Multi-Catcher: un dispositivo universale per intercettare i cellulari

Tra tutti i sistemi IMSI catcher utilizzabili da forze dell’ordine o enti governativi per intercettare cellulari, smartphone o altri dispositivi mobili, il Multi-Catcher è forse il sistema che più si presta a un utilizzo dinamico su larga scala. Difatti, oltre al tracciamento simultaneo dei codici identificativi IMSI, IMEI e TMSI …

Rapporto Clusit 2018: pericolosa impennata di attacchi informatici in tutto il mondo

Dal Rapporto 2018 della Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, emerge tra gli altri un dato davvero preoccupante: nel periodo tra il 2011 e il 2017 si sono registrati a livello mondiale quasi 7.000 attacchi informatici gravi, di cui 1.100 solo nell’anno scorso. Non solo. Nel 2017 si è …

Quanto è utile un’app di criptaggio dati? Ce lo svela una ricerca americana

Per quanto la validità dei programmi di protezione per smartphone possa apparire scontata nonché largamente condivisa, c’è ancora chi si ostina a eludere la loro efficacia, soprattutto per quanto concerne le app di criptaggio messaggi. Sono in tanti, infatti, a disconoscere tuttora il contributo preventivo di questi validi strumenti di …

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi …

Articoli recenti

Scoperti e filmati dalle micro camere tre falsi ciechi

Il business sulle pensioni di invalidità ha da sempre preoccupato il nostro Paese aggravando la situazione economica generale. Uno dei sistemi più efficaci nel combattere questo tipo di illeciti, fortemente radicati nel territorio, è l’utilizzo di micro telecamere che assicurano la buona riuscita delle operazioni e la raccolta di prove inequivocabili.
Lo sa bene la Guardia di Finanza di Palermo che ha incastrato tre soggetti, due uomini ed una donna, che da oltre 30 anni percepivano la pensione di invalidità come ciechi assoluti provocando, negli anni, un danno allo Stato per oltre 520 mila euro.

I truffatori sono stati ripresi dalle telecamere mentre giocavano a carte, andavano dal barbiere e a fare la spesa senza alcuna difficoltà. Uno aveva addirittura un profilo Facebook in cui era palese che l’uomo conduceva una vita del tutto normale. Lo stesso è risultato intestatario di un auto. I finanzieri lo hanno monitorato e filmato mentre passeggia parlando al cellulare, spazza il cortile di casa e va dal barbiere senza alcun aiuto o difficoltà.

Gli altri due truffatori ciechi, frequentavano i bar, giocavano a carte, passeggiavano e facevano compere. Entrambi, avevano formalmente dei delegati per il ritiro della pensione.
L’attività di osservazione e di pedinamento, con foto e riprese video è perpetrata quotidianamente dalle Forze dell’Ordine che utilizzano validi sistemi di sorveglianza in grado di garantire la massima discrezione per la buona riuscita delle operazioni. Alla stessa maniera diversi cittadini partecipano attivamente a questo tipo di monitoraggi acquistando micro camere professionali e immortalando situazioni “anomale”. Collaborando con le forze dell’ordine non solo si eleva il proprio grado di cittadinanza attiva, ma soprattutto si contribuisce a ridurre il peso economico nazionale che questi malviventi procurano giorno dopo giorno.

Immagini rubate alle telecamere di sorveglianza

In tutto il mondo sono migliaia, anzi milioni. Sono installate in luoghi pubblici, centri di aggregazione, aziende ed abitazioni private. Del resto la sicurezza non conosce luoghi e tempi. Stiamo parlando ovviamente delle telecamere di sorveglianza da molti anni ormai alleate numero uno dei maggiori istituti di vigilanza a livello internazionale.
Nascoste in ogni angolo, di piccole o grandi dimensioni, sembra che ci “spiino”, come in un Grande Fratello, ma in realtà rappresentano un valido strumento di protezione.

Certo, con l’avanzamento nel mercato delle telecamere, si può incappare in prodotti poco efficaci che implicano un inutile spreco di denaro. Ma basta affidarsi a professionisti nel settore per godere della sicurezza delle più moderne telecamere.
Una clip realizzata intercettando le immagini dalle videocamere sparse per il mondo sta impazzando sul web. Lo stesso collage è stato ripreso per lo spot di Coca Cola. Si vede di tutto: amicizia, amore, ladri, estremo altruismo, follia…Là dove le parole non bastano vengono in soccorso le immagini. Guardate questo video che ritrae bei momenti rubati alla vita quotidiana, tenendo presente l’estrema importanza dell’implementazione di valide telecamere di sorveglianza.

Sesso con le alunne. Gli strumenti di spionaggio incastrano il prof

marzo 13, 2014 Difesa personale No Comments

Sono oltre cento le pagine di sms ed intercettazioni telefoniche che hanno raccolto gli inquirenti e che hanno portato all’arresto del professor Giordano per le relazioni con due alunne.


“TVB”, ti voglio bene, scrive lui a lei imitando i ragazzi del liceo, “LVB”, le voglio bene, risponde una delle due ragazze dandogli del “lei”, come si fà con un professore. Aldilà di questo, il testo intercorre con il linguaggio tipico degli adolescenti: emoticon, punti esclamativi, nomignoli e qualche parolaccia. Ma in realtà non è così: si tratta di scambio di messaggi e telefonate tra un docente di 57 anni e due ragazzine che subiscono il fascino dell’adulto che regala attenzioni. Un professore per giunta. 


Le richieste di pratiche sessuali sono palesi nei testi seppur proposte in maniera velata. “Il concertino sarà completo?”, domanda con ansia l’uomo intendendo se la ragazza che andrà a trovarlo di nascosto dirà di sì a tutte le sue richieste. Non mancano le gratificazioni scolastiche per le sue alunne preferite. “Pucci, piaciuti i 9 in italiano e storia?” scrive il prof.
Le ragazze appaiono totalmente invaghite e si adirano per i ritardi, i silenzi e le bugie, lui, malato di sesso, intratteneva almeno quattro relazioni diverse. 


Leggermente diverso il tono con il quale il prof scambia con la più adulta delle vittime, una ex alunna che studia all’università e che gli chiede aiuto per superare l’esame di storia. Lei gli dà “del tu” e lo chiama “amore”. Scherzano sulla durata media dei rapporti sessuali, lei lo lusinga dicendo che il giorno prima “è stato bellissimo”, dichiara chiaramente che la loro storia dura da quasi tre anni (cioè da quando frequentava il liceo), accetta di andare a casa sua ma si raccomanda “xrò facciamo la ricerca”. “Certo, come vuoi tu”, risponde lui accondiscendente, ma intanto le annuncia di aspettarsi una precisa prestazione sessuale. “Ok amore, ma non pensare sempre a quello”, replica la ragazza.


I Carabinieri di Savigliano hanno lavorato due mesi e mezzo per raccogliere le prove che hanno portato all’arresto: dal primo sms del 24 maggio fino all’intercettazione ambientale nella sua camera da letto del 5 agosto, quando una delle due vittime passò la notte con lui, nonostante avessero alle spalle settimane di liti, ricatti e sospetti. Il 3 agosto, a pochi giorni dalla perquisizione a casa dei Carabinieri, l’uomo ha capito che qualcosa non va e tenta con un sms di far sentire speciale la vittima per vincolarla al silenzio.

Il lavoro compiuto dalle forze dell’ordine è stato reso possibile da strumenti di controllo come software spia per cellulari e microspie ambientali. La stessa operazione, con l’ausilio di validi strumenti, può essere eseguita dai genitori in maniera preventiva o in caso di dubbi sul comportamento dei propri figli. In molti hanno installato sul cellulare del proprio figlio/a uno software spia Endoacustica Europe che gli permette di tenere sotto controllo il traffico telefonico, osservare gli spostamenti ed anche ascoltare in ambientale cosa accade attorno al cellulare. Insomma un sistema di sorveglianza a 360° che in molti casi ha impedito il verificarsi di situazioni come quella descritta.

Microregistratori digitali, massima utilità in piccoli oggetti

febbraio 28, 2014 Microregistratori No Comments

Riportiamo una email giunta alla nostra azienda. “Nella mia famiglia, i regali di mia sorella nelle occasioni importanti sono tristemente famosi per essere assolutamente inutili. Ogni anno, che sia il 25 Dicembre o il giorno del mio compleanno, ricevo una cravatta che non indosserò mai o un libro che non leggerò oltre la terza pagina, e così via.

Non mi sono stupito più di tanto quando, per il mio ultimo compleanno, mi ha regalato un portachiavi, per pietà decisi di onorarlo usandolo veramente. La parte divertente è che si trattava di un portachiavi, con una piccola scatolina di pelle, che conteneva un mini registratore digitale, del tipo di quelli che siamo abituati a vedere soltanto nei film di spionaggio. In pratica, avevo ricevuto un microregistratore portachiavi di cui non sapevo cosa farmene.

Devo ammetterlo, l’idea di avere con me un gadget da agente segreto, un pò mi intrigava, anche se onestamente, non riuscivo proprio ad immaginare come avrei potuto usarlo. Almeno fino alla settimana scorsa. Mi sono ritrovato in una di quelle lunghe e noiose riunioni in ufficio, quel genere di incontri nei quali dopo 15 minuti, ognuno inizia a pensare ai fatti suoi, mentre il capo parla, parla e parla…Ad un certo punto, proprio mentre lui blaterava qualcosa a proposito dell’impatto della crisi globale sul nostro fatturato, e come riguadagnare fette di mercato, mi resi conto che, nella mia tasca sinistra, avevo ancora il portachiavi ricevuto da mia sorella, e che tutto sommato, forse sarebbe stato il momento adatto per metterlo alla prova.

A dire la verità, pur essendo piccolo, si tratta di un apparecchio veramente potente, che ha incorporato al suo interno un microfono ad alta sensibilità, capace di registrare le conversazioni intorno a sé, in un raggio di diversi metri e con estrema chiarezza. Fortuna ha voluto che avessi con me il piccolo aggeggio. Il capo ci ha chiesto di preparare una presentazione basata sugli argomenti discussi, e indovinate un po’ quale e’ stata la prescelta? Ho collegato il portachiavi al computer per scaricare il file audio e la rielaborazione è stata semplicissima.

Ora mi diverto a regalare gadget Endoacustica Europe ad amici e partenti: penne, collane, radiosveglie, orologi, cinture e chi più ne ha, più ne metta!”

Allarme sicurezza: oltre 120 rapine al giorno

febbraio 19, 2014 Videosorveglianza No Comments

Impennata delle rapine nel nostro Paese, passate dalle 35mila del 2010 alle 44mila del 2013. Oltre 120 al giorno. E non è l’unico reato “alimentato” dalla crisi economica: nel 2013 sono cresciuti anche furti in appartamento e borseggi.

Nel dettaglio, le tipologie di rapine più frequenti sono quelle che avvengono nella strada e quelle in abitazione. 

I sociologi si sono chiesti le motivazioni di tali incrementi. Anzitutto, per chi è disponibile a commettere questi reati, le opportunità di appropriarsi dei beni degli altri, con l’inganno o con la forza, resta più facile e remunerativo. E va anche detto che i redditi di alcuni strati della popolazione sono diminuiti e i bisogni aumentati.

Alla crescita dei reati contribuiscono anche gli immigrati presenti in Italia. I dati dicono che la quota degli stranieri sul totale delle persone denunciate resta bassissima per le rapine contro le banche (6%), che sono poi quelle che rendono maggiormente: 21mila euro in media. Negli ultimi due anni è invece cresciuta, per la prima volta, la loro presenza nei colpi contro gli uffici postali, anche questi molto remunerativi (14mila euro di media). La quota degli stranieri denunciati è da anni molto alta per i furti in abitazione (54% nel 2013) e i borseggi (63%).

Tanti i casi in cui oltre ai beni sottratti si riscontrano danni a persone di ordine fisico e psicologico, alle volte irreparabili. Come una rapina di pochi giorni fa a Cogliate, in provincia di Monza. Il bandito col passamontagna ha puntato la pistola giocattolo alla testa dell’impiegata, l’ha obbligata a riempire il suo zaino con 18mila euro in contanti, poi l’ha trascinata sul retro per farsi aprire la porta posteriore e tentare la fuga. Il bilancio? Un carabiniere e un malvivente feriti, vetrine in frantumi e due donne prese in ostaggio. Un episodio come molti altri che sottolineano l’importanza di validi impianti di allarme e videosorveglianza per sfiduciare i malintenzionati, e soprattutto per favorire interventi tempestivi e collaborare con le forze dell’ordine alla cattura dei delinquenti, affinché i furti non si ripetano. Nel campo della sicurezza è consigliabile affidarsi ad un’azienda seria ed affidabile in grado di fornire prodotti a dir poco perfetti per difendere i propri ambienti e molto spesso anche la propria vita.

Intercettata anche la Merkel

febbraio 11, 2014 Intercettazioni No Comments

Anche i potenti non possono dormire sonni tranquilli. Sistemi di intercettazione e spionaggio non si fermano davanti a nessuno. E’ questo il caso del cancelliere tedesco Angela Merkel. Il cui telefono cellulare potrebbe essere stato intercettato dalle agenzie di intelligence Usa nell’ambito dello scandalo Datagate. Il governo tedesco ha immediatamente chiesto una “spiegazione immediata” da parte dell’amministrazione di Barack Obama.

Ma il presidente USA ha rassicurato Angela Merkel. Gli Stati Uniti “non tengono sotto controllo e non terranno sotto controllo” le sue comunicazioni. Da notare, però, che si fa riferimento solo al presente e al futuro, senza accennare a possibili attività di spionaggio avvenute in passato ai danni della tedesca. Il cancelliere ha avuto una conversazione telefonica con Obama ed ha chiarito che se gli indizi che hanno generato i sospetti del governo tedesco dovessero rivelarsi fondati, “tale pratica sarebbe del tutto inaccettabile”. Si tratterebbe di un grave “abuso di fiducia” e le intercettazioni dovrebbero “cessare immediatamente”.

Per quanto riguarda l’Italia, Letta a dichiarato: “Mi sento di escludere che i servizi sapessero”, ha detto, sottolineando come non c’è nessun evidenza che quanto accaduto in Francia sia successo anche in Italia. Su questo non ci sono prove fondate.
Intanto ill Parlamento europeo con una risoluzione passata a larga maggioranza aveva chiesto all’Ue di sospendere l’accordo con gli Usa per il programma anti-terrorismo di tracciamento delle finanze. La proposta è stata però bocciata dalla Commissione europea. L’Europa chiederà però nuove “rassicurazioni scritte” agli Stati Uniti sul corretto utilizzo dei dati europei.

La verità è che molti “potenti” e non si stanno ben attrezzando contro le intercettazioni indiscriminate. In tanti hanno adottato gli Stealth Phone, telefoni cellulari impossibili da intercettare che consentono quindi chiamate in tutta sicurezza. E sappiamo quanto è importante la privacy per i grandi interessi dei governatori e a maggior ragione per chi deve tutelare ciò che ha.

Ladro in palestra: le immagini delle videocamere

febbraio 3, 2014 Videosorveglianza No Comments

Grazie a valide videocamere di sorveglianza, gli uomini della Squadra Mobile della Polizia di Stato di Ragusa hanno denunciato un 17enne per furto. Il giovane si è introdotto durante l’orario di apertura presso una palestra del posto. Il giovane ha operato per diverse ore, approfittando dell’andirivieni dei clienti. Si avvicinava alle cassette di sicurezza dove i clienti avevano lasciato i propri oggetti di valore e, forzando con chiave adulterina la serratura, riusciva ad appropriarsi di cellulari, portafogli e mazzi di chiavi.

Dalle immagini del sistema di videosorveglianza, si evince che il giovane ha agito senza timore, con il cappuccio della felpa in testa per coprire il viso e l’ha fatta franca per pochi secondi; infatti, non appena ha messo gli oggetti in tasca, un cliente, nell’aprire la cassetta, ha creduto di aver erroneamente preso un’altra chiave, prima di constatare il furto.
Nonostante avesse commesso il reato, il minore è rimasto incautamente nella struttura per “gustarsi” le reazioni delle vittime. Il ragazzo, inoltre, per fuorviare i presenti, ha chiesto aiuto ad una delle dipendenti per farsi aprire la cassetta da lui utilizzata, come a voler dimostrare che fossero difettose.

Sempre dalle immagini delle videocamere, si nota l’assoluta freddezza con la quale si allontana mostrando quasi stupore per quanto accaduto. Il giovane non aveva fatto i conti con le telecamere di sicurezza. Il tempo di elaborare le immagini e dopo meno di 24 ore si è proceduti alla perquisizione domiciliare dell’abitazione del minore. Lo stesso, non appena gli agenti si sono presentati alla sua porta, ha tentato di sviarli asserendo di non aver fatto nulla, poi a dichiarato di aver preso gli oggetti per errore, ma alla fine, incalzato dagli investigatori, ha ammesso di aver commesso il furto dichiarando inoltre di aver gettato documenti, cellulare e chiavi, tenendo con se il denaro.
La Polizia, grazie alla collaborazione dei dipendenti e dall’impianto di videosorveglianza è riuscita a far luce su un furto che sarebbe costato centinaia di euro alle vittime e una brutta reputazione per la palestra. Ancora una volta si sottolinea l’importanza degli impianti di videosorveglianza in luoghi pubblici e sovraffollati che consentono di poter individuare eventuali malintenzionati.

Legittimo licenziamento del dipendente che registra di nascosto i colleghi

Registrare e diffondere le conversazioni dei colleghi di lavoro a loro insaputa rappresenta un comportamento punibile con il licenziamento. E’ questo ciò che è emerso dalla sentenza n. 26143 del 21 novembre 2013 della Corte di Cassazione. La stessa chiama in ballo la violazione del diritto alla riservatezza.

Così la sezione Lavoro della Cassazione ha confermato il licenziamento ai danni di un medico dall’azienda ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino che aveva impugnato lo scioglimento del contratto di lavoro intimatogli nel 2008 per la grave situazione di sfiducia, sospetto e mancanza di collaborazione venutasi a creare all’interno della “equipe” medica di chirurgia plastica dovuta al fatto che il medesimo aveva registrato brani di conversazione di numerosi suoi colleghi a loro insaputa, in violazione del loro diritto di riservatezza, per poi utilizzarli in sede giudiziaria.

Prima il Tribunale e poi la Corte d’Appello di Torino, hanno confermato il licenziamento, affermando che la condotta tenuta dall’uomo integrava “gli estremi della giusta causa di recesso in conseguenza della irrimediabile lesione del vincolo fiduciario con la parte datoriale”.
 
Il dipendente, quindi, aveva presentato ricorso in Cassazione, che però ha confermato le motivazioni dei giudici di merito. Le risultanze processuali hanno dato conto di un “comportamento tale da integrare una evidente violazione del diritto alla riservatezza dei suoi colleghi, avendo registrato e diffuso le loro conversazioni intrattenute in ambito strettamente lavorativo alla presenza del primario ed anche nei loro momenti privati svoltisi negli spogliatoi o nei locali di comune frequentazione, utilizzandole strumentalmente per una denunzia di mobbing rivelatasi, tra l’altro, infondata”. Da ciò é conseguito “un clima di mancanza di fiducia – conclude la Corte – indispensabile per il miglior livello di assistenza e, quindi, funzionale alla qualità del servizio, il tutto con grave ed irreparabile compromissione anche del rapporto fiduciario” tra il dipendente e l’azienda.

Fermo restando che il principio sancito dalla Suprema Corte in ambito sanitario sia applicabile a tutti gli ambiti di lavoro, sarebbe opportuno controllare periodicamente che non siano utilizzati strumenti di sorveglianza nascosta all’interno di aziende e luoghi pubblici. Questo si rende necessario sia per tutelare i lavoratori che in buona fede si scambiano informazioni di carattere personale che per evitare la fuoriuscita di dati riservati inerenti all’attività. Come è noto l’attuazione di periodiche bonifiche ambientali porta alla scoperta di microcamere nascoste negli angoli più reconditi, impossibili da scovare ad occhio nudo. Quindi i rilevatori di microspie più all’avanguardia salvaguardano le informazioni riservate ed i lavoratori stessi.

Intercettazioni: tipologie e soluzioni

gennaio 17, 2014 Difesa personale No Comments

Sono tante le richieste che le aziende che operano nel settore della sicurezza e della sorveglianza ricevono quotidianamente a fronte di intercettazioni telefoniche. Ci si chiede anzitutto chi ci sta spiando e perché. Si ha sete di sapere come fare a bloccare al più presto questo tipo di intrusioni. Endoacustica Europe, azienda leader nel settore, ha dato delle risposte a questi interrogativi e ha cercato di fornire in le soluzioni più immediate e sicure.
In passato avevamo stilato un elenco di come sia possibile accorgersi di tentativi di ascolto da parte di terzi. Ritardi e rumori di vario genere potrebbero essere tra gli indicatori, ma in realtà non ci sono delle spie univoche.

Molto dipende dalle varie tipologie di intercettazioni:
Intercettazioni di privati sulla linea fissa
Un malvivente o un investigatore privato assoldato per scoprire informazioni riservate che volesse intercettare la vostra linea telefonica fissa potrebbe farlo in due modi diversi.
Il primo consiste nel creare una derivazione abusiva della vostra linea telefonica a livello della “cabina” della strada o addirittura nel portone di casa e registrare la vostra comunicazione a partire da quel punto. Questa tecnica, però, al giorno d’oggi, funziona di rado perché spesso la linea telefonica è già in formato digitale sino al vostro modem (in pratica, anche se non lo sapete, state utilizzando una linea ADSL ed un protocollo VoIP). L’intercettazione è quindi piuttosto complicata.
Nel caso (piuttosto raro) in cui la comunicazione fosse ancora in formato analogico, basta “sdoppiare” la linea e collegare il nuovo doppino ad un registratore o ad un telefono cellulare oppure ad un dispositivo elettronico da cui ascoltare di nascosto.
Il secondo caso consiste nell’installare una “cimice” nel telefono o in un qualsiasi punto della linea telefonica in casa. Dato che la microspia, come qualunque altro dispositivo elettrico, rilascia una serie di segnali radio piuttosto facili da rilevare, basta avvicinare un apposito rilevatore di microspie al telefono o vicino alle cassettine di derivazione dell’appartamento per rilevarne la presenza di una spia.
Soluzione: Praticamente solo le aziende professionali che si occupano di sicurezza sono in grado di offrire prodotti in grado di rilevare microspie. Si noti che la cimice non intercetta la linea telefonica ma registra la voce dell’utente e la invia via radio o in altre maniere. Non c’è quindi nessun modo di accorgersi della sua presenza in base a fruscii o interferenze di vario genere.

Intercettazioni di privati sui cellulari
Spesso i telefoni cellulari possono essere sottoposti ad intercettazione tramite un apposito programma installato sul cellulare che provvede a registrare la comunicazione e ad inviarla al malvivente in tempo reale. Per installare il software spia è sufficiente avere tra le mani il telefono per una decina di minuti. I programmi più evoluti sono in grado di controllare il traffico voce, visualizzare messaggi, ascoltare in ambientale ciò che avviene attorno al telefono e localizzare real time il telefono. Un banale antivirus non è sufficiente per rilevare questo tipo di programmi spia.
Soluzione: Esistono però dei telefoni del tutto impossibili da intercettare. Si tratta degli Stealth Phone che consentono di raggiungere un elevato livello di protezione.
A differenza dei normali cellulare criptati che intervengono sui dati voce, codificandoli e rendendoli incomprensibili ad un eventuale ascoltatore esterno, lo Stealth Phone protegge invece la telefonata stessa, rendendo irrintracciabile il telefono.

Intercettazioni di Polizia
Le intercettazioni di Polizia vengono effettuate intercettando la comunicazione direttamente sui server dell’azienda telefonica. Su uno di questi server, appositamente attrezzato per questo scopo, il traffico telefonico viene diviso in due flussi. Il primo prosegue la sua strada “naturale” giungendo a destinazione. Il secondo viene “copiato” su un disco fisso ed analizzato.
Questa tecnica è esattamente la stessa sia nel caso dei telefoni fissi che di quelli mobili. Non ci sono né ritardi nella consegna dei pacchetti e né tracce digitali od analogiche che possano far pensare ad un’intercettazione in corso.
Soluzione: non è consigliato adottare contromisure in questi casi dato che può trattarsi di rilevazioni importanti e del tutto legali. In tutti i modi, restano valide le soluzioni di cui sopra.

Intercettazioni dei Servizi Segreti
Le intercettazioni dei Servizi Segreti avvengono solitamente nello stesso modo delle intercettazioni di Polizia con la sola differenza che non richiedono l’autorizzazione di un Magistrato e quindi sono ignote persino alla Polizia ed alla Magistratura.
Soluzione: non è consigliato adottare contromisure in questi casi dato che può trattarsi di rilevazioni importanti e del tutto legali. In tutti i modi, restano valide le soluzioni di cui sopra.

In conclusione bisogna sempre ricordare che a machiavellici sistemi di intercettazioni corrispondono altrettante soluzioni che però sono in mano solamente alle migliori aziende che si occupano di prodotti per la sicurezza. Basta saper scegliere.

Schumacher: la telecamera sul casco custodisce la verità

Un occhio elettronico ha visto tutto, e lo ha registrato. Michael Schumacher al momento dell’incidente aveva una piccola telecamera montata sul casco, che gli investigatori hanno cercato a lungo in mezzo alla neve, invano. Però sapevano che doveva esserci.



Infatti lo strumento era custodito dalla famiglia del pilota, che in un primo momento si sarebbe rifiutata di darlo agli inquirenti, invocando la privacy. Ma successivamente la telecamera è entrata in possesso del procuratore, così come gli sci e i pezzi del casco. Il magistrato potrà dunque stabilire con esattezza cosa sia davvero accaduto sulle piste di Méribel. 



La situazione, nel frattempo, resta critica ma stabile. Solo la telecamera potrebbe fare chiarezza sulla velocità a cui andava il pilota, sull’eventuale fuoripista, se il campione cercava realmente di salvare una bambina o faceva una passeggiata. 

Secondo le prime indiscrezioni, Shumacher sciava piano. Non stava volando sugli sci tra i 60 e i 100 km/h, come alcuni media avevano riferito. Anzi, non era impegnato in un vero e proprio fuoripista. Stava passando da una pista battuta all’altra attraversando un breve, ma fatale, tratto di neve non battuto. 



Le immagini, come riferisce la tv francese Bfm che le ha visualizzate in anteprima, dimostrano come ad un certo punto uno degli sci di Schumacher ha urtato una roccia nascosta. A quel punto si capisce che Schumacher ruota di colpo in avanti, spinto con forza, come catapultato dall’improvviso bloccarsi degli sci mentre gli attacchi si sganciano ed il suo corpo procede pesantemente contro la roccia. L’ex pilota a quel punto affonda la testa ed il busto nella neve fresca e va ad urtare contro un altro masso nascosto. A quel punto il casco si spacca. Presto comunque si avranno delle verità ufficiali.


Le telecamere sportive riescono quasi sempre a ricostruire incidenti di vario genere collaborando con le forze dell’ordine. Il loro utilizzo assicura maggiore sicurezza oltre alla possibilità di godere delle proprie imprese sportive ex post.
 

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

In occasione della Giornata Mondiale per i Diritti Umani, 562 autori, tra cui 5 Premi Nobel, residenti in oltre 80 paesi si sono uniti per lanciare un appello in difesa delle libertà civili contro il controllo di massa e la sorveglianza delle aziende e dei governi. Gli scrittori insigniti del Nobel che hanno firmato l’appello sono: Orhan Pamuk, J.M. Coetzee, Elfriede Jelinek, Günter Grass e Tomas Tranströmer. Tra gli scrittori italiani che hanno aderito alla mobilitazione: Dacia Maraini, Umberto Eco, Erri De Luca, Paolo Giordano, Andrea de Carlo.

 Questo appello globale è stato organizzato da un gruppo indipendente di autori internazionali e, in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti Umani, è stato pubblicato da oltre 30 quotidiani in tutto il mondo tra cui “La Repubblica”, “The Guardian”, “Le Monde”, “El Pais”, ecc.
 Una Carta Internazionale dei Diritti Digitali, è quanto chiede l’  appello che ha già raccolto oltre 100.000 firme.
  
Che gli scrittori siano preoccupati dalla sorveglianza di massa da parte delle agenzie governative, in testa la NSA americana e delle società online era già emerso in un sondaggio del Pen Center americano, associazione di scrittori per i diritti. L’indagine segnalava timori e preoccupazioni nell’85% degli scrittori e addirittura cambiamenti già in atto nei comportamenti di scrittori e giornalisti: per esempio evitare nelle conversazioni, nelle mail e anche nelle ricerche su Google certi argomenti “sensibili” come questioni militari, Medio Oriente e il Nord Africa, incarcerazione di massa, politiche della droga, pornografia, il movimento di protesta Occupy, lo studio di certe lingue, le critiche al governo Usa.  Altri avevano cominciato ad utilizzare sistemi di sicurezza come rilevatori di microspie e Stealth Phone, cioè cellulari non intercettabili.
 
Nel testo dell’appello si legge: “Negli ultimi mesi , l’estensione della sorveglianza di massa è diventata di dominio pubblico. Con pochi clic del mouse i governi possono accedere al vostro cellulare, al vostro indirizzo email, ai vostri social networking e alle ricerche che fate su Internet.
Possono seguire le vostre inclinazioni e le attività politiche e, in collaborazione con le società Internet, che raccolgono e memorizzano i dati, sono in grado di prevedere i vostri consumi e i vostri comportamenti. 
L’inviolabile integrità dell’individuo è il pilastro fondamentale della democrazia. L’integrità umana va oltre la fisicità corporea. Tutti gli esseri umani hanno il diritto di non essere osservati e disturbati nei loro pensieri, nel loro ambiente personale e nelle comunicazioni. 
Questo diritto umano fondamentale è stato annullato e svuotato dall’uso improprio che stati e grandi imprese fanno delle nuove tecnologie a fini di sorveglianza di massa”. 
La protesta è stata inviata agli Stati, alle imprese, ai cittadini, all’ONU ed ai Governi.

Spionaggio industriale: i cinesi a caccia di segreti negli Stati Uniti

dicembre 19, 2013 Spionaggio No Comments

Si respira un clima da “guerra fredda” all’interno del sistema industriale nazionale ed internazionale. Sembra, infatti, di essere tornati indietro nel tempo. Questa volta non si tratta del predominio sul mondo, ma dei segreti delle aziende, piccole o grandi che siano, al fine di scoprire i sistemi di produzione ed annientare l’originalità dei prodotti attraverso il furto di dati relativi a brevetti e processi industriali.

Se si pensa allo spionaggio industriale si è soliti far riferimento a grandi colossi in ambito scientifico e tecnologico, ma in realtà il rischio è altrettanto alto per le piccole e medie aziende in ogni ambito.
Ne sono un esempio i recenti casi di spionaggio cinese ai danni degli Stati Uniti. I cinesi cercavano i segreti sulla creazione di nuovi semi di mais e riso.

Il primo caso ha coinvolto Mo Hailong, cittadino cinese residente negli Usa. Lo stesso era stato fermato due anni fa in un terreno della DuPont Pioneer a Tama, Iowa. Un campo dove la società stava sperimentando il mais. Hailong riuscì a scappare ma l’Fbi risalì alla sua identità grazie al numero di targa dell’auto.
Da qui è partita una lunga inchiesta che ha visto l’impiego di microspie per monitorare le mosse del cinese e dei suoi complici. Ne è risultato che i delinquenti viaggiavano molto allo scopo di raccogliere o comprare campioni dei semi. L’inchiesta si è chiusa con l’arresto di Hailong. Dalle intercettazioni telefoniche è apparsa la consapevolezza del colpevole che dichiarava: «Potrebbero trattarci come spie».

Un altro caso analogo ha riguardato due impiegati cinesi di una compagnia statunitense impegnata nella messa a punto di riso geneticamente modificato. I due cercavano di rubare dei semi per passarli ad un laboratorio in Cina. Per fare questo nascondevano i «campioni» sottratti in sacchetti di pop corn o in tovaglioli di carta di un ristorante. Si pensa all’esistenza di ulteriori complici. Inoltre non è chiaro se i semi rubati siano giunti o meno a destinazione. Se così fosse, l’azienda statunitense subirebbe un il danno di 30-40 milioni di dollari, insieme ad anni di ricerche gettati al vento. La faccenda non è ancora chiusa.

Tali azioni di spionaggio sono spesso facilitate dal fatto che molte imprese sono ancora mal equipaggiate contro le intrusioni esterne. Solo gli imprenditori più arguti stanno innalzando il livello di protezione con costanti bonifiche ambientali in azienda e strumenti di videosorveglianza e di sicurezza informatica.

Anche le chiese si dotano di videocamere di sorveglianza

dicembre 10, 2013 Videosorveglianza No Comments

Dopo i continui atti vandalici che coinvolgono quotidianamente chiese ed ambienti religiosi, numerosi referenti di tali luoghi hanno fatto ricorso a sistemi di videosorveglianza con i quali monitorare e proteggere le aree che spesso custodiscono arredo sacro di valore.
Di recente sono entrati nel mirino dei vandali due crocifissi in altrettante chiese del centro storico di Prato. Poi si sono dileguati, facendo perdere le tracce.

I crocifissi che sono stati distrutti sono quello di San Pier Forelli e quello di San Bartolomeo, di legno, risalente al tredicesimo secolo. Quest’ultimo era collocato in un edificio di Piazza Mercatale, in pieno centro. La Diocesi, appena appresa la notizia, ha disposto la chiusura di tutte le chiese del centro storico della città, temendo che il vandalo possa ancora colpire. La Curia diocesana, ha poi immediatamente disposto che le chiese della Diocesi, in particolare quelle del centro storico, vengano particolarmente sorvegliate o, se non possibile fare altrimenti, vengano sul momento in via precauzionale chiuse negli orari fuori dalle celebrazioni quotidiane. Gli atti di vandalismo contro l’arredo sacro non sono una novità e l’introduzione di validi sistemi di sorveglianza è doverosa oltre che per il valore che gli oggetti di culto rivestono per i fedeli anche per la preziosità degli stessi.

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

Contattaci


Endoacustica Europe srl

Via Umberto Terracini, 47
70029 Santeramo in Colle (BA)
P.IVA IT06836020724
ITALY
tel. 0039 080 30 26 530
tel. 0039 080 43 73 08 93
fax 0039 080 40 73 11 87
e-mail: info@endoacustica.com

CONTATTACI SU SKYPE

Disclaimer


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Intercettazioni.eu

Un aggregatore di articoli e guide online, su argomenti legati allo spionaggio, contro spionaggio, controllo accessi, intercettazioni, Sicurezza personale, protezione dei propri beni e dei vostri affetti.

Ricerca intestatario numero di cellulare

Vuoi sapere il titolare di un numero di telefono cellulare? o viceversa vuoi conoscere il numero di telefono partendo dall'intestatario? I numeri esteri non sono un problema! Chiamaci: 0803026530

Fornitura di sim card anonime

In abbinamento con i nostri telefoni cellulari Stealth Phone, per aggiungere un ulteriore livello di sicurezza alle vostre conversazioni telefoniche, da oggi possiamo offrirvi anche una serie di schede SIM anonime, per ottenere le quali non c’è bisogno di alcuna registrazione.
Chiamaci per saperne di piu' allo 0803026530!

Recupero sms cancellati

Recuperiamo sms, dati cancellati da sim card e telefoni cellulari. Devi inviarci la sim card e/o il telefono cellulare. In meno di una settimana riceverai i dati estratti per e-mail o per posta. Chiamaci per ulteriori informazioni: 0803026530

Come localizzare un cellulare

Come si fà a localizzare un cellulare?. Tutti i telefoni cellulari una volta accesi e collegati alla rete dei provider telefonici mobili sono rintracciabili geograficamente. Chiamaci per saperne di piu': 0803026530

Sblocco codici autoradio

Il codice di un autoradio è unico, per ogni radio associata ad ogni telaio, in genere si trova scritto a penna in qualche libretto di garanzia o manutenzione dalla concessionaria. Se è impossibile ritrovarlo, chiamaci: 0803026530

Recupero password perse

Hai dimenticato la tua password per Excel, word, myspace, aol, facebook, yahoo, msn, hotmail, live, gmail, libero, aim, aol....etc? Possiamo aiutarti, chiamaci: 0803026530