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Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

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Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi in venditori della domenica che, in quanto a qualità ed efficacia del prodotto commercializzato, lasciano alquanto a desiderare. Non solo. Alcuni link presenti su Google rimandano a contenuti del tutto inesistenti, datati, o peggio ancora, di tutt’altra fattispecie.

E per quanto concerne i prezzi? Mah, anche in questo caso stendiamo un velo pietoso: microspie, cimici ambientali, microtelecamere e altri strumenti di intercettazione professionali venduti al costo di pochi caffè non ci fanno davvero una bella figura agli occhi del professionista in cerca di un prodotto di qualità! Ma vediamo subito come restare a galla in questo mare di approssimazioni e di slealtà commerciale, così da non essere raggirati dall’ennesimo tuttologo di turno.

Prima di avviare la ricerca delle migliori microspie presenti sul mercato, schivando di fatto dei semplici “giocattolini”, sarà sufficiente attuare questi tre semplici accorgimenti:

  1. Sinceratevi dell’effettiva presenza sul territorio dell’azienda fornitrice, che abbia quindi un negozio o perlomeno un ufficio. Ma sopratutto ponetevi la seguente domanda: da quanto tempo l’azienda opera nel settore? Reputazione e affidabilità sono infatti elementi essenziali da prendere in considerazione quando si decide di acquistare un prodotto online.
  2. Non fatevi allettare da prezzi stracciati e offerte super convenienti, giacché, soprattutto in ambito investigativo, il detto “tanto costa, tanto vale” assume una certa veridicità, molto più che in altri settori.
  3. Infine chiedetevi onestamente: il fornitore ha la capacità di seguirmi nell’implementazione o nell’installazione del prodotto? Ossia può garantirmi un servizio post vendita efficiente? In caso di risposta negativa, lasciate perdere, perché potreste ritrovarvi tra le mani un prodotto inutilizzabile e rosicchiarvi le dita per il resto dei vostri giorni.

Detto ciò, siamo consapevoli che alcuni di voi continueranno a ignorare quanto detto poc’anzi. Ma poi non dite che non vi avevamo avvisati.

 

Come scoprire se qualcuno ti sta spiando in poche semplici mosse

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Temi che qualcuno abbia piazzato dei microfoni nel tuo appartamento? Hai paura che stiano spiando ogni tuo movimento? Sei convinto che nella tua auto ci sia una microspia? Vediamo insieme quali segnali prendere in considerazione per evitare qualsiasi abbaglio interpretativo e giungere invece alla verità.

Prima di passare a elencare i segni tangibili e quelli meno evidenti di eventuali intercettazioni in atto, sarebbe  tuttavia opportuno chiedersi: perché dovrebbero spiare proprio me? La domanda non è affatto banale né scontata giacché, a detta degli psicologi, il dubbio e la paranoia possono distorcere i fatti e creare inquietudine laddove non avrebbe ragione di esistere.

I motivi che giustificano un’azione di spionaggio possono essere diversi e oltremodo circostanziati. Le situazioni a rischio più ricorrenti sono comunque le seguenti:

    1. Sei un noto imprenditore;
    2. Fai un lavoro importante che richiede un certo livello di segretezza;
    3. Sei un politico, un noto scienziato o un funzionario pubblico di spicco;
    4. Sei in procinto di divorziare;
    5. Tua moglie o tuo marito sospetta un tuo tradimento;
    6. Sei un attivista militante in organizzazioni ani-governative;
    7. Frequenti newsgroup o comunità on line che trattano di cospirazione;
    8. Sei già stato arrestato per crimini legati al terrorismo;
    9. I tuoi amici fanno parte di circoli occulti di qualche genere;
    10. Il tuo vicino ti odia a morte;
    11. Sei molto ricco;
    12. Sei vittima di uno stalker;
    13. Sei una celebrità.

Perciò, se in qualche modo ti trovi a vivere alcune delle circostanze sopraelencate, esiste un’alta probabilità che i tuoi dubbi siano fondati. In questo caso varrebbe la pena sincerarsi di non avere microspie nascoste in casa o in auto.

Ricognizione visiva dell’ambiente

Dunque da dove cominciare per arrivare a scoprire se qualcuno ti sta spiando? Il primo comportamento da adottare è quello di avviare un controllo visivo delle aree più a rischio della casa, passando via via in rassegna cassettine di derivazione, prese elettriche, lampadari, oggetti di uso quotidiano ecc. Generalmente si parte con l’ispezionare l’impianto elettrico. Le viti dell’interruttore della luce sono allentate? Hai notato degli spostamenti nei cablaggi elettrici come ciabatte, alimentatori vari, prese o spinotti? C’è un leggero deposito di intonaco sul pavimento, proprio sotto un interruttore o una presa elettrica? La stessa cosa vale per le luci e i lampadari. Tutti questi indizi lasciano intendere che qualcuno abbia effettivamente messo mano all’impianto elettrico, presumibilmente per installare dei microfoni o delle telecamere alimentati direttamente via rete. In caso di microspie video è importante altresì fare attenzione a fori anomali apparsi all’improvviso nelle prese elettriche, lampade a muro o cassettine di derivazione, creati ad hoc per ospitare l’occhio di una microtelecamera.

La regola vuole che i dispositivi alimentati da rete elettrica siano stati installati per durare nel tempo, tuttavia esistono anche microspie, telecamere wireless, trasmettitori audio-video ecc. a breve-media durata che funzionano anche a batteria, ovvero per un periodo di tempo limitato. Queste apparecchiature vengono collocate nei posti più impensabili e disparati. In questo caso dovrai armarti di santa pazienza e ispezionare qualsiasi oggetto cavo che abbia la capacità di contenere trasmettittori anche di minuscole dimensioni. Per quanto concerne l’ispezione dell’auto, devi innanzitutto controllare che non siano state spostate plastiche e coperture in genere, sia internamente che esternamente all’abitacolo, o che non vi siano strane interferenze nell’autoradio o variazioni di intensità nelle luci del cruscotto.

Uso dei rilevatori di microspie audio-video

Dopo la fase di ricognizione visiva, è fortemente consigliato l’utilizzo di rilevatori di microspie per scovare in maniera definitiva quello che al tuo occhio è sfuggito. Un rilevatore di microspie, o bug detector, è un dispositivo elettronico in grado di individuare microfoni ambientali, trasmettitori audio-video, telecamere nascoste e via discorrendo, avviando lo scanning delle frequenze  generalmente utilizzate dai dispositivi di spionaggio. Questo tipo di operazione prende il nome di bonifica radio, o bug sweeping. Oggi esistono in commercio molte apparecchiature di contro-sorveglianza atte a eseguire operazioni di bonifica ambientale, anche se il loro utilizzo è ad appannaggio esclusivo di polizia, forze dell’ordine in generale ed enti governativi. Ne esistono di diversi tipi, da quelli entry-level, idonei a rilevare le microspie più comuni operanti su determinate bande di frequenze, fino a giungere a dispositivi estremamente sofisticati capaci di identificare i cosiddetti Mezzi Tecnici Speciali (STM) utilizzati soprattutto in ambito militare. Esistono poi apparecchiature in grado di scovare trasmettitori GSM, generalmente alloggiati negli autoveicoli per rilevarne la posizione o per avviare l’ascolto ambientale delle conversazioni all’interno dell’abitacolo. Un caso a parte è la verifica degli impianti cablati, in cui rientra il controllo della linea telefonica fissa, che utilizza strumenti professionali multifunzionali di ricerca a risonanza e/o induzione, non proprio alla portata di tutti.

Nuovissima microspia quadriband GSM-001. Un piccolo gioiello di tecnologia

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Il trasmettitore GSM-001, dalle caratteristiche decisamente uniche, è il fiore all’occhiello dei dispositivi per l’ascolto audio a distanza illimitata. Non a caso una delle sue peculiarità di base è quella di funzionare in ambienti difficili e precari, come ad esempio a bordo di un autoveicolo. È risaputo, infatti, che le sollecitazioni esterne e i rumori di fondo di un veicolo a motore possono influenzare negativamente la ricezione dei suoni ambientali all’interno dell’abitacolo. La microspia GSM-001 sopperisce a questo fastidioso inconveniente mettendo in campo il suo potente processore DSP, che elimina i disturbi e i rumori di ricezione audio, nonché un firmware che permette la gestione completa del suono in real time sia sui filtri sia sullo stesso processore.

Grazie alla notevole resistenza ai disturbi elettrici e al rumore residuo della tensione alternata a 50 Hz, questo trasmettitore quadribanda trova altresì un utilizzo appropriato all’interno di quadri elettrici, cassettine di derivazione, prese di corrente, o qualunque oggetto casalingo di piccole dimensioni. La microspia GSM-001 è disponibile anche in versione scatolata per l’occultamento in ambienti particolarmente a rischio di impatto. Vediamo di seguito le caratteristiche tecniche di questo piccolo gioiello di tecnologia investigativa.

Funzionalità audio a bordo di un veicolo

È possibile impostare il DSP per la riduzione del rumore all’interno dell’abitacolo,sia per il veicolo fermo sia per il veicolo in movimento. La funzione “Dynamic mic”permette inoltre l’attivazione automatica del microfono con 3 livelli audio programmabili e la funzione VOX con regolazione della soglia sui vari livelli.

Caratteristiche tecniche del modulo GSM per il controllo da remoto

  • Invio comandi via SMS;
  • Impostazione numeri abilitati all’ascolto modificabili in tempo reale via SMS;
  • Invio SMS di allarme per partenza o stop veicolo;
  • Funzione format per ripristino impostazioni di fabbrica;
  • Funzione anti-bonifica con timer programmabili;
  • Possibilità di allerta verso il numero impostato in caso di movimento o VOX;
  • Possibilità di ricevere informazioni in tempo reale quali: il segnale GSM con info cella GSM aggancianta (CELL-ID), lo stato della carica della batteria, le configurazioni software inserite e il firmware del dispositivo;
  • Gestione delle funzioni anche in vocale con toni DTMF.

Insomma, se avete la necessità di impiegare nuna microspia professionale di estrema efficacia, che entri in funzione all’occorrenza con una semplice chiamata telefonica, la GSM-001 è il dispositivo giusto per voi!

Per le specifiche tecniche di potenza, frequenza, alimentazione ecc. potete consultare il sito del produttore direttamente qui.

Lo struscio delle banconote, la chiave di volta dell’indagine

Non un grande boato e neppure parole compromettenti. Ma lo struscio delle banconote, captato da una potentissima microspia, ha incastrato tre persone nel foggiano, mettendo un punto ad un lavoro di indagine durato oltre due mesi.

Eccezionale la valenza indiziante delle conversazioni intercettate e dei rumori percepiti che nulla lasciano più al caso. Si tratta del settore lavori pubblici, l’aggiudicazione di appalti dietro pagamento di somme di denaro. Tangenti da versare alla pubblica amministrazione. Le richieste sarebbero state rivolte a numerosi imprenditori e le somme decisamente elevate.

L’indagine è partita dalle parole di un imprenditore locale, tra i più accreditati, che avrebbe dovuto versare una cospicua somma per l’affidamento dei lavori di ampliamento del palazzo di giustizia. Ma a dare conferma a mesi di intercettazioni è stata la conversazione tra due amministratori che contavano la mazzetta ricevuta, ben 50mila euro. Non ha lasciato dubbi il fruscio cartaceo delle banconote a cui si è aggiunto il commento di uno dei due «Uno, due, tre… sono i più belli del mondo».

Senza nulla togliere all’operato delle forze dell’ordine, in molti casi il loro lavoro resterebbe irrisolto senza l’aiuto di piccolissimi strumenti che, in maniera del tutto discreta, captano ciò che un umano non potrebbe fisicamente scoprire. E come è noto, le micro spie ed i micro sistemi, corrono in aiuto, non solo degli operatori professionali di sicurezza, ma anche di chiunque desideri uscire da questioni irrisolte: tangenti, estorsioni, tradimenti, infedeltà, trovano spesso una risposta attraverso l’impiego di affidabili prodotti di ascolto a distanza.

Induzione alla prostituzione: le intercettazioni di don Aldo Nuvola

Una microspia nell’auto ed intercettazioni telefoniche. Ecco cosa ha incastrato Padre Aldo Nuvola, 49enne, parroco di Regina Pacis di Palermo dal 2009 ed ex insegnante di religione del liceo “Umberto”, accusato di induzione alla prostituzione ai danni di ragazzini, perlopiù minorenni.

Il prete frequentava la zona attorno alla stazione centrale, adescava dei ragazzini per convincerli ad avere rapporti sessuali. Poco più di un anno fa era stato condannato per avere offerto soldi ad un diciassettenne in cambio di una prestazione sessuale. L’indagine è nata dal momento che il ragazzo, lo scorso aprile, è stato accusato di omicidio. Nel suo cellulare è stata trovata una chiamata al prete e da lì le ricerche sull’omicidio si sono spostate sul versante dell’induzione alla prostituzione minorile.

Le indagini dei carabinieri hanno rivelato che Nuvola, proprio perché prete, era molto seguito dai ragazzi. Adesso l’uomo è stato arrestato con l’accusa di induzione alla prostituzione: avrebbe adescato un altro minorenne, ricompensandolo con del denaro. Ad oggi, cinque i casi accertati dai carabinieri e dalla Procura, su altri cinque ci sono indagini in corso. I minorenni venivano plagiati e portati a casa o in macchina, dove con l’ausilio di microspie, è venuta fuori la verità.



Il sacerdote prima dei rapporti confidava i suoi desideri. Ai minorenni, ma anche a qualche diciottenne, spiegava cosa gli faceva “un altro suo amico”, per convincerli a cedere alle sue richieste. Sigarette, regalini e ricariche telefoniche le “ricompense” per le sue vittime.

 In un’occasione ad un ragazzo che gli chiedeva 100 euro per un rapporto, faceva i paragoni con un funerale: “Quando io vado al cimitero a fare le sostituzioni, sai quanto mi danno per un funerale? Un funerale dura un’ora, la predica, tutto sistemato, piripì, piripì. E sai quanto mi danno? Spara quanto mi danno, io sono laureato, ho due lauree? La chiesa, il cimitero si prende 50 euro dall’impresa, la chiesa, Sant’Orsola, sai a me quanto mi dà per un funerale? Al celebrante, la persona più importante, quello che fa il funerale, dà 25 euro”.

Tangente in diretta, 3mila euro al carabiniere

Una micro camera non perdona e non lascia spazio a dubbi ed incertezze. Proprio grazie a questo strumento sono stati colti sul fatto due imprenditori cinesi, ristoratori di Ossona, in provincia di Milano.

In particolare i due, dopo aver ricevuto un verbale per aver fatto lavorare due dipendenti in nero, hanno cercato di evitare la denuncia allungando una busta ad un carabiniere dell’ispettorato del lavoro di Milano. Ma il militare, insospettitosi da alcune allusioni fatte nei giorni precedenti dalla coppia, si era dotato di una micro camera ed ha filmato l’incontro.

Nel video si vede chiaramente che la donna, ad un certo punto, sfila dalla borsa una busta e la allunga sorridente al carabiniere che si accorge subito che dentro c’è del denaro, ben 3mila euro. Immediato è scattato l’arresto. I due, dopo tre giorni a San Vittore, sono stati scarcerati. I PM ne hanno chiesto il giudizio immediato.

Gesto intelligente e senza scrupoli del carabiniere che ha adempito al suo dovere con fermezza. Di certo l’operazione è andata a buon fine grazie all’ausilio della microcamera che ha fornito la prova inequivocabile del tentativo di corruzione. Spesso è proprio l’assenza di elementi comprovanti a bloccare il corso della giustizia.

Violenze a scuola: arrestata un’insegnante

Una storia ormai troppo comune di maltrattamenti in scuole e in luoghi di educazione e assistenza. Questa volta è accaduto a Roma. Umiliazioni verbali verso bambini con difficoltà psico-infantili apostrofati con parole come “scemo”, “zozzo”, “schifoso”, “bastardo”, “cosa inutile”. E i più grandicelli usati per deridere i piccoli e incitati alla violenza nei confronti degli altri: “Vai da lui e schiaffeggialo”, gli ordini dell’educatrice.

In tanti si erano rivolti ai dirigenti scolastici e alle forze dell’ordine, ma occorrevano prove più concrete. Così il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta ha deciso di installare delle microcamere in aula e in diversi altri spazi della scuola; queste hanno subito fornito riscontri oggettivi sugli indizi di colpevolezza.

Le immagini hanno ripreso quanto accaduto dal 24 aprile all’8 maggio consentendo agli inquirenti di prendere atto dei “comportamenti vessatori, offensivi e violenti” della maestra. Significativo sarebbe quello che è accaduto nella tarda mattinata del 24 aprile: il video riprende l’educatrice mentre dà uno schiaffo ad un bambino e ne insulta un altro che manifesta difficoltà di relazione e di parola. Per rimproverare un bimbo con disagi “colpevole” di essersi fatto la pipì nei pantaloni, l’insegnante dice alla classe “Se l’è fatta sotto, è uno schifoso”. Lei resta seduta, non provvede a pulirlo né chiama qualcuno perché lo faccia, anzi ordina al bambino di pulirsi da solo, consegnando la carta assorbente al piccolo che, impaurito, provvede a pulire anche la sedia, inginocchiandosi e asciugando fin sotto il tavolo. Poi torna a infierire con le offese: “Sudicione, asciuga bene per terra prima. Forza, guarda che se vengo là ti faccio dare la testa sopra, eh?”.

Dunque per maltrattamenti e percossea bambini sono state arrestate, ai domiciliari, la maestra di 57 anni e la coordinatrice della scuola pubblica per l’infanzia in zona Tiburtina, a Portonaccio. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip Elvira Tamburello sono stati tanti gli episodi violenti nei confronti dei bimbi a cui la maestra, madre di due figli, sarebbe ricorsa per ottenere l’obbedienza degli alunni, che vivevano in un clima di terrore. A volte le percosse arrivavano anche senza alcun motivo.

La coordinatrice della scuola è apparsa incredula al momento dell’arresto, anche se dai primi accertamenti risulta che la stessa sarebbe stata avvertita più volte della condotta dell’insegnante, omettendo di prendere gli opportuni provvedimenti, anzi accusando le altre operatrici di invidia e gelosia. A parlare delle violenze a qualche genitore sarebbero stati anche alcuni bimbi.

Sempre nelle immagini si vede l’insegnante che se la prende con un altro bambino al quale tira i capelli “Non urlare, sciocco, ti do un cazzotto qui, eh?” e lo schiaffeggia sul volto. Il 3 maggio poi le ire sono contro un altro bimbo che avrebbe scritto su un mobile: “Vero che hai fatto quella schifezza lì? Te la faccio pulire con la lingua”. Il 6 maggio di fronte ad un altro bimbo che non ha risposto a una sua domanda, lo minaccia: “Ripeti immediatamente ciò che ho detto. Ripetilo, prima di tre, se tu non lo ripeti vengo là e t’attacco al lampadario”. Il 7 maggio l’insegnante prende di mira un altro allievo che, strattonato, è costretto a sedersi vicino al muro; inutilmente, cerca di difendersi con un “non sono stato io”. Nei video si vede anche come la maestra sia stata più volte ripresa dalle sue colleghe per i suoi metodi poco educativi. L’unico accorgimento della maestra sarebbe stato quello di non assumere comportamenti violenti in presenza di altro personale scolastico.

I genitori chiedono a gran voce di poter vedere i video ripresi dalle microcamere, sgomenti circa l’accaduto. Esigono spiegazioni intenzionati a ritirare i propri figli dalla scuola romana.
Un episodio gravissimo che ha richiesto lunghe indagini. Solo attraverso l’utilizzo delle microcamere si è potuto far chiarezza sugli accadimenti e mettere un punto alle violenze subite quotidianamente dai bambini. In numerose altre situazioni sono stati i dirigenti scolastici o i genitori stessi ad impiantare delle microcamere in oggetti dei bambini, aule o spazi comuni, per monitorare il comportamento del personale scolastico evitando che questo tipo di umiliazioni e violenze si protraessero nel tempo.

Dipendenti controllati anche fuori dall’ufficio

I controlli all’interno delle aziende sono sempre più stringenti per quanto riguarda i dipendenti. Email, computer aziendali, messaggistica, post e tweet vengono continuamente monitorati all’interno delle compagnie. I numerosi casi di infedeltà aziendale spingono ogni giorno centinaia di imprenditori a far ricorso a strumenti per il controllo dei pc per tenere costantemente sott’occhio ciò che avviene all’interno delle aziende e arrestare l’eventuale fuoriuscita di informazioni riservate. Sempre più spesso non ci si limita più al controllo del comportamento strettamente lavorativo, ma si sta diffondendo l’abitudine di analizzare il comportamento fisico dei dipendenti anche all’esterno. Cellulari con software per il controllo GPS, micro camere invisibili sparpagliate su scrivanie e scaffali, badge con microchip che misurano persino la durata delle soste in bagno.

Viene chiamato “analizzare” e non “controllare”, ma in realtà poco cambia. Si tratta di tenere sotto controllo non solo la produttività, ma più che altro il comportamento. La crisi spesso spinge i dipendenti anche più fedeli a vendersi al miglior offerente.

Pochi giorni fa un’azienda inglese ha raccontato la sua esperienza. Nell’ambiente di lavoro erano stati nascosti diversi microregistratori audio e video Endoacustica installati in prese per la corrente, orologi da scrivania e lampade. Si lavorava su un progetto molto particolare e la fuga di informazioni avrebbe potuto far perdere importanti fonti di guadagno. In breve tempo è stato verificato che tre impiegati tra i più produttivi si trattenevano davanti ai pc anche nell’ora di pausa e nei coffee break. Questo tipo di comportamento, apparso in un primo momento stacanovista, ha incuriosito l’amministratore che ha voluto andare in fondo alla questione. Ha fatto inserire nei pc degli impiegati delle keyrecord, dispositivi che in breve tempo registrano i dati digitali. Ha scoperto che i tre dedicavano i momenti di pausa per inviare i file elaborati a dei pericolosi concorrenti. Questo ha permesso di fermare il traffico e salvare il progetto a cui stavano lavorando.

In molti luoghi di lavoro i dipendenti hanno già espresso il loro disappunto, sentendosi spiati. Ma la tendenza è destinata a diffondersi per almeno due ordini di ragioni: la necessità delle aziende di recuperare efficienza e la disponibilità di sistemi di sorveglianza professionali a costi irrisori. Per sorvegliare non c’è più bisogno di assumere un investigatore privato: basta affidarsi all’azienda esperta di sorveglianza per eccellenza, Endoacustica.

Prof ubriacone cacciato dall’università

E’ successo a Pavia. Nei giorni scorsi, un docente del corso di inglese del corso di laurea in Scienze della comunicazione dell’università, Anthony Baldry, si è visto revocare il contratto ed è stato costretto ad abbandonare tutti i corsi a lui affidati.
Tra le motivazioni “gravi violazioni accertate” che includono l’acquisto obbligatorio, come spesso avviene, dei suoi libri (pena l’esclusione dalla frequenza del corso e quindi l’impossibilità di sostenere l’esame), l’utilizzo continuo di un linguaggio inappropriato, volgare, spesso offensivo nei confronti degli studenti e essersi presentato in aula completamente ubriaco.

Tre accuse a dir poco gravi che hanno trovato fondamento in alcuni filmati amatoriali girati con gli smartphone degli studenti e postati in alcuni siti di studenti come scuolazoo.com. Questi strumenti possono rivelarsi decisivi in casi simili, come anche lo sono stati, in un’ottica più valida, le DVR pen delle normali penne scriventi dotate di microfono e videocamera ad alta risoluzione che, oltre ad essere utilizzate per registrare le normali lezioni, si sono spesso rivelate complici della Giustizia in quanto hanno consentito di raccogliere prove senza destare sospetti.

Pare che per ottenere una qualità di insegnamento maggiore, gli studenti avevano in precedenza raccolto firme e inoltrato numerose segnalazioni, al fine di cacciare il professor Baldry dall’Università di Pavia. Ovviamente queste richieste non sono state prese in seria considerazione. Spesso bisogna far affidamento sui propri mezzi per essere ascoltati!

La Share Economy, la condivisione anti-crisi

La crisi economica che ha colpito l’occidente sta lasciando largo spazio alla creatività e sta plasmando diverse forme di commercio low cost. Si tratta della Share Economy, l’economia della condivisione, che sta cambiando radicalmente la cultura del consumo. Ma siamo realmente pronti a questa apertura a 360°?

Un esempio di questa “economia della condivisione” può essere Zipcar, la piccola azienda di San Francisco che inventò la condivisione dell’auto elettrica e soprattutto diede vita ad uno spirito di comunità fra gli aderenti, perlopiù ambientalisti. L’azienda ha ottenuto così tanto successo da essere acquistata da Avis a ben 500 milioni. Allo stesso modo Airbnb ha conquistato il mercato con lo “scambio del posto-letto”, un ampio movimento online per affittare low cost il divano-letto di casa al turista di passaggio.

La Share Economy fa leva sul marketing e abbraccia soprattutto le esigenze dei più giovani solitamente con basso potere d’acquisto e voglia di aggregarsi e divertirsi. Eatfeastly.com può essere considerato una delle massime espressioni di questo sentimento di condivisione. Si tratta di un sito attraverso il quale si può riempire la propria casa di sconosciuti e far pagare a ciascuno una quota della spesa alimentare. Se si è tanti a tavola, il costo scende. Un grande ristorante a casa propria. Yerdle.com invece è uno dei casi più classici della Share Economy: è un luogo virtuale in cui barattare oggetti che non ci servono più. Allo stesso modo 99Dresses.com permette di scambiare vestiti in cambio di bottoni che serviranno ad acquistarne altri.

E se questo non è abbastanza si è pensato anche di barattare essere viventi come cani o perfino coi bambini. I siti per trovare le baby-sitter sono numerosi e offrono il controllo delle referenze e dei curriculum. A questo si aggiunge il co-parenting, la ricerca di “genitori a tempo parziale”.
Esperimenti esagerati che spesso hanno spinto i partecipanti all’utilizzo di sistemi di controllo come microspie professionali per un reale controllo di ciò che combinano gli sconosciuti che piombano in casa nostra. E inoltre la legge ha ancora qualcosa da dire a riguardo dato che il baratto è ancora considerata un’area di evasione fiscale. Dunque si, potremmo essere pronti per la Share Economy, ma con qualche piccolo accorgimento…

Le microcamere possono essere ovunque

Sempre più frequenti sono le notizie di microcamere installate in luoghi impensabili come palestre, chiese e addirittura bagni pubblici. Piccolissime e discrete riescono ad essere impiantate in oggetti quotidiani e di uso comune così da non destare nessun sospetto.

Un esempio di questo fenomeno può essere l’episodio avvenuto nello spogliatoio della Samarcanda Racanese, squadra di volley della provincia di Treviso, dove è stata rinvenuta una microspia che sembrerebbe esser stata installata dall’allenatore della squadra femminile allo scopo di spiare le giocatrici sotto la doccia. Delle immagini che l’impianto di videoregistrazione dovrebbe aver catturato, non c’è traccia né nel computer dell’uomo e neppure nella scheda di memoria della videocamera seppure nel momento in cui una ragazza ha scovato il dispositivo, era accesa la lucina rossa che indica la registrazione in corso. L’apparecchio era nascosto all’interno di una scatola di cartone posata sopra un muretto divisorio tra lo spogliatoio e la zona delle docce.
La ragazza, dopo aver trovato la microcamera si è rivolta all’allenatore che le ha raccomandando di non dire nulla dell’accaduto; ma alcune ragazze si sono confidate con i genitori ed è scattata la segnalazione ai carabinieri.
La Procura ha incaricato il perito di accertare se la scheda di memoria sottoposta ai primi accertamenti sia effettivamente quella originale. Il dubbio degli inquirenti è che il supporto sia stato sostituito.

Ancora più sconcertante può risultare il ritrovamento di un occhio elettronico in una toilette di una parrocchia di Longara. Una ragazzina è stata incuriosita da una piccola lucina che proveniva da un porta rifiuti e, aprendolo, ha trovato la microcamera.
Il centro parrocchiale era aperto per il week end per una sagra e la spy cam stava riprendendo i fruitori del wc da diverse ore.
Nelle immagini registrate si vedono due uomini e la ragazza minorenne che ha scoperto la microcamera in bagno. Si pensa che i colpevoli possano essere persone inesperte data la scarsa professionalità dello strumento. Di certo chiunque avrebbe potuto avere accesso al bagno del centro parrocchiale data l’occasione di festa e il viavai di gente.

Molti centri sportivi e responsabili di luoghi pubblici si stanno dotando di validi strumenti per la bonifica ambientale. Con questi è possibile rivelare la presenza di microspie anche a grande distanza nell’arco di pochi minuti. Apparecchi semplici e di facile utilizzo che potrebbero evitare spiacevoli episodi e danni di immagine.

Spionaggio industriale in crescita dell’800%

L’osservatorio nazionale per la sicurezza informatica di Yarix con sede vicino Treviso, ha evidenziato nei giorni scorsi un preoccupante aumento di attacchi informatici ad aziende e privati in tutto il mondo. La percentuale di dilatazione del fenomento segnalerebbe l’81% in più nel corso del 2012 per un totale di 5,5 miliardi di infiltrazioni in dati privati. Uno dei principali fattori che contribuirebbe alla crescita delle attività di spionaggio industriale sarebbe ravvisabile nella crisi economica globale della quale non si intravede ancora la fine e nella quale tutti sono impegnati a sottrarre al concorrente quanto più possibile al fine di incrementare, anche di poco, i propri guadagni.

Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio veneto per la sicurezza informatica, la sottrazione di informazioni strategiche ai danni delle sole aziende del settore produttivo con sede nel nord-est italiano, nel corso dello scorso anno, è aumentata di oltre l’800%. Gli strumenti sono dei più disparati: microspie impiantate in accessori comuni, software spia installati di nascosto sui cellulari dei concorrenti, videocamere nascoste

Lo spionaggio industriale rappresenta un reato che esiste da sempre, ma come abbiamo asserito in precedenza, in questi tempi di crisi sembra essersi acuito, causando numerosi casi di infedeltà del personale interno alle imprese. Il timore di licenziamenti facili o di provvedimenti di mobilità mettono a dura prova anche i professionisti che, sentendo sottostimate le proprie competenze o in alcuni casi per vendetta nei confronti dell’azienda, utilizzano la possibilità di accedere a dati ed informazioni importanti per poterli rivendere o sfruttarli ai propri scopi.

Tra i numerosi casi che quotidianamente vengono resi pubblici, quella di una multinazionale con sede principale in provincia di Verona che ha subito un attacco mirato contemporaneamente a tutte le sue cinque sedi sparse per il mondo. Dati cancellati e partizioni del sistema operativo crittografate che hanno reso inutilizzabili i sistemi. L’amministratore ha dovuto ricorrere alla cassa integrazione per diverso tempo per oltre 400 dipendenti, con perdite in termini di ordini per centinaia di migliaia di euro. Un incidente che si sarebbe potuto evitare se solo fossero stati adottati provvedimenti che assicurano la sicurezza informatica.
Firewall e antivirus aggiornati non sono abbastanza, videocamere di sorveglianza e periodiche bonifiche ambientali sono ormai da preventivare per assicurare una lunga vita alla propria azienda.

Il rapimento Calevo risolto dall’ordinazione di una pizza

È stato liberato l’imprenditore edile Andrea Calevo, sequestrato il 17 dicembre scorso dopo una rapina nella sua villa a Lerici (La Spezia). Calevo era stato portato via da tre uomini che lo attendevano in casa dopo aver immobilizzato e legato sua madre. Il giovane è stato liberato con un’operazione realizzata in sinergia dalla polizia di stato e dai carabinieri.

Pare che i sequestratori si siano traditi ancor prima di raggiungere Calevo. Infatti sono stati ripresi la sera del 16 dicembre da una telecamera di sorveglianza piazzata lungo la strada. A bordo di un furgone bianco hanno inseguito l’imprenditore che tornava a casa con la sua Audi. Il mezzo sospetto è risultato intestato a Pierluigi Destri, 70enne piccolo imprenditore edile con precedenti per droga e rapine. Il furgone ha portato la polizia a sospettare dei malviventi.

La prima telefonata fatta dall’imprenditore alla famiglia proveniva da una cabina telefonica a poca distanza dalla Torre di Pisa. La scelta della località sarebbe stata fatta per non rivelare la zona dove il giovane veniva tenuto prigioniero.

La chiave di volta delle indagini è stata una intercettazione telefonica: i due rapinatori che erano rimasti in casa hanno ordinato, per telefono, una sola pizza. Facile è stato capire che quella pizza non era stata ordinata per gli abitanti della villetta, che erano appunto in due, ma per una terza persona, l’ostaggio.
Sembrerebbe che a capo del sequestro ci sia Pierluigi Destri di Ameglia, capobanda di 70 anni e suo nipote Davide Bandoni, 23enne di Sarzana coadiuvati da due albanesi Fabijan Vila, muratore di 20 anni e Simon Halilai di 23. Ma pare che la banda godesse anche di altri componenti non ancora individuati.
Prima di fare irruzione nella villa, i militari hanno hanno isolato i telefoni cellulari dei complici così in modo da impedirgli di avvertire il capobanda che stava per essere catturato in centro a Sarzana. Una volta usciti per strada, sono stati catturati.
Alla vista dei Carabinieri, Calevo ha esclamato “Grazie” e poi è scoppiato a piangere. L’uomo è stato ritrovato nello scantinato con gambe e piedi legati. Ha raccontato la sua difficoltà nello scandire il tempo e la sua paura di essere ucciso. Vedeva i rapinatori a volto coperto solo quando gli portavano del cibo.

Lo scopo del rapimento sarebbe stato il denaro, infatti il 21 dicembre è stata inviata alla famiglia Calevo una richiesta dattiloscritta di riscatto di 8 milioni di euro. A questa era allegata una lettera scritta a mano da Andrea in cui diceva di assecondare la volontà dei rapinatori.
Dopo il ritrovamento di Andrea Calevo si può affermare che ancora una volta i software spia si sono rivelati fondamentali nel corso delle attività investigative. Questi strumenti, assieme alle microspie, sono i prediletti dalle forze dell’ordine e nel 90% dei casi si rivelano decisivi per la risoluzione di casi enigmatici.

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 RILEVATORE MICROSPIE
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Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
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Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
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spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all’auricolare celato nell’orecchio.
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Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
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Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi in venditori della domenica che, in quanto a qualità ed efficacia del prodotto commercializzato, lasciano alquanto a desiderare. Non solo. …

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 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
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Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

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