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Sistemi di intercettazione mediocri mettono ko le forze dell’ordine

novembre 5, 2013 Intercettazioni No Comments

Diverse le lamentele verbali e le relazioni alla procura in cui è denunciata l’inadeguatezza del “sistema intercettazioni” adottato dal procuratore aggiunto Pier Filippo Laviani a Roma. “Questo sistema di intercettazioni ci ha rovinato tante indagini e se andiamo avanti così diventerà sempre più complicato sconfiggere il crimine a Roma”. Un investigatore del Reparto operativo dei carabinieri scuote la testa. Tanti altri poliziotti e militari di ogni nucleo e reparto hanno protestato, scritto, segnalato, denunciato, ma senza essere ascoltati. E il risultato è stato un susseguirsi di indagini fallite, ricercati spariti nel nulla, piccole o grandi azioni criminali registrate solo dopo ore e a volte addirittura giorni. Perché il nuovo software adottato, che ha fatto risparmiare quasi due milioni di euro, secondo gli investigatori che quotidianamente affrontano la criminalità capitolina, non funziona come dovrebbe. Ma si sa il risparmio spesso porta sacrifici nella qualità.



Pare che dal 1° gennaio 2011 Laviani abbia modificato i sistemi di intercettazione funzionanti fino a quel momento, coinvolgendo una società di Napoli, poco conosciuta nel campo delle intercettazioni. Il nuovo software fornito si è rivelato fallace, non in grado, ad esempio, di intercettare in tempo reale i delinquenti. Ad esempio se un pregiudicato sotto controllo comunica con un suo complice per telefono di eseguire un sequestro di persona, la conversazione potrà essere ascoltata con un ritardo di trenta, quaranta minuti. Un tempo enorme per poter intervenire in maniera tempestiva. La contemporaneità è una delle principali caratteristiche dei software più all’avanguardia che vantano uno scarto massimo di alcuni secondi.


Con gli strumenti adottati risulta anche molto difficile avere l’individuazione immediata delle celle telefoniche. Questo significa che se un assassino, identificato subito dopo una sparatoria, fugge col suo telefonino in tasca, alle forze dell’ordine la sua individuazione arriva con ritardi non solo di ore, ma anche di giorni. Ancor peggio per gli SMS, disponibili solo dopo 3-4 giorni. E sembrerebbe che, con alcune compagnie telefoniche, le conversazioni siano scaricate non solo con notevole ritardo, ma addirittura senza consequenzialità. In sostanza, potrebbe capitare di ascoltare una conversazione di tre giorni prima, pensando sia la più recente. Questa faccenda dimostra chiaramente quanto la qualità degli strumenti utilizzati influisca sul lavoro professionale (e non solo) nel campo delle intercettazioni, della sicurezza e della sorveglianza. Meglio affidarsi ad aziende competenti e strutturate che scegliere il risparmio a discapito della qualità.

Le microcamere fermano il “Lupin dei circoli sportivi”

Circoli sportivi, lidi, palestre e tutti i luoghi sociali e di aggregazione ormai non possono fare a meno di telecamere di videosorveglianza. Piccoli furti o atti di vandalismo possono facilmente portare alla perdita di molti clienti, nonché di notorietà.

Tra i mesi di febbraio e aprile scorsi, i frequentatori di prestigiosi circoli sportivi di Roma, hanno parcheggiato le loro auto con il timore di non trovarle più al loro ritorno. Tutto a causa di un abile ladro, subito ribattezzato il “Lupin dei circoli sportivi”, che senza dare nell’occhio, riusciva a penetrare negli spogliatoi delle strutture, a sfilare dalle tasche degli iscritti le chiavi delle loro auto e a dileguarsi al volante senza lasciare la minima traccia.

Il ladro è entrato in azione almeno tre volte, secondo quanto ricostruito dai carabinieri che si sono messi sulle sue tracce fin dal primo colpo.
I militari, con la collaborazione del personale tecnico del Ris di Roma sono riusciti a scovarlo attraverso delle micro camere installate negli spogliatoi: si tratta di un italiano di 35 anni, con precedenti, originario della provincia di Reggio Calabria ma da tempo residente a Roma. Il ladro è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma. Accusato di furto aggravato, si trova ora rinchiuso nel carcere di Regina Coeli.

Come è successo a Roma, accade spesso anche negli spogliatoi di altre città, l’unica soluzione possibile è l’installazione di validi sistemi di videosorveglianza che anzitutto inibiscono i furti e, in tal caso, non lasciano via di scampo ai malintenzionati, tutelando i propri clienti.

Violenze a scuola: arrestata un’insegnante

Una storia ormai troppo comune di maltrattamenti in scuole e in luoghi di educazione e assistenza. Questa volta è accaduto a Roma. Umiliazioni verbali verso bambini con difficoltà psico-infantili apostrofati con parole come “scemo”, “zozzo”, “schifoso”, “bastardo”, “cosa inutile”. E i più grandicelli usati per deridere i piccoli e incitati alla violenza nei confronti degli altri: “Vai da lui e schiaffeggialo”, gli ordini dell’educatrice.

In tanti si erano rivolti ai dirigenti scolastici e alle forze dell’ordine, ma occorrevano prove più concrete. Così il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta ha deciso di installare delle microcamere in aula e in diversi altri spazi della scuola; queste hanno subito fornito riscontri oggettivi sugli indizi di colpevolezza.

Le immagini hanno ripreso quanto accaduto dal 24 aprile all’8 maggio consentendo agli inquirenti di prendere atto dei “comportamenti vessatori, offensivi e violenti” della maestra. Significativo sarebbe quello che è accaduto nella tarda mattinata del 24 aprile: il video riprende l’educatrice mentre dà uno schiaffo ad un bambino e ne insulta un altro che manifesta difficoltà di relazione e di parola. Per rimproverare un bimbo con disagi “colpevole” di essersi fatto la pipì nei pantaloni, l’insegnante dice alla classe “Se l’è fatta sotto, è uno schifoso”. Lei resta seduta, non provvede a pulirlo né chiama qualcuno perché lo faccia, anzi ordina al bambino di pulirsi da solo, consegnando la carta assorbente al piccolo che, impaurito, provvede a pulire anche la sedia, inginocchiandosi e asciugando fin sotto il tavolo. Poi torna a infierire con le offese: “Sudicione, asciuga bene per terra prima. Forza, guarda che se vengo là ti faccio dare la testa sopra, eh?”.

Dunque per maltrattamenti e percossea bambini sono state arrestate, ai domiciliari, la maestra di 57 anni e la coordinatrice della scuola pubblica per l’infanzia in zona Tiburtina, a Portonaccio. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip Elvira Tamburello sono stati tanti gli episodi violenti nei confronti dei bimbi a cui la maestra, madre di due figli, sarebbe ricorsa per ottenere l’obbedienza degli alunni, che vivevano in un clima di terrore. A volte le percosse arrivavano anche senza alcun motivo.

La coordinatrice della scuola è apparsa incredula al momento dell’arresto, anche se dai primi accertamenti risulta che la stessa sarebbe stata avvertita più volte della condotta dell’insegnante, omettendo di prendere gli opportuni provvedimenti, anzi accusando le altre operatrici di invidia e gelosia. A parlare delle violenze a qualche genitore sarebbero stati anche alcuni bimbi.

Sempre nelle immagini si vede l’insegnante che se la prende con un altro bambino al quale tira i capelli “Non urlare, sciocco, ti do un cazzotto qui, eh?” e lo schiaffeggia sul volto. Il 3 maggio poi le ire sono contro un altro bimbo che avrebbe scritto su un mobile: “Vero che hai fatto quella schifezza lì? Te la faccio pulire con la lingua”. Il 6 maggio di fronte ad un altro bimbo che non ha risposto a una sua domanda, lo minaccia: “Ripeti immediatamente ciò che ho detto. Ripetilo, prima di tre, se tu non lo ripeti vengo là e t’attacco al lampadario”. Il 7 maggio l’insegnante prende di mira un altro allievo che, strattonato, è costretto a sedersi vicino al muro; inutilmente, cerca di difendersi con un “non sono stato io”. Nei video si vede anche come la maestra sia stata più volte ripresa dalle sue colleghe per i suoi metodi poco educativi. L’unico accorgimento della maestra sarebbe stato quello di non assumere comportamenti violenti in presenza di altro personale scolastico.

I genitori chiedono a gran voce di poter vedere i video ripresi dalle microcamere, sgomenti circa l’accaduto. Esigono spiegazioni intenzionati a ritirare i propri figli dalla scuola romana.
Un episodio gravissimo che ha richiesto lunghe indagini. Solo attraverso l’utilizzo delle microcamere si è potuto far chiarezza sugli accadimenti e mettere un punto alle violenze subite quotidianamente dai bambini. In numerose altre situazioni sono stati i dirigenti scolastici o i genitori stessi ad impiantare delle microcamere in oggetti dei bambini, aule o spazi comuni, per monitorare il comportamento del personale scolastico evitando che questo tipo di umiliazioni e violenze si protraessero nel tempo.

Favori in cambio di rapporti sessuali: arrestato il pm Staffa

gennaio 28, 2013 Intercettazioni No Comments

Uno dei pm più in vista nella capitale, Roberto Staffa, titolare di numerosi processi antimafia, contro la criminalità organizzata e contro gli aborti clandestini, ora accusato di corruzione, concussione e rivelazione di segreti d’ufficio. Accuse pesanti per il pubblico ministero inchiodato nei giorni scorsi da microspie installate, su disposizione dell’autorità giudiziaria di Perugia, nel suo ufficio.

Secondo indiscrezioni, Staffa si sarebbe compromesso a causa di relazioni con sei trans stranieri e in parte esercenti l’attività di prostituzione. Per due di loro, Staffa avrebbe dato parere favorevole alla scarcerazione e rilasciato un temporaneo permesso di soggiorno per motivi di giustizia. Il pm avrebbe poi provveduto ai rinnovi del documento. Per uno dei trans, Larissa De Olivera Dias, il magistrato si sarebbe prodigato anche di più, avvisandolo, con parole ben pesate, di una perquisizione imminente. Non solo, si parla anche di immagini che riprendono per due volte relazioni sessuali all’interno del suo ufficio con una donna, l’amante del boss Casamonica, al fine di concederle un permesso di colloquio con il detenuto e parere favorevole alla sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con quella degli arresti domiciliari del boss.

Le indagini erano partire circa un anno e mezzo fa, quando un transessuale, arrestato nell’ambito di un’operazione contro la prostituzione, aveva vantato rapporti di amicizia con il pm, e avrebbe dichiarato di subire una sorta di ricatto dal magistrato, che gli avrebbe assicurato protezione in cambio di rapporti sessuali. Quell’interrogatorio fu immediatamente trasmesso alla procura di Perugia che avrebbe fatto scattate le intercettazioni ambientali e telefoniche, che nel giro di alcuni mesi avrebbero fornito riscontri al racconto.
A servizio della procura di Roma da 15 anni, per ben otto di questi Staffa ha fatto parte del pool della Direzione distrettuale antimafia e per un periodo di tempo relativamente breve si è anche occupato delle indagini sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. Ma il suo nome è legato soprattutto all’inchiesta sugli aborti clandestini Villa Gina. Il pm era noto in procura anche per la sua passione per la musica al punto da far parte di un gruppo, i Dura Lex, in cui suonavano anche altri magistrati e avvocati.
Secondo indiscrezioni, il provvedimento di arresto sarebbe stato deciso dopo mesi di indagini con microspie e telecamere piazzate nel suo ufficio di piazzale Clodio, che avrebbero consentito di raccogliere indizi concreti circa le sue presunte responsabilità.

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

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