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Difendere le aziende dal furto sistematico di informazioni. Una priorità assoluta

La nostra esperienza nel settore ci dice che è ormai prassi consolidata che grandi multinazionali dedichino parte del loro budget all’acquisizione illegale di informazioni e segreti aziendali a danno di piccole aziende a carattere locale. Cercano di acquisire informazioni su offerte economiche/tecniche di gare d’appalto, si impossessano di database faticosamente costruiti nel tempo, progetti, idee e brevetti nascenti.

Piccole ma dinamiche realtà aziendali, non immaginano minimamente che i grandi concorrenti usino team di hacker professionisti, lavorando costantemente, attraverso tecniche finalizzate al furto sistematico di informazioni. Attacchi informatici che hanno lo scopo di destabilizzare e indebolire le difese informatiche aziendali, usando vulnerabilità e acquisendo il controllo remoto dei computer. Le tecniche utilizzate sono svariate e con molteplici scopi: Virus, Virus Macro, Trojan, Backdoor, worm, DoS, Rootkit, Dialer, Spyware, Keylogger, Hijacker, e chi più ne ha, più ne metta.

E’ la legge del più forte contro il più debole.

Molto spesso, Aziende locali, essendo profondamente radicate sul territorio, riescono a espandersi, creando una rete intricata di relazioni sociali, conoscenze strategiche e scambi di favori. A causa di questo, i grandi competitor, non riescono a prevalere sui piccoli diretti concorrenti, e, conoscendo molto bene questa realtà, potrebbero attivarsi per mettere in atto sofisticate tecniche di spionaggio e di sabotaggio, che minano alla base la credibilità e la reputazione dei diretti concorrenti, favorendone il crollo nel medio e lungo periodo.

Per questa gente il mercato delle vacche è sempre aperto.

Loschi individui avvicinano dipendenti malpagati, allettati dal miraggio di denaro facile, promettendo loro soldi, assunzioni e carriere già avviate. Una volta ‘acquistato’, il dipendente lavorerà nell’ombra per conto del nuovo padrone con incarichi su misura, sabotando macchinari, processi produttivi, alterando la qualità dei prodotti. Passerà informazioni delicate riguardanti gare d’appalto, favorirà, a seconda della mansione svolta la fuga di informazioni e decisioni aziendali strategiche.

Purtroppo, le proprietà aziendali si accorgono di quel che sta avvenendo, quando è ormai troppo tardi e il danno è ormai irreparabile. Ed è solo in questo momento che si attivano ricorrendo a un esperto di sicurezza aziendale.

Interveniamo cercando di ripristinare l’impermeabilità dell’involucro aziendale.

Un’analisi attenta e precisa ci farà capire dove operare con urgenza.

Volendo fare un esempio, un sistema professionale di videosorveglianza con telecamere ad alta definizione, permetterà subito di verificare l’accesso del personale nelle diverse aree dell’azienda, scoraggiando eventuali operazioni di sabotaggio dirette su macchinari e attrezzature più importanti, fondamentali del processo produttivo. Le certificazioni di qualità descrivono il processo produttivo logistico e amministrativo nei minimi particolari, questo ci permetterà di capire dov’è l’anello debole della catena, permettendoci di porvi immediato rimedio.

La messa in sicurezza degli ambienti, dove le informazioni più delicate vengono discusse, è una priorità assoluta!

Test di penetrazione per verificare la resistenza ad attacchi informatici, controllo ed eventuale bonifica degli ambienti e dei server, messa in opera di apparecchiature per inibire i microfoni dei telefoni cellulari etc.. Questi sono solo alcuni degli strumenti che l’imprenditore ha a sua disposizione per difendere la propria azienda. Ad esempio, le apparecchiature per il controllo accessi del personale indicheranno con precisione spaziale e temporale i movimenti del personale. Ogni porta di accesso dovrebbe essere dotata di apertura con badge o a impronte digitali.

In aggiunta, l’utilizzo di microspie GSM, di micro videoregistratori digitali, di micro registratori digitali, di tracker GPS professionali, cellulari spia, potranno essere un valido ausilio per controllare temporaneamente alcune realtà a rischio. Pensate, esistono sofisticate apparecchiature come i microfoni laser, in grado di intercettare conversazioni ambientali all’interno di stanze distanti anche un chilometro! In questi casi è molto utile installare sistemi vibranti sulle finestre in grado di eludere tali sistemi. Infine c’è la possibilità di costruire stanze intere con pareti a schermate modulari. Si tratta di vere e proprie camere realizzate in varie dimensioni, con pannelli a frequenza di attenuazione molto elevata (sino a 100 dB in un range da 10 Khz a 18 Ghz). Le stanze, che posseggono requisiti molto particolari e vengono normalmente utilizzate per certificare o qualificare prodotti elettronici, sono realizzati con pannelli in metallo a guarnizioni schermanti interposte.

All’interno di queste stanze sarà possibile discutere di progetti importanti nel più assoluto isolamento. Un vero è proprio bunker elettronico!

E voi, avete pensato a mettere al riparo la vostra azienda?

Sodalizio Germania-Facebook contro i messaggi d’odio in rete

facebook-contro-razzismo

Il governo tedesco ha stretto, qualche giorno fa, un patto di collaborazione con il famoso social network statunitense per scovare messaggi inneggianti all’odio e alla violenza in rete. Il ministro tedesco della Giustizia, Heiko Maas, ha inoltre chiesto aiuto alla NAN, l’organizzazione anti-nazista on line capitanata da Anetta Kahane, ex-informatrice della STASI, la polizia segreta della vecchia Germania dell’Est. Facebook dal canto suo si impegnerà a individuare ed eliminare prontamente i contenuti razzisti che passerranno dalla sua piattaforma, esortando i suoi stessi utenti a segnalare qualsiasi contenuto di stampo xenofobo.

Lungi dal voler rivangare un clima repressivo di orwelliana memoria, la guerra contro il razzismo si avvarrà d’ora in poi del prezioso contributo del social network più diffuso al mondo per portare maggiore tolleranza in rete. D’altronde non si tratta dell’unica iniziativa atta a scongiurare una qualche forma d’odio globalizzata. Ne è un chiaro esempio la nascita di ReThink, un’app inventata da una ragazzina statunitense di 15 anni, che avvisa l’utente quando si sta per scrivere un testo di carattere offensivo o xenofobo. Magie delle nuove tecnologie, non c’è che dire, ma che garantiscono un’efficace barriera preventiva contro la nascita di gruppi o fazioni sovversive più o meno esplicite.

D’altro canto anche i classici sistemi di controllo video continuano a fare bene il proprio lavoro, anche qui da noi. Ci riferiamo, in modo particolare, alla recente adozione da parte di diversi Comuni italiani di sistemi di telecamere di sicurezza a circuito chiuso. Una scelta strategica che, si spera, garantirà una difesa più efficiente contro i numerosi episodi di violenza diffusi nelle aree cittadine più a rischio. I nuovi sistemi di videosorveglianza wireless, tanto per citare alcuni dispositivi di recente ideazione, permettono di monitorare via web qualsiasi azione in atto attraverso l’occhio di una telecamera capace di restituire informazioni a chilometri di distanza. Insomma, la battaglia contro le forme di violenza in ogni parte del pianeta è appena cominciata. E tutto questo grazie allo sviluppo di nuovi sistemi di sorveglianza che, utilizzando la rete Internet, sono pronti ad arrivare ovunque ce ne fosse più bisogno.

La bambina virtuale adescata da 20mila adulti

Sweetie, una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate. Erano disposti a pagarla in cambio di atti sessuali davanti alla webcam. Le registrazioni video delle conversazioni sono state consegnate all’Interpol.



E’ stata la dimostrazione di come sia facile per i bambini essere contattati da pedofili e malintenzionati. Iscritta in varie chat pubbliche, in poco tempo la bambina è stata abbordata da migliaia di utenti in tutto il mondo che le chiedevano prestazioni sessuali online. Interagendo con gli adulti, gli esperti hanno scoperto le loro vere identità.



Concluso l’esperimento, l’organizzazione per i diritti dei bambini ha lanciato l’allarme su questa nuova forma di “turismo sessuale” tramite webcam, noto anche come WCST (Webcam Child Sex Tourism). In pratica gli adulti pagano per dirigere e vedere riprese di bambini che compiono atti sessuali davanti a una webcam. Nelle sole Filippine sono infatti già decine di migliaia i bambini vittime di questo fenomeno in crescente aumento e la rete non conosce confini spazio-temporali. Il WCST rappresenta la confluenza fra due forme di sfruttamento sessuale infantile: la pornografia e la prostituzione infantile. Pertanto, anche se la legislazione internazionale e la maggior parte delle legislazioni nazionali vietano il WCST, ad oggi solo 6 pedofili online sono stati messi in prigione per questo crimine. La polizia non intraprende azioni finché le vittime non sporgono denuncia. 



Come ha dimostrato Terre des Hommes, il “turismo sessuale” minorile tramite webcam è in grado di devastare la psiche delle vittime in modo analogo ad un abuso fisico. I bambini coinvolti soffrono di mancanza d’autostima e depressione, mostrano sintomi di stress post-traumatico, spesso sentono vergogna e hanno sensi di colpa per ciò che fanno.


Secondo le Nazioni Unite e l’FBI, ad ogni ora del giorno ci sono almeno 750mila pedofili connessi on line. Per questo è necessario adottare validi strumenti che controllino gli accessi in rete di bambini ed adolescenti. Esistono diversi sistemi in grado di monitorare a distanza ciò che accade sul pc e prevenire in tal modo che ci siano contatti con malintenzionati. Solo con un’adeguata prevenzione è possibile arginare questi fenomeni.

Cosa fa mio figlio sui social network?

E’ una domanda che attanaglia la maggior parte dei genitori in tutto il mondo. A dare una risposta ci ha provato uno studio del Pew Research Center di Washington. L’indagine riguarda la gestione della privacy e dei profili da parte dei teenager. Il campione di riferimento riguarda oltre 800 ragazzi dai 12 ai 17 anni.

Ne è risultato che su Facebook, solitamente il social più utilizzato, il 60% degli intervistati mantiene il profilo privato; ben il 14%, invece, ha dichiarato di lasciare il profilo completamente pubblico. E’ bene sottolineare che, per quanto riguarda il social network di Zuckerberg, la soglia di privacy in entrambi i casi è veramente molto labile, dato che, anche chi mantiene il profilo privato può essere rintracciato e contattato.

Come se non bastasse, in molti condividono anche il proprio numero di cellulare. Stranamente ne è risultato che più aumentano i contatti, più accrescono le informazioni condivise, di ogni tipo. Infatti chi ha meno di 150 amici lo condivide nell’8% dei casi, chi ne ha oltre 600 lo fa nel 32% dei casi e così via. Intelligente è l’iniziativa di molti genitori di installare software di controllo sui cellulari dei propri figli. Questi non mettono alla prova la fiducia verso essi, anzi la migliorano. Avendo un ampio controllo sullo strumento (chiamate, sms, localizzazione e ascolto ambientale) permettono ai ragazzi maggiore autonomia nella gestione dello stesso e in maniera del tutto sicura.

Per quanto riguarda la condivisione della propria posizione, molti ragazzi utilizzano FourSquare e altre applicazioni simili, per mostrare in tempo reale dove si trovano e cosa fanno. Nella maggior parte dei casi gli “amici” dei teenager sono compagni di scuola, parenti, amici di scuole diverse, celebrità, allenatori e/o insegnanti. Ma allo stesso tempo è venuta fuori anche una certa facilità nell’inserimento nelle proprie cerchie di persone mai viste, non necessariamente coetanei.

Alla fine l’inserimento di età o dettagli personali al momento dell’iscrizione non è un problema, si può sempre mentire.
Ciò che è emerso dallo studio è stata sostanzialmente una eccessiva mania di condivisione sui social, dove si finisce sommersi da informazioni inutili o poco adatte alla propria fascia d’età e ai propri interessi.

Purtroppo a questo non possono rispondere i comuni sistemi di controllo integrati nei software dei pc, facilmente disinstallabili. Validi strumenti potrebbero essere la chiavetta anti-porno o le key hunter di Endoacustica. Nel primo caso si tratta di una semplice chiavetta usb che non interferisce con le normali attività di un pc, ma è in grado di bloccare e rimuovere tutti i contenuti pornografici o erotici. Per quanto riguarda le key hunter, sottoforma di piccolissimi dispositivi che si adattano alle diverse esigenze, registrano tutti i caratteri digitati sulla tastiera, password e chat comprese ovviamente, evitando spiacevoli sorprese. Tutelare i propri figli è un dovere dei genitori.

Dipendenti controllati anche fuori dall’ufficio

I controlli all’interno delle aziende sono sempre più stringenti per quanto riguarda i dipendenti. Email, computer aziendali, messaggistica, post e tweet vengono continuamente monitorati all’interno delle compagnie. I numerosi casi di infedeltà aziendale spingono ogni giorno centinaia di imprenditori a far ricorso a strumenti per il controllo dei pc per tenere costantemente sott’occhio ciò che avviene all’interno delle aziende e arrestare l’eventuale fuoriuscita di informazioni riservate. Sempre più spesso non ci si limita più al controllo del comportamento strettamente lavorativo, ma si sta diffondendo l’abitudine di analizzare il comportamento fisico dei dipendenti anche all’esterno. Cellulari con software per il controllo GPS, micro camere invisibili sparpagliate su scrivanie e scaffali, badge con microchip che misurano persino la durata delle soste in bagno.

Viene chiamato “analizzare” e non “controllare”, ma in realtà poco cambia. Si tratta di tenere sotto controllo non solo la produttività, ma più che altro il comportamento. La crisi spesso spinge i dipendenti anche più fedeli a vendersi al miglior offerente.

Pochi giorni fa un’azienda inglese ha raccontato la sua esperienza. Nell’ambiente di lavoro erano stati nascosti diversi microregistratori audio e video Endoacustica installati in prese per la corrente, orologi da scrivania e lampade. Si lavorava su un progetto molto particolare e la fuga di informazioni avrebbe potuto far perdere importanti fonti di guadagno. In breve tempo è stato verificato che tre impiegati tra i più produttivi si trattenevano davanti ai pc anche nell’ora di pausa e nei coffee break. Questo tipo di comportamento, apparso in un primo momento stacanovista, ha incuriosito l’amministratore che ha voluto andare in fondo alla questione. Ha fatto inserire nei pc degli impiegati delle keyrecord, dispositivi che in breve tempo registrano i dati digitali. Ha scoperto che i tre dedicavano i momenti di pausa per inviare i file elaborati a dei pericolosi concorrenti. Questo ha permesso di fermare il traffico e salvare il progetto a cui stavano lavorando.

In molti luoghi di lavoro i dipendenti hanno già espresso il loro disappunto, sentendosi spiati. Ma la tendenza è destinata a diffondersi per almeno due ordini di ragioni: la necessità delle aziende di recuperare efficienza e la disponibilità di sistemi di sorveglianza professionali a costi irrisori. Per sorvegliare non c’è più bisogno di assumere un investigatore privato: basta affidarsi all’azienda esperta di sorveglianza per eccellenza, Endoacustica.

Skype e il controllo cinese

Un ricercatore dell’Università del New Mexico è riuscito a decifrare il sistema di sorveglianza del governo cinese incluso in Skype. Si tratta di una lista completa di termini (qualche migliaio), che, se utilizzati all’interno delle chat, innescano automaticamente il controllo da parte del governo di Pechino.
In pratica Skype invia una copia del messaggio ai propri server, insieme al nome utente del mittente, la data e l’ora della conversazione. Tra le parole che balzano all’occhio ci sono “Medici senza Frontiere”, “Amnesty International”, “Tienanmen” e “BBC News”. In ogni caso la lista, contenuta in Skype, si arricchisce ogni giorno di nuovi termini giorno dopo giorno, in modo che il governo cinese tenga sempre sotto controllo i temi più caldi.

In realtà si tratta di TOM-Skype, una versione modificata di Skype diversa da quella usata nella maggior parte del mondo. Il “TOM” aggiunto davanti al nome della chat rappresenta un operatore mobile di Hong Kong a cui Microsoft ha concesso, in maniera discutibile, di modificare il programma. In tutta risposta l’azienda di Redmond ha dichiarato che “TOM Online ha stabilito le procedure necessarie conformi agli obblighi stabiliti dalle leggi locali” riconoscendo solo in seguito la propria responsabilità e promettendo di aumentare la trasparenza del servizio.

Come è chiaro, TOM-Skype non si limita ad inviare informazioni relative ai propri utilizzatori, ma anche quelle di tutti coloro che entrano in contatto attraverso il servizio. Chiunque potrebbe già essere su server cinesi, attentamente controllato dal governo di Pechino. Al momento pare che ne resterebbero fuori le conversazioni a voce. In ogni caso non si può dire di essere al sicuro.
Basti pensare che gli strumenti di controllo sono utilizzati quotidianamente da individui comuni. A casa, a lavoro, per strada sono numerosissime le persone che scelgono di tutelarsi attraverso dispositivi come micro camere, micro registratori e strumenti di controllo per il pc che consentono di monitorare tutte le attività di un computer.

Diverse organizzazioni hanno chiesto a Microsoft, come ad altri colossi, la pubblicazione regolare di un “Transparency Report”, un documento che fornisca una visione completa della gestione dei dati e delle conversazioni e possa far chiarezza sulle ipotesi di spionaggio e censura. Al momento non c’è stata nessuna risposta da parte dell’azienda.

Hackerata anche la Microsoft

Qualche tempo fa avevamo parlato dei numerosi colossi della tecnologia colpiti da attacchi informatici. Tra questi si annoveravano Twitter, Facebook, ma anche banche e fonti di informazione. In questi giorni l’elenco è stato ampliato con l’aggiunta di altri due big: la Microsoft e la rete australiana Abc.

Java si è rivelato ancora complice degli hacker favorendo la loro entrata nei pc di Microsoft. Non risulterebbero però fuoriuscite di dati appartenenti agli utenti dell’azienda informatica. Il responsabile della sicurezza, Matt Thomlinson, ha parlato di “un ristretto numero di computer” infettati da un software nocivo che ha usato tecniche simili a quanto documentato da altre organizzazioni.

Anche questa volta si è fatto riferimento ad attacchi riconducibili al governo cinese, in particolare ad un’unità di hacker di alto profilo localizzati nell’area di Shanghai. Pechino ha nuovamente negato il suo coinvolgimento.

Diversa è stata la questione riguardante il sito web dell’Abc che è stato hackerato da un attivista, che si firma PhrOzenMyst, per protesta contro un’intervista, trasmessa dalla rete, al leader olandese anti-islamista Geert Wilders. In questo caso, l’hacker non si è limitato ad accedere ai pc, ma ha anche pubblicato su Twitter i dati personali di decine di migliaia di telespettatori. Indirizzi email, postali, nomi e password di utenti registrati al sito internet. Il sito è stato tempestivamente chiuso e l’attivista ne ha direttamente rivendicato la responsabilità.

Gli attacchi informatici sono all’ordine del giorno e sono sempre più senza scrupoli. Per questo numerose aziende grandi o piccole utilizzano validi sistemi di sicurezza su pc e cellulari e effettuano periodiche bonifiche ambientali per verificare l’eventuale presenza di cimici o altri sistemi di hackeraggio e di controllo.

Governi e social network: continue richieste di dati personali

I nostri profili online dicono molto di noi: chi siamo, dove abitiamo, cosa facciamo, chi sono i nostri amici, quali sono i nostri gusti e le nostre preferenze. Social network, chat, indirizzi mail, blog e siti internet sono ogni giorno destinatari di un’immensa quantità di informazioni personali che messe insieme forniscono spesso un quadro completo di un individuo. Su questo tipo di dati sensibili è spesso puntata l’attenzione delle forze dell’ordine e dei governi che, sempre più spesso, chiedono di poter usufruire di queste informazioni in cerca di soggetti pericolosi e attività nascoste.

Dall’altra parte non ci sono sempre risposte positive. Mentre Google e Twitter hanno deciso di pubblicare report periodici sulla trasparenza, Skype e Facebook sembrano non voler ascoltare al momento questo tipo di richieste.
Nel dettaglio Google pubblica dal 2010 il “Trasparency Report” distinguendosi da sempre sul fronte della sicurezza. Secondo i suoi dati aggiornati, le richieste di utilizzo dei dati da parte di forze pubbliche sono aumentate in maniera esponenziale (in Italia sono passate da 550 nel 2009 a 850 nel 2012). Di queste richieste però Google ne ha approvato solo 1/3 richiedendo maggiore privacy.

Dati sicuramente più esigui, ma allo stesso modo significativi per quanto concerne Twitter. Il blog invia costantemente i suoi report sulla sicurezza e ha dato seguito a oltre la metà dei casi nonostante nel 2012 nessuna autorità italiana abbia mai ottenuto i dati richiesti.

Come già accennato, mancano all’appello due big: Facebook e Skype che contano circa 2 miliardi di utenti totali. Nessun report emesso dalle due aziende, Zuckerberg si è limitato ad informare la presenza di un form attraverso il quale gli utenti possono chiedere informazioni. Nessuna risposta da Skype, strumento di chiamate voip e chat utilizzato in tutto il mondo e, a quanto pare, anche da numerosi attivisti che evitano così di essere intercettati dalle autorità.

La crescente preoccupazione per la privacy e la continua fuga di dati ha messo in allarme anche numerose aziende private. L’utilizzo di chiavette per carpire dati dai pc o per registrare i caratteri che vengono digitati sulla tastiera (password comprese) è ormai molto diffuso. Dipendenti, persone di passaggio o rivali possono accedere ai pc e inserire strumenti di controllo che possono portare l’azienda sull’orlo del fallimento, apportando vantaggi ai concorrenti o facendo fuoriuscire notizie riservate. E’ consigliabile oggigiorno l’utilizzo di prodotti per la bonifica ambientale almeno ogni quindici giorni, in modo da verificare velocemente e in maniera sicura l’assenza di strumenti per lo spionaggio.

Gli errori grammaticali potrebbero essere la salvezza delle nostre password

Qualche tempo fa avevamo parlato della scelta delle password per proteggere i nostri dispositivi spesso troppo superficiale o ripetitiva e dunque facilmente comprensibile.

Un gruppo di ricercatori della Carnegie Mellon University, Pennsylvania, hanno messo a punto nelle scorse settimane, un algoritmo quasi infallibile per craccare le stringhe più segrete delle nostre identità digitali e confutare la credenza che più la password è lunga e più è sicura. Pare infatti che per rendere una password indecifrabile bisognerebbe piuttosto compiere un errore di grammatica.

Lo studio della Carnegie ha analizzato l’impatto delle password molto lunghe e della loro struttura grammaticale sulla sicurezza informatica. I software dei cracker di dati, si sono dimostrati in grado di smascherare senza problemi le chiavi di accesso lunghe. A rendere più difficoltoso il loro lavoro sono state le password con errori grammaticali. Gli algoritmi per craccare sono infatti capaci di applicare le regole di sintassi e di riconoscere frasi lunghe di senso compiuto, usando i più comuni dizionari online, ma non eventuali errori.

Un verbo coniugato erroneamente, una lettera al posto sbagliato, una parola scritta con troppe doppie, potrebbero dunque eludere i software oggi in uso. Fino, ovviamente, alla prossima scoperta. Infatti sono già in commercio strumenti per il controllo del pc che permettono di registrare direttamente ciò che viene digitato sulla tastiera, password incluse, eludendo il problema di craccare o utilizzare algoritmi.

E mentre tutti i giornali sono occupati nei consigli per creare password indecifrabili, Google ha deciso di pensionare le password create direttamente dagli utenti sostituendole con una chiavetta crittografata per via dell’eccessivo numero di furti di dati personali. Piccola, compatta e strettamente personale, la chiavetta usb, contenente le nostre chiavi, potrebbe presto entrare in maniera prepotente nelle nostre vite.

Tre ore per sapere chi siamo

febbraio 13, 2013 Spionaggio computer No Comments

Tre ore per individuare l’indirizzo ip di chi scarica. E’ questo il risultato della ricerca dell’Università di Birmingham,che focalizza l’attenzione sugli utenti dei siti di “torrent”, quelli su cui milioni di utenti condividono contenuti di ogni tipo. Musica, film, documenti, file coperti da copyright il cui scambio, illecito secondo le associazioni dei produttori, è costantemente sotto osservazione.

Operazione semplice e lineare quella di tracciare un indirizzo ip attraverso la rete. Molto più complicato è invece ricondurre la stringa numerica alla persona fisica, in carne ed ossa, e qualora questa fosse scovata, sarebbe ancora più difficile dimostrare chi davvero ha scaricato qualcosa dal pc in questione. Le aziende che si occupano di questo tipo di ricerche, intermediari o produttori di contenuti, non possono in ogni caso agire direttamente. Possono rincorrere il presunto responsabile solo in tribunale e senza ampi margini di successo.

La vera rivelazione dello studio è l’enorme attenzione riservata al fenomeno del file sharing attraverso i torrent, che non sono i file con il contenuto vero e proprio ma solo dei puntatori per scaricarli, da fonti plurime. In realtà, gli indirizzi ip degli utenti dei vari siti finiscono sotto la lente di ingrandimento degli investigatori e poi archiviati in database. Non si può escludere che questi dati vengano maneggiati e analizzati ulteriormente.

Insomma ancora una volta fari puntati su ogni possibileattività online. L’utilizzo di sistemi di controllo a distanza dei pc è ormai diffuso anche in ambiente aziendale o addirittura domestico. Esistono piccoli strumenti di facile utilizzo che in breve tempo permettono di scoprire cosa è contenuto nell’hard disk ed anche di conoscere ogni singolo carattere digitato sulla tastiera. Spiare non è mai stato così semplice.

I cinesi spiano i vertici europei

novembre 22, 2012 Spionaggio computer No Comments

Non succede solo all’interno delle aziende, ora si spiano i concorrenti anche ad altissimi livelli e dove la sicurezza dovrebbe essere garantita al 100%.

Bloomberg, sito di finanza ed affari, ha dichiarato che gli hacker cinesi spiano i vertici europei. Notizia a dir poco allarmante se teniamo presente l’importanza dei contenuti che trapelano durante gli incontri europei. Gli attacchi proverrebbero dunque dalla Cina e attaccano gli account di posta dei personaggi che compongono i vertici dell’UE, dal presidente del Consiglio, Herman Van Rompuy, a quelli dei principali esponenti del governo e del parlamento. La prova di queste infiltrazioni sarebbero gli elenchi dettagliati di log, le tracce dei collegamenti informatici, forniti da anonimi specialisti dell’intelligence americana.

Sarebbe opportuno l’introduzione di sistemi di bonifica ambientale, usati in numerose aziende del mondo che permettono di rilevare l’eventuale esistenza di microspie e cimici di ogni genere e quindi di neutralizzarle. Lo stesso Consiglio Europeo, che non ha commentato la notizia, ha scritto di recente un rapporto in cui si legge: “la maggior parte delle organizzazioni pubbliche e private sono oggetto di costanti attacchi hacker”.

Come è chiaro, chi ha diffuso la notizia dell’esistenza di queste intercettazioni, fa parte di organizzazioni molto simili a quelle dei cinesi, che tra l’altro ha denunciato che questi avrebbero usato “metodi sviluppati in origine dai governi”. Un attacco sferrato con le loro stesse armi insomma. Le azioni di spionaggio sarebbero cominciate l’otto luglio del 2011 e sarebbero documentate per almeno un decina di giorni, ma potrebbero anche essere continuate nel tempo.

Il Consiglio conserva le informazioni riservate in un sistema separato, non collegato alla rete e da tempo ha elevato i sistemi di sorveglianza dei suoi dati, anche se sembra avere ben presente che in questo ambito la sicurezza assoluta non è facilmente raggiungibile e soprattutto è necessario affidarsi ad aziende esperte.

AutoCAD nel mirino dello spionaggio industriale

ottobre 29, 2012 Spionaggio computer No Comments

Dopo i malware Stuxnet, Duqu e Flame creati per i cyber-attacchi verso enti governativi, è in circolazione un nuovo virus destinato allo spionaggio industriale ai danni di studi di progettazione. Architetti, ingegneri, disegnatori e tecnici potrebbero vedersi sottrarre i loro progetti creati con AutoCAD, la piattaforma di progettazione più utilizzata al mondo. Il virus, infatti, prende di mira gli utenti del software ed è capace di infettare le versioni comprese tra la 14 e la 19.2, cioè dal 2000 circa in poi, modificando i file AutoLisp caricati all’avvio dell’applicazione. Acad/Medre.A, lo hanno battezzato al centro ricerche Eset, dove lo hanno scoperto.

Dietro il virus ci sarebbero ancora una volta organizzazioni cinesi. Pare che il malware rilevi l’elenco di tutti i progetti Cad aperti e li trasmetta in Cina, attraverso account e-mail creati ad hoc su provider cinesi. Inoltre Acad/Medre.A salva tutti i lavori all’interno di un file Rar, ed acclude ad esso tutte le informazioni necessarie per aprirlo e gestirlo nel migliore dei modi. Tra i Paesi destinatari, il maggiore sarebbe il Perù, dove sarebbero già stati copiati decine di migliaia di progetti.

Con queste poche stringhe di codice progettate per lo spionaggio industriale, trema la terra sotto i piedi dei creativi che vedono in serio pericolo la loro proprietà intellettuale a favore di criminali che potrebbero in tutta tranquillità registrare brevetti prima del reale inventore, vanificando il lavoro.

Eset ha dialogato con Tencent, proprietario del dominio qq.com, Autodesk, creatore di Autocad, e con il National computer virus emergency response center cinese riuscendo a bloccare gli account usati per trasmettere le e-mail con i progetti rubati. Ciò non da la certezza in ogni caso che non ne siano creati dei nuovi o che gli hacker abbiano trovato altre vie. Sarebbe opportuno che le aziende si dotassero di sistemi di controllo dei pc e che le grandi compagnie sorvegliassero su eventuali infiltrazioni di dipendenti con avanzati apparecchi di videosorveglianza.

Dietro al malware potrebbero nascondersi hacker che agiscono per conto di aziende private, enti statali o gruppi criminali. Tuttavia, le informazioni disponibili non sono ancora sufficienti per carpirne l’origine.

Attacco hacker alla Casa Bianca

Anche la Casa Bianca nel mirino di attacchi ai sistemi informatici. Washington ha confermato il tentativo di infiltrazione nel suo sistema informatico di difesa, probabilmente da parte di un’organizzazione cinese.
L’obiettivo sembrerebbe esser stato una rete non riservata, ma i tecnici sono riusciti ad arginare in tempo la minaccia, isolando il sistema prima che l’attacco si diffondesse. Alla base di queste azioni ci sono delle mutazioni applicate alle tecnologie dei sistemi utilizzati per operazioni di spionaggio per entrare nei database dei pc o intercettare cellulari.
Sembrerebbe quindi che non siano stati rimossi dati. I funzionari della sede USA, hanno parlato di una particolare forma di phishing, “spear phishing”, definita “non infrequente”; si tratta di una email inviata verso una rete “non classificata” che, in questo caso, non avrebbe preso di mira informazioni segrete.
Più in generale, il phishing è un sistema di truffa online che invita gli utenti a cliccare su link al fine di derubarli. L’anno scorso Google ha attribuito ad alcuni hacker cinesi la responsabilità di tentativi di phishing riportati da centinaia di utenti Gmail, fra cui importanti funzionari del governo e delle forze armate Usa. Infatti, nel novembre 2011 un rapporto del National Counterintelligence Executive aveva nel dettaglio riportato numerosi attacchi hacker condotti da Cina e Russia su diverse società americane.
La Casa Bianca non ha fatto riferimenti alla Cina, ma molti hacker stanno sostenendo che l’operazione sia partita da oriente.
A dare la notizia per primo ci ha pensato il giornale conservatore Washington Free Beacon, che ha subito accusato l’amministrazione Obama definendola incapace “di tenere a bada Pechino sui suoi continui attacchi informatici”.

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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata
. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

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 RILEVATORE MICROSPIE
bonifiche ambientali
Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
 MICROREGISTRATORI
Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all’auricolare celato nell’orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.

ARTICOLI IN RILIEVO

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

6 Set 2017

microspie-gsm

Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi in venditori della domenica che, in quanto a qualità ed efficacia del prodotto commercializzato, lasciano alquanto a desiderare. Non solo. …

Come ottenere i tabulati telefonici dal vostro operatore di telefonia mobile in pochi semplici passaggi

7 Ago 2017

tabulati-telefonici-tim-wind-vodafone-3

In questo articolo vi sveleremo cosa fare per ottenere il tabulato telefonico delle chiamate in uscita dal vostro cellulare, grazie a un servizio on line che la maggior parte degli operatori telefonici (TIM, Tre, Vodafone ecc.) mette a disposizione dei propri clienti in maniera del tutto gratuita. Ma non perdiamoci in chiacchiere e vediamo subito come si comporta ciascun operatore a riguardo. TIM Per richiedere il tabulato telefonico da parte …

Come difendersi dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate

28 Apr 2017

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Mentre anche la politica d’oltreoceano, con la recente presa di posizione abolizionista del neo presidente americano Donald Trump, sembra muovere in direzione opposta a quella della tutela dei dati on line, garantirsi degli strumenti efficaci contro il furto di informazioni diventa ogni giorno più pressante. Lo stesso dicasi per le intercettazioni telefoniche abusive. Ovviamente in quest’ultimo caso ci riferiamo a tutte quelle operazioni non autorizzate da organi giudiziari competenti, ma comunque avviate in maniera indiscriminata …

Microspia GSM NANO-BUG. Per un ascolto efficace di veicoli o ambienti da qualsiasi distanza

9 Dic 2016

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Se cercate una microspia audio dalle dimensioni realmente ridotte, facile da installare e capace di funzionare da qualsiasi distanza, allora la NANO-BUG è il dispositivo adatto a voi. Questo gioiellino di elettronica per l’intelligence funziona infatti grazie a un vettore GSM Quadriband che permette l’ascolto audio da qualsiasi postazione. Le caratteristiche più interessanti della NANO-BUG risiedono principalmente nella programmazione da remoto attraverso l’invio di SMS di comando (fino a 5 …

Come scoprire se qualcuno ti sta spiando in poche semplici mosse

21 Set 2016

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Temi che qualcuno abbia piazzato dei microfoni nel tuo appartamento? Hai paura che stiano spiando ogni tuo movimento? Sei convinto che nella tua auto ci sia una microspia? Vediamo insieme quali segnali prendere in considerazione per evitare qualsiasi abbaglio interpretativo e giungere invece alla verità. Prima di passare a elencare i segni tangibili e quelli meno evidenti di eventuali intercettazioni in atto, sarebbe  tuttavia opportuno chiedersi: perché dovrebbero spiare proprio …

Microregistratore digitale SAB-R1: lunga durata e dimensioni ridottissime

26 Ago 2016

microregistratore-digitale-sab-r1

Registra file audio a livello ambientale su memoria integrata da 8GB per 40 ore consecutive. Il micro registratore digitale SAB-R1, di recente ideazione, si colloca ai primi posti nel panorama dei dispositivi elettronici per la registrazione ambientale in modalità nascosta. Questo grazie soprattutto alla sua capacità di registrare e archiviare file in formato wave (ad altissima qualità audio) per una durata prossima alle 40 ore. Le sue ridotte dimensioni (4×1.7×0.8 …

Come proteggersi dal cyberbullismo. L’esempio di Facebook

26 Lug 2016

bullismo-facebook

Come difendere i nostri figli dai bulli che popolano la rete? La risposta potrebbe arrivare dalle linee guida pubblicate qualche tempo fa da Facebook su una pagina dedicata al bullismo, dal titolo: “Fermiamo il bullismo. Presentazione di strumenti, suggerimenti e programmi per aiutare le persone a difendere se stesse e gli altri“. L’obiettivo principale del noto social network è chiaramente quello di mitigare l’aumento di casi di violenza verbale, ingiurie …

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 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

2 Gen 2014

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

La bambina virtuale adescata da 20mila adulti

26 Nov 2013

Sweetie, una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate. Erano disposti a …

Il costo della nostra privacy

31 Lug 2013

Si è soliti sostenere che la privacy non ha prezzo, oggi però ci sono dei parametri attendibili con cui farsi un’idea: il tariffario con cui gli operatori telefonici e gli Internet service provider statunitensi vendono le conversazioni degli utenti al governo. Dopo il caso Snowden, a svelare il listino prezzi è stato il …

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

10 Mag 2011

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che …

Le vite degli altri a Pechino

7 Mag 2011

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, …