Multi-Catcher: un dispositivo universale per intercettare i cellulari

Tra tutti i sistemi IMSI catcher utilizzabili da forze dell’ordine o enti governativi per intercettare cellulari, smartphone o altri dispositivi mobili, il Multi-Catcher è forse il sistema che più si presta a un utilizzo dinamico su larga scala. Difatti, oltre al tracciamento simultaneo dei codici identificativi IMSI, IMEI e TMSI …

Rapporto Clusit 2018: pericolosa impennata di attacchi informatici in tutto il mondo

Dal Rapporto 2018 della Clusit, l’Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica, emerge tra gli altri un dato davvero preoccupante: nel periodo tra il 2011 e il 2017 si sono registrati a livello mondiale quasi 7.000 attacchi informatici gravi, di cui 1.100 solo nell’anno scorso. Non solo. Nel 2017 si è …

Quanto è utile un’app di criptaggio dati? Ce lo svela una ricerca americana

Per quanto la validità dei programmi di protezione per smartphone possa apparire scontata nonché largamente condivisa, c’è ancora chi si ostina a eludere la loro efficacia, soprattutto per quanto concerne le app di criptaggio messaggi. Sono in tanti, infatti, a disconoscere tuttora il contributo preventivo di questi validi strumenti di …

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi …

Articoli recenti

Intercettazioni: Berlusconi, approvare velocemente legge

maggio 8, 2011 Intercettazioni No Comments

(ASCA) – Milano, 7 mag – “Con la sinistra ci saranno intercettazioni a go go, ma uno Stato dove uno che parla al telefono può essere spiato, è uno Stato che non tutela quel diritto fondamentale che è la privacy e perciò non è uno stato democratico. Noi dobbiamo fare velocemente in Parlamento la legge sulla modifica delle intercettazioni”.

Lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo al Palasharp di Milano ad un comizio elettorale a sostegno della candidatura di Letizia Moratti a sindaco della citta’.

Fonte: ASCA

PlayStation Network, ancora un rinvio da parte di Sony

A quanto pare i tempi non sono ancora maturi per il ritorno in rete del PlayStation Network di Sony.

La piattaforma web del colosso nipponico, finita ko lo scorso 20 aprile per un attacco hacker, non tornerà online come annunciato ma sarà nuovamente rinviata. Oggi è arrivato l’ annuncio di un nuovo slittamento e quindi non può essere più rispettato il termine di una settimana, fissato domenica scorsa, per il rilancio in rete del network online e del servizio di streaming musicale Qriocity.

Il nuovo comunicato Sony riferische che la compagnia sta prendendo ancora tempo per poter rafforzare la protezione dei dati e per maggiori funzioni di sicurezza. Il servizio tornerà in rete con tempi diversi nelle varie aeree solo quando sarà al 100% la sicurezza dei dati.

Il colosso nipponico, intanto, ha offerto agli utenti danneggiati 12 mesi di accesso gratuito alla PlayStation Network e anche un’ assicurazione fino ad un milione di dollari per il furto di identità.

Fonte: Game Parade

La rivincita della Cia tra tecnologia e 007

maggio 8, 2011 Spionaggio No Comments

Per mesi il terrorista è stato spiato da una casa accanto al covo

I vicini di casa di Osama bin Laden in Pakistan da giorni sono assediati dai giornalisti, a caccia di aneddoti sulla vita segreta del capo di Al Qaeda ad Abbottabad. A due passi dal fortino blindato dove è stato ucciso Osama c’è però una casa dove è inutile andare a bussare: da giorni gli inquilini sono svaniti nel nulla, senza lasciare traccia dei mesi trascorsi là dentro in compagnia dei più sofisticati strumenti di spionaggio tecnologico esistenti al mondo. Le stanze vuote sono ciò che resta di una «safe house» della Cia, la base che le spie americane avevano messo in piedi a due passi dal loro nemico numero uno. Sono state le informazioni raccolte con pazienza da qui, per mesi, ad aver permesso il raid a colpo sicuro dei Navy Seals sfociato nell’uccisione di Osama.

L’aspetto militare del raid ha attratto in questi giorni le maggiori attenzioni. Ma ora che a Washington filtrano le prime indiscrezioni sull’attività d’intelligence che lo ha permesso, emerge in tutta la sua portata quella che appare come una vera e propria «rivincita» della Cia. Dopo anni di passi falsi, segnati dal fallimento nella caccia alle presunte armi di distruzione di massa di Saddam Hussein e da scandali come il Cia-Gate – che vide l’agenzia di Langley in guerra contro la Casa Bianca di George W.Bush – i retroscena di Abbottabad raccontano la storia di un ritorno in scena in grande stile dello spionaggio americano.

La Cia ha creato la casa sicura poco dopo aver individuato, l’estate scorsa, la traccia di bin Laden che conduceva in Pakistan. La città scelta da Osama come rifugio ha offerto un insperato vantaggio agli agenti segreti. In luoghi con una forte impronta islamica come Peshawar, Karachi o Quetta, per gli infiltrati americani sarebbe stato difficilissimo non farsi notare. Ma Abbottabad è abbastanza secolare da accogliere non solo pachistani in vacanza, ma anche militari statunitensi che partecipano alle attività della locale Accademia delle forze armate. La Cia peraltro dispone da tempo di agenti capaci di mimetizzarsi facilmente in Pakistan: per anni, dopo l’11 settembre, l’agenzia ha reclutato nei campus americani studenti di origine pachistana, per utilizzarli nella caccia ai terroristi.

Una volta individuato il possibile rifugio di Osama, è stata scelta una casa nelle immediate vicinanze nella quale per mesi si sono alternati vari agenti. Un’operazione gestita con una duplice preoccupazione: non farsi scoprire dagli uomini di Al Qaeda e non insospettire polizia e servizi segreti pachistani, di cui l’America non si fida più.

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Ania, dal pacco-dono per Silvio a Karima

maggio 7, 2011 Intercettazioni No Comments

Il fidanzato: “Non fatevi strane idee”

Nessuna donna-pacco, nessun giro sospetto. Così Paolo Enrico Beretta, nipote di Silvio Berlusconi, descrive Ania Goledzinowska, sua fidanzata coinvolta involontariamente nel caso Ruby. La Goledzinowska, 28enne modella polacca, il cui nome è stato pubblicato insieme alle intercettazioni su Karima el Mahroug, era già finita sotto i riflettori nel 2008 quando, a Roma, saltò fuori da un pacco gigante per cantare “Happy birthday” al presidente del Consiglio in persona, Silvio Berlusconi. Tutti particolari riferiti nell’ultimo numero del settimanale Novella 2000. Parole che non sono passate inosservate e che hanno provocato la replica di Beretta.

SOLO UNA PERFORMANCE ARTISTICA – “In merito a recenti prese di posizione su periodici di stampa nelle quali si insinua che Ania Goledzinowska è stata regalata per compleanno in un pacco – scrive Beretta in una nota -, volevo precisare una cosa. Io non frequento un certo tipo di persone e quindi se avesse fatto qualcosa di male non avrei frequentato nemmeno lei. E’ stata solamente una performance artistica dove lei cantò “tanti auguri”. Cena normalissima di compleanno e nessuno era a conoscenza della sorpresa. Ricordo che per Pasqua il partito Pdl aveva regalato un uovo sorpresa a mio zio con la violinista dentro, quindi niente di scandaloso! Se non fossero state pubblicate le sue illegali intercettazioni su Repubblica e Corriere della Sera in cui Ania vuole mettere in guardia una ragazza (Ruby), non avrebbe neanche rilasciato intervista per Novella 2000 perché non voleva assolutamente cercarsi questo tipo di pubblicità ma alla fine si è dovuta tutelare. Ania è una persona a me molto vicina, lo è stata anche nei momenti più delicati della mia vita. Lei è una brava ragazza con un passato tormentato da cui ha fatto mea culpa avendo avuto persino il coraggio di raccontarsi nel suo libro autobiografico a cui ha dedicato tutto il suo tempo e i suoi sforzi degli ultimi anni. Ha sposato la causa contro la violenza sulle donne e sugli abusi minorili, quindi non posso accettare che venga immischiata in cose che non appartengono né alla sua persona né alla sua personalità. Abbiamo un rapporto speciale, fuori dagli schemi predisposti di grande affetto e di stima che per ora si limita a questo poichè lei ha scelto di seguire un percorso religioso che io rispetto. Non si sa cosa ci riserverà il futuro ma so che le starò sempre vicino”.

Fonte: Libero News

Le vite degli altri a Pechino

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine

Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, Zhou Yongkang, membro del Politburo del partito comunista cinese, che propone un database nazionale che assembli tutte le informazioni di ogni individuo, per meglio «amministrare la società». Di questi tempi, in Cina, proibizioni e controlli sembrano andare particolarmente di moda.

Per quanto riguarda Internet, l’annuncio dato mercoledì non è dei più chiari: viene notificato che è stato affidato ad una nuova agenzia centralizzata il compito di regolare in tutta la sua interezza quanto avviene sul Web nel Paese, ma non specifica se questa nuova agenzia, che si chiamerà Ufficio statale per le informazioni su Internet, sostituirà i vasti apparati di controllo della Rete già esistenti. E’ stato però specificato, in un comunicato, che il nuovo Ufficio «dirigerà lo sviluppo delle industrie online di videogiochi, pubblicazione e video», e si occuperà anche della diffusione della propaganda governativa su Internet — nonché avere il compito di «investigare e punire i siti Web che violano le leggi e i regolamenti». Inoltre, sarà incaricato di supervisionare gli Internet provider per «migliorare l’amministrazione della registrazione dei nomi di dominio, la distribuzione di indirizzi IP, la registrazione di siti Web e dell’accesso a Internet». Insomma, controllerà tutto.

Appena tre giorni prima la rivista teorica del Partito comunista cinese, «Qiushi», o «Ricerca della verità», ha pubblicato un articolo scritto da Zhou Yongkang, l’ex-ministro della Pubblica Sicurezza ed attuale membro del Politburo, dove viene avanzata la proposta di costruire una database dove ognuno dei 1,34 miliardi di cinesi siano schedati in modo completo, creando una sorta di supercarta d’identità in cui sarebbero anche registrati i dati riguardanti il livello di istruzione, il curriculum lavorativo e quello fiscale. A queste informazioni andrebbe aggiunto anche il luogo di residenza delle persone, gli eventuali immobili e autoveicoli posseduti, e la storia medica di ognuno. Questo, scrive Zhou, aiuterebbe i comitati di quartiere a imporre la «stabilità sociale», e sarebbe dunque un fattore supplementare alla ricerca di quella che è oggi chiamata «l’amministrazione della società» (per utilizzare il termine favorito dalle autorità, che non amano parlare esplicitamente di «controllo»).

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Software spia: Apple ripara con iOs 4.3.3

L’aggiornamento è già disponibile su iTunes: i dati sulla posizione geografica dell’utente non verranno più conservati per un anno, ma si cancelleranno dopo una settimana. E l’opzione Location Services si può disabilitare
Apple risponde alle polemiche sul suo software spia-dati pubblicando tempestivamente l’aggiornamento al suo sistema operativo iOS 4.3.3, che contiene le modifiche da tempo promesse alla cache del database che raccoglie i dati sulla posizione geografica.

IOS 4.3.3 – disponibile su iTunes e compatibile con gli iPhone 3GS e iPhone 4, la terza e quarta generazione di iPod touch, iPad e iPad 2 – riduce le dimensioni della memoria del location database da un anno a circa una settimana, blocca il backup di memoria verso iTunes e cancella la cache completamente quando l’utente disattiva la funzione Location Services del device.

In pratica l’aggiornamento iOS 4.3.3 corregge quel software bug lamentato da Apple come causa della creazione del file di memoria che conservava “a tempo indeterminato” (fino a un anno, in realtà) i dati sulla posizione geografica dell’utente.

Ma IOS 4.3.3 non è solo una replica al fuoco delle polemiche dei giorni scorsi: Apple cerca di giocare d’anticipo rispetto all’udienza cui deve partecipare, insieme alla rivale Google, il 10 maggio presso il sottocomitato alla Privacy del Senate Judiciary Committee americano, che ha invitato le due aziende a illustrare il proprio punto di vista nel dibatito sulla mobile privacy e la raccolta dei dati personali.

Fonte: Corriere Comunicazioni

Intercettazioni: Palamara, stralciare elementi non rilevanti

maggio 6, 2011 Intercettazioni No Comments

“Occorre trovare un momento nella fase preliminare dell’indagine dove un giudice individua gli elementi rilevanti o meno delle intercettazioni stralciando quelli che non interessano all’inchiesta”. E’ la proposta avanzata questa mattina dal presidente dell’associazione nazionale dei magistrati, Luca Palamara, parlando agli studenti della Luiss nel corso di un workshop sulla legalita’ dal titolo “Un’offerta che non si puo’ rifiutare”.
Il presidente dell’Anm ha ribadito la sua contrarieta’ ad una riforma sulle intercettazioni che “sono un mezzo di ricerca della prova fondamentale nella individuazione del colpevole del reato”.
“Occorre evitare – ha detto ancora Luca Palamara – la pubblicazione degli atti e del contenuto delle intercettazioni che riguardano fatti personali della vita privata delle persone cosi’ come episodi di persone estranee al procedimento. Ma altro e’ mettere in discussione lo strumento delle intercettazioni grazie al quale la polizia giudiziaria e gli inquirenti in questo paese hanno potuto acquisire elementi non solo in relazione a fatti di criminalita’ organizzata, ma anche per fatti di criminalita’ comune grazie ai quali e’ stato poi possibile sgominare le grandi organizzazioni criminali”.

Fonte: Prima Online

PlayStation Network, la Sony accusa Anonymous

L’azienda ha lasciato passare oltre sei giorni, prima di rendere pubblico l’attacco. E ora è finita sotto accusa per lo scarso livello della sicurezza, e per la mancata trasparenza. Intanto i tecnici della Sony attribuiscono l’attacco hacker al gruppo Anonymous.

La Sony, nei sei giorni, ha contattato vari esperti legali e tecnici, per comprendere il livello di penetrazione degli hacker. E soprattutto per valutare le conseguenze legali per l’azienda, a cui erano stati ceduti i dati personali, comprese le carte di credito, di quasi 100 milioni di persone. Dati che ora sono in mano a pirati informatici, che pare abbiano messo tutto il bottino in vendita sul mercato nero.

Quando scopre l’attacco hacker, la Sony chiude il network, scatenando l’ira di milioni di utenti. Per alcuni giorni dall’azienda non è arrivata alcuna notizia sul motivo del blocco. Poi la comunicazione del furto dei dati. Solo il 25 aprile arriva agli utenti una mail di scusa dalla Sony, dove li si invita anche a controllare il traffico sui conti bancari, visto che anche i dati delle carte risultano rubati.

Pare che i tecnici Sony non abbiano ancora individuato i colpevoli. Anche se dall’azienda fanno sapere che sono stati rilevati alcuni file chiaramente riconducibili al gruppo di hacker “democratici” di Anonymous. Il file è titolato “We are legion”. Ma Anonymous ci ha abituato a azioni decise democraticamente dalla comunità di pirati informatici, che poi provvedono ad annunciarli e a rivendicarli pubblicamente.

Fonte: Corriere Web

iPhone spia-dati?: “Agli utenti non interessa”

Secondo un’indagine della società di analisi Coleago, chi usa lo smartphone di Apple è disposto a condividere le proprie informazioni personali in cambio dei servizi location-based. “Si sta facendo tanto rumore per nulla”
Tanto rumore per nulla: così la società di analisi Coleago Consulting smorza i toni delle accese polemiche sollevate dalla tecnologia di location-tracking che seguirebbe gli spostamenti di chi usa l’Apple iPhone. I consulenti di Coleago sostengono che la maggioranza dei consumatori è ben felice di condividere i propri dati personali al fine di accedere a servizi basati sulla loro posizione geografica.

La scorsa settimana i media hanno rivelato che i modelli di iPhone e iPad con la versione aggiornata del sistema operativo iOs 4 contengono un file che conserva le informazioni sulla location dell’utente. Apple ha replicato negando di controllare gli spostamenti dei suoi utenti e ha spiegato invece di usare le informazioni sulla collocazione geografica per alimentare un database di hotspot wifi e stazioni base che la aiuta a fornire informazioni localizzate per servizi location-based. La casa di Cupertino ha tuttavia ammesso che alcuni bug nel software hanno fatto sì che i dati sulla posizione geografica siano rimasti conservati a tempo indeterminato, anche dopo che i servizi di location erano stati disattivati dall’utente.

“Si fa un gran rumore per nulla”, sostiene oggi Robert Filkins di Coleago sul sito Total Telecom. Filkins crede nella sincerità di Apple quando afferma che ci sia un baco nel software, perché conservare a tempo indeterminato i dati della location non serve a molto: questi dati sono utili se otteuti in tempo reale, ma se vecchi risultano di scarsa utilità per i servizi location-based, spiega il consulente.

Qualunque sia la portata della vicenda Apple, resta la necessità di approfondire la discussione su come le aziende tecnologiche usano le informazioni personali degli utenti. “Gli smartphone sono device relativamente nuovi”, continua Filkins. “I servizi basati sulla posizione geografica sono altrettanto nuovi. Non c’è ancora chiarezza su come usare le informazioni sensitibili, per che cosa usarle, che cosa conservare e che cosa cancellare”.

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Cellulari non intercettabili

Acquistano un pc, ma sono spiati dalla webcam

Una coppia del Wyoming, negli Stati Uniti, ha denunciato una catena specializzata nell’affitto di personal computer per violazione della privacy dopo aver scoperto che le webcam installate nei sistemi venivano utilizzate per spiare i clienti in possesso dei dispositivi.

La causa, depositata presso la Corte del Distretto di Erie, in Pennsylvania, accusa l’azienda Aaron di aver installato nei PC a noleggio un software chiamato PC Rental Agent che le permettesse di controllare quanto fatto dai clienti con i sistemi in affitto. I due coniugi hanno affermato alla stampa locale di aver scoperto il fatto quando uno dei manager della compagnia ha tentato di riavere indietro il PC dopo che la coppia aveva accumulato, secondo l’azienda, diversi ritardi nei pagamenti delle tariffe.

Brian e Crystal Byrd hanno comprato il PC nel mese di agosto al prezzo di 156 dollari mensili a testa, ed hanno poi optato per una soluzione unica di 900 dollari nel mese di ottobre. Credendo che i due non avessero effettuato il pagamento finale, il responsabile dello store Casper si è presentato presso il domicilio il 22 dicembre mostrando una fotografia di Brian mentre utilizzava il computer, immagine scattata a distanza attraverso la webcam installata nel computer.

«Ho avuto una sensazione di invadenza strana», ha dichiarato l’uomo alla stampa. «Dovetti sedermi un minuto dopo che mi venne mostrata la fotografia».

Nel dettaglio, PC Rental Agent è un agente di controllo remoto che permette alle società di noleggio di PC di tenere d’occhio i propri utenti, compresa evidentemente la possibilità di poter scattare fotografie attraverso la webcam. Le aziende possono bloccarne l’utilizzo nel caso si sfori oltre i tempi previsti, costringendo i consumatori a dover chiamare il centro di assistenza per capire come superare il blocco.

L’avvocato della coppia ha affermato che Aaron ha ammesso di aver installato il software, e si troverà adesso costretta a risarcire la coppia con una somma di 10,000 dollari più 100 per ogni giorno di violazione della privacy.

Fonte: Webnews

Troppe le fughe, non le intercettazioni

maggio 5, 2011 Intercettazioni No Comments

Bloccare l’ingerenza dei media piuttosto che lo strumento d’indagine in sé

Tema “caldo”, quello delle intercettazioni, e negli ultimi anni molto dibattuto per varie ragioni. Un argomento controverso, rigidamente ingabbiato tra esigenze di tutela della privacy di tutti i cittadini e necessità di violazioni della riservatezza – da parte degli organi inquirenti – dovute alla scoperta di comportamenti illeciti finalizzati alla commissione di reati. Ecco perché l’Associazione dei giovani avvocati ha indetto il seminario: “Intercettazioni: tecniche e inutilizzabilità. Orientamenti giurisprudenziali”. Una discussione a cui hanno preso parte il presidente dell’Aiga del capoluogo Antonello Talerico nelle vesti di moderatore, nonché, in qualità di relatori, l’associato di Fonetica e Fonologia dell’Unical Luciano Romito, l’insigne penalista Salvatore Staiano, il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, e i giudici del Tribunale del Riesame Giuseppe Perri e Pietro Scuteri.
Ad aprire il giro degli interventi il prof. Romito: «Il passaggio dall’orale allo scritto è per chiunque di noi una pratica antica. Voglio spiegare i rapporti tra gli idiomi: la differenza sta nelle strutture, cambia soltanto l’applicazione di determinate regole. Quando si intercetta bisogna conoscere i codici di partenza e di arrivo. La prassi prevede il conferimento di incarichi di tipo collegiale per l’audizione di conversazioni molto complesse. Vi sono diversi modi per stimare e poi trascrivere quanto si ascolta. L’alfabeto Morse, ad esempio, ha un’arbitrarietà pari a zero. Ma spesso si è costretti a interpretare e lo si fa correttamente solo se si ha la giusta chiave di lettura. È l’esperto che deve trascrivere».
A seguire il dott. Scuteri: «La Consulta nel 2008 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 268 del codice di procedura penale in virtù di un’eccezione sollevata dall’avv. Staiano, riconoscendo alla difesa di poter estrarre copia del brogliaccio intercettivo e anche che leggere una traccia audio non può surrogare l’ascolto diretto». Altrimenti verrebbe leso «il diritto di difesa e il principio di parità fra le parti processuali».

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Difesa da intercettazioni telefoniche

PlayStation Network, Sony recluta investigatori privati

Sony ha reclutato degli specialisti per rintracciare gli hacker che hanno rubato i dati personali di oltre 100 milioni di utenti sui server di PlayStation Network e Sony Online Entertainment

Gli attacchi condotti contro i server dedicati da Sony al gioco online, PlayStation Network e Sony Online Entertainment, hanno colpito più di 100 milioni di utenti.
Secondo le ultime notizie sembra che il colosso giapponese abbia ingaggiato alcuni investigatori privati per rintracciare l’hacker che ha messo a segno la sortita non autorizzata nei server.
Sony avrebbe reclutato un ex agente speciale della US Naval Investigative Service per lavorare a fianco degli esperti di sicurezza di Guidance Software. L’FBI, inoltre, ha avviato una indagine separata.
Al momento pare però che gli investigatori non siano per niente vicini ad identificare i colpevoli dell’attacco. Secondo però quanto riferisce il Wall Street Journal sembrerebbe che il server da dove sono partiti gli attacchi sia posizionato in Malesia. Non c’è ancora chiarezza se le incursioni siano effettivamente partite dal paese asiatico, oppure se questo server sia stato utilizzato solo come “tramite”.
La crisi di Sony è sprofondata martedì dopo che la società ha ammesso che nomi, indirizzi email, numeri di telefono di 25 milioni di utenti di Sony Online Entertainment (SOE) sono stati rubati durante un altro attacco.
Sony è chiamata a placare i crescenti timori per la sicurezza dei suoi utenti dopo aver declinato anche la possibilità di chiarimento al Congresso degli Stati Uniti. Una portavoce della società ha ammesso che un “database obsoleto” del 2007, con dettagli personali di 23.400 persone al di fuori degli Stati Uniti, è stato violato il 16 e 17 aprile, due giorni prima dunque dell’attacco a PlayStation Network. Uno studio legale canadese ha inoltre lanciato una class action da 1 miliardo di dollari contro Sony per violazione della privacy.
La società ha ammesso di non aver mai saputo quando né da dove sarebbe arrivato il prossimo attacco. “Loro sono hacker. Non sappiamo dove porteranno il prossimo attacco”, ha detto una portavoce di Sony. Un altro portavoce di Sony ha detto che non ci sono prove che i dati personali rubati siano stati già utilizzati a scopo di lucro. Tuttavia, alcune persone hanno contattato alcuni giornali inglesi affermando di aver visto attività insolite sul loro conto.
Il senatore del Connecticut Richard Blumenthal ha scritto a Sony, chiedendo quanti conti di carte di credito sono stati compromessi durante l’attacco. Blumenthal ha detto che porterà avanti un’indagine per chiarire se esistano gli estremi per cause civili o penali.

Fonte: Bit City

Intercettazioni, Pd presenta pdl per regolare diffusione su media

maggio 4, 2011 Intercettazioni No Comments

Impulso ad Ordine giornalisti per aggiornare autoregolamentazione

Il Pd ha presentato una proposta di legge per regolare la diffusione del contenuto delle intercettazioni quando riguardi persone non indagate per reati penali, con l’obiettivo di coniugare il diritto all’informazione con il diritto alla tutela della privacy. L’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa a Montecitorio da Antonello Soro, Gianclaudio Bressa, Donatella Ferranti e Roberto Zaccaria. “La nostra è una proposta dal versante del cittadino – ha spiegato Soro – sappiamo che il tema delle intercettazioni è terreno di grande contrasto ma abbiamo voluto cogliere un aspetto del problema nella convinzione che si possa aprire un confronto con tutte le forze politiche evitando l’aspetto punitivo”. La proposta di legge interviene quindi sul codice deontologico dei giornalisti chiedendone una modifica a tutela dei cittadini terzi che vedono pubblicati i contenuti delle loro conversazioni e attribuendo al Garante per la privacy una funzione vicaria in caso di inadempienza da parte dell’Ordine dei giornalisti a cui spetta l’aggiornamento del Codice. Soro ha inoltre spiegato che “questa proposta è alternativa a quella del governo” in quanto, ha aggiunto Ferranti “il premier mira a ridurre l’uso del mezzo investigativo e strumentalizza il tema della riservatezza per raggiungere un altro obiettivo”. Sulla proposta si è già espresso favorevolmente l’Ordine dei giornalisti, fanno sapere gli esponenti del Pd che non escludono un confronto con le parti in sede di lavori della commissione parlamentare. Il testo fa riferimento anche alle sanzioni pecuniarie. “Anche su questo aspetto c’è il tentativo di sollecitare l’autodisciplina della categoria – ha detto Soro -perchè è interesse della buona informazione dotarsi di regole serie e non di farsele imporre da una maggioranza parlamentare”.

Fonte: La Politica Italiana

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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