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Convegno: “I reati informatici, intercettazioni telefoniche e perquisizioni telematiche”

maggio 10, 2011 Intercettazioni No Comments

Il giorno 12 maggio 2011 nella “Sala della Mercede” di Palazzo Marini (Camera dei Deputati), in Roma, via della Mercede 55 – si terrà la conferenza – dibattito dal titolo “I reati informatici, intercettazioni telefoniche e perquisizioni telematiche”.

Il tema dei reati informatici è ormai da tempo divenuto oggetto di appassionata discussione anche a seguito delle modifiche della legislazione apportate dalla legge 48 del 2008 sulla ratifica ed esecuzione della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica (Budapest, 23 novembre 2001), e sulle norme di adeguamento dell’ordinamento interno.

Le opinioni dei docenti e degli esperti della materia nonché degli operatori del settore della frode informatica si confronteranno sullo spionaggio, sul phishing e sulle c.d. “perquisizioni informatiche”, anche per fare il punto sulla delicata questione dei metodi investigativi e per fare considerazioni sulle indagini difensive e l'”equo processo”.

Aprirà i lavori del convegno l’on. Mario BACCINI, Presidente dei Cristiano Popolari – PDL, mentre, tra i protagonisti della conferenza vi saranno il dott. Giuseppe CORASANITI (Sostituto Procuratore Pool Reati Informatici della Procura di Roma e docente universitario), il dott. Gerardo COSTABILE (Presidente dell’IISFA – International Information System Forensics Association) e l’avv. Stefano ATERNO (docente presso la LUMSA e l’Università La Sapienza), quali massimi esperti in materia.

Interverranno altresì l’avv. Giulia CALDERONE (Consulente di società di telecomunicazioni) e la dott.ssa Simona D’EUGENIO (Titolare di Agenzia Investigativa) per dare il proprio contributo tecnico sulle intercettazioni telefoniche e telematiche e i metodi investigativi utilizzati. Modereranno, l’avv. Santo Emanuele MUNGARI (Segretario Generale Avvocati della Libertà) e la dott.ssa Maria Elena VALANZANO (Coordinatore nazionale e Presidente Giovani Avvocati della libertà).

Fonte: Julie News

Microspie ambientali

 

Inchiesta Finmeccanica: spuntano gli appalti delle intercettazioni

maggio 9, 2011 Intercettazioni No Comments

Gli ultimi aggiornamenti riportano il nome della fondazione “Italiani Europei“, avente a capo Massimo D’Alema, nell’ambito dell’inchiesta su Finmeccanica che arriva ad intrecciarsi col fallimento della società Eutelia. I Pm Paolo Ielo e Giuseppe Cascini (noto ai più come Segretario della Associazione Nazionale Magistrati) ed il collega milanese Francesco Greco raccolgono le dichiarazioni di Pio Piccini, ex presidente del gruppo Omega, arrestato a seguito del crac delle società Agile-Omega. Piccini racconta che gli fu spiegato come percentuali sugli appalti in alcune regioni “rosse” dovevano andare al Partito Democratico. Il mediatore, secondo l’imprenditore, sarebbe stato un amico di D’Alema: Vincenzo Morichini.

In particolare l’appalto in oggetto è quello nazionale sulle intercettazioni, in cui Finmeccanica partecipava per un valore di circa 8/9 milioni di euro. Finmeccanica si sarebbe dovuta avvalere poi di diverse società per la parte operativa come già accade – si potrebbe supporre – nell’appalto per la informatizzazione di tutte le Procure ed i Tribunali d’Italia, branca del cosiddetto SPC (Sistema Pubblico di Connettività) assegnato dal 2008 ad un RTI formato da Telecom Italia, Elsag Datamat (Finmeccanica) ed Engineering.

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Intercettazioni: Berlusconi, approvare velocemente legge

maggio 8, 2011 Intercettazioni No Comments

(ASCA) – Milano, 7 mag – “Con la sinistra ci saranno intercettazioni a go go, ma uno Stato dove uno che parla al telefono può essere spiato, è uno Stato che non tutela quel diritto fondamentale che è la privacy e perciò non è uno stato democratico. Noi dobbiamo fare velocemente in Parlamento la legge sulla modifica delle intercettazioni”.

Lo ha ribadito il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, intervenendo al Palasharp di Milano ad un comizio elettorale a sostegno della candidatura di Letizia Moratti a sindaco della citta’.

Fonte: ASCA

Ania, dal pacco-dono per Silvio a Karima

maggio 7, 2011 Intercettazioni No Comments

Il fidanzato: “Non fatevi strane idee”

Nessuna donna-pacco, nessun giro sospetto. Così Paolo Enrico Beretta, nipote di Silvio Berlusconi, descrive Ania Goledzinowska, sua fidanzata coinvolta involontariamente nel caso Ruby. La Goledzinowska, 28enne modella polacca, il cui nome è stato pubblicato insieme alle intercettazioni su Karima el Mahroug, era già finita sotto i riflettori nel 2008 quando, a Roma, saltò fuori da un pacco gigante per cantare “Happy birthday” al presidente del Consiglio in persona, Silvio Berlusconi. Tutti particolari riferiti nell’ultimo numero del settimanale Novella 2000. Parole che non sono passate inosservate e che hanno provocato la replica di Beretta.

SOLO UNA PERFORMANCE ARTISTICA – “In merito a recenti prese di posizione su periodici di stampa nelle quali si insinua che Ania Goledzinowska è stata regalata per compleanno in un pacco – scrive Beretta in una nota -, volevo precisare una cosa. Io non frequento un certo tipo di persone e quindi se avesse fatto qualcosa di male non avrei frequentato nemmeno lei. E’ stata solamente una performance artistica dove lei cantò “tanti auguri”. Cena normalissima di compleanno e nessuno era a conoscenza della sorpresa. Ricordo che per Pasqua il partito Pdl aveva regalato un uovo sorpresa a mio zio con la violinista dentro, quindi niente di scandaloso! Se non fossero state pubblicate le sue illegali intercettazioni su Repubblica e Corriere della Sera in cui Ania vuole mettere in guardia una ragazza (Ruby), non avrebbe neanche rilasciato intervista per Novella 2000 perché non voleva assolutamente cercarsi questo tipo di pubblicità ma alla fine si è dovuta tutelare. Ania è una persona a me molto vicina, lo è stata anche nei momenti più delicati della mia vita. Lei è una brava ragazza con un passato tormentato da cui ha fatto mea culpa avendo avuto persino il coraggio di raccontarsi nel suo libro autobiografico a cui ha dedicato tutto il suo tempo e i suoi sforzi degli ultimi anni. Ha sposato la causa contro la violenza sulle donne e sugli abusi minorili, quindi non posso accettare che venga immischiata in cose che non appartengono né alla sua persona né alla sua personalità. Abbiamo un rapporto speciale, fuori dagli schemi predisposti di grande affetto e di stima che per ora si limita a questo poichè lei ha scelto di seguire un percorso religioso che io rispetto. Non si sa cosa ci riserverà il futuro ma so che le starò sempre vicino”.

Fonte: Libero News

Intercettazioni: Palamara, stralciare elementi non rilevanti

maggio 6, 2011 Intercettazioni No Comments

“Occorre trovare un momento nella fase preliminare dell’indagine dove un giudice individua gli elementi rilevanti o meno delle intercettazioni stralciando quelli che non interessano all’inchiesta”. E’ la proposta avanzata questa mattina dal presidente dell’associazione nazionale dei magistrati, Luca Palamara, parlando agli studenti della Luiss nel corso di un workshop sulla legalita’ dal titolo “Un’offerta che non si puo’ rifiutare”.
Il presidente dell’Anm ha ribadito la sua contrarieta’ ad una riforma sulle intercettazioni che “sono un mezzo di ricerca della prova fondamentale nella individuazione del colpevole del reato”.
“Occorre evitare – ha detto ancora Luca Palamara – la pubblicazione degli atti e del contenuto delle intercettazioni che riguardano fatti personali della vita privata delle persone cosi’ come episodi di persone estranee al procedimento. Ma altro e’ mettere in discussione lo strumento delle intercettazioni grazie al quale la polizia giudiziaria e gli inquirenti in questo paese hanno potuto acquisire elementi non solo in relazione a fatti di criminalita’ organizzata, ma anche per fatti di criminalita’ comune grazie ai quali e’ stato poi possibile sgominare le grandi organizzazioni criminali”.

Fonte: Prima Online

Troppe le fughe, non le intercettazioni

maggio 5, 2011 Intercettazioni No Comments

Bloccare l’ingerenza dei media piuttosto che lo strumento d’indagine in sé

Tema “caldo”, quello delle intercettazioni, e negli ultimi anni molto dibattuto per varie ragioni. Un argomento controverso, rigidamente ingabbiato tra esigenze di tutela della privacy di tutti i cittadini e necessità di violazioni della riservatezza – da parte degli organi inquirenti – dovute alla scoperta di comportamenti illeciti finalizzati alla commissione di reati. Ecco perché l’Associazione dei giovani avvocati ha indetto il seminario: “Intercettazioni: tecniche e inutilizzabilità. Orientamenti giurisprudenziali”. Una discussione a cui hanno preso parte il presidente dell’Aiga del capoluogo Antonello Talerico nelle vesti di moderatore, nonché, in qualità di relatori, l’associato di Fonetica e Fonologia dell’Unical Luciano Romito, l’insigne penalista Salvatore Staiano, il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, e i giudici del Tribunale del Riesame Giuseppe Perri e Pietro Scuteri.
Ad aprire il giro degli interventi il prof. Romito: «Il passaggio dall’orale allo scritto è per chiunque di noi una pratica antica. Voglio spiegare i rapporti tra gli idiomi: la differenza sta nelle strutture, cambia soltanto l’applicazione di determinate regole. Quando si intercetta bisogna conoscere i codici di partenza e di arrivo. La prassi prevede il conferimento di incarichi di tipo collegiale per l’audizione di conversazioni molto complesse. Vi sono diversi modi per stimare e poi trascrivere quanto si ascolta. L’alfabeto Morse, ad esempio, ha un’arbitrarietà pari a zero. Ma spesso si è costretti a interpretare e lo si fa correttamente solo se si ha la giusta chiave di lettura. È l’esperto che deve trascrivere».
A seguire il dott. Scuteri: «La Consulta nel 2008 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 268 del codice di procedura penale in virtù di un’eccezione sollevata dall’avv. Staiano, riconoscendo alla difesa di poter estrarre copia del brogliaccio intercettivo e anche che leggere una traccia audio non può surrogare l’ascolto diretto». Altrimenti verrebbe leso «il diritto di difesa e il principio di parità fra le parti processuali».

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Difesa da intercettazioni telefoniche

Intercettazioni, Pd presenta pdl per regolare diffusione su media

maggio 4, 2011 Intercettazioni No Comments

Impulso ad Ordine giornalisti per aggiornare autoregolamentazione

Il Pd ha presentato una proposta di legge per regolare la diffusione del contenuto delle intercettazioni quando riguardi persone non indagate per reati penali, con l’obiettivo di coniugare il diritto all’informazione con il diritto alla tutela della privacy. L’iniziativa è stata presentata in una conferenza stampa a Montecitorio da Antonello Soro, Gianclaudio Bressa, Donatella Ferranti e Roberto Zaccaria. “La nostra è una proposta dal versante del cittadino – ha spiegato Soro – sappiamo che il tema delle intercettazioni è terreno di grande contrasto ma abbiamo voluto cogliere un aspetto del problema nella convinzione che si possa aprire un confronto con tutte le forze politiche evitando l’aspetto punitivo”. La proposta di legge interviene quindi sul codice deontologico dei giornalisti chiedendone una modifica a tutela dei cittadini terzi che vedono pubblicati i contenuti delle loro conversazioni e attribuendo al Garante per la privacy una funzione vicaria in caso di inadempienza da parte dell’Ordine dei giornalisti a cui spetta l’aggiornamento del Codice. Soro ha inoltre spiegato che “questa proposta è alternativa a quella del governo” in quanto, ha aggiunto Ferranti “il premier mira a ridurre l’uso del mezzo investigativo e strumentalizza il tema della riservatezza per raggiungere un altro obiettivo”. Sulla proposta si è già espresso favorevolmente l’Ordine dei giornalisti, fanno sapere gli esponenti del Pd che non escludono un confronto con le parti in sede di lavori della commissione parlamentare. Il testo fa riferimento anche alle sanzioni pecuniarie. “Anche su questo aspetto c’è il tentativo di sollecitare l’autodisciplina della categoria – ha detto Soro -perchè è interesse della buona informazione dotarsi di regole serie e non di farsele imporre da una maggioranza parlamentare”.

Fonte: La Politica Italiana

Torino, tenta di uccidere il marito con un’autobomba e il topicida: arrestata

aprile 28, 2011 Intercettazioni No Comments

In manette anche l’amante. Decisiva un’intercettazione telefonica: “Il veleno non si scioglie”

Aveva deciso di porre fine alla sua unione coniugale nel peggiore dei modi: ammazzando il marito. Invece il piano messo a punto con il suo amante è finito con l’arresto da parte della polizia. La 37enne ha tentato di far saltare in aria l’auto del marito e, dopo fallimmento dell’attentato, ha provato ad avvelenarlo con un topicida. E’ successo a Torino.
L’indagine era partita lo scorso 15 aprile quando una bomba collocata sull’auto della vittima aveva messo in allarme la città. Emanuela Lopez, operaia di 37 anni dipendente della Robe di Kappa, è stata arrestata dagli agenti della squadra mobile con l’accusa di tentato omicidio in concorso con il suo amante Edoardo Domenico Simbula, artigiano di 38 anni.

Gli investigatori sono arrivati in tempo perché, grazie alle intercettazioni telefoniche, avevano scoperto che la donna stava mettendo in atto un altro piano omicida: una zuppa di zucca arricchita con veleno per topi e scarafaggi che avrebbe servito al marito per il suo compleanno.

Gli agenti hanno sentito chiaramente la donna dire all’amante: “Non riesco a scioglierlo, è blu e ha un cattivo odore”. Il pubblico ministero Andrea Bascheri contesta loro anche l’aggravante della premeditazione. I due avrebbero già ammesso le loro responsabilità nell’ interrogatorio davanti al pm.

“Poteva distruggere una scuola”
Potrebbe diventare di tentata strage l’accusa mossa dalla procura di Torino a Emanuela Lopez ed Edoardo Simbula qualora le perizie disposte sulla vettura saturata con gas la mattina del 15 aprile, accertassero che poteva uccidere gli studenti dell’istituto tecnico “Grassi”. Lo si apprende dalla questura del capoluogo piemontese. Nell’interrogatorio davanti al pm Andrea Bascheri, la donna ha raccontato di essere stata più volte maltrattata dal marito, di 33 anni, anche se non aveva mai sporto denuncia. La circostanza, tuttavia, deve ancora essere verificata dagli investigatori. La coppia era in fase di separazione dopo un matrimonio durato circa 20 anni. I due hanno anche due figli, di 17 e di otto anni.

Fonte: TG Com

Intercettazioni. Il Pd presenta la sua proposta di legge

aprile 26, 2011 Intercettazioni No Comments

Anche il Pd scende in campo contro le intercettazioni. In una proposta di legge appena presentata alla Camera, primo firmatario Antonello Soro, si spiega che le intercettazioni sono utili per l’attivita’ investigativa, ma non si possono “disconoscere gli effetti perversi della diffusione di tali contenuti su stampa e televisione”. “Troppo spesso, infatti – si legge nella relazione – nelle intercettazioni pubblicate sui giornali compaiono, spesso per circostanze del tutto casuali, persone totalmente estranee alle indagini, oppure vengono riportati particolari intimi, attinenti alla vita privata dei singoli, che pur non avendo alcun rilievo penale, vengono amplificati unicamente per solleticare la fantasia pruriginosa del pubblico”.

“In questo modo – spiega ancora Soro – la vita privata di tante persone, la cui unica colpa e’ quella di essere citate nel corso di una conversazione telefonica, spesso con affermazioni non precise o non veritiere, entra in un barbaro tritacarne”. “Occorre porre un limite a questa deriva – aggiunge il deputato del Pd – e tuttavia, la risposta non puo’ venire da soluzioni meramente repressive, con sanzioni sproporzionate ed ispirate piu’ ad una logica vendicativa che ad una seria politica di prevenzione del danno.

Si dovrebbe invece cercare il giusto bilanciamento fra le esigenze di informazione sui fatti di interesse pubblico e la tutela della sfera privata delle persone”. Pertanto nel progetto di legge si prevede l’adozione da parte dell’Ordine dei giornalisti di un Codice di deontologia da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge, con tanto di sanzioni pecuniarie amministrative per i ‘trasgressori’.

Tale Codice dovra’ essere promosso dal Garante per la protezione dei dati, ma la sua adozione spettera’ direttamente al Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Solo in caso di inerzia di quest’ultimo, il Codice sara’ adottato dallo stesso Garante nei 30 giorni successivi. Le disposizioni del Codice, sottolinea l’esponente del Pd, “non saranno semplici norme di buona condotta da applicare all’interno della categoria professionale, magari con logiche corporative. Saranno invece regole dell’ordinamento generale, valide per chiunque scriva od operi sui mezzi di informazione: il loro rispetto potra’ dunque essere fatto valere davanti al Garante o al giudice ordinario”.

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Toh, il mostro non ha fatto nulla

aprile 23, 2011 Intercettazioni No Comments

“Gioacchino Genchi ha spiato 350 mila persone”, dicevano in coro politici e stampa. La Procura romana ha indagato, concludendo che le accuse contro il consulente informatico dei tribunali erano infondate. Ma nessuno gli chiede scusa

Il 24 gennaio 2009 Silvio Berlusconi, presidente del Consiglio, annuncia a reti unificate: “Sta per scoppiare uno scandalo enorme, il più grande della storia della repubblica: c’è un signore che ha spiato 350 mila persone”. Il signore in questione è Gioacchino Genchi, vicequestore di polizia, da vent’anni consulente informatico di procure, tribunali e corti d’Assise per quasi tutte le più delicate indagini e processi di mafia. Il suo lavoro consiste nell’incrociare intercettazioni e tabulati telefonici disposti e acquisiti dalla magistratura per stabilire chi, quando, dove e possibilmente perché ha rapporti con criminali. Dunque Genchi non ha mai intercettato una mosca in vita sua.

Ma un’opposizione inesistente e disinformata (salvo rare eccezioni) e una stampa sciatta e gregaria si bevono d’un fiato la bufala, anzi l’assecondano sparacchiando cifre a casaccio e accusando il presunto “spione” di ogni nefandezza senza uno straccio di prova. I politici, noti garantisti, emettono unanime condanna.

Schifani: «Tutelare istituzioni e cittadini ». Alfano: «Difendere gli apparati di sicurezza». Gasparri: «Roba da corte marziale». Rutelli (allora nel Pd e presidente del Copasir): «Caso molto rilevante per la libertà e la democrazia». Cicchitto: «Inquietante Grande fratello». Quagliariello: «Scenario inimmaginabile e preoccupante per la sicurezza dello Stato ». Bocchino (ancora Pdl): «Il più grande caso di spionaggio della storia repubblicana ». Mastella: «”Licio” Genchi è un pericolo per la democrazia». Tenaglia (Pd): «Vicenda grave». Violante: «Intollerabile». Zanda: «Tavaroli e Genchi, tante analogie» (l’uno spiava illegalmente migliaia di persone per Telecom, azienda privata, l’altro opera legalmente al servizio dello Stato, su mandato dei magistrati). “La Stampa” e il”Corriere” titolano: «Un italiano su 10 nell’archivio Genchi» (6 milioni di persone schedate, roba che nemmeno la Cia).”Il Giornale”: «Grande Orecchio, miniera d’oro».”Libero”: «L’intercettatore folle».

La profezia del premier, sostenuta da cotanto battage, si rivela azzeccata: due mesi dopo, nel marzo 2009, la Procura di Roma indaga Genchi per accessi abusivi alla Siatel (l’anagrafe tributaria) e sguinzaglia il Ros a perquisirgli e sequestrargli l’archivio informatico. L’accusa riguarda i più importanti accertamenti svolti da Genchi negli ultimi anni su stragi, narcotraffico e mafia. Compresi quelli sui telefoni del maresciallo del Ros Giorgio Riolo (arrestato e poi condannato come”talpa” alla Procura antimafia di Palermo) e sulla scheda Gsm coperta, intestata a una signora, che il mafioso poi pentito Campanella passò all’allora governatore di Sicilia Cuffaro per i contatti riservati con Riolo e un’altra talpa.

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Strage di Erba, spuntano alcune intercettazioni «fantasma» sul superteste

aprile 21, 2011 Intercettazioni No Comments

Il settimanale «Oggi» rivela che lo psichiatra che aveva in cura il sopravvissuto alla mattanza disse: «La sua memoria poteva essere falsata». Il giallo di un incontro non registrato dalle microspie tra il superstite ei carabinieri alla vigilia del riconoscimento di Olindo come colpevole

a parola fine sulla strage di Erba sembra non dover arrivare mai. In attesa della sentenza della Cassazione sulla condanna all’ergastolo per Olindo Romano e Rosa Bazzi, prevista per il prossimo 3 maggio, continuano a sbucare altri pezzi mancanti, per un puzzle che ormai è sempre più difficile ricomporre. Sul settimanale «Oggi» Edoardo Montolli, (autore di «Il grande abbaglio» e «L’enigma di Erba», e di recente del libro-inchiesta multimediale sulla strage pubblicato su www.oggi.it) ha «scoperto» alcune intercettazioni – stranamente considerate «non utili» dai carabinieri – fatte nella stanza d’ospedale di Mario Frigerio, il supertestimone che riconobbe in Olindo il suo aggressore dopo aver prima identificato un aggressore con «la carnagione olivastra, mai visto prima».
«Mancano i suoi ricordi, il suo cervello piano piano ricorderà». Sono queste le parole dell’avvocato Manuel Gabrielli rivolge al suo assistito Frigerio il 26 dicembre 2006. È un momento chiave, visto che solo una manciata di minuti prima il superstite della strage di Erba aveva riconosciuto il suo aggressore in Olindo Romano, davanti ai pm. «In particolare – scrive Montolli sul numero in edicola mercoledì – il legale tentò di tranquillizzare il suo assistito dicendogli “vedrà che le cose si sistemano” e chiedendogli: «Ma pian piano si stan schiarendo i suoi ricordi oppure?…». E al filo di voce del teste, Gabrielli, che forse ignorava il riconoscimento di Frigerio di qualche minuto prima ma a cui evidentemente Frigerio non disse di aver fatto il nome di Olindo, rispose che il dottore, magari, «può aiutare… di sviluppare un po’ i ricordi».
Intercettazioni e mezze ammissioni che gettano una luce sinistra sulla genuinità di quel riconoscimento. Perché, scrive ancora Montolli, «quando il testimone è con i carabinieri o con i pm dice di ricordare, quando è con il suo avvocato no». Perché? È la terza intercettazione, dopo le due respinte in appello del 22 e del 24 dicembre, in cui Frigerio, dopo aver sentito il nome di Olindo da parte del maresciallo Gallorini, fa capire, quando non è di fronte ai carabinieri o ai magistrati, di non ricordare ciò che accadde. «uesta volta, però, l’assenza di ricordi si evidenzia addirittura il 26 mattina, dopo aver riconosciuto Olindo davanti ai pm». Strano.

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Caso Tarantini, le intercettazioni che potrebbero imbarazzare Berlusconi

aprile 18, 2011 Intercettazioni No Comments

BARI – Il pm di Bari Giuseppe Scelsi, titolare dell’inchiesta sul caso Berlusconi-Tarantini-D’Addario avrebbe lasciato la Procura per dissidi con il procuratore Antonio Laudati, come aveva scritto Repubblica. Invece, come ha scritto Marco Lillo sul Fatto Quotidiano (l’articolo è stato anche ripreso da Dagospia), la “vera partita che si gioca a Bari riguarda il destino delle intercettazioni”.

Nel fascicolo, ha spiegato Lillo, “ci sono decine di telefonate con il premier e le sue ragazze. Oggi sono segrete ma – dopo la chiusura dell’inchiesta – potrebbero finire sui giornali, imbarazzando certamente il premier ma anche chi ha mantenuto la sordina allo scandalo per due anni”.

Secondo quanto scritto dai giornali nei giorni scorsi, invece, Scelsi non avrebbe tollerato modifiche nell’accusa a Gianpaolo Tarantini (accusato di favoreggiamento della prostituzione).

Lillo ha rilevato la differenza abissale dei tempi di lavoro della Procura di Milano (che indaga sul caso Ruby su fatti del 2010 e ha già ottenuto il processo) e quella di Bari (che si occupa di fatti del 2008 ed è “ancora al palo”).

Lo smacco, ha sottolineato Lillo, “era ancora più cocente se si leggevano i nomi delle protagoniste di oggi nel faldone di Milano e di ieri in quello di Bari: Barbara Guerra, Ioana Visan e Marysthelle Polanco, stessi nomi, stesso utilizzatore finale. Cambiava solo il favoreggiatore (Tarantini contro il terzetto Mora-Fede-Minetti) e soprattutto cambiava l’atteggiamento e il ritmo delle due procure”.

Fonte: Blitz Quotidiano

Ruby, Offensiva Pdl in Senato: Intercettazioni vergognose

aprile 15, 2011 Intercettazioni No Comments

Domani l’atto parlamentare, dubbio tra mozione e interrogazione

Dopo il conflitto d’attribuzione votato dalla Camera, il Pdl insiste nell’attacco al processo Ruby che vede imputato Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile. Stavolta tocca ai senatori: nessuna iniziativa legislativa, ma l’obiettivo è un passaggio a palazzo Madama su di un atto parlamentare che denunci “dettagliatamente e con dovizia di particolari” l’uso “vergognoso” delle intercettazioni “ai danni di un parlamentare”. Cioè il Cavaliere. Tuttavia ancora non è stato deciso se si chiamerà il Senato a votare una mozione, oppure se ci si limiterà ad una interrogazione parlamentare al ministro competente, in modo da consentire al Guardasigilli Angelino Alfano di stigmatizzare in Aula il comportamento dei magistrati, magari preludendo ad un’azione disciplinare.

L’iniziativa sarà presentata domani in una conferenza stampa con Maurizio Gasparri e Gaetano Quagliariello e il capogruppo in commissione Giustizia Franco Mugnai. Per ora, trapelano pochi dettagli: quel che è certo è che nel testo che potrebbe essere portato all’esame di palazzo Madama si cercherà di ‘convalidare’ quelle che sono le tesi difensive esposte più volte da Berlusconi e dai suoi legali. Ovvero l’abuso di intercettazioni, con i conseguenti costi, sugli ospiti di una residenza privata di un parlamentare; la loro diffusione sui mezzi di informazione; fino all’ultimo episodio della trascrizione di tre conversazioni dello stesso Berlusconi. Stasera dovrebbe essere presa la decisione tra interrogazione e mozione.

Fonte: TM News

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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