Maltrattamenti nei circhi: l’Animal Defenders ha le prove

Maltrattamenti nei circhi: l’Animal Defenders ha le prove

La sezione inglese dell’associazione animalista Animal Defenders International è riuscita a registrare attraverso delle telecamere nascoste cosa avveniva nella stalla del Bobby Roberts Super Circus, un circo di rilevanza internazionale. Si tratta di luoghi dove i circensi non fanno mai entrare. La questione che ha scosso maggiormente l’opinione pubblica è stata quella di Annie, una anziana elefantessa asiatica con seri problemi di artrosi, presa ripetutamente a calci e colpi di barra metallica da un inserviente del circo. Ben 48 volte nelle tre settimane e mezzo che gli animalisti di Animal Defeders hanno mantenuto la loro telecamera. Poi sputi ad un cammello e botte ad un piccolo pony.

Ora l’inserviente è scomparso. Vicino agli animali, i circensi dovrebbero tenere solo personale esperto e, si presume per questo, ben conosciuto. I responsabili del circo si difendono parlando di un caso isolato, ma a ben vedere, non è proprio così. Anni addietro Animal Defenders riuscì a fare assumere degli animalisti come stallieri nel famoso circo di Mary Chipperfield, noto per i suoi metodi di addestramento. Ciò che le microcamere ripresero furono venti lunghi minuti di orrore tra sprangate a elefanti e tigri, calci a un piccolo scimpanzè e bastonate ai cammelli.
Molto simile la situazione degli elefanti del famosissimo Ringling Bros americano. Le immagini dell’elefantino costretto a terra avviluppato tra le corde e gli elefanti presi violentemente a colpi di barra uncinata hanno fatto il giro del mondo.

Aldilà di quelle che possono essere le posizioni animaliste e le proposte di eliminare o ridurre gli animali nei circhi, i metodi di addestramento utilizzati in alcune attività sono a dir poco disumani. Al momento non esistono reali controlli a 360° su questo tipo di attività, quindi le situazioni di maltrattamenti sugli animali, in aree circensi, così come in ambito privato, non sono inusuali. Ogni cittadino è chiamato in prima persona ad intervenire con i mezzi che ritiene più opportuni. Ad oggi, i migliori risultati sono stati ottenuti grazie all’utilizzo di microcamere nascoste di tipo professionale che hanno fornito prove schiaccianti collaborando con le forze dell’ordine per metter fine al maltrattamento degli animali.

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