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Come faceva il News of the World ad intercettare Gordon Brown?

luglio 14, 2011 Intercettazioni No Comments

News of the World, con queste ultime parole, chiude i battenti. Dopo 168 anni ed 8.673 pubblicazioni domenicali, il “sister paper” di The Sun è uscito per l’ultima volta in edicola il 10 luglio. Causa di tutto il crollo delle vendite a seguito dello scandalo sulle intercettazioni illegali ad ampio spettro che hanno coinvolto, tra gli altri, Gordon Brown, spiato addirittura per dieci anni con microspie, cellulari spia e altri sisitemi investigativi. Ora una cordata di giornalisti ed imprenditori tenta di salvare lo storico tabloid e di riabilitarne il nome.

“E’ una vergogna nazionale”, sono state le parole rivolte dall’attuale primo ministro britannico David Cameron ad una nazione sotto shock. Lo stesso premier ha poi annunciato l’intenzione di voler costituire un’apposita commissione che stabilisca la reale portata dello scandalo.

Data che Andy Coulson, portavoce dimissionario di Downing Street ed ex direttore di News of the World, risulta coinvolto nell’inchiesta, è più che comprensibile come il primo ministro sia ansioso di venire a capo di una situazione più che mai spinosa.

Scotland Yard, investita in pieno dallo scandalo, non si è ancora ripresa del tutto e lascia trapelare il timore di un depistaggio. Intanto, giorno dopo giorno, si allunga la lista delle “nefandezze” compiute dal settimanale di gossip. L’hackeraggio riguarderebbe non solo i cellulari di politici e personaggi dello sport e dello spettacolo, ma anche quelli delle famiglie delle vittime degli attentati terroristici londinesi del 7 luglio del 2005, dei militari caduti in combattimento in Iraq ed Afghanistan, oltre che dei telefoni di Milly Dowler, la ragazzina del Surrey rapita ed uccisa nel 2002, e dei suoi genitori. Per un totale di circa 4.000 persone intercettate.

Si tratterebbe di un vero e proprio “spionaggio organizzato”, con risorse e metodi degni delle migliori agenzie di intelligence. Ma com’è stato possibile tutto questo? Come si è riusciti ad arrivare ad intercettare per anni personalità come Gordon Brown ed esponenti di casa Windsor?

La ricetta è semplice: legami con la criminalità organizzata, corruzione e ricatti. Ma prima è necessario fare un passo indietro e capire che cosa sia esattamente News of the World e chi ci sia dietro a tutto.

Il settimanale scandalistico britannico, insieme con il quotidiano The Sun, appartiene alla News Group Newspapers Ltd. Questa appartiene alla News International, la quale a sua volta fa capo alla News Corporation Times, una holding con sede negli Stati Uniti e che appartiene al magnate Rupert Murdoch. La News Corporation controlla una centinaio di altre società in tutto il mondo (quotidiani, riviste, televisioni, stazioni radio, internet, industria cinematografica), tra le quali l’inglese Newspapers Ltd (che possiede The Times e The Sunday Times), i quotidiani statunitensi The Wall Street Journal e New York Post, la 20th Century Fox, Fox Broadcasting Company, Sky Italia, MySpace e decine di canali televisivi ed organi d’informazione.

Al vertice di tutto, come si è detto, Rupert Murdoch. E’ facile capire, in questo modo, quanto potere sia concentrato nelle mani di un’unica persona, quanto capitale possa essere mobilitato e quanto capillare sia la rete di informazioni a disposizione della compagnia del magnate australiano. Soprattutto è facile notare come News of the World sia solo la punta dell’iceberg ed il capro espiatorio del momento, sacrificato nel tentativo di limitare i danni. Ma il “Watergate britannico” si espande inarrestabile e minaccia di travolgere altre testate del “Murdoch’s Group”.

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Le vite degli altri a Pechino

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine

Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, Zhou Yongkang, membro del Politburo del partito comunista cinese, che propone un database nazionale che assembli tutte le informazioni di ogni individuo, per meglio «amministrare la società». Di questi tempi, in Cina, proibizioni e controlli sembrano andare particolarmente di moda.

Per quanto riguarda Internet, l’annuncio dato mercoledì non è dei più chiari: viene notificato che è stato affidato ad una nuova agenzia centralizzata il compito di regolare in tutta la sua interezza quanto avviene sul Web nel Paese, ma non specifica se questa nuova agenzia, che si chiamerà Ufficio statale per le informazioni su Internet, sostituirà i vasti apparati di controllo della Rete già esistenti. E’ stato però specificato, in un comunicato, che il nuovo Ufficio «dirigerà lo sviluppo delle industrie online di videogiochi, pubblicazione e video», e si occuperà anche della diffusione della propaganda governativa su Internet — nonché avere il compito di «investigare e punire i siti Web che violano le leggi e i regolamenti». Inoltre, sarà incaricato di supervisionare gli Internet provider per «migliorare l’amministrazione della registrazione dei nomi di dominio, la distribuzione di indirizzi IP, la registrazione di siti Web e dell’accesso a Internet». Insomma, controllerà tutto.

Appena tre giorni prima la rivista teorica del Partito comunista cinese, «Qiushi», o «Ricerca della verità», ha pubblicato un articolo scritto da Zhou Yongkang, l’ex-ministro della Pubblica Sicurezza ed attuale membro del Politburo, dove viene avanzata la proposta di costruire una database dove ognuno dei 1,34 miliardi di cinesi siano schedati in modo completo, creando una sorta di supercarta d’identità in cui sarebbero anche registrati i dati riguardanti il livello di istruzione, il curriculum lavorativo e quello fiscale. A queste informazioni andrebbe aggiunto anche il luogo di residenza delle persone, gli eventuali immobili e autoveicoli posseduti, e la storia medica di ognuno. Questo, scrive Zhou, aiuterebbe i comitati di quartiere a imporre la «stabilità sociale», e sarebbe dunque un fattore supplementare alla ricerca di quella che è oggi chiamata «l’amministrazione della società» (per utilizzare il termine favorito dalle autorità, che non amano parlare esplicitamente di «controllo»).

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Operation Iran: gli hacker di Anonymous contro l’Iran

maggio 2, 2011 Spionaggio No Comments

Il report Freedom on the Net 2011 di Freedom House ha individuato nei giorni scorsi l’Iran come la nazione dove la libertà della rete è maggiormente minacciata nel mondo. Oggi, il gruppo di hacker Anonymous ha dato il via a Operation Iran, attacco nei confronti della nazione del Medio Oriente, pubblicando anche su YouTube il video con la loro impresa.

I siti già bucati riportano un messaggio molto poco conciliante:

“This Site Is Hacked By Anonymous Hackers .#OpIran F*** Y0u 1Ranian G0urment. #OpIran Is here, You GTFO ..:: H4×012 Was Here::..

Special F*** You To : Ashiyaneh Digital Security Team & Montazer 313 & Iranian Cyber Army”

Ricordiamo che l’attivismo di Anonymous è stato nei mesi scorsi associato all’azione di rivolta in varie nazioni, come Tunisia, Egitto e Yemen, ma anche in difesa di WikiLeaks e dell’hacker GeoHot per la vicenda Sony. Vedremo se il gruppo di hacker riuscirà in questo modo a influenzare il Governo iraniano.

Fonte: Download Blog

Android spia gli utenti come Apple? Non proprio…

Sicuramente molti di voi avranno sentito la polemica venuta fuori in questi giorni riguardo i device casa Apple; in pratica è stato scoperto che gli iPhone e gli iPad, dotati di connessione 3G, memorizzano continuamente tutti gli spostamenti dell’utente nell’arco di un anno, salvando l’ID della cella a cui il device è connesso e se possibile, le coordinate geografiche (latitudine e longitudine). Tutte queste informazioni, vengono salvate in un database che in seguito viene copiato sul pc utilizzato per sincronizzare i device con iTunes, e poi, su questo punto non c’è ancora molta chiarezza, il database viene inviato ai server Apple. Ma cosa ancora più sconcertante è che il database in questione non è per niente criptato e quindi facilmente accessibile da chiunque.

Dunque dopo lo scandalo Apple, molti si sono concentrati sul sistema di casa Google (ovviamente Android), per verificare se anche in questo caso, l’utente venisse tenuto sotto controllo. Ebbene anche in questo caso si è scoperto che gli spostamenti dell’utente vengono salvati in un database, che poi verrà inviato ai server di Google, tuttavia in realtà le cose sono molto diverse rispetto al sistema utilizzato da Apple.

Infatti cosa molto importante e grossa differenza rispetto al sistema concorrente, è che viene chiesto all’utente se attivare o meno la localizzazione delle posizioni, quindi siamo noi a decidere se abilitare o meno questa funzione. Altro dettaglio importante consiste nel fatto che i dati vengono raccolti in forma anonima, e quindi non riconducibili all’utente o al telefono, inoltre il database contenente le posizioni salvate dispone solo di 200 voci (quindi vengono salvate solo le ultime 200 posizioni), è criptato, e non facilmente raggiungibile.

Fonte: Android Playa

Cellulari non intercettabili

Windows Phone 7 non spia gli spostamenti degli utenti

In questi giorni sta divampando una polemica per la scoperta di due ricercatori che riguarda il fatto che iPhone e iPad tracciano e memorizzano gli spostamenti di ogni utente e archiviano le informazioni in un file nascosto nella memoria.

La notizia è stata anche riportata dai colleghi di Hi-Tech Italy e sta facendo il giro del mondo per la possibile violazione della privacy degli utenti, visto che i dati sugli spostamenti sono gli stessi che gli operatori mobili possono fornire alle autorità di pubblica sicurezza con permesso motivato di un giudice. Dopo questa scoperta molti utenti di altri sistemi operativi come Windows Phone 7 si staranno chiedendo come si comporta il loro terminale, e se questo meccanismo è presente anche su altri dispositivi.
Microsoft ha fatto sapere al sito web statunitense Gizmodo di non usare questo tipo di tracciatura nel suo sistema operativo, aggiungendo che viene salvata solo l’ultima posizione del telefono, e solo se la funzione “Trova il Mio Telefono” è attiva.

Per quanto riguarda Android, non c’è la posizione ufficiale di Google, ma il metodo di tracciatura dovrebbe essere molto simile a quello di Windows Phone 7. Infatti nessun file è stato trovato sui terminali Android tali da comprometterne la privacy degli utenti.

Infine, la canadese RIM – Research In Motion, produttrice dei BlackBerry, non ha ancora rilasciato una risposta ufficiale sull’argomento.

Fonte: Windows Phone Italy

Facebook: si o no?

Oggi due notizie meritano una breve riflessione. La prima riguardava la presenza di un file non cifrato in iPhone ed iPad i quali storicizzano in esso, all’insaputa del proprietario, tutte le informazioni sugli spostamenti di quest’ultimo. La scoperta è di due ricercatori ed il titolo scelto -ad esempio- da ZeusNews non lascia dubbi: L’iPhone memorizza in segreto gli spostamenti dell’utente. Le parole chiave del discorso sono “memorizzare in segreto” che tradotte, significano “spiare”.

E` questa è la prima notizia; la seconda -invece- ha un tenore diverso: Obama, il presidente degli Stati Uniti, uno degli uomini più potenti al mondo incontra, amichevolmente, un imprenditore: il capo assoluto di Facebook, Mark Zuckerberg. E questo avviene dopo un meeting di qualche tempo fa dove c’erano, oltre al CEO di Facebook anche altri pezzi grossi dell’informatica mondiale, come Apple e Microsoft. Ma il presidente Obama non nasconde anche la sua ammirazione per Steve Jobs e, in generale, per gli “eroi” dell’informatica Made in USA, al pari di Edison o dei fratelli Wright.

Ma questo interesse può essere catalogato come l’interesse di una persona nei confronti della mera tecnologia? Forse si, se solo non si trattasse del presidente di una superpotenza mondiale che, recentemente, si è mostrata contraria ad una revisione della legge che permette il rastrellamento senza alcun mandato, delle informazioni che gli organi di polizia ritengono fondamentali per la sicurezza nazionale, con evidente rischio per la privacy degli utenti.

Quindi, non si tratta del semplice interesse di una persona nei confronti di rappresentanti delle maggiori aziende tecnologiche. Ma andiamo piano e vediamo, prima di tutto ed in breve cosa è Facebook.

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Attento, l’iPhone ti spia sempre

Da uno studio condotto da esperti di sicurezza emerge che lo smartphone della Apple tiene traccia di tutti gli spostamenti effettuati dal proprietario e li memorizza in un file nascosto. Che uso ne farà il colosso di Cupertino? L’azienda, per ora, tace

Tutti gli spostamenti fatti con l’iPhone sarebbero salvati su un file nascosto che può essere facilmente visualizzato da chiunque. E’ l’inquietante rivelazione fatta da Peter Warden e Alasdair Allan, due esperti di sicurezza che avrebbero dimostrato come i dispositivi della mela morsicata tengano traccia di tutte le coordinate spaziali e temporali del proprietario.
A rendere più preoccupante il tutto, anche la scoperta che ogni qual volta si sincronizza il proprio iPhone questi dati vengono trasferiti e memorizzati sui propri computer, rendendoli potenzialmente accessibili a qualsiasi persona che sappia come trovare il file.

Le informazioni sembrano essere registrate da circa un anno, da quando nel giugno 2010 Apple ha rilasciato il nuovo sistema operativo iOS 4.0. In quell’occasione il colosso di Cupertino non ha informato gli utenti dell’introduzione di questa raccolta dati, che, a quanto pare, violerebbe palesemente la privacy dei consumatori. Anche perché non è prevista la possibilità di cancellare in nessun modo questi dati.

“Apple ha reso possibile a chiunque abbia la possibilità di accedere al tuo telefono o computer – un partner geloso oppure un detective privato – di visualizzare informazioni dettagliate su dove sei stato”, ha dichiarato Pete Warden durante la conferenza Where a San Francisco.

Basta infatti andare in una cartella specifica del proprio computer (/Utente//Libreria/Application Support/MobileSync/Backups/) per accedere al backup con tutti gli spostamenti dell’iPhone. Al momento, va detto, non c’è nessuna evidenza che questi dati siano trasmessi anche alla Apple.
Secondo Warden, però, la casa di Steve Jobs ha inserito in maniera intenzionale questo backup nel nuovo sistema operativo. Non si tratterebbe dunque di un semplice errore: “Può darsi che Apple abbia in mente nuove funzionalità che richiedono la cronologia delle località, ma è solo una nostra supposizione. Il fatto che il file venga trasferito su un nuovo iPhone o iPad è la prova che la raccolta dei dati non è accidentale”.

Ad ogni modo, i due ricercatori hanno creato anche un’applicazione che può essere scaricata sul proprio computer (per il momento funziona solo con i Mac) e permette di generare in meno di un minuto la mappa dettagliata di tutti gli spostamenti effettuati dal possessore dell’iPhone. E’ anche possibile visualizzare i dati in ordine cronologico, attraverso un player interattivo.

Dalla prova effettuata da SKY.it è emerso che l’iPhone ha registrato ogni minimo spostamento del proprietario, da quando il dispositivo è stato attivato fino all’ultima volta che è stato sincronizzato.

Fonte: Sky TG24

Siria: Da Iran mezzi e tecnologie ad Assad per repressione

Washington – L’Iran starebbe contribuendo alla feroce repressione in Siria contro le proteste di piazza, fornendo al regime di Bashar Assad mezzi e apparecchiature per stroncare la rivolta. A riferirlo e’ il Wall Street Journal, che cita alti funzionari dell’Amministrazione Usa. Teheran, secondo il quotidiano americano, avrebbe gia’ inviato apparecchiature per spiare le comunicazioni dell’opposizione su Internet e altre forniture sono attese presto .

Fonte: AGI

Le intercettazioni sono già vietate, su Google

aprile 1, 2011 Intercettazioni No Comments

Mentre su giornali, forum e blog si fa un gran parlare della legge sulle intercettazioni che il governo sta tentando di far passare accanto ad altre leggi chiaramente ad personam per difendere gli interessi del premier, nella Rete c’è chi questa legge già la applica, in maniera silenziosa e strisciante, senza però vietare le intercettazioni ambientali o telefoniche in maniera esplicita.

Parliamo di Google, che negli ultimi giorni ha aggiornato la lista delle categorie di articoli che non si possono pubblicizzare tramite il proprio servizio di pubblicità AdWords oltre ai consueti divieti di promuovere materiale pornografico, di incitamento all’odio razziale o alla violenza, o comunque illegale.

Negli ultimi giorni, la sezione italiana del gigante di Mountain View ha inviato un messaggio ad alcuni tra i propri inserzionisti, più precisamente a quelli che producono o vendono microspie, microregistratori, microfoni nascosti, telecamere in miniatura e tutte le attrezzature utilizzate dalle forze dell’ordine o dalle agenzie investigative per le loro indagini contro il crimine, le frodi, lo spionaggio industriale o per i casi di infedeltà coniugale.

Google informa i propri inserzionisti di aver emodificato le proprie norme pubblicitarie, non accettando più annunci che promuovano articoli per lo spionaggio o disposizioni per le intercettazioni telefoniche.
Abbiamo già visto come, nel caso della Cina, i programmatori di Big G abbiano fatto buon viso a cattivo gioco lasciando in piedi i filtri imposti dal governo di Pechino, barattando la libertà di accesso alla libera informazione degli internauti cinesi con la propria libertà di accesso al più grande mercato del mondo.

In questo caso, non abbiamo riscontri univoci in talsenso, ma poiché come diceva il Divo Giulio, in Italia “a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca”, non sarebbe inverosimile che la “longa manus” del governo italiano avesse raggiunto Google e quella che è la principale fonte di reddito del motore di ricerca.

Se consideriamo che l’azienda televisiva del Presidente del Consiglio ha fatto causa a YouTube (di proprietà, per l’appunto, di Google) richiedendo i danni per la diffusione di filmati provenienti dalle reti Mediaset, potrebbe non essere fantascienza l’idea di uno “scambio” tra tale causa e il blocco della pubblicità, una misura piccola ed invisibile ma che contribuisce a rendere più difficile la vita non soltanto per chi usa le intercettazioni telefoniche per combattere il crimine, ma anche per chi lavora onestamente in questo campo, producendo le microspie che vengono usate per intercettare.

Insomma, se il Parlamento non approva la legge, c’è sempre un modo per aggirare i fastidiosi lacci e lacciuoli della legalità e ottenere il risultato che tale legge si prefissa: bloccare le intercettazioni.

Fonte: Endoacustica Blog

Cimici per “spiare” Diritti per tutti

marzo 26, 2011 Microspie No Comments

Due cimici, nascoste sotto a due tavoli, hanno “spiato” Le Brigate della Solidarietà e l’associazione Diritti per Tutti nel corso delle giornate della protesta dei migranti sulla gru di via San Faustino, a Brescia. E’ quanto hanno dichiarato le stesse realtà nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta in via Porta Pile 19, dove ha sede un circolo di Rifondazione comunista trasformato, nei giorni della protesta, in mensa per tutti i volontari del presidio.
“Abbiamo utilizzato i tavoli nei pressi della chiesa di San Faustino”, ha spiegato Walter Longhi, della Fiom Cgil, “durante tutta la protesta e anche oltre il 15 novembre. Ci siamo accorti delle cimici quando li abbiamo riposti nel magazzino. Prima di denunciare il fatto alla città”, ha concluso, “abbiamo voluto assicurarci che non ci fossero altri apparecchi del genere nelle sedi delle associazioni che hanno sostenuto la lotta dei migranti”.
“Per contrastare e reprimere la lotta dei migranti contro la sanatoria truffa”, ha commentato Umberto Gobbi, dell’associazione Diritti per tutti “sono stati usati sia i metodi tradizionali, come i manganelli, le cariche, le denunce e le espulsioni, sia nuovi sistemi tecnologici. Gli immigrati dovevano fare particolarmente paura all’asse xenofobo composto da Rolfi, il prefetto e il ministero. Eppure”, ha aggiunto, “i cittadini stranieri rivendicavano soltanto alcuni diritti fondamentali e poter vivere nella legalità. Mi chiedo inoltre”, ha chiosato, “se i partiti che si lamentano della tutela della privacy diranno qualcosa anche in questa situazione oppure faranno silenzio”.
“Mi è dispiaciuto molto dover vivere il tentativo di criminalizzazione dei migranti e dei cittadini italiani che li hanno sostenuti”, ha detto Anna Zinelli, delle Brigate della Solidarietà. “Ci dispiace anche che qualcuno abbia pensato che la nostra associazione facesse delle cose di nascosto quando invece non è così. Siamo nati poco dopo il terremoto in Abruzzo, e abbiamo raggruppato tutti quei cittadini che volevano muoversi con fatti sociali concreti. Abbiamo sostenuto lotte di fabbrica e abbiamo aiutato anche la lotta dei braccianti a Nardò contro il lavoro nero. Il tutto sempre alla luce del sole”.

Fonte: Qui Brescia

Internet è il male: Assange di WikiLeaks è convinto

marzo 20, 2011 Spionaggio No Comments

La Rete e il web non favoriscono la libertà d’espressione e la tutela dei diritti umani. Internet è la più grande macchina per lo spionaggio mai vista.

Julian Assange contro Internet. Può sembrare un controsenso o un paradosso, eppure il fondatore di WikiLeaks ha usato parole di fuoco contro la Rete nel corso di un incontro con gli studenti dell’Università di Cambridge, nel Regno Unito. Assange ha definito Internet «the greatest spying machine the world has ever seen», la più grande macchina di spionaggio che il mondo abbia mai visto.

Sebbene Internet fornisca in qualche modo la possibilità di accedere a informazioni un tempo riservate o accessibili a pochi – si pensi proprio ai cablogrammi della diplomazia USA veicolati da WikiLeaks – e supporti la collaborazione e la cooperazione, la Rete rappresenta anche il più imponente marchingegno di spionaggio mai realizzato.

«It is not a technology that favourse freedom of speech. It is not a technology that favours human rights. It is not a technology that favours civil life», ha detto Assange. Internet e il web non sono tecnologie che favoriscono la libertà d’espressione, la tutela dei diritti umani, la vita civile. «Rather it is a technology that can be used to set up a totalitarian spying regime, the likes of which we have never seen», ha aggiunto il fondatore di WikiLeaks. Secondo Assange, dunque, Internet rappresenta piuttosto una tecnologia che può essere sfruttata per mettere in piedi un regime totalitario basato sulla sorveglianza, un sistema che non si era mai visto prima. Tuttavia, la Rete può anche rappresentare una speranza e le tecnologie veicolate online possono essere indirizzate verso traiettorie differenti, ha sottolineato Assange.

Anche Facebook e Twitter, che pure hanno giocato un ruolo nelle rivolte verificatesi in Medio Oriente e nel Nord Africa, possono trasformarsi in strumenti in mano ai potenti per individuare dissidenti e rivoltosi. Non è un caso, ha evidenziato Assange, che i rivoluzionari egiziani abbiano prodotto una guida in cui si invitava la popolazione a non utilizzare Facebook e Twitter. Tre o quattro anni fa, ha ricordato Assange, c’era stato un tentativo di rivolta proprio al Cairo, e proprio Facebook fu setacciato dalle autorità per individuare i partecipanti alla rivolta. Che furono poi fermati, interrogati, arrestati e picchiati.

Fonte: Webmaster Point

Credit Suisse: la pista americana in un vicolo cieco

marzo 8, 2011 Spionaggio No Comments

Il fisco USA cerca un testimone chiave ‘alla Birkenfeld’ per incriminare la banca elvetica

NEW YORK – Le autorità statunitensi non dispongono ancora di prove solide né di un testimone chiave per procedere giudiziariamente contro la banca svizzera Credit Suisse. Finora, gli indizi che gli Stati Uniti hanno raccolto sono ancora tenui e per scoperchiare il calderone che ritengono di aver individuato avrebbero bisogno di un testimone “alla Birkenfeld” che faccia la spia contro la sua banca, come nel precedente e clamoroso caso di UBS.

Pista tenue – Ora vi sono segnali che indicano che gli Stati Uniti vogliano applicare una procedura analoga al Credit Suisse, e hanno messo sotto accusa quattro banchieri, in parte ex-CS, come abbiamo ampiamente riferito negli scorsi giorni. Ma questa volta, le prove raccolte non sono abbastanza solide per aprire un secondo megaprocesso contro una grande banca elvetica e non bastano per obbligare il CS a consegnare i dati, come invece avvenne per UBS. Il caso attuale nel suo complesso appare per ora un po’ debole, dato che, in primo luogo, gli Stati Uniti dovranno dimostrare la propria competenza sul Credit Suisse che è un ente estero. Davanti a un tribunale degli Stati Uniti devono essere confermate tutte le accuse, e in particolare se la banca elvetica abbia utilizzato collaboratori Crédit Suisse al di fuori dei confini svizzeri e utilizzato gli uffici del CS negli Stati Uniti per aiutare i clienti ad aggirare le tasse USA, e quindi a infrangere la legge americana sul proprio territorio di competenza legale.

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Echelon: Il Grande Fratello è tra di noi

Il nome in codice “Echelon” viene usato per identificare una rete informatica gestita in gran segreto fino al 1997, capace di esprimere potenzialità non indifferenti nel campo del controllo globale. Echelon non soltanto è in grado di controllare l’intero nostro pianeta, ma svolge anche funzioni di intercettazione, selezione e registrazione di qualsiasi forma di comunicazione elettronica esistente.

Queste sue infinite possibilità sono supportate da due fattori fondamentali: i “Dizionari” e le stazioni a terra.
I primi sono in realtà dei veri e propri super computer, satelliti artificiali in orbita intorno al nostro pianeta, che trasmettono un considerevole flusso di dati a livello mondiale alle varie stazioni sparse per il globo.
Questa spiegazione di Echelon, molto semplice nella sua espressione in forma prettamente divulgativa, lascerebbe pensare all’intero sistema come ad un sofisticato mezzo di supporto per lo spionaggio militare; in realtà gli obiettivi non sono esclusivamente di tipo militare, Echelon infatti “osserva” e controlla anche i Governi, le varie ambasciate e persino milioni di comuni cittadini, in qualsiasi parte del mondo essi si trovino.
Questa sua singolare caratteristica lo pone in uno stato di precario equilibrio tra le libertà conquistate e reclamate dai cittadini e il sempre più crescente bisogno di sicurezza, in particolar modo in questo delicato momento storico; ma prima di affrontare questo delicato argomento cerchiamo di capire meglio perché e da chi è stato sviluppato un così complicato e virtualmente pericoloso sistema di difesa.

Durante il 1947 i rapporti tra Stati Uniti e Gran Bretagna diventano ancora più solidi in seguito a un accordo segreto che vede entrambe le nazioni unire le loro forze per rafforzare le reti di spionaggio interne; in realtà una collaborazione esisteva già da tempo ed era principalmente rivolta all’intercettazione delle comunicazioni sovietiche.
La rete di sinergie appena descritta prendeva il nome di “Patto UK/USA”, al quale si aggiunsero successivamente l’Australia, il Canada e la Nuova Zelanda; la sua esistenza rimase a lungo segreta, almeno fino a quando, nel marzo del 1998, non venne pubblicato un rapporto sullo Scientific and Technological Options Assessment.
Da quel momento la gente si rese conto che quella fastidiosa sensazione di sentirsi osservati, e le stesse leggende metropolitane che si raccontavano in merito a qualcuno che ci monitorizza costantemente, non erano poi tutte cose campate in aria…in effetti qualcuno ci stava osservando, e già da molto tempo!

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Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
 MICROREGISTRATORI
Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all’auricolare celato nell’orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.

ARTICOLI IN RILIEVO

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

6 Set 2017

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Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi in venditori della domenica che, in quanto a qualità ed efficacia del prodotto commercializzato, lasciano alquanto a desiderare. Non solo. …

Come ottenere i tabulati telefonici dal vostro operatore di telefonia mobile in pochi semplici passaggi

7 Ago 2017

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In questo articolo vi sveleremo cosa fare per ottenere il tabulato telefonico delle chiamate in uscita dal vostro cellulare, grazie a un servizio on line che la maggior parte degli operatori telefonici (TIM, Tre, Vodafone ecc.) mette a disposizione dei propri clienti in maniera del tutto gratuita. Ma non perdiamoci in chiacchiere e vediamo subito come si comporta ciascun operatore a riguardo. TIM Per richiedere il tabulato telefonico da parte …

Come difendersi dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate

28 Apr 2017

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Mentre anche la politica d’oltreoceano, con la recente presa di posizione abolizionista del neo presidente americano Donald Trump, sembra muovere in direzione opposta a quella della tutela dei dati on line, garantirsi degli strumenti efficaci contro il furto di informazioni diventa ogni giorno più pressante. Lo stesso dicasi per le intercettazioni telefoniche abusive. Ovviamente in quest’ultimo caso ci riferiamo a tutte quelle operazioni non autorizzate da organi giudiziari competenti, ma comunque avviate in maniera indiscriminata …

Microspia GSM NANO-BUG. Per un ascolto efficace di veicoli o ambienti da qualsiasi distanza

9 Dic 2016

microspia-gsm-nano-bug_400x227

Se cercate una microspia audio dalle dimensioni realmente ridotte, facile da installare e capace di funzionare da qualsiasi distanza, allora la NANO-BUG è il dispositivo adatto a voi. Questo gioiellino di elettronica per l’intelligence funziona infatti grazie a un vettore GSM Quadriband che permette l’ascolto audio da qualsiasi postazione. Le caratteristiche più interessanti della NANO-BUG risiedono principalmente nella programmazione da remoto attraverso l’invio di SMS di comando (fino a 5 …

Come scoprire se qualcuno ti sta spiando in poche semplici mosse

21 Set 2016

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Temi che qualcuno abbia piazzato dei microfoni nel tuo appartamento? Hai paura che stiano spiando ogni tuo movimento? Sei convinto che nella tua auto ci sia una microspia? Vediamo insieme quali segnali prendere in considerazione per evitare qualsiasi abbaglio interpretativo e giungere invece alla verità. Prima di passare a elencare i segni tangibili e quelli meno evidenti di eventuali intercettazioni in atto, sarebbe  tuttavia opportuno chiedersi: perché dovrebbero spiare proprio …

Microregistratore digitale SAB-R1: lunga durata e dimensioni ridottissime

26 Ago 2016

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Registra file audio a livello ambientale su memoria integrata da 8GB per 40 ore consecutive. Il micro registratore digitale SAB-R1, di recente ideazione, si colloca ai primi posti nel panorama dei dispositivi elettronici per la registrazione ambientale in modalità nascosta. Questo grazie soprattutto alla sua capacità di registrare e archiviare file in formato wave (ad altissima qualità audio) per una durata prossima alle 40 ore. Le sue ridotte dimensioni (4×1.7×0.8 …

Come proteggersi dal cyberbullismo. L’esempio di Facebook

26 Lug 2016

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Come difendere i nostri figli dai bulli che popolano la rete? La risposta potrebbe arrivare dalle linee guida pubblicate qualche tempo fa da Facebook su una pagina dedicata al bullismo, dal titolo: “Fermiamo il bullismo. Presentazione di strumenti, suggerimenti e programmi per aiutare le persone a difendere se stesse e gli altri“. L’obiettivo principale del noto social network è chiaramente quello di mitigare l’aumento di casi di violenza verbale, ingiurie …

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 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

2 Gen 2014

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

La bambina virtuale adescata da 20mila adulti

26 Nov 2013

Sweetie, una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate. Erano disposti a …

Il costo della nostra privacy

31 Lug 2013

Si è soliti sostenere che la privacy non ha prezzo, oggi però ci sono dei parametri attendibili con cui farsi un’idea: il tariffario con cui gli operatori telefonici e gli Internet service provider statunitensi vendono le conversazioni degli utenti al governo. Dopo il caso Snowden, a svelare il listino prezzi è stato il …

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

10 Mag 2011

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che …

Le vite degli altri a Pechino

7 Mag 2011

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, …