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Cellulare spia. Come spiare un cellulare con un software spia

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Se dopo averle provate tutte siete ancora intenzionati a scoprire il tradimento del vostro partner, allora non vi restano che due sole alternative: ingaggiare un investigatore privato oppure affidarvi alla tecnologia, installando sul cellulare di lui/lei un software spia. A patto, però, che lo utilizziate in maniera legale. Ma vediamo meglio di cosa si tratta.

Un cellulare spia o spyphone è a tutti gli effetti un normale cellulare, con la sola e unica differenza di avere al proprio interno un software capace di restituire informazioni cruciali sul suo utilizzo: ascolto di chiamate in entrata e in uscita dall’apparecchio, ascolto dell’ambiente (alla stregua di una normale microspia audio), lettura dei messaggi (SMS, MMS, WhatsApp ecc.) e localizzazione GPS. Va da sé che, con tutte queste funzioni di networking, il telefonino debba necessariamente appartenere alla categoria degli smartphone di ultima generazione (Android, Iphone, Blackberry ecc.) per poter funzionare al massimo delle sue possibilità.

I software spia installabili sul telefonino da tenere sotto controllo possono essere di due tipi: un software ON-LINE, che sfrutta la rete Internet e un software OFF-LINE di vecchia concezione, oramai in disuso, che usufruisce invece della rete GSM. Per capire meglio come spiare un cellulare è comunque opportuno porre attenzione alle principali funzionità dei due tipi di software spia appena menzionati:

1. Come spiare un cellulare con il Software ON-LINE

Questo applicativo installato sul cellulare spia utilizza la connessione internet, da SIM o da rete Wi-Fi, inviando a un server le informazioni del cellulare spiato. Per avviare il monitoraggio a distanza del cellulare, è sufficiente loggarsi via browser a una piattaforma di controllo on line. Da qui  l’utente potrà non solo ascoltare e scorrere la lista delle chiamate effettuate e ricevute dalla persona interessata, ma anche ascoltare e registrare l’audio ambientale, leggere i messaggi SMS, le email o le conversazioni di messaggistica istantanea (di programmi come WhatsApp, giusto per intenderci). Inoltre avrà la possibilità di acquisire le foto dalla galleria, la lista dei siti internet visitati, quella dei contatti in rubrica  e la posizione GPS del cellulare da tenere sotto controllo.

2. Come spiare un cellulare con il Software OFF-LINE (software obsoleto non più utilizzato)

L’applicazione OFF-LINE sfrutta la rete GSM per trasformare il cellulare spia in una vera e propria cimice per l’ascolto audio a distanza. Basta effettuare una semplicissima chiamata da un numero programmato come “numero pilota”, per ascoltare tutto quello che accade nelle vicinanze del telefonino spia. Con questa soluzione software è altresì possibile ottenere la lista delle chiamate in entrata e in uscita dal telefono, la lettura dei messaggi (solo testo SMS) e la posizione GPS, per sapere dove si trova il cellulare in un dato momento.

Insomma, verrebbe da dire che ce n’è per tutti i gusti, anche se la cosa più interessante di tutte sembra essere la sicurezza di funzionamento del software installato sull’apparecchio. Nessuna delle operazioni summenzionate, infatti, darebbe il benché minimo segnale della sua  presenza sul cellulare della ”vittima”, come invece accadeva per i cellulari spia di prima generazione. Per di più il programma spia in questione necessiterebbe di pochi secondi per l’installazione. Giusto il tempo di avere a portata di mano lo smartphone di turno.

Diverse le aziende specializzate nella vendita di questa tipologia di software. Endoacustica Europe, in particolare, leader mondiale nel campo della sorveglianza audio video e l’intelligence, propone software per cellulari spia di ultima generazione, ovvero spyphone software per smartphone Android, Blackberry e iPhone. Supporto tecnico garantito, sia sulla scelta dei telefonini compatibili sia sugli step necessari all’installazione dei software per cellulari spia.

Customer support per tutti i tipi di prodotti di Endoacustica Europe:

  • Consulenza gratuita telefonica diretta alla migliore soluzione del problema
  • Istruzioni di utilizzo e installazione del prodotto
  • Assistenza sulla programmazione e l’inserimento dei dati

Spia sms e telefonate del convivente, imprenditrice gelosa patteggia un anno per intercettazioni illegali

febbraio 3, 2011 Spyphone No Comments

Va bene la gelosia. È normale tenere d’occhio il partner. È pacifico che uno si interessi a quello che fa il compagno. Ma quando il desiderio di controllare la persona con cui si ha una relazione non prevede la fiducia allora si rischia di eccedere e di combinare dei pasticci che ti portano in tribunale. È quello che è successo a un’imprenditrice di 42 anni, originaria di Montecatini e titolare di un’azienda a Monsummano. Accusata di aver installato un software sul telefonino del convivente per carpirne sms e conversazioni, l’imprenditrice in tribunale a Monsummano ha patteggiato davanti al giudice Patrizia Martucci un anno di pena con la condizionale. Le intercettazioni, secondo la Procura, sarebbero andate avanti per almeno tre mesi dal febbraio al maggio 2007. A interromperle fu l’intervento della Guardia di finanza che, sulla base di un elenco di clienti che avevano acquistato il programma battezzato “Polifemo” da una ditta di Vicenza, si presentò dalla donna e pose fine all’ascolto illegittimo delle telefonate fatte e ricevute dal compagno. Il reato contestato era quello di installazione di apparecchiature atte ad intercettare o impedire conversazioni telefoniche. Una spy story molto casereccia in cui l’interesse della donna gelosa non era quello di monitorare le vite degli altri, ma solo quella della persona con cui viveva. Una curiosità ossessiva da alimentare giorno per giorno arrivando anche a commettere un reato. L’imputata aveva acquistato su Internet per poco più di 200 euro il software “Polifemo”, un programma informatico in grado di inviare ad un altro apparecchio cellulare il testo di tutti gli sms ricevuti o partiti da un determinato telefonino. Insomma si trattava di un sistema capace di fornire la reale possibilità di poter controllare i messaggi del partner. Gli ascolti della donna sarebbero andati avanti chissà per quanto se la magistratura di Roma non fosse incappata, nel corso di un’inchiesta sul noto immobiliarista Danilo Coppola, nel sistema di spionaggio telefonico ad uso sentimentale. Sì, perché la Finanza capitolina, dopo l’arresto dell’uomo d’affari, aveva scoperto che Coppola aveva fatto installare “Polifemo” sul telefonino di alcune amiche e della moglie. A quel punto le Fiamme Gialle erano risalite alla ditta produttrice di Vicenza sequestrando il database dei 460 clienti. Spulciando la lista era venuto fuori anche il nome dell’imprenditrice e per la sua posizione la Procura vicentina aveva trasferito gli atti a Pistoia così come per gli altri clienti ai rispettivi tribunali per la competenza territoriale. Non è stato necessario fare il processo. È bastata un’udienza per chiudere la spy story dell’imprenditrice che non si fidava del compagno.

Fonte: Il Tirreno

Software cellulari spia

Un codice trasforma gli smartphone in cimici

gennaio 22, 2011 Spyphone No Comments

Un ricercatore dell’Università del Lussemburgo, Ralf-Philipp Weinmann, ha individuato un bug che potrebbe trasformare l’iPhone di Apple e i terminali Android in veri e propri sistemi per lo spionaggio ambientale. Finora gli hacker hanno avuto accesso ai dispositivi mobile sfruttando vulnerabilità del sistema operativo o delle applicazioni installate, ma la tecnica scoperta da Weinmann consente il controllo remoto degli smartphone attraverso la rete GSM.

Anche se si tratta di un attacco molto complesso, ad un hacker esperto sono sufficienti poche migliaia di dollari per realizzare una piccola stazione cellulare e trasformare uno smartphone in un sistema di ascolto remoto. Ralf-Philipp Weinmann darà una dimostrazione della sua ricerca durante la conferenza Black Hat 2011 di Washington D.C. Il titolo della sua presentazione è “The Baseband Apocalypse“.

Tutti i terminali integrano un chip GSM per inviare e ricevere segnali radio sulle reti cellulari degli operatori telefonici. Weinmann ha scoperto ora un bug nei firmware dei processori di Qualcomm e Infineon Technologies integrati negli iPhone e nei prodotti Android: con circa 2.000 dollari di hardware per PC e il software open source OpenBTS, chiunque può realizzare una personale stazione radio (la cella a cui si collega il cellulare) e inviare al terminale un codice maligno. Questo codice, caricato nel firmware del processore GSM, può attivare la funzione di risposta automatica senza che l’utente si accorga di nulla.

Un hacker potrebbe quindi non solo ascoltare tutte le telefonate, ma anche le conversazioni delle persone che si trovano nelle vicinanze dello smartphone. Informazioni anche molto riservate e vendibili al miglior offerente se queste persone sono politici o uomini di affari. Ovviamente questo tipo di hacking è illegale, così come è illegale intercettare le telefonate che viaggiano sulle frequenze utilizzate dai cellulari, ma non sarà certo la legge a fermare i malintenzionati.

Fino a cinque anni fa, i produttori di smartphone non erano molto preoccupati perchè l’hardware per realizzare una stazione cellulare aveva un costo di decine di migliaia di dollari. Ora invece è tutto molto più facile. Durante l’ultimo Defcon, il ricercatore di sicurezza Chris Paget aveva già mostrato ai presenti come utilizzare il software OpenBTS per registrare l’audio delle chiamate telefoniche.

Fonte: Webnews

Privacy della coppia a rischio-cellulare «Troppo facile spiare il partner»

gennaio 21, 2011 Spyphone No Comments

Per la sua XXII edizione, «tuttoSposi» non rinuncia a passerelle di eleganza e glamour ma indossa anche una veste culturale inedita, inaugurata dai Forum sulla Famiglia. Al fianco delle sfilate sul white carpet, ammirate da una platea di oltre 4000 spettatori, la settimana dedicata alle nozze ridisegna la sua identità sulle tematiche sociali dell’Osservatorio Familiare Italiano, snodate in un ciclo di conferenze all’interno della Mostra d’Oltremare.
Alle sfilate scenografiche di Gianni Molaro e Rosario Cacciapuoti, dunque, non si uniscono solo eventi frizzanti come il party amiche di Facebook che ha riunito centinaia di ragazze reclutate dal social network, ma anche e soprattutto i convegni sulla famiglia, patrocinati dall’ordine degli avvocati di Napoli, dalla facoltà di giurisprudenza Parthenope, dall’Ordine degli psicologi di Napoli e dall’Ordine degli assistenti sociali della Campania. Un mix di mondanità e impegno etico, è questa la scelta intrapresa dal salone nazionale dedicato al matrimonio che quest’anno sarà guidato dall’Ofi, l’associazione nata dal’esigenza di «recuperare il senso della famiglia come cellula primigenia della società e individuarne le nuove dinamiche», come affermato dalla giovanissima presidente Martina Ferrara.
Il primo degli incontri, che si concluderanno il 22 gennaio impegnando quotidianamente esponenti del mondo della cultura, si è svolto ieri affrontando il tema spinoso e attualissimo della privacy. La tutela del principio di riservatezza tra coniugi e le tracce digitali dei tradimenti moderni, sono stati il focus centrale della tavola rotonda a cui hanno partecipato avvocati, psicologi, giornalisti e Miriam Ponzi, criminologa titolare dell’agenzia investigativa Tomponzi.
«Un coniuge può facilmente sostituirsi al partner e ottenere i relativi tabulati telefonici – ha dichiarato Ponzi – dopo lo scandalo delle intercettazioni la Tim, ha adottato chiavi molto più rigide e le altre compagnie dovrebbero adeguarsi garantendo livelli superiori di tutela, investendo con maggiori mezzi, tecnologie e risorse umane».
Comincia così il tour di «tuttoSposi» inaugurato da 40mila presenze nel weekend.

Fonte: Noi Consumatori

Infedeltà coniugale

Per uomini e donne la pausa pranzo è galeotta

novembre 4, 2010 Spyphone No Comments

Mai fidarsi della pausa pranzo. Sei tradimenti su dieci avvengono sul luogo di lavoro tra il periodo di chiusura e della riapertura dello sportello. Le «prede» più desiderate sono i colleghi di lavoro sia per gli uomini sia per le donne; gli uomini rivolgono inoltre le loro attenzioni verso le amiche più care della moglie e fanno spesso breccia mentre in ambito femminile personal trainer, maestro di sci e di ballo sono le conquiste più ricorrenti.

L’Associazione avvocati matrimonialisti italiani (Ami) ha fotografato i nuovi costumi della coppia «made in Italy» da cui emerge come gli uomini detengono ancora il primato delle infedeltà coniugale ma sono tallonati dalle donne; il 55 per cento contro il 45 per cento delle donne sposate. Le città dove si tradisce di più sono i grandi centri urbani con Milano in testa seguita da Roma e Napoli; le distanze, l’anonimità, la possibilità di trovare un luogo terzo dove incontrarsi sono prerequisiti che favoriscono l’infedeltà coniugale ma anche Facebook ed i social network cominciano a giocare un ruolo importante. La ricerca dell’Ami dice anche che nel 70 per cento dei casi il tradimento ha la connotazione della semplice «scappatella», un’avventura di uno o pochi giorni, mentre il 30 per cento rientra tra le relazioni stabili.

«Nel 50 per cento dei casi le “corna” sono tuttavia tollerate» assicura il presidente nazionale dell´Ami, Gian Ettore Gassani che fornisce anche una sorta di identikit del fedifrago. Si è elevata di molto –osserva– l´età del traditore: la media tra uomini e donne è di 44 anni.» L’identikit del fedifrago è presto fatto: è un uomo sui 50 anni, che molte volte è prigioniero della «sindrome di Peter Pan».

Gli uomini maturi davanti alla tastiera del Pc vincono tutte le loro timidezze trasformandosi in romantici “poeti” e implacabili seduttori attraverso le varie chat. Anche l´età delle donne infedeli però si è alzata di molto: oramai tradiscono anche le “nonne” con uomini più giovani.

Dall’altra parte dell’Oceano non fa una buona pubblicità agli adulteri uno studio di uno scienziato giapponese, Katoshi Kanazawa, psicologo dell´evoluzione, che –informa l´Ami – ha elaborato una teoria secondo la quale i traditori sarebbero più stupidi della media e più inaffidabili nell´ambito lavorativo perché troppo distratti dai loro “love affair”.

Chi ha una «storia» più o meno stabile deve tuttavia stare attento al telefono perché il 50 per cento delle infedeltà viene scoperta curiosando sul cellulare, il 30 per cento per cento entrando furtivamente nella posta elettronica, nel 20 per cento attraverso telecamere nascoste o cimici.
Soltanto nel 10 per cento dei casi la scoperta avviene attraverso lettere anonime, investigazioni o confessione del traditore.

Emerge pure il fenomeno dei tradimenti a sfondo omosessuale (il 7 per cento dei mariti tradisce infatti con un partner dello stesso sesso contro il 4 per cento delle donne).

Fonte: Corriere di Ragusa


Spy Phone

Infedeltà coniugali, la Rete è la nuova frontiera

novembre 3, 2010 Spyphone No Comments

Secondo una statistica, in Italia i casi di infedeltà coniugale sono in continuo aumento. Infatti, secondo l’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani, almeno il 55% dei mariti ed il 45% delle mogli hanno tradito il proprio coniuge almeno una volta.

Un contributo a tale aumento è indubbiamente dato dalla capillare presenza dei social network, che permettono di entrare molto più facilmente in contatto con persone del sesso opposto, creando i presupposti per una scappatella extraconiugale.
Grazie a Facebook, poi, il marito o la moglie insoddisfatta possono mettersi in contatto con una vecchia fiamma dei tempi della scuola, magari finendo per incontrarsi, per un caffè o forse per ben altro.

Le possibilità offerte dal mezzo elettronico permettono anche ai più timidi di superare insicurezze dovute ad un aspetto fisico non sempre perfetto, lasciando da parte le proprie paure e timidezze ed esprimendo liberamente la propria personalità nascosta o repressa. Da qui ad un incontro galante clandestino, il passo è spesso breve, ed in men che non si dica ci troviamo di fronte ad un ennesimo caso di infedeltà coniugale.

Esistono anche siti specializzati per la ricerca di partners per una scappatella (no, l’indirizzo non ve lo diamo…), un perfetto esempio di “adulterio tecnologicamente assistito” dove ognuno può trovare un partner occasionale compatibilmente con i propri gusti ed esigenze di privacy. Tale sito conta già oltre 90000 iscritti, la maggior parte dei quali sono ovviamente uomini, soprattutto oltre la quarantina.

Da un lato però, se la tecnologia è un ottimo alleato per chi è in cerca di avventure, dall’altro lato può trasformarsi anche nel peggior nemico: infatti, molti casi di adulterio vengono scoperti da mogli o mariti che, insospettiti da atteggiamenti furtivi del coniuge, vadano a spiare il cellulare alla ricerca di tracce compromettenti quali ad esempio un messaggio o una telefonata.

Una buona metà dei tradimenti, infatti, viene scoperta curiosando sul telefono, mentre la restante metà si divide più o meno equamente tra avventure scoperte grazie ad un investigatore privato, oppure sbirciando nella posta elettronica o infine affidandosi ad un telefono spia, che permette di ascoltare le telefonate di chi lo usa, in diretta ed in maniera invisibile, e di leggerne tutti i messaggi, senza che l’utente se ne renda conto.

Insomma, se da un lato la tecnologia offre opportunità impensate per i coniugi infedeli, dall’altro, anche il marito o la moglie tradita può prendersi una bella rivincita…

Fonte: Endoacustica Blog

Guida al controspionaggio

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Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

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