Multi-Catcher: un dispositivo universale per intercettare i cellulari

Tra tutti i sistemi IMSI catcher utilizzabili da forze dell’ordine o enti governativi per intercettare cellulari, smartphone o altri dispositivi mobili, il Multi-Catcher è forse il sistema che più si presta a un utilizzo dinamico su larga scala. Difatti, oltre al tracciamento simultaneo dei codici identificativi IMSI, IMEI e TMSI …

Rapporto Clusit 2018: pericolosa impennata di attacchi informatici in tutto il mondo

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Quanto è utile un’app di criptaggio dati? Ce lo svela una ricerca americana

Per quanto la validità dei programmi di protezione per smartphone possa apparire scontata nonché largamente condivisa, c’è ancora chi si ostina a eludere la loro efficacia, soprattutto per quanto concerne le app di criptaggio messaggi. Sono in tanti, infatti, a disconoscere tuttora il contributo preventivo di questi validi strumenti di …

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi …

Articoli recenti

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma.

Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in questi giorni ha diffuso un interessante servizio, corredato nella versione online anche da un video, che spiega come difendersi dai furti in appartamento durante il periodo estivo. A dare i consiglio, non solo il Commissario Gennaro Corrado, della Questura di Napoli, ma anche un “Lupin” pentito, un 38enne con oltre vent’anni di carriera da ladro alle spalle, poi convertitosi alla legalità trovando un lavoro normale. Le ragioni che l’hanno spinto a fare come mestiere il ladro? La necessità: difficoltà nel trovare lavoro ed una famiglia con due figli piccoli da mantenere.

Secondo gli esperti intervistati dalla testata napoletana la prima vera “mossa” da attuare per prevenire i furti nelle case è mantenere buoni rapporti di vicinato, perché “Un buon rapporto di vicinato vale più di un sistema d’allarme”. O, se non si dovessero avere buoni rapporti con i vicini, è bene fare affidamento su un parente o un amico che di tanto in tanto si rechino nell’appartamento per dare una controllatina e per svuotare la cassetta della posta (una cassetta piena è indice che in casa non vi è nessuno.

Prima di partire in vacanza sarebbe bene, inoltre, fotografare i propri oggetti di valore, per poi controllare, al ritorno, che non manchi nulla; chiudere bene porte e finestre, non importa a quale piano si abiti: come afferma il ladro pentito, le bande di solito hanno al loto interno un uomo capace di arrampicarsi fino al settimo piano, una specie di “uomo-ragno” insomma.

Indispensabile è, poi, dotarsi di un buon sistema di allarme, facendo anche molta attenzione a chi lo installa: far installare il proprio impianto ad una persona che potrebbe essere “alleata” dei ladri sarebbe come lasciare tutte le porte aperte. E anche per quanto riguarda i sistemi di allarme, oggi i ladri sono sempre più all’avanguardia e aggiornati alle ultime tecnologie e sono capaci, secondo il “Lupin” pentito, di riuscire a disattivare in 20 minuti anche i dispositivi più complessi, come quelli anti-schiuma e anti-strappo.

I sistemi più sicuri, invece, risulterebbero quelli collegati agli organi di vigilanza, pronti ad intervenire ogni qualvolta un apparecchio invii la segnalazione, o i sistemi di videosorveglianza nascosti, come le telecamere spia.

Ruba un tablet, ma viene intercettato grazie al sistema GPS del dispositivo.

tracker gps

Quando il detto dice che “il diavolo fa le pentole ma non i coperchi” è probabile che non si sbagli. Un 17enne di Manduria, in provincia di Taranto, ha pensato bene di intrufolarsi in un’abitazione di San Pietro in Bevagna (Ta) e di svaligiarla, portando via con sé diversi apparecchi tecnologici, tra cui tre telefonini, due computer portatili ed un tablet. Fin qui niente di strano e di curioso, se non fosse che proprio la refurtiva ha permesso di arrivare al ladro, che probabilmente non aveva tenuto in conto il fatto che certi dispositivi siano dotati di localizzatore satellitare, che, in men che non si dica, permettono a chi li sta cercando di geolocalizzarli e di raggiungerli.

E così è stato: quando la Polizia è giunta nell’abitazione di Maruggio (Ta) in cui si trovava, il giovane prima ha cercato di disfarsi del borsone in cui aveva nascosto la refurtiva, lanciandolo sul terrazzo dei vicini, poi ha anche opposto resistenza all’arresto, ma invano, in quanto è stato preso e portato in un centro di prima accoglienza. La refurtiva, ovviamente, è stata trovata e riconsegnata ai legittimi proprietari.

Un caso davvero curioso, ma che offre svariati spunti di riflessione per quanto riguarda la salvaguardia e la sorveglianza dei propri beni, mostrando come un dispositivo GPS possa rivelarsi uno strumento efficace per ritrovare i propri averi qualora questi venissero rubati. Non solo apparecchi tecnologici, ma anche oggetti di altra natura. Basti pensare ai veicoli, per esempio, di cui in questi tempi di crisi si registrano diversi furti.

Se poi si pensa che questi strumenti di localizzazione si fanno sempre più piccoli e integrati con altri dispositivi, come le microspie, si intuisce come siano altamente versatili e utilizzabili in diversi ambiti per scopi di difesa personale e di sorveglianza di beni e persone care.

Ruba un quadro di Dalì e poi lo restituisce per posta.

ladro del quadro di Dalì

Si sa, in tempi di crisi ci si arrangia come si può, anche rubando… e non solo generi di prima necessità, bensì anche oggetti di lusso. Ma cosa succede quando l’oggetto in questione è un quadro del famoso artista catalano Salvador Dalì? Si tratta di “Cartel de Don Juan Tenorio”, dipinto dal pittore surrealista spagnolo nel 1949 e scomparso dalle pareti della galleria di Madison Avenue (New York) la settimana scorsa, all’inaugurazione di una mostra.

Durante l’evento, un uomo si era finto un esperto d’arte, si era avvicinato all’opera con la scusa di dover scattare una foto e in meno che non si dica è riuscito a staccare il quadro e ad infilarselo in borsa, dileguandosi subito dopo.

Nulla ha potuto l’impianto di videosorveglianza, per quanto le telecamere nascoste abbiano ripreso il ladro, un uomo sui 35 anni, vestito con un jeans ed una camicia a scacchi.

Sensi di colpa, o impossibilità di piazzare l’opera sul mercato nero, visto lo scalpore suscitato dal furto in Rete, hanno poi spinto l’astuto “Lupin” della situazione a voler restituire la refurtiva, in un modo abbastanza curioso: l’ha inviato per posta. E per assicurarsi che il pacco arrivasse a destinazione, ha anche provveduto all’invio di una mail con il numero per tracciare il pacco, del valore di 150 mila dollari, alla galleria.

Certo è che, con i tempi che corrono, difficilmente si potrà assistere ancora a questi gesti di “magnanimità”. Bisogna, anzi, stare sempre allerta e proteggere i propri beni con sistemi di sicurezza efficaci, che impediscano il furto di oggetti di valore e personali, dal valore affettivo, oltre che economico.

Londra blindata in vista delle Olimpiadi 2012, tra missili e videosorveglianza.

controllo militare giochi olimpici

Una notizia che sta rimbalzando sulle testate giornalistiche di tutto il mondo, quella che vede la capitale del Regno Unito blindata in prospettiva dello svolgimento dei Giochi Olimpici, che si terranno dal 27 luglio al 12 agosto.

Operazione di sicurezza messa a punto è piuttosto spettacolare, e l’esercito avrà un ruolo centrale al fianco di polizia e agenti di sicurezza più convenzionali: circa 40.000 uomini, due navi da guerra, aerei da combattimento Typhoon, squadre militari per l’eliminazione degli ordigni esplosivi, e elicotteri da combattimento saranno distribuiti in tutto il paese per tutta la durata delle Olimpiadi.

I residenti di Londra sono di nuovo invitati a partecipare alla difesa della città. Bow Quarter, nella parte est della città è un quartiere in parte pedonale, popolato da giovani famiglie e professionisti, che molto presto potrebbero vedere i loro edifici militarizzati. Nel fine settimana, infatti, il Ministero della Difesa ha notificato i residenti di alcuni quartieri di tutto Olympic Park di Londra che potrebbero diventare sede di batterie di missili ad alta velocità. In altre parole, i londinesi avranno dei razzi sui loro tetti.

I residenti, che sono stati informati tramite la posta, hanno appreso con sorpresa che circa 10 soldati e una varietà di hardware potrebbero essere installato in cima ai loro edifici per un massimo di due mesi questa estate.

Oltre alle armi vere e proprie, è stato messo a punto un enorme sistema di videosorveglianza, con microtelecamere spia installate nei luoghi più disparati, affinché nulla sfugga al controllo dei militari.

“Non abbiamo ricevuto minacce specifiche contro le Olimpiadi – ha precisato Stuart Artha, responsabile della sicurezza aerea – stiamo prendendo tutte le precauzioni necessarie nel caso ci fosse un problema. I britannici si aspettano che noi siamo pronti ad intervenire”. Nessuna minaccia specifica, dunque, ma l’esigenza di far svolgere i Giochi in totale sicurezza in una città che ancora ricorda con profondo sgomento gli attentati del 2005, quando dei kamikaze si fecero esplodere in metropolitana e su un autobus, provocando la morte di 55 vittime. Era il 7 luglio e solo il giorno prima Londra era in festa per la decisione del Cio di svolgere proprio nella capitale britannica le Olimpiadi 2012.

Wickr: un’applicazione per rendere il proprio cellulare non intercettabile?

telefono criptato

Si chiama Wickr ed la nuova applicazione per iPhone, iPad e iPod Touch, che permette di scambiare file con il proprio dispositivo mobile in maniera sicura, criptando non solo i dati, ma anche i metadati lasciati dalla cancellazione, per accedere ai quali finora c’erano diversi sistemi.

Questa App, che al momento sarebbe gratuita, promette di tenere al sicuro, quasi con standard di livello militare, testi, foto e video, nascondendo tutte le informazioni identificative, IMEI compreso. “Non c’è ragione che le tue foto, video o comunicazioni siano presenti su qualche server, dove possono essere viste da chissà chi, o chissà quale servizio, senza alcun controllo sull’uso che ne fanno sconosciuti”, ha dichiarato la casa produttrice.

Come funziona il sistema Wickr? Semplice: con un metodo di crittografia che gli esperti chiamano “salting & hashing”. Ogni file verrebbe arricchito di codici random e successivamente passato attraverso un algoritmo matematico che lo protegge. Il sistema, poi, effettuerebbe questa operazione più volte, trasmettendo solo il risultato criptato. Non meno importante, inoltre, sarebbe l’opzione di auto-distruzione a tempo per i file inviati.

Tuttavia, non si fa accenno a cosa accade, invece, per le conversazioni. Si è parlato finora, infatti, solo di file testuali e visivi. Inoltre, per quanto l’applicazione sia gratuita per la versione base, per poter avere funzione più avanzate, come spedire file di grandi dimensioni, è necessario dotarsi della versione a pagamento.

La Polizia, pertanto, per quanto abbia dimostrato le sue preoccupazioni riguardo al software, non ha molto da temere, in quanto non trasforma il telefono in un vero e proprio cellulare anti-intercettazione, che permetterebbe, invece, una protezione a 360 gradi contro qualsiasi tipo di intromissione nelle proprie comunicazioni mobili.

L’applicazione, che sta per essere creata anche in versione Android, può rendere il normale cellulare in un dispositivo relativamente più sicuro, ma mai una vera e propria fortezza inespugnabile come un telefono criptato vero e proprio, che nasce specificamente per questa funzione.

Intercettazioni contro lo spaccio di droga ed armi. Mediaset nel mirino.

giugno 29, 2012 Intercettazioni No Comments

Coinvolti anche gli ambienti televisivi di Mediaset nell’indagine condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Milano e che ha portato all’arresto di 22 persone che spacciavano anche nell’azienda di Cologno Monzese.

Dalle conversazioni intercettate sarebbe stata scoperta una vera e propria organizzazione criminale che importava stupefacenti da Olanda, Ecuador, Marocco e Spagna e vendeva anche armi giocattolo sapientemente modificate per uccidere. Nelle intercettazioni, inoltre, si parla anche dell’omicidio a pagamento (dai 50 ai 100 mila euro per il “servizio”) di un uomo violento con la ex moglie, amica di uno dei contrabbandieri, “Lei è anni che è separata, perché lui la massacra di botte… si sono separati da anni, lui ogni volta che la vede la massacra, anche se è in pieno giorno in mezzo alla strada… una volta gli ha spaccato un braccio”.

Al vertice dell’organizzazione, il 35enne Marco Damiolini che, con un altro arrestato, Raffaele Laudano, 47 anni, in una delle discussioni intercettate parla di vendita di cocaina anche a personaggi dello spettacolo, come Paola Barale e Maurizio Costanzo, che hanno già affermato la loro estraneità ai fatti: “Damiolini: mò ti dico una cosa, guarda che Mediaset… se ti blindano se la cantano. È normale. Lo rivelano. Laudano: se la smazza poi lui. Damiolini: non gli puoi neanche dare dell’infame. L’amico mio ha preso 12 anni di galera perchè lavorava con Maurizio Costanzo. Davide Caffa. Lui gli dava la barella… alla Barale, a Costanzo, ad ogni Buona Domenica… gli dava due etti e mezzo. gliela pagavano profumata proprio… è successo… e ha preso dodici anni”. Per quanto potessero essere vere le voci sul loro conto, considerate “da bar” dalle stesse forze dell’ordine, l’autoconsumo di sostanze stupefacenti non sarebbe perseguibile penalmente, pertanto i personaggi citati non sarebbero nemmeno stati ascoltati.

In diverse conversazioni, inoltre, Damiolini e Laudano si lamentano della scarsa qualità di una partita, che non sarebbe adatta agli utenti finali di Mediaset, “ma non posso dargli neanche la merda a quelli di Mediaset… io lo so già come son fatti quelli…”.

Al di là delle dicerie e delle chiacchiere, comunque, rimane il fatto che già più di un anno fa erano stati arrestati tre dipendenti Mediaset per spaccio all’interno dell’azienda: Domenico Molle, Damiano Foschi e Nicolò Ghinzani, che lavoravano nei reparti tecnici. L’indagine, che ha visto nelle intercettazioni un punto di svolta, ha permesso di arrestare oltre 90 persone e di denunciarne circa 150 sin dal 2008.

Fonte: Corriere

Intercettazioni telematiche, 100 indagati in tutta Italia per pedopornografia online.

polizia contro pedopornografia

Si chiama operazione “Strike”, è stata condotta dalla polizia postale italiana in collaborazione con quella tedesca ed ha permesso di identificare più di 100 persone che scambiavano immagini e video di adolescenti e bambini, alcuni dei quali autoprodotti, in cui i ragazzini apparivano con le parti intime scoperte o addirittura ritratti in attività sessuali con adulti.

109 gli indagati ed altrettante le perquisizioni in diverse città italiane, da nord a sud, che hanno portato a scoprire come molti di questi pedofili acquisissero i file a carattere pedopornografico da un sito con sede in Germania che, in poco più di un mese, aveva fatto registrare oltre 44 mila accessi nella sezione nominata “Teen group”, ossia il gruppo in cui venivano caricate centinaia di immagini di minori coinvolti in atti sessuali.

Le persone arrestate risiedono a Siracusa, Firenze, Massa Carrara, Modena, Bolzano e Napoli, dove un uomo aveva nel proprio pc migliaia di foto, realizzate da lui stesso, che ritraevano minori nudi nel bagno di casa. Nel computer di un altro fermato sono stati ritrovati addirittura 436.000 file pedopornografici. Un altro, invece, ha tentato una rocambolesca fuga portando con sé gli hard disk ma non ce l’ha fatta.

L’operazione è stata possibile grazie alla stretta collaborazione tra le forze di polizia italiana e tedesca che, per risalire ai criminali, hanno seguito le tracce telematiche degli utenti sulla rete eDonkey2000 dove divulgavano il materiale prodotto o acquisito dal sito tedesco. È stato, quindi, utilizzato un metodo per monitorare computer sospetti già conosciuto alla polizia postale italiana, che ha permesso persino di cogliere in flagranza di reato otto delle persone sospettate.

Un problema, quello della divulgazione di materiale pornografico minorile che, insieme all’adescamento dei minori stessi tramite i nuovi media, sta mettendo a dura prova non solo le forze dell’ordine, ma anche i genitori, che avvertono sempre più l’esigenza di poter in un certo senso controllare il pc dei propri figli minorenni, per evitare che cadano nelle subdole trappole tese dagli “orchi”, che vedono in questi mezzi una maggiore sicurezza di anonimato anche se, come dimostrato proprio dall’operazione “Strike” così non è.

Spionaggio industriale, il worm che ruba i progetti AutoCad inviandoli in Cina.

spionaggio industriale

Dopo le intercettazioni ambientali e telefoniche, oggi fanno sempre più discutere anche quelle informatiche, facilitate dalla diffusione della rete Internet. E, per quanto in molti le abbiano demonizzate, cercando di diffondere l’idea che siamo tutti spiati, bisogna, tuttavia, riconoscere che in molti casi spiare il pc che usano i dipendenti in azienda si è rivelato il modo migliore per scoprire casi di infedeltà aziendale.

La situazione però si complica quando il problema non è un singolo dipendente, interno all’azienda, ma un intero sistema, messo a punto da più malintenzionati esterni per rubare segreti e progetti. È quanto sta accadendo con il nuovo virus informatico Acad/Medre.A che si insinua nei computer e ruba i progetti Autocad, inviandoli a degli indirizzi email.

Dopo Stuxnet, Duqu e Flame, un nuovo sistema di spionaggio industriale che, finora, ha colpito esclusivamente macchine del Perù e che secondo il centro ricerche di Eset, i produttori slovacchi dell’antivirus Nod32, intaccherebbe le versioni di AutoCad dal 2000 in poi.

Per quanto non si sappia ancora chi abbia sviluppato il codice maligno, di certo si è scoperto che Medre spedisce tutti i dati raccolti a diversi indirizzi di posta elettronica di provider cinesi.

Autodesk, il produttore del famoso programma per architetti, ingegneri e disegnatori tecnici, sul suo blog ha già stilato delle linee guida su come difendersi dall’attacco che, in poco tempo, potrebbe oltrepassare i confini del Perù ed estendersi a tutto il mondo, rubando progetti che potrebbero essere registrati come brevetti ancor prima che lo facciano gli effettivi realizzatori.

Secondo Autodesk, basterebbe un potente antivirus ed una scansione completa del pc per individuarlo, mentre, per eliminarlo, fa una lista di antivirus che possono ripulire il computer infetto dal worm: Avira, Kaspersky, Microsoft, Trend Micro, McAfee, Symantec.

Per ridurre, inoltre, il rischio di essere colpiti, si consiglia di non aprire file .zip sconosciuti e di non avviare file AutoLISP, il linguaggio usato da AutoCad, prima di averli scansionati.

Quegli strani segni sul citofono. Da Nord a Sud è allarme furti.

simboli zingari

Da Torino e Milano a Palermo stanno succedendo, negli ultimi mesi, dei fatti abbastanza strani. Un misto tra il vecchio trucco di fingersi operatori della compagnia telefonica o delle forniture di luce e gas per derubare le case di persone anziane o che vivono da sole, senza molte volte lasciare tracce. Solo che ora i topi d’appartamento si fanno più astuti, soprattutto nelle grandi città, dove è più facile rimanere anonimi e dare meno nell’occhio. Secondo gli investigatori, che hanno tracciato un identikit di questi ladri, sarebbero soprattutto donne nomadi, spesso incinte, in quanto in questo modo, se catturate, non potrebbero essere trattenute a lungo in carcere. Indossano inoltre, lunghi gonnelloni, sotto i quali nasconderebbero di tutto, dagli attrezzi del mestiere al bottino.

Negli ultimi mesi le persone di diversi quartieri di grandi città, tanto del Nord quanto del Mezzogiorno, hanno notato, prima che si verificassero dei furti, degli strani segni sui muri delle case e sui citofoni.

Di questi simboli zingari è stato fornito anche un elenco in rete e alle forze dell’ordine e costituirebbero un vero e proprio codice segreto che i ladri utilizzano per comunicare tra loro nelle varie fasi di studio delle vittime e realizzazione del colpo. Attraverso questi simboli riuscirebbero a comunicare a chi effettuerà poi il colpo se la casa è interessante, se è abitata da giovani o anziani, se è di membri delle forze dell’ordine o di “intoccabili”, se possiedono o meno un cane a guardia. Insomma tutto ciò che serve sapere prima di entrare in azione. E, se prima erano fatti con un semplice pennarello, in diverse città è stato utilizzato del mercurio cromo, difficile da rimuovere.

Con l’arrivo dell’estate e delle vacanze, e quindi di prolungate assenze da casa, l’allarme si fa più forte e richiede una maggiore sorveglianza. I soliti consigli sono quelli di non aprire il portone a sconosciuti, di chiudere bene porte interne e portoni con diverse mandate, in quanto i ladri sono capaci di aprirli con semplici targhette in plastica dura, che frappongono tra tra l’alloggio del chiavistello e lo stipite della porta. Questi topi d’appartamento non avrebbero nemmeno paura dei cani: in diversi casi sono stati sedati. È consigliabile, inoltre, quando si è fuori per periodi più lunghi, mandare un amico o parente a dare una controllata e ritirare la posta. Avere le cassette piene potrebbe significare per i malintenzionati che quella casa al momento è disabitata.

Molto utile, si rivelerebbe, inoltre, potenziare il proprio sistema di sorveglianza, installando delle videocamere nascoste, in modo da poter verificare cosa accade nella propria abitazione senza che gli intrusi si rendano conto di essere spiati e poterli, così, cogliere in flagranza di reato.

Microcamere nella toilette delle donne, denunciato 46enne a Rivoli.

spiare donne in bagno

Sembra quasi di essere in un film trash degli anni ’80 ed invece è un fatto risalente al 19 giugno 2012: un impiegato 46enne di Mele, in provincia di Genova, è stato denunciato per aver installato due microcamere spia per guardare le donne in bagno in un centro cinofilo di Rivoli (Torino), in cui faceva l’addestratore. Ma, come si dice, “il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi”. Non sono, infatti, nemmeno serviti strumenti per la bonifica ambientale per scoprire i dispositivi nascosti.

Questi, infatti, non erano stati installati perfettamente e si stavano staccando dalla sede in cui erano stati collocati. È stato facile, pertanto, per le potenziali vittime e donne delle pulizie, notare quegli strani fili che hanno destato in loro sospetti, spingendole a segnalare la situazione ai carabinieri.

L’uomo, che si era accorto della fragilità del sistema che aveva messo in piedi, si è intrufolato nella toilette ed ha cercato di rimuovere gli apparecchi con un coltello a serramanico, ma è stato beccato in flagrante dagli addetti alle pulizie, che hanno chiamato immediatamente i carabinieri, i quali hanno dovuto proteggere l’uomo dal linciaggio da parte delle donne del centro e dei loro mariti, che si sono scagliati ferocemente contro di lui.

Al momento della cattura l’uomo aveva con sé due coltelli ed è stato, perciò, denunciato, anche per porto di oggetti atti ad offendere, oltre che per detenzione di materiale pedopornografico, rinvenuto nella sua abitazione, perquisita dopo l’accaduto.

Sono 23, finora, le vittime che hanno sporto denuncia contro l’uomo, ma il numero è sicuramente destinato a salire, visto che il giorno in cui sono state installate le telecamere, presso il centro era in atto una gare che vedeva la partecipazione di circa 400 persone.

Dunque, se quella di spiare è quasi un’arte, l’impiegato genovese di certo non è un artista!

Pedofilia, due anni al commercialista barese incastrato da “Le Iene”.

giugno 20, 2012 Microregistratori No Comments
pedofilo in azione

Il commercialista 68enne di Altamura, incastrato dalla trasmissione di Italia 1 Le Iene in un servizio del febbraio scorso, è stato condannato a due anni e due mesi di reclusione e a duemila euro di multa. “Aveva sviluppato una doppia personalità: per i suoi clienti un impeccabile professionista, ma nella vita privata un maniaco di materiale pornografico con una predilezione per i bambini”, questa la nota emessa dalla Procura di Bari, in seguito al reportage della trasmissione televisiva e all’intervento della Digos.

In seguito a diverse segnalazioni, qualche mese fa le Iene sono riuscite a risalire all’uomo attraverso un sito di perversioni sessuali molto noto. Hanno, così, ingaggiato un’attrice che ha finto gravi difficoltà economiche e di essere disposta a mercificare il corpo della figlia minorenne per 150 euro.

L’incontro con il pedofilo è stato così filmato con registratori video nascosti e tutto il materiale prodotto è stato consegnato agli investigatori. Al momento del secondo incontro, poi, invece di incontrare la mamma con la bambina, l’uomo ha visto arrivare Giulio Golia de Le Iene e gli uomini della Digos di Bari.

Il 68enne, per approfittare delle piccole vittime, aveva una tattica ben consolidata dall’esperienza. “Facciamo il gioco del dottore, ti porto una bambola e ti faccio vedere come si curano i bambini come te”, era una delle sue frasi tipiche. Inoltre, nei suoi modi “gentili”, aveva assicurato alla mamma che la piccola non avrebbe sentito dolore, in quanto l’avrebbe sedata.

All’arrivo delle forze dell’ordine, quello che si presentava anche come un “guaritore” in grado di elargire felicità, ha negato tutto, ma a niente sono servite le sue affermazioni davanti alle intercettazioni e ai filmati registrati e davanti al raccapricciante materiale pedopornografico rinvenuto nella sua abitazione: in quattro computer sono stati rinvenuti decine di video di rapporti tra adulti e bambini, selezionati per nome e attività sessuale svolta e che venivano anche ceduti ad altre persone.

E questo non è l’unico caso scoperto dalla trasmissione televisiva: solo pochi mesi fa, infatti, un altro “orco” è stato smascherato. Questa volta l’uomo in questione utilizzava piccoli regalini e banconote di piccolo taglio lanciate dalla finestra alle giovani vittime, che poi venivano invitate a salire in casa, dove il pedofilo iniziava con le sue volgari avances. Un giorno, però, la fortuna gli è stata avversa, in quanto al posto di una quindicenne si è presentata un’attrice che lo ha smascherato apertamente, registrando, anche in questo caso, dialoghi e “palpatine”.

Tra intercettazioni e confessioni, Vantaggiato: “Sono stato io a compiere l’attentato del 2008 a Torre Santa Susanna”.

Giovanni Vantaggiato

Oggi, 19 giugno 2012, è trascorso un mese dall’esplosione che alle 7,42 del 19 maggio scorso, davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, investì un gruppo di sedicenni che andavano a scuola, uccidendone una, Melissa Bassi, e ferendone altre cinque. Da studentesse fuori sede, le ragazze, tutte di Mesagne, prendevano ogni mattina l’autobus per raggiungere la scuola, un istituto tecnico professionale di moda, spettacolo e servizi sociali.

Alle 7.42, mentre stavano varcando i cancelli della scuola, furono colpite dall’esplosione di un ordigno, posto nei pressi della scuola dal 68enne Giovanni Vantaggiato, reo confesso, che proprio ieri durante nuovi interrogatori avrebbe ammesso di aver messo appunto anche l’attentato del febbraio del 2008 a Torre Santa Susanna, ai danni di Cosimo Parato, da lui accusato di averlo truffato.

Una ricostruzione dei fatti che avviene tra confessioni, ammissioni di colpa ed discussioni intercettate, in cui Vantaggiato diceva alla moglie di “sparire” con l’auto. Secondo i magistrati, Vantaggiato “tentò di occultare il possesso” della Fiat Punto bianca a tre porte parcheggiata davanti la sua abitazione chiamando la moglie al telefono di casa dal deposito di carburanti dove stava lavorando. Quella stessa auto che compare più volte nei pressi della scuola Morvillo Falcone il giorno dell’attentato, come è possibile vedere dalle telecamere di sorveglianza del chiosco che si trova vicino l’istituto.

Rimangono, tuttavia, diversi dubbi sul movente: non si sa ancora se quella bomba era indirizzata al Tribunale, anche se sarebbe un’ipotesi improbabile, visto che dista 200 metri dall’ingresso della scuola, o al preside della scuola stessa, Angelo Rampino, il quale sarebbe comunque stato allontanato per motivi di sicurezza.

Sorgono diversi dubbi, inoltre, su eventuali complici: non convince, infatti, la confessione di Vantaggiato, che avrebbe affermato di aver fatto tutto da solo. E, intanto, si continua ad indagare anche su un presunto coinvolgimento dell’uomo nell’attentato che a Squinzano sventrò la villa di un dirigente Asl di Lecce, il quale non rinnovò a Vantaggiato il contratto per la fornitura di gasolio per il riscaldamento.

Intanto oggi, ad un mese da quel drammatico giorno in cui perse la vita Melissa, sono previste manifestazioni nel paese di origine della ragazza, dove si terranno concerti a titolo gratuito da parte di artisti locali e no, per ricordare la giovane, anche attraverso la lettura delle lettere del fidanzato e della migliore amica, anche lei ferita nell’attentato.

Rivelazioni shock sul web: “Vendo organi perché ho bisogno di soldi”.

traffico di organi

“Scrivo per mettere a disposizione i miei organi, compreso il cuore, perché non so più come vivere, né io né mia figlia, 20 anni, la quale mette in vendita solo i propri reni”. Una offerta shock, questa, inviata a diversi ospedali da una donna 51enne di Empoli, la cui ditta è fallita a causa dell’attuale crisi economica. Pur sapendo che la vendita di organi, almeno in Italia, è illegale, la signora Giuseppina Virgili non guarda in faccia a nessuno affermando che è illegale anche far morire di fame persone che si sono comportate sempre onestamente, come cittadini e come contribuenti. La proposta estrema, infatti, viene dopo un netto rifiuto di finanziamento da parte delle banche e dopo aver bussato invano agli sportelli anti-usura e a diversi enti locali.

Ma la signora Giuseppina non è l’unica e l’Italia non è l’unico paese dove sul web spopolano annunci di questo tipo. Secondo il New York Times, la crisi economica starebbe aumentando a dismisura il traffico illegale di organi. In Grecia, per esempio, un uomo ha scritto in un annuncio “Vendo il mio rene per far sopravvivere la mia famiglia”.

Se si considera che in Europa sono circa 60000 le persone in attesa di trapianto, allora si capisce che questo traffico illegale trova terreno fertile. Se prima ad essere maggiori fornitori erano paesi come la Cina, l’India, il Pakistan, il Brasile e le Filippine, dove uomini, donne e bambini vengono utilizzati come “pezzi di ricambio” da criminali senza scrupoli, ora in Europa è possibile trovare anche organi a “chilometro zero”.

I siti più in voga, anche per motivi di sicurezza, dove compaiono questi annunci, sono soprattutto quelli con dominio russo, su cui si trovano non solo reni, ma anche cornee, latte materno, midollo e polmone, l’organo più costoso. Anche se l’entrata dei paesi europei in questo macabro traffico illegale ha portato ad un abbassamento generale dei prezzi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte: sono circa 10000 all’anno gli interventi chirurgici svolti con organi illegali. Davvero un dato raccapricciante, questo, se si considera che c’è chi si vende un rene anche per acquistare beni di lusso e superflui, come ha fatto un ragazzo cinese, che voleva a tutti i costi un iPad. Ed è ancora più sconcertante se si pensa a come la criminalità organizzata possa approfittare di queste situazioni per espandere i propri traffici.

Mai come in questo caso le intercettazioni ambientali o cellulari possono letteralmente salvare la vita, oltre che gli organi, degli individui, perché, è bene ricordarlo, vendere una parte del proprio corpo è un’attività illegale che espone anche a pericoli la propria ed altrui salute, soprattutto se si considera che le organizzazioni criminali colgono la palla al balzo per ottenere il monopolio di tali attività. Per quanto si possa navigare in cattive acque, non vorreste mai che un vostro famigliare si privi di una parte vitale del proprio corpo per ragioni economiche. E, se sospettate qualcosa del genere, sarebbe opportuno mettere sotto controllo il cellulare o monitorare il computer del vostro caro per poter scoprire a chi si è rivolto per vendere una parte di sé.

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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