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Finta roccia nasconde una telecamera Continua la “spy war” Israele-Hezbollah

Dicembre 22, 2010 Telecamere nascoste No Comments

WASHINGTON – Una roccia di colore grigio. Era incastonata su un’altura che guarda la valle libanese della Bekaa. Ma non era quello che sembrava: all’interno di un guscio in fibra di vetro, modellato come una roccia, c’era un sofisticato apparato di spionaggio. I guerriglieri filo-iraniani dell’Hezbollah hanno annunciato di averlo scoperto pochi giorni fa e ne hanno segnalato la presenza all’esercito libanese. Il sistema sarebbe stato in grado di monitorare una zona usata dai miliziani per il training e un’importante rotta seguita dai camion che portano armi dalla Siria all’Hezbollah. Nelle vicinanze è stato poi individuato un secondo apparato. Conteneva una videocamera, poteva trasmettere immagini, ricevere segnali e disponeva di un laser per “illuminare” bersagli.

GUERRA DI SPIE – La notizia della scoperta è solo l’ultimo episodio nella guerra di spie che si combatte in Libano. Da mesi l’Hezbollah e le autorità locali annunciano arresti di «talpe» al servizio di Israele. Alcune sono fondate, altre invece appaiono strumentali. I guerriglieri filo-iraniani vogliono dimostrare che il Libano è infiltrato dal Mossad, così come gli apparati di comunicazione. A cominciare dai telefoni. Una denuncia legata alla possibile incriminazione da parte del tribunale internazionale di alcuni dirigenti del movimento sciita. Personaggi di spicco sospettati di aver organizzato l’omicidio dell’ex premier Hariri e collegati all’attentato da una serie di cellulari. Sostenendo che il network telefonico è infiltrato, l’Hezbollah vuol dimostrare che quelle accuse sono state manipolate. Sarebbe stato interessante ascoltare il parere di chi ha svolto quelle ricerche – un coraggioso ufficiale libanese – ma lo hanno fatto fuori con una carica esplosiva.

REAZIONI OPPOSTE – Le rivelazioni sulla roccia-spia hanno suscitato reazioni opposte in Israele. Qualche esperto non ha dimostrato sorpresa: è scontato che la nostra intelligence – ha dichiarato – impieghi informatori e mezzi sofisticati. Altri hanno ipotizzato una mossa propagandistica dell’Hezbollah. E non hanno escluso che possa trattarsi di apparati lasciati da Israele dopo il ritiro dal Libano. Sulla «scatola magica» c’era una targhetta con riferimenti ad una società israeliana: da Gerusalemme è trapelata l’indiscrezione che la compagnia operava negli anni ’70. Ma potrebbe essere anche questa una versione di comodo. Un «tecnico» si è poi chiesto se l’impianto fosse dotato di un meccanismo di autodistruzione. Lo stesso che ha ridotto in frammenti, numerosi sensori, nel Libano sud nell’arco degli ultimi mesi. Fonti locali, a questo proposito, hanno sostenuto che caccia israeliani avrebbero incenerito con un raid un terzo apparato nei pressi della città costiera di Sidone.

Fonte: Corriere.it

Videosorveglianza nella stazione di Milano

Riprendono istante per istante gli ambienti, i flussi di passeggeri e i visitatori della Stazione Centrale di Milano le 180 telecamere attive, in funzione da ieri, che, assieme ad una sala operativa gestita dalla Polizia Ferroviaria, fanno parte di una più ampia riqualificazione attuata da Grandi Stazioni e dal gruppo Ferrovie dello Stato.

Video-wall, impianti per la registrazione digitale delle immagini e centralini telefonici di ultima generazione, fanno parte dei sistemi di sicurezza inaugurati alla presenza del ministro dell’Interno Maroni che ha voluto sottolineare quanto spesso il settore dei trasporti sia stato oggetto di attentati.

Ci sono voluti circa 40 mesi e più di 11 milioni di euro per realizzare l’attuale sistema di sorveglianza della stazione, che, rispettando le norme in materia di Privacy, vuole garantire il più possibile una stazione sicura, come sottolinea l’ad del gruppo FS, Mauro Moretti.
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Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video.

6. Visualizzare i video

La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in supermercati, o in luoghi pubblici per difendersi da minacce.

Esistono quattro opzioni fondamentali per la visualizzazione video:

6.1 Visualizzazione locale: direttamente dal DVR, NVR o server, è ideale per piccoli impianti di monitoraggio. In questo modo il sistema di gestione video viene anche usato per la visualizzazione, contenendo i costi.
Questa scelta è la più comune in negozi,banche e piccole imprese.

6.2 Visione a distanza via PC: è il modo più comune di visualizzare i filmati di sorveglianza.I PC standard sono utilizzati per visualizzare video in diretta o registrati, usando una applicazione dedicata o un browser web.
Quest’ultimo sta diventando l’opzione ormai più comune, che non richiede installazione di un software con relativi aggiornamenti.

6.3 Visione mobile: consente agli operatori di sicurezza di verificare subito i filmati, tramite un videofonino o un PDA. Questa opziona, inizialmente recepita piuttosto freddamente dal mercato, ha iniziato ad essere più comune grazie alla diffusione degli smartphones, in particolare iPhone.

6.4 Video Wall: ideale per i grandi centri operativi di polizia o aziende di sicurezza con centinaia o migliaia di telecamere sotto la loro giurisdizione. Grazie allo schermo multiplo, è possibile consentire al visione a più persone contemporaneamente, garantendo un tempo di risposta minimo nel caso in cui si verifichino delle emergenze, quando il video della zona interessata viene automaticamente visualizzato su tuti gli schermi per consentire una migliore analisi.

7. Integrazione con altri sistemi video

Molte organizzazioni utilizzano i sistemi di video sorveglianza da soli, semplicemente scaricando i filmati di un qualche interesse. Tuttavia, per le organizzazioni più grandi e quelle con particolari esigenze di sicurezza, questo è un modo poco efficiente e povero di operare. Queste organizzazioni preferiscono affidarsi ad interfacce in grado di gestire diverse piattaforme di sicurezza integrandole tra loro.

Esistono tre modi per garantire tale integrazione:

7.1 Hub controllo di accesso: la maggior parte delle organizzazioni hanno dei sistemi di controllo accessi elettronici o IP. Questi sistemi sono stati progettati per integrarsi con altri sistemi di sicurezza quali antintrusione e videosorveglianza. Questo è il modo più comune e relativamente poco costoso (sotti 30-40000 EUR) di ottenere tale integrazione). Tuttavia, i sistemi di controllo accessi sono spesso limitati nelle capacità di integrazione.

7.2 Hub PSIM: Negli ultimi anni, i fabbricanti di sistemi di controllo forniscono applicazioni specializzate il cui unico scopo è di riunire le informazioni provenienti dai sistemi di sicurezza e fornire informazioni rilevanti per ottimizzare la risposta ad una eventuale minaccia. Queste applicazioni tendono ad essere molto costose (fino a svariate centinaia di migliaia di Euro), ma supportano una gamma molto più ampia di prodotti di sicurezza e offrono funzionalità più sofisticate.

7.3 Hub Gestione Video: Sempre più spesso, i sistemi di gestione hanno la possinilità di aggiungere il supporto per altri sistemi di sicurezza con le relative funzioni. Se avete solo bisogno di un’integrazione limitata, il sistema di gestione video può fornire una soluzione poco costosa, sia pure con funzionalità inferiori.


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Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati.

4. Salvataggio

I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno.

I due elementi più importanti per determinare la durata di archiviazione sono: il costo dello stoccaggio e le eventuali minacce da affrontare.
Lo spazio disponibile su servizi online (ad esempio Gmail) che possono contenere migliaia e migliaia di email a costo zero, è appena sufficiente a salvare un giorno di filmati di sorveglianza. Pertanto, se si devono salvare svariati terabytes di dati, è importante tenere sotto controllo il costo di tale servizio, con varie tecniche.

Anche il tipo di minacce da affrontare determina la durata di archiviazione. Per esempio, in una banca, una transazione fraudolenta può essere scoperta anche 2 mesi dopo il fatto, ed è pertanto importante conservare i filmati a lungo termine; al contrario, i rischi presenti in un casinò vanno monitorati quasi in tempo reale, ed i filmati possono essere conservati anche solo per una settimana.

Le forme principali di stoccaggio sono essenzialmente 3:

4.1 Salvataggio Interno: la forma più comune di salvataggio, utilizza i dischi rigidi all’interno di un server o di una unità NVR o DVR. Grazie agli hard disk fino a 1 TB, la memoria interna può contenere fino a 2 o 4 TB di dati.
Sicuramente l’opzione più economica, anche se spesso meno affidabile, è comunque ancora la maniera più diffusa per salvare i propri filmati di sorveglianza.

4.2 Salvataggio Esterno: dischi rigidi esterni, collegati al sistema di registrazione e gestiti da apparecchiature di archiviazione quali NAS o SAN. Fornisce una maggiore flessibilità, ma con un costo per TB mediamente più alto, ed è diffuso per salvare i filmati di sistemi video con molte telecamere.

4.3 Cluster di stoccaggio: basati su IP, possono memorizzare video provenienti da un gran numero di telecamere, anche di tipo diverso (NVR, DVR o IP), con un alto grado di flessibiità che li rende un’opzione molto popolare quando si gestiscono sistemi di sorveglianza complessi.

5. Analisi video

L’analisi dei filmati ricevuti viene fatta per ottimizzare l’archiviazione o per identificare minacce o eventi rilevanti.

L’applicazione più comune è sicuramente l’ottimizzazione dello spazio. Nella sua forma più semplice, l’analisi viene fatta su filmati per identificare eventuali cambiamenti dell’ambiente o movimenti sospetti.
Sulla base della presenza o assenza di movimento, il sistema di gestione video può decidere di non memorizzare i filmati, o di memorizzarli ad una risoluzione inferiore.
In questo modo si può eliminare tra il 60% e l’80% dei filmati statici, con conseguente risparmio rispetto alla registrazione continua.

La forma più “divertente” di analisi è la ricerca di eventi rilevanti, ad esempio intrusioni all’interno del perimetro sorvegliato, analisi di oggetti abbandonati, conteggio delle persone o riconoscimento delle targhe automobilistiche. Questo tipo di analisi permette un approccio proattivo, consentendo ad esempio di bloccare un ladro che salta la recinzione, o di rilevare l’accesso da parte di un autoveicolo non autorizzato.
(Continua con la Parte 4)


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Guida alla sorveglianza video: parte 2 – Collegamenti e sistema gestione video

Continuiamo a rispondere alle 7 domande fondamentali da porsi quando si decide di installare un sistema di monitoraggio video, con questioni riguardanti la connettività e il sistema di gestione video.

2. Connettività

Nella sorveglianza professionale, le telecamere sono collegate a sistemi di gestione video, per registrare filmati e visualizzarli in seguiti. Le caratteristiche principali sono due.

2.1 IP vs analogico: I video possono essere trasmessi attraverso la rete di computer (IP) oppure come video analogici. Attualmente il mercato tende a spostarsi verso la trasmissione IP, che può essere usata per trasmettere anche i filmati analogici.
Al contrario delle telecamere analogiche, quelle IP si possono collegare direttamente ad una rete IP (proprio come il vostro PC); tuttavia, è possibile installare un encoder per trasmettere filmati analogici via IP. L’encoder trasforma il video analogico in un flusso di dati digitali da trasmettere via IP.

2.2 Cablatura vs Wireless: I video possono essere inviati tramite cavi o via rete wireless, a seconda che si usi un video analogico o IP. Oltre il 90% dei video viene inviato via cavo; tuttavia, il wireless è un’opzione importante per la trasmissione di video in luoghi dove l’installazione di cavi può essere costosa, scomoda o pericolosa.

3. Sistema di gestione video

Il sistema di gestione video è il fulcro delle soluzioni di videosorveglianza, che riceve i filmati dalle telecamere, li memorizza e ne gestisce la visione.

Ci sono quattro opzioni fondamentali nei sistemi di gestione video, anche combinabili tra loro.

3.1 DVR sono computers che combinano software, hardware e salvataggio dei video, tutto in uno. Per definizione, possono ricevere solo filmati analogici. Quasi tutti supportano la visione remota via Internet.
I DVR sono molto semplici da installare, ma limitano notevolmente la flessibilità e le possibilità di espansione; essi sono ancora oggi l’opzione più comune tra gli acquirenti professionali, anche se le altre 3 categorie si stanno rapidamente affermando.

3.2 HDVR o DVR ibridi, sono DVR che supportano telecamere IP. Hanno tutte le funzionalità di un DVR, a cui aggiungere il supporto per IP e telecamere megapixel. La maggior parte dei DVR può essere aggiornato per diventare HDVR, con un costo di migrazione piuttosto basso.

3.3 NVR come i DVR in tutto, tranne per il supporto della telecamera. Mentre un DVR supporta solo telecamere analogiche, un NVR supporta solo le telecamere IP, e se lo si vuole usare con una telecamera analogica, occorre munirsi di un encoder.

3.4 IP Video Surveillance Software è un’applicazione software, da installare su PC o server ove salvare i dati video. Ciò consente maggiore libertà e costo potenzialmente inferiore, ma l’installazione e la configurazione del computer può esser notevolmente più complessa. Nonostante questo, l’uso di un software è la tendenza più diffusa attualmente, specialmente per la gestione di un gran numero di telecamere.

(Continua con la Parte 3)


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Guida alla sorveglianza video: parte 1 – Introduzione e scelta della videocamera

Progettare una soluzione di video sorveglianza richiede decisioni su 7 punti fondamentali, attraverso cui tenteremo di guidarvi ora, specialmente per coloro che si avvicinano per la prima volta a questo settore.

Le 7 domande fondamentali sono:

* Che tipo di telecamere di sicurezza usare?
* Come collegare le telecamere ai sistemi video?
* Che tipo di sistema video usare?
* Come conservare i filmati?
* Che tipo di analisi video usare?
* Come visualizzare i video?
* Come integrare il tutto con altri sistemi?

1. Scegliere la giusta telecamera

Le telecamere sono letteralmente gli occhi di un sistema di videosorveglianza, e vanno posizionate in aree critiche per tenerle sotto osservazione.

I due principi di base del posizionamento di una telecamera sono: utilizzare passaggi obbligati e proteggere i valori.

I passaggi obbligati per persone o veicoli che entrano nella vostra area sono, ad esempio, porte, corridoi e passi carrabili. Posizionando una telecamera vicino ad una porta potrete facilmente determinare chi entra e chi esce.
I valori sono oggetti specifici, beni o aree che necessitano di protezione. Ad esempio, oggetti quali cassette di sicurezza o registratori di cassa, o aree in cui si verificano attività importanti, quali ad esempio il parcheggio o la reception di un albergo. La definizione di bene è relativa alle esigenze e alle priorità della propria organizzazione.

Una volta determinate quali aree coprire, bisogna decidere in merito a quattro caratteristiche della fotocamera:

1.1 Fissa vs PTZ: Una telecamera può essere fissa, e guardare solo in un punto specifico, o mobile tdi tipo PTZ , ovvero Pan, Tilt e Zoom (spostamento a destra ea sinistra, su e giù, e zoom). La maggior parte delle telecamere utilizzate nella sorveglianza sono fisse. Le PTZ sono generalmente usate per coprire settori più ampi, e dovrebbero essere scelte solo se si prevede un uso quotidiano e continuativo delle telecamere. Le telecamere fisse, inoltre, costano mediamente tra 5 e 8 volte meno rispetto alle PTZ.

1.2 Colore vs Infrarosso vs Termico: in TV, un filmato può essere a colori o in bianco e nero.Per una videocamera di sorveglianza, l’uso del bianco e nero ha senso se l’illuminazione è molto bassa (ad esempio di notte). In queste condizioni, telecamere a raggi infrarossi o termiche produrranno immagini in bianco e nero. Le termocamere ad infrarossi richiedono speciali lampade (illuminatori a raggi infrarossi) che producono un’immagine chiara al buio, ma sono notevolmente più costose rispetto alle normali telecamere a colori. Le telecamere termiche non richiedono illuminazione, ma producono solo sagome di oggetti basate sulla loro impronta termica e sono molto costose. Per un uso diurno in zone illuminate, le telecamere a colori sono la scelta più ovvia.

1.3. Definizione Standard vs Megapixel: Come scegliere un televisore. Come per la TV, storicamente si sono usate telecamere a definizione standard, ma ora le telecamere ad alta definizione sono la norma. Mentre TV ad alta definizione arriva al massimo a 3 megapixel, le telecamere di sorveglianza possono raggiungere anche una definizione di 16 MP ed oltre.

1.4 IP vs analogico: La più grande evoluzione del monitoraggio video è il passaggio dalle telecamere alle IP. Mentre tutte le telecamere di sorveglianza sono digitalizzate per poter visualizzare e registrare su computer, le camere IP digitalizzano il video all’interno della videocamera stessa, ed usano soltanto una risoluzione Megapixel. Con queste caratteristiche di qualità, stanno rapidamente guadagnando fette di mercato.

La maggior parte degli acquirenti di sistemi di sorveglianza video usa sistemi combinati. Ad esempio, telecamere analogiche fisse a raggi infrarossi intorno al palazzo, con una telecamera analogica PTZ a monitorare il parcheggio, mentre all’interno si può usare una telecamera fissa megapixel che copre il magazzino e un certo numero di telecamere IP fisse per gli uffici.

(Continua con la Parte 2)


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Telecamere di sorveglianza nelle scuole, per la sicurezza degli studenti

In molti paesi le scuole pubbliche sono dotate di sistemi di video sorveglianza già da vari anni, per garantire una adeguata protezione per gli studenti.

L’installazione di telecamere di video sorveglianza nelle scuole è un progetto costoso, e glii amministratori devono essere sicuri che questa sia la strada giusta per scoraggiare furti, danni alle proprietà, o intrusioni nella scuola. Anche se la maggior parte degli istituti che hanno installato sistemi di videosorveglianza hanno dovuto affrontato lamentele riguardo a possibili invasioni della privacy, le telecamere contrastano la criminalità e sono importanti per fornire eventuali prove di reati,

Perché usare la videosorveglianza nelle scuole?

Prima di decidere per l’installazione di sistemi di videosorveglianza per prevenire atti di vandalismo, scontri, violazioni di domicilio o furti, chi decide deve sedersi e analizzare completamente i propri bisogni e le eventuali minacce alla sicurezza.

Domande importanti da porsi saranno:

– Quali minacce alla sicurezza vanno affrontate?
– Come si userà l’apparato di sorveglianza per affrontarle?
– Come gestire l’operatività e la manutenzione del sistema?

Una volta completata questa analisi, bisogna analizzare i benefici e i costi della decisione. La maggior parte degli amministratori scolastici concorda sul fatto che l’installazione di dispositivi di sorveglianza video aiuterà gli studenti a concentrarsi sui loro studi. Il costo di un sistema di di sicurezza può variare da qualche centinaio di migliaia di euro per sistemi CCTV analogici, fino a superare il milione per sistemi IP con telecamere di sorveglianza digitali collegate a una rete web. Le telecamere del sistema sono generalmente posizionate presso gli ingressi, i corridoi, i vani scale, le zone comuni ed i parcheggi, questi ultimi monitorati 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana.

Altri vantaggi includono:

– Raccolta di informazioni e prove

– Le telecamere scoraggiano il crimine e possono aiutare a raccogliere la confessione di infrazioni che non sono state nemmeno riprese dalle telecamere di sicurezza.

– Le telecamere consentono al personale di sicurezza della scuola di compiere il loro lavoro in maniera più precisa, con un risparmio nel lungo periodo in quanto alcuni compiti semplici saranno svolti dal sistema di sicurezza.

Risparmio sui premi assicurativi contro furti e atti vandalici.

Tuttavia, rimangono dei costi da affrontare con l’installazione del sistema di sicurezza, ed i costi di installazione, manutenzione e del personale possono rivelarsi troppo elevati. Inoltre, va sempre considerato il diritto alla riservatezza: non registrare tracce audio, e non posizionare le telecamere all’interno degli edifici scolastici. Il sistema deve proteggere la sicurezza degli studenti, non controllarne gli spostamenti.

Se i distretti scolastici decidono per l’acquisto di sistemi di videosorveglianza, dovranno condurre una ricerca ed una pianificazione adeguata per rendere il nuovo sistema funzionale e utile per gli studenti. Una volta installati i sistemi di sicurezza, bisognerà poi valutarne l’efficacia per adattarli ad eventuali nuove sfide per garantire la sicurezza degli studenti.


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Tecnologie di riconoscimento facciale biometrico

Le tecnologie di riconoscimento biometrico del volto sono una misura nuova, ma ormai di uso piuttosto comune, che i governi e le imprese utilizzano per identificare criminali e proteggere le persone innocenti.
Tuttavia, questo presenta delle inevitabili questioni etiche: come gestire un’eventuale identificazione errata? Come evitare violazioni dei diritti della persona controllata?
I ricercatori provano costantemente al lavoro per assicurare che l’identificazione sia corretta.

Tuttavia, l’atteggiamento del pubblico è ormai abbastanza accondiscendente verso le tecnologie di identificazione biometriche, perché esse vengono percepite come la miglior difesa dal rischio di attentati, una difesa non intrusiva e con la miglior tecnologia di riconoscimento passivo possibile.

Le apparecchiature di identificazione biometrica assegnano un valore numerico ad ogni soggetto catturato dalle telecamere ad alta tecnologia.
La biometria valuta la spaziatura tra le orecchie e gli occhi, la forma del naso, oltre a varianti come la barba e gli occhiali. Ma le tecnologie biometriche non sono ancora accurate come le impronte digitali.
Queste ultime garantiscono una identificazione positiva al 99%, contro il 95% della tecnologia biometrica, la quale tuttavia ha il vantaggio di lavorare su grandi numeri, quali i miliardi di fotografie contenute nelle banche dati di identificazione di tutto il mondo.

Il mercato della biometria e le sue applicazioni

La maggior parte delle entrate del settore biometrico proviene da applicazioni di sicurezza per enti governativi, con solo il 20% del totale proveniente da sanità, servizi finanziari e trasporti. Il business è in crescita, le prestazioni migliorano costantemente, e le imprese private stanno rapidamente adottando soluzioni biometriche per regolamentaregli accessi.
I governi utilizzano le tecnologie di riconoscimento facciale per fornire risposte immediate in caso di crimini o di problemi di identificazione.

Il Grande Fratello?

A volte la tecnologia di riconoscimento biometrico può sbagliare: ad esempio, durante il Super Bowl 2001 a Tampa, il software biometrico ha erroneamente identificato diverse persone come ricercate, e in diversi aeroporti americani ci furono errori nella sorveglianza biometrica. Secondo i difensori delle libertà civili, un uso incontrollato delle tecnologie di riconoscimento facciale rischierebbe di calpestare i diritti e le libertà individuali, poiché le leggi che riguardano l’uso della biometria non sono ancora completamente sviluppate.
Gli esperti ammettono che la tecnologia non è infallibile, e un furto di documenti di identificazione biometrica poterbbe essere potenzialmente molto pericoloso.

Guardando al futuro

L’applicazione di un sistema di autenticazione biometrica deve venire da uno sforzo concertato e collaborativo, che tenga conto di diverse componenti:

– L’identità e i dati biometrici della persona
– Qualcosa che essa ha, come ad esempio una chiave di accesso
– Qualcosa che essa sa, ad esempio un PIN o una password

Poiché la tecnologia biometrica di oggi non è sempre precisa al 100%, l’utilizzo parallelo di altri strumenti di identificazione ne garantisce e migliora l’attendibilità.

Eventuali difetti nella tecnologia di riconoscimento verranno lentamente superati, e le tecnologie che permettono di individuare persone attraverso strumenti biometrici potranno risolvere casi spinosi e salvare vite.


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La tecnologia biometrica nella video sorveglianza

 

Come abbiamo potuto vedere, ad esempio, nelle indagini per gli attentati alla metropolitana di Londra nel 2005, le immagini biometriche raccolte da oltre 200mila telecamere di sorveglianza possono rivelarsi un’arma cruciale nella lotta al terrorismo.
Ciò che rende queste telecamere straordinarie è che grazie al loro obiettivo “fish eye” di forma sferica, e al collegamento computerizzato ad un enorme database, possono essere usate per seguire una persona sospetta ed identificarla rapidamente.

Il vantaggio principale, rispetto alle telecamere fisse tradizionali, è sicuramente l’assenza di punti ciechi che la telecamera non riesce a coprire. In questo modo, possono garantire una copertura totale, così che eventuali persone sospette presenti nel loro raggio d’azione sarebbero sicuramente identificate.

Cos’è la biometria?

La biometria è un settore della tecnologia che utilizza metodi automatici per l’identificazione o la verifica di un soggetto, sulla base di una caratteristica fisiologica o comportamentale. Tra le caratteristiche misurate ci sono no soltanto il volto o le impronte digitali, ma anche la forma della mano, la scrittura, l’iride, la retina e la voce. Le caratteristiche della persona osservata sono poi confrontate con quelle di altri individui memorizzati su modelli contenuti all’interno di un database.
Se il sistema rileva un alto punteggio di correlazione tra il modello e il soggetto, può dare l’allarme se è il caso. L’utilizzo di tecnologie biometriche per identificare gli attentatori è una soluzione precisa e all’avanguardia.

Sistemi software per la gestione di immagini tridimensionali del viso, inviano luce infrarossa o quasi infrarossa sul viso di un soggetto per determinarne i contorni del viso. Altri ancora, combinano le immagini provenienti da una serie di telecamere, che riprendono lo stesso soggetto da varie angolazioni, per costruirne un’immagine tridimensionale; oppure, ne esistono altri che combinano immagini tridimensionali e bidimensionali insieme ai dati delle impronte digitali per ottenere una precisione assoluta.

Tutti questi sistemi hanno bisogno di telecamere ad alta risoluzione per ottenere i risultati promessi, e funzionano meglio quando il soggetto si trova a pochi passi dalle telecamere video. Anche se una cattiva immagine può ridurre l’efficacia del lavoro della fotocamera, questo campo della tecnologia sta rapidamente avanzando verso una standardizzazione della qualità delle immagini, nonché della definizione dei biometrici.

Come valutare le soluzioni biometriche

Sebbene le tecniche di valutazione di soluzioni biometriche non siano standard, gli operatori del settore devono passare il Face Recognition Vendor Test (FRVT), che esegue controlli su tutti i database al fine di realizzare un confronto obiettivo tra i vari fornitori.
Queste valutazioni forniscono agli enti governativi delle informazioni per determinare dove e come applicare le tecnologie di identificazione facciale. Inoltre, i risultati del FRVT permettono di stabilire la direzione della ricerca futura per i professionisti della video sorveglianza in campo biometrico.
Le tecnologie biometriche sono il fondamento di nuove soluzioni di identificazione per la video sorveglianza. Con l’aumento delle minacce terroristiche, sempre più imprese e governi si stanno rivolgendo alla tecnologia biometrica per rendere più sicuri i loro dipendenti e cittadini.


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Telecamere per sorveglianza domestica: come sceglierle

Installare delle telecamere di sorveglianza in casa può aiutare per tenere d’occhio i figli piccoli mentre dormono, affiancando una baby sitter in carne ed ossa e monitorandone il lavoro, e dando serenità a genitori e figli.

Proveremo ad aiutarvi nella scelta del sistema adatto alle vostre esigenze, con un elenco di cinque domande e risposte che vi aiuteranno a costruire la vostra base di conoscenze delle tecnologie di sorveglianza domestica.

1. Cos’è la video sorveglianza nascosta?

Un sistema di sorveglianza segreta è progettato per registrare video di una determinata zona, senza essere rilevato; può essere utilizzato per una serie di applicazioni differenti all’interno della casa: controllo anti intrusioni, sorveglianza a distanza, come il controllo dello stato di eventuali lavori all’interno della vostra casa.

I sistemi di sorveglianza nascosta sono costituiti da componenti diversi da quelli delle normali apparecchiature di sorveglianza. Innanzitutto, le loro dimensioni devono essere ridotte, per occultare facilmente i componenti, i quali devono anche funzionare senza produrre rumori, e che vanno scelti in base alle specificità delle varie destinazioni d’uso.

2. Cosa c’è di speciale in un sistema di videosorveglianza domestica?

Il termine “sorveglianza babysitter” è usato come sinonimo di sorveglianza discreta. I sistemi di sorveglianza per un uso domestico spesso contengono telcamere e componenti adatti al monitoraggio attivo di tutta la vostra casa. Per esempio, la sorveglianza a distanza, che permette ai genitori di controllare i loro figli durante il giorno, in tempo reale.

Un’altra importante caratteristica da considerare è la qualità della telecamera, poiché la qualità dell’immagine è estremamente importante per ottenere immagini chiare e facili da distinguere.

3. Meglio un sistema cablato o wireless?

La maggior parte dei sistemi di sorveglianza domestica è wireless, per una maggiore comodità di installazione e discrezione d’uso. Ciononostante, esistono ancora molti modelli cablati, con caratteristiche pressoché identiche.
In ogni caso, la tendenza attuale va verso sistemi wireless, che sono ora molto più sicuri di quanto non fossero in passato.

4. Cos’è la video sorveglianza a distanza?

Il termine si riferisce alla possibilità di visualizzare i filmati registrati dalla rete di sorveglianza, pur trovandosi a distanza. Molti sistemi hanno la possibilità di accesso remoto per consentire il controllo remoto della fotocamera, che può aumentare o cambiare l’area visualizzabile.
Grazie ai moderni sistemi di sorveglianza a distanza potrete avere aggiornamenti in tempo reale sulla situazione della vostra casa con estrema precisione, invece di scorrere ore ed ore di immagini alla ricerca di eventuali eventi particolari.

5. Quali caratteristiche vanno considerate?

Molti sistemi di sorveglianza disponibili sul mercato svolgono un ottimo lavoro di monitoraggio discreto. Tuttavia, altri fattori importanti da prendere in considerazione per aumentare l’efficacia del sistema includono:

Foto di qualità – La qualità delle immagini video ha un ruolo importantissimo per l’efficacia complessiva dei vostri sforzi di sorveglianza. Se avete intenzione di investire denaro in un sistema di sorveglianza,è importante dotarsi di telecamere di qualità che offrano immagini nitide e riproduzione video chiara (almeno 30 fps e risoluzione di almeno 480 linee).

Sorveglianza esterna – La portata della rete di sorveglianza può essere aumentata, usando telecamere progettate per la sorveglianza esterna.

Custodie per telecamere – Mentre gli alloggiamenti non determinano la qualità dell’immagine catturata, essi hanno un impatto sulla efficacia complessiva del sistema, in quan to assicurano alle vostre telecamere una adeguata protezione da agenti esterni (pioggia, umidità etc) mantenendole stabili e garantendo un funzionamento ottimale.

La scelta o meno di usare un sistema di sorveglianza domestica può essere molto importante, ma una volta che la decisione è presa, può essere ancora più difficile scegliere l’equipaggiamento adatto. Avere una conoscenza di base di alcuni degli aspetti critici da considerare, dovrebbe aiutarvi nel processo di selezione.


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Videoregistratori digitali standalone per sorveglianza: pro e contro

Non c’è dubbio che l’utilizzo di un videoregistratore digitale (DVR) ha diversi vantaggi rispetto ai tradizionali videoregistratori analogici per video sorveglianza.
Ne esistono tuttavia due tipologie: una da collegare ad un computer ed una standalone, ossia in grado di funzionare autonomamente. Saranno le vostre esigenze di sorveglianza a guidarvi nella scelta della tipologia da usare.

Cercheremo ora di spiegarvi il funzionamento dei DVR standalone, per valutare i pro ed i contro del loro utilizzo e decidere responsabilmente se acquistarne uno o meno.

La funzione di base di qualsiasi DVR è di registrare video, salvandolo su scheda di memoria o disco rigido per rivederlo in futuro. Questo viene ottenuto tramite un singolo circuito all’interno di un’unità dalle dimensioni compatte, simile ad un videoregistratore o un lettore DVD e dotata di tutti i componenti necessari alla registrazione.

Benefici di un modello standalone

I modelli standalone sono una scelta molto popolare per vari motivi:

Facili da installare e utilizzare – Uno dei maggiori vantaggi di un modello autonomo è il fatto che tutto il software e l’hardware sono già configurati, permettendovi di iniziare subito a registrare, senza i complicati processi di installazione che un modello da collegare al PC potrebbe richiedere.

Estremamente affidabili – I modelli standalone sono noti per essere estremamente affidabili, e solo in rarissimi casi possono presentare difetti di fabbricazione o di configurazione. Inoltre, non sono richiesti interventi da parte dell’utente per configurarli, il che riduce il rischio di errore.

Potenziali svantaggi di un modello standalone

Nonostante la loro efficacia e semplicità, in alcune applicazioni di sorveglianza i modelli standalone possono offrire prestazioni lievemente inferiori. Alcuni potenziali svantaggi da considerare comprendono:

Difficili da aggiornare o ampliare – Essendo costruiti come una unità completa su un circuito unico, non sono facilmente espandibili e aggiornabili. Se volete espandere il vostro sistema di sorveglianza per accogliere ulteriori telecamere, poterbbe essere necessario acquistare un nuovo DVR. Se prevedete di modificare la configurazione del vostro sistema di videosorveglianza, è meglio orientarsi verso un modello basato su PC.

Non adatti a grandi reti di telecamere – I modelli standalone possono generalmente gestire fino a quattro o otto videocamere (occasionalmente 16). Se dovete integrare più di 16 telecamere di sorveglianza nel vostro sistema di sicurezza, dovrete guardare ad un DVR basato su PC, che può ospitare una rete molto più ampia.

Questo elenco, non certo esaustivo, fornisce comunque alcuni punti da considerare per scegliere un DVR. Come per tutti gli aspetti dei sistemi di videosorveglianza, è necessario considerare con attenzione le esigenze di sicurezza per effettuare la vostra scelta.


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Come funzionano le telecamere di sicurezza?

Installare un sistema di videosorveglianza può essere un ottimo modo per aumentare la sicurezza e farvi dormire tranquilli. Ci sono diverse opzioni tra cui scegliere, anche se può rivelarsi complicato trovare l’attrezzatura adatta alle proprie esigenze, per cui è utile avere una conoscenza di base prima di avventurarsi nella scelta.

Per aiutarvi nella scelta, proviamo innanzitutto a chiederci: come funzionano le telecamere di sicurezza? La risposta va suddivisa in quattro diversi aspetti.

La tecnologia di base

I componenti primari delle telecamere a circuito chiuso (CCTV) sono i sensori CCD, che convertono in segnale elettrico la luce raccolta dalla lente della telecamera. Il segnale viene poi elaborato e trasformato in segnale video, che può essere salvato o visualizzato su un monitor esterno. Il segnale varia a seconda del tipo di telecamera, sia essa analogica o digitale.

Analogico vs digitale

Le telecamere moderne sono pressoché tutte digitali, e prima che esse comparissero sul mercato, l’analogico era la norma.

Le videocamere digitali generano il loro segnale attraverso il Digital Signal Processing (DSP), un microchip attraverso cui viene fatto passare il segnale analogico che viene scomposto in dati a base binaria. Le telecamere analogiche, invece, utilizzano circuiti integrati per processare l’output video, ma il loro segnale rimane un segnale elettrico basato sulla tensione.
Il sistema digitale presenta evidenti vantaggi, in genere per via della qualità superiore, ma soprattutto fornisce molte più opzioni per la memorizzazione, riproduzione e trasportabilità dei propri video.

Colore vs bianco e nero

Le telecamere di sorveglianza offrono immagini sia in bianco e nero che a colori. In generale, è molto più facile distinguere le immagini a colori. Tuttavia, una telecamera a colori non è sempre indicata per la sorveglianza notturna.
Per operare in condizioni di scarsa illuminazione è pertanto consigliato orientarsi su una videocamera in bianco e nero, mentre per l’uso notturno ci si può orientare su una ad infrarossi,che spesso può passare automaticamente da bianco e nero a colore in base alla quantità di luce disponibile.

Risoluzione

Il termine si riferisce a quanto è dettagliata l’immagine prodotta dalla videocamera. La risoluzione è di solito misurata in linee orizzontali, con uno standard tra le 350 e le 400 linee, o di almeno 500 per un’immagine ad alta risoluzione.
Al momento dell’acquisto di apparecchiature di sorveglianza, è importante assicurarsi che tutte le attrezzature (videocamera e monitor) supportino la risoluzione voluta.

Tenendo in considerazione quanto sopra, potrete avere una conoscenza generale della terminologia relativa alle apparecchiature di sorveglianza. Comprendere alcuni dei principi fondamentali della tecnologia di sorveglianza vi aiuterà a prendere una decisione d’acquisto più informata.


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Telecamere di sorveglianza per il traffico, come evitarle

Ottobre 13, 2010 Telecamere nascoste No Comments

Le telecamere di controllo del traffico vengono utilizzate per cogliere sul fatto gli automobilisti che passano col rosso o superano i limiti di velocità. Questi sistemi basati sull’osservazione costante della strada sono utilizzati ormai nelle città di molti paesi in tutto il mondo.

La ragione che spesso viene citata come motivazione ufficiale per l’installazione di questi dispositivi, familiarmente chiamati autovelox è quella di ridurre il numero di incidenti stradali e degli infortuni, spesso mortali, ad essi correlati. In generale, infatti, queste telecamere di sorveglianza sembrano contribuire a ridurre sia le violazioni che gli incidenti.
Tuttavia, la loro presenza spesso crea un senso di disagio negli automobilisti.

Molti di loro, ad esempio, si sentono come se una sorta di Grande Fratello automatico fosse lì a spiarli, e ad emettere multe automaticamente; soprattutto, trattandosi di un sistema automatizzato e non esente da errori, trovano complicato dover contestare una multa emessa dall’occhio elettronico che può leggere un numero di targa in maniera errata.

L’automazione, infatti, lascia gli automobilisti in balia della macchina, che emetterebbe una multa, ad esempio, per un semaforo passato un decimo di secondo dopo che sia scattata la luce rossa, una situazione in cui un vigile in carne e ossa normalmente chiuderebbe un occhio. Per evitare problemi del genere dovrebbero essere impostate delle soglie di tolleranza, nonché dei controlli di sicurezza per evitare l’emissione di multe ingiustificate.

Per gli automobilisti che vogliono difendersi contro gli autovelox troppo zelanti, esistono tre possibili contromisure:

Spray anti foto: Spruzzato sulla targa, crea una patina invisibile che, quando una telecamera di sorveglianza scatta una foto, “nasconde” il numero di targa creando un riverbero.

Rilevatori di autovelox: Apparecchiature elettroniche che avvisano il guidatore quando rilevano la presenza di un sistema di sorveglianza video del traffico nel loro raggio d’azione, o anche di un semaforo rosso. Per chi possiede un navigatore GPS è anche possibile scaricare un database degli autovelox, che va però aggiornato di frequente.

Siti di rilevamento autovelox: Anche online è possibile, tramite siti costantemente aggiornati, visualizzare la posizione delle telecamere di videosorveglianza presenti sulle strade, sia in città che nelle zone extraurbane. Proteggersi da multe ingiustificate, infatti, non vuol dire essere liberi di assumere un comportamento rischioso quando si è alla guida.


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