eHealth: ecco come il web aiuta gli hacker nella vendita di farmaci contraffatti

eHealth: ecco come il web aiuta gli hacker nella vendita di farmaci contraffatti

Il crescente fenomeno è stato illustrato dall’Aifa nel corso dell’expert worskshop su internet e contraffazioni. Intanto il Parlamento Europeo approva due relazioni legislative sulla vendita e informazione all’utenza.

Anche se nel nostro Paese resta più bassa – rispetto al resto dell’Europa – la percentuale del livello di contraffazione dei farmaci (pari ad appena lo 0,1%) l’Italia non è indenne dal rischio falsi, specie quanto si tratta di prodotti energetici di utilizzo nelle palestre, o quelli che si posso acquistare nei negozi che commercializzano articoli etnici o sostanze ritenute ‘miracolose’.

L’allarme, è stato lanciato a Roma nel corso dell’expert worskshop organizzato nella sede dell’Aifa, dal coordinatore dell’attività anticontraffazione dell’Agenzia italiana del farmaco, Domenico Di Giorgio che ha messo in guardia i presenti sull’ultima ‘pensata’ dei criminali della rete. Quelli che con nuovi e abili stratagemma, ingannano i motori di ricerca su internet ‘agganciando’ i siti illegali per la vendita di farmaci contraffatti, appunto, a siti istituzionali in modo che Google, Yahoo o Virgilio li segnalano come siti attendibili.

“Esiste una rete di professionisti – ha spiegato Di Giorgio – che lavora per attrarre quanti più utenti possibili verso le farmacie online. E tutto ciò non più tramite spamming, ormai facilmente filtrabile, ma attraverso la manipolazione dei risultati delle ricerche effettuate sul web. Questa modifica fraudolenta di siti istituzionali per falsare i risultati dei motori di ricerca, in modo che il sito ‘cresca’ di valore e guadagni credito agli occhi degli internauti, consente a queste persone di vendere poi il risultato del loro lavoro a chi commercia in farmaci falsi”.

I venditori illegali di medicinali, dunque, si infiltrerebbero nei siti ritenuti affidabili “come quelli di università, organizzazioni ufficiali o personaggi politici, nascondendo in realtà farmacie ‘dormienti'”.

Un vero e proprio fenomeno, insomma, che sta all’utente capire per non cadere in trappola, così come agli organismi preposti cercare di sventare un’organizzazione criminale che sulla buona fede dell’internauta, ma soprattutto minacciando il suo stato di salute, sta costruendo la propria fortuna.

L’Aifa, da quanto emerso nel corso dell’expert worskshop su internet e contraffazioni, sta facendo la sua parte per combattere il fenomeno, “che comunque in Italia – ha precisato il direttore generale dell’Azienda italiana del farmaco Guido Rasi – è dieci volte inferiore rispetto agli altri Paesi europei. In particolare, per avvertire il pubblico sui rischi sia economici che di salute legati all’acquisto di farmaci sul web, portiamo avanti campagne di informazione ad hoc”.

Anche il Parlamento Europeo sta facendo la sua parte e proprio oggi ha adottato, in prima lettura e per contrastare la contraffazione dei medicinale a più ampio raggio, due diverse relazioni legislative secondo cui tutti gli Stati membri sono responsabili per l’applicazione delle regole nazionali sull’informazione sui medicinali – che deve essere obiettiva e imparziale – e tutte le autorità nazionali dovranno predisporre una serie di siti web dedicati a questo scopo e accessibili a persone con disabilità.

Fonte: Key4Biz

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