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Menardi (ex Fli): sulle intercettazioni nessuna scorciatoia per risolvere problemi contingenti

Non rinnega certo la scelta di essere tornato con Silvio Berlusconi abbandonando la nave di Fli e si dice pronto alla crociata se sulla giustizia si andrà allo scontro. Ma guai a pensare che il senatore Giuseppe Menardi, classe 1953, ingegnere prestato alla politica, piemontese doc e tre legislature alle spalle, sia disposto a firmare una cambiale in bianco. «Voglio vedere le carte quando saranno pronte».

Non si fida, onorevole?
Sono convinto che bisogna andare verso una soluzione che contemperi, da un lato, l’esigenza del singolo cittadino di vivere in un paese in cui non si ha paura di parlare al telefono, e, dall’altro le necessità investigative. Occorre trovare un punto di equilibrio.

Berlusconi vuole accelerare sulle intercettazioni. Che ne pensa?
Il problema c’è ma mi piacerebbe vedere la proposta e spero non sia una scorciatoia per risolvere qualche problema contingente.

Meglio una riforma complessiva della giustizia, dunque?
Sarebbe bello poter procedere per un riassetto generale. A me è parso che nelle scorse settimane, quando c’era tranquillità sui numeri, ci fosse stata da parte del governo l’espressione di una volontà di seguire la via maestra. Mi auguro si continui lungo questa direzione anche dialogando con quella parte dell’opposizione che è disponibile a fare certe riforme.

A giudicare dalle ultime manovre della maggioranza, le priorità però sembrano altre: processo breve, Cirielli bis…
Ieri il premier ha dato una risposta molto chiara: “Qualsiasi cosa riguarda la giustizia viene intesa come un intervento a favore del sottoscritto perché sono l’uomo più inquisito d’Italia”.

L’opposizione ne è convinta. E lei?
Ma l’opposizione dovrebbe essere più obiettiva e iberarsi dall’idea che Berlusconi voglia guidare il corso degli eventi intervenendo su questa materia. Sulle intercettazioni, per esempio, eravamo arrivati a un compromesso importante la scorsa primavera…

Però il premier ha già fatto capire che quel compromesso non gli piace.
Io penso che se ci sarà un clima di collaborazione bisognerà trovare una soluzione che tenga conto sia dell’interesse del singolo che di quello generale. Ma se su questo o un altro provvedimento si andrà alla fare una crociata allora io mi allineerò alla maggioranza.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Vietare le intercettazioni come fonte di prova: la legge salva-Berlusconi

Vietare l’utilizzo delle intercettazioni come fonte di prova: è questa l’arma alla quale sembra stia ricorrendo Silvio Berlusconi per salvarsi dal caso Ruby. Il premier sta cercando di mettere in atto, e le dichiarazioni di questi ultimi giorni lo confermano, un emendamento gabola che, probabilmente, verrà votato direttamente questa settimana in commissione Giustizia, dove il PDL ha la maggioranza di un deputato.

Su suggerimento dell’avvocato Niccolò Ghedini e grazie a Pietro Longo e Maurizio Paniz, il disegno di legge sulle intercettazioni verrà modificato solo in alcune parti e colpirà sia la possibilità di pubblicazione e quella di indagine da parte della magistratura, ma anche l’incauta intercettazione e la possibilità di un suo utilizzo in sede processuale.

Azioni che sono da portare avanti prima del 6 aprile prossimo: una corsa contro il tempo per impedire che la Procura di Milano inizi la prima udienza del caso Ruby e, a fronte di una legge retroattiva, finisca essa stessa imputata.

Fonte: You Focus

Berlusconi si libera del cellulare che scotta

Il presidente del Consiglio ha fatto un’affermazione davvero grave. Ha detto: “Ho rinunciato da tempo ad avere un telefonino in quanto esposto a ogni tipo di intercettazione”.

E’ dura mandar giù l’idea che sia diventato tanto facile intercettare le telefonate. Il vecchio cronista ricorda quando nella casa madre della Sip in Corso Vittorio a Roma, accanto alle colonne dei commutatori sedevano gli intercettatori. Per “questioni di polizia” il funzionario della società telefonica poteva tirar fuori un modulo prefirmato dal magistrato sul quale era sufficiente aggiungere la data e il numero di telefono da controllare. Ma queste sono cose vecchie che, fra l’altro, nessuno sarebbe disposto a confermare, essendo un reato l’autorizzazione preconfezionata dall’inquirente. Altri tempi; le intercettazioni erano una faccenda di intelligence, soprattutto. Ma si intercettavano anche pericolosi extraparlamentari e criminali sospettati di rapimenti o di mafia. Insomma, il gioco doveva valere la candela, i reati, cioè, dovevano essere all’altezza dei costi sopportati.
Oggi è tutto più facile grazie alle sofisticate tecnologie di cui disponiamo. Intercettare è una fumata di sigaretta; direbbe il tabagista impenitente.
Le chiacchierate di Silvio Berlusconi sono state ascoltate per mesi e mesi. Dicono che si sono limitati ad intercettare esclusivamente le telefonate a sfondo godereccio. Come esserne sicuri? Dobbiamo confidare sulle nostre barbe finte (nella fattispecie quelli del controspionaggio) perché almeno le telefonate di Stato non siano state violate. Ma, ripetiamo, come esserne sicuri?
La rinuncia al cellulare (evoluzione dei nomi: anni fa era il furgone che trasportava fermati e arrestati) assomiglia al classico “chiudere la stalla dopo la fuga dei buoi”. Il coriaceo tycoon non ama stare sulla difensiva. “In materia di giustizia – ha ridetto – c’era un patto tra Fini e il sindacato dei magistrati, l’Anm, per bloccare le riforme. Questo spiega perché non è stata ancora fatta la riforma sulle intercettazioni”.
E’ certo che la questione-giustizia (le condanne Ue la fotografano puntualmente) da tre lustri a questa parte si intreccia con le vicende di Berlusconi, anzi, ci si avvinghiano. Si potrà parlare di riforme giudiziarie, di regolamentazione delle intercettazioni e di tutti i temi collegati quando Silvio Berlusconi avrà pagato il crimine di lesa maestà che commise allorché scese in campo e distrusse la gioiosa macchina da guerra dei compagnucci della parrocchietta. Trovare un che di penalmente rilevante nella vita di un imprenditore è difficile quanto trovare un carroarmato in un pagliaio. Ma da qui ad accusare un capitano d’industria di mafia, di omicidio, di tentata strage e via esagerando ce ne passa! Ce ne vuole di fantasia pure se il capitano è un pessimo soggetto come il presidente del Consiglio.

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Intercettare telefonate su cellulari

Intercettazioni: Belisario a premier, usi 10 cellulari ma non per reati

(ASCA) – Roma, 28 feb – ”Berlusconi fa finta di non capire che il punto non e’ avere uno, dieci o cento cellulari, ma non usarli per commettere reati o, per esempio, per telefonare in Questura usando la propria influenza per far rilasciare una ragazza minorenne, ospite abituale delle allegre serate di Arcore, spacciandola per la nipote di Mubarak”. Lo afferma il capogruppo dell’Italia dei Valori al Senato, Felice Belisario, sottolineando che ”il presidente del Consiglio ha cosi’ paura di essere ascoltato al telefono da pretendere a tutti i costi l’abolizione di uno strumento fondamentale nella lotta alla criminalita’ organizzata quali solo le intercettazioni. Una insistenza – continua l’esponente IdV – che si spiega non solo con la necessita’ di tenere nascosta qualche imbarazzante telefonata notturna, ma, soprattutto, con la necessita’ di ostacolare il lavoro dei magistrati per garantirsi l’impunita’ a vita e per assicurare a se stesso e ai suoi amici della cricca mano libera negli affari. Un disegno – conclude Belisario – che l’Italia dei Valori denuncia da tempo e contro cui continuera’ a dare battaglia in Parlamento e nelle piazze”.

Fonte: ASCA

Emergenza Ruby, a marzo la legge sulle intercettazioni

Disinnescare alcune delle armi più pesanti e feroci in mano alla Procura di Milano sul caso Ruby vietando, in sede di giudizio, l’utilizzazione delle intercettazioni come fonte di prova. Più che la pubblicazione di nuove, pruriginose confessioni di Ruby o delle altre adepte al “bunga bunga” arcoriano, il Cavaliere tenterà di annullare – o almeno depotenziare – il potere probatorio delle intercettazioni relative all’inchiesta di Milano. Con un emendamento che, probabilmente, verrà votato in commissione Giustizia già questa settimana quando riprenderà l’esame del ddl intercettazioni – e dove il Pdl ha la maggioranza di un deputato – il provvedimento diventerà un arma a triplo taglio. Su suggerimento dell’avvocato-deputato Niccolò Ghedini e con l’assenso di Pietro Longo e Maurizio Paniz, il disegno di legge intercettazioni modificato solo in alcune parti, colpirà non solo la possibilità di pubblicazione e quella d’indagine da parte dei magistrati, ma anche “l’incauta intercettazione” e, appunto, la possibilità del suo utilizzo con valore probatorio durante il processo.

Ecco perché anche sabato Silvio Berlusconi è tornato a parlare della legge sulle intercettazioni come un provvedimento imminente e necessario: “In un Paese civile non c’è libertà se non c’è certezza dell’inviolabilità delle proprie conversazioni”. Perché poi queste “possono essere modificate, si possono tagliare parole e frasi che poi cambiano il senso del discorso, si possono trascrivere diversamente da come sono e si può imitare la voce con i pc”. Questa la prossima strategia parlamentare: “Abbiamo una maggioranza minore ma sufficiente per governare e applicare questa riforma, ora non abbiamo più lo stop che avevamo quando Fini era presente e il suo no era un no per quasi cento parlamentari dell’ex An”. Adesso questo “stop”, secondo gli uomini del Pdl, sarebbe superato al punto di poter intravedere un’approvazione della legge, in via definitiva, addirittura entro i primi di aprile, prevedendo anche un secondo, rapido passaggio al Senato per codificare le modifiche della Camera. Già domani, infatti, durante la conferenza dei capigruppo, il Pdl potrebbe chiedere, come già accaduto per il processo breve, la calendarizzazione in aula per la fine di marzo, con possibilità più che concrete di vincere la partita. La corsa contro il tempo sulle intercettazioni si basa sul tentativo degli avvocati del premier di arrivare al 6 aprile, giorno della prima udienza sul caso Ruby con la legge approvata in modo da depotenziare, almeno parzialmente, le armi della Procura sul fronte probatorio. E pronti anche a far valere la minaccia della denuncia contro i magistrati milanesi per “incauta intercettazione” qualora il processo si concludesse con un’assoluzione per Berlusconi sia sulla concussione che sul favoreggiamento della prostituzione. Ma la firma del Capo dello Stato su una legge che restringe ulteriormente la possibilità di manovra della magistratura non è affatto scontata. Berlusconi comunque non ha più nulla da perdere ed è pronto allo scontro finale.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Giannino scopre di essere intercettato (e indagato)

Oggi la notizia sul Corriere. Nell’ambito di un’inchiesta in corso a Milano sulla presunta turbativa d’asta compiuta dal direttore generale della Sanità lombarda, Luigi Lucchina, in riferimento all’assegnazione di una gara ad una media company, risulta indagato anche Oscar Giannino, l’arci-liberista del giornalismo italiano.

“Ho appreso dalla notifica di una richiesta di proroga delle indagini, svolte dai pm milanesi Fabio De Pasquale e Luisa Baima Bollone, di essere indagato anch’io, come il Corriere informa. Non avevo e non ho alcun incarico nella società che si presentò tra le altre in gara e la vinse, la MMH. Non ne ero né ne sono socio. La società mi chiese di coordinare i servizi giornalistici, e mi sembrò un’ottima idea, coerente a quel che ho sempre pensato: ripeto, non un euro dal pubblico, ma euro portati dal privato al pubblico. (…) Dalla proroga delle indagini che riguardano anche me si apprende che sono state intercettazioni telefoniche a fornire elementi.” Così Giannino avvisa i lettori sul suo Chicago Blog.

“L’idea di pagare o far pagare denaro per assicurarsi un servizio pubblico fa a pugni con tutto quello che ho detto e fatto nella mia vita. Tutto quello che so è che sono indagato, che non so se e per quanto sono stato intercettato, che oggi la notizia è sul Corriere, e che naturalmente risponderò appieno ai magistrati. Ognuno di voi è libero di pensare che sia un miserabile incoerente: a me fa ribollire il sangue la sola idea. E’ ovvio che d’ora in poi dovrò automoderarmi su tutti i temi delle intercettazioni e della giustizia, per impedire che chiunque di voi a cominciare dai miei colleghi legittimamente pensi sia mosso da interessi personali. Mi do da solo il benvenuto nel tritacarne mediatico-giudiziario.”

Giannino è una voce libera, costretta adesso ad auto-censurare il proprio indomito garantismo, la propria repulsa per un’attività inquirente sempre più ispirata alle regole della pesca a strascico – butta la rete (delle intercettazioni) e qualcosa verrà – e, quindi, sempre meno conforme ai limiti tollerabili in uno Stato di diritto. È un cittadino libero che per ventura risulta anche essere un giornalista, tra i più arguti, rispettati, professionalmente onesti e che in virtù di chissà quale conversazione telefonica privata, intercettata, finisce coinvolto in vicende delittuose che senza l’imbeccata delle intercettazioni stesse non lo avrebbero probabilmente neppure lambito.

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Berlusconi: “Travisate mie parole su scuola pubblica”

febbraio 28, 2011 Intercettazioni No Comments

«Come al solito anche le parole che ho pronunciato sulla scuola pubblica sono state travisate e rovesciate da una sinistra alla ricerca, pressochè ogni giorno e su ogni questione possibile, di polemiche infondate, strumentali e pretestuose». Lo afferma il presidente del COnsiglio Silvio Berlusconi in un comunicato.«Desidero perciò chiarire nuovamente – prosegue il presidente del Consiglio nel comunicato – senza possibilità di essere frainteso, la mia posizione sulla scuola». «Il mio Governo – sottolinea Berlusconi – ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell’Università, proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati». «Questo non significa – si legge ancora nel comunicato – non poter ricordare e denunciare l’influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all’educazione dei figli». «Le mie parole, perciò – aggiunge il premier – non possono essere in alcun modo interpretate come un attacco alla scuola pubblica, ma al contrario come un richiamo al valore fondamentale della scuola pubblica, che presuppone libertà d’insegnamento ma anche ripudio dell’indottrinamento politico e ideologico».

«Il mio Governo ha avviato una profonda e storica riforma della scuola e dell’Università, proprio per restituire valore alla scuola pubblica e dignità a tutti gli insegnanti che svolgono un ruolo fondamentale nell’educazione dei nostri figli in cambio di stipendi ancora oggi assolutamente inadeguati». Lo afferma il premier Silvio Berlusconi, in una nota. «Questo non significa – prosegue – non poter ricordare e denunciare l’influenza deleteria che nella scuola pubblica hanno avuto e hanno ancora oggi culture politiche, ideologie e interpretazioni della storia che non rispettano la verità e al tempo stesso espropriano la famiglia dalla funzione naturale di partecipare all’educazione dei figli».

LE DICHIARAZIONI DEL PREMIER «Educare i figli liberamente vuol dire non essere costretti a mandarli in una scuola di Stato dove ci sono degli insegnanti che vogliono inculcare dei principi che sono il contrario di quelli che i genitori vogliono inculcare ai loro figli educandoli nell’ambito della loro famiglia». Lo ha affermato il presidente del Consglio Silvio Berlusconi nel corso del suo intervento al congresso dei Cristiano riformisti, riprendendo un passaggio del discorso che tenne nel ’94 alla Fiera di Roma in una delle sue prime manifestazioni pubbliche.

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Bolzano, la Procura: “Ogni anno intercettate 150 persone, così fermiamo i pedofili”

febbraio 28, 2011 Intercettazioni No Comments

Mentre a livello nazionale si torna a parlare del famoso e contestato disegno di legge sulle intercettazioni, definita anche «legge bavaglio», la Procura di Bolzano, con orgoglio, prosegue per la propria strada confermando di essere tra le più efficienti e virtuose d’Italia: il numero delle intercettazioni è rimasto pressochè stabile, mentre scendono i costi. Un trend inziato da Cuno Tarfusser che continua oggi sotto al gestione Rispoli. «In Alto Adige – spiega il capo della Procura – complessivamente ogni anno vengono intercettate tra le 500 e le 600 utenze. Si tratta dunque di 100-150 persone. Un indagato può avere, infatti, fino a quattro numeri diversi: cellulari, telefono di casa, ufficio. A questi numeri si aggiungono tra le 40 e le 50 localizzazioni satellitari. Il numero delle intercettazioni è stabile. Nonostante tutto, in tre anni siamo riusciti a diminuire le spese del Cit, il centro che si occupa di intercettazioni. Basta pensare che nel 2005 si spendevano ancora 800 mila euro, mentre oggi non arriviamo a 250 mila».
Come è possibile abbassare in modo così drastico i costi, senza far calare l’efficienza?
«Grazie ad un serio negoziato tra la Procura e le ditte appaltatrici di questo servizio che ci mettono a disposizione gli strumenti per intercettare. Qualche settimana fa abbiamo firmato un nuovo contratto. Fino al 2010 spendavamo circa otto euro al giorno per ogni utenza intercettata. Da quest’anno il costo è sceso a 6,50 euro. Questo significa che i costi calerano ulteriormente».
Molti pensano che gli inquirenti abbiano meno mano libera sulle intercettazioni. E’ così?
«Assolutamente no. Il codice di procedura penale stabilisce in modo chiaro quando e come si può intercettare. Un inquirente viene a sapere da una fonte che nel quartiere X spaccia il signor Y. L’i nquirente, dunque, inizia con i pedinamenti fin quando ha degli elementi seri in mano che fanno pensare che si tratti di uno spacciatore. Dopodiché presenta alla Procura la richiesta. A quel punto il magistrato che si occupa dell’indagine deve presentare il fascicolo al giudice delle indagini preliminari. Ed è il gip, infine, che decide se avviare le intercettazioni o meno. In alcuni casi il giudice si è anche rifiutato di dare il nulla osta. Tutto questo è regolato dall’articolo 267 del codice di procedura penale. Se il giudice stabilisce che non sussistono i gravi indizi di reato, gli inquirenti devono proseguire che le indagini standard».

Per quanto tempo vengono portate avanti le intercettazioni?
«Il decreto che viene presentato dal pubblico ministero indica le modalità e la durata delle operazioni. La durata, sempre per legge, non può superare i quindici giorni, ma può essere prorogata dal giudice con decreto motivato per periodi successivi sempre di quindici giorni. Dopodiché, almeno così lavoriamo noi a Bolzano, appena gli investigatori hanno raccolto tutte le prove necessarie, sospendiamo le intercettazioni, pur avendo a disposizione altri giorni.

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Sondaggio Mannheimer: Il 73% boccia l’immunità ma solo il 60% dice sì alle intercettazioni

febbraio 28, 2011 Intercettazioni No Comments

Sul Corriere della Sera, Renato Mannheimer fa il punto sulle questioni di politica interna, soprattutto nel quadro del rilancio dell’attivita’ del Governo, che del rilancio della sua attività, il governo che ha proposto una serie di provvedimenti su diverse questioni tra cui quella di ripristinare l’immunità parlamentare (abolita negli anni Novanta, sull’onda di Tangentopoli) e la riproposizione di una più severa disciplina che limiti in qualche misura la libertà di intercettazione delle conversazioni telefoniche da parte della magistratura.
Riportiamo di seguito i dati rilevati. Entrambe le proposte fanno riscontrare un diffuso scetticismo, se non una contrarietà, da parte dell’elettorato. Quasi tre italiani su quattro (73%) giudicano non opportuno reintrodurre l’immunità parlamentare: l’elettorato, nella sua grande maggioranza, non si fida. Questa convinzione risulta maggioritaria tra gli elettori di tutti gli orientamenti politici, anche se in misura molto più accentuata tra chi è orientato al centrosinistra. Tra questi ultimi è l’89% a dichiararsi contrario alla reintroduzione dell’immunità parlamentare,mentre tra i votanti per il centrodestra si riscontra una significativa frattura tra chi vota Lega Nord (ove i contrari sono il 77%) e chi invece preferisce il Pdl (ove le due opzioni si equivalgono, con il 50% ciascuna).
Anche la proposta di limitare l’uso delle intercettazioni da parte della magistratura trova una maggioranza, seppure più contenuta (60%), di pareri contrari. Non solo: posti di fronte al quesi to diretto se sia meglio che, attraverso le intercettazioni la privacy dei cittadini sia violata, se questo consente di scoprire reati o se sia meglio, in ogni caso, privilegiarla, due italiani su tre optano senza esitazione per la prima ipotesi. Come era facile ipotizzare, la questione è considerata in modo molto diverso dai votanti per i vari schieramenti: la netta maggioranza degli elettori di centrosinistra (81%) si pronuncia contro la limitazione delle intercettazioni, mentre nel centrodestra si trova la solita significativa differenziazione di opinioni tra i leghisti (anch’essi, per il 60%, sfavorevoli a ridurre i poteri della magistratura) e i votanti per il Pdl (d’accordo per il 72% alla proposta governativa,ma ove, comunque, più di un quarto 26% si pronuncia contro quest’ultima).

Fonte: Clandestino Web

Sarah, intercettazioni La moglie a Carmine: «Là la Mimina sa» E lui: «Io dico di sì»

febbraio 28, 2011 Intercettazioni No Comments

Carmine Misseri potrebbe non aver detto tutta la verità alla moglie Lucia Pichierri sul suo presunto coinvolgimento nell’omicidio di Sarah Scazzi. Il fratello di Michele Misseri, arrestato mercoledì scorso assieme al nipote Mimino Cosma, con l’accusa di concorso nella soppressione del cadavere della 15enne di Avetrana, alcune volte si è sfogato mentre si trovava in macchina da solo e i suoi sfoghi sono stati captati dalla cimice che i carabinieri avevano piazzato nella sua autovettura.

È domenica 7 novembre, il giorno dopo il sopralluogo di Michele Misseri in contrada Mosca, sulla cisterna dove è stato gettato il cadavere di Sarah, quando Carmine parlando tra sè e sè in auto dice: «Dove cazzo vogliono andare vanno….che cazzo me ne fotte a me? Che prima….ma adesso…che cazzo vogliono fare fanno…. ».
Due ore dopo riparla da solo: «Ah, adesso sto dicendo…ma che cazzo me ne fotte a me?»
Il giorno dopo, alle 6 di mattina, parla nuovamente da solo, dicendo frasi che secondo gli inquirenti denotano chiaramente un pensiero fisso e ossessionante: «Cazzi suoi per me là va…che devo fare di più….già a vederla così prima…»

Per il procuratore aggiunto Pietro Argentino e il sostituto Mariano Buccoliero non ci sono dubbi, quella frase è agghiacciante e indica la presenza di un’altra persona che aveva raggiunto il luogo dove si trovava il cadavere di Sarah prima dell’occultamento e che lui, non poteva fare di più per aiutare gli altri considerato che già la vista di quel cadavere gli era stata devastante e dunque null’altro poteva pretendersi da Carmine Misseri oltre al silenzio.

Alla vigilia del 19 novembre, giorno dell’incidente probatorio di Michele Misseri, Carmine e Lucia discutono di quanto può emergere da quell’atto processuale.

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Intercettazioni: Berlusconi, riforma contro barbarie

febbraio 28, 2011 Intercettazioni No Comments

Roma – Berlusconi ribadisce la necessita’ di una nuova legge sulle intercettazioni che una volta per tutte ponga fine alle continue violazioni della privacy, anche di chi non e’ affatto indagato”, fatto questo che il premier torna a definire “una barbarie che deve finire”. Lo afferma nel messaggio inviato a Magdi Cristiano Allam al Congresso nazionale di ‘Io amo l’Italia‘, a Milano. Berlusconi si dice fiducioso di “una maggioranza che ci consentira’ di completare il programma di riforme approvato dagli italiani, a cominciare da federalismo fiscale e riforma costituzionale della giustizia” .

Fonte: AGI News

Vendola: Grazie alle intercettazioni dimostrata la mia innocenza

febbraio 27, 2011 Intercettazioni No Comments

Il governatore della Puglia commenta l’archiviazione del suo nome nello scandalo della sanità regionale

Le intercettazioni sono utili anzi fondamentali, sono state lo strumento attraverso cui “ho potuto dimostrare di essere innocente”. Così Nichi Vendola, che ieri ha visto archiviare la sua posizione nell’inchiesta sulla Sanità in Puglia, risponde agli attacchi di cui lo accusava di corruzione. “Io sono la prova che le intercettazioni telefoniche sono uno strumento fondamentale. Senza, non avrei potuto dimostrare di essere innocente” ha detto Vendola, secondo cui dalle telefonate “emerge la crisi del rapporto di fiducia tra me e Tedesco e di come il Pd, del quale Emiliano era segretario, fa quadrato attorno a Tedesco, contro di me. Tanto da mettere in discussione la Giunta”.

E poi, sottolinea Vendola, “un giudice e la procura dicono che non c’è alcun rilievo penale nel mio atteggiamento e nemmeno un profilo di malcostume”. Vendola ricorda poi di essere stato eletto per cambiare la legge nelle scelte sulla sanità, e ora “professori non pugliesi hanno fatto una selezione, noi sceglieremo tra gli idonei”.

Il gip di Bari ha deciso ieri di archiviare la posizione di Vendola nell’ambito delle indagini sulla sanità in Puglia su presunte pressioni per influenzare, in passato, le nomine di alcuni manager delle Asl. Uno di questi filoni di inchiesta due giorni fa ha portato alla richiesta di arresto per il senatore del Pd Alberto Tedesco, e la carcerazione per altre sei persone.

“Penso che anche quando si viene attinti ingiustamente da un giudizio o da una misura, in uno stato di diritto – ha detto Vendola – ci sono gli strumenti per difendersi nel rispetto delle autorità giudiziarie”.

Fonte: TM News

Trattativa mafia-Stato, nuove accuse di Brusca

febbraio 27, 2011 Intercettazioni No Comments

“Dell’Utri referente di Riina dopo morte di Lima”
L’ex boss di San Giuseppe Jato torna a fare rivelazioni ai magistrati di Palermo. E riferisce delle confidenze che gli avrebbe fatto Totò Riina sul braccio destro di Berlusconi e su Vito Ciancimino. Il pentito è stato interrogato nuovamente anche dai magistrati di Caltanissetta che indagano sulle stragi

Al processo contro Marcello Dell’Utri, il pentito Giovanni Brusca era diventato addirittura un cavallo di battaglia della difesa. Aveva detto di non sapere nulla del braccio destro di Silvio Berlusconi e dei suoi rapporti con Cosa nostra. Per questo i giudici l’avevano bollato come «ambiguo» e «reticente». Da qualche settimana, l’ex padrino di Cosa nostra sembra aver cambiato idea. E radicalmente. Ai magistrati di Palermo che indagano sulla trattativa fra mafia e Stato ha detto: “Dopo il delitto di Salvo Lima e prima della strage di Capaci, Riina mi confidò: il posto di Salvo Lima l’hanno preso Marcello Dell’Utri e Vito Ciancimino”. Sarebbero stati loro i nuovi referenti di Cosa nostra per la trattativa a suon di bombe che Riina voleva portare avanti.

Brusca l’ha confessato dopo un lungo e drammatico interrogatorio, in cui è scoppiato anche in lacrime. I magistrati di Palermo l’avevano convocato nell’ambito dell’inchiesta che lo vede indagato di riciclaggio e intestazione fittizia di beni, per non avere mai parlato di 188 mila euro in contanti e di alcuni appartamenti intestati a prestanome. Di questi beni i magistrati hanno saputo fra giugno e settembre scorso, grazie ad alcune indagini dei carabinieri di Monreale e alle microspie piazzate nell’abitazione dove ogni tanto il pentito andava in permesso premio. Le microspie avrebbero svelato anche le verità che Brusca non ha mai detto su Marcello Dell’Utri e la trattativa. Il pentito è crollato davanti a quelle intercettazioni che il procuratore aggiunto Ingroia e i sostituti Di Matteo, Guido e Sava gli hanno contestato. E a 15 anni dall’inizio della sua collaborazione con la giustizia, ha deciso di affrontare il capitolo più delicato, quello dei rapporti fra mafia e Stato

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Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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Recupero sms cancellati

Recuperiamo sms, dati cancellati da sim card e telefoni cellulari. Devi inviarci la sim card e/o il telefono cellulare. In meno di una settimana riceverai i dati estratti per e-mail o per posta. Chiamaci per ulteriori informazioni: 0803026530

Come localizzare un cellulare

Come si fà a localizzare un cellulare?. Tutti i telefoni cellulari una volta accesi e collegati alla rete dei provider telefonici mobili sono rintracciabili geograficamente. Chiamaci per saperne di piu': 0803026530

Sblocco codici autoradio

Il codice di un autoradio è unico, per ogni radio associata ad ogni telaio, in genere si trova scritto a penna in qualche libretto di garanzia o manutenzione dalla concessionaria. Se è impossibile ritrovarlo, chiamaci: 0803026530

Recupero password perse

Hai dimenticato la tua password per Excel, word, myspace, aol, facebook, yahoo, msn, hotmail, live, gmail, libero, aim, aol....etc? Possiamo aiutarti, chiamaci: 0803026530