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Cuba, chiesti 20 anni contro americano accusato di spionaggio

febbraio 5, 2011 Spionaggio No Comments

La procura cubana ha chiesto 20 anni di carcere contro l’operatore americano Alan Gross, arrestato all’Avana nel dicembre 2009 e accusato di spionaggio, per ”atti contro l’indipendenza e l’integrità territoriale dello Stato”. Lo ha annunciato oggi una nota ufficiale.

La data del processo sarà ”fissata a breve”, secondo il comunicato, che afferma che la procura ha portato a termine una ”esaustiva indagine”. La preannunciata richiesta di una condanna a 20 anni di carcere per Gross verrà poi presentata ai giudici del Tribunale provinciale dell’Avana una volta aperto il dibattimento. Il governo cubano ha già inviato una comunicazione per canali diplomatici a quello degli Stati Uniti i cui rappresentanti consolari, oltre agli avvocati e i familiari di Gross, potranno partecipare al processo.

Gross, 60 anni, arrestato il 3 dicembre 2009 all’Avana, è stato accusato dal governo cubano in dichiarazioni pubbliche di spionaggio per aver distribuito telefoni satellitari a dissidenti. Washington contesta l’accusa di spionaggio e sostiene che Gross stava aiutando gruppi ebraici nell’isola a collegarsi a Internet. L’assistente segretario di stato Usa per l’emisfero occidentale, Arturo Valenzuela, ha affermato l’anno scorso che l’arresto di Gross è ”un ostacolo per andare avanti in alcune misure che si prenderebbero nei confronti di Cuba”. Una delegazione del Dipartimento di Stato americano lo scorso 12 gennaio ha chiesto al governo cubano in una riunione all’Avana la ”liberazione immediata” di Gross.

Fonte: Blitz Quotidiano

http://www.blitzquotidiano.it/

Renault-Cina ai ferri corti, accusa grave di spionaggio internazionale

febbraio 5, 2011 Spionaggio No Comments

Può essere considerata una diatriba, o se volete un monito di accuse quelle lanciate dalla casa francese Renault nei confronti di famosi costruttori cinesi accusati di essere dei copioni. I servizi segreti francesi hanno preso molto sul serio la vicenda avviando un’ indagine che predilige la pista cinese” riguardo un clamoroso caso di spionaggio industriale che ha portato alla sospensione di tre manager sospettati di aver diffuso informazioni sulle auto elettriche. Lo stesso ministro dell’Industria Eric Besson era intervenuto sulla questione in modo deciso. La cosa appare seria e questa storia può essere un rischio per tutta l’industria francese”. I tre funzionari avrebbero venduto il brevetto alla Cina, per la costruzione e nuova diffusione di motore dei futuri veicoli elettrici che dovrebbero arrivare sul mercato a partire dal 2012.

Fonte: Ultimo Giro

Motori ruggenti, «Bing copia Google»

febbraio 3, 2011 Spionaggio No Comments

L’accusa di Mountain View al search engine di Microsoft: utilizza i nostri risultati, abbiamo anche le prove

MILANO – Bing copia Google: lo sostiene e lo prova l’azienda di Mountain View. Ed è subito polemica, mentre Redmond per il momento si limita a negare o a fornire risposte vaghe, dando la sensazione di arrampicarsi sugli specchi.

LE ACCUSE – A scatenare la polemica è stato Amit Singhal, ingegnere dell’azienda di Mountain View e responsabile per gli algoritmi di ranking, che ha impiegato tutta la vita a migliorare il motore di ricerca e che, una volta realizzato che Bing spiava e scopiazzava Google, ha postato in rete il seguente tweet: «Nemmeno nei miei sogni più fantasiosi avrei potuto immaginarlo: Bing bara, rubando i risultati di Google». Aggiungendo poi: «Copiare non può portare ad alcuna innovazione». E nel frattempo anche un articolo di Danny Sullivan, pubblicato su Searchengineland.com, suona decisamente come una denuncia, inchiodando il motore di Redmond alla cruda realtà: se persino le risposte inventate a domande inventate si rivelano uguali si può parlare a ragion veduta di plagio.

LA PROVA DEL NOVE – Il sospetto che Bing sbirciasse l’operato del concorrente esisteva da tempo, ma per dimostrarlo Singhal ha inserito alcuni risultati falsi sul motore di ricerca, in risposta a domande volutamente incomprensibili, elaborando un sistema basato su query senza significato né logica. Dopo poco tempo è stata effettuata la medesima ricerca su Bing e i risultati sono stati identici. Alcuni screenshot mostrano chiaramente sul blog di Mountain View il plagio avvenuto, grazie alla cosiddetta sting operation (così gli anglosassoni chiamano una strategia che porta a cogliere il colpevole sul fatto) promossa da Google.

IL CODICE SPIA – Normale del resto che Singhal, tra i creatori dell’algoritmo di ranking, sia deluso e scandalizzato dal motore di ricerca di Redmond che, a quanto pare, avrebbe implementato un codice spia, ricalcando in tutto e per tutto i risultati della grande G ed evitando esclusivamente la spelling alteration (ovvero la tecnica usata da Google per migliorare le ricerche che consente anche di correggere automaticamente gli eventuali errori di battitura).

LA REAZIONE DI MICROSOFT – Il colosso di Redmond reagisce un po’come un marito beccato a tradire la moglie: nega, nega e nega ancora fino all’inverosimile. Con qualche tentativo abbastanza maldestro di giustificare l’accaduto. Il Corporate Vice President di Bing, Harry Shum, sul blog del search engine )cerca per esempio di offrire una spiegazione plausibile dichiarando: «Non c’era nessun codice spia. Bing ha lavorato duro negli anni per migliorare la qualità della ricerca e forse la spiegazione è da ricercare nel fatto che semplicemente Bing vuole imparare dai propri utenti». Mentre Stefan Weitz, direttore del motore di Microsoft, scrive una mail a Danny Sullivan in risposta alle accuse: «Come potrete immaginare sfruttiamo molti indicatori per arrivare al nostro elenco di risultati e Google viene considerato semplicemente uno tra i buoni indicatori. Ma come fanno anche i nostri concorrenti non analizziamo troppo nel dettaglio le modalità attraverso le quali questo avviene. Chiaramente l’obiettivo generale è quello di fare un lavoro migliore, per arrivare a stabilire le finalità della ricerca, in modo da arrivare alla risposta più precisa e più rilevante per ogni determinata query».

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Spionaggio e furto d’identità, Dublino espelle un diplomatico russo

febbraio 2, 2011 Spionaggio No Comments

DUBLINO – Il governo dell’Irlanda ha annunciato oggi l’espulsione di un diplomatico russo dopo che è stato scoperto il furto dell’identità di sei irlandesi per fornire passaporti falsi a spie per Mosca. Lo dice il ministero degli esteri irlandese. L’identità del diplomatico non è stata fornita.

L’espulsione segue le conclusioni di un’inchiesta avviata dopo la scoperta la scorsa estate di una rete spionistica russa negli Stati Uniti, che portò ad uno scambio di ”spie” fra Usa e Russia. Fra le spie russe negli Usa, alcune avrebbero utilizzato le identità di cittadini irlandesi.

L’inchiesta della polizia irlandese, fa saper il ministero degli esteri, ha confermato i sospetti sul ”furto” delle identità di sei cittadini irlandesi: ”Le attività dei servizi segreti russi di falsificazione di passaporti irlandesi e di furto dell’identità di sei espatriati irlandesi sono del tutto inaccettabili”, ha dichiarato il ministero.

In un’altra vicenda di passaporti falsi lo scorso giugno Dublino aveva espulso un diplomatico israeliano. Si scoprì allora che passaporti irlandesi erano stati falsificati da agenti segreti israeliani sospettati dell’omicidio di un esponente del gruppo palestinese Hamas a Dubai.

Fonte: Blitz Quotidiano

Somalia: imam fucilato da al-Shabab, accusato di spionaggio per Cia

febbraio 1, 2011 Spionaggio No Comments

Avrebbe ammesso di aver fornito informazioni sugli attentati del 1998 contro le ambasciate americane

(Aki) – Un religioso somalo accusato di spionaggio per la Cia è stato fucilato da un plotone di esecuzione di al-Shabab a Mogadiscio. Ahmed Ali Hussein, 44 anni, è stato anche accusato di appartenere a una setta opposta al gruppo islamico al-Shabab, che controlla la maggior parte della Somalia del sud e del centro. Un giudice di al-Shabab, Sheikh Omar, ha sentenziato che Hussein ha ammesso di aver lavorato per gli Stati Uniti negli ultimi 16 mesi. In particolare, avrebbe dato alla Cia informazioni sui responsabili degli attentati del 1998 contro le ambasciate americane di Nairobi e Dar es Salaam, dove sono morte 224 persone. Gli Usa hanno piu’ volte accusato gli al-Shabab di essere dietro gli attacchi.

Fonti locali riferiscono che Hussein è stato incatenato e crivellato da proiettili mentre centinaia di persone si ammassavano a guardare l’esecuzione. Al-Shabab ha spiegato che Hussein era un religioso che apparteneva alla setta Ictizam che contrasta la politica di al-Shabab, ma il gruppo non ha confermato.

Fonte: ADN Kronos

Islanda, spionaggio al Parlamento? Emerge l’ombra di Wikileaks

gennaio 23, 2011 Spionaggio No Comments

SPIONAGGIO AL PARLAMENTO ISLANDESE – Una storia da thriller che viene dall’Islanda, con il sospetto di un’azione di spionaggio e sullo sfondo l’ombra di Wikileaks. La polizia ritiene che qualcosa di strano sia successo nelle stanze della politica islandese, o stesse per succedere: tutto comincia infatti con il ritrovamento di un computer all’interno del parlamento di islandese, l’Althingi, a Reykjavík.
La storia risale allo scorso febbraio, ma è uscita solo in questi giorni.
Protagonista è un computer lasciato all’interno dell’Althingi. A trovarlo è stato un dipendente del parlamento islandese che ha chiamato la polizia. Il computer si trovava in una stanza vuota del palazzo.
Risalire al proprietario è stato impossibile. Tutto all’interno dell’hard disk era stato cancellato.
“Era una cosa molto sospetta” ha detto Helgi Bernódusson, capo della sicurezza dell’Althingi raccontando quanto accaduto in un’intervista al quotidiano Morgunbladid. “Non riuscivamo a capire e abbiamo chiamato la polizia.”
È proprio Helgi Bernódusson a confermare che si ritiene che il computer facesse parte di una missione di spionaggio. Il sospetto è che sia stato piazzato all’interno del Parlamento per accedere ai computer dei deputati e al sistema informatico dell’Althingi, con l’obiettivo di scaricare dati e informazioni.
Chi ci sarebbe dietro? I più sospettati sono hackers vicini a Wikileaks. Di certo a piazzare lì il computer sono stati dei professionisti, visto che non appena è stato disconnesso un programma ha cancellato tutti i file contenuti nell’hard disk.
Non si va però oltre le ipotesi. Il sospetto cade su Wikileaks ma nessuno è stato arrestato o fermato. In compenso, dopo quanto accaduto il sistema di sicurezza dell’Althingi è stato migliorato. Almeno così sostengono le autorità.

Fonte: Diretta News

Delta IV, gli Usa lanciano il peso massimo dalla California

gennaio 22, 2011 Spionaggio No Comments

C’è voluta una questione di sicurezza nazionale per rivedere all’opera il gigantesco razzo Delta IV della Boeing nella configurazione Heavy. Come nel precedente lancio del novembre scorso, avvenuto però dalla Florida, anche questa volta all’interno dell’ogiva a quasi 70 metri d’altezza è stato posto un satellite spia da quasi 20 tonnellate, destinato a raggiungere l’orbita polare a circa 1000 km d’altezza. Da quando il Titan 4 venne lanciato l’ultima volta 5 anni fa, gli Stati Uniti non avevano più potuto mettere in orbita dei pesi massimi dalla California, una longitudine che permette osservazioni discrete della quasi totalità della superficie terrestre.

La piattaforma SLC-6 di Vandenberg, costruita quasi 30 anni fa per i test dello Shuttle è stata sottoposta a un maquillage da 100milioni di dollari che ha richiesta quasi tre anni di lavoro, indispensabili per poter ospitare il grande razzo costruito nello stabilimento ULA di Decatur in Alabama. Completati nella primavera del 2009 i tre booster e il singolo secondo stadio hanno viaggiato per oltre un mese e 4mila miglia, via Canale di Panama, prima di raggiungere la California nel settembre. Una volta sulla rampa il gigante di 72 metri x 17 di larghezza diventa uno dei pesi massimi del suo genere, una categoria di cui fanno parte l’Abgara e il Proton russo, l’Arane V europeo, il Chang Zheng 5 cinese oltre all’AtlasV e al Falcon 9 in fase di sviluppo.

Il Delta IV nella configurazione più potente è in grado di portare anche 22 tonnellate in orbita LEO (Low Earth Orbit), una fascia compresa tra i 200 e I 2000km d’altezza, e quasi 13 tonnellate nell’orbita GTO (Geostazionaria) a circa 35mila km d’altezza dove la rotazione corrisponde a quella del pianeta e l’oggetto lanciato risulta dunque fisso, ameno in apparenza.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Bin Laden minaccia? Scetticismo francese

gennaio 22, 2011 Spionaggio No Comments

Bin Laden minaccia la Francia e i suoi due ostaggi in Niger, ma gli internauti francesi sono scettici.
Sul sito del Nouvel Obs, i commenti dei lettori esprimono scetticismo.

Pol75 scrive “Per favore, sarebbe possibile che Al-Qaïda si attaccasse direttamente ai responsabili e non a cittadini francesi innocenti? Ben Laden, non sbagli bersaglio, i cittadini francesi soffrono quanto gli afgani della presenza al potere di Sarkozy”.

Dahlia pensa che questo messaggio sia “un falso” e che “la marionetta di cera serve solo a giustificare qualsiasi intervento militare”.

Ribellu si preoccupa ironicamente del rischio di perdere la raccolta di oppio se la Francia lascia l’Afghanistan rispondendo alle richieste di Bin Laden: “Non è questo il momento di partire dall’Afghanistan, i nostri soldati devono poter contribuire alla sicurezza in un momento importante come quello della raccolta dell’oppio, che inizia fra qualche settimana. Si tratta quest’anno di una produzione di 8000 tonnellate, da confrontare con le 170 tonnellate dello scorso anno. Senza l’intervento degli occidentali, ci sarebbe stata penuria di eroina”.

Vérité insorge: “Quando smetteranno di prenderci in giro? Bin Laden è morto nel 2002, secondo quanto afferma un responsabile dei servizi di controspionaggio francese. E sono ormai anni che ringiovanisce sulle foto”.
Stesso disincanto da Pamzz: “Il coniglio occidentale ha bisogno di una carota. Si chiama Bin Laden ed è il miglior alleato dei poteri occidentali”.

Depourville constata che Bin Laden esce sempre al momento giusto nel calendario mediatico francese: “Rien ne va plus per il governo francese. Bin Laden, presto E che tiri fuori una minaccia che distragga la gente”.

Siecledeslumieres sogghigna: “Ah, Ah, eccolo che torna, lo spaventapasseri Bin Laden. E bene informato. Arriva proprio nel momento in cui tutto il mondo critica la lamentabile posizione francese sulla rivoluzione del popolo tunisino. Eccolo, allora, che esce dal cappello per creare diversione”.

Pacontent ricorda che “in dicembre il primo ministro ha dichiarato che i due ostaggi francesi sarebbero stati liberati prima di Natale. Non ha specificato di che anno”.

Fonte: Espresso Blog

Gb, Poliziotto infiltrato sposa l’ambientalista che doveva spiare

gennaio 21, 2011 Spionaggio No Comments

Un poliziotto infiltrato in un gruppo ambientalista britannico ha sposato e ha avuto dei figli da un’attivista finita nel mirino delle autorità britanniche. Si tratta del quarto caso di agenti infiltrati tra gli ecologisti scoperto e portato alla luce dal quotidiano britannico Guardian.Anche gli altri tre agenti sono stati accusati di aver avuto relazioni sentimentali con le persone che avrebbero dovuto tenere sotto controllo. “Non è mai ammesso” che agenti infiltrati abbiano rapporti sentimentali con le persone che devono tenere sotto controllo, ha ribadito al Guardian Jon Murphy, l’ufficiale della polizia incaricato di gestire situazioni di crisi per le operazioni sotto copertura. Nei giorni scorsi, il quotidiano britannico ha riportato la storia di Mark Kennedy, agente che avrebbe avuto diversi rapporti sentimentali nei sette anni di operazione sotto copertura e che avrebbe addirittura deciso di testimoniare a un processo in favore di sei attivisti verdi, accusati di aver compiuto azioni di boicottaggio a una centrale elettrica. Kennedy ha lasciato la Metropolitan Police, a differenza del poliziotto Jim Boyling, che ha vissuto sotto copertura per cinque anni, dal 1995 al 2000, tra gli attivisti di ‘Reclaim the Streets’, gruppo noto per le sue proteste contro le autovetture. Nel corso della missione, Boyling ebbe una relazione con una donna di 28 anni, prima di sparire. Solo un anno dopo, l’agente ricomparve tra gli attivisti, per svelare alla donna di essere un poliziotto. I due si sono sposati e hanno avuto due bambini, ma dopo due anni hanno divorziato.

Fonte: Affari Italiani

Renault: spionaggio, dirigente licenziato sporge denuncia

gennaio 20, 2011 Spionaggio No Comments

Uno dei tre dirigenti Renault licenziati nella vicenda di spionaggio industriale sull’auto elettrica ha sporto denuncia per calunnia. Lo ha annunciato il suo avvocato. Michel Balthazard, membro del comitato di direzione di Renault, è stato licenziato per «colpa grave» dalla casa automobilistica francese, che lo accusa di aver ricevuto denaro in cambio di informazioni confidenziali sulla strategia di Renault per lo sviluppo di vetture elettriche. Un’accusa che, ha dichiarato il suo legale Pierre Olivier-Sue, il manager respinge e giudica «lesiva del suo onore». Sulla vicenda è già aperto un fascicolo giudiziario, dopo la denuncia contro ignoti dell’azienda per spionaggio industriale, furto e ricettazione. Secondo il procuratore della Repubblica di Parigi, Jean-Claude Marin, si tratta di «un affare complesso, che richiederà indagini internazionali», dato che la denuncia riguarda «la fornitura di elementi d’interesse per il segreto economico francese a una potenza straniera». Secondo indiscrezioni di stampa, la pista privilegiata sarebbe quella cinese, cosa che però nessuno, nè Renault nè gli inquirenti o il governo francese, ha ancora confermato.

Fonte: L’Unico

La cyberwar? Improbabile

gennaio 19, 2011 Spionaggio No Comments

Un nuovo studio mette in dubbio l’eventualità di una guerra combattuta con i soli mezzi telematici. Piuttosto esiste il rischio di una combinazione di fattori capaci di aumentare la portata di un attacco

Roma – Fenomeno cyberwar, questo sconosciuto: gli USA ne denunciano i rischi e propongono scudi cyber-atlantici in stile Guerra Fredda, ma stando a quanto sostengono gli autori di uno studio OECD la possibilità che la rete delle reti ospiti un vero e proprio conflitto comparabile a una guerra tradizionale è remota.

Preparato da due professori britannici, lo studio conferma la centralità dello spionaggio e del controspionaggio telematici nell’attuale scenario dei conflitti internazionali, una centralità destinata a crescere in futuro ma che nonostante questo ben difficilmente porterà a una “cyberwar” con “le caratteristiche di una guerra convenzionale ma combattuta esclusivamente nel cyberspazio”.

In giustificazione della loro tesi anti-cyberwar, gli autori dello studio spiegano che i sistemi informatici “critici” sono ben protetti dagli exploit e dalle minacce note, ragion per cui chi realizza “cyber-armi” deve prendersi la briga di individuare le debolezze di ogni singolo sistema per avere successo. Non bastasse questo, l’effetto e l’efficacia di un cyber-attacco sono difficili da prevedere e potrebbero benissimo colpire le proprie infrastrutture e i propri cyber-alleati.

Fonte: Punto Informatico

Ecco come gli USA dal 2008 lavorano per inventare accuse su Assange

gennaio 19, 2011 Spionaggio No Comments

Il governo di Washington ha scatenato i suoi avvocati ed esperti. Obiettivo: trovare un’imputazione che permetta di estradare il ‘pirata’ negli Usa. Dimostrando che non è un giornalista, che ha svolto attività di spionaggio e forse anche di cospirazione

In fondo era tutto scritto da due anni. Nel marzo 2008 – molto prima dello scandalo sessuale che ha coinvolto Julian Assange in Svezia – il servizio di controspionaggio dell’esercito americano scriveva, in un rapporto privato, che occorreva “identificare, perseguire penalmente, far licenziare tutte le talpe e gli spifferatori che alimentano il centro di gravità di Wikileaks”. L’obiettivo? “Danneggiare o distruggere Wikileaks”. A pubblicare il rapporto segreto è stata proprio l’organizzazione guidata da Julian Assange.

Dopo aver incarcerato Bradley Manning, il militare accusato di aver passato a Wikileaks la testimonianza-choc in cui si vede un elicottero americano uccidere una dozzina di civili iracheni, il dipartimento di Giustizia Usa si prepara a stringere il cerchio intorno a Julian Assange. Molte le possibili accuse sul tavolo dei “prosecutors” americani, poche – anzi nessuna – è priva di rischi. Anche solo ottenere l’estradizione di Assange verso gli Stati Uniti – condizione necessaria perché un tribunale Usa possa processarlo – sarà un’impresa. Insomma, un processo contro Assange potrebbe trasformarsi in un Vietnam giudiziario.

L’estradizione. Contrariamente a quanto si possa pensare il paese di origine – in questo caso l’Australia – non è coinvolto nella procedura di estradizione di Julian Assange. Conta solo il paese dove si trova l’imputato al momento della richiesta, che ad oggi è la Gran Bretagna. In questi giorni il fondatore di Wikileaks e i suoi legali si stanno opponendo in tribunale a un’estradizione verso la Svezia. Secondo l’entourage di Assange sarebbe solo il primo passo verso la consegna agli Stati Uniti e la via più sicura sarebbe quella di restare nel Regno Unito. “La Svezia”, recita la memoria difensiva presentata lo scorso 11 gennaio “è ingenua nel fidarsi di assicurazioni diplomatiche che le persone espulse non saranno maltrattate”. Il riferimento è alla storia di Ahmed Giza e Mohammed Al Zery, che il paese scandinavo consegnò all’Egitto nel 2001 – su richiesta della Cia – e che sostengono di essere stati torturati, nonostante le rassicurazioni del governo di Mubarak. Paul D’Emilia, avvocato newyorchese esperto in diritto penale e internazionale, è di un’altra opinione: “Il governo britannico sarebbe più disposto a concedere l’estradizione rispetto alla Svezia, che ha una lunga tradizione di asilo politico alle spalle”.

Proprio questa sarebbe la chiave dell’eventuale difesa di Assange se gli Usa dovessero chiedere di processarlo sul suolo americano: addurre l’eccezione del reato politico. Molti trattati bilaterali prevedono la possibilità di opporsi all’estradizione argomentando che il reato per il quale si è perseguiti è di natura politica. “Se gli Stati Uniti acussassero Assange di spionaggio non credo ci siano le basi per sostenere che questa sia un’accusa per un reato politico”, spiega Douglas McNabb, avvocato di Washington esperto di estradizione. “Solo una pressione diplomatica estrema potrebbe convincere la Svezia a consegnarlo e, comunque, è possibile che Assange non venga mai processato negli Usa”.

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Aerei-spia israeliani volano sopra Beirut

gennaio 16, 2011 Spionaggio No Comments

L’esercito israeliano ha nuovamente violato la sovranità libanese mandando in ricognizione alcuni velivoli che hanno sorvolato lo spazio aereo libanese.

Un rapporto rilasciato dall’esercito libanese, diffuso dalla stampa locale, ha riportato la notizia secondo cui, giovedì 13 gennaio, due aerei-spia israeliani “Spy drone” sono entrati nel territorio libanese, al confine sud della città di Naqura, e hanno sorvolato diverse aree a sud e nella capitale Beirut.
Gli aerei-spia hanno lasciato il territorio dopo quattro ore.

Inoltre, giovedì, 14 aerei da guerra israeliani sono entrati nello spazio aereo libanese al confine meridionale della città di Alma ash-Shaab.

L’esercito libanese riporta spesso violazioni aeree da parte di Israele, ma generalmente non apre fuoco. Le forze militari israeliane affermano che questi voli sono “necessari per fini di sorveglianza”.

Le violazioni dello spazio aereo, che si verificano quasi quotidianamente, trasgrediscono la UN Security Council Resolution 1701[2], risoluzione che pose fine alla guerra dei 33 giorni tra Israele e Libano, nel 2006.
Il governo libanese ha sottoposto la documentazione all’Onu provando che Israele ha violato i provvedimenti della risoluzione in più di 7.000 occasioni, irrompendo nello spazio aereo libanese, nelle acque territoriali e anche oltre i confini.

Il presidente libanese Michel Sleiman ha inoltre presentato un reclamo ufficiale al Consiglio di Sicurezza dell’ONU riguardante le attività di spionaggio israeliano nei confronti della sua nazione.

Fonte: InfoPal

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

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Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

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I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

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Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

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