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Iran: processo per 3 escursionisti americani accusati di spionaggio

febbraio 7, 2011 Controspionaggio No Comments

Teheran, 6 febbraio. È cominciato stamane a Teheran il processo contro tre escursionisti statunitensi accusati di spionaggio e ingresso illegale sul territorio iraniano. L’udienza si svolge a porte chiuse, davanti alla Corte rivoluzionaria. Sono presenti alla sbarra Shane Bauer e Joshua Fattal, due ragazzi di 28 anni, mentre Sarah Shourd, 32 anni, era stata rilasciata nel settembre dello scorso anno per ragioni di salute dopo il pagamento di una cauzione di 500mila dollari e aveva fatto immediatamente ritorno negli Stati Uniti. La magistratura iraniana ha tentato invano di convocarla, poiché la donna non si è presentata.

Nel mese di giugno del 2009, il terzetto stava compiendo un’escursione in montagna nel Kurdistan iracheno. Probabilmente, senza rendersene conto, hanno attraverso il confine con l’Iran. Le autorità iraniane li hanno immediatamente tratti in arresto, accusandoli anche di spionaggio. Il furtivo passaggio tra le montagne ha infatti elevato sospetti maggiori sui tre, incolpandoli di essere spie dell’intelligence americana.

I tre escursionisti, dal canto loro, non hanno mai negato la possibilità di essere entrati in Iran per errore, però hanno sempre ribadito di averlo fatto involontariamente poiché in montagna i segnali di confine sono alquanto labili. Hanno inoltre dichiarato di non essere membri di missione di spionaggio. Anche l’amministrazione americana si è schierata dalla loro parte, chiedendo ripetutamente a Teheran di scarcerare i due detenuti, continuando a negare che possano essere spie e dichiarandoli espressamente “ostaggi del governo iraniano”.

Masoud Shafiee, legale difensore dei tre escursionisti, ha anticipato che probabilmente non ci sarà nessun verdetto da parte della Corte rivoluzionaria. L’udienza potrebbe perciò rimandata a data da destinarsi e i due imputati rimarranno in carcere fino al nuovo processo. I tre imputati rischiano davvero grosso. In Iran, infatti, l’accusa di spionaggio è un reato che può essere punito anche con la pena di morte. E il fatto che il processo si svolga a porte chiuse potrebbe rappresentare un pericolo in più. Anche se Hamid Reza Shokouhi, analista politico del quotidiano indipendente “Mardomsalari” di Teheran, non è della stessa opinione. L’uomo ha infatti affermato che la natura segreta del procedimento giudiziario “non è necessariamente un punto negativo” per gli americani in carcere, poiché in altri processi per accuse simili la magistratura alla fine ha mostrato un “atteggiamento positivo”.

Fonte: New Notizie

Israele: ex soldatessa confessa, consegnati documenti segreti a stampa

febbraio 7, 2011 Controspionaggio No Comments

Tel Aviv, 6 feb. – (Adnkronos) – Anat Kamm, ex soldatessa accusata di spionaggio per aver consegnato al giornale Haaretz 2mila documenti riservati militari, ha confessato oggi davanti ai giudici di aver trafugato e diffuso le carte top secret. Sulla base di un accordo con la procura, con la sua confessione la Kamm, diventata giornalista dopo aver finito il servizio militare, in questo modo ha evitato l’accusa di minaccia alla sicurezza dello stato, punibile con l’ergastolo. Ma si e’ dichiarata colpevole di aver sottratto e consegnato a terzi senza autorizzazione informazioni top secret, accuse per le quali rischia fino a 15 anni.

Fonte: ADN Kronos

CIA sotto accusa, Egitto era prevedibile

febbraio 6, 2011 Controspionaggio No Comments

Amministrazione Obama si lamenta dei recenti risultati della Cia, non aveva avvertito in tempo delle tensioni crescenti in Egitto

Il presidente Obama ha criticato duramente l’agenzia di spionaggio americana che, secondo i funzionari del governo non ha saputo interpretare e analizzare le diffuse tensioni in Medio Oriente che poi sono culminate con le rivolte in Tunisia e in Egitto. I funzionari hanno dato pochi dettagli sulle preoccupazioni del presidente Obama, che per il momento non ha ordinato cambiamenti all’interno della Cia, il cui budget annuo è di 80 miliardi.

Nel corso di un’udienza al Senato giovedì scorso, sia democratici che repubblicani avevano fatto pressione su un alto ufficiale della Central Intelligence Agency su quando la Cia avesse informato il presidente sull’incombere della crisi in Egitto, e se gli ufficiali dei servizi segreti avessero monitorato i siti di social networking e i forum su internet per sondare il sentimento popolare in Egitto. “Ad un certo punto doveva essere ovvio che ci sarebbe stata una rivolta popolare di queste dimensioni” ha detto la senatrice democratica Diane Feinstein, presidentessa del Select Committee on Intelligence. La senatrice ha aggiunto che l’agenzia di intelligence non ha mai inviato un avviso alla sua commissione circa il pericolo d’insurrezione in Egitto, come è consuetudine nel caso di eventi significativi a livello mondiale.

Stephanie O’ Sullivan, Associate Deputy Director, il numero tre della Cia ha risposto di aver avvertito il presidente Obama oltre un’anno fa dell’instabilita’ del governo egiziano, “anche se non sapevamo esattamente quali sarebbero state le dinamiche successive, e questo e’ accaduto oltre 12 mesi fa” ha dichiarato davanti al Senato.

O’Sullivan ha affermato di non aver mai avuto un incontro faccia a faccia con il presidente, ma ha aggiunto che ”gli eventi in Egitto sono in rapido svolgimento e la Cia sta lavorando intensamente per raccogliere piu’ informazioni possibili… appena le cose sono precipitate in Tunisia, abbiamo subito iniziato a pensare quail potessero essere le conseguenze a lungo termine su scala internazionale”.

Ma i dubbi e le domande sulle prestazioni recenti della Cia rimangono, e riportano a galla una tensione inziata nel 1947 fin dalla nascita dell’agenzia di spionaggio americana: bilanciare il compito di analizzare gli eventi all’estero per mettere in guardia i funzionari di Washington circa crisi incombenti e la missione di compiere operazioni segrete in tutto il mondo.
Mark M. Lowenthal, ex funzionario della Cia ha detto al New York Times che per decenni l’agenzia di spionaggio ha dovuto subire le ire dei presidenti che li hanno accusati di aver male interpretato gli eventi di quel dato periodo e che e’ loro compito accettare le critiche, “se sei un ufficiale dei servizi segreti, tu rispondi ‘sì, signore, vi ringrazio molto, signore’.

Fonte: America24

Informava gli spacciatori, in manette un carabiniere

febbraio 2, 2011 Controspionaggio No Comments

La Procura lo accusa di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. Lo hanno arrestato i suoi stessi colleghi. Informava i vari gruppi di spacciatori nei boschi di imminenti operazioni e in cambio riceveva somme mensili

Godeva della fiducia di tutti i suoi colleghi ma per i soldi l’ha tradita. Così è finito in manette ieri mattina, lunedì, un carabiniere in servizio nella compagnia di Busto Arsizio con l’accusa di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. L’accusa è pesantissima: aver favorito diversi gruppi criminali dediti allo spaccio presenti sul territorio coperto dalla compagnia bustocca, fornendo informazioni preziose agli spacciatori che operano nei boschi sulle operazioni anti-droga organizzate dalla stessa compagnia. L’ormai ex-carabiniere, attualmente in carcere a Busto Arsizio, in cambio riceveva sostanziose somme di denaro ogni mese che gli inquirenti della Procura di Busto Arsizio hanno stimato in circa 8 mila euro al mese.

Una mela marcia che, approfittando del lavoro serio e meticoloso dei suoi colleghi contro lo spaccio di droga, avrebbe fatto in modo che questo venisse vanificato regolarmente. A inchiodarlo alle sue responsabilità sono state anche le intercettazioni sul suo cellulare privato, nel quale comunicava ai vari capi delle gang di spacciatori come muoversi, e circa 10 mila euro in contanti trovati nella sua abitazione. Secondo la procura l’opera di controspionaggio sarebbe proseguita almeno due anni e nessun’altro collega è stato coinvolto nell’indagine. Nell’ambiente era noto come il “pelato”.

L’intera compagnia dei Carabinieri di Busto Arsizio è sotto shock e non è stato facile, per gli stessi colleghi giunti da Varese, entrare nella caserma di piazza XXV Aprile ed eseguire l’ordinanza di custodia cautelare spiccata dalla procura. Nessuno tra i colleghi, fino a quel momento, aveva sospettato una cosa del genere grazie anche alla sua esperienza di lungo corso a Busto e alla capacità di dissimulare alla perfezione. Tra gli ex-colleghi serpeggia un risentimento che va ben oltre la normale comprensione in quanto si tratterebbe di un tradimento doppio. Molti di loro, infatti, avevano condiviso con lui numerosi turni di pattuglia sulle strade cittadine, in un certo senso mettendo la propria vita nelle sue mani con lo spirito di fiducia nel proprio compagno che sta alla base del corpo militare dei carabinieri come in qualsiasi altra formazione militare.

Fonte: Varese News

Americano spiava gli Usa per la Cina, condannato a 4 anni

gennaio 22, 2011 Controspionaggio No Comments

New York, 21 gen. (TMNews) – Un’altra spy-story negli Stati Uniti dopo quella che aveva visto protagonisti Russia e gli stessi Usa. Questa volta a venir scoperta è stata una spia americana, Glenn Shriver di 29 anni.

Il ragazzo si è dichiarato colpevole di cospirazione ai danni della propria nazione e di essersi incontrato circa venti volte con funzionari cinesi ed aver intascato 70.000 dollari dall’intelligence del Paese asiatico.

Il giudice distrettuale Liam O’Grady ha condannato Shriver a quattro anni di carcere più ulteriori ventiquattro mesi di libertà condizionata.

Lo scopo del ventinovenne del Michigan era di farsi assumere dalla CIA per entrare in possesso di informazioni sensibili da passare poi alla Cina.

Le autorità hanno assicurato che Shriver è stato arrestato prima che potesse iniziare alcun tipo di spionaggio. Shriver ha frequentato nel 2002-2003 un corso di studi presso l’università di Shanghai dove poi si è trasferito nel 2004 per continuare a studiare e lavorare. Il suo rapporto con l’intelligence cinese è iniziato dopo che il giovane aveva risposto ad un annuncio per scrivere sulle relazioni tra Cina e Usa.

Fonte: Virgilio Notizie

Le tappe del processo alle talpe della Dda

gennaio 22, 2011 Controspionaggio No Comments

Comincia il 5 novembre del 2003, con l’arresto, tra gli altri, di due insospettabili investigatori che lavoravano fianco a fianco con i pm di Palermo, l’inchiesta, poi denominata talpe alla Dda, che coinvolge l’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, al vaglio della Cassazione.

Un’indagine, condotta dai pm Maurizio De Lucia e Michele Prestipino, che svela una vera e propria rete di spionaggio, costituita da sottufficiali dei carabinieri e della Dia come Giorgio Riolo e Giuseppe Ciuro, che, su input dell’imprenditore della sanità Michele Aiello e con la complicità di impiegati della Procura, avrebbero rivelato, proprio all’ex manager, notizie riservate su indagini di mafia in corso. Aiello, secondo l’accusa, sarebbe stato l’alter ego del boss Bernardo Provenzano nel mondo della sanità.

L’inchiesta, che porta alla luce anche una serie di truffe al sistema sanitario, va a intrecciarsi con un’altra indagine della dda sulle commistioni tra il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro ed esponenti politici come l’assessore dell’Udc Mimmo Miceli, «delfino» dell’ex governatore Cuffaro, condannato in un altro processo per mafia. Ne viene fuori un quadro di collusioni che coinvolgono anche l’ex maresciallo dell’Arma Antonio Borzacchelli, processato e condannato per concussione successivamente.

Commistioni e relazioni pericolose in cui Cuffaro, secondo l’accusa, avrebbe avuto un ruolo centrale. Informato da Borzacchelli, eletto, poi, all’Ars nelle liste del suo partito, di una microspia piazzata a casa del capomafia Guttadauro, Cuffaro avrebbe avvertito Miceli, abituale frequentatore del boss di Brancaccio. Rivelazioni che Miceli riferì a Guttadauro, che scoprì la cimice. Da qui le accuse di rivelazione di segreto istruttorio e favoreggiamento aggravato alla mafia a carico dell’ex presidente della Regione.

Il 2 novembre del 2004 l’allora presidente della Regione viene rinviato a giudizio. L’uno febbraio 2005 comincia, davanti alla terza sezione del tribunale, presieduta da Vittorio Alcamo, il processo di primo grado a carico di 12 imputati e due società. Il dibattimento si conclude, il 18 gennaio 2008, con la condanna di Cuffaro a 5 anni per favoreggiamento semplice. Cade la contestazione dell’aggravante mafiosa. Pene pesantissime vengono inflitte anche agli altri imputati: come Aiello, che viene condannato a 14 anni e Riolo a 7.

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Accusati di cospirazione e frode i due hacker che scoprirono il bug del database degli utenti iPad AT&T

gennaio 20, 2011 Controspionaggio No Comments

I procuratori hanno intentato causa contro Daniel Spitler e Andrew Auernheimer, i due membri di Goatse Security che hanno esposto a seri rischi gli utenti iPad AT&T l’estate scorsa scoprendo un bug nel data base del carrier.
I due sono accusati di cospirazione e frode per essere entrati nei computer senza permesso ed avere messo a rischio gli account di migliaia di utenti, tra cui vip, poltici, uomini d’affari e celebrità di vario genere.

Fonte: Gizmodo

 

Usa, Cina preoccupa: realizzato caccia bombardiere copiando Russia

gennaio 19, 2011 Controspionaggio No Comments

A rivelarlo Buck McKeon, presidente commissione difesa alla Camera

La Cina è in possesso della tecnologia necessaria per la messa a punto di un prototipo di caccia bombardiere. Lo ha affermato martedì Buck McKeon, il presidente repubblicano della commissione Difesa alla Camera durante un’interrogazione parlamentare volta ad appurare se la Cina fosse entrata in possesso della tecnologia tramite attività di cyber spionaggio.

Il parlamentare ha aggiunto che “i cinesi hanno costruito il velivolo militare a partire da un aereo russo che sono riusciti a copiare”. Maggiori informazioni potrebbero arrivare dal Segretario alla Difesa Robert Gates che era in visita a Pechino quando i media cinesi hanno diffuso delle immagini del velivolo, il J-20, che avrebbe effettuato un volo di prova di 15 minuti.

L’esistenza di questo aereo di nuova generazione dimostra la volontà della Cina di modernizzare i suoi armamenti e mette in apprensione gli Stati Uniti. “Dobbiamo sorvegliare la Cina, la Corea del Nord e l’Iran” ha detto McKeon preoccupato dai tagli al budget della Difesa.

Fonte: Virgilio Notizie

Virus israeliano colpisce le centrifughe di Teheran rallentando il programma nucleare iraniano

gennaio 17, 2011 Controspionaggio No Comments

Una storia da fantascienza. Cyberguerra, spionaggio, scienziati nucleari, tecnologia avveniristica. Questi ingredienti hanno consentito ad Israele, in collaborazione con gli Stati Uniti, a sabotare, con un computer worm, un virus malefico, le centrifughe nucleari dell’Iran, rallentando così la sua capacità di costruire una bomba atomica, a quanto rivela il New York Times.

Lo sviluppo del virus, chiamato Stuxnet, ha richiesto due anni di esperimenti nell’ultra-segreto complesso israeliano di Dimona, nel deserto del Negev. Il Nyt cita servizi segreti, esperti non identificati e alti ufficiali militari secondo cui Israele ha costruito centrifughe virtualmente identiche a quelle in funzione nel centro nucleare iraniano di Natanz, dove gli scienziati di Teheran stanno cercando di arricchire l’uranio. Poi vi ha introdotto il virus per sperimentarlo prima di trasmetterlo a Natanz.

”Per essere sicuri che il virus funzioni occorre conoscere le macchine dove sarà introdotto”, ha dichiarato al Nyt un esperto di spionaggio nucleare americano, ”e la ragione per cui il virus è stato efficace è che prima di utilizzarlo gli israeliano lo hanno provato sulle imitazioni delle centrifughe iraniane”.

Le centrifughe iraniane sono state spesso colpite da malfunzionamenti da quando l’Iran ha cominciato nel 2007 e 2008 una rapida espansione dell’arricchimento dell’uranio, e secondo gli esperti il responsabile di questi intoppi è proprio il virus Stuxnet inviato da Israele. A conferma di questa tesi, lo scorso novembre il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad ha ammesso che software malefici avevano creato ”problemi” in alcune delle centrifughe a Natanz, pur assicurando poi che i problemi erano stati risolti.

Il Nyt afferma che Stuxnet è la cyber-arma più sofisticata in esistenza e che è stata in principale fattore nel rallentare la marcia nucleare iraniana verso la bomba. Il virus ha stravolto il funzionamento di quattro centrifughe e una quinta stata completamente distrutta. Altri attacchi cibernetici potrebbero seguire.

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Stati Uniti sospettati di spionaggio in Svizzera, Berna indaga

gennaio 17, 2011 Controspionaggio No Comments

BERNA – Le autorità svizzere stanno verificando l’esistenza di un sistema statunitense di sorveglianza illegale nella Confederazione. Il Consiglio federale aveva vietato alcuni anni or sono un “programma di osservazione e di identificazione”. Tale divieto sembra però essere stato ignorato da Washington.

Lo scorso autunno, diversi Paesi scandinavi avevano scoperto che i responsabili dei servizi segreti americani avevano esercitato una sorveglianza intensa nelle vicinanze immediate delle ambasciate USA.

In seguito a queste informazioni e ad alcuni indizi, era stato possibile constatare che la missione americana all’ONU di Ginevra disponeva di un sistema di sorveglianza, ha indicato oggi all’ATS il Dipartimento federale di giustizia e polizia (DFGP), confermando un’informazione dei domenicali svizzerotedeschi “SonntagsZeitung” e “NZZ am Sonntag”.

Berna è allora immediatamente intervenuta presso le autorità statunitensi e ha chiesto la sospensione di tali attività, ha ancora precisato il DFGP. La situazione a Ginevra è “studiata in modo approfondito” dalle autorità elvetiche, hanno aggiunto i due giornali.

L’ambasciata americana a Berna e la missione USA a Ginevra avevano chiesto nel 2006 e nel 2007 l’autorizzazione di installare un sistema di sorveglianza. Nell’agosto del 2007 il Consiglio federale aveva respinto la richiesta americana.

Le attività di intelligence esercitate oltre le immediate vicinanze di un’ambasciata sono considerate illegali dal Paese che ospita la rappresentanza diplomatica e possono essere perseguite penalmente.

Tuttavia Berna non sa ancora precisamente se si tratti di un sistema tecnico di sorveglianza e di identificazione o di un’operazione segreta di sorveglianza da parte di agenti intervenuti sul posto.

Secondo i media norvegesi, agenti di sicurezza americani sono stati impiegati nei dintorni dell’ambasciata americana a Oslo e hanno sorvegliato illegalmente centinaia di cittadini norvegesi.

Fonte: Ticino Online

Nazismo: Barbie, il boia di Lione spia tedesca nel dopoguerra

gennaio 16, 2011 Controspionaggio No Comments

Il capo della Gestapo di Lione dal 1942 al 1944, Klaus Barbie, noto in Francia con il nome di “boia di Lione”, lavoro’ dalla Bolivia nel 1966 come agente del “Bundesnachrichtendienst” (Bnd), i servizi segreti tedeschi. Lo rivela il settimanale ‘Der Spiegel’, che ha avuto accesso ai documenti custoditi dal Bnd, dai quali emerge che il criminale nazista, rifugiatosi in Bolivia nel 1951 con il falso nome di Klaus Altmann, opero’ con il nome in codice di “Adler”, aquila, e venne registrato con il numero “V-43118”. Nei documenti visionati dallo ‘Spiegel’ Barbie veniva definito “un deciso avversario del comunismo”, con “convinzioni profondamente tedesche”. Il Bnd tronco’ i rapporti con Barbie pochi mesi dopo, nell’inverno 1966-67, probabilmente nel timore che servizi segreti ostili potessero ricattare il criminale nazista a causa del suo passato. In quel periodo le procure tedesche stavano gia’ indagando sul “boia di Lione“, dopo che la giustizia francese lo aveva condannato a morte in contumacia.
Dopo la sua estradizione in Francia nel 1983, Barbie era stato condannato all’ergastolo al termine di un nuovo processo e mori’ in prigione nel 1991. Nel periodo in cui collaboro’ dalla Bolivia con i servizi segreti tedeschi, Barbie era stato attivo come “fonte politica”, inviando non meno di 35 rapporti e ricevendo compensi su un conto di una filiale della “Chartered Bank of London” di San Francisco, negli Stati Uniti. Non e’ noto cosa contenessero i rapporti stilati da Barbie, che poche settimane dopo l’inizio della sua collaborazione con il Bnd era diventato titolare dell’ufficio di rappresentanza in Bolivia di una ditta di Bonn, attiva nella vendita in tutto il mondo di materiale militare dismesso dalla Bundeswehr, l’esercito tedesco. Nel frattempo il Bnd e’ in contatto con quattro famosi storici tedeschi per aprire loro le porte dei propri archivi, mettendo a disposizione tutti i documenti conservati, compresi quelli “segreti” e “top secret”. Nell’ambito di questa politica di trasparenza, nei giorni scorsi il quotidiano Bild aveva rivelato la notizia che il Bnd conosceva fin dal 1952 il nome falso ed il nascondiglio argentino dell’organizzatore della Shoah, Adolf Eichmann, rapito dai servizi segreti israeliani nel 1960. Dopo la condanna a morte pronunciata a Gerusalemme il 15 dicembre 1961 al termine del processo durato quasi un anno e confermata in appello il 29 maggio 1962, Eichmann venne impiccato due giorni dopo.

Fonte: AGI

Ogni controspionaggio che si rispetti ha a che fare coi segreti industriali

gennaio 15, 2011 Controspionaggio No Comments

Uno scherzo del destino ha voluto che proprio nel periodo in cui la Francia è additata come regina europea dello spionaggio industriale dal quotidiano norvegese Aftenposten, la Renault, fiore all’occhiello dell’industria d’Oltralpe, sia finita vittima d’un clamoroso caso che riguarda proprio questo ramo dell’intelligence, sempre in espansione.

Suonano ora quasi come una beffa le parole del boss della tedesca OHB Technology secondo cui ” Parigi è l’impero del male nella tecnologia di volo” e ” il danno totale inflitto dalla sua attività all’economia teutonica è maggiore di quello provocatole da Russia e Cina “.

Di fronte alle sottili intromissioni, presumibilmente orientali, nei meccanismi produttivi della Casa automobilistica, Sarkozy e colleghi sono stati indotti a un immediato rafforzamento dei già efficienti- evidentemente non abbastanza- reparti al lavoro per ostacolare le talpe mangiasegreti.

Le aziende francesi potranno quindi contare su una ulteriore vigilanza dell’ufficio costituito ad hoc presso la Direzione centrale di controspionaggio, con strutture diffuse a livello locale per garantire una tutela estesa a tutto il territorio.

Visto che l’Anssi, l’agenzia nazionale per la sicurezza delle informazioni dei sistemi, data alla luce per contrastare il furto di notizie sensibili attraverso il costante monitoraggio dei siti internet dello Stato e delle più rilevanti imprese private, non basta, verrà rafforzata l’human intelligence. Non è esclusa una “stretta” sul controllo personalizzato dei dipendenti a rischio di contatti pericolosi con 007 esteri, anche se questa mossa richiederebbe nuove assunzioni nei servizi segreti, pur essi alle prese con le restrizioni di bilancio comuni a tutto il Vecchio Continente.

D’altronde, in Francia come altrove (sempre di questi giorni l’invito delle spie di Berlino ai manager che hanno rapporti con Cina e Russia di lasciare a casa computer portatili e telefoni cellulari), solo con una buona dose d’illusione si può pensare che nella pletora di travet, dirigenti e maestranze assortite non spunti mai la tentazione di anticipare il ritiro dall’attività attraverso un bel tesoretto sborsato da potenze internazionali.

Dieci anni di galera, quelli che dovrebbero toccare ai tre sventurati pizzicati alla Renault, per qualcuno sono pur sempre un rischio affrontabile. Sognando il Paradiso in terra, magari finanziato dallo yuan. E pazienza se il governo di Pechino, non potrebbe essere altrimenti, nega indignato ogni coinvolgimento nell’affaire.

Fonte: OK Notizie

Renault: Lagarde, “irrilevante” ipotizzare spionaggio di un Paese

gennaio 14, 2011 Controspionaggio No Comments

Parigi, 12 gen – Il ministro francese dell’Economia Christine Lagarde ritiene “irrilevante” speculare su quale Paese ci potrebbe essere dietro il caso di spionaggio industriale che ha scosso la Renault, mentre la ricorrente evocazione di una pista cinese continua a irritare Pechino. “Non c’e’ bisogno di fare ipotesi, immaginare che ci sia dietro un settore particolare, e questo o quell’altro Paese”, ha affermato Christine Lagarde di fronte ai giornalisti. “Mi sembra irrilevante”, ha insistito. “Sono molto contenta che la giustizia ha deciso di fare luce su questo affare”, ha aggiunto, mentre la Renault ha annunciato che depositera’ una denuncia in tribunale. Accusata dalla stampa e dagli esperti di business intelligence sin dall’inizio della vicenda Renault la scorsa settimana, la Cina ieri ha espresso la sua irritazione, dicendo che le accuse erano “totalmente infondate, irresponsabili e inaccettabili”. Gia’ ieri il ministro del bilancio e portavoce del governo Francois Baroin era intervenuto ricordando che “non vi era alcuna accusa formale della Francia e del governo francese nei confronti di nessun Paese”.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

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Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

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Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

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