Cyberwar: chiamata alle armi digitali per l’Unione Europea

Cyberwar: chiamata alle armi digitali per l’Unione Europea

Spesso, anzi spessissimo, si sente parlare di cybercrime, di hacker, pirati informatici e quant’altro, solo perché sono argomenti sensazionalisti e che generano interesse da parte dei lettori, i quali però, con altrettanta frequenza con la quale gli vengono somministrate notizie di questo tipo, non vengono informati sui reali rischi a cui certe pratiche espongono.

Nell’immaginario collettivo, complice (anzi, quasi unico colpevole) i mezzi d’informazione, un malvivente hi-tech è in grado di sottrarre dati sensibili o rubare credenziali e codici per accessi a carte di credito ed altro.

Nella realtà dei fatti invece, la questione è assai più complicata ed in gioco non ci sono solo gli interessi dei singoli, ma di intere nazioni o addirittura di gruppi di stati, come nel caso dell’Unione Europea, quand’anche non dell’economia e della stabilità politica mondiale.

A qualcuno tornerà in mente Wargames e, in effetti, quello che gli stati dell’UE sono stati chiamati a fare da parte di Neelie Kroes, Commissario Europeo alla Digital Agenda, rappresenta proprio un qualcosa che richiama l’argomento principe del famoso film del 1983.

Lo scopo è quello di valutare, mediante una simulazione, l’efficienza delle singole nazioni sul fronte della sicurezza informatica nel caso in cui le infrastrutture tecnologiche venissero poste sotto attacco, con l’obiettivo di resistere ed evitare un completo shut-down dei collegamenti internazionali.

Le ripercussioni che simili avvenimenti potrebbero avere sull’economia, la politica e molti altri ambiti, che oggi si basano essenzialmente sullo scambio di informazioni per via telematica, sarebbero devastanti ed hanno spinto la Kroes a schedulare questa gigantesca operazione.

Una volta identificata la condizione di attacco, i centri di sicurezza informatica dovranno provvedere a reinstradare il traffico su reti non contaminate dall’azione dei cybercriminali, isolando le tratte compromesse, ma continuando a garantire i servizi telematici.

La supervisione dell’operazione sarà affidata all’ENSA (European Network Security Agency), che coordinerà le attività di 22 stati comunitari a cui, per l’occasione, si aggiungeranno anche Islanda, Norvegia e Svizzera.

A differenza di Wargames e vista la sempre maggiore importanza che le criticità nei sistemi informatici su larga scala vanno assumendo, in questo caso “l’unica mossa vincente è giocare”, per non rischiare di arrivare, un domani, ad una condizione di DEFCON 1 digitale.

Fonte: Hardware Gadget

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