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Non facciamoci controllare dagli intrusi

E’ Silent Circle, la nuova app sviluppata da Phil Zimmerman che garantirebbe telefonate, sms, email e videochiamate non intercettabili. Grafica molto semplice (simile a quella dell’Iphone) e qualità audio molto vicina alla classica offerta dalle reti di telefonia mobile (VoIP che sfrutta 3G, 4G e Wi-Fi). Il costo “base” si aggirerebbe intorno ai 20 dollari al mese. Come sempre risulta discutibile la validità di una qualsiasi app, a maggior ragione se questa dovrebbe tutelare la nostra sicurezza.

Nell’era della comunicazione senza confini diviene sempre più un bisogno regalarsi dei momenti di privacy in cui nessuno può interferire nelle nostre parole e nei nostri gesti.

Esistono già da tempo dispositivi molto affidabili in grado di intercettare la presenza di microspie e disinnescarle automaticamente, non interferendo nelle normali conversazioni. Inoltre per avere la massima sicurezza a portata di cellulare, sarebbe opportuno acquistare software progettati appositamente per una comunicazione mobile non intercettabile, come Safe&Talk, un prodotto Endoacustica nato per effettuare chiamate criptate su rete GSM. L’attivazione è molto semplice: basta installare il programma sul proprio telefonino e inserire una chiave segreta in grado di trasferire informazioni ad un altro cellulare dotato dello stesso software. In questo modo i dati saranno trasferiti in rete GSM in chiave criptata. Massima affidabilità in brevissimo tempo.

Inoltre per chi volesse un prodotto più professionale per una difesa ancora più elevata potrebbe optare su Gsm Crypto 400, l’unico Encrypted IP Phone presente sul mercato ad aver pubblicato l’intero codice sorgente per permettere valutazioni di qualsiasi genere sulla sua affidabilità. L’Encrypted IP Phone utilizza un sistema di salvataggio codificato per contatti, messaggi, note e files, con protezione di dati sensibili contro l’accesso non autorizzato.
In ogni caso, in tema di sicurezza e difesa personale è sempre opportuno affidarsi ad esperti del settore, Endoacustica potrebbe sicuramente fornire valide soluzioni.

Samsung contro LG: gli schermi OLED sarebbero stati copiati

Dopo l’infuocata diatriba tra Samsung ed Apple, si profila una nuova accusa di spionaggio industriale. Questa volta è stato il colosso del Galaxy a portare in tribunale la connazionale coreana LG. L’oggetto del contenzioso sarebbero 18 tecnologie segrete e protette da brevetto riguardanti i pannelli OLED (Organic Light Emitting Diode).

Si tratta di una nuova tecnologia che permette di realizzare display a colori con la capacità di emettere luce propria: a differenza dei display a cristalli liquidi, i display OLED non richiedono componenti aggiuntivi per essere illuminati. Questo permette di realizzare display molto più sottili e addirittura pieghevoli e arrotolabili, e che richiedono minori quantità di energia per funzionare. Proprio in questi giorni, all’Ifa di Berlino le due aziende coreane hanno orgogliosamente esposto i propri televisori OLED 55 pollici di ultima generazione e praticamente identici. L’ingiunzione, presunta da aprile scorso e depositata solo negli ultimi giorni presso la Central District Court di Seoul, coinvolgerebbe undici persone tra collaboratori interni ed esterni e vedrebbe un passaggio indebito di documenti.
Samsung chiede in definitiva 880mila dollari alla concorrente LG per ogni prodotto dotato delle stesse tecnologie. Inoltre i vertici Samsung tengono a sottolineare che la concorrente avrebbe più volte acquisito indebitamente i propri segreti industriali.
Sarà arrivato il momento di prendere le dovute precauzioni?

Spaccio di droga nelle scuole, minorenni scoperti grazie ad intercettazioni ambientali.

agosto 1, 2012 Intercettazioni No Comments

Quando si parla di spaccio di droga in grandi quantità, di bande che nascono con questo intento e stringono rapporti con ambienti malavitosi italiani e stranieri, è sempre più frequente, oggi, vedere coinvolti ragazzi minorenni, che per non eccessive somme di denaro sono disposti a portare nella propria scuola le sostanze stupefacenti e venderle ai propri compagni.

Un problema, quello dell’aumento della criminalità minorile, che richiede interventi immediati da parte di chi deve far rispettare la legge, ma anche dei genitori, spesso assenti o impotenti davanti ad un fenomeno dilagante, e non solo nelle periferie degradate della città, ma anche tra le “famiglie bene”.

Libri, marijuana e cocaina nei loro zaini, progettavano tutto in una casa messa a disposizione da un adulto, che acquistava le sostanze e pianificava gli incontri tra i baby spacciatori, italiani ed albanesi. Per non destare sospetti, inoltre, la baby gang si muoveva in taxi per recapitare la merce agli acquirenti. Grazie a intercettazioni con microspie la polizia ha smascherato a L’Aquila un sistema ben architettato di spaccio. Oltre ai soliti discorsi tra adolescenti sulla scuola e le interrogazioni da cui scappare, le cimici hanno permesso anche di scoprire cosa i ragazzi avevano messo a punto per sentirsi grandi, per potersi magari togliere qualche sfizio in più con le somme ricavate, fino a 3000 euro per aver spacciato più di un chilo di marijuana tra gli studenti delle superiori.

E mentre casi come questo diventano oramai routine, l’opinione pubblica si interroga sul ruolo che possono avere insegnanti e genitori nell’educazione alla legalità di questi ragazzi, che molto spesso tendono ad ispirarsi a modelli di vita sbagliati.
Endoacustica Europe

Intercettazioni smascherano falsa accusa di molestie contro famiglia parmense.

luglio 31, 2012 Intercettazioni No Comments

Una famiglia di Parma viene accusata di violenze contro la figlia adolescente, la quale le viene sottratta ed affidata ad un istituto. Sembra una delle tante storie di violenza domestica, ma così non è. È un errore, o forse qualcosa di architettato, che incastra una famiglia innocente, rendendo la sua vita, per più di un anno, un incubo. Dopo una lunghissima serie di intercettazioni ambientali, ben 7000, ed innumerevoli conversazioni registrate per provare la colpevolezza, si scopre in realtà che la famiglia X (per non rivelarne il nome) è una famiglia normalissima, senza nessun problema.

Forte della sua innocenza e della sua esperienza, padre, madre e figlia, ora universitaria, hanno raccontato la loro storia a Repubblica, partendo dall’inizio, da quando la loro figlia frequentava le medie e vide suo padre essere accusato di aver mandato messaggi a sfondo sessuale ad una sua compagna di classe. Accuse smentite dai controlli dei tabulati telefonici.

Sembrava tutto archiviato, ma così non è stato. La vicenda riprende alle superiori, quando la stessa famiglia che li aveva accusati alle medie si rivolge ad insegnanti e preside per nuovi messaggi e telefonate hot. Per la figlia della famiglia X scattano le visite dallo psicologo scolastico, mentre i genitori sono all’oscuro di tutto fino a quando un giorno la ragazza non viene loro sottratta e portata in un istituto.

Indagini superficiali? Forse, ma non troppo, visto che nella loro casa sono anche state installate di nascosto delle cimici spia. Una salvezza, in questo caso, perché proprio grazie alle microspie è stato possibile dimostrare come la famiglia X sia una famiglia perfettamente normale, con un padre ed una madre premurosi ed attenti e che si sono visti sottrarre ingiustamente la propria figlia per un anno.

Come hanno rivelato a Repubblica, non sono contro i servizi sociali e la scuola, che in molti casi svolgono un ruolo fondamentale nel far venir fuori casi di maltrattamenti su minori tra le mura domestiche, ma chiedono giustizia per sé e per tutte le altre famiglie che si ritrovano nella stessa situazione. Non poche in Italia.

E, se da un lato la politica continua a chiedersi quale sia il valore delle intercettazioni e in che misura debbano essere utilizzate, dall’altro, invece, ci sono famiglie che, non avendo nulla da nascondere, non temono di essere controllate e spiate ma, anzi, hanno trovato nelle intercettazioni la loro salvezza.

Endoacustica Europe

Intercettazioni: la pedofilia continua a scuotere la Chiesa, anche oltre Oceano.

luglio 26, 2012 Intercettazioni No Comments
monsignor Lynn

Negli scorsi giorni si era parlato dello scandalo del prete di Fano, don Ruggeri, 43 anni, scoperto in spiaggia con una 13enne mentre flirtava con la stessa, grazie a mini telecamere nascoste sul luogo dell’abuso da parte della polizia, che ha potuto così cogliere il sacerdote in flagranza di reato. La diffusione sui media di questa ed altre notizie similari, non ha fermato, però, la mente deviata di altri pedofili, come un altro prete, questa volta in Sicilia, a Sciacca.

Il parroco, un uomo di 41 anni, è stato intercettato nell’ambito dell’operazione antidroga “Mata Hari”, nella quale si è scoperto che il sacerdote intratteneva con gli altri indagati relazioni volte a commerci sessuali. Grazie alle conversazioni intercettate è stato possibile risalire ad un’inquietante quanto curioso particolare riguardo al modo con cui l’uomo adescava le giovani vittime: il prete ingannava i minorenni della parrocchia dicendo loro di dover effettuare dei “test sulla sensibilità corporea” a lui commissionati dall’Università di Palermo oppure promettendo ai ragazzi di farli partecipare a programmi Mediaset, in quanto parente di un presentatore. Dopo averli raggirati per bene, offriva loro da 50 a 300 euro per avere rapporti sessuali. I ragazzi adescati avevano dai 14 ai 18 anni e, secondo quanto è stato possibile intercettare, tali rapporti si sarebbero consumati fino al dicembre 2009.

E lo scandalo pedofilia che si è abbattuto sulla Chiesa Cattolica ha coinvolto anche i sacerdoti oltre Oceano: proprio in questi giorni è arrivata la sentenza per William Lynn, dell’arcidiocesi di Philadelphia, condannato a più di tre anni di carcere per aver nascosto gli abusi su minorenni da parte di altri sacerdoti, mettendo così a rischio la sicurezza dei ragazzi.

Una serie di scandali che sta suscitando indignazione, insieme a quelli dei Vatileaks già divulgati sulla pubblica piazza, che stanno dividendo l’opinione pubblica tra colpevolisti che fanno di tutta l’erba un fascio e chi, invece, invoca prudenza e maggiore obiettività nel definire le colpe.

Endoacustica Europe

Microspie in casa della compagna per scoprirne infedeltà, denunciato 50enne perugino.

luglio 19, 2012 Intercettazioni No Comments
intercettazioni

Per scoprire eventuali infedeltà, aveva installato in casa della compagna, a insaputa della stessa, delle cimici spia, ma si è trovato al centro di un paradossale equivoco che gli è costato una denuncia per per intercettazione abusiva (ex art. 617 bis e 617 quater del codice penale).

È successo ad un 50enne perugino che, accecato dalla gelosia, aveva ben pensato di spiare tutto quello che faceva la sua compagna, mettendole delle telecamere nascoste in casa. Ad un certo punto, però, mentre è intento ad ascoltare cosa accedeva nella casa della fidanzata, sente una frase del tipo “posa la pistola” e, credendo che la donna fosse in grave pericolo, chiama il 133. La Squadra mobile del capoluogo non tarda ad arrivare, accompagnata, vista la gravità del fatto che si prospettava, con personale dell’Ufficio Volanti.

Una volta arrivati a destinazione, però, invece di trovarsi davanti ad un uomo armato, ad un pericoloso criminale, trovano solo una donna seduta sul divano a guardare la TV. Constatando che si era trattato di un falso allarme, per cercare di comprenderne il motivo, i poliziotti avviano una perquisizione e, con grande sorpresa, svelano l’arcano: nell’appartamento della donna, infatti, sono state subito rilevate due cimici spia, installate dal non più di tanto furbo 50enne.

L’uomo è stato così immediatamente denunciato per il reato di intercettazione abusiva. La frase che lo aveva così tanto allarmato, infatti, non era altro che la frase di un film che la sua partner stava guardando. Chissà cosa avrà pensato la donna al momento della “curiosa” scoperta.

Facebook spia la rete… contro la pedofilia.

luglio 16, 2012 Intercettazioni No Comments
facebook spia gli utenti contro la pedofilia

Joe Sullivan, chief security officer di Facebook, ha annunciato, qualche giorno fa, che il Social Network più utilizzato al mondo ha introdotto un nuovo filtro che rileva le parole scambiate dagli utenti per scovare probabili pedofili. Il sistema, infatti, non appena rileva parole sospette e compara le età degli utenti coinvolti nella conversazione, segnala il contenuto agli amministratori, i quali decideranno, poi, se è il caso o meno di avvisare le forze dell’ordine.

In questo modo è già stato possibile, afferma la Reuters, intercettare un pedofilo, un uomo di 30 anni che stava intrattenendo conversazioni piccanti con una tredicenne, con la quale si era dato appuntamento per il giorno dopo. I “supercontrollori”, verificando la grande differenza d’età, hanno inviato la segnalazione alle forze dell’ordine, intervenute prontamente per fermare l’uomo che, tuttavia, durante il processo è risultato innocente.

Questo strumento si va ad aggiungere a quelli tradizionali già in uso dalle forze dell’ordine, come le microtelecamere wireless, che proprio due giorni fa hanno permesso di inchiodare Don Ruggeri, un prete di Fano, mentre si scambiava effusioni (e forse qualcosa di più) con una 13enne in spiaggia, dove la polizia aveva disseminato microcamere spia, dopo che aveva ricevuto diverse segnalazioni sia dal bagnino che dagli stessi bagnanti.

Ritornando a Facebook, nessun avviso è stato inviato agli utenti su questa nuova funzione, che permette di intercettare le conversazioni senza nessun mandato e che sta già dividendo l’opinione degli internauti. Ci si chiede quanto la privacy degli utenti possa essere invasa da questo filtro che va a caccia di pedofili presunti. Presunti, proprio perché le conversazioni, magari estrapolate al di fuori del contesto, potrebbero essere fraintese. Quando e chi decide di segnalare le conversazioni alle forze dell’ordine? E, soprattutto, nel momento in cui le conversazioni vengono verificate e considerate prive di fondamento da parte degli organi di controllo, vengono poi eliminate o rimangono salvate in archivi?

Tutti interrogativi più che legittimi in quanto, in tal caso, ci sarebbe una massiccia violazione della privacy, nonostante il Social Network si sia già tutelato, inserendo nell’informativa la frase “può essere richiesto a Facebook di presentare le informazioni degli utenti alla polizia”. Il dibattito resta aperto e, mentre il popolo della rete discute, il colosso di Zucckerberg continua a spiare conversazioni senza che la maggior parte degli utenti ne siano a conoscenza.

Wickr: un’applicazione per rendere il proprio cellulare non intercettabile?

telefono criptato

Si chiama Wickr ed la nuova applicazione per iPhone, iPad e iPod Touch, che permette di scambiare file con il proprio dispositivo mobile in maniera sicura, criptando non solo i dati, ma anche i metadati lasciati dalla cancellazione, per accedere ai quali finora c’erano diversi sistemi.

Questa App, che al momento sarebbe gratuita, promette di tenere al sicuro, quasi con standard di livello militare, testi, foto e video, nascondendo tutte le informazioni identificative, IMEI compreso. “Non c’è ragione che le tue foto, video o comunicazioni siano presenti su qualche server, dove possono essere viste da chissà chi, o chissà quale servizio, senza alcun controllo sull’uso che ne fanno sconosciuti”, ha dichiarato la casa produttrice.

Come funziona il sistema Wickr? Semplice: con un metodo di crittografia che gli esperti chiamano “salting & hashing”. Ogni file verrebbe arricchito di codici random e successivamente passato attraverso un algoritmo matematico che lo protegge. Il sistema, poi, effettuerebbe questa operazione più volte, trasmettendo solo il risultato criptato. Non meno importante, inoltre, sarebbe l’opzione di auto-distruzione a tempo per i file inviati.

Tuttavia, non si fa accenno a cosa accade, invece, per le conversazioni. Si è parlato finora, infatti, solo di file testuali e visivi. Inoltre, per quanto l’applicazione sia gratuita per la versione base, per poter avere funzione più avanzate, come spedire file di grandi dimensioni, è necessario dotarsi della versione a pagamento.

La Polizia, pertanto, per quanto abbia dimostrato le sue preoccupazioni riguardo al software, non ha molto da temere, in quanto non trasforma il telefono in un vero e proprio cellulare anti-intercettazione, che permetterebbe, invece, una protezione a 360 gradi contro qualsiasi tipo di intromissione nelle proprie comunicazioni mobili.

L’applicazione, che sta per essere creata anche in versione Android, può rendere il normale cellulare in un dispositivo relativamente più sicuro, ma mai una vera e propria fortezza inespugnabile come un telefono criptato vero e proprio, che nasce specificamente per questa funzione.

Intercettazioni contro lo spaccio di droga ed armi. Mediaset nel mirino.

giugno 29, 2012 Intercettazioni No Comments

Coinvolti anche gli ambienti televisivi di Mediaset nell’indagine condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Milano e che ha portato all’arresto di 22 persone che spacciavano anche nell’azienda di Cologno Monzese.

Dalle conversazioni intercettate sarebbe stata scoperta una vera e propria organizzazione criminale che importava stupefacenti da Olanda, Ecuador, Marocco e Spagna e vendeva anche armi giocattolo sapientemente modificate per uccidere. Nelle intercettazioni, inoltre, si parla anche dell’omicidio a pagamento (dai 50 ai 100 mila euro per il “servizio”) di un uomo violento con la ex moglie, amica di uno dei contrabbandieri, “Lei è anni che è separata, perché lui la massacra di botte… si sono separati da anni, lui ogni volta che la vede la massacra, anche se è in pieno giorno in mezzo alla strada… una volta gli ha spaccato un braccio”.

Al vertice dell’organizzazione, il 35enne Marco Damiolini che, con un altro arrestato, Raffaele Laudano, 47 anni, in una delle discussioni intercettate parla di vendita di cocaina anche a personaggi dello spettacolo, come Paola Barale e Maurizio Costanzo, che hanno già affermato la loro estraneità ai fatti: “Damiolini: mò ti dico una cosa, guarda che Mediaset… se ti blindano se la cantano. È normale. Lo rivelano. Laudano: se la smazza poi lui. Damiolini: non gli puoi neanche dare dell’infame. L’amico mio ha preso 12 anni di galera perchè lavorava con Maurizio Costanzo. Davide Caffa. Lui gli dava la barella… alla Barale, a Costanzo, ad ogni Buona Domenica… gli dava due etti e mezzo. gliela pagavano profumata proprio… è successo… e ha preso dodici anni”. Per quanto potessero essere vere le voci sul loro conto, considerate “da bar” dalle stesse forze dell’ordine, l’autoconsumo di sostanze stupefacenti non sarebbe perseguibile penalmente, pertanto i personaggi citati non sarebbero nemmeno stati ascoltati.

In diverse conversazioni, inoltre, Damiolini e Laudano si lamentano della scarsa qualità di una partita, che non sarebbe adatta agli utenti finali di Mediaset, “ma non posso dargli neanche la merda a quelli di Mediaset… io lo so già come son fatti quelli…”.

Al di là delle dicerie e delle chiacchiere, comunque, rimane il fatto che già più di un anno fa erano stati arrestati tre dipendenti Mediaset per spaccio all’interno dell’azienda: Domenico Molle, Damiano Foschi e Nicolò Ghinzani, che lavoravano nei reparti tecnici. L’indagine, che ha visto nelle intercettazioni un punto di svolta, ha permesso di arrestare oltre 90 persone e di denunciarne circa 150 sin dal 2008.

Fonte: Corriere

Tra intercettazioni e confessioni, Vantaggiato: “Sono stato io a compiere l’attentato del 2008 a Torre Santa Susanna”.

Giovanni Vantaggiato

Oggi, 19 giugno 2012, è trascorso un mese dall’esplosione che alle 7,42 del 19 maggio scorso, davanti alla scuola Morvillo Falcone di Brindisi, investì un gruppo di sedicenni che andavano a scuola, uccidendone una, Melissa Bassi, e ferendone altre cinque. Da studentesse fuori sede, le ragazze, tutte di Mesagne, prendevano ogni mattina l’autobus per raggiungere la scuola, un istituto tecnico professionale di moda, spettacolo e servizi sociali.

Alle 7.42, mentre stavano varcando i cancelli della scuola, furono colpite dall’esplosione di un ordigno, posto nei pressi della scuola dal 68enne Giovanni Vantaggiato, reo confesso, che proprio ieri durante nuovi interrogatori avrebbe ammesso di aver messo appunto anche l’attentato del febbraio del 2008 a Torre Santa Susanna, ai danni di Cosimo Parato, da lui accusato di averlo truffato.

Una ricostruzione dei fatti che avviene tra confessioni, ammissioni di colpa ed discussioni intercettate, in cui Vantaggiato diceva alla moglie di “sparire” con l’auto. Secondo i magistrati, Vantaggiato “tentò di occultare il possesso” della Fiat Punto bianca a tre porte parcheggiata davanti la sua abitazione chiamando la moglie al telefono di casa dal deposito di carburanti dove stava lavorando. Quella stessa auto che compare più volte nei pressi della scuola Morvillo Falcone il giorno dell’attentato, come è possibile vedere dalle telecamere di sorveglianza del chiosco che si trova vicino l’istituto.

Rimangono, tuttavia, diversi dubbi sul movente: non si sa ancora se quella bomba era indirizzata al Tribunale, anche se sarebbe un’ipotesi improbabile, visto che dista 200 metri dall’ingresso della scuola, o al preside della scuola stessa, Angelo Rampino, il quale sarebbe comunque stato allontanato per motivi di sicurezza.

Sorgono diversi dubbi, inoltre, su eventuali complici: non convince, infatti, la confessione di Vantaggiato, che avrebbe affermato di aver fatto tutto da solo. E, intanto, si continua ad indagare anche su un presunto coinvolgimento dell’uomo nell’attentato che a Squinzano sventrò la villa di un dirigente Asl di Lecce, il quale non rinnovò a Vantaggiato il contratto per la fornitura di gasolio per il riscaldamento.

Intanto oggi, ad un mese da quel drammatico giorno in cui perse la vita Melissa, sono previste manifestazioni nel paese di origine della ragazza, dove si terranno concerti a titolo gratuito da parte di artisti locali e no, per ricordare la giovane, anche attraverso la lettura delle lettere del fidanzato e della migliore amica, anche lei ferita nell’attentato.

Il Governo ti spia? Google ti avvisa!

giugno 15, 2012 Intercettazioni No Comments
il governo spia

La psicosi da intercettazioni cresce. Che siano esse ambientali, intercettazioni cellulari o tramite strumenti informatici, destano non poche preoccupazioni, soprattutto nei difensori della privacy, e non solo in chi, invece, ha qualcosa da nascondere.

Ma, niente paura, chi teme di avere il proprio cellulare intercettato, può sempre comprare un telefono non intercettabile; chi teme che nei luoghi che frequenta o in cui vive siano state installate delle cimici può, invece, effettuare delle bonifiche ambientali con dei rilevatori di microspie, molto diffusi sul mercato e pratici, in quanto se ne trovano anche di portatili. Un po’ come ha fatto il Vaticano in seguito agli ultimi eventi e fuga di notizie strettamente riservate

E se fosse il Governo a spiarvi come nelle più appassionanti delle spy stories? Magari tramite il vostro pc, monitorando le vostre abitudini di navigazione? Non temete! Mountain View ha deciso di mettere a disposizione degli utenti un nuovo servizio grazie al quale verranno avvertiti nel caso in cui le loro abitudini di navigazione dovessero essere spiate tramite sistemi di monitoraggio governativi.

Per accedere al servizio, pensato soprattutto per coloro i quali vivono in paesi in cui ci sono dei limiti alla libertà di espressione, basterà semplicemente creare un account ed effettuare il login su una delle piattaforme gestite da Big G.

Accedendo a Gmail, per esempio, ogni qualvolta verrà rilevata un’attività sospetta, vi verrà inviata una notifica tramite un alert di colore rosso. Gli stessi portavoce di Google, però, ci hanno tenuto a precisare che il fatto di ricevere una notifica non significa necessariamente che il quel momento il Governo vi sta spiando, ma che, invece, sarebbero in corso attività sospette.

Ora che sapete come difendere la vostra navigazione dal Governo dovreste, però cercare di essere il più possibile anonimi anche per il colosso americano che, come non tutti sanno, traccia i vostri spostamenti sulla rete per fini commerciali.

Flame, il virus che effettua intercettazioni, si autodistrugge.

area azione virus flame iran-israele

Sembra quasi un film di spionaggio dei tempi della Guerra Fredda ed invece è una realtà dei giorni nostri. Il virus Flame, scoperto dall’azienda di antivirus Kaspersky, ma che in realtà era già attivo da circa 4 anni, si starebbe “suicidando”, cioè annullando automaticamente su diverse macchine che erano state infettate. Proprio come accadeva alle spie che durante la Guerra Fredda: quando venivano catturate, per evitare di essere torturate e “vuotare il sacco”, si suicidavano masticando capsule di cianuro che avevano tra i denti.

Troppo pericoloso tenerlo in vita. Il virus Flame, di circa 20 Mb, si starebbe suicidando proprio per evitare di risalire ai suoi creatori. Creatori, al plurale, perché, per la sua complessità, non può certo essere stato creato da un singolo. Si era diffusa l’ipotesi che, invece, il potentissimi malware sarebbe stato creato da un Governo, molto probabilmente per spiare l’Iran e fermarne l’avanzata nucleare. A far pensare ciò erano state le parole del il ministro israeliano degli affari strategici, Moshe Yaalon, che aveva giustificato l’uso di questi virus per contrastare la minaccia atomica di Teheran.

Altri avrebbero pensato anche agli Stati Uniti. Sta di fatto che non si è riusciti a capire da dove provenga e né mai si riuscirà a farlo se è vero che Flame si sta annullando con quella che nel gergo tecnico si chiama “suicide command”.

Il virus, che è in grado di spiare, inviando ai creatori, qualsiasi operazione effettuata sui computer infetti, sarebbe anche in grado di intercettare le conversazioni non solo su Skype, ma anche quelle che avvengono nelle immediate vicinanze del computer stesso funzionando, in questo modo, proprio come se fosse una microspia video, e non solo un sistema per scoprire le password.

Tutto questo sistema che, come hanno verificato Kaspersky e Symantec, avrebbe infettato i computer di stati come Iran, Israele, Sudan, Syria, Libano, Arabia Saudita ed Egitto, non può essere opera di un semplice appassionato di sistemi di hackeraggio. L’elenco dei paesi coinvolti, inoltre, fa pensare che sia stato studiato appositamente per tenere sotto controllo proprio quelle zone.

“Ci vogliono circa dieci anni per decifrare il codice” di quello che risulta essere un vero e proprio ordigno informatico governativo. Il dubbio che ora sorge spontaneo è se effettivamente si potrà riuscire a risalire ai creatori, visto la sparizione senza lasciare traccia da diversi computer infetti.

Chiusura sedi Polizia Postale, secondo l’Associazione Prometeo è un regalo ai pedofili.

polizia postale

“La crisi che attanaglia anche il nostro paese ed i conseguenti tagli di 65 milioni di euro alla Polizia di Stato, non voglio pensare debbano essere pagati in termini di innocenza violata”. È questo ciò che scrive presidente dell’associazione antipedofilia Prometeo, Massimiliano Frassi, che ha scritto una lettera aperta al Ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, in relazione alla chiusura delle sedi locali della Polizia Postale, di cui circa mille agenti altamente specializzati verranno impiegati in altri ambiti di polizia.

In questo scenario “appare facile immaginare come chi abusa possa sentirsi ancora più libero di farlo, essendo venuto meno un controllo importantissimo, che non potrà essere ricoperto da nessun altro”. Il compito svolto dagli agenti di Polizia Postale è davvero importantissimo e insostituibile perché ha permesso, negli anni, di controllare i nuovi media, Internet in primis, e di scovare numerosi pedofili anche in flagranza di reato.

Chiudere le sedi locali di un tale fondamentale corpo preposto alla nostra sicurezza, sarebbe aiutare non solo i diversi reati che si possono commettere online, come le frodi, ma a pagare il prezzo più alto sarebbero proprio i bambini. “Un sito pedopornografico può far guadagnare anche 90mila euro al giorno, garantendo alla criminalità organizzata soldi sulla pelle dei bambini”, afferma Frassi rivolgendosi al Ministro Cancellieri. E continua “Proprio per questo la supplico, a nome di tutti quei bambini che voce non hanno, né mai avranno, di intervenire per evitare che i tagli alla Polizia portino alla soppressione di tutte le sedi locali. Nel solo Lazio resterebbe la sede di Roma e già questo rende l’idea di che danno sarebbe. Un intervento simile è un regalo alla pedofilia. E Lei, come noi, questo non lo può accettare”.

Le intercettazioni, denigrate da chi molto spesso ha qualcosa da nascondere, che siano esse effettuate con microspie ambientali o telefoniche, hanno permesso, insieme al monitoraggio dei nuovi strumenti che corrono sul Web, di smascherare pericolosissimi criminali, ancora più pericolosi, se vogliamo, quando si tratta di pedofili a caccia di giovani vittime per i loro insani desideri. È più che giustificato, quindi, l’allarme lanciato dal presidente dell’associazione Prometeo, un allarme che non può non essere colto anche dai genitori dei bimbi, affinché possano vigilare sui loro figli perché non cadano in pericolose trappole, soprattutto quando si tratta di nuovi mezzi di comunicazioni, ai quali ormai nessuno può più rinunciare, sebbene bisognerebbe “buttare un occhio” su quello che i minori fanno o dicono online. Per questo, per rassicurare i genitori, si sono diffusi strumenti per spiare pc a distanza, in maniera discreta, e senza che i ragazzi se ne accorgano, lasciando loro la sensazione di essere comunque indipendenti e protetti nella loro privacy.

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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Il codice di un autoradio è unico, per ogni radio associata ad ogni telaio, in genere si trova scritto a penna in qualche libretto di garanzia o manutenzione dalla concessionaria. Se è impossibile ritrovarlo, chiamaci: 0803026530

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