Confermare le sette condanne, le difese punteranno a rendere inutilizzabili le intercettazioni

Confermare le sette condanne, le difese punteranno a rendere inutilizzabili le intercettazioni

Confermare le condanne inflitte in primo grado ai sette imputati coinvolti nell’operazione “Falcos”, portata a termine dai Carabinieri a giugno del 2009. È stata questa la richiesta del sostituto procuratore generale Domenico Prestinenzi al termine della requisitoria tenuta ieri davanti alla Corte d’appello di Catanzaro.
Dopo la discussione del pg hanno preso la parola gli avvocati Enzo Ioppoli, Antonio Ludovico, Sergio Rotundo ed Emilio Vitaliano, prima del rinvio al 24 marzo per le ultime arringhe e la sentenza. Quella del giudice dell’udienza preliminare distrettuale risale al 22 maggio scorso. Il giudice, chiamata a pronunciarsi sull’impianto accusatorio dell’inchiesta “Falcos”, diretta a sgominare un presunto sodalizio criminale operante nella zona compresa tra il capoluogo calabrese e Borgia (il Comune è stato sciolto lo scorso mese di giugno per infiltrazioni mafiose), e capace, secondo le accuse, di gestire gli affari più importanti e persino di interferire nelle consultazioni elettorali, quel giorno ha pronunciato sette condanne e due assoluzioni, al termine del rito abbreviato che comporta lo sconto di un terzo della pena. Le difese degli imputati hanno però impugnato la sentenza, evidenziano che le intercettazioni poste alla base dell’inchiesta sarebbero state fraintese, e puntando sulla loro inutilizzabilità.
Nel dettaglio, il giudice in primo grado ha condannato Giuseppe Cossari, 38 anni, a dieci anni di reclusione e 4.00 euro di multa per i reati di associazione di tipo mafioso sino alla fine del 2006, diversi episodi estortivi, danneggiamenti, percosse e detenzione ai fini di spaccio di droga (solo per quest’ultimo reato è stato condannato a due anni e 4.000 euro di multa); Antonio Garigliano, 40, a sei anni di reclusione per associazione di tipo mafioso sino alla fine del 2006; Aldo Dara, 34, Saverio Riverso, 25, e Eros Cavigliano, 32, a due anni di reclusione per favoreggiamento personale in quanto, secondo l’accusa, avrebbero favorito la latitanza di Massimiliano Falcone; Salvatore Abbruzzo, 33, e Francesco Gualtieri, 30, per favoreggiamento in quanto avrebbero aiutato, secondo l’accusa, Massimiliano Falcone a sottrarsi alle forze del’ordine e a tenere i contatti con la moglie.

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