Multi-Catcher: un dispositivo universale per intercettare i cellulari

Tra tutti i sistemi IMSI catcher utilizzabili da forze dell’ordine o enti governativi per intercettare cellulari, smartphone o altri dispositivi mobili, il Multi-Catcher è forse il sistema che più si presta a un utilizzo dinamico su larga scala. Difatti, oltre al tracciamento simultaneo dei codici identificativi IMSI, IMEI e TMSI …

Rapporto Clusit 2018: pericolosa impennata di attacchi informatici in tutto il mondo

Dal Rapporto 2018 della Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, emerge tra gli altri un dato davvero preoccupante: nel periodo tra il 2011 e il 2017 si sono registrati a livello mondiale quasi 7.000 attacchi informatici gravi, di cui 1.100 solo nell’anno scorso. Non solo. Nel 2017 si è …

Quanto è utile un’app di criptaggio dati? Ce lo svela una ricerca americana

Per quanto la validità dei programmi di protezione per smartphone possa apparire scontata nonché largamente condivisa, c’è ancora chi si ostina a eludere la loro efficacia, soprattutto per quanto concerne le app di criptaggio messaggi. Sono in tanti, infatti, a disconoscere tuttora il contributo preventivo di questi validi strumenti di …

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi …

Articoli recenti

Chiedeva interessi del 40-60% annuo, arrestato usuraio a Palermo

maggio 12, 2011 Usura No Comments

I Finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo hanno arrestato un giovane palermitano di 36 anni

L’uomo era solito concedere prestiti per decine e decine di migliaia di euro, sia a privati cittadini che commercianti, in stato di bisogno, da restituire a tassi che oscillavano tra il 40% e il 60 % annuo.

Dopo un pedinamento durato diverse ore, i militari sono riusciti a cogliere il 36enne in piena flagranza di reato, mentre era intento a riscuotere somme di denaro, frutto di prestiti a tassi usurai già erogati. Per l’uomo sono subito scattate le manette per il reato di usura ed estorsione.

L’arrestato si era inoltre reso anche responsabile di minacce e di violenze nei confronti delle sue vittime.

Successivamente, le Fiamme Gialle hanno eseguito la perquisizione dell’abitazione dell’arrestato rinvenendo numerosi titoli di credito per un importo di circa € 65.000 euro, che sono stati sottoposti a sequestro, oltre ad appunti manoscritti e documentazione varia che ora e’ al vaglio degli inquirenti e che potrebbe essere molto utile alle indagini.

L’arresto e’ stato convalidato dal gip del Tribunale di Palermo , dott. Ziino, il quale, nel ritenere sussistente la gravita’ del quadro probatorio delineato a carico del 36enne ne ha disposto la custodia cautelare in carcere

Fonte: Sicilia Today

Difesa dall’usura

Lupara bianca, microspia incastra i killer dei due pregiudicati sotto controllo

maggio 12, 2011 Microspie No Comments

Gli investigatori stavano sorvegliando le vittime e hanno ascoltato in diretta le fasi del regolamento di conti fra clan. Si cercano i corpi, probabilmente fatti sparire in una gravina

Un duplice omicidio a sangue freddo, un caso di ‘lupara bianca’, con gli investigatori che avrebbero ascoltato in diretta le fasi dell’uccisione attraverso le microspie piazzate nell’auto di una delle vittime, sotto controllo da tempo. E ora due cadaveri scomparsi, fatti sparire probabilmente nella zona della gravina di San Marco, tra Massafra e Mottola, nel Tarantino. Per omicidio premeditato e soppressione di cadavere sono stati fermati dalla polizia Pasquale Fronza, di 34 anni, e Francesco Mancini, di 33, ritenuti gli assassini di Domencio Attorre e Domenico Petruzzelli, di Palagiano, scomparsi nella tarda serata di ieri e uccisi – ritengono gli inquirenti – nel corso di un regolamento di conti.

Le vittime appartenevano alla malavita organizzata. Domenico Attorre, in passato ritenuto elemento di spicco del clan Putignano, e Domenico Petruzzelli, con precedenti per spaccio di droga. Attorre era stato condannato in
via definitiva a 18 anni di reclusione nell’ambito del processo originato dal blitz antidroga Diana (5 aprile 1997). L’inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Lecce e della Procura di Taranto sgominò un’organizzazione malavitosa radicata nel trangolo Ginosa-Palagiano-Palagianello, nel versante occidentale della provincia tarantina, con riferimenti nel Metapontino e anche in Calabria come stazioni di riferimento per lo smercio di stupefacenti. Il duplice omicidio potrebbe essere maturato proprio per contrasti nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti, ma non vengono escluse altre piste.

Le due vittime erano state viste la sera precedente alla denuncia di scomparsa per le vie del centro a bordo di una Volkswagen Polo di proprieta di uno dei due uomini. Intorno alle 23, la vettura è stata trovata nelle campagne circostanti alla città completamente incendiata, in un luogo distante da quello dell’agguato. Secondo gli investigatori, questo avrebbe avuto lo scopo di ostacolare le indagini e di facilitare il probabile spostamento dei cadaveri. Le ricerche dei corpi proseguono incessantemente.

Fonte: Repubblica Bari

Microspie per sorveglianza a distanza

Prodotti scaduti, c’è una prassi per rivenderli

maggio 12, 2011 Intercettazioni No Comments

Una inchiesta che fece discutere quando diventò di dominio pubblico. Decine di indagati per frode in commercio e alcuni per associazione a delinquere, per avere venduto prodotti scaduti facendoli passare come freschi e merce senza glutine, quando in realtà non era così. Almeno questo era il castello accusatorio che travolse tre punti vendita Sma di Grosseto (via Scansanese, via Einaudi e via Papa Giovanni XXIII). Quelli gestiti dalla società Stella. Interrogatori, incidenti probatori e intercettazioni telefoniche dal 2008 al 2010. Faldoni su faldoni e un’indagine scattata dalla denuncia di alcune dipendenti dell’azienda alimentare.

Alla fine si è concluso non proprio con un nulla di fatto, ma quasi. Fatta eccezione per il responsabile del reparto pescheria di un punto vendita, che ha patteggiato la pena davanti al gup del Tribunale di Grosseto. Per gli altri imputati la vicenda giudiziaria di primo grado si è chiusa davanti al giudice per l’udienza preliminare Marco Mezzaluna. Con l’assoluzione perché il fatto non sussiste, nella stragrande maggioranza dei casi. Mentre per tre soci della Stella, il gup ha disposto la condanna a 1.200 euro di multa, per frode in commercio, relativa agli episodi di reincartamento di prodotti scaduti. Ad essere condannati sono stati Antonella Galli, Gian Luca Citerni e Marco Bonari.

Nel corso delle indagini, cui hanno partecipato anche i carabinieri del Nucleo antisofisticazioni di Livorno, sono state raccolte numerose testimonianze di dipendenti e anche degli indagati. Notevole rilievo hanno avuto le intercettazioni telefoniche. ”I prodotti magari che c’è vicina la scandenza, tipo il prosciutto, il salame e la mortadella: lo apri, lo confezioni e lo metti sottovuoto…Poi chiaramente la data di scadenza non è quella che è reale…cioè nel senso… poi va anche un po’ oltre la data di scadenza. La carta la tieni, in modo che …che poi te lo fai rendere dal fornitore”. E’ la telefonata tra uno degli imputati condannati alla multa di 1.200 euro e la ex compagna.

Ma non è la sola conferma di quanto avveniva nel reparto salumi di alcuni supermercati. Il preincartato in scadenza — e pare anche già scaduto — veniva aperto e poi reincartato come se fosse stato tagliato da poco dal pezzo intero. Quindi rimesso invendita. Questa la prassi che è stata ampiamente confermata. ”Quando un prodotto è vicino alla scadenza viene scartato e riconfezionato con una nuova data — ha spiegato il gup nelle motivazioni — così non viene buttato ed anzi la confezione viene conservata per chiedere al fornitore il rimborso o la sostituzione del prodotto”. Abitudine che è stata ammessa anche da alcuni fornitori, che hanno ammesso di accordare il rimborso anche con la presenza del solo incartamento, senza il prodotto scaduto.

Fonte: La Nazione

Rimini – Video-spia nei bagni delle “Befane”

maggio 11, 2011 Videosorveglianza No Comments

Guardone scoperto ad armeggiare una micro telecamera nei servizi igienici del centro commerciale. Arrestato, in casa possedeva diverso materiale “rubato” con lo stesso sistema

RIMINI – Dopo il tribunale è il momento delle “Befane”. Lo spione di nudità femminili è tornato all’assalto nel Riminese: ieri mattina alle 10.30, un napoletano residente a Misano è stato infatti scoperto mentre armeggiava telecamere e micro dispositivi per effettuare riprese all’interno del bagno delle signore. A scoprirlo due minorenni, che entrando in bagno hanno segnalato la presenza dell’intruso nella loro toilette. Subito controllato dagli agenti della vigilanza privata, per l’uomo sono sono poi dovuti intervenire i carabinieri una qualvolta rinvenuta nella sua giacca la speciale cinepresa. Intervenuti dunque per perquisire il 45enne, i militari hanno dunque fatto l’amara scoperta: l’uomo nascondeva una microtelecamera che aveva appena recuperato da uno dei bagni, anche perché una volta visionato il materiale registrato i militari hanno trovato immagini di signore che andavano a fare i loro bisogni.

Tuttavia, il ‘voyeur’ si è dimostrato non essere nuovo a queste usanze. Nella sua casa misanese, perquisita nella giornata di ieri, è stato sequestrato un computer dove a quanto pare ci sarebbero altre immagini e video simili a quelli registrati nel bagno delle Befane. Per l’uomo, colto in flagranza di reato, sono scattate le manette per violazione di vita privata, e si sono aperte le porte del carcere “Casetti”. Difeso dagli avvocati Carlo Alberto Zaina e Gianmaria Gasperoni, il misanese si presenterà questa mattina davanti al giudice per il processo per direttissima

Fonte: Romagna Noi

Microtelecamere per sorveglianza

Verdetto vicino per americani sotto processo in Iran

maggio 11, 2011 Spionaggio No Comments

La giustizia iraniana potrebbe essere prossima a raggiungere un verdetto nel caso dei tre cittadini statunitensi accusati di spionaggio.

Shane Bauer, Josh Fattal e Sarah Shourd sono stati arrestati il 31 luglio 2009 per essere entrati in territorio iraniano durante un’escursione in Iraq. Il loro legale è convinto che la corte deciderà nell’udienza di mercoledì.

“Durante la loro detenzione – ha detto Masoud Shafie – ho più volte richiesto che mi fosse accordato un colloquio privato con i miei clienti, per concordare una linea difensiva. Ora, se Sarah non fosse stata rilasciata, non saprei niente di come si sono svolti i fatti”.

Sarah Shourd ha ottenuto la libertà su cauzione nel mese di settembre e da allora è tornata negli Stati Uniti, mentre i suoi due compagni sono rimasti in prigione a Teheran.

Il caso ha aggravato le tensioni tra Washington e la Repubblica islamica, dove un’accusa di spionaggio può comportare addirittura una condanna alla pena capitale.

Fonte: Euronews

Intercettazioni: Berlusconi, mai devono essere prove processi

maggio 11, 2011 Intercettazioni No Comments

Mai le intercettazioni si devono usare come prove nei processi. Silvio Berlusconi torna a garantire che ci sara’ un intervento sulle intercettazioni per limitarne l’uso. Nel suo intervento al comizio di Crotone, il premier ribadisce che ‘non e’ da paese libero se un cittadino viene spiato’. Per il presidente del Consiglio, le intercettazioni ‘devono essere consentite solo per i reati gravi, mentre non ci deve essere nessuna possibilita’ che siano utilizzate come prove nei processi’.

Fonte: Repubblica

Schio, dottoressa denuncia medico del 118 per molestie sessuali

maggio 10, 2011 Microregistratori No Comments

Segnalazione alla direzione generale dell’Usl 4 ed esposto ai carabinieri della sezione di polizia giudiziaria del Tribunale. Ha raccontato anche di essersi fatta scortare da altri medici per non doversi trovare da sola con il suo presunto persecutore. Accertamenti in corso

Un medico del 118 dell’ospedale di Schio risulta indagato per molestie sessuali. A denunciarlo sarebbe stata una dottoressa di 36 anni che circa un mese fa ha scritto ai suoi superiori in ospedale, riferendo di essere oggetto di attenzioni particolari da parte di un collega.

”Appena ricevuta quella segnalazione – ha spiegato il direttore generale dell’Usl 4, Ermanno Angonese – non abbiamo fatto altro che girarla alla Procura per gli accertamenti di competenza”. Ma mentre questo primo documento arrivava sul tavolo del procuratore Paolo Pecori, la stessa dottoressa si sarebbe presentata negli uffici dei carabinieri della sezione di polizia giudiziaria del Tribunale depositando un suo documento nel quale avrebbe ripercorso episodi di molestie. A suo dire sarebbero iniziati fra settembre e ottobre del 2010 e si sarebbero conclusi lo scorso gennaio.

La stessa dottoressa avrebbe raccontato di essersi fatta scortare da altri medici per non doversi trovare da sola con il suo presunto persecutore. Il medico in questione non sarebbe peraltro mai passato dalle parole ai fatti, limitandosi a proposte indecenti e sussurri espliciti. Ora i carabinieri hanno avuto l’incarico di raccogliere alcune testimonianze, poi il procuratore deciderà se ascoltare anche il racconto del presunto molestatore.

Fonte: Mattino Padova

Difesa da molestie sessuali grazie a microregistratori

Convegno: “I reati informatici, intercettazioni telefoniche e perquisizioni telematiche”

maggio 10, 2011 Intercettazioni No Comments

Il giorno 12 maggio 2011 nella “Sala della Mercede” di Palazzo Marini (Camera dei Deputati), in Roma, via della Mercede 55 – si terrà la conferenza – dibattito dal titolo “I reati informatici, intercettazioni telefoniche e perquisizioni telematiche”.

Il tema dei reati informatici è ormai da tempo divenuto oggetto di appassionata discussione anche a seguito delle modifiche della legislazione apportate dalla legge 48 del 2008 sulla ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica (Budapest, 23 novembre 2001), e sulle norme di adeguamento dell’ordinamento interno.

Le opinioni dei docenti e degli esperti della materia nonché degli operatori del settore della frode informatica si confronteranno sullo spionaggio, sul phishing e sulle c.d. “perquisizioni informatiche”, anche per fare il punto sulla delicata questione dei metodi investigativi e per fare considerazioni sulle indagini difensive e l'”equo processo”.

Aprirà i lavori del convegno l’on. Mario BACCINI, Presidente dei Cristiano Popolari – PDL, mentre, tra i protagonisti della conferenza vi saranno il dott. Giuseppe CORASANITI (Sostituto Procuratore Pool Reati Informatici della Procura di Roma e docente universitario), il dott. Gerardo COSTABILE (Presidente dell’IISFA – International Information System Forensics Association) e l’avv. Stefano ATERNO (docente presso la LUMSA e l’Università La Sapienza), quali massimi esperti in materia.

Interverranno altresì l’avv. Giulia CALDERONE (Consulente di società di telecomunicazioni) e la dott.ssa Simona D’EUGENIO (Titolare di Agenzia Investigativa) per dare il proprio contributo tecnico sulle intercettazioni telefoniche e telematiche e i metodi investigativi utilizzati. Modereranno, l’avv. Santo Emanuele MUNGARI (Segretario Generale Avvocati della Libertà) e la dott.ssa Maria Elena VALANZANO (Coordinatore nazionale e Presidente Giovani Avvocati della libertà).

Fonte: Julie News

Microspie ambientali

 

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che sovrintende le operazioni dell’esercito USA in Medio Oriente e in Asia centrale, per sviluppare quello che viene descritto come un “servizio online di gestione personaggio” che permetterà a un tecnico degli Stati Uniti di controllare fino a 10 identità separate in base in tutto il mondo.

Il progetto è stato paragonato da esperti del web ai tentativi della Cina di controllare e limitare la libertà di dialogo su internet. Secondo i critici, il sistema permetterà ai militari USA di creare un falso consenso nelle conversazioni online, escludendo le opinioni sgradite e soffocando commenti o rapporti che non corrispondono ai propri obiettivi.

La scoperta che l’esercito statunitense sta sviluppando false personalità online – noti agli utenti di mezzi di comunicazione sociale come “sock puppets”, “burattini” – potrebbe anche incoraggiare altri governi, aziende private e organizzazioni non governative a fare lo stesso.

Il contratto Centcom prevede che ciascuna falsa personalità online debba avere un background convincente, una storia e dei dettagli di supporto, e che fino a 50 controllori con base negli Stati Unitì dovrebbero essere in grado di azionare false identità da loro postazioni di lavoro «senza timore di essere scoperti da sofisticati avversari».

Il comandante Bill, portavoce di Centcom, ha spiegato, «La tecnologia supporta attività riservate di blogging sui siti web in lingua straniera per consentire a Centcom di contrastare propaganda estremistica e violenta fuori dagli Stati Uniti».

Nessuno degli interventi sarebbe in inglese, in quanto sarebbe illegittimo «indirizzare tali tecnologie verso un pubblico USA” .

Le lingue in cui si svolgono gli interventi comprendono arabo, persiano, urdu e pashtu. Inoltre, secondo quanto affermato, nessun sito web con base negli Stati Uniti, in lingua inglese o altre lingue, sarebbe preso di mira, come non lo sarebbero Facebook o Twitter.

Fonte: Paid2Write

Aeryon sfodera un drone quadricottero da spionaggio

Lo si può chiamare mini-drone, quadricottero, come si vuole: fatto sta che stanno cominciando a fioccare le applicazioni “serie” per queste nuove tecnologie di volo non assistito applicate e l’ultimo ritrovato lo ha realizzato un’azienda che ne ha costruito uno fatto apposta per sorvegliare qualcosa o qualcuno.

Si chiama Scout e lo ha prodotto, appunto, la canadese Aeryon Labs. Si tratta di un piccolo drone smontabile capace di alzarsi rapidamente in volo sul punto richiesto e puntare la sua telecamera superpotente verso un obiettivo a terra.

Secondo l’azienda questo modello ha già dato prova delle sue brillanti doti in una caccia ad alcuni spacciatori di droga in America Centrale, fornendo una sorveglianza visiva del movimento dei narcotrafficanti nella profonda giungla (l’azienda, per tutela di riservatezza, non dice altro).

Lo Scout ha una capacità visuale di 3 Km e una velocità massima di 50 Km/h. Può volare anche con vento forte fino a 80 Km/h. Pesa appena poco più di un chilo e può essere facilmente smontato e riposto in una valigetta. Per metterlo in servizio basta estrarlo, connettere le quattro aste con i rotori e accenderlo.

Durante l’uso si può scegliere se impiegare la telecamera ottica con zoom ordinaria o quella termica, capace di sorveglianza notturna. In ogni caso, l’ogiva in cui alloggiano i sensori è stabilizzata con giroscopio, dunque anche se il singolare “aeromobile” si muove o si muove il proprio obiettivo in osservazione, essa può “inseguirlo”.

Schermata dell’applicativo di controllo dello Scout di Aeryon (click per ingrandire)
Ma il principale motivo di orgoglio per la casa è la sua usabilità: lo Scout ha un’interfaccia di controllo basata su schermo touch, che secondo la casa è molto più facile da controllare rispetto ai controller tradizionali.

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Sistemi di videosorveglianza aerea

 

Attacchi hacker: ci si può difendere da Anonymous?

Un signore senza testa, in giacca e cravatta, sta facendo impazzire i siti di mezzo mondo. Parliamo di Anonymous, la rete di hacker più in vista del momento (il suddetto signore è quello raffigurato nel loro logo), passati alle cronache soprattutto per gli attacchi contro Visa, Mastercard e PayPal in difesa di Wikileaks. L’ultimo bersaglio dei “paladini della libertà digitale” è stato il sito ufficiale del Governo italiano: un’offensiva che non ha sortito gli effetti sperati, ma che sta già facendo temere per la loro prossima mossa. Marco Grillo, amministratore delegato di Emaze Networks, azienda leader in Italia per la sicurezza informatica, sentito a proposito dell’escalation di cyber-attacchi, avverte: la prima regola per la difesa è conoscere le proprie debolezze.

Anonymous è solo la punta dell’iceberg di una nuova era di cyber-attacchi?
In realtà mi verrebbe da dire niente di nuovo sotto il Sole. Gli attacchi informatici esistono dall’avvento dei primi computer, solo che fino in tempi recenti l’attività di hacking ha mantenuto nell’immaginario collettivo una connotazione tra il naive e il romantico, che ha allontanato la percezione dell’effettiva pericolosità del fenomeno.

Cos’è il Dos di cui si sente tanto parlare?
Il Denial of Service o Distributed Denial of Service (DDoS) è una tipologia di attacco informatico con lo scopo di rendere indisponibile un’applicazione web inondandola di traffico. Viene spesso condotto da un numero molto elevato di computer, anche migliaia, utilizzando un vasto network di persone, o più semplicemente, reti tipo “botnet” di utenti ignari infettati da un software malevolo. È il principale attacco condotto da reti come Anonymous.

Si può scampare da un’azione del genere?
È molto difficile proteggersi completamente, quello che si può fare è mitigarne gli effetti. Per la sua platealità e visibilità ha carattere tipicamente dimostrativo, ed è usato come arma di minaccia o ricatto molto efficace.

Le azioni mirate a rubare dati invece?
Questo tipo di attacco è sicuramente più subdolo e pericoloso, in grado di arrecare danni potenzialmente molto consistenti. Sfrutta le vulnerabilità di tipo applicativo dei siti target per vari scopi: furto di dati, alterazione del sito, infezione dei pc che vi accedono, e così via. Le vulnerabilità sono in sostanza malfunzionamenti del software: purtroppo il software “perfetto” non esiste.

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Inchiesta Finmeccanica: spuntano gli appalti delle intercettazioni

maggio 9, 2011 Intercettazioni No Comments

Gli ultimi aggiornamenti riportano il nome della fondazione “Italiani Europei“, avente a capo Massimo D’Alema, nell’ambito dell’inchiesta su Finmeccanica che arriva ad intrecciarsi col fallimento della società Eutelia. I Pm Paolo Ielo e Giuseppe Cascini (noto ai più come Segretario della Associazione Nazionale Magistrati) ed il collega milanese Francesco Greco raccolgono le dichiarazioni di Pio Piccini, ex presidente del gruppo Omega, arrestato a seguito del crac delle società Agile-Omega. Piccini racconta che gli fu spiegato come percentuali sugli appalti in alcune regioni “rosse” dovevano andare al Partito Democratico. Il mediatore, secondo l’imprenditore, sarebbe stato un amico di D’Alema: Vincenzo Morichini.

In particolare l’appalto in oggetto è quello nazionale sulle intercettazioni, in cui Finmeccanica partecipava per un valore di circa 8/9 milioni di euro. Finmeccanica si sarebbe dovuta avvalere poi di diverse società per la parte operativa come già accade – si potrebbe supporre – nell’appalto per la informatizzazione di tutte le Procure ed i Tribunali d’Italia, branca del cosiddetto SPC (Sistema Pubblico di Connettività) assegnato dal 2008 ad un RTI formato da Telecom Italia, Elsag Datamat (Finmeccanica) ed Engineering.

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Telecamere nascoste nelle stanze delle studentesse!

Firenze, le due studentesse non sapevano di essere spiate

Erano nei condizionatori d’aria. Il proprietario di casa denunciato per «interferenza illecita nella vita privata»FIRENZE – Un Grande Fratello ad uso domestico. Con il solo scopo di spiare le due studentesse a cui aveva affittato le camere. E’ successo a Firenze dove un trentenne aveva nascoste delle telecamere nei condizionatori d’aria per guardare le due ragazze a cui aveva subaffittato due camere del suo appartamento. Le due studentesse lo hanno scoperto per caso ed hanno subito chiamato i carabinieri.

Il padrone di casa è un agente immobiliare fiorentino, 30 anni,  che è stato denunciato per interferenza illecita nella vita privata.  La scoperta delle telecamere nascoste è stata fatta dal fidanzato di una delle due ragazze, uno studente calabrese che, passando nel corridoio dell’ appartamento aveva intravisto in una stanza del padrone di casa – attraverso uno spiraglio della porta lasciata aperta – un televisore che trasmetteva le immagini dell’ amica della sua ragazza, che in quel momento era nella sua camera. A quel punto il giovane e le due ragazze hanno affrontato il padrone di casa che, vistosi scoperto, ha cercato di strappare i cavi del circuito televisivo. Una manovra che è stata però fotografata da una delle due ragazze, che hanno consegnato come prova le immagini ai carabinieri. Questi ultimi, dopo un sopralluogo nell’ appartamento, lo hanno denunciato per interferenza illecita nella vita privata delle due ragazze, un reato di recente istituzione, che comporta una pena fino a quattro anni di reclusione.

Telecamere nascoste

Fonte: www.corriere.it

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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