I furti digitali superano quelli materiali

I furti di informazioni sono diventati la prima causa di frodi denunciata dalle aziende nel mondo. E hanno superato anche le sottrazioni di beni, finora al primo posto nella classifica delle truffe.

A osservare il cambiamento in atto è stata l’agenzia investigativa Kroll: ha posato la lente d’ingrandimento sul rapido aumento di crimini informatici attraverso un sondaggio su 800 società. Sono tre i settori più a rischio. Svetta la finanza, seguita dai servizi professionali e dall’area di tecnologie e media. In particolare, nel comparto hi tech il rischio di subire attacchi attraverso porte di accesso digitali come internet o le chiavette usb è aumentato dell’81% nell’ultimo anno.
Robert Brenner, Vice Presidente di Kroll per il Nord America rileva che «il furto di informazioni riservate è in aumento poiché questo tipo di dati sono sempre più accessibili e gli autori delle frodi – spesso dipendenti in procinto di lasciare l’azienda o scontenti e insoddisfatti della propria posizione – possono agire liberamente a causa di strutture e procedure di controllo spesso inefficienti».
La preoccupazione deriva anche dalla crescente complessità delle infrastrutture informatiche necessarie per affrontare attacchi e furti elettronici: l’abilità di hacker e gruppi di cybercriminali mette di continuo alla prova i sistemi di difesa. E richiede un costante aggiornamento. Eppure il primo motivo di preoccupazione denunciato dai manager è una truffa tradizionale, il phishing: si tratta della sottrazione di dati operata, per esempio, attraverso un falso messaggio di posta elettronica che trae in inganno il destinatario e apre una breccia nel perimetro di sicurezza.
Secondo Kroll la spesa per le difese informatiche è destinata ad aumentare del 47% entro un anno: le aziende investono per tutelare il patrimonio di conoscenza acquisito in anni di ricerca e sviluppo tecnologico. Ma sarà lunga la strada ancora da fare per trovare contromisure su larga scala.

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