Palermo, l’odissea negli ospedali

Palermo, l’odissea negli ospedali

2Panorama racconta i disagi in corsia

Il set è quello di un ospedale da Terzo mondo, ma siamo in Italia, tra le corsie di Palermo, e non è un film. La telecamera (nascosta), quella di un giornalista di Panorama che è entrato il 13 e 14 febbraio nell’Ospedale dei bambini “G. di Cristina”. Un reality shock che parte dal pronto soccorso: i piccoli in braccio ai genitori si lamentano, l’accettazione è un’odissea, può durare anche 8 ore. Si attende tra i lamenti in condizioni vergognose.

La sala d’attesa è un angusto spazio senza giochi né posto per sedersi, eppure all’ingresso si legge: “Azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione”. Nei corridoi del reparto ricoveri è peggio, il caos: percorrerlo significa dover fare uno slalom tra barelle, flebo, mamme che cullano i bambini, lettini di fortuna dove i genitori dormono e assistono i figli.

Dopo ore di attesa estenuante, quando va bene si finisce ammassati lì, in corridoio. Un reportage, quello di Panorama, che si sposta all’Ospedale Civico, uno dei più grandi complessi sanitari del sud. Stesso disastro sanitario, con una differenza: i pazienti sono adulti. Lo scenario, quindi, si ribalta: qui sono le figlie che assistono i papà anziani ricoverati in stanzette provvisorie, per esempio in una sala tv.

Nessuna separazione tra i loro letti, nessuna privacy. Il 4 febbraio il manager dell’Arsa, azienda sanitaria cui fanno capo l’Ospedale dei bambini e il Civico, si è dimesso. Al suo posto, nei due ospedali, si è insediato un commissario straordinario.

Fonte: TG Com

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