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Il Brasile dimentica cent’anni di amicizia

gennaio 6, 2011 Spionaggio No Comments

Il rifiuto brasiliano all’estradizione di Cesare Battisti in Italia è l’ultimo atto d’una misteriosa sceneggiata, iniziata ben trent’anni fa. E perché nessuna indagine di polizia ha mai rivelato come avesse fatto Battisti, allora detenuto nel carcere di Frosinone (era in corso l’istruttoria), ad evadere il 4 ottobre 1981 e poi a fuggire in Francia.
Il carcere di Frosinone non sarà l’inespugnabile Château d’If, ma nemmeno quella bagnarola che ebbe a descrivere la stampa dell’epoca. La fuga di Battisti venne organizzata dallo Sdece (Service de Documentation Extérieure et de Contre-Espionnage), che allora incarnava il controspionaggio francese.
Ancor oggi ci si chiede perché il servizio segreto d’Oltralpe avesse a cuore la libertà di Battisti (membro non certo di spicco dei Pac, Proletari armati per il comunismo): Battisti per rilevanza eversiva valeva e vale meno d’un decimo degli irriducibili delle Brigate Rosse.
E fu la stessa Francia a garantire in maniera ovattata il trasferimento di Battisti in Messico (Durante il soggiorno messicano i giudici italiani lo condannano in contumacia all’ergastolo per quattro omicidi). Di fatto Battisti ha beneficiato sia della copertura occulta dei servizi francesi che di quella palese (e politicamente voluta dalle sinistre) nota come “dottrina Mitterrand” (l’impegno dell’allora presidente francese a dare ospitalità ai ricercati della giustizia italiana negli anni di piombo, in cambio della rinuncia alla violenza).
Il dubbio rimane tutto: perché tanta protezione per Battisti? Soprattutto di cosa è a conoscenza l’ex Pac? Alla protezione degli 007 francesi s’è poi aggiunto il proselitismo della scrittrice francese Fred Vargas (psedudonimo di Frédérique Audouin-Rouzeau) che ha costruito la rete mondiale degli intellettuali pro Battisti e, ultima nata, la protezione particolare della première dame Carla Bruni.
Quest’ultima, in qualità di moglie del presidente francese Nicolas Sarközy, ha incontrato personalmente l’ex presidente brasiliano Lula, e per comunicare i desiderata del partito trotzkista francese, cioè “libertà per Battisti”. Dopo tutta questa cortina di protezioni, solo un ingenuo poteva credere che il Brasile avrebbe spedito Cesare Battisti in Italia, e per relegarlo in un carcere.
Va anche detto che c’è una corrente confindustriale che poco gradirebbe l’inasprirsi dei rapporti italo-brasiliani, perché potrebbe tradursi in un calo dei rapporti commerciali col secondo paese al mondo per ricchezze estrattive (il Brasile).
Infatti mentre l’Italia fa sforzi sovrumani per superare la crisi economica, il Brasile si conferma il secondo fornitore di materie prime per il mercato mondiale (soprattutto per quello italiano): ad affermarlo è una recente analisi dell’Osservatorio strategico sulle materie prime, attivato presso l’Istituto nazionale per il commercio estero (Ice).
Un braccio di ferro tra Italia e Brasile si potrebbe immediatamente ridurre in una chiusura dei rapporti commerciali. Non dimentichiamo che il Brasile è un membro del Bric (raggruppamento non ufficiale tra Brasile, Russia, India e Cina): associazione tra i quattro paesi a maggior crescita economica, vale a dire tra le nazioni minerariamente più ricche del pianeta.
Il Brasile, con un prodotto interno lordo di 1.900 trilioni di dollari, occupa il nono posto nella classifica mondiale. E se il Brasile girasse le spalle al Belpaese, l’Italia si vedrebbe decurtare un buon 40 per cento delle commesse nei settori metallurgico, chimico, tessile, alimentare, meccanico (automobili, aerospazio) ed elettronico (radiotecnica, microelettronica).
Ecco che molti industriali italiani si domandano se la lotta per l’estradizione di Battisti valga la perdita di cotanto lucrosi rapporti commerciali. Non dimentichiamo che il 15 per cento della popolazione brasiliana è d’origine italiana (circa 25 milioni di persone): è la più numerosa popolazione di oriundi italiani nel mondo, elegge i più votati parlamentari italiani della circoscrizione estera.
Poi diverse importanti personalità della società brasiliana sono di origini italiane: come Eduardo Matarazzo Suplicy, senatore brasiliano di origini italiane del Partito dei lavoratori. Eduardo Matarazzo è stato determinante per l’elezione dell’ex presidente Lula da Silva, soprattutto ha siglato il gemellaggio internazionale tra il Partito dei lavoratori ed i trotzkisti francesi.

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Wikileaks: Francia paese più attivo nello spionaggio industriale

gennaio 5, 2011 Spionaggio No Comments

La Francia, più della Cina e della Russia, è il paese più attivo in Europa in materia di spionaggio industriale. Lo riferisce oggi il quotidiano norvegese Aftenposten citando dispacci diplomatici ottenuti da Wikileaks.

“Lo spionaggio francese è talmente esteso che i danni (che provoca) per l’economia tedesca sono in totale più significativi di quelli provocati dalla Cina o dalla Russia” stando ad una nota dell’ambasciata degli Stati Uniti. Aftenposten, che ha avuto accesso ai 250mila documenti diplomatici ottenuti da Wikileaks, tradotti anche in norvegese.
“La Francia è l’impero del male per quanto riguarda il furto di tecnologie e la Germania lo sa”, avrebbe affermato nell’ottobre 2009 Berry Smutny, direttore generale dell’azienda tedesca per la costruzione di satelliti ‘OHB Technology’.
‘OHB Technology’ è diventata nota al grande pubblico un anno fa quando soffiò alla Astrium, filiale del gigante EADS, un contratto per la costruzione di satelliti destinati al programma di navigazione Galileo, il futuro ‘Gps’ europeo.

Fonte: Diretta News

Quell’avvoltoio è una spia del Mossad

gennaio 5, 2011 Spionaggio No Comments

 

4 gennaio 2011 L’Arabia Saudita cattura un avvoltoio utilizzato dall’università di Tel Aviv per un progetto di ricerca. L’accusa è quella di essere una spia del Mossad

Sono finiti i tempi in cui il Mossad utilizzava normali agenti dotati di passaporti falsi per compiere le sue operazioni in giro per il mondo. Ora ci sono gli animali a sostituire gli uomini. Questo, almeno, è quello che pensa l’Arabia Saudita, che ieri ha catturato (come riportato da Haaretz) un avvoltoio dotato di trasmettitore e targhetta con su scritto “Università di Tel Aviv”. Il subdolo volatile è stato ritrovato a volteggiare liberamente nei cieli dell’area rurale del paese, nell’ambito di un progetto di ricerca avviato da tempo sui flussi migratori. Ma gli autoctoni e i reporter locali non hanno creduto a questa spiegazione, e hanno parlato apertamente al giornale saudita Al-Weeam di “complotto sionista”.

ANCHE GLI SQUALI SONO MANOVRATI DAL MOSSAD – Le accuse di spionaggio si sono ovviamente riversate su Internet, luogo eternamente florido per le più assurde teorie complottiste. Centinaia di post su siti e forum arabi hanno infatti accusato i “sionisti” di aver addestrato quell’uccello esclusivamente per spiare l’Arabia Saudita. Del resto, non è la prima volta che un paese arabo accusa Israele di usare gli animali a fini d’intelligence. Circa un mese fa uno squale fece la sua apparizione sulle coste del Mar Rosso, aggredendo e uccidendo i turisti che lì si trovavano. Il governatore del Sinai Mohamed Abdel Fadil Shousha in quell’occasione dichiarò: “Non ci sono dubbi sul fatto che il Mossad abbia messo messo in mare quello squalo per colpire il turismo egiziano. Ma serve tempo per provarlo”. Israele smentì ogni coinvolgimento.

Fonte: Giornalettismo

Wikileaks: Germania e USA sviluppano satelliti spia

gennaio 4, 2011 Spionaggio No Comments

 

(ASCA-AFP) – Oslo, 3 gen – Germania e Stati Uniti stanno sviluppando la realizzazione di satelliti spia sotto la copertura di un accordo commerciale e malgrado l’opposizione della Francia.

Lo rivela un cablogramma diplomatico diffuso da WikiLeaks e pubblicato dal quotidiano norvegese Aftenposten.

Secondo una nota inviata dall’ambasciata americana a Berlino, il progetto, denominato HiROS, prevede la costruzione di un numero indeterminato di satelliti da osservazione, capaci di rilevare sulla terra oggetti fino a 50 centimetri di larghezza, di vedere anche di notte grazie agli infrarossi e di rinviare le immagini piu’ velocemente di qualsiasi altro satellite attualmente in attivita’.

A causa della natura controversa del progetto, Stati Uniti e Germania lo hanno presentato all’opinione pubblica come un progetto civile, dagli scopi ambientalistici, ma sarebbe in realta’ sotto il ”pieno controllo” dei servizi segreti tedeschi.

Fonte: ASCA

Golfo, annuncio dell’Iran: Abbattuti due aerei spia

gennaio 3, 2011 Spionaggio No Comments

 

Amir Ali Hajozadeh, comandante delle forze aeree: “Molti aerei dei nostri nemici sono stati abbattuti da noi, ma è la prima volta che lo annunciamo”

TEHERAN – L’Iran ha annunciato di aver abbattuto due “aerei spia” sui cieli del Golfo. Un comandante delle Guardie rivoluzionarie ha detto all’agenzia ufficiale Fars che “molti sofisticati aerei spia dei nostri nemici sono stati abbattuti da noi. Ne abbiamo anche abbattuti due nel Golfo. Ma è la prima volta che lo annunciamo”. L’alto esponente delle gerarchie militari non ha spiegato quando le azioni sono state condotte e di che nazionalità fossero i velivoli.

“Gli occidentali hanno una serie di capacità che non possono essere ignorate, soprattutto satelliti o, per esempio, aerei spia che possono scattare fotografie di alcuni luoghi”, ha detto Amir Ali Hajizadeh, capo dell’aeronautica delle Guardie. L’alto ufficiale ha riconosciuto che i droni vengono utilizzati soprattutto in Iraq e Afghanistan, ma ha aggiunto che si verificano “alcuni sconfinamenti” sopra il suolo iraniano.

Fonte: Repubblica

Wojtyla spiato, anche il cardinale Casaroli trovò una microspia in una statua

gennaio 2, 2011 Spionaggio No Comments

Giovanni Paolo II, a quanto ricordano all’Adnkronos autorevoli fonti vaticane, non fu il solo a essere spiato e controllato. Il cardinale Agostino Casaroli, segretario di Stato Vaticano dal 1979 al 1990, durante il pontificato di Wojtyla, sembra fosse intercettato dal Kgb per tutti gli anni ottanta. Casaroli, raccontano le stesse fonti, aveva nella sala da pranzo del suo appartamento una piccola statua della Madonna di Fatima. Una mattina, una suora in servizio nell’appartamento, urtò la statua che cadde a terra e rivelò la presenza di una microspia.
Nel 1990 il Cesis, l’allora comitato di coordinamento tra i nostri servizi, avvisò con un appunto il presidente del Consiglio Andreotti dell’esistenza di un piano che prevedeva, tra l’altro, anche un’attività di ‘ascolto’ tramite microspie, collocate nell’abitazione del Segretario di Stato vaticano, da parte di una cittadina cecoslovacca, Irina Trollerova, sposata con un nipote dell’alto prelato. L’appunto del Cesis è riportato nella sentenza ordinanza del giudice Rosario Priore sull’attentato al Papa del maggio del 1981.

I nostri servizi di sicurezza avevano comunque saputo da funzionari dei servizi dell’Europa Orientale che sin dall’inizio del pontificato di Woytila, era stato predisposto un piano del Kgb per ”screditare con azioni di disinformazione e provocazione, la Chiesa cattolica e la stessa figura del Pontefice”. Oggi un libro, non tradotto in italiano, ma di cui ampi stralci sono ripresi nell’ultimo numero della ‘Nuova Europa’, riporta all’attenzione mediatica i rapporti tra i servizi e Karol Wojtyla, inserendo il Pontefice scomparso nel 2005 tra gli ‘indomiti’ che hanno resistito al regime comunista. Impossibile ricattare il Papa polacco, sorvegliato dai servizi di polizia già dal 1946, come appare dai rapporti degli apparati di sicurezza pubblicati nel volume ‘Verso la verità e la libertà. Gli organi di sicurezza comunisti e il cardinale Karol Wojtyla’, a cura di Marek Lasota.

Fonte: ADN Kronos

Mosca espelle 2 diplomatici spagnoli

dicembre 29, 2010 Spionaggio No Comments

 

Dopo che Madrid ha espulso 2 diplomatici dell’ambasciata russa

(ANSA) – MADRID, 28 DIC – La Spagna ha espulso due diplomatici dell’ambasciata russa a Madrid per ‘attivita’ incompatibili con il loro status’ e Mosca, in un atto di reciprocita’, ha espulso due diplomatici spagnoli. Lo rende noto il ministero degli esteri spagnolo. Secondo El Pais, i due sono accusati di spionaggio economico e la loro espulsione e’ stata chiesta al governo dal centro spagnolo di intelligence. Una settimana fa Londra ha espulso un diplomatico russo accusato di spionaggio e Mosca ha fatto lo stesso.

Fonte: ANSA

Hilton e Starwood trovano l’accordo

dicembre 29, 2010 Spionaggio No Comments

 

Chiuso il caso di spionaggio industriale

Secondo quanto riportato da Travel Weekly, Hilton e Starwood avrebbero trovato un accordo in merito alla questione di spionaggio industriale per la quale il marchio Hilton era stato accusato. Secondo il New York Times l’accordo tra le parti sarebbe stato raggiunto grazie al pagamento di una somma pari a 75 milioni di dollari da parte di Hilton nei confronti del Gruppo Starwood.

Fonte: Guida Viaggi

Egitto, al via il processo contro presunte spie del Mossad

 

La Corte d’Appello del Cairo ha fissato per il 15 di gennaio l’inizio del processo a carico di Tareq Abd al-Razzaq – La Corte d’Appello del Cairo ha fissato per il 15 di gennaio l’inizio del processo a carico di Tareq Abd al-Razzaq, l’egiziano accusato di spionaggio per conto del Mossad, i servizi segreti israeliani. Lo riferisce il quotidiano egiziano Al-Masri al-Youm, secondo cui tra gli imputati al processo vi sono anche due cittadini dello Stato ebraico, entrambi “latitanti”, tra i quali un ufficiale del Mossad stesso. Fonti della sicurezza egiziana hanno riferito alla testata che le autorità locali stanno svolgendo indagini ad ampio raggio per raccogliere informazioni e prove sulle dichiarazioni rilasciate da Abd al-Razzaq durante gli interrogatori, che farebbero riferimento alla presenza di spie o agenti del Mossad in Egitto. La fonte non ha voluto precisare se la confessione dell’imputato abbia aiutato gli inquirenti a individuare altre persone coinvolte nel caso, ma si è limitata ad affermare che “quando arriveremo a qualcosa, lo annunceremo a tutti”. Tareq Abd al-Razzaq, titolare di una ditta di import-export, è stato arrestato ad agosto mentre si recava in Cina. L’accusa è di spionaggio a favore del Mossad.

Fonte: Virgilio Notizie

Libano, scoperti nuovi dispositivi-spia di Israele

dicembre 28, 2010 Spionaggio No Comments

 

Osservatorio Iraq, 27 dicembre 2010

Gli agenti dell’intelligence militare libanese avrebbero nuovamente rinvenuto e rimosso dispositivi per lo spionaggio di fabbricazione israeliana.

Gli ordigni- secondo quanto rivela il sito web del quotidiano an-Nahar – sono stati trovati nella zona di Tawmat Niha, sulle montagne dello Shouf, a sudest di Beirut.

Secondo la stessa fonte, l’operazione è avvenuta con la collaborazione del movimento sciita Hezbollah e ha portato anche all’arresto di tre spie.

La notizia viene ripresa anche da altri organi di stampa libanesi, a detta dei quali i dispostivi rinvenuti consentivano ad Israele di monitorare la valle orientale della Bekaa, roccaforte dstorica di Hezbollah, e le aree costiere tra Sidone e Jbeil.

Già dieci giorni fa, l’esercito di Beirut aveva annunciato il ritrovamento e lo smantellamento di dispositivi analoghi per lo spionaggio, collocati sempre da Israele sul monte Sannine, a nordest della capitale, e sul monte Baruk, più a sud.

Fonte: Osservatorio Iraq

Iran: Condannata a morte “spia sionista”; ieri sei impiccagioni

dicembre 27, 2010 Spionaggio No Comments

(AGI) Teheran – Un tribunale iraniano ha condannato a morte una “spia che lavorava per il regime sionista“. Lo ha riferito il procuratore generale di Teheran Abbas Jafari Dolatabadi, aggiungendo che l’identita’ del condannato sara’ rilevata se sara’ confermata la condanna.

Nel giorno di Natale sono stati impiccati uno stupratore e cinque narcotrafficanti. Quattro esecuzioni sono avvenute a Ahvaz, nel sud-ovest, altre due a Saveh, in una regione centrale della repubblica islamica.

In totale sono 169 le condanne a morte eseguite quest’anno in Iran, contro le 270 del 2009. Insieme Cina, Arabia Saudita e Stati Uniti, la repubblica islamica e’ uno dei Paesi in cui e’ il boia e’ piu’ attivo.
(AGI) .

Fonte: AGI

In Islanda la procura indaga sulle operazioni di sorveglianza condotte dall’ambasciata Usa

dicembre 23, 2010 Spionaggio No Comments

L’Islanda apre un’inchiesta per capire se le operazioni di spionaggio e sorveglianza condotte dall’ambasciata Usa a Reykjavík siano state condotte in violazione delle leggi islandesi.

Ad annunciarlo è stato il ministro della Giustizia Ögmundur Jónasson che ha incaricato la procura di studiare il caso. Il ministro ha detto di averlo fatto anche per accogliere le perplessità dei cittadini islandesi: “Se è vero che i cittadini islandesi si sono sentiti violati o che le leggi islandesi sulla privacy sono state violate, è mio dovere sollevare queste questioni” ha detto, specificando che il suo compito finisce qui e che adesso toccherà al procuratore.

La decisione è stata presa dopo che l’ambasciata Usa aveva risposto ai dubbi della polizia islandese. Su queste risposte è stato stilato un rapporto presentato dal ministro Jónasson durante una conferenza stampa: il giudizio finale è che le risposte non soddisfacenti.

L’ambasciata Usa ha ribadito alle autorità di polizia islandesi che l’attività di sorveglianza è stata sempre limitata a un controllo dell’area nei pressi dell’edificio e che la decisione di varare un piano di sicurezza è scattata dopo gli attentati del 1998 contro alcune ambasciate Usa nel Corno d’Africa. Tuttavia, si legge nel fascicolo, non è stato possibile appurare da quando è attiva la sorveglianza in Islanda.

Altrettanto privi di risposta sono rimasti quesiti sulle reali dimensioni dell’area sottoposta a controllo e se ci sono stati episodi di sorveglianza al di fuori di questa zona.

Gli interrogativi rimangono, quindi, e al ministero della Giustizia si è deciso di fare un passo avanti. Ora sta alla magistratura dare una risposta a tutto e capire fino in fondo se ci sono state violazioni delle leggi islandesi.

Fonte: Diretta News

WTF, la task force della Cia contro Wikileaks… dal nome improponibile

dicembre 23, 2010 Spionaggio No Comments

L’agenzia dei servizi segreti Usa vara una commissione per valutare l’impatto dei cable. Ma non si accorge che l’acronimo vuol dire “What the fuck”…

Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Nell’affaire dei cablogrammi diplomatici e i file militari trafugati da Wikileaks, scende ufficialmente in campo la Cia, un ulteriore prova di come a Washington la vicenda non sta creando solo imbarazzo, come finora si era detto, ma anche preoccupazione sulla fuga di certe notizie.

LA WIKILEAKS TASK FORCE – La Task force dedicata a Wikileaks avrà un nome in codice che è tutto un programma WTF (acronimo che ricorda quel “What The Fuck” che in italiano potremmo tradurre in “Che ca^^o“). Lo scopo è valutare l’impatto dell’esposizione di migliaia di cable diplomatici degli Stati Uniti e dei file militari finiti in mano a Wikileaks. ”L’irriverenza è forse comprensibile – spiega il Washington Post – per un organismo passato relativamente indenne dalle rivelazioni di Wikileaks. Solo una manciata di file trafugati riguardano la Cia, niente o quasi sul nome di suoi agenti sotto copertura, ne di particolari operazioni”. E già questa appare una stranezza. L’agenzia ha fatto sapere che è in corso un vasto inventario delle informazioni classificate, che viene peraltro regolarmente distribuito su una dozzina o più di reti che collegano i dipendenti delle varie agenzie dei servizi segreti americani, in tutto il mondo. LA WTF sarà concentrata in particolare sull’impatto immediato dei file recentemente pubblicati.

Un primo problema è valutare se la capacità dell’Agenzia di reclutare informatori potrebbe essere danneggiata dalla sfiducia ormai sempre più crescente sia nell’opinione pubblica, sia gli “addetti ai lavori”, nella capacità del governo degli Stati Uniti di mantenere i suoi segreti.”Il direttore (della Cia) ha chiesto alla task force di verificare se l’ultima versione dei documenti di Wikileaks potrebbe influenzare le relazioni estere dell’Agenzia o le sue operazioni”, ha fatto sapere il portavoce della Cia, George Little. WTF è guidata dal Centro di controspionaggio della Cia ed è formata da più di due dozzine di membri provenienti dai tutti i vari dipartimenti dell’agenzia.

Fonte: Giornalettismo

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

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Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

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Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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