Home » Difesa personale » Articoli recenti:

Oggetti rubati dai bagagli: incastrato addetto dell’aeroporto di Bari

Perdere la valigia in aeroporto non è una vicenda del tutto inusuale. Capita infatti molto spesso che il bagaglio venga smarrito o peggio ancora rubato. E’ il caso di alcuni viaggiatori di passaggio dall’aeroporto Karol Wojtyla di Bari.
Il responsabile dei furti è stato facilmente scovato grazie alle telecamere di sorveglianza e all’attenzione delle guardie in servizio.

La sorpresa è stata che proprio chi doveva garantire la sicurezza delle valigie ha tentato i furti. Si tratta di un 42enne, dipendente di una cooperativa che all’interno dell’aeroporto si occupa dello smistamento dei bagagli. L’uomo è stato sorpreso mentre prelevava alcuni oggetti dalla valigia di una passeggera diretta a Roma Fiumicino, pensando di non essere visto. Una volta fermato, l’operaio, visibilmente imbarazzato, è stato sottoposto a perquisizione. Nel suo armadietto e nella sua abitazione, sono stati rinvenuti altri oggetti, presumibilmente di provenienza illecita. Collane, anelli, telefoni cellulari, oggetti preziosi ed una fotocamera di ultima generazione. Il modus operandi sembrerebbe essere sempre lo stesso: si guardava attorno e quando gli sembrava di non essere visto apriva le valigie,si impossessava degli oggetti di valore che trovava e li nascondeva sotto gli indumenti di lavoro, poi con movimenti goffi li portava al “sicuro”.

Alcune delle vittime dei furti sono state rintracciate ed hanno riconosciuto alcuni oggetti; il barese ha tentato di giustificarsi dicendo di aver trovato gli oggetti per terra o che gli stessi erano fuoriusciti casualmente dai bagagli, ma è stato arrestato con l’accusa di furto aggravato e sottoposto agli arresti domiciliari.
Purtroppo questo episodio non rappresenta un caso isolato; lo scorso aprile otto guardie giurate in servizio presso l’aeroporto di Brindisi sono state arrestate dalla Polizia di Frontiera con l’accusa di aver sottratto in maniera sistematica ed organizzata valigie dirette nella maggior parte dei casi a Pechino o ad Hong Kong.
Molti abituali viaggiatori hanno adottato ormai da tempo valigie di sicurezza per gli oggetti di valore e, sistemi Gps per la tracciabilità del bagaglio. Inserendo dei piccolissimi sistemi nelle borse da viaggio è possibile sapere in tempo reale dove si trovano e intervenire repentinamente qualora queste prendano strane vie. E’ meglio viaggiare in tranquillità, no?

I virus per auto potranno spiare e provocare incidenti

L’informatica è entrata a far parte anche del mondo automobilistico: controllo di trazione, esame della velocità, sensori diagnostici per freni, luci e aria condizionata e se vogliamo anche wireless e bluetooth.
Le autorità specializzate alla verifica ed al corretto funzionamento dei sistemi di sicurezza delle autovetture negli Usa hanno anche scoperto che potrebbero esserci pericoli derivanti da attacchi hacker attraverso “malware” e “trojans” che potrebbero insidiare i sistemi informatici delle autovetture attraverso connessioni, driver e sistemi.
Nessuna casa automobilistica ha confermato queste affermazioni, ma tutte si stanno adoperando per testare i propri strumenti di sicurezza.
La casa automobilistica Ford, ha dichiarato che i tecnici hanno controllato il sistema di sincronizzazione e d’intrattenimento confermando che non vi sono pericoli.
Toyota ha tranquillizzato affermando che i codici informatici delle vetture cambiano continuamente, rendendo difficile l’intrusione di hacker, anche se dal Giappone non ritengono impossibile un’eventuale infezione.
Volkswagen, Hyundai e Nissan non hanno commentato, mentre Honda ha solamente riferito che i tecnici stanno lavorando per gestire la situazione. La casa produttrice di antivirus “McAfee” ha messo in guardia circa la vaghezza di informazioni e chiarimenti che sono stati propinati dalle case produttrici.
Una squadra di hacker della sezione security dell’Intel sta lavorando per ricercare possibili “bug” responsabili del contagio. E’ stato dimostrato che con una infezione via cd si può arrivare a bloccare freni, chiudere porte o spingere l’acceleratore.

E’ innegabile che le case produttrici si sono impegnate ben poco ad affiancare l’avanzamento della tecnologia con validi sistemi di sicurezza all’interno delle autovetture. Se questi non saranno sviluppati al più presto, abili hacker potranno non solo rubare auto e manomettere i sistemi di controllo, ma anche provocare incidenti e ascoltare tutto ciò che accade all’interno dell’abitacolo. Così si potranno eliminare facilmente concorrenti scomodi.
Quest’ultimo aspetto preoccupa le forze dell’ordine, gli imprenditori, ma anche i coniugi infedeli. Essere spiati può mettere a rischio indagini, aziende di successo e relazioni. Diversi sono stati gli esempi di microspie impiantate nelle auto (ad esempio il procuratore Tarondo) e molti hanno arginato la situazione utilizzando strumenti per la bonifica ambientale, attraverso i quali hanno scovato le apparecchiature di spionaggio e le hanno disattivate. Ormai questi prodotti sono divenuti indispensabili per garantirsi la dovuta privacy in auto.

Password poco fantasiose. Falla anche nella sicurezza di Google

Che gli hacker siano sempre dietro l’angolo e diventino giorno dopo giorno più abili nello scovare le password ormai è un dato accertato. Ma d’altra parte è innegabile che molto spesso sono gli stessi utenti a facilitare il “lavoro” dei pirati informatici.

Oltre all’impiego di strumenti a portata di mano che permettono di spiare pc a distanza o crackare reti wifi che vengono comunemente utilizzati in case ed uffici, i “curiosi ad alti livelli” sono sempre più spesso facilitati da dimenticanze e superficialità nello scegliere per la propria sicurezza.

Esempio di questa noncuranza si è rivelato negli ultimi giorni Google ed insieme ad esso molti altri importanti siti di servizi internet come Yahoo!, Amazon, eBay, Apple, Linkedln, Twitter, US Bank, HP, Dell ed altri.
Zachary Harris, un matematico americano, ha scovato una falla nel sistema di sicurezza degli account mail di Google, Yahoo! e altre grandi compagnie. Harris casualmente ha notato l’estrema vulnerabilità del DKIM, il sistema di autenticazione delle email che dovrebbe garantire sicurezza oltre al riconoscimento dei mittenti.
Tutto è nato per caso: il matematico è stato contattato nel dicembre scorso da un responsabile delle risorse umane di Google intento ad offrirgli un lavoro. Il giovane, sospettando che poteva trattarsi di un fake, ha cominciato a fare delle ricerche. Nel constatare la veridicità dell’indirizzo email, si è reso conto che lo standard DKMI solitamente di almeno 1024 bit, era solamente di 512 e quindi facilmente intercettabile. Con estrema semplicità infatti si sarebbe potuto rubare le credenziali e inviare email a nome di un qualsiasi utente Google.

Harris ha segnalato a diverse aziende il problema di protezione, ma pare che non abbia avuto risposte quantomeno di gratitudine. In tutta risposta, Google, come altre, ha subito provveduto ad innalzare il livello di protezione con un codice di criptazione a 2048 bit.

Questo è ciò che accade ai colossi dei servizi internet, ma nelle nostre case la storia non è molto diversa. Infatti sembra che non ci sia molta fantasia nella scelta delle parole di accesso ai propri servizi internet e quindi questi risultano facilmente accessibili da terzi.

SplashData, ogni anno classifica le 25 password più utilizzate. Pare che al primo posto ci sia ancora l’opzione “password”, seguita da “123456”, “12345678”, “abc123”. Tra le più simpatiche “monkey”, “iloveyou” e “football”. Forse si sceglie con lo scopo di facilitare il ricordo o forse è semplice pigrizia nel pensare a qualcosa di meno probabile che però tutelerebbe in maniera decisamente maggiore la nostra privacy.

Si consiglia di utilizzare sempre una password di almeno otto caratteri, meglio se diversi, inserendo ad esempio punteggiatura. Da evitare l’utilizzo della stessa stringa per più siti.

Non facciamoci controllare dagli intrusi

E’ Silent Circle, la nuova app sviluppata da Phil Zimmerman che garantirebbe telefonate, sms, email e videochiamate non intercettabili. Grafica molto semplice (simile a quella dell’Iphone) e qualità audio molto vicina alla classica offerta dalle reti di telefonia mobile (VoIP che sfrutta 3G, 4G e Wi-Fi). Il costo “base” si aggirerebbe intorno ai 20 dollari al mese. Come sempre risulta discutibile la validità di una qualsiasi app, a maggior ragione se questa dovrebbe tutelare la nostra sicurezza.

Nell’era della comunicazione senza confini diviene sempre più un bisogno regalarsi dei momenti di privacy in cui nessuno può interferire nelle nostre parole e nei nostri gesti.

Esistono già da tempo dispositivi molto affidabili in grado di intercettare la presenza di microspie e disinnescarle automaticamente, non interferendo nelle normali conversazioni. Inoltre per avere la massima sicurezza a portata di cellulare, sarebbe opportuno acquistare software progettati appositamente per una comunicazione mobile non intercettabile, come Safe&Talk, un prodotto Endoacustica nato per effettuare chiamate criptate su rete GSM. L’attivazione è molto semplice: basta installare il programma sul proprio telefonino e inserire una chiave segreta in grado di trasferire informazioni ad un altro cellulare dotato dello stesso software. In questo modo i dati saranno trasferiti in rete GSM in chiave criptata. Massima affidabilità in brevissimo tempo.

Inoltre per chi volesse un prodotto più professionale per una difesa ancora più elevata potrebbe optare su Gsm Crypto 400, l’unico Encrypted IP Phone presente sul mercato ad aver pubblicato l’intero codice sorgente per permettere valutazioni di qualsiasi genere sulla sua affidabilità. L’Encrypted IP Phone utilizza un sistema di salvataggio codificato per contatti, messaggi, note e files, con protezione di dati sensibili contro l’accesso non autorizzato.
In ogni caso, in tema di sicurezza e difesa personale è sempre opportuno affidarsi ad esperti del settore, Endoacustica potrebbe sicuramente fornire valide soluzioni.

Una microcamera per denunciare la condizione delle ragazze russe

Un video-denuncia di una ragazza russa, Yulia, che intende mostrare al mondo come vengono trattate proprio le ragazze in Russia.

Il video è stato pubblicato da Red Hot Russia, un sito specializzato in analisi e controllo sulla repubblica federale. Yulia, assieme ai suoi amici, ha girato Mosca con una microcamera nascosta ed è stata subito abbordata da almeno cinque uomini. Questi le si sono accostati con pesantissime avances e, quando lei ha chiesto gentilmente di essere lasciata in pace, le hanno risposto con insulti o pesanti insistenze.

Una condizione non di certo felice quella di molte ragazze russe, ammirevole sicuramente il coraggio delle persone come Yulia che servendosi solamente di qualche amico e di una microcamera ha dato voce a migliaia di persone.

Ecco il video.

Prete arrestato per pedofilia, le intercettazioni telefoniche di don Seppia

maggio 18, 2011 Difesa personale No Comments

Dalle 40 pagine dell’ordinanza del gip di Milano emergono agghiaccianti e sconvolgenti intercettazioni di telefonate effettuate da Don Riccardo Seppia, il parroco di Sestri Ponente, in Liguria, arrestato con l’accusa di pedofilia e cessione di sostanze stupefacenti. Molte telefonate ed sms erano diretti al pusher del parroco, un immigrato residente a Genova, a cui don Seppia chiedeva droga e anche giovani ragazzi con cui avere rapporti intimi.

Secondo quanto scrive Simone Olivelli su New Notizie, lo spacciatore di fiducia del parroco ricercava le piccole vittime soprattutto a ‘La Fiumara‘, un grande centro commerciale della zona di Sanpierdarena, e nel centro storico di Genova. Sembrerebbe che il parroco preferisse soprattutto ragazzini con problemi in famiglia e di disagio sociale. Una volta agganciato un ragazzo, il pusher ne dava a don Seppia il numero di telefono in modo che il prete potesse mettersi in contatto con il giovane. A quel punto le telefonate diventavano numerose e assillanti e don Seppia arrivava ad offrire soldi e cocaina in cambio di rapporti sessuali.

Nelle telefonate intercettate spesso il linguaggio utilizzato è talmente spinto da essere irripetibile. Un altro interlocutore abituale di don Seppia era un giovane seminarista ora accusato di prostituzione minorile. Con lui don Riccardo avrebbe scambiato messaggini molto espliciti sugli incontri sessuali con alcuni giovani ragazzi.

‘E’ proprio un bel ragazzo, me lo sc…‘. ‘Mi piacerebbe … ma lui non ci vuole stare‘. Ecco alcune delle frasi incriminate pronunciate al telefono da Don Seppia. ‘Vieni, per te c’è il solito regalino‘, era il classico invito del parroco che offriva cocaina in cambio di rapporti intimi. Droga che don Seppia si procurava frequentando palestre e saune di Milano.

In particolare don Seppia è accusato di aver abusato di un chierichetto di 16 anni, con cui avrebbe avuto un rapporto orale. E questo nonostante in un sms il parroco avesse scritto al suo procacciatore di ragazzini che ‘a 16 anni sono vecchi, li voglio di 14‘.

In attesa di ulteriori sviluppi dell’indagine, don Riccardo Seppia si trova ora nella zona protetta, dedicata a coloro che hanno commesso reati contro minori, del carcere di Marassi. Di seguito alcuni messaggi e intercettazioni particolarmente shockanti…

Fonte: Tuttogratis

Ict: non solo virus e hacker, ora gli attacchi sono anche fisici

aprile 20, 2011 Difesa personale No Comments

Nel 2010 e’ stato toccato il record di violazioni informatiche, anche se la perdita di dati causata da cyber-attacchi e’ nettamente diminuita. In compenso gli attacchi ‘fisici’, con manomissione di bancomat, sistemi di distribuzione benzina e terminali dei punti vendita, sono saliti fino a rappresentare quasi un terzo dei casi registrati (per l’esattezza il 29 %). E’ quanto emerge dal rapporto Verizon 2011 Data Breach Investigations Report, realizzato con la collaborazione dei servizi segreti Usa, che mostra come le violazioni su larga scala siano radicalmente calate mentre gli attacchi di scarsa entita’ sono in crescita. Le piccole e medie aziende rappresentano il principale bersaglio di attacchi da parte degli hacker, che preferiscono lanciare attacchi estremamente automatizzati e ripetibili contro questi bersagli piu’ vulnerabili. L’hacking (50%) e il malware (49%) restano il metodo di attacco piu’ diffuso: in particolare il malware sarebbe stato responsabile dell’80% dei dati persi.

Fonte: ADN Kronos

Phishing su Facebook: applicazione ruba credenziali di accesso

aprile 11, 2011 Difesa personale No Comments

L’operazione di phishing su Facebook è oggi assai utilizzata anche dagli hacker più esperti, i quali utilizzano queste informazioni per diffondere facilmente e velocemente un innumerevole quantitativo di malware, spam e quant’altro. La piattaforma di comunicazione digitale più utilizzata dagli utenti del World Wide Web, in questi giorni è diventato il principale bersaglio dei cybercriminali, i quali sfruttano i bug presenti all’interno del social network o le pessime abitudini della maggior parte dei suoi utenti, sempre meno accorti alla propria sicurezza informatica.

La Symantec ha segnalato un nuovo problema, dopo avere avvisato della presenza di un virus che si diffonde con la scusa di fotoritocchi col Photoshop. Questa volta si tratta di codice malevolo per il furto delle credenziali per l’accesso alla piattaforma di Mark Zuckerberg, che si diffonde attraverso messaggi, quali Tornado Randomly Appears During Soccer Game e Video: This is the best April Fools’ prank ever!.

Dopo aver selezionato il link si avvierà automaticamente il download di uno script che informerà l’utente della presenza di un errore su Facebook. Quindi viene visualizzato all’utente un form attraverso il quale effettuare nuovamente il login. I dati vengono però inviati anche ad un server maligno.

Un nuovo messaggio apparirà quindi nella bacheca della vittima, aumentando così le possibilità di contagio. Pertanto è sempre bene diffidare dai form ed effettuare l’accesso dalla homepage della piattaforma dell’uomo dell’anno 2010 secondo il Time.

Fonte: Trackback.it

Mantenere sicuro il vostro computer

http://www.draugiem.lv/user/8257/

Videochat osé su Facebook, poi il ricatto

marzo 31, 2011 Difesa personale No Comments

Utenti minacciati di mettere on line le loro foto compromettenti. L’organizzazione agisce dall’estero

Genova – «Non dare confidenza agli sconosciuti», dicono sempre le mamme. Ma, si sa, i consigli spesso sono giusti, e non sempre ascoltati. È quanto devono avere pensato le vittime di un giro di estorsioni on line scoperto dalla polizia postale di Genova.

Una vera e propria organizzazione con varie sedi all’estero, specializzata ad “agganciare” persone su Facebook, il più grande e frequentato social network al mondo, e che una volta entrate nella cerchia delle amicizie, convincevano la vittima a mostrarsi nuda su Skype. Gli spettacoli erotici, però, venivano ripresi con delle telecamere e, una volta ottenute le registrazioni, partiva il ricatto: «O ci dai i soldi oppure mandiamo il filmato a tutti i tuoi amici e lo pubblichiamo su internet». La cifra chiesta variava da un massimo di tre mila euro a un minimo di 1.500.

Agli agenti postali sono già arrivate una decina di segnalazioni. Ma secondo gli investigatori, le vittime potrebbero essere molte di più. Che non denunciano per vergogna o perché preferiscono pagare pur di non fare trapelare la notizia in famiglia. I primi contatti sono iniziati nei mesi scorsi. E nel giro di poco tempo si sono moltiplicati. Secondo gli agenti, il gruppo di estorsori cambierebbe spesso sede, spostandosi dall’Africa fino alla Giamaica, e sarebbe lo stesso già specializzato in furti di crediti on line.

Il meccanismo usato è semplicissimo. I ricattatori cercano sul social network i profili visibili a tutti. Controllano se qualcuno ha inserito un interesse sessuale particolare, e chiedono l’amicizia. L’utente accetta e inizia così una sorta di “corteggiamento” virtuale. A quel punto, l’esca chiede il numero di telefono e il contatto di Skype, il sito per fare le videochiamate gratis, e invita l’amico a fasi vedere nudo. C’è chi si spoglia e basta, ma ci sono casi di persone che si sono anche spinte più in là. Inconsapevoli che dall’altro lato una telecamera nascosta sta registrando tutto. Dopo un paio di giorni, però, arriva la mail con la richiesta di soldi, con tanto di ricatto. Vittime soprattutto i cinquantenni, ma anche uomini di 30 anni come di 60.

Fonte: Il Secolo XIX

Il primario arrestato: «Indagine non conclusa»

marzo 11, 2011 Difesa personale No Comments

Gian Luigi Canavesi, il primario di 63 anni dell’ospedale di Sondrio agli arresti domiciliari, è sospeso dall’attività ospedaliera e presto lo sarà anche dall’albo professionale, ma l’indagine non è ancora conclusa. Lo dice a chiare lettere il procuratore Fabio Napoleone che per la prima volta ieri – da quando è esploso il “caso Canavesi”, il medico sotto inchiesta per cinque episodi di violenza sessuale pluriaggravata e un tentativo non consumato ai danni di una sesta paziente – ha accettato di ricevere i giornalisti. Nessuna dichiarazione ufficiale – ben inteso – ma commenti a margine di una vicenda che ancora non vede la parola fine.
«Sì, l’indagine non è conclusa… Certo, è sicuramente a buon punto, visto che siamo arrivati a chiedere la custodia cautelare per il medico indagato, ma abbiamo motivo di credere che altre donne siano coinvolte e pertanto ci stiamo muovendo per individuarle».
Il procuratore Napoleone – che ha affidato l’inchiesta al sostituto Luisa Russo, che con la collega Elvira Antonelli si occupa solitamente di reati che colpiscono donne e soggetti deboli – preferisce non parlare del caso specifico che è approdato su tutti i media nazionali, ma si mette nei panni delle vittime, ovvero di quelle donne che si sono recate nell’ambulatorio medico convinte di sottoporsi a una visita specialistica perché affette da problemi respiratori (anche gravi) e si sono ritrovate con le mani del medico sul seno e non certo per essere auscultate: «Mi rendo conto della grande difficoltà che una donna deve provare in caso simile e di quanto coraggio sia necessario per portare alla luce episodi di questa natura, ecco perché sono convinto che il nostro compito – nostro come Procura ma più in generale delle istituzioni – sia proprio quello di fare emergere questi episodi e quindi di dare fiducia a chi deve denunciarli…».

Continua a leggere su La Provincia di Sondrio

Difesa da violenze sessuali

Facebook: ecco chi spia il tuo profilo

Un sito registra, controlla e interpreta tutto quello che metti in rete. Facendo la tua “radiografia virtuale”. Ecco come funziona. E perché ti deve fare riflettere

20 giorni. Tre esperti: un informatico, un linguista e un analista. E un solo responso: la tua radiografia virtuale. Ovvero chi sei, come vivi, cosa ti piace, come reagisci allo stress, quanto odi il tuo capo. E persino quante volte ti sei presa una sbronza. Questo e molto, molto altro indaga, spia e riporta BlogMeter, sito specializzato in indagini private su social network, blog, newsgroup, forum e website. Si tratta di una sorta di Google potenziato, uno 007 in grado di sapere tutto, ma proprio tutto quello che metti in rete e quello che postano i tuoi amici (o nemici) su di te. Status, canzoni preferite, invettive e sproloqui. Commenti, segreti, informazioni e locali frequentati. Ne abbiamo parlato col suo fondatore, Sacha Monotti.

Come funziona BlogMeter?
Ci sono tre fasi. Nella prima, si individuano i campi di ricerca. Nella seconda, si classificano i dati, traducendo il loro significato. Nel terzo, si analizzano per capire cosa dicono. Tre sono le figure professionali che si occupano di questo meccanismo: informatici, linguisti e analisti. Non si tratta, infatti, di una semplice ricerca come quelle che si fanno su Google. Ma di un’accurata analisi che dà un valore diverso anche a parole identiche. Per capirci: per la parola “polo” ci sono diversi significati. Il Polo Nord, l’autovettura Polo, la caramella Polo, il polo politico… BlogMeter cataloga e distingue ciascuno di essi.

Chi si rivolge ai servizi del vostro sito?
I nostri principali clienti sono le grandi aziende che vogliono capire come la rete e le persone reagiscono ai loro prodotti. Ultimamente, abbiamo molte richieste dal mondo della moda e degli stilisti. I politici, per esempio, ci interpellano per capire cosa dire nei loro discorsi: attraverso le nostre analisi, intercettano quali sono gli argomenti chiave che attirano l’attenzione pubblica. E in base a questi, pianificano le loro campagne elettorali. Ci tengo a ricordare che è in atto una rivoluzione: più delle indagini demoscopiche, i social network sono diventati il termometro della società.

Continua a leggere su Repubblica D

Soldatessa denuncia tre superiori per molestie sessuali e violenze religiose

ROMA – Una volontaria dell’Esercito, impegnata in varie missioni, anche all’estero, ha presentato una denuncia alla magistratura ordinaria e a quella militare contro tre superiori, due ufficiali ed un sottufficiale, che l’avrebbero fatta oggetto nel tempo di «numerosi atti di molestia sessuale».

Tra i superiori denunciati, c’è anche una donna che, nel corso di una missione all’estero, avrebbe preteso di coinvolgere la soldatessa in un rapporto sessuale di gruppo con due militari stranieri e che l’avrebbe poi mobbizzata per vendicarsi del rifiuto ricevuto. Ma non solo. La giovane caporale, di religione musulmana, ha denunciato anche di essere stata oltraggiata nel suo sentimento religioso venendo appositamente «comandata» a partecipare alle funzioni religiose cattoliche, per esempio in qualità di corista delle cerimonie natalizie. La notizia della denuncia, resa nota dal sito del comparto Sicurezza e Difesa Grnet.it, è stata confermata dal legale della soldatessa, l’avvocato Giorgio Carta.

I fatti sarebbero avvenuti in parte in Sicilia – dove presta servizio la soldatessa, cittadina italiana, ma figlia di extracomunitari residenti nell’isola – e in parte in Kosovo, dove la giovane era in missione circa due anni fa.

Le denunce sono state presentate alla procura della Repubblica di Catania e alla procura militare di Napoli. Il procuratore aggiunto di Catania, Marisa Scavo, ha aperto un fascicolo conoscitivo che ipotizza il reato di violenza privata e ha iscritto nel registro degli indagati il maresciallo. L’inchiesta è stata affidata al sostituto Antonella Barrera.

Secondo Grnet.it, la vicenda «sarebbe stata invano rappresentata ai superiori dei tre comandanti denunciati, ma la soldatessa non sarebbe stata creduta ed anzi avrebbe ricevuto l’invito a lasciar perdere». La soldatessa si sarebbe convinta a denunciare tutto alla magistratura «solo dopo che era stata ignorata anche la sua semplice richiesta di essere impiegata in una caserma diversa da quella dei tre molestatori».

Fonte: Il Messaggero

Difesa da molestie sessuali

Il governo Svedese prepara nuovi modi per spiare gli utenti

La direttiva sulla conservazione dei dati, più formalmente “Direttiva 2006/24/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 marzo 2006 riguardante la conservazione di dati generati o trattati nell’ambito della fornitura di servizi di comunicazione elettronica disponibili al pubblico o di reti pubbliche di comunicazione e che modifica la direttiva 2002/58/CE “è una controversa direttiva rilasciato dalla Unione Europea e si riferisce alla conservazione dei dati delle telecomunicazioni. La Commissione dell’UE presenterà il 23 Marzo una valutazione della direttiva e, da quanto è trapelato, potrebbe essere eliminata. Le corti di diversi paesi si sono già espresse in materia giudicando la politica di conservazione dei dati incompatibile con i diritti umani fondamentali. Il problema rimane in Svezia dove il parlamento ama agire “contro corrente”…

Cosa succede ? La spiegazione viene offerta da Rickard Falkvinge, leader del Partito Pirata Svedese. “Data Retention significa trasformare il vostro cellulare in un dispositivo pro governativo per localizzarvi sempre e ovunque. Vengono tracciate le chiamate, messaggi, sms, email per costruire un profilo personale. Facebook è un male? Facebook è un Social Network, avete opzioni per la privacy e non fornisce a chiunque i vostri dati personali. La Svezia vuole andare oltre memorizzando anche gli indirizzi IP, siti web visitati e chi più ne ha ne metta…. Vorrebbero adottare lo stesso tipo di sorveglianza implementata a Pechino…. ”

La notizia non dovrebbe suscitare grande interesse per noi residenti in italia se non fosse per iPredator, servizio VPN la cui sede è in Svezia. Utilizzate iPredator per collegarvi online e assicurarvi che la vostra navigazione non sia tracciabile ? I fornitori del servizio potrebbero andare “out of business” oppure venire costretti, “con la forza” a tracciare l’attività dei propri utenti. Abbiamo inviato una e-mail a iPredator per sentire la loro opinione in merito e, qualora ci inviassero la risposta, la pubblicheremo immediatamente.

Fonte: Italia SW

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

Contattaci


Endoacustica Europe srl

Via Umberto Terracini, 47
70029 Santeramo in Colle (BA)
P.IVA IT06836020724
ITALY
tel. 0039 080 30 26 530
tel. 0039 080 43 73 08 93
fax 0039 080 40 73 11 87
e-mail: info@endoacustica.com

CONTATTACI SU SKYPE

Disclaimer


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Intercettazioni.eu

Un aggregatore di articoli e guide online, su argomenti legati allo spionaggio, contro spionaggio, controllo accessi, intercettazioni, Sicurezza personale, protezione dei propri beni e dei vostri affetti.

Ricerca intestatario numero di cellulare

Vuoi sapere il titolare di un numero di telefono cellulare? o viceversa vuoi conoscere il numero di telefono partendo dall'intestatario? I numeri esteri non sono un problema! Chiamaci: 0803026530

Fornitura di sim card anonime

In abbinamento con i nostri telefoni cellulari Stealth Phone, per aggiungere un ulteriore livello di sicurezza alle vostre conversazioni telefoniche, da oggi possiamo offrirvi anche una serie di schede SIM anonime, per ottenere le quali non c’è bisogno di alcuna registrazione.
Chiamaci per saperne di piu' allo 0803026530!

Recupero sms cancellati

Recuperiamo sms, dati cancellati da sim card e telefoni cellulari. Devi inviarci la sim card e/o il telefono cellulare. In meno di una settimana riceverai i dati estratti per e-mail o per posta. Chiamaci per ulteriori informazioni: 0803026530

Come localizzare un cellulare

Come si fà a localizzare un cellulare?. Tutti i telefoni cellulari una volta accesi e collegati alla rete dei provider telefonici mobili sono rintracciabili geograficamente. Chiamaci per saperne di piu': 0803026530

Sblocco codici autoradio

Il codice di un autoradio è unico, per ogni radio associata ad ogni telaio, in genere si trova scritto a penna in qualche libretto di garanzia o manutenzione dalla concessionaria. Se è impossibile ritrovarlo, chiamaci: 0803026530

Recupero password perse

Hai dimenticato la tua password per Excel, word, myspace, aol, facebook, yahoo, msn, hotmail, live, gmail, libero, aim, aol....etc? Possiamo aiutarti, chiamaci: 0803026530