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Usa. Professore di economia filmava studentesse nude nei bagni

Febbraio 13, 2011 Telecamere nascoste No Comments

WATERVILLE, STATI UNITI – Un professore di economia al Colby College di Waterville, Maine, è stato costretto a dimettersi dal suo incarico dopo essere stato accusato di aver collocato una telecamera nascosta nel bagno delle studentesse durante un viagio culturale in Cina, a quanto riferisce il Daily News.

Il professore, Philip Brown, 36 anni, non è ancora stato incriminato ma è in corso una indagine della polizia sul suo conto. Gli inquirenti, dopo aver ottenuto un mandato di perquisizione, sono entrati nel suo appartamento ed hanno sequestrato il computer del college che utilizzava ed altre apparecchiature elettroniche.

Come parte del viaggio in Cina, gli studenti raccontavano nei blog le loro esperienze, che venivano postate sul computer del college. Quando in seguito ad un errore hanno cercato di recuperare un blog dal cestino del computer hanno trovato ”inquietanti immagini di due studentesse”. Secondo quanto si è appreso una era ”nuda dalla vita in giù”, e un’altra ”aveva il seno scoperto mentre si depilava le ascelle”.

Durante gli interrogatori cui l’ha sottoposto la polizia, Brown ha detto di aver nascosto la telecamera nei bagni delle studentesse più di una volta nel corso del viaggio in Cina. Alla domanda se avesse fatto la stessa cosa al college, Brown ha risposto: ”Solo una volta, ma nel mio appartamento e non con una studentessa”.

Fonte: Blitz Quotidiano

Telecamere in miniatura

“Striscia la notizia” entra in Aula nel processo “patenti facili”

Febbraio 12, 2011 Telecamere nascoste No Comments

BRESCIA – Anche i filmati di “Striscia la notizia”, tg satirico in onda su Canale 5, entrano a far parte degli atti del processo per le “patenti facili” a carico Giuseppe Bosso, titolare dell’autoscuola di via Vittorio Emanuele II, della segretaria e di otto corsisti.
Gli imputati devono rispondere, a vario titolo, di falso ideologico e induzione al falso.
Gli indagati erano 73, 61 sono stati prosciolti dal Gup, due hanno patteggiato una condanna a cinque mesi e 20 giorni, poi convertita in una sanzione pecuniaria di 6mila euro.
Nella seconda udienza del processo che si svolge a Brescia, il pm Fabio Salamone ha chiesto e ottenuto che agli atti fosse acquisito anche il dvd della puntata della trasmissione, risalente al 2005, che fece vedere come, nell’autoscuola cittadina fosse possibile recuperare i punti decurtati dalla patente senza frequentare le lezioni, filmando il tutto con una telecamera nascosta e con un attore-complice.
In aula , giovedì, hanno sfilato i primi testimoni, tra cui, per l’accusa, Giuseppe Palumbo, all’epoca nella sezione mobile della GdF; per la difesa, un agente della Squadra Mobile che avrebbe accompagnato un imputato a lezione. La prossima udienza è fissata il 19 maggio.

Fonte: Qui Brescia

Telecamere nascoste e microregistratori

Aborto: tagliare i fondi

Febbraio 11, 2011 Telecamere nascoste No Comments

E’ arrivata nel Bronx la subdola campagna di Lila Rose per arrivare a far tagliare i fondi federali a qualsiasi clinica pratichi l’aborto. Nel mirino di questa giovane attivista che opera sotto il nome di Live Action c’è Planned Parenthood, un’organizzazione su scala nazionale che offre consulenza a donne incinte che desiderano interrompere la maternità.

Usando una telecamera nascosta Lila Rose ha ingaggiato un uomo e una ragazza che si sono presentati al consultorio di Planned Parenthood nel Bronx chiedendo informazioni su come usufruire dei servizi di interruzione della gravidanza. Per “intrappolare” l’organizzazione che offre assistenza in caso di aborti i due attori si sono spacciati per protettore e prostituta in cerca di informazioni per minorenni che offrono prestazioni sessuali.

Il video incomincia con la voce di Lila Rose che spiega che, in base all’articolo 18 del Codice 1591, il traffico di minorenni per attività sessuali è un crimine federale che può portare alla condanna da un minimo di dieci anni di carcere fino all’ergastolo. “Chiunque aiuti, favoreggi o sia di appoggio a un crimine federale può essere punito alla stregua di chi ha commesso il crimine stesso”.

Nei successivi sette minuti e mezzo di video la telecamera inquadra malamente una dipendente di Planned Parenthood nel Bronx che spiega all’attore e all’attrice – senza sapere che è una trappola – come funzionano le cose presso il oro consultorio. Difficile seguire chiaramente la conversazione perchè le voci si sovrappongono e si tratta comunque di mezze frasi e pensieri incompleti. Ma Lila Rose ha aggiunto didascalie con l’intenzione di rendere chiare le parole della dipendente di Planned Parenthood. Secondo la giovane regista-attivista di Live Action, l’attore e l’attrice hanno spiegato chiaramente di essere un protettore e una prostituta che lavorano con prestitute minorenni alla ricerca di un luogo dove abortire. In realtà la donna ispanica di Planned Parenthood non fa altro che spiegare loro che al loro ocnsultorio non fanno tante domande. Nessuno chiederà alle ragazze che lavoro fanno n’ come sono rimaste incinte poichè vige il principio sacrosanto della privacy.
Ma appoggiato dal potente movimento antiabortista che sta dilagando negli Stati Uniti il video di Live Action – il secondo dopo un altro altrettanto “incriminante” girato nel New Jersey – sta avendo l’effetto desiderato. E cioè di dare nuovo vigore alla campagna in Congresso di negare fondi federali a qualsiasi organizzazione che offra aborti in violazione di leggi federali. Proprio ieri infatti il governatore dle New Jersey, Chris Christie, ha annunciato che userà il suo potere di veto per bloccare una proposta di legge che darebbe accesso alle donne del New Jersey a consultori che offrono informazioni e servizi per l’interruzione della maternità. Durante la campagna elettorale del 2009 Christie non aveva mai dato da intendere di essere opposto alla libera scelta delle donne in materia di aborto. La sua sembra essere una nuova presa di posizione che cavalca l’ondata conservatrice che sta montando in America in materia di aborto.

Fonte: Espresso Blog

Telecamere nascoste per videosorveglianza

Roma: Parrucchiera a domicilio deruba una ‘cara’ amica, denunciata

Febbraio 8, 2011 Telecamere nascoste No Comments

Entra furtivamente nella camera da letto, apre il primo cassetto utile del comò e inizia a trafugare bracciali ed altri preziosi, ma tutta la scena viene registrata da una telecamera nascosta. Non è la solita storia di “topi d’appartamento”, ma lo strappo che ha messo fine ad un’amicizia durata circa 20 anni. La ladra, infatti, è una 77enne romana: la vittima è una sua vecchia amica di 61 anni.

Quest’ultima si serviva delle prestazioni della 77enne, parrucchiera a domicilio, per farle guadagnare qualche soldo extra, ma la falsa amica, approfittando della sua “attività”, dopo aver posizionato la vittima sotto il casco per l’acconciatura, si allontanava per qualche minuto con la scusa di dover andare in bagno ed entrava nella camera da letto per rubare tutto ciò che le capitava a portata di mano, in prevalenza soldi e preziosi.

I continui ammanchi, però, hanno fatto insospettire la 61enne che, decisa ad andare in fondo alla questione, ha posizionato una micro-telecamera nella camera da letto. All’ennesimo appuntamento, la parrucchiera-ladra è stata immortalata proprio mentre apriva la cassettiera e frugava tra le scatole di preziosi della donna mettendosi in tasca un orologio ed una collana.

La vittima, dopo aver visionato le immagini, si è presentata alla Stazione Carabinieri Roma Tiburtino III con la registrazione e i militari, preso atto della situazione, hanno bussato alla porta della parrucchiera mettendola di fronte alle sue responsabilità. Dopo un primo momento di reticenza la 77enne ha confessato. Nella sua abitazione i Carabinieri hanno rinvenuto la collana in oro e l’orologio d’argento, rubati nell’ultimo raid, che sono stati restituiti alla sua ”amica”. Per la ladra è scattata la denuncia a piede libero per furto aggravato.

Fonte: Iris Press

Ancora talpe in Procura?

Febbraio 4, 2011 Telecamere nascoste No Comments

Il quotidiano “Libero” oggi rivela un retroscena raccapricciante a firma di Franco Bechis. Lo “scoop” riguarda uno dei tanti fallimenti nella cattura di Bernardo Provenzano.

Provenzano, che oggi è gravemente malato e si trova al 41-bis, sarebbe stato salvato da una talpa in procura a Palermo – secondo “Libero” – per due volte. La prima nel dicembre del 1998 quando gli uomini del Ros guidati da Mori e De Caprio (il celebre capitano Ultimo) hanno chiesto e ottenuto da Giancarlo Caselli, allora a capo della procura palermitana, di installare un cimice in una 127, auto segnalata da fonti confidenziali. Operazione eseguita che stava portando a risultati quando l’auto viene portata in un’officina per un unico motivo: togliere la microspia. “Ma dov’era la talpa? – scrive ‘Libero’ – poteva nascondersi all’interno della stessa squadra del capitano Ultimo, come negli uffici giudiziari di Palermo da cui partì l’autorizzazione per la microspia”.

La secondo “soffiata” è di dieci anni dopo. “I Ros si fecero autorizzare dalla procura di Palermo e il 4 dicembre 2008 misero una microspia nella presa telefonica dell’autoscuola Primavera. Quel giorno però i Ros – continua – introdussero nei locali di via Daita anche un altro strumento di intercettazione, che non aveva bisogno di essere ulteriormente autorizzato”, una piccola telecamera mobile posta in un televisore nella stessa stanza. Da quella telecamera si è visto arrivare di gran corsa il cognato del titolare dell’autoscuola che ha tolto la spina del telefono e “dissinnescato” la microspia.

La presenza di un informatore è stata confermata dal pentito Nino Giuffrè nel 2004, quando ha raccontato di essere stato chiamato da “Nino Gargano di Bagheria” che gli avrebbe dato comunicazione che “il covo era stato scoperto dalle forze dell’ordine o forse dai Ros”. ”Né Giuffrè né le ricostruzioni fin qui fatte citarono mai quella telecamera nascosta, perché il fatto fu tenuto riservatissimo – conclude “Libero” – Dunque quello era il covo di Provenzano e dei suoi. E per la seconda volta il capitano ultimo fu beffato da una misteriosa talpa. Questa volta però i Ros ebbero la certezza sulla fuga di notizie: poteva essere solo la procura, altrimenti, sarebbe stata levata anche la telecamerina nascosta”.

Un unico appunto ai nostri lettori, ma Provenzano non è stato catturato nel 2006?

Fonte: Live Sicilia

Filmate sotto la doccia dalla webcam dell’idraulico

Febbraio 1, 2011 Telecamere nascoste No Comments

Due studentesse, una di Varese e una di Lecce, hanno scoperto una videocamera nel bagno. Era stata posizionata due settimane prima durante dei lavori alla conduttura

Una videocamera puntata sulla doccia. È la “sorpresa” che hanno trovato due studentesse, una di Lecce e una di Varese, nella loro casa di Bologna. La telecamera era nascosta in un barattolo di vernice ed era accesa in modo da riprenderle in diretta tutte le volte che andavano in bagno. Quando l’hanno scoperta le due ragazze hanno avvertito i carabinieri che dopo poco hanno identificato i responsabili. Si tratta di un idraulico e un elettricista della zona che erano stati chiamati alcuni giorni prima per riparare una conduttura. Entrambi sono stati denunciati.

Giunti sul posto i militari hanno accertato che l’impianto era rimasto nascosto per due settimane e che nel frattempo aveva ripreso audio e video. Successivamente i carabinieri hanno atteso il ritorno dei due “tecnici”, si sono appostati e li hanno perquisiti scoprendo una seconda videocamera e dei collegamenti con il cellulare di uno dei due. Il sistema permetteva la visione in diretta delle immagini e non la registrazione. L’idraulico si è giustificato dalle accuse sostenendo che l’impianto serviva a controllare lo stato dei lavori nel bagno delle giovani.

Fonte: Varese News

Telecamere nascoste

Cosa succede in Albania

Gennaio 23, 2011 Telecamere nascoste No Comments

Tre persone sono morte ieri a Tirana, in Albania, durante gli scontri una grande manifestazione antigovernativa che ha visto vari momenti di scontro tra manifestanti e forze dell’ordine. Tutte e tre le vittime sono state colpite da armi da fuoco: non è chiaro ancora chiaro se partiti dalla polizia o da altri manifestanti. Trenta manifestanti e venticinque poliziotti sono rimasti feriti.

La manifestazione antigovernativa e le violenze che ne sono seguite arrivano al culmine di un lungo periodo di tensione tra il governo del primo ministro Sali Berisha e l’opposizione socialista. I manifestanti accusano il governo di aver compiuto delle frodi durante le ultime elezioni, nel 2009, e di essere profondamente corrotto. Le manifestazioni, infatti, arrivano a seguito dello scoop di una televisione privata, che ha trasmesso un video registrato con una telecamera nascosta che mostra il vicepremier Ilir Meta chiedere a un suo collega di esercitare pressioni per influenzare il risultato di una gara d’appalto. Il video è andato in onda la settimana scorsa: Meta dice che è stato montato ad arte e fabbricato dai suoi rivali, ma è stato comunque costretto alle dimissioni.

Meta era già stato coinvolto in uno scandalo nel 2003, quando era primo ministro dell’Albania ed era ritenuto un corrotto e quasi un signore della droga, a seguito delle testimonianze fornite da vari narcotrafficanti una volta arrestati. Dopo il voto del 2009 Berisha è stato costretto ad allearsi con lui per avere la maggioranza in parlamento.

Sebbene le forze dell’ordine non abbiano diffuso comunicati ufficiali riguardo la dinamica degli scontri, sia Al Jazeera che BBC riportano diverse testimonianze della violenza utilizzata dalla polizia. Prima lanci di gas lacrimogeni, cannoni d’acqua e proiettili di plastica, per disperdere i manifestanti. Poi, di notte, centinaia di poliziotti in tenuta antisommossa avrebbero invaso le vie del centro picchiando e arrestando dozzine di ragazzi.

L’Unione Europea ha condannato l’uso della violenza “da entrambe le parti”. In Albania sia i politici della maggioranza che quelli dell’opposizione hanno invitato i manifestanti alla calma, per quanto il leader socialista Edi Rama ha detto che il premier Berisha dovrebbe recepire il messaggio e farsi da parte. Un’altra delle richieste dei manifestanti, infatti, è indire il prima possibile delle nuove elezioni. Le elezioni del 2009 furono vinte da Berisha per pochissimi voti: l’opposizione sostiene che il governo abbia approfittato della sua posizione e rubato dei voti, mentre Berisha ha intenzione di completare il suo mandato e far tornare l’Albania alle urne alla sua scadenza naturale, cioè nel 2013.

L’Albania sta cercando da diversi anni di soddisfare gli standard necessari a entrare nell’Unione Europea. La strada sembra essere ancora lunga: la corruzione è dilagante quanto la disoccupazione e raramente le consultazioni elettorali soddisfano gli standard richiesti dalle istituzioni internazionali. L’anno scorso l’UE ha respinto la domanda di ingresso dell’Albania, consegnando alle autorità albanesi una lista in dodici punti di provvedimenti da approvare, soprattutto nel campo della lotta alla corruzione.

Fonte: Il Post

Bologna, “schiaffi e calci ai bambini” le scene riprese dalla telecamera nascosta

Gennaio 13, 2011 Telecamere nascoste No Comments

L’elenco delle accuse contenute nell’avviso di fine indagine alle due insegnanti della scuola materna Manzini indagate per abuso di mezzi di correzione. Le scene descritte sono quelle videoriprese dai carabinieri con telecamere nascoste

Calci, schiaffi, strattoni, insulti. Nei video girati con una telecamera nascosta all’interno della scuola materna Manzini si vedono le due maestre indagate infierire sui bambini di quattro anni. L’elenco di quelle scene è contenuto dell’avviso di fine indagine fatto notificare alle insegnanti dal pm di Simone Purgato dopo le indagini dei carabinieri della Stazione Bologna-Bertalia. L’accusa è di abuso di mezzi di correzione e disciplina perchè le due donne avrebbero adottato nei confronti di vari bambini della classe a loro affidata “un comportamento connotato da eccessiva severità e talvolta da comportamenti violenti ed estremamente punitivi”.

Nell’annotazione della intercettazione del 16 novembre si riferisce che una maestra prende il bambino lo afferra per la maglia e lo immobilizza tra le sue gambe. Poi senza lasciare la presa lo prende per le guance con entrambe le mani e lo scuote più volte avanti e indietro. “All’azione, la maestra – annotano i carabinieri – imprimeva un forza spropositata”.
Quindi il bambino è stato scaraventato di nuovo sulla sua sedia. Dalle immagini si vede poi il bambino accasciato in ginocchio per terra con il volto sulla seduta della sedia e nel momento in cui rialza la testa si nota il bambino piangere con il dito in bocca”.

L’episodio del 22 in base alle riprese viene così descritto: “al rifiuto della bambina di mangiare la maestra con la mano destra prende il piatto, con la sinistra la bimba per il colletto della maglia, la solleva dalla sedia tenendola sospesa e la conduce da una parte della stanza dove non c’è nessuno, la maestra butta in un cestino il piatto con il mangiare.
Nell’audio si sente la maestra che dice ‘mangia questo, dai siedi qua, brutta mostra’”. E la bimba piange. Ripresi dalle telecamere anche gli schiaffi e i calci: il 25 novembre una delle maestre, riferisce il brogliaccio dei carabinieri, “improvvisamente si alza e si avvicina ad un bambino sferrando due energici schiaffi sul capo, lo rimprovera e prendendolo per mano lo fa sedere al suo fianco, per poi mimare il gesto compiuto con un’altra bambina che si trova di fronte”. Il bambino piange tutto il tempo.

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USA, la polizia di Miami acquista un aereo spia telecomandato

New York, 7 gen. (TMNews) – Il dipartimento di polizia di Miami ha concluso l’acquisto di un drone, un aereo spia telecomandato prodotto dall’azienda Honeywell. Il velivolo, modello T-hawk, pesa nove chili e può volare per 40 minuti raggiungendo un’altezza di 3200 metri e una velocità di 75 chilometri orari. Si tratta dello tesso tipo di velivolo utilizzato in Iraq e in Afghanistan nella guerra contro il terrorismo.

“Il drone ci aiuterà a sorvegliare dall’alto, non a fare spionaggio”, ha detto alla tv locale Wsn James Loftus, direttore del Dipartimento di Polizia di Miami. Anche l’esperto di terrorismo Douglas Haas ha commentato che il drone può essere impiegato per funzioni differenti e potrebbe essere utile nelle operazioni di soccorso in caso di uragani. I residenti si interrogano però sia sul costo, sia sulle modalità di pagamento in un momento in cui il dipartimento di polizia sta affrontando tagli nel budget, sia sulle questioni legate alla privacy.

Honeywell ha chiesto alla Federal Aviation Administration, l’agenzia che si occupa del trasporto aereo, l’autorizzazione per permettere al drone di volare sullo spazio urbano. La concessione non è mai stata data precedentemente e in caso di esito positivo la polizia di Miami sarà la prima negli Stati Uniti a usare questa tecnologia.

Fonte: Virgilio Notizie

A due italiani il premio europeo sul giornalismo della salute 2010

 

Sono Gianluca Ferraris e Ilaria Molinari i vincitori del premio europeo sul giornalismo della salute 2010, scelti tra quattrocento giornalisti provenienti da tutti i 27 paesi dell’UE e tra quasi 750 articoli ammessi. Le giurie nazionali hanno prima selezionato i finalisti e successivamente una giuria dell’UE ha scelto il vincitore e completato il podio. I due bravi ragazzi lavorano per la rivista Panorama. Armati di telecamera nascosta nella borsa, hanno mandato all’aria affari milionari.

Il loro articolo ”Stealing Hope” (Ladri di speranza) riguarda le cliniche che promettono di guarire da numerose malattie, tra cui il morbo di Alzheimer, il morbo di Parkinson, sclerosi multipla, disfunzioni sessuali, Aids, per un giro d’affari compreso tra i 7 mila e i 36 mila euro.

Il tutto sottoponendo i pazienti ad iniezioni di cellule staminali prelevate da cordoni ombelicali, midollo osseo di adulti, feti umani o persino da montoni e agnelli. L’articolo contiene anche preziosi consigli sul come non farsi imbrogliare su internet da chi promette false speranze di guarigione.
A Lucie Hášová Truhelková della Repubblica Ceca è andato il secondo posto di questa speciale classifica con il suo articolo “Love Dwells in the Kidney” (L’amore abita nel rene), sulla donazione e trapianto di organi. Il terzo posto è stato poi assegnato al team di giornalisti danesi Kasper Krogh, Morten Crone, Line Holm Nielsen e Jesper per il loro articolo “The great failure” (Il grande fallimento), sulla sicurezza dei pazienti.

Tutti gli articoli dei finalisti possono essere consultati in questo opuscolo.

Rubate telecamere usate per la caccia a Messina Denaro

 

In manette Michele Messana e Vincenzo Portali, gestori di una ditta: avrebbero portato via gli strumenti di aziende concorrenti noleggiati a polizia e carabinieri

PALERMO. Arrestati due tecnici installatori di apparecchiature usate dagli investigatori per intercettazioni ambientali. Nel mirino dei carabinieri del Ros con l’accusa di aver rubato telecamere collocate in precedenza da ditte concorrenti, nell’ambito delle ricerche del boss mafioso latitante Matteo Messina Denaro, sono finiti Michele Messana, 30 anni, e
Vincenzo Portali, 33 anni. Il primo è un collaboratore e il secondo gestore di una ditta con sede Messina e che noleggia alle forze dell’ordine strumenti tecnici di intercettazione.
Una terza persona è ricercata.
Secondo l’accusa, avrebbero rubato in tre occasioni, il 26 settembre e il 16 e il 19 novembre del 2008, telecamere posizionate da altre tre imprese in località Tre Fontane, in provincia di Trapani. Gli strumenti erano utilizzati per tenere sotto controllo Salvatore Messina Denaro, fratello del capomafia, e Franco Luppino, ritenuto un fedelissimo del latitante.

Fonte: Il Giornale di Sicilia

 

Telecamere nascoste


Gli investigatori cambiano vita: ora scovano gli assenteisti

 

Basta con le inchieste sui tradimenti, il 70% degli “007 privati” vengono ingaggiati dalle aziende per controllare i lavoratori o le imprese concorrenti

ROMA – Dei tradimenti della moglie, di cosa facciano i mariti o i fidanzati quando se ne vanno in giro da soli, agli italiani, interessa sempre di meno. Meglio indagare sull’assenteismo dei dipendenti, sulla fedeltà dei soci, sull’affidabilità dei clienti. Meglio spiare per questioni di business, che per affari di cuore. La crisi economica ha toccato tutti i settori, ma non quello dell’investigazione privata che in questi anni ha visto aumentare fatturati e clientela. Per le agenzie la recessione è stata un affare, anche se, per cavalcare l’onda, gli 007 hanno dovuto letteralmente rivoluzionare il loro lavoro.

C’è molto meno sesso e molto più spionaggio industriale, oggi, nelle loro indagini. Solo il 30 per cento di chi si rivolge ad un’agenzia investigativa lo fa per questioni di famiglia, nella stragrande maggioranza dei casi la clientela è un’azienda, una banca, un imprenditore che sospetta frodi, concorrenza sleale, finti assenteismi o violazioni nella tutela di marchi e brevetti. Lo dimostra uno studio di Axerta (una delle principali agenzie italiane) su dati della Camera di Commercio di Milano: negli ultimi tre anni il numero delle agenzie, in Italia, è aumentato del 9 per cento e il giro d’affari complessivo, nel 2010, ha toccato quota 350 milioni di euro (più 10 per cento sul 2009).
Certo, i clienti “famiglia” non sono scomparsi e rappresentano ancora il core-business delle agenzie più piccole. Ma anche su questo versante la domanda è molto cambiata: “Più che per spiare i comportamenti della moglie o del marito ora ci si rivolge all’agenzia per sapere cosa fa il figlio adolescente quando esce dalla scuola” dice Genuario Pellegrino, presidente di Federpol, l’associazione di categoria con oltre 800 agenzie iscritte.

Allo 007 si rivolgono anche “anziani genitori che devono fare i conti con le vessazioni subite da figli adulti che non se ne vogliono andare”, ma la parte preponderante del business è legata alle aziende. “Sia chiaro: il lavoro deve avvenire nel pieno rispetto della legalità e deve produrre prove da esibire in giudizio” dice Vincenzo Francese, amministratore delegato di Axerta. Ecco allora che al primo posto nella graduatoria delle “mission” ci sono gli accertamenti sui dipendenti e su loro comportamenti che possano giustificarne il licenziamento. “Il caso più curioso, per quanto ci riguarda, è stato quello di un informatore scientifico che si dava malato, ma in realtà gestiva una pizzeria” dicono ad Axerta. Seguono casi di concorrenza sleale, di affidabilità finanziaria, di tutela di marchi e brevetti e indagini sulle frodi.

Per lo 007, dunque c’è futuro: la stessa Axerta assicura che entro l’anno assumerà 15 agenti ordinari e 5 specialisti di credit manager e che gli stipendi lordi del settore viaggiano su una media di 3500 euro. Accanto ai requisiti classici – carattere “razionale”, “guidatore esperto di auto e moto”, “disponibilità 24 ore su 24” ed “elevata capacità organizzativa” – sarà però meglio esibire anche “competenza giuridica ed economica”. D’altra parte il Testo unico di pubblica sicurezza che entrerà in vigore a settimane richiede che il titolare dell’agenzia investigativa sia regolarmente laureato. Il sigaro in bocca, l’aria avventurosa e una certa eleganza stropicciata, insomma, non bastano più.

Fonte: Repubblica

Lotta all’assenteismo

Boom di denunce in procura “Aiuto, il mio capo mi spia”

Dicembre 27, 2010 Telecamere nascoste No Comments

Raffica di esposti al procuratore Guariniello: la videosorveglianza nel mirino. La Cisl: “E’ vero, se ne sta abusando”. La presidente dell’Ascom Coppa: “Un problema di lana caprina”

Un’impennata delle denunce , in procura, negli ultimi giorni. Sono arrivate decine di esposti sul tavolo del procuratore Guariniello, tutti sullo stesso argomento: i sistemi di videosorveglianza installati “abusivamente” in maniera più o meno occulta senza chiedere l’autorizzazione a sindacati o a direzione provinciale del lavoro. Le telecamere si trovano ormai dappertutto, non solo in banche e uffici postali ma anche in bar, ristoranti, negozi piccoli o grandi, uffici e imprese di ogni tipo.

A sporgere le querele sono per lo più dipendenti che si sentono in questo modo spiati e controllati a distanza, ma in parte si tratta anche di segnalazioni in seguito ai controlli dell’ispettorato o dai sindacati. Se da un lato per il titolare c’è l’esigenza di controllare la sicurezza del proprio ambiente di lavoro, che nessuno rubi o si faccia male, dall’altra lo statuto dei lavoratori prevede una normativa specifica che vieta l’installazione di qualsiasi dispositivo o apparecchiatura di controllo con la finalità di guardare da lontano se il proprio dipendente stia o meno lavorando. Un problema di privacy si scontra spesso con le esigenze del titolare dell’impresa.

Il problema diventa poi ancor più significativo se le telecamere sono occulte, e quindi nascoste. La norma tenta una mediazione tra le parti: non è del tutto vietato installarle, previa autorizzazione, a patto che ci siano finalità specifiche richieste da esigenze produttive, di sicurezza, o di tutela di un bene. “E’ vero però, si sta abusando di questo strumento – spiega Olga Longo sindacalista Fisascat Cisl – Intanto il datore di lavoro deve impegnarsi a non spiare i dipendenti: le telecamere nelle grandi aziende non dovrebbero essere sorvegliate dall’interno, ma da un istituto di vigilanza o da un soggetto terzo, nel piccolo negozio, invece, la registrazione dura solo un certo numero di ore poi viene cancellata. L’idea di un capo che controlla con un joystick i reparti non è possibile, non è autorizzato e i lavoratori lo devono sapere”. “In realtà il datore può installarle, sempre previa autorizzazione, su porte o banconi, senza puntarle sui dipendenti – chiarisce l’avvocato del lavoro Vincenzo Martino – e qualora debba controllare un bene da cui deriva necessariamente un controllo anche del dipendente deve farlo limitandosi il più possibile dall’osservazione del suo operato, proprio per questo ci deve essere una contrattazione sindacale. Altrimenti viola lo Statuto: una norma sanzionabile penalmente e i casi sono molto frequenti”.
L’aumento di denunce fa imbufalire la presidente dell’Ascom Maria Luisa Coppa: “Mi sembra un problema di lana caprina, e alla fine chi ci rimette è sempre l’azienda. In questo momento un dipendente prima di denunciare dovrebbe guardarsi intorno: un posto di lavoro è prezioso. E poi le telecamere servono proprio a tutelare tutti, il fine è prevenire e fare sicurezza. Se il lavoratore ha la coscienza a posto, cosa rischia?”. Sono tantissimi i commercianti e titolari di imprese che si sono rivolti all’Ascom per chiedere consigli in merito: “abbiamo proprio spinto le aziende a metterle, abbiamo addirittura fatto una convenzione con la Prefettura per fare insieme una tutela maggiore del territorio. E’ una questione di buon senso”.

Fonte: Repubblica

Guida al controspionaggio

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Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

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Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

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furti in appartamento

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