Il primario arrestato: «Indagine non conclusa»

Il primario arrestato: «Indagine non conclusa»

Gian Luigi Canavesi, il primario di 63 anni dell’ospedale di Sondrio agli arresti domiciliari, è sospeso dall’attività ospedaliera e presto lo sarà anche dall’albo professionale, ma l’indagine non è ancora conclusa. Lo dice a chiare lettere il procuratore Fabio Napoleone che per la prima volta ieri – da quando è esploso il “caso Canavesi”, il medico sotto inchiesta per cinque episodi di violenza sessuale pluriaggravata e un tentativo non consumato ai danni di una sesta paziente – ha accettato di ricevere i giornalisti. Nessuna dichiarazione ufficiale – ben inteso – ma commenti a margine di una vicenda che ancora non vede la parola fine.
«Sì, l’indagine non è conclusa… Certo, è sicuramente a buon punto, visto che siamo arrivati a chiedere la custodia cautelare per il medico indagato, ma abbiamo motivo di credere che altre donne siano coinvolte e pertanto ci stiamo muovendo per individuarle».
Il procuratore Napoleone – che ha affidato l’inchiesta al sostituto Luisa Russo, che con la collega Elvira Antonelli si occupa solitamente di reati che colpiscono donne e soggetti deboli – preferisce non parlare del caso specifico che è approdato su tutti i media nazionali, ma si mette nei panni delle vittime, ovvero di quelle donne che si sono recate nell’ambulatorio medico convinte di sottoporsi a una visita specialistica perché affette da problemi respiratori (anche gravi) e si sono ritrovate con le mani del medico sul seno e non certo per essere auscultate: «Mi rendo conto della grande difficoltà che una donna deve provare in caso simile e di quanto coraggio sia necessario per portare alla luce episodi di questa natura, ecco perché sono convinto che il nostro compito – nostro come Procura ma più in generale delle istituzioni – sia proprio quello di fare emergere questi episodi e quindi di dare fiducia a chi deve denunciarli…».

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