PlayStation Network, la Sony accusa Anonymous

PlayStation Network, la Sony accusa Anonymous

L’azienda ha lasciato passare oltre sei giorni, prima di rendere pubblico l’attacco. E ora è finita sotto accusa per lo scarso livello della sicurezza, e per la mancata trasparenza. Intanto i tecnici della Sony attribuiscono l’attacco hacker al gruppo Anonymous.

La Sony, nei sei giorni, ha contattato vari esperti legali e tecnici, per comprendere il livello di penetrazione degli hacker. E soprattutto per valutare le conseguenze legali per l’azienda, a cui erano stati ceduti i dati personali, comprese le carte di credito, di quasi 100 milioni di persone. Dati che ora sono in mano a pirati informatici, che pare abbiano messo tutto il bottino in vendita sul mercato nero.

Quando scopre l’attacco hacker, la Sony chiude il network, scatenando l’ira di milioni di utenti. Per alcuni giorni dall’azienda non è arrivata alcuna notizia sul motivo del blocco. Poi la comunicazione del furto dei dati. Solo il 25 aprile arriva agli utenti una mail di scusa dalla Sony, dove li si invita anche a controllare il traffico sui conti bancari, visto che anche i dati delle carte risultano rubati.

Pare che i tecnici Sony non abbiano ancora individuato i colpevoli. Anche se dall’azienda fanno sapere che sono stati rilevati alcuni file chiaramente riconducibili al gruppo di hacker “democratici” di Anonymous. Il file è titolato “We are legion”. Ma Anonymous ci ha abituato a azioni decise democraticamente dalla comunità di pirati informatici, che poi provvedono ad annunciarli e a rivendicarli pubblicamente.

Fonte: Corriere Web

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