Multi-Catcher: un dispositivo universale per intercettare i cellulari

Tra tutti i sistemi IMSI catcher utilizzabili da forze dell’ordine o enti governativi per intercettare cellulari, smartphone o altri dispositivi mobili, il Multi-Catcher è forse il sistema che più si presta a un utilizzo dinamico su larga scala. Difatti, oltre al tracciamento simultaneo dei codici identificativi IMSI, IMEI e TMSI …

Rapporto Clusit 2018: pericolosa impennata di attacchi informatici in tutto il mondo

Dal Rapporto 2018 della Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, emerge tra gli altri un dato davvero preoccupante: nel periodo tra il 2011 e il 2017 si sono registrati a livello mondiale quasi 7.000 attacchi informatici gravi, di cui 1.100 solo nell’anno scorso. Non solo. Nel 2017 si è …

Quanto è utile un’app di criptaggio dati? Ce lo svela una ricerca americana

Per quanto la validità dei programmi di protezione per smartphone possa apparire scontata nonché largamente condivisa, c’è ancora chi si ostina a eludere la loro efficacia, soprattutto per quanto concerne le app di criptaggio messaggi. Sono in tanti, infatti, a disconoscere tuttora il contributo preventivo di questi validi strumenti di …

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi …

Articoli recenti

Attenti ragazzi, mamma vi spia

Quando l’investigatore svela ai genitori la doppia vita dei figli

Si va sempre più diffondendo il cosiddetto “controllo minori”, una pratica investigativa che nasce dal bisogno diffuso dei genitori di sapere cosa esattamente facciano i loro figli fuori di casa; ne ha parlato, in un’intervista, il quotidiano in distribuzione gratuita City.

Basata su appostamenti e pedinamenti, uso di microcamere e fotocamere nascoste, l’investigazione, di solito eseguita da agenzie private, parte molto spesso dai sospetti causati dai comportamenti inconsueti dei ragazzi.

Le richieste di questi servizi, a detta degli investigatori privati intervistati, è andata significativamente aumentando negli ultimi due anni, anche per la maggiore consapevolezza dei genitori verso i rischi connessi alla diffusione fra giovani e giovanissimi di alcol e droghe, unita alla fragilità tipica dell’età adolescenziale.

E dall’intervento dei professionisti i genitori attendono risposte che siano in grado di fugare le loro angosce. Per gli intervistati, però, mentre alcune famiglie hanno preoccupazioni legittime, altre, invece, “vengono da noi per lavarsi la coscienza, perché non hanno il tempo di star dietro ai figli”.

Un’indagine del genere costa in media tra i 2000 e i 2500 euro. I genitori che si rivolgono ad una agenzia investigativa provengono di frequente anche da fasce sociali non abbienti, ma affrontano volentieri qualche sacrificio economico pur di vederci chiaro ed intervenire in tempo.

Fonte: Tutto Scuola

Protezione dei bambini

Due anziani pedofili violentano per mesi una bambina disabile

Il dramma svelato grazie a una frase del fratellino di 9 anni: «Quello è il fidanzato grande di mia sorella»

PAVIA – «Lo vedi quello? È il fidanzato grande di mia sorella». È stato Franchino (i nomi sono di fantasia a causa della giovane età), 9 anni, a mettere una pulce nell’orecchio dell’assistente sociale e a far scattare un’operazione dei carabinieri di Stradella che ha portato all’arresto di due pensionati accusati di violenza sessuale nei confronti di Rita, una ragazzina di 11 anni con gravi problemi mentali. Ai domiciliari sono finiti Luciano Finotti, 63 anni, con piccoli precedenti alle spalle e Berengario Borromeo, 74 anni. Entrambi abitano a Inverno Monteleone, un paesino di 1.300 abitanti. «Strano – dicono gli investigatori – che in un paese così piccolo dove tutti si conoscono e dove tutti sanno tutto, nessuno si sia accorto di quanto è accaduto. Una sorta di omertà collettiva».

I due fratellini sono stati tolti alla famiglia e sono già in una comunità protetta. Tutto è iniziato qualche mese fa. Franchino e Rita sono due fratellini inseparabili, figli di agricoltori che stanno tutto il giorno nei campi della campagna pavese e proprio per questa ragione spesso restano soli. Una famiglia con problemi gravi. Rita ha un handicap mentale ed è seguita da un’assistente sociale che, a cadenze fisse, la viene a trovare. Proprio in una di queste occasioni Franchino ha mostrato con il dito all’assistente un uomo che passava per una via di Inverno Monteleone, dicendo una frase che ha fatto accapponare la pelle alla donna: «Quello è il fidanzato grande di mia sorella».

Sapendo delle condizioni della piccola, l’assistente ha fatto ancora qualche domanda al fratellino e poi ha preso la decisione: è andata dritta ai carabinieri di Stradella e ha esposto i suoi sospetti al capitano Francesco Spera. Gli atti sono stati trasmessi in procura e il pubblico ministero Paolo Mazza ha preso le redini dell’indagine. I militari si sono mossi con molta attenzione proprio perché i due ragazzini vivono in un piccolo paese dove è quasi impossibile fare sopralluoghi senza essere visti e soprattutto per non destare sospetto nei pedofili. Per prima cosa è stato individuato il «fidanzato» indicato da Franchino. Il pensionato è stato identificato, seguito, pedinato e il cellulare è stato messo sotto controllo. Poi è scattata la seconda fase dell’inchiesta. I carabinieri sono riusciti a piazzare alcune microspie «ambientali» a casa dei due fratellini ma anche nell’abitazione di Luciano Finotti. Con il passare dei giorni è stato ricostruito un quadro che il procuratore di Pavia Gustavo Cioppa ha definito «inequivocabile».

Dalle intercettazioni telefoniche e da quelle ambientali si è avuto la certezza dei toccamenti subiti dalla piccola Rita, costretta ad avere anche rapporti sessuali completi. Gli incontri avvenivano, quasi sempre, a casa della ragazzina proprio perché non c’era nessuno. Durante i lunghi giorni delle intercettazioni, nei colloqui è entrato anche Berengario Borromeo, il pensionato di 74 anni anch’egli accusato di violenza sessuale. Quando i carabinieri hanno avuto la certezza delle violenze per prima cosa hanno preso i due fratellini e, dopo aver avvisato i genitori, li hanno portati in una comunità protetta dove si trovano tutt’ora. Il pubblico ministero Paolo Mazza ha chiesto le ordinanze di custodia cautelare che sono state concesse dal giudice delle indagini preliminari il quale, però, ha disposto per i due pedofili accusati di violenza sessuale gli arresti domiciliari.

Fonte: Corriere Milano

Combattere gli abusi su minori

Guerra telecomandata

I droni: da aerei senza pilota a insetti da combattimento.

Avete presente la bramosia con cui una rete di terroristi ricalcata su al Qaeda desiderava entrare in possesso dell’armatura ipertecnologica di Tony Stark nel film Iron Man? Ebbene, stavolta la fantascienza sembra essere un passo indietro rispetto alla realtà. Perché sognare armature volanti con pilota quando esistono i droni? Niente microspie professionali occultate perchè i droni sono invisibili, letali, strategicamente inestimabili. Non bastasse, grazie a un mercato in crescita esponenziale e a costosi progetti di ricerca e sviluppo, domani saranno minuscoli e ancora più inafferrabili e spietati. Una rivoluzione appena all’inizio, che sta radicalmente modificando il più potente esercito del mondo, quello statunitense.

Negli ultimi anni, i droni hanno cambiato per sempre il modo di fare la guerra. Specie per i militari americani, i droni sono stati letteralmente manna dal cielo per un esercito le cui vittime, dall’11 settembre 2001 a oggi, sono state migliaia, al punto da rievocare a più riprese lo spettro della disfatta in Vietnam.

GIÀ 7 MILA DRONI USA. E pensare che subito dopo l’attacco alle Torri Gemelle, l’esercito Usa aveva in dotazione soltanto una cinquantina di Predator, i piccoli aerei senza pilota che negli anni successivi avrebbero fatto strage di nemici e terroristi di al Qaeda tra l’Iraq, l’Afghanistan e il confine col Pakistan. Oggi invece l’esercito stelle e strisce vanta la bellezza di 7 mila droni.

BELVE D’ACCIAIO. Chissà cosa penserebbe di questi combattenti d’acciaio Sun Tzu, l’autore dell’Arte della guerra, osservando le qualità di queste letali macchine volanti: silenziose, pressoché invisibili, spietate e senza paura, perché pilotate in remoto, capaci di analizzare lo scenario di battaglia anche da 20 miglia di distanza.
I soldati perfetti, casomai volessimo cedere alla tentazione di antropomorfizzare le macchine, onnipresente nella letteratura di Isaac Asimov, padre della fantascienza, nelle opere dello scrittore Philip K. Dick e, in fondo, anche nel sentimento dell’uomo comune.
Giacchè queste macchine da guerra, proprio come un pilota forte di anni di addestramento, volano, osservano, valutano e agiscono.

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La strana morte di una giovane spia inglese

luglio 4, 2011 Controspionaggio No Comments

In Gran Bretagna si torna a parlare dell’efferato omicido di Gareth Williams, il giovane agente dell’MI6 il cui corpo fu rinvenuto l’anno scorso dentro un borsone che si trovava nel suo appartamento londinese. Dalla scoperta del misfatto ad oggi l’attenzione degli inquirenti e dei rapaci media del Regno Unito si è concentrata sulla vita privata dell’agente, grande esperto di tecnologie informatiche e impegnato in compiti delicati dal servizio segreto piu’ famoso al mondo.

Le abitudini del povero Williams sono state vivisezionate ed è uscita fuori una sua presunta omosessualità – con tanto di testimonianza di uno zio sulle sempre presunte abitudini trasgressive del defunto – e l’ipotesi che il tragico epilogo della sua breve esistenza fosse da attribuire a un gioco sessuale troppo azzardato. Successivamente si è parlato, forse per suffragare questa tesi atta a circoscrivere l’episodio ai vizi della spia, del rinvenimento di numerosi abiti da donna negli armadi di casa; qualche osservatore smaliziato, in quel periodo fitto di rivelazioni piccanti, arrivò ad immaginare che in fondo all’intelligence di Sua Maestà quel plot narrativo convenisse a prescindere, e da lì il fiume di gossip arrivato sui tavoli dei giornali in cerca di sensazionalismo.

Da qualche giorno la memoria di Williams rischia di uscire riabilitata dal vero e proprio braciere a cui è stata consegnata. Sta infatti prendendo forma la convinzione che la scomparsa possa essere attribuita nientemeno che alla mafia russa – da tanto tempo molto ben inserita su tutto il territorio inglese – infastidita dalle scoperte che lo 007 avrebbe operato sul fronte del riciclaggio di denaro sporco, forse attraverso uno specifico programma di monitoraggio dei flussi economici illegali tra Europa e Mosca.
I potentati legati a questi prosperi traffici potrebbero quindi essersi rivolti alla manovalanza professionale di ex agenti del KGB, altra categoria di personaggi piuttosto nutrita a Londra e dintorni, per sbarazzarsi di un “impiccione” che aveva il torto di far bene il suo lavoro.

I familiari del ragazzo sperano di arrivare presto a una versione definitiva sull’accaduto, ma si possono scommettere parecchie sterline che siamo alla consueta penultima puntata del mistero.

Fonte: L’Occidentale

Nicola Gratteri: La Giustizia italiana è la migliore!

luglio 4, 2011 Spionaggio No Comments

Il magistrato Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, è giunto a Putignano, offrendo una grande lezione di vita al numeroso pubblico che ha gremito la Sala Congressi del Centro “Giovanni Paolo II”, ubicato nel quartiere di San Pietro Piturno, divenuta la cornice ideale degli eventi sulla legalità organizzati dall’associazione barese GensNova.

Un convegno interessantissimo, moderato dal giornalista Dott. Mario Valentino, nel quale Gratteri ha raccontato numerosi aneddoti sull’ndrangheta, legate alla sua lunga carriera di magistrato e di studi sulla criminalità, dai quali è emerso un legame particolare tra l’ndrangheta e la Chiesa, con quest’ultima che si è avvalsa in differenti circostanze del “silenzio assenso”, in cambio il capomafia ha ristrutturato la chiesa.

“La forza della mafia – sostiene Nicola Gratteri – è di essere capace a risolvere rapidamente i problemi, mentre la nostra debolezza è la lentezza della giustizia, perché per concludere un futile contrasto civile si impieghiamo anni. Sono convinto che l’ndrangheta toglie la felicità, il sorriso e non crea lavoro, anche se in realtà ci vogliono farci credere questo”.

FRATELLI DI SANGUE – Il dott. Gratteri ha raccontato all’attenta platea putignanese il libro “Fratelli di Sangue”. Un saggio sulla ‘Ndrangheta scritto assieme al giornalista e studioso Antonio Nicaso, nato con lo scopo di smentire le “idiozie” che sentivano sulla ‘ndrangheta.

Si tratta di un libro di grandissimo spessore, definito dallo stesso autore “un mattone”, nel quale viene descritta la criminalità organizzata calabrese raccontandone la storia, la struttura e i codici. Il volume, redatto dopo tre anni di lavoro con un’approfondita ricerca presso l’archivio di Stato di Reggio Calabria, riporta una miriade di dettagli e documenti originali dell’ndrangheta , tra cui il rituale di affiliazione e la riproduzione di un codice manoscritto, sequestrato nel giugno del 1987 dal covo del superlatitante Giuseppe Chilà.

GIUSTIZIA – Gratteri ha sottolineato: “La giustizia italiana è la migliore al mondo, in modo particolare sulla lotta alla mafia. La nostra capacità organizzativa è superiore agli altri Stati europei, anche se sono più forti economicamente. Infatti, gli esecutori materiali della Strage di Duisburg sono stati individuati attraverso il DNA, recuperato dalla forfora dei capelli presente sul poggiatesta dell’autovettura”.

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Giustizia, la riforma slitta “Fini sta facendo il gioco del Pd”

luglio 4, 2011 Intercettazioni No Comments

Volevano l’en plein. Le intercettazioni, e pure la riforma costituzionale della giustizia. Entrambe approvate dalla Camera prima della pausa estiva. Invece il pericolo concreto è che tutto slitti a settembre. Gli ascolti sono a rischio anche all’inizio di agosto. La riforma non ha speranze di rientrare nel calendario. Accusano Gianfranco Fini di aver “sabotato il nostro progetto”. Protagonista della contestazione il Pdl, ovviamente. Che si prepara, in settimana, a contestare il presidente della Camera accusandolo di “fare il gioco delle tre carte” e di “offrire la sponda al Pd” per bloccare l’iter della riforma Alfano.

Il passo potrebbe concretizzarsi già nella riunione del gruppo berlusconiano di dopodomani a Montecitorio. Oltre al caso Papa e al testamento biologico, i relatori della riforma, Manlio Contento per la commissione Affari costituzionali, e Gaetano Pecorella per la Giustizia, sono decisi a chiedere al capogruppo Fabrizio Cicchitto una presa di posizione ufficiale che riporti in carreggiata la riforma “epocale” aprendogli una finestra ad agosto.

Dice Enrico Costa, capogruppo del Pdl in commissione Giustizia: “Quel testo è un caposaldo della nostra politica della giustizia. Vogliamo approvarlo in prima lettura. Non accettiamo tecniche ostruzionistiche per fermarci. Non possiamo non notare l’anomala contraddizione: da un lato non si mette in calendario la riforma della giustizia perché non è ancora chiusa in commissione, dall’altra però ci si mette il caso Papa, che in commissione è ancora aperto”. E c’è chi, sempre nel Pdl, è convinto che proprio dalla presidenza arrivino pressioni in commissione per chiudere l’iter velocemente.

Per l’ennesima volta il Pdl va allo scontro con Gianfranco Fini. Anche se, per la verità, decide di farlo in differita rispetto alla riunione dei capigruppo che si è svolta giovedì. Lì, a sentire chi c’era e poi ne ha riferito, di riforma non si sarebbe praticamente parlato. Né ci sono state polemiche all’uscita. Alla fine della riunione un dato balzava agli occhi con assoluta evidenza: riforma Alfano rinviata. Quella che il Guardasigilli aveva promesso che “si sarebbe fatta entro luglio in prima lettura”. L’opposizione attacca. Come fa la pd Donatella Ferranti: “Ormai l’hanno abbandonato. Dopo il caso Napoli l’obiettivo del Pdl è approvare le intercettazioni”. C’è chi mette in rilievo che ormai lo stesso Alfano “non si fa più vedere e si disinteressa della sua riforma perché gli preme solo il codice Antimafia che vuole firmare a tutti i costi per garantirsi una copertura da attacchi”.

A questo punto nel Pdl si arrabbiano. Mettono in giro la loro versione su quanto sarebbe accaduto tra i capigruppo. Che suona così: Cicchitto caldeggia entrambe le questioni, ascolti e riforma. Fini stoppa il secondo punto. Con due motivazioni. Spiega che nelle due commissioni congiunte la riforma è ancora in alto mare, improponibile quindi metterla già sin d’ora nel calendario. Il tema è talmente delicato che un’accelerazione sarebbe inopportuna e controproducente. In più a luglio l’aula è stracarica di lavoro.

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Bavaglio alle intercettazioni: fermiamoli

luglio 3, 2011 Intercettazioni No Comments

“La mia priorità saranno le intercettazioni”, così si è espresso il ministro Alfano diventato segretario del partito di Berlusconi, o meglio valvassore o valvassino del signore e padrone del feudo, impegnato nel dare la caccia ai giornalisti, ai comici, agli editori, a chiunque osi non venerarlo.

Per altro, neanche il più acerrimo dei suoi critici, e noi tra questi, si è mai espresso nei suoi confronti come invece hanno fatto i cortigiani e le cortigiane che ha beneficiato, premiato, sostenuto e che, telefonicamente, lo hanno descritto come un uomo malato, fuori di testa, ossessionato dai festini, non più in grado di guidare un governo.

Invece di liberarsi dalla banda del buco, Berlusconi, ormai signore e servo della sua corte, ha deciso di riprovarci con il bavaglio, come se bastasse rompere tutti gli specchi per cancellare gli orrori e le deformità etiche e politiche.

Questa volta, per questo condividiamo l’appello di Flores d’Arcais, non ci interessa neppure conoscere il testo della proposta, comunque il contesto fa persino più schifo del testo.

Il contesto è segnato dalle logge deviate, dalle telefonate di Bisignani, dalle minacce contro la libertà di informazione e contro la magistratura, dall’espulsione dalla Rai dei Santoro e dei Saviano e da quella probabile della Gabanelli, per non parlare dei condizionamenti e delle minacce già rivolte anche contro la Sette che aveva osato spalancare le porte ad Anno Zero.

Dentro questo contesto qualsiasi testo non andrà neppure discusso, andrà solo respinto, contrastato dentro e fuori le aule, dentro e fuori i tribunali, nazionali ed internazionali, utilizzando ogni mezzo legale possibile e pubblicando, ovunque e dovunque, tutte le notizie che avranno una qualsiasi rilevanza sociale, rivendicando e praticando il diritto all’obiezione di coscienza, perché a nessuno potrà mai essere chiesto di rinunciare all’articolo 21 della Costituzione.

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Napoli, giro usura a famiglie e pensionati da 2 mln euro annui

luglio 3, 2011 Usura No Comments

Un volume d’affari stimato in due milioni di euro, alimentato da prestiti usurai che concedeva soprattutto a famiglie e pensionati. Con l’accusa di usura ed estorsione aggravata è stato arrestato dai carabinieri, a Napoli, Domenico Rende 55enne già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato bloccato dai militari dell’Arma in viale Augusto, nei pressi di un istituto bancario, mentre avvicinava una 64enne che aveva appena ritirato la pensione di 640 euro. Rende, con ripetute minacce di morte, stava costringendo la vittima a consegnargli 460 euro per un prestito di 1.200 euro chiesto tre anni fa per far fronte a urgenti spese mediche che avrebbero dovuto essere restituiti con 460 euro ogni mese. Un tasso usuraio elevatissimo che, aveva fatto incassare all’uomo, più di 16mila euro.

Rende, nonostante già da tempo avesse già ricevuto gli interessi e il capitale del prestito erogato, approfittando della vulnerabilità della vittima, ha continuato a chiederle denaro minacciandola più volte di morte, qualificandosi come appartenente al ‘sistema’ di Fuorigrotta e Cavalleggeri. La donna, esasperata, ha denunciato tutto ai carabinieri che, dopo averlo arrestato, ha perquisito la sua abitazione. In casa è stata trovata documentazione bancaria e registri contabili dai quali è emersa una lista di circa 100 nomi di presunte vittime di usura, con indicato a fianco sia la data di scadenza della rata che l’importo, che variava dai 100 ai 700 euro mensili. Nel corso della perquisizione sono stati rinvenuti, inoltre, 2.500 euro in contanti.

Fonte: Virgilio Notizie

Lotta all’usura

Gli Usa chiedono 1 milione di dollari per l’ampliamento dell’ambasciata cinese

luglio 3, 2011 Microspie No Comments

America e Cina, due giganti politici, militari e demografici si fanno i dispetti come i bambini. Pechino presenta a Obama il conto per l’ampliamento dell’ambasciata stelle e strisce e Washington replica chiedendo la stessa identica cifra per gli stessi lavori fatti dagli asiatici. Al neo ambasciatore Usa, Gary Locke, appena nominato dal presidente Barak Obama, il compito di spiegare la decisone al governo cinese.
La vicenda che ha poco di «diplomatico» è diventata in queste ore di dominio pubblico perché il dipartimento di Stato Usa ha presentato alla Cina un conto da un milione di dollari. Motivo: aver aiutato Pechino a ottenere l’autorizzazione per rinnovare l’ambasciata a Washington. Funzionari del dipartimento fanno sapere che il conto è stato presentato dopo che la Cina per prima ha inaspettatamente fatto pagare all’ambasciata americana a Pechino la stessa somma per i permessi necessari per allargare la sede. Una mega ristrutturazione da quasi mezzo miliardo di dollari. Queste tariffe, spiegano i funzionari, di solito non vengono applicate per cortesia, ma il protocollo richiede in questi casi la reciprocità.
L’ambasciata americana a Pechino, un complesso monumentale da 46mila metri quadrati costato 434 milioni di dollari, era stata inaugurata l’8 agosto dal presidente George Bush. Appena dieci giorno dopo il taglio del nastro della sede diplomatica cinese a Washington. Per realizzarla furono necessari 15 anni di trattative e quattro anni mezzo di lavori. L’ambasciata, protetta da un muro di cinta che la rende invisibile all’esterno, è costituita da cinque edifici, quattro dei quali realizzati da tecnici e operai cinesi con materie prime locali. Il quinto, destinato agli uffici più «sensibili», è stato costruito con materiali e manodopera statunitense: un accorgimento adottato per impedire ai cinesi di infilarvi cimici e microspie. Neppure una novità. Nell’87 Ronald Reagan si accorse che l’ambasciata americana a Mosca, appena ultimata da maestranze sovietiche, si era rivelata piena di microfoni e dovette ordinarne la demolizione.
Il compito di appianare le incomprensioni tra i due governo spetterà ora a Gary Faye Locke, 61 anni, americano di discendenza cinese. Il padre James era nativo degli Stati Uniti mentre la madre Julie era originaria di Hong Kong. Una carriere politica sempre in ascesa, iniziata nel 1983 quando venne eletto deputato nel distretto di Seattle, sua città natale. Nel 1997 diventò Governatore dello stato di Washington e il 25 febbraio 2009 venne nominato Segretario al Commercio da Obama. Il presidente Usa il 9 marzo lo ha infine spedito a Pechino, alla guida della prestigiosa sede diplomatica, al posto di Jon Huntsman Jr.

Fonte: Il Giornale

Spionaggio industriale Imprenditore a giudizio

giugno 28, 2011 Intercettazioni No Comments

Civitanova, 22 giugno 2011 – Un caso di spionaggio industriale, da parte di un calzaturiero civitanovese ai danni di Prada, è stato oggetto di un processo celebrato ieri a Civitanova. Accusato di rivelazione di segreti industriali è Enrico Lorenzetti, titolare dell’omonimo calzaturificio. Il fatto di cui deve rispondere sarebbe avvenuto nel 2009. A far scattare le indagini fu Giorgio Boccedi, direttore della fabbrica di forme per calzature ‘Ifaba’ di Porto Sant’Elpidio.

Boccedi, a gennaio del 2009, sarebbe stato contattato dal calzaturificio Lorenzetti per la realizzazione di alcuni modelli portati in fotografia. L’elpidiense però avrebbe riconosciuto le scarpe ‘Miu Miu’ (del gruppo Prada), e visto che lui lavorava anche per Prada, avrebbe contattato la direzione del marchio, informandoli dell’accaduto, e mostrando le foto avute dal civitanovese. A quel punto sarebbe partita la denuncia, dopo la quale la procura dispose un sequestro a Civitanova: dai computer della ditta Lorenzetti sarebbero saltati fuori i modelli di scarpe che ‘Miu Miu’ non aveva ancora messo in vendita, e che sarebbero state pubblicizzate solamente l’inverno seguente.

Secondo quanto riferito da un dirigente del gruppo Prada, sentito ieri in tribunale a Civitanova, quelle foto sarebbero state scattate da qualcuno – rimasto sconosciuto – nello stabilimento di Montevarchi (Arezzo), e avrebbero raffigurato non solo le scarpe che ‘Miu Miu’ avrebbe proposto per la stagione successiva, ma anche i modelli ideati dai designer che poi erano stati scartati.Il Pm (l’avvocato Giuseppe Marini) ha chiamato a deporre anche altri due testimoni sempre di Prada, che hanno confermato le accuse.

Nella prossima udienza, fissata ad aprile, saranno ascoltati gli altri testimoni per ricostruire la vicenda. Lorenzetti, difeso dagli avvocati Vando Scheggia e Mariaelvia Valeri, respinge le accuse, ed è sua intenzione parlare in aula per dare la sua versione dei fatti, dalla quale emergerebbe la sua assoluta innocenza. L’imputato ritiene che non ci sia stata alcuna rivelazione di segreti industriali, e conta di dimostrarlo attraverso il suo difensore.Sarà il giudice Vittoria Lupi, alla fine, a decidere se l’imputato sia colpevole o meno.

Spionaggio industriale: azienda nel mirino gdf Ancona

giugno 28, 2011 Intercettazioni No Comments

(ANSA) – ANCONA, 17 GIU – Scoperta dalle Fiamme gialle di Ancona un’azienda che, grazie a un ex dipendente infedele, era riuscita a clonare l’intera linea produttiva di una ditta di Castelfidardo che produce articoli in argento. La ditta fidardense aveva brevettato un particolare metodo di produzione di lamine in argento con proprieta’ chimico-fisiche tali da rendere i manufatti resistenti all’azione degli agenti ossidanti esterni. Le indagini hanno portato al sequestro di un macchinario in grado di abbinare organicamente l’argento con l’alluminio e/o la plastica. Il dipendente e’ stato denunciato per rivelazione di segreti scientifici e industriali.

Utenti iPhone e Android spiati: Apple e Google nella bufera

giugno 28, 2011 Intercettazioni No Comments

Negli Stati Uniti sono già partite una class action, un’interrogazione al Congresso e un invito per Apple e Google a comparire davanti ad un procuratore generale. In Italia, Francia, Germania e Corea del Sud sono invece state le Autorità per la Privacy e la Comunicazione le prime a mobilitarsi.

A meno di una settimana dalla scoperta che i dispositivi Apple (iPhone, iPad e iPod 3G) e Android raccolgono informazioni dettagliate su tutti gli spostamenti del proprietario, si infiamma il dibattito sulla privacy degli smartphone e tablet di nuova generazione. Dalla polemica sul “file nascosto” facilmente accessibile da chiunque, ora l’attenzione si è spostata sull’utilizzo che Apple e Google fanno dei “geo-data” (informazioni localizzate) raccolte sui dispositivi mobili e poi conservati nei propri database. Sono davvero protetti e trattati in maniera anonima? E perché gli utenti non vengono adeguatamente informati sulle finalità di questa raccolta dati?

Le reazioni di Google e Apple – Se, da una parte, Google ha scelto la strada della trasparenza, spiegando da subito che la raccolta di dati è limitata e comunque necessaria per offrire servizi di localizzazione migliori (come, ad esempio, le mappe aggiornate del traffico), ancora non è arrivata nessuna risposta ufficiale da parte di Apple. L’unica presa di posizione sul tema risale a circa un anno fa, quando in una lunga lettera inviata a due Senatori statunitensi, la casa di Cupertino ammise di raccogliere “in maniera intermittente” le coordinate spaziali dei propri utenti. I geo-data – spiegava il colosso di Steve Jobs – vengono prima salvati sul dispositivo, poi resi anonimi attraverso un numero di identificazione e infine inviati ogni 12 ore ai server Apple dove vengono conservati in un database accessibile internamente. Per gli utenti più attenti alla privacy – garantiva Apple nella lettera – è sempre possibile disattivare le funzionalità di localizzazione e così essere sicuri di non essere più “spiati”.

Comunque spiati – Ma le cose non sembrano stare davvero così. Secondo un’indagine  condotta da un ricercatore indipendente e pubblicata lunedì 25 aprile sul Wall Street Journal, l’iPhone 4 continua a raccogliere informazioni sugli spostamenti del proprietario anche quando le funzionalità di localizzazione sono disattivate. Non basta, cioè, spegnere il pulsante “Localizzazione” dal menù delle Impostazioni del proprio iPhone, per essere al riparo dalla raccolta dati di Apple. Resta poi aperta la questione di quanto siano davvero anonime queste informazioni: a differenza di un pc, uno smartphone permette di risalire molto più facilmente all’identità del proprietario, soprattutto se questi dati vengono conservati per un lungo periodo di tempo.

Poca sicurezza – Nella lettera inviata al Senato lo scorso anno, Apple era rimasta molto sul vago sulle finalità di questa raccolta dati: “I database (con le informazioni di localizzazione degli utenti, ndr) devono essere aggiornati di continuo per rendere conto, tra le altre cose, di come cambia il contesto fisico, di funzionalità innovative della tecnologia mobile, e del numero crescente di utenti Apple”. La casa di Steve Jobs non spiegava perché, per offrire migliori servizi, questi dati dovessero essere conservati per circa dieci mesi, come hanno messo in luce Peter Warden e Alasdair Allan della scorsa settimana. I due ricercatori hanno anche dimostrato come Apple non protegga adeguatamente queste informazioni: al momento vengono trasferite automaticamente da un dispositivo all’altro e sono facilmente visualizzabili anche da terzi.

Mercato mobile – Mentre i due colossi hi-tech non si sbilanciano più di tanto sull’utilizzo di questi database, per gli analisti del Wall Street Journal la risposta è piuttosto scontata: “Google e Apple stanno raccogliendo informazioni geo-localizzate per costruire giganteschi database in grado di individuare dove si trovino gli utenti attraverso i loro cellulari. Questi database sono fondamentali per espandersi in un mercato dei servizi basati sulla localizzazione che si aggira intorno ai 2,9 miliardi di dollari e che, secondo l’istituto di ricerca Gartner, salirà a 8,3 miliardi di dollari nel 2014”. Per un’azienda come Google i cui profitti sono generati quasi esclusivamente dalle pubblicità mirate, il settore mobile rappresenta la nuova gallina dalle uova d’oro. E lo stesso vale per Apple, che attraverso il network iAd vuole ora giocare un ruolo importante in questo mercato emergente.

Maggiori regole – Ad avvalorare ulteriormente l’ipotesi delle pubblicità mirate si è poi aggiunta la rivelazione di un brevetto depositato lo scorso marzo dalla “mela morsicata” con il nome “Location histories for location aware devices”. Il brevetto descrive come il database Apple con le informazione geo-localizzate possa essere “correlato” ad informazioni ancora più dettagliate, come “i dati associati a transazioni finanziare e ad attività di comunicazione (ad esempio, una chiamata telefonica o un messaggio di testo)”. Come dire: oltre alla mappa di tutti gli spostamenti, sarebbe anche possibile risalire a cosa stava facendo il proprietario in un determinato luogo e momento.
Se da una parte è bene ricordare che Apple ogni anno deposita centinaia di brevetti e che non tutti vengono poi lanciati sul mercato, dall’altra è anche giusto sottolineare come il tema della privacy sui dispositivi mobili sia ancora del tutto opaco e per nulla regolamentato. C’è da sperare che la mobilitazione di utenti e autorità contro Google e Apple serva per lo meno a fissare regole più certe a garanzia della privacy dei consumatori.

Red Bull: Marko accusa la Ferrari di spionaggio

giugno 28, 2011 Intercettazioni No Comments

Helmut Marko sospetta che la Ferrari stia usando un metodo per ascoltare in segreto le strategie della Red Bull durante i Gran Premi.

Il consulente della Red Bull ha rivelato i suoi sospetti alla TV tedesca RTL dopo il GP Spagna di domenica.

“Abbiamo notato che la Ferrari sta facendo una sorta di spionaggio” ha dichiarato l’austriaco. Spiegando i sospetti Marko ha dichiarato: “Abbiamo chiamato ai box Mark relativamente tardi, e loro sono riusciti a far rientrare lo stesso Alonso. Sono stati in grado di rispondere”.

I sospetti di Marko avrebbero trovato conferma quando la Red Bull ha impartito ordini finti ai suoi piloti a Barcellona per rientrare ai box e la Ferrari ha risposto comunque.

Per il giornale Bild la Ferrari non ha ancora commentato la questione.

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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Come si fà a localizzare un cellulare?. Tutti i telefoni cellulari una volta accesi e collegati alla rete dei provider telefonici mobili sono rintracciabili geograficamente. Chiamaci per saperne di piu': 0803026530

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Il codice di un autoradio è unico, per ogni radio associata ad ogni telaio, in genere si trova scritto a penna in qualche libretto di garanzia o manutenzione dalla concessionaria. Se è impossibile ritrovarlo, chiamaci: 0803026530

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