Il governo americano usa Facebook per la sorveglianza, che c’è di vero?


Non sono una novità i molti sospetti che gravano su Facebook e su un suo – eventuale – coinvolgimento in attività di spionaggio o – comunque – di stampo ultraconservatore.

I sospetti in merito all’esistenza di un Facebook Spia sono stati alimentati dalla presenza nello staff dirigenziale del social network di personaggi come Peter Thiel – inventore di Pay Pal, ultraconservatore che vorrebbe ridisegnare il mondo secondo valori in cui prevalga il libero mercato e in cui il governo abbia un potere limitato – e Jim Breyer – a capo della National Venture Capital Association, la potente associazione di chi investe negli Zuckerberg di turno, composta da persone molto ricche e molto, molto influenti.

Ma – oggi – arriva anche un’altra notizia: il governo nordamericano si sta servendo del social network per individuare l’identità dei soggetti che si rendendo colpevoli di frode in materia di immigrazione; in parole povere, dà la caccia agli immigrati senza visto o carta verde attraverso Facebook.

A quanto pare – insomma – il Grande Fratello ha davvero cominciato a penetrare nelle nostre abitazioni.

Una delle abitudini Facebook che rendono la vita degli investigatori davvero molto semplice è quella – comune a moltissimi utenti – di aggiungere persone pur non conoscendole.

Diventa – dunque – davvero facile per un infiltrato accedere al profilo di chicchessia.

La FDNS – office of Fraud Detection ad National Security – ha recentemente diramato le linee guida che dovrebbero aiutare gli inquirenti a trasformarsi nei perfetti infiltrati Facebook. Si tratta – dunque – di molto più di un semplice vox populi: il governo statunitense sta utilizzando il social network di Zuckerberg per invadere la privacy di milioni di persone.

Il problema principale – quindi – diventa stabilire se Facebook sia – o meno – uno strumento che va considerato strettamente personale.

Fonte: CiaoBlog



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