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Quattro arresti per spionaggio industriale, Apple tra le vittime

Sono stati arrestati, dalla Securities Exchange Commission e altre agenzie del governo Americano, quattro personaggi di alto livello. L’accusa è quella di spionaggio industriale ed Apple sembra essere una delle vittime dello spionaggio.

Gli imputati sono Walter Shimoon (Vice Presidente dello sviluppo del Business alla Flextronics), Mark Longoria (manager della produzione ad AMD), Manosha Karunatilaka (della Taiwan Semiconductor Manufacturing Co Ltd) e James Fleishman (responsabile delle vendite in una società di networking): sono tutti stati indagati ed accusati di spionaggio industriale.

Shimoon, Longoria e Karunatilaka erano stati assunti come consulenti nell’azienda di Fleishman. Gli imputati avrebbero compratori ancora sconosciuti dei segreti su Apple, AMD ed altre compagnie e Shimoon aveva inoltre precedentemente divulgato alcune informazioni private su iPhone 4, iPad e altri prodotti Apple.

Fonte: Apple Ipad Italia

USA, il Big Brother del governo spia sempre più cittadini

dicembre 21, 2010 Spionaggio No Comments

New York, 20 dic. (Apcom) – Nove anni dopo gli attacchi terroristici del 2001, gli Stati Uniti stanno mettendo insieme un vasto apparato di intelligence interna per raccogliere informazioni sui cittadini americani. Lo scrive oggi il Washington Post, secondo cui il sistema, il più grande e tecnologicamente sofisticato nella storia della nazione, raccoglie, memorizza e analizza informazioni su migliaia di cittadini statunitensi e dei residenti stranieri, molti dei quali non hanno mai avuto nessun problema con la legge.

L’obiettivo del governo è raccogliere il maggior numero di informazioni da ogni stato e dalle agenzia locali delle forze dell’ordine e convogliarli a Washington, dove l’Fbi, la polizia, gli uffici di sicurezza nazionale e gli investigatori si occuperanno di rafforzare le indagini sul terrorismo negli Stati Uniti. Secondo il post esistono ormai più di 4000 organizzazioni ai vari livelli di articolazione dello stato volte proprio a spiare l’attività dei cittadini con finalità antiterroristiche.

Altre democrazie – come la Gran Bretagna e Israele – hanno già una buona familiarità con questo tipo di misure di sicurezza interna. Ma per gli Stati Uniti, questa attività rappresenta un nuovo livello di controllo governativo. Questo apparato di intelligence è parte di un più ampio programma del governo chiamato, Top Secret America creato dopo gli attentati del 2001.

Fonte: Virgilio Notizie

Il caso Wikileaks rischia di scatenare una rivolta informatica

dicembre 8, 2010 Spionaggio No Comments

Ho saputo stanotte che il sito dell’Interpol è stato bucato dagli hacker. Ho gli screenshot della home page bucata, che non pubblico qui ora perchè non è questo il punto. Ma la mia fonte è bene informata: mi ha spiegato che “la vulnerabilita’ e’ un XSS (Cross Site Scripting, errore molto banale da parte di Interpol…) sommato al reverse engineering dell’algoritmo che gestisce l’aggancio a fotografie dall’esterno”. Un linguaggio tecnico complicato per i non addetti ai lavori, ma è chiara una cosa: persino l’Interpol – che sicuramente custodisce nelle sue banche dati informazioni top secret – non è capace di garantirsi un sito a prova di hacker.

Questo rende bene l’idea di quanto siano esposti i segreti nell’era digitale, di quanto sia difficile tenerli tali. E stiamo scoprendo che il pubblico può usare Internet e trasformare la Rete in uno strumento potente per ribellarsi ai propri governi, che sono in balìa dei sistemi informatici per tutta la loro rete di informazioni, più o meno sensibili. L’unica è che chi detiene il potere mantenga una posizione equilibrata e democratica, senza violare diritti fondamentali come la libertà di espressione. “Western Democracies must live with leaks” (le demcrazie occidentali devono saper convivere con le fughe di notizie) scriveva l’altro ieri il Guardian. Ordinare l’abbattimento di Wikileaks e ancora peggio del suo fondatore non è un atteggiamento democratico e men che meno equilibrato. Ovvio che, nell’era di Internet, questo non venga accettato e il popolo della Rete si inalberi.

Gli hacker sono per lo più normali cittadini esperti informatici con un’etica ben dichiarata: si battono per cause come quella di Wikileaks (e se qualcuno non conoscesse la causa di Wikileaks, consiglio la lettura della sua sezione ” About”, riportata anche nei vari siti mirror). Ma possono rapidamente passare dalla parte del torto e tra di loro molti diventare “cattivi”, se si instaura un clima di guerriglia informatica.

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Lo squalo assassino è una spia del Mossad?

dicembre 8, 2010 Spionaggio No Comments

Il Mossad ha una nuova unità formata dagli squali? Non tutti credono che questa sia una domanda surreale, che i paesi arabi vedano agenti del Mossad in ogni angolo è un fatto noto. Che odino e temino con pari intensità il servizio segreto israeliano, anche. I motivi, non 1291735210 0 Lo squalo assassino è una spia del Mossad?mancano. Ma accusare il Mossad di aver inviato uno squalo al largo delle coste dell’ Egitto, raggiunge le vette delle teorie della cospirazione, pure così comuni al Cairo e in altre capitali arabe.

IL NUOVO AGENTE SIONISTA – La morte recente di una turista tedesca di 70 anni, vittima della furia di uno squalo al largo della costa del Sinai, avrebbe la sua origine in un complotto machiavellico covato nel seminterrato del Glilot, l’enigmatico quartier generale del Mossad a nord di Tel Aviv. Così avrebbero insinuato alcuni funzionari della regione del Sinai. Esperti di intelligence e diplomatici israeliani si sono svegliati stamattina tra la meraviglia e l’ilarità, dopo aver sentito che il governatore del Sud Sinai, Mohamed Abdel Fadil Shousha, non ha escluso che lo squalo possa essere un nuovo agente sionista. “Dicono che il Mossad ha lanciato uno squalo assassino nel Mar Rosso per colpire il turismo in Egitto. Non la scartiamo come ipotesi anche se abbiamo bisogno di tempo per confermare tali affermazioni“, ha detto Abdel Fadil Shousha.

VOCI DI CORRIDOIO – Parlando alla Reuters, Ahmed el Edkawi, assistente segretario della regione del Sinai del Sud, ha aggiunto: “Non c’è solo una ragione, tutto sarà preso in considerazione. Siamo alla ricerca di qualsiasi motivo che possa aver causato un cambiamento nel comportamento degli squali“. Gasser Mohamed, istruttore sub nel Sinai, ha negato questa possibilità, ma riconosce che “l’Egitto è pieno di voci e non si sa a cosa credere“. Nelle dichiarazioni alla Reuters, gli esperti egiziani hanno argomenti senza dubbio più razionali per l’arrivo dello squalo che ha causato il panico nei giorni scorsi e la fuga dei turisti.

IL RECLUTAMENTO DEGLI SQUALI – “Noi piangiamo la morte della turista tedesca e i feriti nel Sinai, ma penso che i funzionari egiziani hanno visto troppo spesso il film ‘Lo squalo’. Il Mossad ha molte cose più importanti da fare che inviare gli squali ai vicini di casa“, ha detto un portavoce israeliano degli Esteri a El Mundo. “Lo squalo del Sinai è, senza dubbio, l’arma segreta ereditata dal nuovo capo del Mossad, Tamir Pardo“, scherza un esperto di intelligence. Il neo nominato capo dei servizi segreti, che andrà a sostituire tra poche settimane Meir Dagan, ha a che fare con una agenda molto completa:dovrà abortire con ogni metodo possibile il progetto nucleare iraniano, spezzare l’intreccio tra Teheran e Damasco con Hamas e i gruppi di Hezbollah, combattere la minaccia di Al Qaeda e, per dessert, reclutare nuovi squali. Senza dubbio gli agenti più assassini, ma meno inosservati del mondo dello spionaggio.

Fonte: Giornalettismo

Wikileaks/Daily Mail: Le notti di fuoco che incastrano Assange

Mail: è uomo dai forti appetiti sessuali

Roma, 7 dic. (Apcom) – Una accesa femminista trentenne e una impiegata ventenne sono le due donne all’origine della denuncia per “molestie sessuali, stupro e coercizione” che oggi ha aperto le porte del carcere al fondatore di Wikileaks, il 39enne australiano Julian Assange, al centro di uno scandalo che ha fatto tremare le cancellerie di mezzo mondo dopo la pubblicazione di migliaia di dispacci diplomatici riservati americani. Lo scrive il Daily Mail in un articolo in cui ricostruisce l’intricata vicenda con dovizia di particolari sulla base di una serie di fonti, non meglio identificate, fra cui delle fughe di notizie degli interrogatori della polizia svedese.

La storia comincia l’11 agosto di quest’anno quando Assange sbarca a Stoccolma per intervenire ad un seminario sulla “guerra e il ruolo dei media” organizzato da un’associazione di centro-sinistra, Movement Brotherhood. Il giornalista è ospite nella casa della donna – il Mail la chiama Sarah, nome fittizio per proteggerne l’identità durante la inchiesta – che lo ha invitato al seminario, una bionda sui 30 anni, membro dell’organizzazione e famosa per essere una irriducibile femminista che ha dichiarato guerra aperta ad ogni forma di discriminazione maschile, le molestie sessuali in testa. I due finiscono a letto insieme.

Fonte: Virgilio Notizie

Difesa da molestie sessuali: Micro video registratori

Il numero uno del controspionaggio americano

dicembre 7, 2010 Spionaggio No Comments

James Jesus Angleton inizia la carriera nel mondo dello spionaggio in seno all’OSS (Office of Strategic Services), la sezione informazioni militari americana comandata dal generale William Donovan durante la seconda guerra mondiale. Lavora a fianco del padre in Italia fino alla fine del conflitto e, quando il presidente Harry Truman decide di mettere fine all’OSS per trasformarlo nella odierna CIA (il cui primo direttore è il generale Walter Bedell Smith, stretto collaboratore di Eisenhower nel Comando Supremo Alleato in Europa) James Angleton rimane in Italia come agente segreto, per prevenire l’espansione comunista nel nostro paese. Durante gli anni di guerra aveva stretto relazioni con i gruppi politici della sinistra, in particolare con il leader dei comunisti italiani, Palmiro Togliatti e, nell’immediato dopoguerra, ha anche diversi rapporti con i capi di numerose comunità ebree, molti dei quali sarebbero diventati agenti di prima importanza del Mossad, il servizio segreto israeliano.

Grazie a tali rapporti, Angleton entra nella CIA come responsabile dell’Ufficio Israeliano, e il Mossad trova in lui un valido alleato nelle indagini per la ricerca di criminali di guerra. La sua principale attività, tuttavia, rimane il controspionaggio, anche quando viene richiamato alla centrale di Langley, in Virginia, per dedicarsi alla ricerca degli agenti stranieri infiltrati e dei traditori, con lo studio approfondito di ogni minimo dettaglio relativo a persone o agenti sospetti.

Sul fronte dello spionaggio internazionale, Angleton si assume il compito di contrastare con ogni mezzo possibile l’attività del KGB che, secondo lui, aveva pianificato una serie di operazioni per controllare il mondo. A tale scopo decide di indagare a proposito della spaccatura politica fra Stalin e Tito, credendo che si trattasse di una falsa crisi, così come quella fra Unione Sovietica e Cina. Per Angleton, queste erano null’altro che falsi complotti politici, progetti insidiosi per prendere alla sprovvista l’Occidente e fare in modo che abbassasse la guardia. Quello che convince Angleton sulla falsità di tali prove, e lo porta a pensare all’esistenza di un vero e proprio complotto con una o più talpe del KGB all’interno della CIA, è lo scandalo generato dalla defezione di un agente del servizio segreto sovietico, Anatoli Golytsin, il quale avrebbe confermato i sospetti di Angleton, cioè l’esistenza di un certo numero di infiltrati del KGB nel quartier generale della CIA, a Langley.

Angleton è l’unico a prendere sul serio le rivelazioni di Golytsin, e inizia un’indagine che sarebbe durata circa trent’anni, dal 1961 al 1974, inseguendo ostinatamente queste fantomatiche talpe in un vano e, in certe occasioni, paradossale sforzo. Angleton, infatti, mette sotto indagine chiunque sia anche solo minimamente sospettato, inoltre, ha diversi incontri con l’agente britannico Kim Philby durante le frequenti visite di questi a Washington, specialmente al celebre ristorante “Harvey’s”, dove passano molte ore a discutere. Il colonnello britannico Philby, però, era egli stesso un abilissimo agente sovietico, e ciò poteva essere o un innegabile errore di valutazione di Angleton, oppure una ben calcolata tattica per fare uscire allo scoperto il traditore. Pare comunque, che Angleton avesse avuto fondati sospetti su Kim Philby fin dai primi incontri e inoltra particolareggiati rapporti ai superiori con la descrizione della propria tesi. Come sappiamo, Angleton era considerato uno che vedeva spie sovietiche dietro ogni angolo, e solo quando scoppia lo scandalo della fuga di Philby dal servizio segreto britannico, i responsabili della CIA prendono sul serio tutti i numerosi rapporti inoltrati.

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L’infiltrato dell’FBI nella moschea di Irvine

dicembre 7, 2010 Spionaggio No Comments

Questa storia ha per protagonisti l’FBI, un ex falsario diventato spia — nome in codice “Oracolo” — e una moschea, e rischia di complicare ancora di più i già non semplici rapporti tra l’ente investigativo del dipartimento di stato degli Stati Uniti e la comunità musulmana americana.

In breve: dopo aver promesso fiducia e completa trasparenza agli imam della moschea di Irvine, in California, l’FBI ha piazzato nella stessa moschea una spia — dotata di microtelecamera nascosta in un bottone e microfono nelle chiavi — alla ricerca di potenziali terroristi tra i fedeli del luogo di preghiera. È finita che la spia ha accusato di attività terroristiche uno dei frequentatori, che poi è stato giudicato innocente. È che sempre la spia è stata accusata e denunciata a sua volta dai fedeli della moschea, per istigazione al terrorismo. In seguito alla denuncia l’FBI ha abbandonato l’uomo, che ora ha raccontato tutto in un’intervista al Washington Post. Ora la comunità musulmana si sente tradita e minaccia di interrompere le collaborazioni con l’FBI. La storia è interessante, dice molto delle operazioni segrete di antiterrorismo degli Stati Uniti, e vale la pena raccontarla meglio.

Tutto inizia nel 2003, quando Craig Monteilh, dopo aver scontato una condanna per falsificazione di banconote, diventa un informatore. Prima fa l’infiltrato nelle bande di narcotrafficanti per la polizia locale — «era molto emozionante, mi sentivo un camaleonte» — poi, tre anni dopo, viene arruolato dall’FBI, che lo avvicina in un caffè Starbucks e gli propone di lavorare come informatore sotto copertura nelle moschee. Da quel giorno diventa Farouk al-Aziz, un francosiriano alla ricerca delle sue radici islamiche. Nome in codice, “Oracolo”.

Viene mandato come infiltrato nella moschea di Irvine, nella California del sud, dove vivono circa mezzo milione di musulmani. Solo due mesi prima dell’arrivo di Monteilh, il direttore del dipartimento dell’FBI di Los Angeles J. Stephen Tidwell aveva parlato con i fedeli della mochea, rassicurandoli sulla loro collaborazione volta a combattere il terrorismo: «Se verremo ad assistere alle vostre funzioni, ve lo diremo. Ve lo diremo perché non vogliamo pensiate di essere sorvegliati. Verremmo solo per imparare». Il discorso viene ripreso in un video.

Monteilh presta giuramento di fede alla moschea e, secondo le testimonianze degli altri frequentatori, in dieci mesi diventa ossessionato dalla religione islamica. Abbandona i suoi vestiti occidentali per la kippar e i sandali, partecipa alle funzioni cinque volte al giorno e arriva ben prima dell’orario di apertura della moschea, le cinque di mattina. Come poi racconterà, appuntarsi chi apre la moschea ogni giorno è una delle istruzioni dell’FBI, insieme, tra gli altri, al consiglio di uscire con donne musulmane per ricavarne informazioni.

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Londra, spia russa nel parlamento

dicembre 7, 2010 Spionaggio No Comments

Una spia della Russia ‘infiltrata’ nella camera dei Comuni al Parlamento di Londra. È questo il sospetto nei confronti di Katia Zatuliveter, 25 anni, assistente del parlamentare liberaldemocratico Mike Hancock. La giovane donna, secondo i servizi interni, l’MI5, starebbe lavorando segretamente per la Russia, almeno così scrive il Sunday Times.

Zatuliveter aveva ottenuto il tesserino per i Comuni dopo aver passato un attento ‘screening’, ma, secondo gli 007 britannici, sarebbe stata infiltrata da Mosca come agente ‘in sonno’ dei servizi per l’estero Svr. Il suo obiettivo sarebbe proprio Hancock, 64 anni, che ha un particolare interesse per la Russia.

La scorsa settimana, riferisce il giornale, è stata arrestata dalla polizia di frontiera e sarebbe in attesa di essere espulsa e rispedita in Russia. Se tutto sarà confermato, sarebbe il primo caso di una spia russa scoperta nel Parlamento britannico dalla fine della Guerra Fredda.

Il giornale britannico riporta ancora che la donna, di ritorno in agosto da Mosca, era stata già fermata all’aeroporto londinese di Gatwick, per esser sottoposta a una serie di domande sul suo lavoro per Hancock prima di esser lasciata andare. La stessa Zatuliver ha ammesso di esser stata interrogata dall’MI5. La donna ha studiato per un master nel Regno Unito e ha lavorato per lo UK Defence Forum (un think tank specializzato sulla difesa), per il quale ha scritto un articolo in difesa dell’intervento russo in Georgia nell’estate del 2008.

Indignato per tutta questa vicenda lo stesso Hancock che prende le difese della sua assistente. “Nessuno mi ha fatto vedere della prove che mostrino la sua pericolosità per il Regno Unito, ha dichiarato il deputato Liberaldemocratico che è anche membro della commissione Difesa del Parlamento britannico.

“Le hanno chiesto di fare i bagagli – ha detto alla BBC Hancock – e tenersi pronta. Poi l’hanno trasferita in un centro di detenzione a Londra, dove sta mettendo insieme gli elementi per l’appello”. “Su che cosa avrebbe mai potuto spiare? – ha dichiarato poi Hancock – Non c’era niente di ‘sensibile’ nel lavoro che svolgeva per me”.

Il deputato libdem, però, ha riconosciuto di aver presentato più domande al Parlamento in materia di difesa di ogni altro membro e di aver richiesto la posizione dei sottomarini nucleari in pattugliamento costante intorno alle coste della Gran Bretagna. Niente di “top-secret” ha sottolineato Hancock.

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Greenpeace contro lo spionaggio industriale

dicembre 7, 2010 Spionaggio No Comments

Una causa federale presentata recentemente sostiene che Dow Chemical, Sasol Nord America ed i loro appaltatori abbiano intrapreso una campagna della durata di due anni di spionaggio industriale illegale nei confronti del gruppo ambientalista Greenpeace e dei i suoi alleati.

La causa, presentata da Greenpeace alla corte, afferma che l’azienda chimica Dezenhall e l’agenzia di Rp, Ketchum avessero assunto alcuni ex dirigenti di una società di sicurezza privata per spiare Greenpeace dal 1998 al 2000 e di realizzare una serie di azioni “clandestine e illegali” per minare gli sforzi anti-inquinamento contro le industrie chimiche.

Greenpeace sostiene che gli agenti, tra cui agenti di polizia fuori servizio ed esperti di sicurezza informatica della National Security Agency, abbiano sottratto migliaia di documenti riservati, compresi i piani di comunicazione, file relativi ai dipendenti, ai donatori e media list.

La causa asserisce inoltre che gli agenti abbiano fatto irruzione illegalmente negli uffici di Greenpeace, abbiano ottenuto registrazioni telefoniche riservate, si siano infiltrati in un gruppo della comunità della Louisiana e abbiano condotto altre azioni “di sorveglianza e di intrusione” nei confronti dei dipendenti e dei sostenitori.

In un comunicato, Greenpeace ha detto che “il suo obiettivo primario nel depositare questa causa è quello di rendere note le attività illegali di queste organizzazioni per impedire che fatti simili si ripetano in futuro”.

La causa cita la Beckett Brown International come la società incaricata della sicurezza.

I portavoce di Dow, Sasol e Ketchum, una parte del gruppo Omnicom, e Eric Dezenhall, amministratore delegato della propria società, hanno rifiutato di commentare le specifiche della denuncia.

“Come azienda che vede come l’integrità come un aspetto fondamentale dei nostri valori, prendiamo la questione molto seriamente”, ha detto la portavoce di Ketchum, Robyn Massey.

“Non abbiamo ottenuto vantaggi da questa denuncia e, pertanto, non siamo in grado di commentare immediatamente su presunte attività di oltre un decennio fa,” ha dichiarato il portavoce di Dow, Bob Plishka. “Dopo che la causa sarà stata discussa, forniremo risposte adeguate”.

L’imputato Timothy Ward, ex presidente BBI e direttore delle indagini che ora lavora al Chesapeake Strategies Group ad Annapolis, ha rifiutato di commentare.

La denuncia si propone di spalancare una finestra su un mondo oscuro e spesso disdicevole di spionaggio aziendale e trucchi sporchi. Greenpeace ha dichiarato che la denuncia ha avuto origine da un articolo di James Ridgeway pubblicato nell’aprile 2008 sulla rivista Mother Jones, che ha segnalava il tentativo di spionaggio aziendale alla BBI, ribattezzata S2i nel 2000 e sciolta nel 2001.
Sulla base di prove girate dall’ex investitore BBI, John Dodd, tra cui 1.000 pagine di documenti sottratti illegalmente, Greenpeace ha iniziato un’indagine di sorveglianza per combattere l’inquinamento chimico vicino a Lake Charles, Louisiana, dove la Sasol ha acquistato un impianto e presso i suoi uffici a Washington.

Citando documenti di pagamento BBI, e-mail, briefing del cliente e rapporti di intelligence, la denuncia mette in luce, tra le altre cose, come gli agenti avessero controllato i rifiuti di Greenpeace almeno 120 volte, tra cui 55 servendosi di un agente di polizia fuori servizio.

Il gruppo ha anche accusato gli imputati di aver inviato falsi volontari che fungessero da talpe negli uffici di Greenpeace, di aver registrato illegalmente telefonate e di aver mantenuto file risevati e codici di sicurezza.

Fonte: FERPI

Israele: nominato nuovo capo del Mossad

dicembre 7, 2010 Spionaggio No Comments

Meir Dagan lascia i servizi segreti dopo 8 anni

Il premier israeliano Netanyahu ha annunciato la nomina di Tamir Fredo a nuovo capo del Mossad in sostituzione di Meir Dagan, per 8 anni a capo del servizio di spionaggio israeliano. Fredo ha alle spalle una lunga carriera nel Mossad con compiti diversi fino a quello attuale di vice capo dei servizi segreti. Dovrebbe entrare in carica il mese prossimo, una volta ottenuto il nulla osta di una commissione ministeriale che ha il compito di verificare se possiede i requisiti necessari.

Fonte: ANSA

La Cina investe sugli aerei spia e prepara la guerra informatica

novembre 28, 2010 Spionaggio No Comments

I droni e i missili aria-terra nel futuro di Pechino

Tecnicamente sono gli UAV (Unmanned aerial vehicle). In soldoni droni o aerei spia altamente tecnologici in grado di catturare immagini di precisione da oltre 3 mila metri di altezza e di colpire con missili teleguidati – via Gps generalmente – obiettivi a terra da alta quota. Questa la spiegazione in breve di cosa sono gli UAV. Da un punto di vista strategico ricoprono sempre più ruoli vitali e fondamentali nelle operazioni di spionaggio elettronico e sui campi di battaglia. Ne è la riprova l’aumento del loro utilizzo in Afghanistan durante i primi 22 mesi dell’Amministrazione Obama. Colpiscono dall’alto i bersagli e così di evita di dover impiegare truppe di terra, o almeno di limitarne l’uso in alcuni scenari.
Se gli UAV armati con missili fossero stati disponibili nel 1999 in Kosovo, gli americani ne avrebbero fatto ricorso a man bassa visto che quella fu una guerra combattuta dal cielo per questioni strategiche, logistiche, tattiche ma anche politiche. Non è quindi una casualità che molti investimenti in campo militare siano oggi orientati nel migliorare l’efficacia non solo come aerei spia ma anche come “caccia da combattimento” senza pilota dei droni. In agosto gli iraniani hanno presentato il loro drone da battaglia, si chiama Karrar. Ne hanno diffuso una foto in una cerimonia con tanto di presenza di Mahmoud Ahmadinejad. Quanto sia credibile il Karrar – dubbi sulla capacità iraniane di produrne in serie – è un’incognita. E’ invece una certezza l’interesse di Pechino per gli UAV. La scorsa settimana nel corso dell’ottava China International Aviation and Aerospace Exhibition (la fiera dell’aviazione in pratica), le industrie statali e parastali del comparto hanno presentato progetti e modelli. Un segnale di come la Cina stia orientando la sua industria militare verso obiettivi strategici complessi. Prima di tutto gli UAV cinesi serviranno a rafforzare il controllo sul Mare Meridionale cinese. Il Pterodactyl I UAV ad esempio è simile nella configurazione al Raptor americano, è equipaggiato di missili, può volare fino a 20 ore, ha un range di 4mila chilometri e può volare sino a un’altezza di 5mila metri. Armato è pure il CH-3 UAV, studiato appositamente per la ricognizione in zone di guerra e per la guerra elettronica (campo in cui la Cina eccelle e più di una volta ha già fatto tremare il Pentagono). Ha un range più limitato ma compiti tattici precisi.
Un modello di CH-3 UAVIl TH Mini invece è un UAV d’attacco, ha un range appena di 3,2 km ma monta bombe da cinque chili con testate a frammentazione. E poi altre industie stanno sviluppando altri veicoli con caratteristiche diverse: dalla capacità di condurre la guerra elettronica, all’intelligence, sino alla precisione d’attacco dell’ASN-229A.
Le informazioni uscite dalla fiera dell’industria aerospaziale sono uscite proprio nei giorni in cui Washington discuteva l’ultimo rapporto sullo stato delle forze armate di Pechino. Un rapporto che ha allarmato non poco gli esperti. Lo sviluppo degli UAV segna un’ulteriore scatto della Cina verso quella parità strategica con gli Usa che il Pentagono in una relazione del 2005 indicò sarebbe stata raggiunta nel 2025. Comunque presto per gli standard Usa.

Fonte: La Stampa

Dietro Wikileaks ci sono gli hacker

novembre 28, 2010 Spionaggio No Comments

Le telefonate tra la Casa Bianca e le controparti straniere sono febbrili e il tema è sempre lo stesso: il timore del contenuto dei dossier che il famigerato sito web sta per pubblicare. Dati e analisi così imbarazzanti che le relazioni diplomatiche corrono serio pericolo e la vita di molteplici persone potrebbe addirittura essere messa a rischio Ma che cosa è Wikileaks? Un sito web che mette a disposizione una serie di strumenti per consentire a “gole profonde” in piena crisi di coscienza di eseguire l’upload di documenti scottanti che si vogliono rendere pubblici in modalità completamente anonima e protetta. Grazie al lavoro degli hacker R.P., uno degli hacker più famosi del mondo, spiega dettagliatamente ad Affaritaliani.it tutti i retroscena dello scandalo che sta facendo tremare Obama…

Il governo USA trema e l’imbarazzo è forte. Le ripercussioni di ciò che sta per avvenire potrebbero avere risonanza internazionale, le relazioni tra gli Stati Uniti e gli stati occidentali potrebbero subire parecchio stress. In queste ore le telefonate tra la Casa Bianca e le controparti straniere sono innumerevoli e febbrili ed il tema è sempre lo stesso: il timore del contenuto dei dossier che il famigerato sito web Wikileaks.org ha annunciato di pubblicare nel fine settimana. Centinaia di migliaia, alcuni anticipano milioni di comunicati che varie missioni diplomatiche statunitensi in territori stranieri hanno scambiato con il governo centrale contenenti dati ed analisi imbarazzanti sopratutto nei confronti di stati ritenuti amici. Così imbarazzanti che le relazioni diplomatiche con gli USA corrono serio pericolo e la vita di molteplici persone potrebbe addirittura essere messa a rischio.

E così la Casa Bianca ha deciso di giocare d’anticipo. Il Pentagono insieme ad altre agenzie USA ha messo insieme una task force di non meno di 100 persone il cui scopo è quello di effettuare una analisi preventiva delle ripercussioni che potrebbero derivare dalla divulgazione urbi et orbi dei contenuti di quei dossier, per consigliare la migliore strategia che la diplomazia USA deve seguire nei confronti delle controparti straniere, per calmierare l’incombente uragano. E l’uragano sta per arrivare, nulla può essere fatto per fermarlo perché la stessa costituzione americana garantisce la libertà di parola e la protezione dell’anonimato nel caso di rivelazioni giornalistiche, specialmente in tema di politica.

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NROL-32, satellite spione

novembre 24, 2010 Spionaggio No Comments

Gli USA mandano in orbita un nuovo apparato per le telecomunicazioni militari. Il “payload” è segreto, ma c’è il forte sospetto che si tratti di un satellite spia. Il più grande mai lanciato

Roma – Spazio, ultima frontiera delle intercettazioni e dello spionaggio a stelle e strisce. Gli USA continuano a colonizzare l’orbita del pianeta Terra con NROL-32, un massiccio satellite dalle caratteristiche ignote ma che probabilmente rappresenta l’ultimo ritrovato in fatto di spionaggio e intercettazioni delle comunicazioni “nemiche” in tutto il mondo.

NROL-32 è stato lanciato nei giorni scorsi dalla stazione della Air Force di Cape Canaveral, in Florida, a bordo di un razzo Delta-4. Sconosciute le caratteristiche del nuovo satellite, anche se la capacità di spinta di Delta-4 – un apparato di propulsione in grado di mettere in orbita geostazionaria ben 13 tonnellate di strumentazione – suggeriscono che si tratti almeno di un autentico mastodonte superiore persino alle taglie forti del mercato dei satelliti commerciali come Skyterra-1.

Il satellite NROL-32 è stato lanciato per conto del National Reconnaissance Office statunitense, che lungi dal voler rendere noto qualche particolare aggiuntivo sulla missione si limita a sostenere che essa “garantisce la presenza di risorse NRO vitali nel continuare a rinforzare la nostra difesa nazionale”. Stando agli ufficiali USA, NROL-32 è “il più grande satellite del mondo”, con un’antenna per le radiocomunicazioni che secondo stime non ufficiali si estenderà per oltre 100 metri.

Stando al “cacciatore di satelliti” Ted Molczan, NROL-32 è il quinto componente di una serie nota come “veicolo spaziale Mentor” o “Advanced Orion“, un apparato di intelligence pensato per raccogliere informazioni “operando da orbite inclinate geosincrone”. Quella gigantesca antenna da 100 metri che si ritrova, dice Molczan, servirà a intercettare le comunicazioni in tutto il mondo a beneficio della National Security Agency (NSA) statunitense.

Fonte: Punto Informatico

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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