Gli investigatori cambiano vita: ora scovano gli assenteisti

Gli investigatori cambiano vita: ora scovano gli assenteisti

 

Basta con le inchieste sui tradimenti, il 70% degli “007 privati” vengono ingaggiati dalle aziende per controllare i lavoratori o le imprese concorrenti

ROMA – Dei tradimenti della moglie, di cosa facciano i mariti o i fidanzati quando se ne vanno in giro da soli, agli italiani, interessa sempre di meno. Meglio indagare sull’assenteismo dei dipendenti, sulla fedeltà dei soci, sull’affidabilità dei clienti. Meglio spiare per questioni di business, che per affari di cuore. La crisi economica ha toccato tutti i settori, ma non quello dell’investigazione privata che in questi anni ha visto aumentare fatturati e clientela. Per le agenzie la recessione è stata un affare, anche se, per cavalcare l’onda, gli 007 hanno dovuto letteralmente rivoluzionare il loro lavoro.

C’è molto meno sesso e molto più spionaggio industriale, oggi, nelle loro indagini. Solo il 30 per cento di chi si rivolge ad un’agenzia investigativa lo fa per questioni di famiglia, nella stragrande maggioranza dei casi la clientela è un’azienda, una banca, un imprenditore che sospetta frodi, concorrenza sleale, finti assenteismi o violazioni nella tutela di marchi e brevetti. Lo dimostra uno studio di Axerta (una delle principali agenzie italiane) su dati della Camera di Commercio di Milano: negli ultimi tre anni il numero delle agenzie, in Italia, è aumentato del 9 per cento e il giro d’affari complessivo, nel 2010, ha toccato quota 350 milioni di euro (più 10 per cento sul 2009).
Certo, i clienti “famiglia” non sono scomparsi e rappresentano ancora il core-business delle agenzie più piccole. Ma anche su questo versante la domanda è molto cambiata: “Più che per spiare i comportamenti della moglie o del marito ora ci si rivolge all’agenzia per sapere cosa fa il figlio adolescente quando esce dalla scuola” dice Genuario Pellegrino, presidente di Federpol, l’associazione di categoria con oltre 800 agenzie iscritte.

Allo 007 si rivolgono anche “anziani genitori che devono fare i conti con le vessazioni subite da figli adulti che non se ne vogliono andare”, ma la parte preponderante del business è legata alle aziende. “Sia chiaro: il lavoro deve avvenire nel pieno rispetto della legalità e deve produrre prove da esibire in giudizio” dice Vincenzo Francese, amministratore delegato di Axerta. Ecco allora che al primo posto nella graduatoria delle “mission” ci sono gli accertamenti sui dipendenti e su loro comportamenti che possano giustificarne il licenziamento. “Il caso più curioso, per quanto ci riguarda, è stato quello di un informatore scientifico che si dava malato, ma in realtà gestiva una pizzeria” dicono ad Axerta. Seguono casi di concorrenza sleale, di affidabilità finanziaria, di tutela di marchi e brevetti e indagini sulle frodi.

Per lo 007, dunque c’è futuro: la stessa Axerta assicura che entro l’anno assumerà 15 agenti ordinari e 5 specialisti di credit manager e che gli stipendi lordi del settore viaggiano su una media di 3500 euro. Accanto ai requisiti classici – carattere “razionale”, “guidatore esperto di auto e moto”, “disponibilità 24 ore su 24” ed “elevata capacità organizzativa” – sarà però meglio esibire anche “competenza giuridica ed economica”. D’altra parte il Testo unico di pubblica sicurezza che entrerà in vigore a settimane richiede che il titolare dell’agenzia investigativa sia regolarmente laureato. Il sigaro in bocca, l’aria avventurosa e una certa eleganza stropicciata, insomma, non bastano più.

Fonte: Repubblica

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