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Le farfalline di Iris spaventano Silvio

febbraio 23, 2011 Intercettazioni No Comments

Nuove intercettazioni. Nuove letture sui dettagli di come veniva organizzato il giro delle feste di Arcore: reclutamenti delle ragazze, ingaggi dell’harem, premi, regali e ricompense per le ospiti del sultano. Saranno depositate in settimana, al più tardi all’inizio della prossima. Roba che al confronto le 800 pagine che costituiscono lo stralcio del Rubygate in cui è imputato il Cavaliere con l’accusa di concussione e prostituzione minorile sembreranno dettagli irrisori.

Anche per questo il Presidente del Consiglio non perde occasione per attaccare giornali e magistrati e brandire l’arma del bavaglio (stop alle intercettazioni) contro chi lo “spia”. La procura di Milano deciderà oggi come procedere con il filone principale dell’inchiesta, quello in cui sono indagati il direttore del Tg4 Emilio Fede, l’impresario delle starlette Lele Mora e il consigliere regionale Nicole Minetti per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione anche minorile. In procura sembra prevalare l’impostazione per cui si procederà all’avviso di chiusura indagini per i tre principali indagati (possibile l’archiviazione per i due indagati minori), l’atto che precede la richiesta di rinvio a giudizio. Per il filone madre dell’inchiesta, aperto in settembre, si procederà con rito ordinario – deposito, udienza preliminare – con tutto quello che ne consegue per la pubblicità degli atti che diventano – in base alla legge – divulgabili. Gli annunci e i vittimismi del premier suonano quindi come azioni preventive per distogliere l’attenzione dal vero problema: la miseria di un giro di prostituzione organizzato in favore di un capo del governo che combatte la prostituzione nelle strade ma la favorisce in casa sua.

Dalle carte, intanto, si definisce sempre di più la lista dei regali e delle ricompense per le preferite del premier: soldi, case, Mini e Smart, abiti e gioielli. A casa di Iris Berardi, l’altra minorenne brasiliana ammessa all’harem, sono stati sequestrati, oltre le migliaia di euro, 7 collier, 12 anelli, 15 bracciali «tutti – ha detto Iris – omaggi del premier per le mie partecipazioni e feste e ricevimenti». Spesso quei gioielli sono decorati con farfalline di brillanti e pietre preziose. E’ il ciondolo preferito da Berlusconi. Lo raccontò per prima Noemi Letizia. Era l’aprile 2009. Era già tutto scritto, due anni fa.

Fonte: L’Unita’

Intercettazioni: D’Alema, impossibile collaborazione con governo

febbraio 23, 2011 Intercettazioni No Comments

Bari, 22 feb. – (Adnkronos) – ”In questa materia non c’e’ nessuna possibilita’ di collaborazione con li governo, vorrei dire persino a prescindere dal merito”. Cosi’ il presidente del Copasir, Massimo D’Alema ha risposto a una domanda dei giornalisti che a Bari gli chiedevano un commento su quanto affermato durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti circa i possibili danni che il progetto di legge governativo sulle intercettazioni possono causare alla lotta contro la corruzione. ”L’azione di questo governo, nella condizione in cui si trova Berlusconi su tutto cio’ che ha a che fare con la giustizia e’ inevitabilmente oggetto di sospetto legittimo da parte dell’opinione pubblica. Punto di partenza per discutere di questi problemi e’ che Berlusconi si dimetta. Altrimenti -ha concluso D’Alema- non si parte”.

Fonte: Repubblica Bari

Inchiesta Agcom, ‘Il Fatto’: ecco perché è (quasi) impossibile processare Berlusconi

febbraio 22, 2011 Intercettazioni No Comments

TRANI – Secondo ‘Il Fatto Quotidiano’, processare Silvio Berlusconi per l’inchiesta sull’Agcom è “quasi impossibile”. Per “chiedergli di rispondere sull’Agcom”, scrive Marco Lillo, ci vogliono quattro passaggi parlamentari che lo tutelano.

Cominciamo dall’inizio. Secondo ‘Il Fatto Quotidiano’, la procura di Roma si è convinta che le telefonate di Silvio Berlusconi nel 2009 per fare pressioni su Giancarlo Innocenzi e i vertici dell’Agcom per ottenere la chiusura di ‘Annozero’ hanno rilevanza penale. E quindi, sempre secondo ‘Il Fatto’, la procura ha chiesto al tribunale dei Ministri di chiedere a sua volta alla Camera di utilizzare quelle telefonate. Di utilizzarle, probabilmente, come base per una richiesta di rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi.

Ora, dice ‘Il Fatto’, perché realisticamente si possa chiedere su questa inchiesta un processo per il premier, si dovranno affrontare quattro passaggi parlamentari. Il primo step è quello del tribunale dei ministri che dovrà decidere, se quello che scrive ‘Il Fatto’ è vero, se chiedere o meno alla Camera l’autorizzazione a far utilizzare alla procura di Roma quelle intercettazioni. Se i giudici ministeriali confermeranno la richiesta della procura di Roma, la palla passerà alla Giunta per le autorizzazioni della Camera. Dopo che questa avrà votato, la decisione finale spetterebbe al Parlamento.

Ma non è finita qui. A questo punto se la Camera concedesse l’autorizzazione all’uso delle intercettazioni, il fascicolo di Trani tornerebbe alla procura di Roma per iniziare le indagini. Se i pm fossero intenzionati a chiedere il rinvio a giudizio per Berlusconi, come sostiene ‘Il Fatto’, il tribunale dei ministri potrebbe richiedere nuovamente alla Camera l’autorizzazione. E sarebbe così il quarto passaggio parlamentare tra Berlusconi e un possibile processo sull’inchiesta Agcom.

Fonte: Blitz Quotidiano

Ddl intercettazioni, il no della Corte dei Conti “Sono essenziali per combattere la corruzione”

febbraio 22, 2011 Intercettazioni No Comments

La magistratura contabile boccia le iniziative del governo: dalla Cirielli al processo breve. Disco rosso anche per il federalismo

La Corte dei Conti boccia, una dopo l’altra, le iniziative del governo in materia di giustizia. A partire dal ddl intercettazioni “che non combatte la corruzione”. Sottolineando come questo strumento sia molto importante per contrastare il fenomeno. Lo afferma il procuratore generale della magistratura contabile Mario Ristuccia nella sua relazione in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario 2011. Una relazione che punta il dito anche sui rischi del federalismo e sull’espansione della corruzione nella pubblica amministrazione.

Intercettazioni. “Non appaiono indirizzati a una vera e propria lotta alla corruzione – afferma – il disegno di legge governativo sulle intercettazioni che, costituiscono uno dei più importanti strumenti investigativi utilizzabili allo scopo e neppur l’aver dimezzato con la cd legge Cirielli del 2005 i termini di prescrizione per il reato di corruzione ridotti da 15 a 7 anni e mezzo, con il risultato che molti dei relativi processi si estingueranno poco prima della sentenza finale, sebbene preceduta da una o due sentenze di condanna e con conseguenze ostative per l’esercizio dell’azione contabile sul danno all’immagine”.

Processo breve. “Il disegno di legge in materia di durata dei processi non sia un ulteriore ostacolo alla lotta contro la corruzione”. E’ questo l’auspicio del pg che sottolinea come “da rispettosi osservanti delle norme varate dal parlamento”, i magistrati contabili restano “perplessi di fronte a recenti leggi che consentono una profonda alterazione di principi di certezza del diritto”.

Federalismo. Il federalismo potrebbe aumentare la corruzione, afferma Ristuccia. “Ci si interroga in termini dubitativi se, in tema di federalismo fiscale, il decentramento della spesa pubblica possa contribuire a ridurre la corruzione” rendendo “più diretta la relazione tra decisioni prese e risultati conseguiti” oppure se, sottolinea il presidente “possa avere l’effetto contrario ed aumentare la corruzione quando la vicinanza a interessi e lobbies locali favorisca uno scambio di favori illeciti in danno della comunità amministrata”.

Corruzione. La corruzione e le frodi sono “patologie” che “continuano ad affliggere la pubblica amministrazione“. Un fenomeno che riguarda soprattutto aiuti e contributo nazionali e dell’Ue. “I dati al riguardo non consentono ottimismi”, spiega il procuratore secondo cui la situazione di “cattiva amministrazione, nonostante i progressi conseguiti in termini di efficienza, a partire dalla legge Brunetta, continua a caratterizzare in negativo l’immagine complessiva dell’apparato amministrativo”. Inoltre, prosegue Ristuccia, una “diminuzione delle denunce che potrebbe dare conto fi una certa assuefazione al fenomeno verso una vera e propria ‘cultura della corruzione'”.

Le cifre. Nel 2010 i reati corrutivi sono aumentati del 30% rispetto all’anno precedente. In termini complessivi sono stati denunciati 237 casi di corruzione, 137 di concussione e 1090 di abuso d’ufficio, che rispetto a quelli denunciati nel 2009 indicano un incremento del 30,22% dei reati corruttivi, mentre si riscontra un decremento rispettivamente del 14,91% e del 4,89% per i reati concessivi e d’abuso d’ufficio. Le forze di polizia hanno denunciato complessivamente 708 persone per corruzione, 183 per concussione e 2290 per abuso d’ufficio. Cifre che rappresentano un calo,rispetto al 2009, dell’1,39%, dell’18,67% e del 19,99%.

Le reazioni. Cauta la reazione della Lega. “Le intercettazioni sono utili ma vanno regolamentate” dice il capogruppo della Lega Nord, Marco Reguzzoni. Dura invece la posizione dell’Idv: “Ha ragione la Corte dei Conti: le intercettazioni sono uno strumento indispensabile per le indagini. Solo una maggioranza di pazzi o di conniventi con la criminalità può pensare di limitarle…” taglia corto il capogruppo dell’Idv alla Camera Massimo Donadi

Fonte: Repubblica

Gli sputtanati, vittime delle intercettazioni

febbraio 22, 2011 Intercettazioni No Comments

Vox populi, vox dei: «Quello è finito sul giornale», dove il verbo finire è quanto mai appropriato. «Sputtanati di tutta Italia, unitevi»: potrebbe essere lo striscione in qualche teatro dove la platea è ricca di gente semplice e famosa, di belle ragazze e uomini con pancetta, di persone di destra, di sinistra e di centro, di operai, imprenditori, studentesse. Sono le vittime delle intercettazioni.
Persone estranee a qualsiasi indagine, ma a volte soltanto nominate in una delle 100 mila conversazioni registrate da una procura. «E dalle carte spunta il nome di…». È così che inizia il calvario. Tizio o Tizia vengono coinvolti loro malgrado, devono giustificarsi, magari smentire rafforzando il detto che ogni smentita è una notizia data due volte; devono sopportare gli sguardi di chi comunque pensa che «se uno finisce sul giornale, qualcosa di vero (e di male) ci sarà».

Il cortocircuito mediatico-giudiziario è davvero violento. E chi non ha la forza di ribellarsi subisce in silenzio, in un isolamento crescente, che spesso comporta perdita di affetti, difficoltà sul lavoro. Ma il pasto è ghiotto. Come mostra la vicenda del Rubygate, che il 15 febbraio è diventato processo immediato contro Silvio Berlusconi: nelle 1.000 pagine messe agli atti dall’accusa nessun garantismo per le ragazze che abitavano nel quartiere milanese dell’Olgettina, peraltro mai indagate. Quale reato viene contestato a Barbara Guerra o a Barbara Faggioli? Nessuno. Però i giornali hanno pubblicato nomi e cognomi insinuando inevitabilmente un marchio dell’infamia. Internet ha fatto il resto, divulgando perfino i numeri di telefono. Solo in rari casi l’identità della persona ascoltata è stata coperta dagli inquirenti: è stato così per M. T., che, fra le tante invitate ad Arcore, è forse non casualmente tra le poche interrogate come teste dell’accusa.

Ma con le intercettazioni funziona sempre così. Insinuano il sospetto, e poi è tutto un darsi di gomito: «Hai visto? C’è pure Gianni Letta» (l’inchiesta del 2009 sulla cricca degli appalti della Protezione civile). «Incredibile, si parla di Ilaria D’Amico» (lo scandalo di Calciopoli). «C’è Cecilia Rodriguez, la sorella di Belen, te l’avevo detto» (l’inchiesta napoletana su prostituzione e spaccio di banconote false). «Ma la moglie di Flavio Briatore, Elisabetta Gregoraci, non era stata coinvolta in una storiaccia di sesso?» (Vallettopoli, Potenza). Vallo a spiegare, poi, che l’esercito degli sputtanati non ha niente da temere dalle indagini, non è coinvolto, è estraneo all’inchiesta. Intanto il nome finisce sulle pagine di giornale in grande evidenza, poi si vedrà.

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Intercettazioni: Ghirra (Giornalisti), reagiremo attacchi liberta’ stampa

febbraio 22, 2011 Intercettazioni No Comments

”Non servono nuove leggi per punire rivelazioni di notizie tutelate dal segreto e violazioni della privacy. E invece tornano i tentati di imporre divieti autoritari alla liberta’ di stampa, con multe per gli editori e carcere per chi scrive. Ma i giornalisti italiani non abbasseranno la guardia”. Cosi’ il segretario del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti Giancarlo Ghirra commenta la volonta’ del Governo di rilanciare la legge sulle intercettazioni.

”Nell’estate dello scorso anno il duro attacco alla liberta’ di stampa venne sventato grazie alla mobilitazione dei giornalisti e dei cittadini, veri titolari del diritto a essere informati sulle malefatte delle cricche politico affaristiche. Oggi – dice Ghirra – torna l’esigenza di mettere insieme un forte movimento di opinione pubblica e quanti, in Parlamento, hanno dimostrato e sapranno dimostrare sensibilita’ a una liberta’ di stampa senza bavagli”.

Fonte: ASCA

Premier: giudici contropotere politico

febbraio 21, 2011 Intercettazioni No Comments

Stop abusi intercettazioni e procedure snelle responsabilita’ Pm

(ANSA) – ROMA, 20 FEB – “La giustizia e’ divenuta sempre piu’ un contropotere politico che esonda dai principi costituzionali e che e’ sempre meno un servizio pubblico efficiente e giusto”.

Lo ha affermato il premier Berlusconi in un messaggio ai Promotori della Liberta’. Per il premier occorrera’ introdurre “anche procedure piu’ snelle per invocare la responsabilità civile dei magistrati” e “una normativa sulle intercettazioni telefoniche che ponga fine agli abusi e alle violazioni della nostra privacy”.

Fonte: ANSA

Intercettazioni: Di Pietro, ha ragione Berlusconi, si faccia come in Usa

febbraio 21, 2011 Intercettazioni No Comments

Roma, 20 feb. (Adnkronos) – ”Per una volta siamo d’accordo con Berlusconi quando afferma che sulle intercettazioni in Italia dovremmo fare come in Usa, dove e’ prevista una dura condanna per chi passa intercettazioni illecite (ripeto: per chi le passa e non per chi le pubblica)”. Lo afferma Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori.

Fonte: ADN Kronos

Intercettazioni, Berlusconi rilancia “Basta abusi”

febbraio 21, 2011 Intercettazioni No Comments

«ATTENTI a misurare le parole con Napolitano». E’ la disposizione impartita da Palazzo Chigi. Ecco dunque che gli abituali dichiaratori del Pdl promuovono l’intervista del capo dello Stato: in fin dei conti, spiegano, riconosce che c’è una maggioranza, cancellando scenari alternativi all’attuale governo. Individuano pure un invito ai tre giudici che devono esprimersi sul caso Ruby «a non fare una sentenza politica» e arrivano persino a riconoscere la giustezza della richiesta al premier di farsi processare: «Lo farebbe se potesse presentarsi al tribunale dei ministri».

Ma sotto sotto nessuno nega l’esistenza di divergenze plateali con il premier: quelle che emergono dal nuovo messaggio ai promotori della Libertà, in cui Berlusconi torna ad attaccare i magistrati rilanciando la riforma della giustizia e un giro di vite sulle intercettazioni: «Servono nuove norme per porre fine agli abusi e alle violazioni della privacy» per cui «chi passa il risultato delle intercettazioni alla stampa va in galera e ci resta per molti anni, come accade negli Stati Uniti». Affermazioni che la dicono lunga sull’aria che tira ad Arcore. Il Cavaliere è convinto dell’esistenza di un «complotto perfetto» ai suoi danni, tanto da dire agli avvocati: «Fate quello che vi pare, provate la strada del conflitto di attribuzione o l’improcedibilità, la Consulta non mi darà mai ragione».

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Intercettazioni. Cimici, riprese e talpe: ecco la stretta che vuole il Pdl

febbraio 20, 2011 Intercettazioni No Comments

ROMA – Eseguibili per un massimo di 75 giorni, con il divieto di pubblicarne il contenuto sui giornali, pena l’applicazione di pesanti pene per giornalisti e editori. Le intercettazioni uscirebbero cosi’ dalla ”dieta” imposta dal disegno di legge approvato dal Senato il 10 giugno del 2009 (passato alle cronache come ”legge bavaglio”) e che oggi, secondo quanto riferiscono autorevoli fonti della maggioranza, è la base di partenza del nuovo provvedimento voluto da Silvio Berlusconi.

Ecco, in sintesi, di che cosa si tratta.

– LIMITI: Le intercettazioni, come oggi, sono possibili solo per i reati puniti con più di cinque anni. Ma i telefoni possono essere messi sotto controllo al massimo per 75 giorni. Se c’e’ necessita’, vengono concessi altri tre giorni prorogabili di volta in volta con provvedimento del gip. Per i reati più gravi (mafia, terrorismo, omicidio ecc.) le intercettazioni sono possibili per 40 giorni, piu’ altri venti prorogabili.

– DIVIETI E SANZIONI: Gli atti delle indagini in corso possono essere pubblicati solo con un riassunto. Gli editori che li pubblicano in modo testuale rischiano fino a 300mila euro di multa. Le intercettazioni sono off limits per la stampa fino a conclusione delle indagini: per gli editori che ignorano i divieti ci sono 300 mila euro di multa, che salgono a 450mila se si tratta di intercettazioni di persone estranee ai fatti. Colpiti anche i giornalisti: fino a 30 giorni di carcere o una sanzione fino a 10.000 euro.

– CIMICI: Niente più microfoni piazzati in casa o in auto per registrare le conversazioni degli indagati. Le intercettazioni saranno consentite al massimo per tre giorni, prorogabili di altri tre.

– PM: Se il responsabile dell’inchiesta passa alla stampa atti coperti dal segreto d’ufficio o, semplicemente, va in tv a parlare dell’inchiesta, rischia di essere sostituito dal capo del suo ufficio. –

TALPE: Chi passa alla stampa intercettazioni o atti coperti dal segreto istruttorio rischia da uno a sei anni di carcere.

– NORMA TRANSITORIA: Le nuove regole si applicano ai processi in corso.

– RIPRESE: Sulle riprese tv per i processi decide il presidente della corte d’appello, che può autorizzarle anche se non c’e’ il consenso delle parti.

Fonte: Blitz Quotidiano

“Silvio a processo, ha minacciato la Rai per far chiudere Santoro!”

febbraio 20, 2011 Intercettazioni No Comments

In arrivo il procedimento per minacce a corpo dello stato e concussione. La richiesta di utilizzo delle intercettazioni è alla Camera, ma competente è il tribunale dei Ministri.

I Pm di Roma hanno deciso: le prove per procedere ci sono, e chiedono il rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi per il desueto reato di minacce a corpo dello Stato e concussione: tutto accade nelle intercettazioni che vedono il premier lamentarsi in maniera davvero troppo veemente con il consigliere dell’AgCom Giancarlo Innocenzi, perchè inventasse una maniera, insieme al Dg Mauro Masi, per sospendere la messa in onda di Michele Santoro su Rai2, quell’Annozero che tanto faceva penare Berlusconi. Innocenzi è parte di un’autorità garante, ed ecco dunque la minaccia al corpo dello Stato.

A PROCESSO – Per procedere, scrive il Fatto Quotidiano che pubblica tutto in esclusiva, la procura di Roma deve chiedere alla Camera dei Deputati l’autorizzazione ad utilizzare quelle intercettazioni come fonti di prova, ma la competenza, di sicuro, passerà presto al tribunale dei Ministri.

La Procura di Roma vuole procedere contro Silvio Berlusconi per concussione e minaccia a corpo dello Stato. Il Fatto Quotidiano è in grado di rivelare che il 3 febbraio 2011 il Procuratore capo Giovanni Ferrara ha firmato la richiesta di utilizzazione delle telefonate intercettate nel procedimento di Trani a carico di Berlusconi. Sono le famose conversazioni dell’autunno caldo del 2009 tra il commissario dell’Autorità Garante delle Comunicazioni, Giancarlo Innocenzi, e il premier rivelate all’opinione pubblica dal Fatto con uno scoop che è costato al nostro Antonio Massari una perquisizione e un’inchiesta per rivelazione di segreto. In quelle telefonate il commissario (già sottosegretario del Pdl) era sottoposto a ripetute e crescenti pressioni per chiudere Annozero e gli altri talk-show sgraditi da parte del premier. Per esempio, il 14 novembre del 2009 Berlusconi gli notifica: “Ho fatto l’altra sera nel corso della trasmissione A n n o ze ro una telefonata indignata al presidente dell’Autorità Calabrò dicendogli: ‘Sta guardando la trasmissione? Ma è una cosa oscena quello che succede!’”. Di fronte alle giustificazioni balbettanti di Innocenzi sui suoi limitati poteri, il Cavaliere ordina: “Adesso bisogna concertare che l’azione vostra (dell’Ag – com, ndr) sia da stimolo e consenta alla Rai di dire: ‘Chiudiamo tutto’’ ”

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Il Pdl torna all’attacco sulle intercettazioni

febbraio 19, 2011 Intercettazioni No Comments

Il premier: andare avanti. E apre al ritorno dell’immunità parlamentare. Dal Cdm sì alla relazione Alfano sul piano giustizia. Palamara: «Non ci faremo intimidire»

Mentre il premier Silvio Berlusconi torna a premere sulle intercettazioni e (pare) sul ritorno dell’immunità, il Consiglio dei ministri ha approvato all’unanimità la relazione del Guardasigilli Angelino Alfano sul disegno di legge che contiene le linee guida per la riforma costituzionale della giustizia. Palamara (Anm): «Non ci faremo intimidire».

Nel corso della riunione dell’esecutivo, il presidente del Consiglio Berlusconi avrebbe insistito nel chiedere tempi stretti non solo sulla riforma costituzionale, ma anche sulle intercettazioni e sull’immunità parlamentare prevista dal vecchio articolo 68 della Costituzione. Secondo un parlamentare Pdl anonimo citato dai media, il partito del Cavaliere provvederà «a riformare le intercettazioni riproponendo il testo originario del ddl che giace alla Camera», cioè tornando alla versione precedente le modifiche imposte da finiani e centristi le quali, secondo il capo dell’esecutivo, avevano reso «inutile» il provvedimento.

Per quanto riguarda la riforma della giustizia approvata dal governo, il testo prevede la separazione delle carriere di giudici e pm, la divisione in due del Consiglio superiore della magistratura (Csm) e il conferimento di maggiori poteri al Guardasigilli. Non è escluso che – sembra – il governo intenda procedere anche con un ddl sulla responsabilità civile dei magistrati. Un Cdm straordinario sarà convocato nei prossimi giorni per l’approvazione definitiva, mentre martedì si riunirà un comitato di ministri e di tecnici per approfondire i contenuti del testo del ddl.

E scoppia la bufera. «È un copione già visto: ogni volta che emergono vicende giudiziarie che coinvolgono il premier, prima arrivano insulti, poi seguono iniziative legislative punitive per i magistrati – ha detto Luca Palamara, presidente dell’Anm -. Noi non ci faremo intimidire e continueremo ad applicare la legge con serenità, imparzialità e in maniera eguale per tutti e a spiegare quali sono le riforme di cui la giustizia ha bisogno davvero». «Ciò che più preoccupa in questa fase – ha detto Palaara – sono le posizioni di ministri in carica, come quello dell’Istruzione, addirittura degli Esteri e persino Giustizia, che partecipano senza alcuna remora, che pure sarebbe doverosa per la carica istituzionale ricoperta, alla sistematica aggressione nei confronti dei magistrati».

Fonte: Momento Sera

Calciopoli, in arrivo le telefonate: Palazzi sentirà Moratti

febbraio 18, 2011 Intercettazioni No Comments

Entro poche ore dovrebbero essere depositate 300 telefonate da perito del Tribunale napoletano.

Ancora poche ore e il quadro (delle intercettazioni) si rivelerà maggioramente intellegibile. Entro venerdì il perito del Tribunale di Napoli, Roberto Porto, ultimerà il deposito delle trascrizioni delle 300 telefonate richieste come prove dalle difese e dai pm: il che è dire che queste risulteranno poi a disposizione delle parti. Una nuova che apre una fase nuova di Calciopoli 2 come viene anticipato dall’edizione odierna di ‘Tuttosport‘.

Martedì 22 febbraio riprenderanno le udienze ufficiali: non è da escludere affatto che vengano inserite nel fascicolo processuale.
Passando alle vicende della procura Federale, il procuratore Stefano Palazzi dovrà dunque richiederle e proseguire con le indagini. Dopo aver ascoltato gli ex designatori Bergamo e Pairetto e inviata una lettera senza risposta a Moggi, ora da quanto riportato, il passo successivo sarebbe quella di sentire Massimo Moratti, il presidente dell’Inter.

La Federazione non ha ancora comunicato l’agenda delle audizioni prossime venture, ma pare che il numero uno nerazzurro sarà ascoltato a Milano tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo da Stefano Palazzi stesso e non uno dei vice finora impiegati per ascoltare Bergamo e Pairetto sui delicati contenuti delle conversazioni. Anche in merito all’esposto alla Procura di Milano (Tronchetti parla di contatti con la Boccassini, l’Inter ha negato).

Tra queste 300 telefonate dovrebbero esserci quelle in cui si chiede di far cambiare il punteggio di Bertini con l’Inter (5-4-4) a quella dello stesso Bertini (da ascoltare) sull’imbarazzo per i toni usati nei suoi confronti. Altra figura chiave della vicenda Inter quella del vicedesignatore Mazzei: con lui la telefonata per provare a condizionare la famosa griglia arbitrale poi passata alla storia per il controverso «metti Collina» della successiva telefonata Facchetti-Bergamo. Oltre alle altre intercettazioni chi coinvolgerebbero dirigenti e presidenti in carica.

Fonte: Virgilio Sport

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LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

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Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

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Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

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