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Spy story in Egitto: diplomatico iraniano sarà espulso per spionaggio

maggio 31, 2011 Spionaggio No Comments

Un diplomatico iraniano, Sayed Kassem al-Hosseini, sarebbe stato arrestato in Egitto perché accusato di spionaggio. Stando a quanto riporta il quotidiano al-Ahram, il diplomatico avrebbe inviato in Iran informazioni politiche, militari ed economiche “con l’obiettivo di danneggiare gli interessi dell’Egitto”. La procura della sicurezza di Stato egiziana avrebbe già interrogato il diplomatico iraniano, e a seguito dell’interrogatorio le autorità dell’Egitto avrebbero deciso per l’espulsione.

Fonte: Mainfatti

Russia, l’addetto militare israeliano allontanato per spionaggio

maggio 19, 2011 Spionaggio No Comments

A giugno doveva completare il suo mandato

L’addetto militare israeliano Vadim Leiderman, e’ stato fermato in Russia con l’accusa di spionaggio lo scorso 12 maggio e successivamente e’ stato costretto a lasciare il Paese. Lo confermano il Ministero della Difesa e l’esercito israeliano.

Vadim Leiderman è stato nominato addetto militare di Israele in Russia nel 2008, mentre a giugno doveva completare il suo mandato. Doveva sostituirlo un medico militare, Kobi Haviv.

Fonte: Virgilio Notizie

Bin Laden, CIA ha utilizzato droni per spiare leader Al Qaida

maggio 19, 2011 Spionaggio No Comments

E apparecchiature audio ultrasofisticate
La Cia ha utilizzato dei droni in decine di missioni segrete per spiare il complesso in cui viveva Osama bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan. Lo scrive oggi il Washington Post che cita alti responsabili americani. L’intelligence americana si è servita di questi aerei senza pilota altamente sofisticati per volare ad altitudini elevate senza essere rintracciati e per girare immagini video ad alta definizione del nascondiglio, prima di dare via al blitz che ha portato all’uccisione del leader di Al Qaida il 2 maggio scorso.

La Cia, continua il Wp, ha anche utilizzato satelliti, apparecchiature audio ultrasofisticate e agenti segreti nascosti in una casa di Abbottabad, nei pressi del nascondiglio utilizzato da bin Laden negli ultimi cinque anni. I droni utilizzati nella missione, precisa il quotidiano Usa, sono del tipo RQ-170 Sentinel della Lockheed Martin, dotati di strumenti capaci di filmare da tutte le angolature in qualsiasi direzione e senza bisogno di volare direttamente sopra il bersaglio.

Fonte: Virgilio Notizie

Verdetto vicino per americani sotto processo in Iran

maggio 11, 2011 Spionaggio No Comments

La giustizia iraniana potrebbe essere prossima a raggiungere un verdetto nel caso dei tre cittadini statunitensi accusati di spionaggio.

Shane Bauer, Josh Fattal e Sarah Shourd sono stati arrestati il 31 luglio 2009 per essere entrati in territorio iraniano durante un’escursione in Iraq. Il loro legale è convinto che la corte deciderà nell’udienza di mercoledì.

“Durante la loro detenzione – ha detto Masoud Shafie – ho più volte richiesto che mi fosse accordato un colloquio privato con i miei clienti, per concordare una linea difensiva. Ora, se Sarah non fosse stata rilasciata, non saprei niente di come si sono svolti i fatti”.

Sarah Shourd ha ottenuto la libertà su cauzione nel mese di settembre e da allora è tornata negli Stati Uniti, mentre i suoi due compagni sono rimasti in prigione a Teheran.

Il caso ha aggravato le tensioni tra Washington e la Repubblica islamica, dove un’accusa di spionaggio può comportare addirittura una condanna alla pena capitale.

Fonte: Euronews

La rivincita della Cia tra tecnologia e 007

maggio 8, 2011 Spionaggio No Comments

Per mesi il terrorista è stato spiato da una casa accanto al covo

I vicini di casa di Osama bin Laden in Pakistan da giorni sono assediati dai giornalisti, a caccia di aneddoti sulla vita segreta del capo di Al Qaeda ad Abbottabad. A due passi dal fortino blindato dove è stato ucciso Osama c’è però una casa dove è inutile andare a bussare: da giorni gli inquilini sono svaniti nel nulla, senza lasciare traccia dei mesi trascorsi là dentro in compagnia dei più sofisticati strumenti di spionaggio tecnologico esistenti al mondo. Le stanze vuote sono ciò che resta di una «safe house» della Cia, la base che le spie americane avevano messo in piedi a due passi dal loro nemico numero uno. Sono state le informazioni raccolte con pazienza da qui, per mesi, ad aver permesso il raid a colpo sicuro dei Navy Seals sfociato nell’uccisione di Osama.

L’aspetto militare del raid ha attratto in questi giorni le maggiori attenzioni. Ma ora che a Washington filtrano le prime indiscrezioni sull’attività d’intelligence che lo ha permesso, emerge in tutta la sua portata quella che appare come una vera e propria «rivincita» della Cia. Dopo anni di passi falsi, segnati dal fallimento nella caccia alle presunte armi di distruzione di massa di Saddam Hussein e da scandali come il Cia-Gate – che vide l’agenzia di Langley in guerra contro la Casa Bianca di George W.Bush – i retroscena di Abbottabad raccontano la storia di un ritorno in scena in grande stile dello spionaggio americano.

La Cia ha creato la casa sicura poco dopo aver individuato, l’estate scorsa, la traccia di bin Laden che conduceva in Pakistan. La città scelta da Osama come rifugio ha offerto un insperato vantaggio agli agenti segreti. In luoghi con una forte impronta islamica come Peshawar, Karachi o Quetta, per gli infiltrati americani sarebbe stato difficilissimo non farsi notare. Ma Abbottabad è abbastanza secolare da accogliere non solo pachistani in vacanza, ma anche militari statunitensi che partecipano alle attività della locale Accademia delle forze armate. La Cia peraltro dispone da tempo di agenti capaci di mimetizzarsi facilmente in Pakistan: per anni, dopo l’11 settembre, l’agenzia ha reclutato nei campus americani studenti di origine pachistana, per utilizzarli nella caccia ai terroristi.

Una volta individuato il possibile rifugio di Osama, è stata scelta una casa nelle immediate vicinanze nella quale per mesi si sono alternati vari agenti. Un’operazione gestita con una duplice preoccupazione: non farsi scoprire dagli uomini di Al Qaeda e non insospettire polizia e servizi segreti pachistani, di cui l’America non si fida più.

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Russia, accuse per ex agente spionaggio che fornì informazioni a Usa

maggio 4, 2011 Spionaggio No Comments

Mosca (Russia) – Alexander Poteyev, un ex agente di spionaggio russo che aveva aiutato le autorità statunitensi a scoprire una rete di spie, tra cui Anna Chapman, è stato accusato di alto tradimento e diserzione. Lo riferiscono le agenzie di stampa russe, citando un comunicato dei Servizi federali per la sicurezza della Russia. Dieci agenti che raccoglievano informazioni per Mosca erano stati arrestati ed espatriati l’anno scorso. Le accuse nei confronti di Poteyev sono state presentate al principale tribunale militare di Mosca. La legge russa prevede fino a 20 anni in carcere per alto tradimento e sette per diserzione.

Fonte: Blitz Quotidiano

Julian Assange: “Facebook ci spia tutti”

maggio 3, 2011 Spionaggio No Comments

Intervista al fondatore di Wikileaks: “Abbiamo ancora molto da rivelare”

Russia Today ha un’esclusiva intervista con il fondatore di Wikileaks, il giornalista di origine australiana Julian Assange che è tuttora in attesa del provvedimento di estradizione verso la Svezia dove è imputato per vicende di violenza carnale. Secondo il giornalista che ha messo paura all’America, e come dicevano i manifestanti del maggio francese del 1968, non è che l’inizio.

APPENA L’INIZIO – Nel senso che Wikileaks, o comunque la rete che riesce a rintracciare tracce e documenti segreti che i governi di tutto il mondo vogliono nascondere, ha ancora molto da dire. Secondo Assange, infatti, ciò che è stato divulgato finora non è che “la punta dell’iceberg”.

“Se guardiamo al nostro lavoro negli scorsi 12 mesi, pensateci. Tutte le storie che sono uscite fuori nel mondo, prima del 2010, e nessuno ne sa niente. Così, cosa è che non sappiamo oggi? C’è un mondo lì fuori di cui non sappiamo nulla. Ed esiste, proprio ora.

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“Al Qaeda cercherà di vendicare bin Laden”

maggio 3, 2011 Spionaggio No Comments

Ne è convinto il numero uno della Cia Leon Panetta. Opinione condivisa anche dal leader del controspionaggio dell’Ue de Kerchove che sottolinea come le città europee dovranno guardarsi anche dalle azioni di singoli simpatizzanti del network del jihad

“Con l’uccisione di Bin Laden il mondo sarà un posto più sicuro”. Un’opinione a dir poco isolata quella del presidente del Parlamento europeo Jerzy Buzek che ha commentato così l’uccisione del principe del terrore. Da Bruxelles a New York le dichiarazioni su una possibile reazione di al Quaeda alla morte del proprio leader sono di tutt’altro tenore: dal numero uno della Cia, Leon Panetta fino capo dell’antiterrorismo dell’Unione europea Gilles de Kerchove. Se il responsabile dell’intelligence americana dice che “quasi certamente” al Quaeda tenterà di vendicare la morte di Osama, de Kerchove sottolinea che a preoccupare il controspionaggio europeo sono le azioni di singoli simpatizzanti jihadisti rispetto a quelle di gruppi organizzati. E infatti la minaccia dell’imam salafita Al-Bakri non ha tardato ad arrivare: il network del fondamentalismo “si vendicherà in Europa”.

Quello di cui tutti sono convinti, dagli imam ai capi dei servizi segreti occidentali, è che il jihad (la guerra santa) non si fermerà per la morte di una persona. Anche se quella persona si chiama Osama bin Laden.

Comunque sia la parola d’ordine delle cancellerie di tutto il mondo è rafforzare i controlli e le misure di sicurezza per prevenire le molto probabili reazioni di gruppi o singoli fondamentalisti. In Italia sono state potenziate le misure di sicurezza sugli obiettivi sensibili di Stati Uniti e Pakistan. Lo ha deciso il Comitato di analisi strategica antiterrorismo che ha diramato una circolare indirizzata ai prefetti e ai questori.

La morte di Osama “indebolirà ulteriormente il nucleo di Al Qaeda, le cui capacità operative sono già state ridotte. Ma non è finita, dobbiamo continuare i nostri sforzi”, ha ammonito de Kerchove, ricordando che l’organizzazione era dietro il piano terroristico sventato la settimana scorsa in Germania e che “i gruppi affiliati restano attivi”, come dimostrato dall’attentato del 28 aprile in Marocco. Il capo dell’antiterrorismo europeo ha sottolineato come il primo obiettivo siano “gli americani e i pachistani”, ma ha anche aggiunto come “nel mirino ci siamo tutti noi, per questo nelle prossime settimane dovremo restare vigili”.

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Operation Iran: gli hacker di Anonymous contro l’Iran

maggio 2, 2011 Spionaggio No Comments

Il report Freedom on the Net 2011 di Freedom House ha individuato nei giorni scorsi l’Iran come la nazione dove la libertà della rete è maggiormente minacciata nel mondo. Oggi, il gruppo di hacker Anonymous ha dato il via a Operation Iran, attacco nei confronti della nazione del Medio Oriente, pubblicando anche su YouTube il video con la loro impresa.

I siti già bucati riportano un messaggio molto poco conciliante:

“This Site Is Hacked By Anonymous Hackers .#OpIran F*** Y0u 1Ranian G0urment. #OpIran Is here, You GTFO ..:: H4×012 Was Here::..

Special F*** You To : Ashiyaneh Digital Security Team & Montazer 313 & Iranian Cyber Army”

Ricordiamo che l’attivismo di Anonymous è stato nei mesi scorsi associato all’azione di rivolta in varie nazioni, come Tunisia, Egitto e Yemen, ma anche in difesa di WikiLeaks e dell’hacker GeoHot per la vicenda Sony. Vedremo se il gruppo di hacker riuscirà in questo modo a influenzare il Governo iraniano.

Fonte: Download Blog

Icann: un hacker a capo della sicurezza

maggio 1, 2011 Spionaggio No Comments

L’ente che sovrintende all’assegnazione degli indirizzi internet si affida a Jeff Moss, alias «Dark Tangent»

É stato uno dei più noti e pericolosi hacker americani, i pirati informatici. Ora é stato assunto dall’Icann, l’ente internazionale no profit che sovrintende all’assegnazione di nomi e indirizzi internet, nel ruolo di capo della sicurezza e di vice presidente. “Dark Tangent”, questo il suo nome di battaglia, è considerato un leggendario membro della comunità hacker.

VETERANO – Con una mossa che ha sorpreso molti, l’Icann ha nominato Jeff Moss ai piani alti dell’ente internazionale che gestisce i domini internet. Il famoso pirata informatico é stato tra i fondatori del «Black Hat», la conferenza annuale americana sulla sicurezza informatica, e del «Def Con», altro importante appuntamento a livello mondiale del settore che da 18 anni si tiene a Las Vegas. Passato anni fa dai «cattivi» ai buoni» della Rete dopo essere divenuto una vera istituzione in ambito del phreaking, ovvero l’hacking delle reti telefoniche, l’esperienza di certo non gli manca: il 41enne cracker ha lavorato in passato con il «Secure Computing Corporation», ex azienda leader nelle soluzioni di sicurezza per le reti a livello aziendale e per la società di consulenza «Ernst & Young». Inoltre: l’amministrazione Obama lo ha scelto due anni fa come membro dell’ente di sicurezza nazionale, l’«Homeland Security Council».

«INSIDER» – Da venerdì Moss é seduto alla sua scrivania negli uffici centrali dell’Icann a Washington. «Non posso immaginare nessun altro che abbia le conoscenze di cui dispone Moss. Solo lui é in grado di captare per tempo i pericoli e difenderci dagli attacchi informatici», ha commentato, Rod Beckstrom, presidente e amministratore delegato dell’Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, appunto l’Icann. Della stessa idea anche Paul Vixie, a capo dell’«Internet Systems Consortium» (Isc): «Moss non solo conosce dove si trovano tutti i punti deboli, ma anche come sono nati, chi li ha creati e cosa fare per combatterli».

Fonte: Corriere.it

Hacker in divisa

aprile 24, 2011 Spionaggio No Comments

Dopo la scoperta dei dati GPS occulti memorizzati (e trasmessi ai costruttori) dai telefonini Apple e Google, fanno ancora parlare le banche di dati personali che siamo ormai abituati a portarci in tasca, a proposito stavolta dell’estrattore automatico di dati messo a piunto da una societa’ di “forensica informatica” . Si tratta di un aggeggio molto utile nel nuovo mondo coraggioso della computer-telefonia protatile, soprattutto per governi, polizia, agenzie di controllo. Gli apparecchi infatti sono in grado di estrarre da qualunque smartphone tutti dati che contiene (numeri, GPS, messaggi compresi quelli cancellatti ecc.) oltrepassando codici PIN e password. Alcuni modelli sono gia’ in dotazione alla polizia del Michigan alla quale la ACLU (american civil liberties union) ha sporto un interrogativa riguardo il presunto uso su telefonini di cittadini fermati in controlli di routine. La polizia ha smentito dichiarando di sottostare ai requisiti dei mandati di perquisizione ma e’ noto che i tribunali solitamente permettono di confiscare proprieta’ di persone arrestate nella comissione di una reato, la perquisizione elettronica di un telefonino potrebbe insomma equivalere a frugare nelle tashe di un arrestato, a insindicabile giudizio dell’agente. Un’altra possibile applicazione degli strumenti succhia-informazioni potrebbe essere i controlli di frontiera, anche qui la legge americana consente ampli poteri sulla revisione di effetti personali – qualifica facilmente estendibile al telefonino in assenza di norme specifiche. Il dato fondamentale e’ che l’abitudine ormai generale di avere in tasca enormi riserve di informazioni private (comprese come ora sapppiamo quelle occultamente raccolte dai nostri stessi telefoni) non poteva che suscitare un industria collegata dedita alla loro raccolta che ha apparentemtne un largo anticipo sulle tutele in materia: la casa produttrice offre da mesi corsi di istruzione sull’uso del suo estrattore di dati regolarmente affollati da “professionisti della sicurezza”.

Fonte: Il Manifesto

Estrazione dati da cellulari

Il presidente di Fox News sorpreso a spiare i giornalisti dei suoi quotidiani locali

aprile 24, 2011 Spionaggio No Comments

I giornali locali della Hudson Valley (New York) che il presidente di Fox News Roger Ailes possiede assieme a sua moglie Elizabeth sono in rivolta dopo che i dipendenti hanno scoperto che Ailes li spiava attraverso alcuni addetti alla sicurezza della News Corp.

Roger Ailes aveva acquistato nel 2008 il Putnam County News and Recorder, nella contea omonima, per cominciare a costruirsi il suo rifugio da pensionato. L’ idea era che lui ed Elizabeth si sarebbero ritirati nel loro piccolo fortino di 9.ooo metri quadri a Garrison (NY) e Roger avrebbe passato i suoi giorni come un gentiluomo di campagna che seguiva il quotidiano di una sonnolenta cittadina di provincia. (Un anno dopo aveva rilevato un secondo quotidiano, il Putnam County Courier).

Ma le cose non sono andate proprio così. Ailes – che intanto aveva piazzato la moglie Elizabeth come manager del giornale in attesa di concludere il suo impegno alla Fox News – ha diretto i giornali con lo stile fortemente paranoico e insolente che lo ha sempre caratterizzato in tutti i suoi progetti, tanto da indurre il direttore e due importanti esponenti della redazione ad abbandonare la testata perché li aveva fatti seguire e ne aveva spiato le conversazioni per beccarli mentre parlavano male di lui.

L’ attività di spionaggio faceva seguito ad anni di rapporti particolarmente tortuosi tra il direttore e gli Ailes e di sospetti e insinuazioni a livello di rapporti privati (il direttore era stato accusato fra l’ altro di volersi sostituire all’ editore, una volta che Roger fosse morto, anche nel matrimonio).

All’ inizio di aprile, il News and Recorder ha pubblicato una nota annunciando le dimissioni di Joe Lindsley, un combattivo ventisettenne che aveva lavorato come assistente editoriale del Weekly Standard e che Ailes aveva assunto nel 2009 per rivitalizzare i giornali e farli virare nettamente verso destra. La notizia era curiosa perché Lindsley, solo poche settimane prima, era stato al centro di un articolo del numero di febbraio del New Yorker dedicato proprio all’ avventura degli Ailes a Putnam County: il servizio dipingeva Lindsley come un piccolo Ailes che eseguiva senza scomporsi gli ordini del boss e deliziava Roger ed Elizabeth con il suo giornalismo fortemente ‘’muscolare’’.

La cosa ancora più bizzarra è il fatto che Lindsley aveva effettivamente rassegnato le dimissioni a gennaio, prima che uscisse la storia sul New Yorker, per ragioni non ancora chiare ma, sembra, in seguito a quello che i suoi collaboratori descrivono come un intenso psicodramma nel suo rapporto con gli Ailes.

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iPhone, come bloccare il tracciamento spia: Untrackerd

aprile 23, 2011 Spionaggio No Comments

A 24 ore di distanza dalla preoccupante notizia che delineava nuovi seri problemi riguardante la privacy degli utenti a causa di un file nascosto residente in ogni iDevice Apple, consolidated.db, capace di salvare giorno per giorno ogni nostro spostamento tracciandone latitudine e longitudine
Ryan Petrich, famoso sviluppatore di tool in ambiente Cydia, è riuscito nell’intento di bloccare il file spia e di conseguenza il software per la sua “decriptazione”, iPhoneTracker, grazie ad un geniale tweak, Untrackerd.

Disponibile gratuitamente su Cydia nella repository di BigBoss, Untrackerd, agendo direttamente in background eliminerà di volta in volta tutte le informazioni salvate nel file consolidated.db e andrà così di fatto ad eliminare l’intrusivo tracciamento. Untrackerd non andrà ad aggiungere nessuna nuova icona ed incomincerà automaticamente ad agire non appena verrà installato.

Il problema si può ovviamente dire risolto per tutti coloro hanno un iDevice jailbroken, non però per tutti coloro che per un motivo o per un altro hanno deciso di non avviare operazioni di jailbreak, a questo proposito nell’aria già circola qualche voce di class action. Che idea vi siete fatti a riguardo?

Fonte: Pianeta Tech

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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