed una donna, che da oltre 30 anni percepivano la pensione di invalidità come ciechi assoluti provocando, negli anni, un danno allo Stato per oltre 520 mila euro.

I truffatori sono stati ripresi dalle telecamere mentre giocavano a carte, andavano dal barbiere e a fare la spesa senza alcuna difficoltà. Uno aveva addirittura un profilo Facebook in cui era palese che l’uomo conduceva una vita del tutto normale. Lo stesso è risultato intestatario di un auto. I finanzieri lo hanno monitorato e filmato mentre passeggia parlando al cellulare, spazza il cortile di casa e va dal barbiere senza alcun aiuto o difficoltà.

Gli altri due truffatori ciechi, frequentavano i bar, giocavano a carte, passeggiavano e facevano compere. Entrambi, avevano formalmente dei delegati per il ritiro della pensione.
L’attività di osservazione e di pedinamento, con foto e riprese video è perpetrata quotidianamente dalle Forze dell’Ordine che utilizzano validi sistemi di sorveglianza in grado di garantire la massima discrezione per la buona riuscita delle operazioni. Alla stessa maniera diversi cittadini partecipano attivamente a questo tipo di monitoraggi acquistando micro camere professionali e immortalando situazioni “anomale”. Collaborando con le forze dell’ordine non solo si eleva il proprio grado di cittadinanza attiva, ma soprattutto si contribuisce a ridurre il peso economico nazionale che questi malviventi procurano giorno dopo giorno.

Le microcamere fermano il “Lupin dei circoli sportivi”

Circoli sportivi, lidi, palestre e tutti i luoghi sociali e di aggregazione ormai non possono fare a meno di telecamere di videosorveglianza. Piccoli furti o atti di vandalismo possono facilmente portare alla perdita di molti clienti, nonché di notorietà.

Tra i mesi di febbraio e aprile scorsi, i frequentatori di prestigiosi circoli sportivi di Roma, hanno parcheggiato le loro auto con il timore di non trovarle più al loro ritorno. Tutto a causa di un abile ladro, subito ribattezzato il “Lupin dei circoli sportivi”, che senza dare nell’occhio, riusciva a penetrare negli spogliatoi delle strutture, a sfilare dalle tasche degli iscritti le chiavi delle loro auto e a dileguarsi al volante senza lasciare la minima traccia.

Il ladro è entrato in azione almeno tre volte, secondo quanto ricostruito dai carabinieri che si sono messi sulle sue tracce fin dal primo colpo.
I militari, con la collaborazione del personale tecnico del Ris di Roma sono riusciti a scovarlo attraverso delle micro camere installate negli spogliatoi: si tratta di un italiano di 35 anni, con precedenti, originario della provincia di Reggio Calabria ma da tempo residente a Roma. Il ladro è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma. Accusato di furto aggravato, si trova ora rinchiuso nel carcere di Regina Coeli.

Come è successo a Roma, accade spesso anche negli spogliatoi di altre città, l’unica soluzione possibile è l’installazione di validi sistemi di videosorveglianza che anzitutto inibiscono i furti e, in tal caso, non lasciano via di scampo ai malintenzionati, tutelando i propri clienti.

Tangente in diretta, 3mila euro al carabiniere

Una micro camera non perdona e non lascia spazio a dubbi ed incertezze. Proprio grazie a questo strumento sono stati colti sul fatto due imprenditori cinesi, ristoratori di Ossona, in provincia di Milano.

In particolare i due, dopo aver ricevuto un verbale per aver fatto lavorare due dipendenti in nero, hanno cercato di evitare la denuncia allungando una busta ad un carabiniere dell’ispettorato del lavoro di Milano. Ma il militare, insospettitosi da alcune allusioni fatte nei giorni precedenti dalla coppia, si era dotato di una micro camera ed ha filmato l’incontro.

Nel video si vede chiaramente che la donna, ad un certo punto, sfila dalla borsa una busta e la allunga sorridente al carabiniere che si accorge subito che dentro c’è del denaro, ben 3mila euro. Immediato è scattato l’arresto. I due, dopo tre giorni a San Vittore, sono stati scarcerati. I PM ne hanno chiesto il giudizio immediato.

Gesto intelligente e senza scrupoli del carabiniere che ha adempito al suo dovere con fermezza. Di certo l’operazione è andata a buon fine grazie all’ausilio della microcamera che ha fornito la prova inequivocabile del tentativo di corruzione. Spesso è proprio l’assenza di elementi comprovanti a bloccare il corso della giustizia.

Violenze a scuola: arrestata un’insegnante

Una storia ormai troppo comune di maltrattamenti in scuole e in luoghi di educazione e assistenza. Questa volta è accaduto a Roma. Umiliazioni verbali verso bambini con difficoltà psico-infantili apostrofati con parole come “scemo”, “zozzo”, “schifoso”, “bastardo”, “cosa inutile”. E i più grandicelli usati per deridere i piccoli e incitati alla violenza nei confronti degli altri: “Vai da lui e schiaffeggialo”, gli ordini dell’educatrice.

In tanti si erano rivolti ai dirigenti scolastici e alle forze dell’ordine, ma occorrevano prove più concrete. Così il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta ha deciso di installare delle microcamere in aula e in diversi altri spazi della scuola; queste hanno subito fornito riscontri oggettivi sugli indizi di colpevolezza.

Le immagini hanno ripreso quanto accaduto dal 24 aprile all’8 maggio consentendo agli inquirenti di prendere atto dei “comportamenti vessatori, offensivi e violenti” della maestra. Significativo sarebbe quello che è accaduto nella tarda mattinata del 24 aprile: il video riprende l’educatrice mentre dà uno schiaffo ad un bambino e ne insulta un altro che manifesta difficoltà di relazione e di parola. Per rimproverare un bimbo con disagi “colpevole” di essersi fatto la pipì nei pantaloni, l’insegnante dice alla classe “Se l’è fatta sotto, è uno schifoso”. Lei resta seduta, non provvede a pulirlo né chiama qualcuno perché lo faccia, anzi ordina al bambino di pulirsi da solo, consegnando la carta assorbente al piccolo che, impaurito, provvede a pulire anche la sedia, inginocchiandosi e asciugando fin sotto il tavolo. Poi torna a infierire con le offese: “Sudicione, asciuga bene per terra prima. Forza, guarda che se vengo là ti faccio dare la testa sopra, eh?”.

Dunque per maltrattamenti e percossea bambini sono state arrestate, ai domiciliari, la maestra di 57 anni e la coordinatrice della scuola pubblica per l’infanzia in zona Tiburtina, a Portonaccio. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip Elvira Tamburello sono stati tanti gli episodi violenti nei confronti dei bimbi a cui la maestra, madre di due figli, sarebbe ricorsa per ottenere l’obbedienza degli alunni, che vivevano in un clima di terrore. A volte le percosse arrivavano anche senza alcun motivo.

La coordinatrice della scuola è apparsa incredula al momento dell’arresto, anche se dai primi accertamenti risulta che la stessa sarebbe stata avvertita più volte della condotta dell’insegnante, omettendo di prendere gli opportuni provvedimenti, anzi accusando le altre operatrici di invidia e gelosia. A parlare delle violenze a qualche genitore sarebbero stati anche alcuni bimbi.

Sempre nelle immagini si vede l’insegnante che se la prende con un altro bambino al quale tira i capelli “Non urlare, sciocco, ti do un cazzotto qui, eh?” e lo schiaffeggia sul volto. Il 3 maggio poi le ire sono contro un altro bimbo che avrebbe scritto su un mobile: “Vero che hai fatto quella schifezza lì? Te la faccio pulire con la lingua”. Il 6 maggio di fronte ad un altro bimbo che non ha risposto a una sua domanda, lo minaccia: “Ripeti immediatamente ciò che ho detto. Ripetilo, prima di tre, se tu non lo ripeti vengo là e t’attacco al lampadario”. Il 7 maggio l’insegnante prende di mira un altro allievo che, strattonato, è costretto a sedersi vicino al muro; inutilmente, cerca di difendersi con un “non sono stato io”. Nei video si vede anche come la maestra sia stata più volte ripresa dalle sue colleghe per i suoi metodi poco educativi. L’unico accorgimento della maestra sarebbe stato quello di non assumere comportamenti violenti in presenza di altro personale scolastico.

I genitori chiedono a gran voce di poter vedere i video ripresi dalle microcamere, sgomenti circa l’accaduto. Esigono spiegazioni intenzionati a ritirare i propri figli dalla scuola romana.
Un episodio gravissimo che ha richiesto lunghe indagini. Solo attraverso l’utilizzo delle microcamere si è potuto far chiarezza sugli accadimenti e mettere un punto alle violenze subite quotidianamente dai bambini. In numerose altre situazioni sono stati i dirigenti scolastici o i genitori stessi ad impiantare delle microcamere in oggetti dei bambini, aule o spazi comuni, per monitorare il comportamento del personale scolastico evitando che questo tipo di umiliazioni e violenze si protraessero nel tempo.

Un cittadino ferma un pusher con un micro videoregistratore

Riportiamo il racconto di un nostro cliente. “Il retro di casa mia da proprio sulla villa comunale. Da circa 2 mesi una panchina si era trasformata in una vera e propria bottega per un pusher che adescava gente di ogni età e vendeva droga. I primi tempi guardavo incredulo queste piccole bustine contenenti polvere bianca, scambiate con denaro; poi ho cominciato a vedere ragazzi molto piccoli acquistare sostanze e la cosa ha cominciato ad infastidirmi. Le “vendite” avvenivano principalmente in serata e si protraevano anche per 4-5 ore.

Ho contattato diverse volte il comando della polizia del paese, ma senza successo; mi comunicavano puntualmente che sarebbero stati effettuati dei controlli, ma la situazione non cambiava ed era diventata per me una vera e propria preoccupazione. D’altra parte avevo paura ad intervenire in prima persona, non avrei saputo cosa fare e soprattutto temevo che il delinquente fosse armato.

Così parlando con un mio collega, ci è balzata l’idea di utilizzare un micro videoregistratore e riprendere le scene ormai quotidiane. Ho navigato un po’ su internet e sul sito di Endoacustica Europe ho trovato molti dispositivi, tra cui ciò che faceva al caso mio: il DVR All in One. Un videoregistratore molto piccolo e di facile utilizzo che consente di registrare file audio e video e anche di scattare delle fotografie di altissima qualità. L’ho acquistato e ricevuto in breve tempo, così mi sono messo all’opera. Per giorni ho ripreso il pusher in azione e i suoi numerosi clienti che si avvicendavano. Poi ho trasferito i file sul mio pc e ho inviato il tutto a diverse Procure in modo da farmi ascoltare.

Fortunatamente dopo circa una settimana c’è stato l’intervento della polizia e il pusher è stato portato via. Non ho ricevuto medaglie o onorificenze, ma mi sono sentito davvero orgoglioso del mio contributo di cittadino alla giustizia e la situazione è decisamente migliorata, almeno attorno a casa mia”.

Prof ubriacone cacciato dall’università

E’ successo a Pavia. Nei giorni scorsi, un docente del corso di inglese del corso di laurea in Scienze della comunicazione dell’università, Anthony Baldry, si è visto revocare il contratto ed è stato costretto ad abbandonare tutti i corsi a lui affidati.
Tra le motivazioni “gravi violazioni accertate” che includono l’acquisto obbligatorio, come spesso avviene, dei suoi libri (pena l’esclusione dalla frequenza del corso e quindi l’impossibilità di sostenere l’esame), l’utilizzo continuo di un linguaggio inappropriato, volgare, spesso offensivo nei confronti degli studenti e essersi presentato in aula completamente ubriaco.

Tre accuse a dir poco gravi che hanno trovato fondamento in alcuni filmati amatoriali girati con gli smartphone degli studenti e postati in alcuni siti di studenti come scuolazoo.com. Questi strumenti possono rivelarsi decisivi in casi simili, come anche lo sono stati, in un’ottica più valida, le DVR pen delle normali penne scriventi dotate di microfono e videocamera ad alta risoluzione che, oltre ad essere utilizzate per registrare le normali lezioni, si sono spesso rivelate complici della Giustizia in quanto hanno consentito di raccogliere prove senza destare sospetti.

Pare che per ottenere una qualità di insegnamento maggiore, gli studenti avevano in precedenza raccolto firme e inoltrato numerose segnalazioni, al fine di cacciare il professor Baldry dall’Università di Pavia. Ovviamente queste richieste non sono state prese in seria considerazione. Spesso bisogna far affidamento sui propri mezzi per essere ascoltati!

Elezioni ai tempi di smartphone e social network

E’ tempo di elezioni e numerosissimi sono i votanti che esprimono il proprio parere e contribuiscono alle campagne elettorali tramite social network e siti di condivisione. Accesi dibattiti e consigli sottobanco sono veicolati a tutte le ore del giorno e della notte. C’è addirittura chi, non soddisfatto del proprio apporto politico, decide di testimoniare il proprio voto con foto scattate da cellulari o con micro sistemi video.

Secondo il decreto legge del 1° aprile 2008 n.48 è severamente vietato fotografare o riprendere la scheda, pena l’arresto da tre a sei mesi e un’ammenda da 300 a 1000 euro. Il personale preposto all’interno dei seggi è tenuto a vigilare il corretto svolgimento della votazione invitando i votanti a lasciare in custodia il proprio cellulare e affiggendo molti cartelli all’interno dei seggi. I presidenti non sono altresì autorizzati a perquisire i votanti o ad entrare nella cabina di voto.

Lo scopo del divieto è chiaramente quello di evitare il voto di scambio. Non sono inusuali infatti gli scambi di denaro in cambio di foto nelle cabine elettorali. In queste ore sono davvero numerose questo tipo di immagini che circolano su Facebook e su Twitter che ritraggono elettori mentre barrano il simbolo del partito scelto.
Eclatante è stato il caso di un imprenditore della provincia di Genova, il quale, sorpreso a riprendere con il telefono cellulare le operazioni di voto, ha dato in escandescenze minacciando di portarsi via scheda elettorale e matita. Per questo l’uomo di 44 anni è stato denunciato per turbativa delle operazioni di voto. I carabinieri sono intervenuti in seguito alla segnalazione dello stesso presidente di seggio allarmato per quanto stava accadendo.

Appare inarrestabile questo fenomeno e desta molta preoccupazione l’aspetto strettamente legale. Spesso sono gli stessi politici in candidatura a sovvenzionare questo tipo di atti illegali e quindi sarebbe valido un intervento mirato ad eliminare il problema alla base. Non mancano le intercettazioni telefoniche, condotte con validi strumenti, che attestano compromessi e baratti di ogni genere.

Anche l’abbandono dei cani può essere arginato con l’uso delle telecamere

Hanno abbandonato furtivamente un cane nei pressi di un pub in Inghilterra, ma non hanno tenuto conto delle telecamere a circuito chiuso di un vicino hotel. Dalle immagini è stato facile identificare due donne, di cui una in evidente stato di gravidanza. Le due, hanno legato un cane di razza Rottweiler ad un cancello e poi sono andate via. L’animale è stato ritrovato poco dopo dai dipendenti del pub. Hero, il nome attribuito al cane dai ritrovatori, era ridotto in pessime condizioni, normalmente avrebbe dovuto avere un peso di circa 50 kg, ma pesava solo 22 kg.
Le immagini dell’abbandono sono state acquisite dalla Rspca, la principale charity inglese che si occupa di animali, e si renderanno utili ad individuare le due donne.
Il Daily Mail, riportando la notizia, ha riferito che una delle due donne, dopo aver probabilmente notato la telecamera , ha esitato qualche istante, ma dopo essersi velocemente confrontata con la complice, ha proseguito nella missione legando il cane alle sbarre, mentre l’altra osservava. Anche una volta terminata l’operazione, le due hanno guardato verso la telecamera prima di darsi alla fuga.

Come è evidente in questo episodio, le telecamere di sorveglianza possono non solo salvaguardare la nostra sicurezza, ma anche quella degli altri, siano essi persone o animali. Un ulteriore valido motivo per scegliere di installare microcamere professionali facilmente occultabili in modo da garantirsi e garantire la massima sicurezza.

Il cappellano di San Vittore accusato di violenze sessuali

Sono bastate le immagini di una telecamera nascosta ad incastrare don Alberto Barin, 51 anni, cappellano del carcere di San Vittore, accusato di violenza sessuale continuata e pluriaggravata e concussione ai danni di diversi detenuti. Prestazioni sessuali in cambio di favori: shampoo, spazzolini, sigarette, sapone, assieme alla promessa di una “buona parola” a sostegno della loro scarcerazione. E se questa avveniva, il sacerdote chiedeva agli ex detenuti di passare da casa sua, dietro l’istituto per “ringraziarlo”.

La prima denuncia, da parte di un ragazzo africano, è giunta la scorsa estate, ma a quanto sembra, le violenze si protraevanogià dal 2008. Il giovane ha dichiarato di esser stato molestato dal cappellano. A questa si sono unite nel tempo altre denunce sempre da parte di cittadini extracomunitari di età compresa tra 22 e 28 anni. Se questi si rivelavano “gentili” con lui, Don Alberto gli avrebbe concesso dei favori; chi si rifiutava non riceveva più benefici da parte del prete.
Gli investigatori della squadra mobile, supportati dagli agenti della polizia penitenziaria, a seguito delle denunce, sono riusciti lo scorso giugno, a piazzare delle microcamere per registrazioni ambientali sia nell’ufficio del prete sia a casa sua con le quali sono riusciti a raccogliere le prove necessarie.

Nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare è racchiuso il racconto delle vittime, tutte in carcere per episodi di micro criminalità come furti o rapine, solo uno, che tra l’altro si è rifiutato di collaborare, è accusato di omicidio. I detenuti si sentivano “costretti” a cedere alle avance del cappellano dal loro “stato di bisogno“. Avevano necessità di ricevere quei piccoli beni o anche pochi soldi per acquistare qualcosa che facilitasse la vita in carcere. Ad influire sulla scelta di assecondare le relazioni sessuali incideva anche l’“interessamento alla loro posizione carceraria”, conveniva tenerselo buono insomma. Per questo si parla anche di abuso di potere. Secondo il gip il prete avrebbe strumentalizzato “la sua posizione, le sue funzioni, i suoi pur limitati poteri e la sua quotidiana vicinanza ai detenuti per soddisfare quasi ossessivamente le sue pulsioni sessuali“.

Tra i detenuti degni delle avance del cappellano è spuntato nei giorni scorsi il nome di Fabrizio Corona che spontaneamente ha dichiarato di aver capito subito che c’era qualcosa che non andava nel prete. In un’intervista ha affermato tra l’altro:“Provò a toccarmi, promettendomi agevolazioni su questo e quell’altro”.

Ciò che resta nel mistero è come nessuno si sia accorto in 17 anni di presenza di Don Barin all’interno del carcere, (è a San Vittore dal 1997) di queste sue “devianze”. Tutti ne parlano come di una persona di massimo rispetto. La Curia, seppur sgomenta in un primo momento, si è affidata al lavoro degli investigatori dichiarandosi disposta a collaborare.

Don Alberto Barin ad oggi si trova nel carcere di Bollate in attesa dell’interrogatorio di garanzia; tutte le vittime sono state trasferite da San Vittore in altri penitenziari. Gli investigatori stanno cercando di capire se altri detenuti possano aver subito simili abusi da parte del cappellano.

Il geometra Lanzi inchiodato dalle microspie

Continuano le indagini del Corpo Forestale per far luce sull’operazione che riguarda gli appalti truccati nel vicentino denominata “Genio e sregolatezza” e che vede coinvolti vari imprenditori, funzionari, dipendenti pubblici ed amministratori implicati in una immensa rete di appalti truccati. Nel mirino degli inquirenti, che al momento hanno sotto torchio 63 indagati, nove dei quali in carcere e tre agli arresti domiciliari, sono finite ancora una volta le intercettazioni.

Inizialmente gli uomini della forestale avevano individuato in Gabriella Annessi e Roberto Lanzi, impiegati al Genio Civile, le uniche menti di questo malaffare. Ora tra le carte sembra siano emerse anomalie nelle assegnazioni di alcuni appalti pubblici da parte della Provincia, nonché una consistente attività di finanziamento per l’apertura dei cantieri.

Quello che incuriosisce è la storia degna del film 007, sostenuta da un difensore durante un’udienza.
Pare che nel maggio dello scorso anno, Roberto Lanzi si è presentato volontariamente al Nucleo di Polizia Tributaria di Viterbo sporgendo denuncia contro ignoti a causa della presenza di numerosissime microspie nel suo ufficio.
Lanzi avrebbe raccontato agli agenti che, insospettito da alcuni fori posti nel controsoffitto dello studio a Viterbo, ha proceduto al controllo del pannello, riscontrando con sua sorpresa la presenza di apparecchiature simili a microcamere, con tanto di led luminosi e antenne di trasmissione.

In un primo momento il geometra ha pensato che fosse stata l’amministrazione dell’ufficio ad installare i dispositivi per controllare il proprio operato e, pur conoscendo l’illegalità del gesto, ha lasciato l’apparecchiatura al suo posto senza provvedere alla rimozione e senza avvertire gli amministratori. Ovviamente si trattava di sistemi che facevano capo ai militari del Corpo Forestale che, vedendo che Lanzi aveva scoperto le telecamere, le rimossero.

Sempre Lanzi avrebbe denunciato che, avendo dei problemi con la presa del computer situata alle spalle della scrivania, nell’intento di verificare il funzionamento della stessa, ha aperto la presa e trovando all’interno della stessa, un apparecchio che non aveva mai visto e che presumeva essere estraneo al funzionamento della presa e che quindi ha rimosso. Con questo dubbio ha controllato le altre prese di corrente dell’ufficio rinvenendo un altro oggetto simile al precedente. Questi due misteriosi oggetti non erano altro che due ultra tecnologiche microspie sempre usate dagli inquirenti per controllare il geometra.
Fatto sta che i potenti sistemi usati hanno prodotto registrazioni e filmati che inchiodano in maniera certa Lanzi.

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Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata
. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

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 RILEVATORE MICROSPIE
bonifiche ambientali
Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
 MICROREGISTRATORI
Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all’auricolare celato nell’orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.

ARTICOLI IN RILIEVO

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

6 Set 2017

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Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi in venditori della domenica che, in quanto a qualità ed efficacia del prodotto commercializzato, lasciano alquanto a desiderare. Non solo. …

Come ottenere i tabulati telefonici dal vostro operatore di telefonia mobile in pochi semplici passaggi

7 Ago 2017

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In questo articolo vi sveleremo cosa fare per ottenere il tabulato telefonico delle chiamate in uscita dal vostro cellulare, grazie a un servizio on line che la maggior parte degli operatori telefonici (TIM, Tre, Vodafone ecc.) mette a disposizione dei propri clienti in maniera del tutto gratuita. Ma non perdiamoci in chiacchiere e vediamo subito come si comporta ciascun operatore a riguardo. TIM Per richiedere il tabulato telefonico da parte …

Come difendersi dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate

28 Apr 2017

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Mentre anche la politica d’oltreoceano, con la recente presa di posizione abolizionista del neo presidente americano Donald Trump, sembra muovere in direzione opposta a quella della tutela dei dati on line, garantirsi degli strumenti efficaci contro il furto di informazioni diventa ogni giorno più pressante. Lo stesso dicasi per le intercettazioni telefoniche abusive. Ovviamente in quest’ultimo caso ci riferiamo a tutte quelle operazioni non autorizzate da organi giudiziari competenti, ma comunque avviate in maniera indiscriminata …

Microspia GSM NANO-BUG. Per un ascolto efficace di veicoli o ambienti da qualsiasi distanza

9 Dic 2016

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Se cercate una microspia audio dalle dimensioni realmente ridotte, facile da installare e capace di funzionare da qualsiasi distanza, allora la NANO-BUG è il dispositivo adatto a voi. Questo gioiellino di elettronica per l’intelligence funziona infatti grazie a un vettore GSM Quadriband che permette l’ascolto audio da qualsiasi postazione. Le caratteristiche più interessanti della NANO-BUG risiedono principalmente nella programmazione da remoto attraverso l’invio di SMS di comando (fino a 5 …

Come scoprire se qualcuno ti sta spiando in poche semplici mosse

21 Set 2016

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Temi che qualcuno abbia piazzato dei microfoni nel tuo appartamento? Hai paura che stiano spiando ogni tuo movimento? Sei convinto che nella tua auto ci sia una microspia? Vediamo insieme quali segnali prendere in considerazione per evitare qualsiasi abbaglio interpretativo e giungere invece alla verità. Prima di passare a elencare i segni tangibili e quelli meno evidenti di eventuali intercettazioni in atto, sarebbe  tuttavia opportuno chiedersi: perché dovrebbero spiare proprio …

Microregistratore digitale SAB-R1: lunga durata e dimensioni ridottissime

26 Ago 2016

microregistratore-digitale-sab-r1

Registra file audio a livello ambientale su memoria integrata da 8GB per 40 ore consecutive. Il micro registratore digitale SAB-R1, di recente ideazione, si colloca ai primi posti nel panorama dei dispositivi elettronici per la registrazione ambientale in modalità nascosta. Questo grazie soprattutto alla sua capacità di registrare e archiviare file in formato wave (ad altissima qualità audio) per una durata prossima alle 40 ore. Le sue ridotte dimensioni (4×1.7×0.8 …

Come proteggersi dal cyberbullismo. L’esempio di Facebook

26 Lug 2016

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Come difendere i nostri figli dai bulli che popolano la rete? La risposta potrebbe arrivare dalle linee guida pubblicate qualche tempo fa da Facebook su una pagina dedicata al bullismo, dal titolo: “Fermiamo il bullismo. Presentazione di strumenti, suggerimenti e programmi per aiutare le persone a difendere se stesse e gli altri“. L’obiettivo principale del noto social network è chiaramente quello di mitigare l’aumento di casi di violenza verbale, ingiurie …

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 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

2 Gen 2014

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

La bambina virtuale adescata da 20mila adulti

26 Nov 2013

Sweetie, una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate. Erano disposti a …

Il costo della nostra privacy

31 Lug 2013

Si è soliti sostenere che la privacy non ha prezzo, oggi però ci sono dei parametri attendibili con cui farsi un’idea: il tariffario con cui gli operatori telefonici e gli Internet service provider statunitensi vendono le conversazioni degli utenti al governo. Dopo il caso Snowden, a svelare il listino prezzi è stato il …

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

10 Mag 2011

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che …

Le vite degli altri a Pechino

7 Mag 2011

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, …