Mafia, indagini chiuse sul deputato Mineo

Mafia, indagini chiuse sul deputato Mineo

Quattro mesi fa un avviso di garanzia, adesso la procura di Palermo ha notificato al deputato regionale siciliano Franco Mineo l’avviso di conclusione delle indagini.

Così l’aggiunto Antonio Ingroia e i sostituti Pierangelo Padova e Dario Scaletta si apprestano a chiedere il processo per l’ex deputato del Pdl ora transitato nel nuovo schieramento politico di Gianfranco Micchichè, Forza del Sud.
A Mineo viene contestato il trasferimento fraudolento di valori (con l’aggravante di aver favorito Cosa Nostra), usura, malversazione e peculato.

Sono diverse intercettazioni telefoniche e ambientali ad aver incastrato il politico siciliano, in particolare alcune tra lui e il boss mafioso Angelo Galatolo e con altri personaggi legati alla cosca dell’Acquasanta come il trafficante di droga Pietro Scotto (fratello di Gaetano Scotto condannato all’ergastolo per la strage di Via D’Amelio e finito recentemente nella nuova inchiesta sull’Addaura) negli uffici dell’agenzia di assicurazioni Progress del Mineo, in via Papa Sergio a Palermo.
Secondo l’accusa Mineo sarebbe stato un prestanome di Angelo Galatolo, esponente della famiglia mafiosa dell’Arenella. “Erano in società occulta” ritengono i pm e insieme avrebbero gestito gli affitti di tre immobili (che oggi ospitano attività commerciali) sequestrati dalla Dia. E’ lo stesso Mineo, in un’intercettazione agli atti dell’inchiesta, a riferirlo a Settimo Trapani, presidente di un’associazione culturale con sede all’Arenella e consigliere della Settima circoscrizione (anche a lui è stato inoltrato l’avviso di conclusione delle indagini). La conversazione viene captata dalle microspie, all’interno dell’agenzia di assicurazioni di Mineo il 13 novembre del 2006. “Tu devi vedere di parlare con quattro fanghi – diceva Mineo – io ho appena finito di parlare con Galatolo … gli ho detto qualche speranza per l’assessore…nella presidenza…ma non lo dobbiamo dire che sono andati a casa dei Galatolo a mangiare…a stringersi la mano”.. Trapani replicava sorpreso: “Ma che sono locchi”, considerando un’imprudenza la “mangiata” a casa dei Galatolo.
La notifica dell’avviso di conclusione delle indagini è stata inoltrata anche ad Angelo Galatolo, ufficialmente solo un dipendente della società regionale Multisiervizi spa, con mansioni di usciere.

Fonte: Antimafia Duemila

 

Intercettazioni ambientali


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