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Come ottenere i tabulati telefonici dal vostro operatore di telefonia mobile in pochi semplici passaggi

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In questo articolo vi sveleremo cosa fare per ottenere il tabulato telefonico delle chiamate in uscita dal vostro cellulare, grazie a un servizio on line che la maggior parte degli operatori telefonici (TIM, Tre, Vodafone ecc.) mette a disposizione dei propri clienti in maniera del tutto gratuita. Ma non perdiamoci in chiacchiere e vediamo subito come si comporta ciascun operatore a riguardo.

TIM

Per richiedere il tabulato telefonico da parte di Tim, è sufficiente registrarsi e loggarsi direttamente da questa pagina. Una volta entrati, bisogna scorrere le opzioni che vi appaiono a schermo e selezionare quella di vostro interesse.

WIND

Stessa cosa per Wind, la cui pagina di registrazione e di accesso è questa.

VODAFONE

Effettuando la registrazione o il login a questo indirizzo, l’operatore Vodafone vi segnala, a dire il vero in maniera decisamente più “smart” dei suoi concorrenti, come ottenere lo storico delle vostre chiamate.

TRE

Infine, se siete clienti H3G potete andare qui e selezionare l’opzione relativa alla vostra richiesta.

Forse a questo punto vi starete chiedendo: ma che me ne faccio di un servizio del genere quando posso tranquillamente visualizzare l’elenco delle chiamate scorrendo la cronologia delle telefonate? Beh, innanzitutto, questa operazione può esimervi da macchinose operazioni di recupero dei numeri di telefono, confidando all’occorrenza su un listato di numeri raggruppati per cronologia. La cosa ancora più interessante è che, così facendo, riuscirete tranquillamente a sincerarvi dell’utilizzo “adeguato” della vostra SIM. Proprio così! Vi porto un esempio. Mettiamo caso che avete un figlio minorenne che sia entrato in possesso del vostro cellulare per chiamare degli estranei a vostra insaputa. Ovvio immaginare che, terminata la conversazione, lui opterà per cancellare la/le chiamate effettuate, ignaro che a conti fatti voi le avrete comunque a disposizione visionando il tabulato richiesto all’operatore!

E per quanto riguarda l’elenco delle chiamate in entrata?

Sono sicuro che la maggior parte di voi mirasse sin dall’inizio a questa seconda opzione, ma come è facile intuire questa tipologia di dati viene tutelata dalla legge sulla privacy. Quest’ultima proibisce infatti di divulgare informazioni in chiaro, ovvero senza gli ultimi tre numeri oscurati, delle chiamate e degli SMS in entrata o in uscita dal proprio o altrui numero, se non a seguito di denuncia da parte di un legale, o motivata richiesta scritta inviata agli operatori mediante posta raccomandata.

Bene. Ora che sapete come ottenere i tabulati telefonici dal vostro operatore di telefonia mobile, potete, se lo desiderate, commentare l’articolo o avviare un thread direttamente dallo spazio commenti qui sotto. Per quanto ci riguarda, saremo lieti di rispondere alle vostre domande.

 

Telefonini Android a rischio: gli hacker potrebbero sottrarre le impronte digitali di milioni di utenti

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Ecco una notizia che gli utilizzatori di dispositivi Android provvisti di sensori per la lettura di impronte digitali, soprattutto Samsung, HTC e Huawei, avrebbero fatto a meno di sentire in questi giorni di caldo e di vacanza: una falla di sicurezza del sistema permetterebbe a qualunque malintenzionato di impossessarsi, su larga scala, delle impronte digitali degli utenti per utilizzarle a fini illeciti. Ad esempio, per fare acquisti all’insaputa del malcapitato, o chissà che altro.

A scoprire la falla lo scorso luglio, sono stati due ricercatori della FireEye, azienda statunitense conosciuta in tutto il mondo per l’efficienza in ambito di ciber-sicurezza e prevenzione dei rischi informatici. Tao Wei e Zhang Yulong, questi i nomi dei due ricercatori, hanno affermato che la vulnerabilità di questi dispositivi è dovuta al mancato blocco di protezione dei sensori da parte dei produttori degli applicativi in questione. Ciò consentirebbe agli hacker di entrare  in possesso delle immagini delle impronte digitali degli utenti, senza colpo ferire. Per di più, il problema interesserebbe non solo i telefoni cellulari, ma anche altri dispositivi mobili quali tablet e notebook. Secondo Zhang, i più a rischio sarebbero gli utenti che hanno effettuato il rooting del proprio smartphone, in quanto la falla sfrutta proprio i privilegi di amministratore per acquisire le immagini delle impronte salvate sul dispositivo. Sempre secondo  quest’ultimo, allo stato attuale si salverebbero soltanto i dispositivi iPhone, in quanto corredati di un sistema di crittografia dei dati acquisiti. Gli utenti interessati da questa possibile e infausta sottrazione di dati ammonterebbero a circa 950milioni.

Intanto, le aziende produttrici dei software di lettura in questione si sarebbero attivate per fornire patch di sicurezza deputate a risolvere il problema una volta per tutte. Lo stesso Google si sarebbe mosso per aggiornare e rafforzare la sicurezza del suo sistema operativo, seguendo le direttive lanciate nel giugno scorso, che vedeva il coinvolgimento di ricercatori impegnati a trovare falle di sicurezza del sistema dietro pagamento di migliaia di dollari. In attesa di una soluzione definitiva, il consiglio più saggio a questo punto resta quello di aggiornare il proprio dispositivo Android, verificando di volta in volta i permessi di accesso al sistema di ogni singola applicazione.

Sebbene la rilevazione di impronte digitali rientri a pieno titolo nei metodi più utilizzati nella prevenzione degli accessi non autorizzati, la biometria in senso largo, ovvero quell’insieme di tecnologie che studia e utilizza le grandezze per applicarle al settore dell’identificazione umana, continua a fare passi da gigante. Ne avevamo già parlato qui qualche tempo fa, ma l’interesse di aziende produttrici nei confronti di tali sistemi di riconoscimento biometrico sembra essere in crescita. Visti gli ultimi avvenimenti, si spera soltanto che la sicurezza continui ad andare di pari passo con l’evoluzione e l’utilità di questi moderni sistemi tecnologici.

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE…
– La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata
.
Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o polvere di mattone) direttamente sotto una presa elettrica, o un interruttore è il caso di nutrire qualche sospetto.
– Sul muro o sul battiscopa è apparso un rigonfiamento o una strana macchia delle dimensioni di una moneta.

Si tratta di un chiaro segnale che un microfono o una microcamera  miniaturizzati sono stati appena installati.

– Avete ricevuto in regalo un piccolo apparecchio elettronico
.
Molti di questi regali, sotto forma di radio da tavolo, radiosveglia, minitelevisori etc, contengono apparecchiature miniaturizzate di ascolto o registrazione.
– Qualcosa è “comparso” nel vostro ufficio o casa, ma nessuno sa da dove venga.

Piccoli oggetti come orologi, cartelli di segnalazione, radio, cornici etc, potrebbero nascondere dei microfoni.
– Sulla vostra scrivania o su qualsiasi superficie trovate dell’intonaco proveniente dal soffitto.
Potrebbe essere stato praticato un foro, o rimosso un pannello per inserire un microfono o una microcamera. Controllate anche eventuali imperfezioni o crepe nel vostro soffitto.
– Un furgone è parcheggiato per lungo tempo vicino casa vostra, con nessuno all’interno.

Spesso in questo tipo di furgoni vengono installate apparecchiature che possono ascoltare a lunga distanza.
– I mobili sono stati leggermente spostati, e nessuno sa perché.

Un tipico nascondiglio per cimici o microspie  è dietro ai mobili tipo poltrone, sedie, divani, o al loro interno. Fate attenzione anche alle impronte sui vostri mobili, sui tappeti, alla posizione delle lampade, e alla distanza tra mobili e muro.
– Qualcuno sembra avere rovistato nel vostro ufficio o casa, ma non manca nulla.

Una “spia non professionista” può passare ore a cercare indizi o altro nella casa di un soggetto, ma raramente lo farà lasciando tutto in ordine come quando era entrato.

Fortunatamente, con gli strumenti giusti, è possibile scoprire se si è sotto sorveglianza. Senza intermediari o il coinvolgimento di terze persone, si possono autonomamente utilizzare semplici rilevatori che segnalano la presenza di eventuali microspie e cimici nascoste e che quindi mettono al sicuro la nostra privacy e le nostre informazioni personali. Al momento i migliori strumenti per la bonifica ambientale sono venduti online da Endoacustica Europe srl, azienda leader nel settore della sicurezza e della sorveglianza.

Cosa fa mio figlio sui social network?

E’ una domanda che attanaglia la maggior parte dei genitori in tutto il mondo. A dare una risposta ci ha provato uno studio del Pew Research Center di Washington. L’indagine riguarda la gestione della privacy e dei profili da parte dei teenager. Il campione di riferimento riguarda oltre 800 ragazzi dai 12 ai 17 anni.

Ne è risultato che su Facebook, solitamente il social più utilizzato, il 60% degli intervistati mantiene il profilo privato; ben il 14%, invece, ha dichiarato di lasciare il profilo completamente pubblico. E’ bene sottolineare che, per quanto riguarda il social network di Zuckerberg, la soglia di privacy in entrambi i casi è veramente molto labile, dato che, anche chi mantiene il profilo privato può essere rintracciato e contattato.

Come se non bastasse, in molti condividono anche il proprio numero di cellulare. Stranamente ne è risultato che più aumentano i contatti, più accrescono le informazioni condivise, di ogni tipo. Infatti chi ha meno di 150 amici lo condivide nell’8% dei casi, chi ne ha oltre 600 lo fa nel 32% dei casi e così via. Intelligente è l’iniziativa di molti genitori di installare software di controllo sui cellulari dei propri figli. Questi non mettono alla prova la fiducia verso essi, anzi la migliorano. Avendo un ampio controllo sullo strumento (chiamate, sms, localizzazione e ascolto ambientale) permettono ai ragazzi maggiore autonomia nella gestione dello stesso e in maniera del tutto sicura.

Per quanto riguarda la condivisione della propria posizione, molti ragazzi utilizzano FourSquare e altre applicazioni simili, per mostrare in tempo reale dove si trovano e cosa fanno. Nella maggior parte dei casi gli “amici” dei teenager sono compagni di scuola, parenti, amici di scuole diverse, celebrità, allenatori e/o insegnanti. Ma allo stesso tempo è venuta fuori anche una certa facilità nell’inserimento nelle proprie cerchie di persone mai viste, non necessariamente coetanei.

Alla fine l’inserimento di età o dettagli personali al momento dell’iscrizione non è un problema, si può sempre mentire.
Ciò che è emerso dallo studio è stata sostanzialmente una eccessiva mania di condivisione sui social, dove si finisce sommersi da informazioni inutili o poco adatte alla propria fascia d’età e ai propri interessi.

Purtroppo a questo non possono rispondere i comuni sistemi di controllo integrati nei software dei pc, facilmente disinstallabili. Validi strumenti potrebbero essere la chiavetta anti-porno o le key hunter di Endoacustica. Nel primo caso si tratta di una semplice chiavetta usb che non interferisce con le normali attività di un pc, ma è in grado di bloccare e rimuovere tutti i contenuti pornografici o erotici. Per quanto riguarda le key hunter, sottoforma di piccolissimi dispositivi che si adattano alle diverse esigenze, registrano tutti i caratteri digitati sulla tastiera, password e chat comprese ovviamente, evitando spiacevoli sorprese. Tutelare i propri figli è un dovere dei genitori.

Oltre 36milioni di euro sottratti alle banche europee dagli hacker

In questi anni numerosi cittadini di tutto il mondo hanno fatto ricorso a cellulari anti intercettazioni sentendosi sempre più controllati sotto la lente di ingrandimento di enti non autorizzati al controllo. Non hanno ben pensato alla tutela della propria privacy invece numerose banche europee che si sono viste sottrarre oltre 36 milioni di euro da un gruppo di hacker.
Il Financial Times ha riportato che si tratterebbe del primo caso di furto che ha preso specificatamente di mira le procedure di sicurezza sui servizi bancari via internet che sfruttano i cellulari. Alla base della frode ci sarebbe un trojan a due stati, un virus inizialmente dormiente sui PC degli utenti che si trasferiva sui loro smartphone. A questo punto il trojan, avendo infettato entrambi i dispositivi, poteva registrare i codici di verifica inviati sui cellulari e utilizzarli per creare una sessione di online banking in parallelo effettuando trasferimenti su altri conti. La truffa avrebbe riguardato 30 mila utenti bancari online di Germania, Italia, Spagna e Olanda, dice il Financial Times. Nello specifico, sono stati presi di mira dispositivi mobili Android e Blackberry.

Diverse società che si occupano di sicurezza online, hanno pubblicato report in cui spiegano la dinamica dell’attacco in maniera più specifica. Il sistema è stato creato su misura per superare i sistemi di sicurezza online delle banche costituiti generalmente da due livelli: il primo è sviluppato quando un cliente che deve effettuare un’operazione online, riceve un numero di autenticazione per la specifica transazione (Transaction Authentication Number, Tan) via sms sul cellulare. Successivamente numero Tan viene inserito sul sito per confermare l’operazione e dunque procedere. Potrebbe accadere che il cliente clikki sul link sbagliato, scaricando un trojan che al primo ingresso sul sito di online banking, richiederà di inserire il numero di cellulare, al quale verrà inviata una richiesta di aggiornamento “delle procedure di sicurezza”. Accettando l’aggiornamento, l’utente scarica una variante mobile del trojan (Zitmo), progettata per intercettare gli sms della banca contenenti il numero Tan. Quindi alla prima operazione utile, il trojan intercetta il numero segreto e lo usa per trasferire soldi. L’utilizzatore può rendersi conto della truffa solo quando scopre un ammanco sul suo conto. Le transazioni effettuate in Europa hanno avuto valore compreso tra 500 e 250.000 Euro.

Gli attacchi informatici sono all’ordine del giorno ed in continuo aggiornamento. Sta agli utenti grandi o piccoli che siano dotarsi di validi sistemi di sicurezza su pc e cellulari.

Password poco fantasiose. Falla anche nella sicurezza di Google

Che gli hacker siano sempre dietro l’angolo e diventino giorno dopo giorno più abili nello scovare le password ormai è un dato accertato. Ma d’altra parte è innegabile che molto spesso sono gli stessi utenti a facilitare il “lavoro” dei pirati informatici.

Oltre all’impiego di strumenti a portata di mano che permettono di spiare pc a distanza o crackare reti wifi che vengono comunemente utilizzati in case ed uffici, i “curiosi ad alti livelli” sono sempre più spesso facilitati da dimenticanze e superficialità nello scegliere per la propria sicurezza.

Esempio di questa noncuranza si è rivelato negli ultimi giorni Google ed insieme ad esso molti altri importanti siti di servizi internet come Yahoo!, Amazon, eBay, Apple, Linkedln, Twitter, US Bank, HP, Dell ed altri.
Zachary Harris, un matematico americano, ha scovato una falla nel sistema di sicurezza degli account mail di Google, Yahoo! e altre grandi compagnie. Harris casualmente ha notato l’estrema vulnerabilità del DKIM, il sistema di autenticazione delle email che dovrebbe garantire sicurezza oltre al riconoscimento dei mittenti.
Tutto è nato per caso: il matematico è stato contattato nel dicembre scorso da un responsabile delle risorse umane di Google intento ad offrirgli un lavoro. Il giovane, sospettando che poteva trattarsi di un fake, ha cominciato a fare delle ricerche. Nel constatare la veridicità dell’indirizzo email, si è reso conto che lo standard DKMI solitamente di almeno 1024 bit, era solamente di 512 e quindi facilmente intercettabile. Con estrema semplicità infatti si sarebbe potuto rubare le credenziali e inviare email a nome di un qualsiasi utente Google.

Harris ha segnalato a diverse aziende il problema di protezione, ma pare che non abbia avuto risposte quantomeno di gratitudine. In tutta risposta, Google, come altre, ha subito provveduto ad innalzare il livello di protezione con un codice di criptazione a 2048 bit.

Questo è ciò che accade ai colossi dei servizi internet, ma nelle nostre case la storia non è molto diversa. Infatti sembra che non ci sia molta fantasia nella scelta delle parole di accesso ai propri servizi internet e quindi questi risultano facilmente accessibili da terzi.

SplashData, ogni anno classifica le 25 password più utilizzate. Pare che al primo posto ci sia ancora l’opzione “password”, seguita da “123456”, “12345678”, “abc123”. Tra le più simpatiche “monkey”, “iloveyou” e “football”. Forse si sceglie con lo scopo di facilitare il ricordo o forse è semplice pigrizia nel pensare a qualcosa di meno probabile che però tutelerebbe in maniera decisamente maggiore la nostra privacy.

Si consiglia di utilizzare sempre una password di almeno otto caratteri, meglio se diversi, inserendo ad esempio punteggiatura. Da evitare l’utilizzo della stessa stringa per più siti.

Tra intercettazioni e spionaggio informatico, un enorme Grande Fratello?

spiare pc

“Volevo avvertirvi che a volte possono partire dei messaggi “falsi” firmati con il mio account, non so come possa succedere ora mi informo. Devo cambiare password. Se vi arrivano pubblicità di prodotti dimagranti, pillole, elettronica, medicine, giochi online non sono io”. Così spiegava Jovanotti, qualche mese fa, quello che stava succedendo al suo profilo Twitter, violato e utilizzato per mandare messaggi di spam agli utenti.

E sempre di qualche mese fa è la notizia che degli hacker avrebbero diffuso le password di circa 60.000 utenti (60.240 per la precisione), soprattutto brasiliani o di madrelingua inglese. Non avranno utilizzato sistemi di monitoraggio computer a distanza o dei semplici keyhunter USB, dispositivi che registrano i caratteri digitati su una tastiera, ma sicuramente sistemi di hackeraggio più potenti che hanno permesso di ricavare nome utente e password di migliaia di utenti Twitter, per poi diffonderli sul web.

Qualche giorno fa, inoltre, si è sentito parlare dell’apertura di Skype alle intercettazioni, grazie ad una modifica del codice, che prima non le rendeva possibili.

Poi è stata la volta di Flame, un malware che sarebbe stato presumibilmente creato da un Governo (Israele ha smentito più volte il suo coinvolgimento) e che è capace non solo di intercettare e registrare le conversazioni audio che avvengono tramite computer, ma anche di registrare qualsiasi altra attività e file, con particolare predilezione per PDF, Office e Autocad. Un codice, quello di Flame, ancora sotto analisi degli esperti.

Insomma, sembra quasi di vivere in un enorme Grande Fratello, un po’ per scelta, in quanto si tende a condividere sempre più aspetti della propria vita privata su Internet, ma anche un po’ per forza, a causa di continue violazione della privacy da parte di hacker. Ma chi ha un alter ego virtuale, non può non tener in conto problemi di questo genere e la necessità, periodicamente, di cambiare la password a propri account.

È proprio di ieri la notizia di una nuova “irruzione” in un Social Network da parte di malintenzionati. A finire nel mirino degli hacker, questa volta, è LinkedIn, dal quale sarebbero state rubate circa sei milioni di password e pubblicate poi su un forum russo, al quale lo stesso hacker aveva chiesto informazioni su come crackare il pacchetto trafugato, in quanto su LinkedIn le password sono criptate per sicurezza. In queste ultime ore, inoltre, diversi utenti starebbero ricevendo mail phishing, apparentemente inviate dallo staff del noto Social Network, il cui unico consiglio rimane sempre quello di cambiare le proprie credenziali e di non cliccare sui link presenti in eventuali mail fasulle, in quanto LinkedIn non inserisce collegamenti nei propri messaggi.

Insomma, sono mesi e giorni particolarmente difficili per chi ha necessità di essere presente online senza veder violata la propria privacy ed intercettati i propri dati. L’importante resta, comunque, non inserirli in form sospetti.

Ora anche Apple nel mirino degli Hacker

Quante volte hai sentito dire, o hai detto tu stesso, “Ho un Mac non avrò mai virus sul computer”? Gli utenti Mac tendono a sentirsi un quasi “intoccabili” dai virus, mentre per chi possiede un computer Apple, iPhone, iPad, o un altro dispositivo di Apple è arrivato il momento per prestare la massima attenzione.

La crescente popolarità dei prodotti Apple ha risvegliato i criminali informatici che si sono impegnati per creare virus dedicati anche ai Mac. Fino ad ora, i Mac sono stati immuni a queste minacce, ma McAfee Labs sta registrando la prima ondata di falsi programmi antivirus destinati a utenti Mac.

In altre parole, si sta diffondendo un maggior numero di programmi che sostengono di proteggere gli utenti da virus, ma quando l’utente installa il programma, una volta scaricati sul proprio computer si rivelano software dannosi. Tali software dannosi potrebbero danneggiare i computer, o permettere che le informazioni personali siano compromesse, compresi i dati relativi ai conti correnti bancari.

La minaccia:

Software Antivirus fasullo – Cibercriminali stanno diffondendo nei risultati di ricerca online dei link a falsi software antivirus. Pubblicizzano tali programmi con nomi come “Mac Defender”, “Mac Security” o “Mac Protector”, promettendo di proteggere i computer dalle minacce online. Ma una volta che si clicca sul link, viene scaricato un software dannoso.

Il programma, inoltre, in background, può aprire dei pop-up, chiedendo agli utenti di aggiornare il software a pagamento per rimuovere minacce inesistenti. Se si accetta di effettuare l’”upgrade”, i criminali informatici riescono ad intascarsi i soldi degli utenti, spesso infatti, chiedono il pagamento di 50 dollari senza dare nulla in cambio.

Altre volte reindirizzano verso siti vietati ai minori, o altri siti Web indesiderati.

Continua a leggere su Data Manager

Nokia: il governo indiano vuole spiare i suoi servizi

L’India torna sulla questione dei dati inviati e ricevuti attraverso dispositivi mobile, ma questa volta nel mirino del Ministero degli Interni dello stato asiatico non c’è RIM ma bensì Nokia.

Infatti i dirigenti governativi indiani vogliono bloccare il lancio del nuovo servizio push email della società fino a quando non si potrà avere accesso ai dati inviati per poterli controllare.

Non è ancora chiaro come andrà a finire, ma Nokia potrebbe opporre ben meno resistenza rispetto a RIM che era molto contrariata dall’idea di dare le chiavi dei propri sistemi ad alcuni governi.

Fonte: Ampletech

Addio password, arriva la carta d’identità per il web

L’amministrazione Obama ha realizzato un software che consentirà ai cittadini di avere un unico documento a prova di hacker per navigare su internet.

Una carta d’identità per internet sostituirà tutte le password che gli utenti della rete utilizzano quotidianamente navigando sul web, mettendo così al sicuro le transazioni finanziarie e le informazioni sensibili dei cittadini americani. In un documento di 55 pagine presentato dall’amministrazione Obama si propone l’adesione volontaria ad un programma che intende mettere al riparo i consumatori dalle frodi online a dai furti di identità che ogni anno colpiscono più di otto milioni di persone causando perdite superiori ai 27 miliardi di dollari.

«Internet ha rivoluzionato per sempre il nostro modo di comunicare e di fare affari – afferma il presidente degli Stati Uniti – ma ci pone anche di fronte a delle nuove sfide, è in gioco l’economia nazionale e la privacy degli americani». Il problema è che l’attuale sistema basato sull’impiego di numerose password per accedere ad un ampia gamma di siti, tra cui ad esempio la mail o il conto corrente, non sembra reggere il passo con i numerosi espedienti tecnologici messi in pratica dai cyber criminali, che stanno aumentando ogni giorno di più il proprio raggio d’azione.

Il nuovo metodo prevede di creare una carta d’identità personale online per ciascun cittadino che ne faccia richiesta, a cui verrà fornito un software che attraverso un’applicazione utilizzabile su uno smartphone, una carta di credito o una penna usb, consentirà l’accesso a tutti i siti in cui è richiesta un’autenticazione. «In questo modo si potrà prevenire gran parte del crimine online, dando così maggiore fiducia ai privati e alle aziende nell’operare sulla rete – aggiunge Obama – e questo incoraggerà la crescita e l’innovazione».

Ma l’idea che il governo possa gestire i dati sensibili dei cittadini non convince alcuni esperti, convinti che molte persone saranno alquanto sospettose al riguardo: «Una strategia del genere calata dall’alto non funzionerà mai – attacca Jim Harper, responsabile degli studi sull’informazione del Cato Institute – le persone non si fideranno di un programma federale che percepiranno come un attentato alla protezione della loro privacy, autonomia e libertà».

Continua a leggere su La Stampa

Skype: privacy in pericolo come dimostrano intercettazioni sulle ragazze delle feste di Berlusconi

Secondo Privacy International, Skype non fornisce sufficienti garanzie per la protezione dei dati degli utenti e delle comunicazioni effettuate. Ne sanno qualcosa le ragazze ospiti ad Arcore.

Skype non fornisce sufficienti garanzie per la protezione e la tutela dei dati personali e delle comunicazioni effettuate dagli utenti del servizio. L’accusa è stata mossa dalla Privacy International.

L’attuale interfaccia di Skype, anziché basata su user name univoci, prevede l’impiego di nomi completi nelle liste dei contatti. Un sistema che rende semplice per chiunque assumere l’identità virtuale di altri utenti. A preoccupare Privacy International sono anche la mancanza del supporto per i download con protocollo HTTPS e l’impiego di un sistema di compressione audio VBR che, nonostante sia criptato, risulta piuttosto vulnerabile. Un sistema che permette di identificare le frasi con un’accuratezza del 50-90%.

Fonte: Webmaster Point

USA, spionaggio e social network

Gli Stati Uniti hanno acquistato un software per creare falsi profili sui social network con l’obiettivo di individuare messaggi anti-USA, influenzare le conversazioni e diffondere la propaganda pro-americana. Lo U.S. Central Command (Centcom) ha stipulato un contratto da 2,7 milioni di dollari con una società di Los Angeles, la Ntrepid, per sviluppare quello che viene definito “Online Persona Management“, un servizio con il quale una singola persona può controllare fino a 10 identità distinte in tutto il mondo.

Il Comandante Bill Speaks, portavoce di Centcom, ha dichiarato che la tecnologia verrà utilizzata per classificare le attività sui siti in lingua straniera (Arabo, Farsi, Urdu e Pashto) e individuare potenziali pericolosi estremisti all’esterno degli Stati Uniti. Non c’è quindi nessuna intenzione di controllare i social network in lingua inglese o in altri linguaggi, come Facebook o Twitter.

Da più parti si è paragonato il progetto statunitense ai tentativi della Cina di controllare e limitare la libertà di parola su Internet. Secondo i critici questa tecnologia permetterà ai militari americani di creare un falso consenso nelle conversazioni online, filtrare le opinioni sgradite e soffocare i commenti che non corrispondono ai propri obiettivi.

Le false identità devono avere un background convincente con una “storia” dettagliata che si avvicini a quella di una persona reale iscritta ad un sito da molto tempo. Il progetto prevede fino a 50 controllori che dovranno gestire i falsi profili con il loro computer senza temere di essere scoperti dai nemici. In pratica si tratta di una vera e propria operazione di spionaggio.

I militari che controllano i “sock puppets” utilizzeranno un server privato virtuale situato negli Stati Uniti, ma daranno l’impressione di essere fuori dagli USA per simulare persone reali che scrivono da diverse aree del mondo. Il progetto è parte del programma Operation Earnest Voice, nato come arma psicologica contro i sostenitori di al-Qaida e successivamente utilizzato contro la jihad in Pakistan, Afghanistan e Medio Oriente.

Fonte: Web News

Cinque passi per mettere in sicurezza l’e-commerce

Akamai spiega come garantire la disponibilità e le prestazioni dei siti Web, a prescindere dalla posizione geografica dei visitatori e dagli attacchi hacker.

Più di altre attività, l’e-commerce dipende dalla stagionalità e quindi risente di inefficienze strutturali o imposte da attacchi hacker.

Akamai offre cinque consigli per un migliore approccio complessivo: il piano di failover, la prevenzione, la gestione dei picchi su cloud, la consapevolezza degli attacchi Ddos e la cloud security.

Di fatto in tutti i casi si sottintende di considerare le potenzialità del cloud computing, che riduce il peso degli attacchi diretti e semplifica la gestione di picchi o emergenze.

Più in dettaglio, sembra importante partire dal piano di failover. Minimizzare l’impatto di un attacco Ddos (distributed denial of service), indirizzando immediatamente i visitatori in una sala d’attesa virtuale o verso un sito alternativo con funzionalità ridotte, tiene impegnato l’attaccante mentre si riduce il carico sul back end.

Proprio il cloud, riducendo il carico, gestice i picchi (punto 3) aumenta il numero di transazioni completate durante i picchi di traffico; un altro vantaggio di questo approccio è l’instradamento temporaneo di clienti in coda verso aree del sito per loro interessanti in modo da far assorbire parte dell’attesa.

Andando in dettaglio sul punto 4, ci sono diversi tipi di attacco Ddos e non esiste quindi una sola strategia che possa mitigarne gli effetti in ogni situazione. Tuttavia, affidarsi a un’architettura basata sul cloud altamente distribuita offre diverse potenzialità di difesa, permettendo di bloccare gli attacchi vicino alla fonte e in tempo reale e impedendo che i collegamenti siano congestionati.

È inoltre possibile aumentare la protezione di risorse importanti, come ad esempio i dati delle transazioni con carta di credito, assicurando la conformità ai requisiti Pci (Payment Card Industry), senza necessità di investimenti aggiuntivi. Infine è opportuno puntualizzare l’importanza dei servizi di sicurezza basati sul cloud, oggi una valida alternativa ai sistemi tradizionali.

Continua a leggere su Il Sole 24 Ore

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Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata
. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

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 RILEVATORE MICROSPIE
bonifiche ambientali
Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
 MICROREGISTRATORI
Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all’auricolare celato nell’orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.

ARTICOLI IN RILIEVO

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

6 Set 2017

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Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi in venditori della domenica che, in quanto a qualità ed efficacia del prodotto commercializzato, lasciano alquanto a desiderare. Non solo. …

Come ottenere i tabulati telefonici dal vostro operatore di telefonia mobile in pochi semplici passaggi

7 Ago 2017

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In questo articolo vi sveleremo cosa fare per ottenere il tabulato telefonico delle chiamate in uscita dal vostro cellulare, grazie a un servizio on line che la maggior parte degli operatori telefonici (TIM, Tre, Vodafone ecc.) mette a disposizione dei propri clienti in maniera del tutto gratuita. Ma non perdiamoci in chiacchiere e vediamo subito come si comporta ciascun operatore a riguardo. TIM Per richiedere il tabulato telefonico da parte …

Come difendersi dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate

28 Apr 2017

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Mentre anche la politica d’oltreoceano, con la recente presa di posizione abolizionista del neo presidente americano Donald Trump, sembra muovere in direzione opposta a quella della tutela dei dati on line, garantirsi degli strumenti efficaci contro il furto di informazioni diventa ogni giorno più pressante. Lo stesso dicasi per le intercettazioni telefoniche abusive. Ovviamente in quest’ultimo caso ci riferiamo a tutte quelle operazioni non autorizzate da organi giudiziari competenti, ma comunque avviate in maniera indiscriminata …

Microspia GSM NANO-BUG. Per un ascolto efficace di veicoli o ambienti da qualsiasi distanza

9 Dic 2016

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Se cercate una microspia audio dalle dimensioni realmente ridotte, facile da installare e capace di funzionare da qualsiasi distanza, allora la NANO-BUG è il dispositivo adatto a voi. Questo gioiellino di elettronica per l’intelligence funziona infatti grazie a un vettore GSM Quadriband che permette l’ascolto audio da qualsiasi postazione. Le caratteristiche più interessanti della NANO-BUG risiedono principalmente nella programmazione da remoto attraverso l’invio di SMS di comando (fino a 5 …

Come scoprire se qualcuno ti sta spiando in poche semplici mosse

21 Set 2016

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Temi che qualcuno abbia piazzato dei microfoni nel tuo appartamento? Hai paura che stiano spiando ogni tuo movimento? Sei convinto che nella tua auto ci sia una microspia? Vediamo insieme quali segnali prendere in considerazione per evitare qualsiasi abbaglio interpretativo e giungere invece alla verità. Prima di passare a elencare i segni tangibili e quelli meno evidenti di eventuali intercettazioni in atto, sarebbe  tuttavia opportuno chiedersi: perché dovrebbero spiare proprio …

Microregistratore digitale SAB-R1: lunga durata e dimensioni ridottissime

26 Ago 2016

microregistratore-digitale-sab-r1

Registra file audio a livello ambientale su memoria integrata da 8GB per 40 ore consecutive. Il micro registratore digitale SAB-R1, di recente ideazione, si colloca ai primi posti nel panorama dei dispositivi elettronici per la registrazione ambientale in modalità nascosta. Questo grazie soprattutto alla sua capacità di registrare e archiviare file in formato wave (ad altissima qualità audio) per una durata prossima alle 40 ore. Le sue ridotte dimensioni (4×1.7×0.8 …

Come proteggersi dal cyberbullismo. L’esempio di Facebook

26 Lug 2016

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Come difendere i nostri figli dai bulli che popolano la rete? La risposta potrebbe arrivare dalle linee guida pubblicate qualche tempo fa da Facebook su una pagina dedicata al bullismo, dal titolo: “Fermiamo il bullismo. Presentazione di strumenti, suggerimenti e programmi per aiutare le persone a difendere se stesse e gli altri“. L’obiettivo principale del noto social network è chiaramente quello di mitigare l’aumento di casi di violenza verbale, ingiurie …

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 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

2 Gen 2014

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

La bambina virtuale adescata da 20mila adulti

26 Nov 2013

Sweetie, una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate. Erano disposti a …

Il costo della nostra privacy

31 Lug 2013

Si è soliti sostenere che la privacy non ha prezzo, oggi però ci sono dei parametri attendibili con cui farsi un’idea: il tariffario con cui gli operatori telefonici e gli Internet service provider statunitensi vendono le conversazioni degli utenti al governo. Dopo il caso Snowden, a svelare il listino prezzi è stato il …

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

10 Mag 2011

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che …

Le vite degli altri a Pechino

7 Mag 2011

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, …