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Natale 2015: telecamere di sorveglianza per scongiurare il furto di presepi

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Ricordate i casi di scomparsa di nani da giardino di qualche tempo fa? Acqua passata. Il nuovo trend è ora il furto di presepi!  Gli episodi di ruberia e vandalismo a danno di raffigurazioni sacre e addobbi natalizi sembrano essere infatti diventati una costante nei giorni che precedono le feste natalizie. E come spesso succede in questi casi, dei colpevoli non vi è alcuna traccia.

L’ultimo episodio del genere è accaduto qualche giorno fa a Balconevisi, in provincia di Pisa. Appena sveglio, un abitante del posto è rimasto con un palmo di naso nel vedere la propria opera d’arte, allestita all’esterno dell’abitazione, volatilizzatasi chissà dove. L’uomo non si è fatto prendere dallo sconforto. Anzi, ha voluto ironicamente lasciare un messaggio all’ignoto malfattore affiggendo fuori di casa un cartello con su scritto “Buon Natale”. Qualche giorno prima erano scomparsi, allo stesso modo, altri presepi privati approntati nelle vicinanze.

In un asilo di Quarrata, in provincia di Pistoia, i ladri hanno invece fatto man bassa di addobbi luminosi e fatto a pezzi renne, orsi e pupazzi di Natale. Che dire poi del reiterato furto del bambinello e di altre statuette dal presepe dell’anfiteatro romano di Lecce? Un’annosa e barbara consuetudine a cui l’amministrazione comunale ha voluto porre rimedio installando un circuito di telecamere, così da cogliere i ladri sul fatto. Il sistema di videosorveglianza in questione è provvisto di una serie di videocamere in HD e di un video-registratore digitale capace non solo di rilevare e mettere a fuoco il volto dei malfattori seriali, ma anche di registrare ciò che succede all’interno dell’area presa in esame. L’occhio delle telecamere copre dunque l’intera area in cui è allestito il presepe, in modo che dal suo perimetro di controllo non sfugga alcun che.

In definitiva quella dell’autorità cittadina ci sembra una decisione saggia, anche se piuttosto ovvia. Ci chiediamo difatti perché mai non sia stata presa in esame prima, visto che gli impianti di videosorveglianza, anche quelli con telecamere nascoste, siano in assoluto i dispositivi più efficaci per rilevare infrazioni di questo tipo. E non solo.

Microcamera IP-STREAM: un fantastico kit di videosorveglianza wireless

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Vi piacerebbe introdurvi di nascosto in un determinato luogo per raccogliere indizi come un vero detective? Allora il kit di videostreaming IP-STREAM è il dispositivo che fa per voi! Il kit di videosorveglianza A/V IP-STREAM vi permette infatti di monitorare e registrare situazioni delicate, senza dover essere fisicamente presente sulla scena. In altre parole, potrete osservare e registrare qualunque movimento senza correre i rischio di essere scoperti.

Parlando di nuove tecnologie per la sorveglianza audio-video discreta, non potevamo perciò tralasciare questo piccolissimo kit avente caratteristiche veramente singolari e degne di nota. Innanzitutto una microcamera con lente CMOS da 3,7mm, 600TVL e codec video H264 per immagini video di altissima qualità, in grado di comunicare con il modulo di trasmissione dati anche stando a 10-15 metri di distanza da quest’ultimo. Tale aspetto può rivelarsi particolarmente utile in quelle situazioni in cui non è possibile l’occultamento di entrambi i moduli in un  medesimo spazio. Il kit IP-STREAM, comprensivo di un modem WiFi, è oltremodo ideale per l’utilizzo in luoghi dove non si conosce la password di rete WiFi o non è presente alcuna connessione internet, in quanto utilizza la connessione dati 4G della SIM card.

Il kit completo è composto dai seguenti componenti:

  • Microcamera CMOS 3,7 mm e 600TVL
  • Modulo di trasmissione
  • Antenna wireless
  • Microfono otofono digitale
  • Modulo WiFi 4G LTE cat4, per trasmettere video in streaming in tempo reale attraverso Internet

Date le sue minuscole dimensioni (la microtelecamera misura solo 8mm x 8mm), il kit per videostreaming IP-STREAM può essere tranquillamente nascosto all’interno di spazi murari, cassettine di derivazione o piccoli oggetti casalinghi, garantendo allo stesso tempo una ripresa e una trasmissione A/V ininterrotta. La programmazione del modulo per la ripresa, la registrazione e la trasmissione delle immagini avviene a monte, in fase di pre-installazione. In questa fase l’utente ha la possibilità di scegliere in anticipo le funzioni più idonee da utilizzare. Una volta che il kit è in funzione, le immagini in movimento vengono immediatamente inviate a un’applicazione installata sul vostro smartphone o tablet. Il kit prevede altresì la registrazione in motion detection: la partenza della videoregistrazione si attiva quando viene rivelato un movimento all’interno dell’immagine inquadrata dalla telecamera. Il modulo può essere alimentato sia a batteria sia attraverso rete elettrica.

Perché orientarsi verso questo kit per le vostre riprese audio-video nascoste? Perché siamo al cospetto di un dispositivo compatto che fa bene il proprio lavoro, senza avere nulla da invidiare ad altri sistemi di ripresa A/V ben più ingombranti e problematici da configurare.

Scoperti e filmati dalle micro camere tre falsi ciechi

Il business sulle pensioni di invalidità ha da sempre preoccupato il nostro Paese aggravando la situazione economica generale. Uno dei sistemi più efficaci nel combattere questo tipo di illeciti, fortemente radicati nel territorio, è l’utilizzo di micro telecamere che assicurano la buona riuscita delle operazioni e la raccolta di prove inequivocabili.
Lo sa bene la Guardia di Finanza di Palermo che ha incastrato tre soggetti, due uomini ed una donna, che da oltre 30 anni percepivano la pensione di invalidità come ciechi assoluti provocando, negli anni, un danno allo Stato per oltre 520 mila euro.

I truffatori sono stati ripresi dalle telecamere mentre giocavano a carte, andavano dal barbiere e a fare la spesa senza alcuna difficoltà. Uno aveva addirittura un profilo Facebook in cui era palese che l’uomo conduceva una vita del tutto normale. Lo stesso è risultato intestatario di un auto. I finanzieri lo hanno monitorato e filmato mentre passeggia parlando al cellulare, spazza il cortile di casa e va dal barbiere senza alcun aiuto o difficoltà.

Gli altri due truffatori ciechi, frequentavano i bar, giocavano a carte, passeggiavano e facevano compere. Entrambi, avevano formalmente dei delegati per il ritiro della pensione.
L’attività di osservazione e di pedinamento, con foto e riprese video è perpetrata quotidianamente dalle Forze dell’Ordine che utilizzano validi sistemi di sorveglianza in grado di garantire la massima discrezione per la buona riuscita delle operazioni. Alla stessa maniera diversi cittadini partecipano attivamente a questo tipo di monitoraggi acquistando micro camere professionali e immortalando situazioni “anomale”. Collaborando con le forze dell’ordine non solo si eleva il proprio grado di cittadinanza attiva, ma soprattutto si contribuisce a ridurre il peso economico nazionale che questi malviventi procurano giorno dopo giorno.

Agente Cia accusato di aver passato informazioni riservate

Se un agente della Cia viene accusato di aver spifferato dei segreti, non possiamo davvero stare più tranquilli.
John Kiriakou, 48 anni, agente modello con 15 anni di servizio alle spalle. Premi e riconoscimenti per il suo operato nel corso del tempo, numerose missioni estere alla ricerca dei potenti di Al Qaeda. Nel 2007 commise la prima gaffe pubblica parlando in tv del waterboarding, la tecnica di tortura attraverso simulazioni di affogamento suscitando numerose polemiche e attirando l’attenzione dei giornalisti. Ed è proprio ad un reporter del New York Times che Kiriakou avrebbe passato informazioni riservate.

L’ex agente Cia avrebbe ammesso di aver violato l’Intelligence Identities Protection Act inviando una mail al giornalista con il nome di un altro agente della stessa agenzia. Il nome del collega non è mai stato svelato, ma il reato per “pubblicazioni radicali che vogliono svelare le identità di agenti segreti” è stato in ogni caso compiuto.

Insomma John Kiriakou si è aggiudicato il primato di primo agente Cia che finirà in carcere per per fuoriuscita di informazioni riservate ai media. Si prevede la reclusione per circa 30 mesi.

Questo è l’ennesimo episodio, se vogliamo uno dei più eclatanti, di infedeltà da parte di un dipendente, sia esso un operaio, un dirigente o addirittura un agente segreto. Molti amministratori sono corsi ai ripari adottando particolari sistemi di sorveglianza che permettono un controllo sia real time che in differita. In ogni caso la consapevolezza di essere osservati inibisce atti illeciti e coglie in fallo ogni eventuale tentativo di tradimento.

I cinesi spiano i vertici europei

novembre 22, 2012 Spionaggio computer No Comments

Non succede solo all’interno delle aziende, ora si spiano i concorrenti anche ad altissimi livelli e dove la sicurezza dovrebbe essere garantita al 100%.

Bloomberg, sito di finanza ed affari, ha dichiarato che gli hacker cinesi spiano i vertici europei. Notizia a dir poco allarmante se teniamo presente l’importanza dei contenuti che trapelano durante gli incontri europei. Gli attacchi proverrebbero dunque dalla Cina e attaccano gli account di posta dei personaggi che compongono i vertici dell’UE, dal presidente del Consiglio, Herman Van Rompuy, a quelli dei principali esponenti del governo e del parlamento. La prova di queste infiltrazioni sarebbero gli elenchi dettagliati di log, le tracce dei collegamenti informatici, forniti da anonimi specialisti dell’intelligence americana.

Sarebbe opportuno l’introduzione di sistemi di bonifica ambientale, usati in numerose aziende del mondo che permettono di rilevare l’eventuale esistenza di microspie e cimici di ogni genere e quindi di neutralizzarle. Lo stesso Consiglio Europeo, che non ha commentato la notizia, ha scritto di recente un rapporto in cui si legge: “la maggior parte delle organizzazioni pubbliche e private sono oggetto di costanti attacchi hacker”.

Come è chiaro, chi ha diffuso la notizia dell’esistenza di queste intercettazioni, fa parte di organizzazioni molto simili a quelle dei cinesi, che tra l’altro ha denunciato che questi avrebbero usato “metodi sviluppati in origine dai governi”. Un attacco sferrato con le loro stesse armi insomma. Le azioni di spionaggio sarebbero cominciate l’otto luglio del 2011 e sarebbero documentate per almeno un decina di giorni, ma potrebbero anche essere continuate nel tempo.

Il Consiglio conserva le informazioni riservate in un sistema separato, non collegato alla rete e da tempo ha elevato i sistemi di sorveglianza dei suoi dati, anche se sembra avere ben presente che in questo ambito la sicurezza assoluta non è facilmente raggiungibile e soprattutto è necessario affidarsi ad aziende esperte.

Huawei e ZTE probabili spie del governo cinese

ottobre 11, 2012 Spionaggio No Comments

Pochi giorni fa avevamo parlato di spionaggio in rete ai danni della Casa Bianca. A distanza di poche ore è giunta la notizia che le due grandi compagnie cinesi di telecomunicazione, Huawei e ZTE, minacciano la sicurezza degli Stati Uniti e per questo il Congresso USA ha deciso che devono essere tenute lontano dal mercato americano. Le due compagnie, tra le più importanti al mondo sono sospettate di essere complici del Governo di Pechino in operazioni di spionaggio governativo, spionaggio industriale e possibili tentativi di sabotaggio e manomissione delle reti e dei sistemi di comunicazione negli Stati Uniti e all’estero, quindi di essere strumenti di spionaggio a favore del governo e dell’esercito cinese. A questo si è giunti a fronte di un’inchiesta condotta dai servizi di intelligence americani, durata 11 mesi. Le due compagnie negano le accuse. Di rimbalzo, il Governo canadese, si è appellato alle norme sulla sicurezza nazionale per motivare il limite posto alle norme internazionali sul libero commercio e ha deciso di escludere Huawei dal bando per la costruzione di una rete governativa per le comunicazioni. In contemporanea, anche la Commissione Europea sta tardando la chiusura di un contenzioso con l’altro colosso cinese ZTE . Mentre in Australia, sempre la Huawei non ha avuto l’autorizzazione del Governo a partecipare al ricco progetto di costruzione di una rete per cablare con la fibra ottica in Paese.
Tornando all’indagine accusatoria, essa mostra che il mercato delle telecomunicazioni è legato a molti aspetti importanti della realtà economico-sociale (centrali elettriche, banche, finanza, sistemi di distribuzione di gas, petrolio…). Il rapporto parla anche di ex dipendenti della Huawei, che accusano la stessa azienda di corruzione, violazione di copyright, discriminazione. In ogni caso l’uso di microspie e sistemi di sorveglianza molto particolari è un ambito ben conosciuto dalle due aziende che negano ogni tipo di corruzione.
Il conflitto di natura pressoché economico si è prepotentemente inserito nel bel mezzo della campagna elettorale presidenziale statunitense. Obama e Romney si sono precipitati a fare promesse al fine di salvaguardare il Paese dalla Cina, sostenendo le industrie e mantenendo posti di lavoro.

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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