Multi-Catcher: un dispositivo universale per intercettare i cellulari

Tra tutti i sistemi IMSI catcher utilizzabili da forze dell’ordine o enti governativi per intercettare cellulari, smartphone o altri dispositivi mobili, il Multi-Catcher è forse il sistema che più si presta a un utilizzo dinamico su larga scala. Difatti, oltre al tracciamento simultaneo dei codici identificativi IMSI, IMEI e TMSI …

Rapporto Clusit 2018: pericolosa impennata di attacchi informatici in tutto il mondo

Dal Rapporto 2018 della Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, emerge tra gli altri un dato davvero preoccupante: nel periodo tra il 2011 e il 2017 si sono registrati a livello mondiale quasi 7.000 attacchi informatici gravi, di cui 1.100 solo nell’anno scorso. Non solo. Nel 2017 si è …

Quanto è utile un’app di criptaggio dati? Ce lo svela una ricerca americana

Per quanto la validità dei programmi di protezione per smartphone possa apparire scontata nonché largamente condivisa, c’è ancora chi si ostina a eludere la loro efficacia, soprattutto per quanto concerne le app di criptaggio messaggi. Sono in tanti, infatti, a disconoscere tuttora il contributo preventivo di questi validi strumenti di …

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi …

Articoli recenti

Phishing su Facebook: applicazione ruba credenziali di accesso

Aprile 11, 2011 Difesa personale No Comments

L’operazione di phishing su Facebook è oggi assai utilizzata anche dagli hacker più esperti, i quali utilizzano queste informazioni per diffondere facilmente e velocemente un innumerevole quantitativo di malware, spam e quant’altro. La piattaforma di comunicazione digitale più utilizzata dagli utenti del World Wide Web, in questi giorni è diventato il principale bersaglio dei cybercriminali, i quali sfruttano i bug presenti all’interno del social network o le pessime abitudini della maggior parte dei suoi utenti, sempre meno accorti alla propria sicurezza informatica.

La Symantec ha segnalato un nuovo problema, dopo avere avvisato della presenza di un virus che si diffonde con la scusa di fotoritocchi col Photoshop. Questa volta si tratta di codice malevolo per il furto delle credenziali per l’accesso alla piattaforma di Mark Zuckerberg, che si diffonde attraverso messaggi, quali Tornado Randomly Appears During Soccer Game e Video: This is the best April Fools’ prank ever!.

Dopo aver selezionato il link si avvierà automaticamente il download di uno script che informerà l’utente della presenza di un errore su Facebook. Quindi viene visualizzato all’utente un form attraverso il quale effettuare nuovamente il login. I dati vengono però inviati anche ad un server maligno.

Un nuovo messaggio apparirà quindi nella bacheca della vittima, aumentando così le possibilità di contagio. Pertanto è sempre bene diffidare dai form ed effettuare l’accesso dalla homepage della piattaforma dell’uomo dell’anno 2010 secondo il Time.

Fonte: Trackback.it

Mantenere sicuro il vostro computer

http://www.draugiem.lv/user/8257/

In palestra in orario di lavoro, indagati 33 dipendenti del ministero

La denuncia di un lavoratore disgustato dai comportamenti dei colleghi del dipartimento Comunicazioni dello Sviluppo economico, che si timbravano l’un l’altro il cartellino per maturare il buono pasto, altri mentre risultavano in servizio andavano a fare la spesa. Otto i casi più gravi. Sono accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato

C’era chi andava a fare la spesa, chi addirittura in palestra. Si timbravano il cartellino l’un l’altro in modo da risultare in servizio e maturare anche il buono pasto. Trentatré dipendenti della sede di Bologna del Ministero dello Sviluppo economico-dipartimento comunicazioni ispettorato regionale dell’Emilia-Romagna sono indagati per truffa aggravata ai danni dello Stato con violazione dei doveri inerenti la pubblica funzione: secondo l’accusa, si allontanavano dall’ufficio durante l’orario di lavoro senza autorizzazioni o giustificazioni.

I trentatré, in un ufficio composto da un quarantina di persone, hanno ricevuto l’avviso di fine indagine dopo un’inchiesta condotta dal Pm di Bologna Antonella Scandellari e dal nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. Tutto è partito dalla denuncia di uno dei dipendenti, disgustato dai comportamenti dei colleghi, in particolare di sei, che approfittavano più di altri della situazione.

Sono partite le indagini: una telecamera nascosta ha filmato gli allontanamenti e sono stati coinvolti anche gli altri ventisette dipendenti (per molti di loro la posizione appare meno grave) finiti indagati. In totale i casi più significativi sono diventati otto. Molti approfittavano per andare a fare la spesa e c’e’ anche il caso di una assistente amministrativa, 46 anni, che figurava in servizio mentre frequentava un vicino centro di estetica e fitness. Nei giorni di frequentazione della palestra riusciva anche ad accumulare diversi minuti di eccedenza lavorativa.

Sono finiti tutti sotto inchiesta i quattro capi settore, due donne e due uomini: la direttrice del settore ‘Autorizzazioni, verifiche e controlli’, la responsabile del settore ‘Logistico’; il capo del settore ‘Reti e servizi di radiodiffusione’, e il capo del settore ‘Reti e servizi di comunicazione elettronica’.

Fonte: Repubblica Bologna

Intercettazioni, Berlusconi: Ora siamo uno Stato di polizia

Aprile 10, 2011 Intercettazioni No Comments

Non è libero se cittadino ritrova sue parole su giornali

Roma, 9 apr. (TMNews) – Con le norme attuali sulle intercettazioni siamo allo stato di polizia. Lo ha ribadito il Premier, Silvio Berlusconi, alla convention di ex Dc e Psi del Pdl: “Non è uno Stato libero e civile quello in cui il cittadino al telefono non ha la sicurezza di non essere intercettato quando e di ritrovare le sue parole sui giornali. Non è libertà, è uno stato di polizia”.

Fonte: TM News

Gb: Vip intercettati, News of the World pagherà risarcimenti

Aprile 10, 2011 Intercettazioni No Comments

Presi illegalmente di mira politici, sportivi e stelle del cinema

L’editore del News of the World si sta preparando a pagare milioni di sterline di risarcimenti, dopo aver ammesso le proprie responsabilità per aver intercettato i messaggi telefonici dei vip.

News International – riporta la tv satellitare britannica Sky News – ha dato mandato ai suoi legali di predisporre uno schema di indennizzi per affrontare le “rivendicazioni legittime” e ha affermato che i “precedenti comportamenti” del quotidiano sono motivo di “sincero rammarico”.

Gli hacker del tabloid hanno preso di mira politici, sportivi e stelle del cinema, compresa l’attrice Sienna Miller. Mark Lewis, che tutela diversi vip che hanno denunciato di essere stati intercettati, ha dichiarato che i risarcimenti potrebbero facilmente arrivare a milioni di sterline.

L’annuncio è arrivato dopo che alcuni volti noti hanno promosso iniziative legali all’Alta Corte denunciando le intercettazioni illegittime.

A quanto si è appreso, l’editore del News of the World oltre che con la Miller si è scusato con l’ex ministro della Cultura Tessa Jowell, con il suo avvocato ed ex marito David Mills e con l’ex calciatore Andy Gray.

Fonte: Virgilio Notizie

Le intercettazioni sono già vietate, su Google

Aprile 1, 2011 Intercettazioni No Comments

Mentre su giornali, forum e blog si fa un gran parlare della legge sulle intercettazioni che il governo sta tentando di far passare accanto ad altre leggi chiaramente ad personam per difendere gli interessi del premier, nella Rete c’è chi questa legge già la applica, in maniera silenziosa e strisciante, senza però vietare le intercettazioni ambientali o telefoniche in maniera esplicita.

Parliamo di Google, che negli ultimi giorni ha aggiornato la lista delle categorie di articoli che non si possono pubblicizzare tramite il proprio servizio di pubblicità AdWords oltre ai consueti divieti di promuovere materiale pornografico, di incitamento all’odio razziale o alla violenza, o comunque illegale.

Negli ultimi giorni, la sezione italiana del gigante di Mountain View ha inviato un messaggio ad alcuni tra i propri inserzionisti, più precisamente a quelli che producono o vendono microspie, microregistratori, microfoni nascosti, telecamere in miniatura e tutte le attrezzature utilizzate dalle forze dell’ordine o dalle agenzie investigative per le loro indagini contro il crimine, le frodi, lo spionaggio industriale o per i casi di infedeltà coniugale.

Google informa i propri inserzionisti di aver emodificato le proprie norme pubblicitarie, non accettando più annunci che promuovano articoli per lo spionaggio o disposizioni per le intercettazioni telefoniche.
Abbiamo già visto come, nel caso della Cina, i programmatori di Big G abbiano fatto buon viso a cattivo gioco lasciando in piedi i filtri imposti dal governo di Pechino, barattando la libertà di accesso alla libera informazione degli internauti cinesi con la propria libertà di accesso al più grande mercato del mondo.

In questo caso, non abbiamo riscontri univoci in talsenso, ma poiché come diceva il Divo Giulio, in Italia “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”, non sarebbe inverosimile che la “longa manus” del governo italiano avesse raggiunto Google e quella che è la principale fonte di reddito del motore di ricerca.

Se consideriamo che l’azienda televisiva del Presidente del Consiglio ha fatto causa a YouTube (di proprietà, per l’appunto, di Google) richiedendo i danni per la diffusione di filmati provenienti dalle reti Mediaset, potrebbe non essere fantascienza l’idea di uno “scambio” tra tale causa e il blocco della pubblicità, una misura piccola ed invisibile ma che contribuisce a rendere più difficile la vita non soltanto per chi usa le intercettazioni telefoniche per combattere il crimine, ma anche per chi lavora onestamente in questo campo, producendo le microspie che vengono usate per intercettare.

Insomma, se il Parlamento non approva la legge, c’è sempre un modo per aggirare i fastidiosi lacci e lacciuoli della legalità e ottenere il risultato che tale legge si prefissa: bloccare le intercettazioni.

Fonte: Endoacustica Blog

In crisi la fabbrica che “vive di intercettazioni”

Marzo 31, 2011 Intercettazioni No Comments

Le intercettazioni telefoniche dei tribunali passano da Vizzola Ticino: è qui, nel piccolo paese affacciato sul Ticino, che oltre cento persone lavorano per permettere a polizia e inquirenti di ascoltare le telefonate, trascriverle e usarle per le indagini. «E’ anche grazie a loro che hanno arrestato mafiosi e criminali di vario genere» spiega Antonio Ferrari, sindacalista della Cub-Cobas che sta seguendo la situazione dell’Area Spa, una delle più importanti aziende italiane del settore (che si contano sulle dita di due mani). Sì, perchè i tagli ai costi sulle intercettazioni ha avuto qui effetti che forse non si immaginano, quando si parla in modo semplicistico, della riduzione delle spese della giustizia: il 3 febbraio l’azienda ha avviato la procedura di mobilità per 41 dei suoi 117 dipendenti. «I motivi che hanno determinato l’attuale situazione sono imputabili, secondo l’azienda, alla grave situazione di recessione in atto e che interessa, con crescente intensità il settore delle intercettazioni legali delle comunicazioni». La sede è quasi segreta,per chiunque venga da fuori sarebbe difficile trovarla e superare il muro di riservatezza costruito intorno. L’azienda – anche per questioni di sicurezza – non commenta ufficialmente, ma si limita a dire che quanto affermato dai sindacati è vero.
L’Area ha costruito negli anni professionalità avanzate, esperti del settore che lavorano anche con turni di reperibilità per assicurare che non si perdano passaggi importanti: si tratta di tecnici che garantiscono l’uso dei software e delle dotazioni tecniche usate dagli inquirenti. Qui si garantisce la tecnologia che consente a poliziotti e carabinieri di ascoltare anche le telefonate che possono incastrare trafficanti di droga, terroristi, criminali internazionali di ogni risma. «Come qualità di servizi – continua il sindacalista – si dice sia tra le migliori d’Italia e lavora per le Procure che, negli ultimi anni, hanno contrastato la malavita organizzata con risultati che lo stesso Maroni, Ministro dell’Interno, ha più volte elogiato». Il problema è che anche in questo settore la concorrenza al ribasso è spietata: «La crisi che ha colpito la società – continua Ferrari – è influenzata anche dalla pratica invalsa nei proprio clienti, ( esclusivamente autorità giudiziarie), di un continuo ribasso del prezzo. Ribassi che partono dal 30% e che arrivano fino al 50% con effetto retroattivo dei contratti in essere e su prestazioni già effettuate. Ribassi che non seguono una logica di una qualsiasi tipologia di mercato, ma sono frutto di indicazioni ben chiare, date dal Ministero della Giustizia, di risparmio cieco indipendentemente dalla qualità del prodotto né tanto meno dalla quantità e serietà del servizio offerto».
La trattativa è ancora aperta e i lavoratori (ma forse anche la stessa azienda) sperano che un aiuto possa arrivare dallo stesso governo, considerando che lo Stato, attraverso il Ministero della Giustizia, è il principale committente. Il confronto tra azienda e lavoratori, intanto, ripartirà venerdì 1 aprile.

Fonte: Varese News

Videochat osé su Facebook, poi il ricatto

Marzo 31, 2011 Difesa personale No Comments

Utenti minacciati di mettere on line le loro foto compromettenti. L’organizzazione agisce dall’estero

Genova – «Non dare confidenza agli sconosciuti», dicono sempre le mamme. Ma, si sa, i consigli spesso sono giusti, e non sempre ascoltati. È quanto devono avere pensato le vittime di un giro di estorsioni on line scoperto dalla polizia postale di Genova.

Una vera e propria organizzazione con varie sedi all’estero, specializzata ad “agganciare” persone su Facebook, il più grande e frequentato social network al mondo, e che una volta entrate nella cerchia delle amicizie, convincevano la vittima a mostrarsi nuda su Skype. Gli spettacoli erotici, però, venivano ripresi con delle telecamere e, una volta ottenute le registrazioni, partiva il ricatto: «O ci dai i soldi oppure mandiamo il filmato a tutti i tuoi amici e lo pubblichiamo su internet». La cifra chiesta variava da un massimo di tre mila euro a un minimo di 1.500.

Agli agenti postali sono già arrivate una decina di segnalazioni. Ma secondo gli investigatori, le vittime potrebbero essere molte di più. Che non denunciano per vergogna o perché preferiscono pagare pur di non fare trapelare la notizia in famiglia. I primi contatti sono iniziati nei mesi scorsi. E nel giro di poco tempo si sono moltiplicati. Secondo gli agenti, il gruppo di estorsori cambierebbe spesso sede, spostandosi dall’Africa fino alla Giamaica, e sarebbe lo stesso già specializzato in furti di crediti on line.

Il meccanismo usato è semplicissimo. I ricattatori cercano sul social network i profili visibili a tutti. Controllano se qualcuno ha inserito un interesse sessuale particolare, e chiedono l’amicizia. L’utente accetta e inizia così una sorta di “corteggiamento” virtuale. A quel punto, l’esca chiede il numero di telefono e il contatto di Skype, il sito per fare le videochiamate gratis, e invita l’amico a fasi vedere nudo. C’è chi si spoglia e basta, ma ci sono casi di persone che si sono anche spinte più in là. Inconsapevoli che dall’altro lato una telecamera nascosta sta registrando tutto. Dopo un paio di giorni, però, arriva la mail con la richiesta di soldi, con tanto di ricatto. Vittime soprattutto i cinquantenni, ma anche uomini di 30 anni come di 60.

Fonte: Il Secolo XIX

Cimici per “spiare” Diritti per tutti

Marzo 26, 2011 Microspie No Comments

Due cimici, nascoste sotto a due tavoli, hanno “spiato” Le Brigate della Solidarietà e l’associazione Diritti per Tutti nel corso delle giornate della protesta dei migranti sulla gru di via San Faustino, a Brescia. E’ quanto hanno dichiarato le stesse realtà nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in via Porta Pile 19, dove ha sede un circolo di Rifondazione comunista trasformato, nei giorni della protesta, in mensa per tutti i volontari del presidio.
“Abbiamo utilizzato i tavoli nei pressi della chiesa di San Faustino”, ha spiegato Walter Longhi, della Fiom Cgil, “durante tutta la protesta e anche oltre il 15 novembre. Ci siamo accorti delle cimici quando li abbiamo riposti nel magazzino. Prima di denunciare il fatto alla città”, ha concluso, “abbiamo voluto assicurarci che non ci fossero altri apparecchi del genere nelle sedi delle associazioni che hanno sostenuto la lotta dei migranti”.
“Per contrastare e reprimere la lotta dei migranti contro la sanatoria truffa”, ha commentato Umberto Gobbi, dell’associazione Diritti per tutti “sono stati usati sia i metodi tradizionali, come i manganelli, le cariche, le denunce e le espulsioni, sia nuovi sistemi tecnologici. Gli immigrati dovevano fare particolarmente paura all’asse xenofobo composto da Rolfi, il prefetto e il ministero. Eppure”, ha aggiunto, “i cittadini stranieri rivendicavano soltanto alcuni diritti fondamentali e poter vivere nella legalità. Mi chiedo inoltre”, ha chiosato, “se i partiti che si lamentano della tutela della privacy diranno qualcosa anche in questa situazione oppure faranno silenzio”.
“Mi è dispiaciuto molto dover vivere il tentativo di criminalizzazione dei migranti e dei cittadini italiani che li hanno sostenuti”, ha detto Anna Zinelli, delle Brigate della Solidarietà. “Ci dispiace anche che qualcuno abbia pensato che la nostra associazione facesse delle cose di nascosto quando invece non è così. Siamo nati poco dopo il terremoto in Abruzzo, e abbiamo raggruppato tutti quei cittadini che volevano muoversi con fatti sociali concreti. Abbiamo sostenuto lotte di fabbrica e abbiamo aiutato anche la lotta dei braccianti a Nardò contro il lavoro nero. Il tutto sempre alla luce del sole”.

Fonte: Qui Brescia

Caro marito, ecco come ti tradisco

Marzo 26, 2011 Intercettazioni No Comments

Identikit dell’infedeltà coniugale dall’Associazione avvocati matrimonialisti italiani: il luogo principe è l’ospedale, e si tradisce di più a Milano che a Roma. Kit per l’esame del Dna e per spiare il coniuge persino su Facebook

L’amante? Il primo incontro avviene quasi sempre sul posto di lavoro, e il rischio è più forte se si tratta di ospedali, redazioni giornalistiche, studi professionali. Seguono in classifica gli uffici pubblici e le banche. Milano guida la top ten delle città ad alto tasso di fedifraghi, e l’Italia è il paese europeo in cui ci sono più relazioni extraconiugali. E’ il ritratto di traditi e traditori tracciato dall’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, che, statistiche alla mano, ha anche delineato un quadro preciso di come nuove tecnologie e social network abbiano cambiato le scappatelle.

Tra le cause che scatenano la crisi del matrimonio, le infedeltà coniugali si collocano tra le più ricorrenti: rappresentano il casus belli nel 40% dei casi di separazione e divorzio. E, secondo l’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani, il 60% delle infedeltà coniugali che si consuma nel nostro Paese avviene sul luogo di lavoro, secondo le recenti statistiche elaborate dal Centro Studi AMI confermate dalla società Robert Half Executive Search. Statisticamente Milano è la città in cui, in percentuale, si consuma il maggior numero di tradimenti, seguita a ruota da Roma, Bologna, Torino. Nel sud la città in cui si registrano maggiori infedeltà coniugali è Napoli. L’Italia è il Paese che detiene in Europa il record di relazioni amorose sul luogo di lavoro; seguono nell’ordine Germania, Francia ed Inghilterra.

Sempre più spesso tra colleghi si instaurano relazioni amorose che durano anni all’insaputa del coniuge (che molto frequentemente conosce il partner della moglie o del marito). Molti italiani realizzano così vite parallele ammantate di normalità: un numero non trascurabile di coniugi cresce figli concepiti fuori dal matrimonio. «Chi lavora trascorre molto più tempo con il collega che con il coniuge – dice l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione – e ciò influisce molto sulla tentazione di allacciare relazioni extraconiugali. Fenomeno dimostrato anche dalle indagini degli investigatori privati, che iniziano a ricercare le prove di eventuali tradimenti partendo immancabilmente, come prima opzione, dall’ambito professionale del pedinato».

«I luoghi di lavoro a maggiore rischio tradimento sono, nell’ordine: gli ospedali e le cliniche, gli studi professionali, le redazioni giornalistiche, pubblici uffici e banche. Tra le infedeltà coniugali consumate tra colleghi spiccano anche quelle a sfondo omosessuale (7% dei mariti, 5% delle mogli)».

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Investigazioni per infedeltà coniugali

Usura: commissione regionale approva disegno legge per lotta

Marzo 24, 2011 Usura No Comments

Interventi contro il fenomeno e per promuovere sviluppo sociale

POTENZA, 23 MAR – La prima commissione consiliare della Regione ha approvato a maggioranza il disegno di legge della giunta sulle ”Nuove norme in materia di interventi regionali per la prevenzione e la lotta ai fenomeni dell’usura e dell’estorsione”. Il ddl prevede che la Regione ”nell’ambito degli obiettivi indicati dalle leggi nazionali”, integri ”gli interventi statali contribuendo a combattere l’usura e l’estorsione nel territorio regionale e promuovere attivita’ che favoriscano uno sviluppo economico e sociale informato ai valori delle sicurezza e della legalita”’. (ANSA).

Fonte: ANSA

Lotta all’usura: Microspie ambientali

Stivali, divise, caschi, camicie. Sul web ti puoi vestire da poliziotto

Marzo 23, 2011 Spionaggio No Comments

Su Ebay o su altri siti di vendite o aste online, si trova di tutto. E si tratta di materiali originali, spesso nuovi. Come sono usciti dai magazzini della Polizia di Stato? Chi li vende e chi li compra?

Caschi della polizia, decorati dal fregio ufficiale, ma anche alamari, e altri indumenti normalmente utilizzati dagli agenti di pubblica sicurezza. E’ tutto in vendita, sui siti di aste e annunci, e non sempre in maniera legale. Il commercio di alcuni di questi capi, se riconducibili alle divise d’ordinanza, deve avvenire attraverso canali autorizzati dalle Questure. Gli acquirenti, inoltre, devono dimostrare, esibendo l’apposito tesserino, la loro appartenenza alle forze dell’ordine: ogni acquisto viene registrato, se avviene negli esercizi commerciali che rispettano quanto previsto dal Tulps (testo unico delle leggi di pubblica sicurezza). Ma c’è anche un’altra questione, tutta interna alle forze dell’ordine, relativa alle norme del decreto che regola le sanzioni disciplinari per il personale dell’Amministrazione di pubblica sicurezza: l’equipaggiamento assegnato agli agenti, se deteriorato o non utilizzato, va restituito.

Su internet, sembra esserci ancora la possibilità di aggirare i controlli che, regolarmente, interessano le attività commerciali tradizionali – per evitare che malintenzionati possano spacciarsi per agenti, e magari commettere reati. E’ su Ebay – che pure monitora costantemente questo genere di annunci – che si notano le vendite più sospette e che sollevano dubbi circa la gestione dei magazzini dai quali questa merce potrebbe prevenire. E’ il caso delle camicie: uno stesso utente ne vende quattro (attraverso altrettante aste). Sono bianche, protette ancora dalla plastica e, accanto, viene mostrata la scatola con la scritta “polizia” e l’indicazione della taglia. “Vendo camicia bianca della Polizia di Stato nuova mai usata, misura collo 41″, si spiega nell’annuncio. Due le ipotesi: che si tratti di normalissime camicie bianche e che l’utente le faccia passare per “ufficiali” della polizia; oppure, assai più probabilmente, che provengano dai magazzini del Ministero dell’Interno. Improbabile che si tratti di qualche rimanenza.

Continua a leggere su Repubblica

Usura e indebitamento: come aumentano i numeri

Marzo 23, 2011 Usura No Comments

Apprendiamo dalle cronache locali che, a Bari, il presidente della Fondazione antiusura Mons.Alberto D’urso incontrando i giornalisti si è espresso in maniera molto critica in riferimento alla situazione della crisi economica che si è abbattuta sulle famiglie facendo riferimento soprattutto all’ indebitamento delle stesse; la situazione barese parlerebbe infatti di un numero sempre maggiore di persone che si rivolgono alla Fondazione antiusura. Ricordiamo che tale Fondazione è stata creata nel 1994 e che conta su operatori volontari che offrono assistenza legale e supporto psicologico a chi si ritrova vittima dell’ usura.
Le fondazioni antiusura sono diverse e sparse su tutto il territorio nazionale; tra i loro compiti, ascoltare le richieste di persone e famiglie vittime dell’usura, fornire consulenza legale e finanziaria, svolgere azione preventiva di carattere educativo ed informativo, promuovere la cultura della legalità.
“La crisi economica ha aggravato un fenomeno di indebitamento che noi sappiamo essere una costante della nostra gente. Il fatto che la Fondazione sia al 17° anno di vita la dice lunga su una sofferenza economica che ha radici lontane.Oltre alla crisi c’è la perdita o la mancanza di lavoro, poi il problema dei mutui e la vita non sobria, ovviamente anche la chiusura delle aziende e i licenziamenti nel settore privato. C’è poi in questo contesto la difficoltà di accesso al credito in quanto le banche hanno meno garanzie.”
Queste le parole pronunciate in apertura da Mons. D’urso che ha quindi puntato l’indice su diversi aspetti della problematica indebitamento; tra questi ve ne sarebbero anche alcuni piuttosto effimeri come ad esempio il gioco d’azzardo, campo nel quale la stessa Puglia è tra le prime in Italia: “è più facile vedere fra le mani di queste persone un gratta e vinci anziché un pezzo di pane“ ha detto ancora il presidente della Fondazione antiusura. A questo proposito nelle scorse ore un’indagine condotta dall’associazione Contribuenti Italiani ha evidenziato come l’Italia sia prima in Europa per quanto riguarda le cifre spese nel gioco d’azzardo legale con una media di 2180 euro, e con numeri relativi al 2010 che parlano di un aumento delle perdite legate alla dipendenza da giochi e scommesse del 15,3%.
Un altro aspetto su cui si è focalizzata l’analisi del presidente della Fondazione antiusura è quello delle società recupero crediti: qui la critica è stata piuttosto dura. “tante volte c’è uno stile in questo recupero da strozzini, in quanto il rientro è immediato e non si riesce a dialogare. I debiti vanno certamente pagati, intendiamoci, però bisogna anche dare alle persone la possibilità di poter pagare. Tante volte non c’è la possibilità di un dialogo per far si che il debito contratto diventi un debito personale, così è possibile, anche con il sostegno della Fondazione e con le garanzie che si offrono, cercare di far fronte alla situazione e trovare un accordo.”
Quello dell’usura è un fenomeno dato in forte aumento: il ricorso a questa pratica infatti è aumentato nel 2010 del 92,3%, specchio fedele di una crescita nello stesso periodo del sovraindebitamento delle famiglie (+ 129%) e tra le regioni maggiormente esposte al rischio vi sarebbero la Campania, seguita dal Veneto, Valle d’Aosta, Sicilia, Piemonte, Abruzzo. Come ovvio infatti, l’usura cresce maggiormente quando aumentano i casi di povertà ed indebitamento, trovando proprio nell’indigenza un terreno fertile nel quale proliferare.

Fonte: La Vera Cronaca

Skype: privacy in pericolo come dimostrano intercettazioni sulle ragazze delle feste di Berlusconi

Secondo Privacy International, Skype non fornisce sufficienti garanzie per la protezione dei dati degli utenti e delle comunicazioni effettuate. Ne sanno qualcosa le ragazze ospiti ad Arcore.

Skype non fornisce sufficienti garanzie per la protezione e la tutela dei dati personali e delle comunicazioni effettuate dagli utenti del servizio. L’accusa è stata mossa dalla Privacy International.

L’attuale interfaccia di Skype, anziché basata su user name univoci, prevede l’impiego di nomi completi nelle liste dei contatti. Un sistema che rende semplice per chiunque assumere l’identità virtuale di altri utenti. A preoccupare Privacy International sono anche la mancanza del supporto per i download con protocollo HTTPS e l’impiego di un sistema di compressione audio VBR che, nonostante sia criptato, risulta piuttosto vulnerabile. Un sistema che permette di identificare le frasi con un’accuratezza del 50-90%.

Fonte: Webmaster Point

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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Come localizzare un cellulare

Come si fà a localizzare un cellulare?. Tutti i telefoni cellulari una volta accesi e collegati alla rete dei provider telefonici mobili sono rintracciabili geograficamente. Chiamaci per saperne di piu': 0803026530

Sblocco codici autoradio

Il codice di un autoradio è unico, per ogni radio associata ad ogni telaio, in genere si trova scritto a penna in qualche libretto di garanzia o manutenzione dalla concessionaria. Se è impossibile ritrovarlo, chiamaci: 0803026530

Recupero password perse

Hai dimenticato la tua password per Excel, word, myspace, aol, facebook, yahoo, msn, hotmail, live, gmail, libero, aim, aol....etc? Possiamo aiutarti, chiamaci: 0803026530