Usura in aumento, Campania e Basilicata ai primi posti.

Usura in aumento, Campania e Basilicata ai primi posti.

In questo periodo di crisi, si sa, si registra un aumento non solo della microcriminalità, come piccoli furti, scippi, rapine da parte di singoli sul lastrico, ma anche e soprattutto un aumento spaventoso della criminalità organizzata, spesso legata a clan mafiosi. Tra i crimini che maggiormente fanno preoccupare, c’è l’usura, in continuo aumento in tutta Italia.

Nel suo report sull’usura la Cgia di Mestre ha affermato che la situazione è più a rischio nelle zone dove ci sono più disoccupazione, alti tassi di interesse, maggiori sofferenze, pochi sportelli bancari e tanti protesti. In poche parole al Sud: non a caso la Campania fa da capofila. Proprio qualche giorno fa ci sono stati 24 arresti nel Beneventano di persone legate ai clan camorristici Pagnozzi, Iadanza-Panella e Sparandeo. Grazie alle intercettazioni ambientali, inoltre, è stato possibile scoprire come i tre gruppi camorristici fossero in contatto stretto e diretto con il clan dei Casalesi, estendendo i loro traffici e le loro attività illecite, tra cui anche l’usura, fino a Roma, Bologna, Caserta e Lecce.

Subito dopo la Campania, nella “Hit Parade” delle zone più a rischio usura in Italia, ci sarebbe quella che una volta era chiamata la “Lucania felix”, ossia la Basilicata, dove, secondo questa indagine, ci sarebbe un rischio del 135%. dal report emerge, inoltre, che mentre per gli artigiani, i commercianti ed i piccoli imprenditori con carenza di liquidità sarebbero le scadenze fiscali a spingerli a ricorrere a forme di finanziamento illegali, per i disoccupati o i lavoratori dipendenti, invece, sarebbero i problemi finanziari che emergono dopo brevi malattie o infortuni.

Qualunque sia la causa che spinga un individuo a rivolgersi ai “cravattari”, l’usura è un problema che richiede un intervento immediato, soprattutto per spingere le vittime a denunciare. Spesso, infatti, hanno timore a farlo perché temono ritorsioni verso di sé e verso la propria famiglia, come quella avvenuta proprio in Basilicata qualche giorno fa, nel Metapontino, dove è stato dato alle fiamme un capannone agricolo.

Le intercettazioni, che siano esse effettuate con microspie ambientali o siano esse telefoniche, hanno permesso e continuano a permettere l’arresto di questi criminali spesso legati ai clan mafiosi, consentendo anche di coglierli in flagranza di reato. Le microspie, inoltre, oltre ad essere uno strumento per raccogliere prove da poter utilizzare nelle opportune sedi, aiutano anche le vittime a sentirsi più sicure, in quanto sanno che qualcuno sta prestando loro ascolto ed è lì, pronto ad intervenire, in caso di necessità.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.