Agente Cia accusato di aver passato informazioni riservate

Agente Cia accusato di aver passato informazioni riservate

Se un agente della Cia viene accusato di aver spifferato dei segreti, non possiamo davvero stare più tranquilli.
John Kiriakou, 48 anni, agente modello con 15 anni di servizio alle spalle. Premi e riconoscimenti per il suo operato nel corso del tempo, numerose missioni estere alla ricerca dei potenti di Al Qaeda. Nel 2007 commise la prima gaffe pubblica parlando in tv del waterboarding, la tecnica di tortura attraverso simulazioni di affogamento suscitando numerose polemiche e attirando l’attenzione dei giornalisti. Ed è proprio ad un reporter del New York Times che Kiriakou avrebbe passato informazioni riservate.

L’ex agente Cia avrebbe ammesso di aver violato l’Intelligence Identities Protection Act inviando una mail al giornalista con il nome di un altro agente della stessa agenzia. Il nome del collega non è mai stato svelato, ma il reato per “pubblicazioni radicali che vogliono svelare le identità di agenti segreti” è stato in ogni caso compiuto.

Insomma John Kiriakou si è aggiudicato il primato di primo agente Cia che finirà in carcere per per fuoriuscita di informazioni riservate ai media. Si prevede la reclusione per circa 30 mesi.

Questo è l’ennesimo episodio, se vogliamo uno dei più eclatanti, di infedeltà da parte di un dipendente, sia esso un operaio, un dirigente o addirittura un agente segreto. Molti amministratori sono corsi ai ripari adottando particolari sistemi di sorveglianza che permettono un controllo sia real time che in differita. In ogni caso la consapevolezza di essere osservati inibisce atti illeciti e coglie in fallo ogni eventuale tentativo di tradimento.

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