Spionaggio al comando, vigili a rischio licenziamento

Spionaggio al comando, vigili a rischio licenziamento

VARESE La vicenda dello spionaggio ai danni del comandante dei vigili era esplosa con fragore il 18 marzo del 2008 ed ora, a tre anni di distanza approda in tribunale, dove ieri mattina avrebbero dovuto comparire i due vigili che avevano piazzato una microspia sotto la scrivania di Antonio Lotito, allora appunto a capo della polizia locale. Ma l’udienza contro i sostituti commissari Fabrizio Mondo e Marinella Cassia è stata rinviata al 22 giugno, in attesa che venga definito un risarcimento nei confronti del dirigente che aveva denunciato il complotto. Con loro anche un tecnico comunale che venne incaricato di apprestare l’apparato.
Difesi dagli avvocati Renato Prestinoni e Andrea Prestinoni (mentre il tecnico è assistito dall’avvocato Paolo Bossi), rischiano non tanto sul piano processuale, quanto su quello disciplinare: una sentenza di condanna (che appare scontata, dato che tutti hanno ammesso le proprie responsabilità), aprirebbe le porte a provvedimenti da parte dell’ente datore di lavoro, cioè il Comune, che potrebbero arrivare anche al licenziamento.
La microspia era nascosta dentro ad un armadio, ed era collegata all’impianto elettrico: un apparato in grado di ascoltare e anche registrare le sue conversazioni e le sue telefonate. A tre anni dall’episodio resta da chiarire perché i due abbiano voluto spiare il loro comandante: una verità che potrebbe non venire mai a galla, se decidessero di patteggiare.

Fonte: La Provincia di Varese

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