Terrorismo: Indagato in inchiesta Catanzaro, spero di morire da martire

Terrorismo: Indagato in inchiesta Catanzaro, spero di morire da martire

”Spero che Dio mi dia la possibilita’ di morire da martire”. E’ una delle intercettazioni degli arrestati nell’operazione ‘Nostalgia’ contro il terrorismo internazionale, eseguita dalla polizia di Stato nel catanzarese. ”Se tu dovessi morire da martire – risponde un altro indagato – cosa potresti pretendere di piu’. Il martirio per la causa di Allah e’ proprio il massimo”.

Nei due anni di indagine che ha portato questa mattina all’arresto dell’imam di Sellia Marina, del figlio e di un terzo marocchino con l’accusa di addestramento ad attivita’ terroristiche, non sono emersi elementi che facciano pensare alla pianificazione di un attentato, tuttavia era in corso il proselitismo da parte dell’imam, anche attraverso i sermoni nella moschea, e l’addestramento alla costruzione e all’utilizzo di armi ed esplosivi.

Si fa riferimento anche a una cintura, chiamata ”hizam” nelle intercettazioni e non ”samta”. Il primo termine, hanno spiegato gli investigatori, si usa per indicare la cintura esplosiva dei kamikaze, il secondo invece per indicare la cintura dei pantaloni. L’uso della prima parola significherebbe dunque che il contesto delle conversazioni e’ quello terroristico.

Fonte: Libero News

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