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FLI: Valditara, cimici in nostra sede è fatto inquietante

marzo 2, 2011 Microspie No Comments

(ASCA) – Roma, 1 mar – ”Inquietante e gravissima la notizia secondo cui avrebbero proposto al premier di piazzare delle microspie nella sede milanese di Fli. Quello che emerge dalle intercettazioni depositate dai pm di Milano mette in evidenza che ci troviamo dinanzi a dei personaggi sconosciuti che frequentano esponenti politici e propongono loro azioni illegali. Basterebbe gia’ questo per chiedere a Berlusconi di dimettersi”. Lo dichiara in una nota il senatore e coordinatore regionale della Lombardia di Futuro e Liberta’ per l’Italia, Giuseppe Valditara.

”C’e’ un clima insostenibile – sottolinea Valditara – fatto di minacce e di spie, pronte a tutto per annientare l’avversario politico”.

”Tempo fa ho denunciato ai vigili urbani di Milano il deturpamento della mia auto. Credevo fosse solo uno scherzo, ma ora invece ritengo che sia un atto voluto e molto grave nei miei confronti”, conclude il senatore di Fli.

Fonte: ASCA

Microspie ambientali e telefoniche

L’inchiesta con 83 anni di intercettazioni

febbraio 23, 2011 Intercettazioni No Comments

Ottantatrè anni. Il tempo necessario, mese più mese meno, per trascrivere una sterminata lenzuolata di intercettazioni telefoniche e ambientali. Sembra fiction, è la realtà. Ambientata a Gallarate, un tempo considerata con la vicina Busto Arsizio la Manchester del tessile italiano. Oggi, invece, i paragoni andrebbero fatti con la Chicago di Al Capone perché non si riesce a spiegare in altro modo la sbalorditiva proliferazione di intercettazioni. Quanti sono i criminali in circolazione in una città che tocca a malapena i cinquantamila abitanti? È quel che ci si domanda leggendo la lettera, altrettanto attonita, che due consulenti indirizzano alla procura di Busto Arsizio dopo aver ricevuto un incarico al di là delle loro possibilità: trascrivere trecentomila intercettazioni. Un compito sovrumano, anzi no, a fare i ragionieri dell’aritmetica giudiziaria la coppia stima che occorreranno ottantatrè anni circa per portare a termine l’impresa. Siano nel 2009 e dunque la sbobinatura, poi sfumata, ci avrebbe portato alle soglie del ventiduesimo secolo.
Incredibile. Ancora di più perché l’inchiesta in questione ha un perimetro locale e non sfonderà sulle prima pagine dei giornali nazionali e delle tv. Una storia, con tutto il rispetto, di provincia, per quanto deprecabile, incentrata sui presunti affari sporchi dell’Ufficio tecnico del Comune. Una vicenda che porta a una manciata di arresti e che, come tante altre indagini, si avvale del supporto prezioso delle intercettazioni. Già, ma quante sono le telefonate e le conversazioni captate?
Due tecnici, non due sprovveduti ma due professionisti abituati a gestire delicati e complessi incarichi per conto delle più agguerrite procure d’Italia, ricevono i Cd-rom e i dvd e cominciano a studiare il materiale. Restano di sasso, fanno e rifanno i loro conteggi, poi prendono carta e penna e inviano una lettera surreale, anche se impeccabile nelle forme e nei toni, al pm Toni Novik. «A seguito dell’incarico assunto in data 12 marzo 2009 – è l’incipit – in merito alla ricerca e trascrizione di intercettazioni telefoniche e ambientali, con la presente, come già anticipato verbalmente alla Signoria vostra, siamo a rappresentare quanto segue: abbiamo provveduto a effettuare una stima del lavoro richiestoci con la conta dei supporti magnetici sui quali sono incise le intercettazioni telefoniche e ambientali da trascrivere».

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Lamezia T. – Decorrono i termini, rimessi in liberta’

febbraio 16, 2011 Microspie No Comments

Lamezia Terme – 15 febbraio 2011 – Ferisce un carabiniere ma viene scarcerato per decorrenza dei termini. I fatti risalgono al gennaio dello scorso anno quando un carabiniere veniva raggiunto da un colpo di arma da fuoco sparato da Mario Chieffallo. Il Chieffallo,con precedenti penali, sorprese il carabiniere a bordo della sua auto intento a sistemare una microspia, convinto che fosse un ladro sparo’ alcuni colpi di pistola uno dei quali raggiunse l’appuntato dei carabinieri. Anche il carabiniere rispose al fuoco ferendo il Chieffallo infatti il figlio Antonio vedendo il padre ferito lo carico’ sulla sua auto e dopo aver tentato di investire i carabinieri che cercavano di fermarli porto’ il padre all’ospedale. Padre e figlio furono arrestati per tentato omicidio. Ma non avendo notificato a un carabiniere l’atto di fissazione dell’udienza preliminare Mario Chieffallo, di 60 anni, e il figlio Antonio (36), accusati di tentato omicidio in concorso nei confronti di un militare e detenzione abusiva di pistola, sono stati scarcerati.

Fonte: Lamezia Attiva

Ancora talpe in Procura?

febbraio 4, 2011 Telecamere nascoste No Comments

Il quotidiano “Libero” oggi rivela un retroscena raccapricciante a firma di Franco Bechis. Lo “scoop” riguarda uno dei tanti fallimenti nella cattura di Bernardo Provenzano.

Provenzano, che oggi è gravemente malato e si trova al 41-bis, sarebbe stato salvato da una talpa in procura a Palermo – secondo “Libero” – per due volte. La prima nel dicembre del 1998 quando gli uomini del Ros guidati da Mori e De Caprio (il celebre capitano Ultimo) hanno chiesto e ottenuto da Giancarlo Caselli, allora a capo della procura palermitana, di installare un cimice in una 127, auto segnalata da fonti confidenziali. Operazione eseguita che stava portando a risultati quando l’auto viene portata in un’officina per un unico motivo: togliere la microspia. “Ma dov’era la talpa? – scrive ‘Libero’ – poteva nascondersi all’interno della stessa squadra del capitano Ultimo, come negli uffici giudiziari di Palermo da cui partì l’autorizzazione per la microspia”.

La secondo “soffiata” è di dieci anni dopo. “I Ros si fecero autorizzare dalla procura di Palermo e il 4 dicembre 2008 misero una microspia nella presa telefonica dell’autoscuola Primavera. Quel giorno però i Ros – continua – introdussero nei locali di via Daita anche un altro strumento di intercettazione, che non aveva bisogno di essere ulteriormente autorizzato”, una piccola telecamera mobile posta in un televisore nella stessa stanza. Da quella telecamera si è visto arrivare di gran corsa il cognato del titolare dell’autoscuola che ha tolto la spina del telefono e “dissinnescato” la microspia.

La presenza di un informatore è stata confermata dal pentito Nino Giuffrè nel 2004, quando ha raccontato di essere stato chiamato da “Nino Gargano di Bagheria” che gli avrebbe dato comunicazione che “il covo era stato scoperto dalle forze dell’ordine o forse dai Ros”. ”Né Giuffrè né le ricostruzioni fin qui fatte citarono mai quella telecamera nascosta, perché il fatto fu tenuto riservatissimo – conclude “Libero” – Dunque quello era il covo di Provenzano e dei suoi. E per la seconda volta il capitano ultimo fu beffato da una misteriosa talpa. Questa volta però i Ros ebbero la certezza sulla fuga di notizie: poteva essere solo la procura, altrimenti, sarebbe stata levata anche la telecamerina nascosta”.

Un unico appunto ai nostri lettori, ma Provenzano non è stato catturato nel 2006?

Fonte: Live Sicilia

Intercettazioni, quali si possono pubblicare?

gennaio 21, 2011 Intercettazioni No Comments

I giornali sono pieni di intercettazioni telefoniche. Ma non dovevano scomparire?
C’è stata una battaglia da parte del governo e della maggioranza per far passare una nuova legge sulle intercettazioni che mettesse un freno a questo strumento di indagine e impedisse la diffusione delle telefonate intercettate tramite i media. Il provvedimento era il decreto Alfano, ribattezzato da alcuni «legge bavaglio», in quanto avrebbe messo un ostacolo serio all’attività giornalistica. La norma, però, dopo essere stata approvata dalla Camera, ha subito uno stop al Senato, dopo che nel Paese si erano levate molte proteste. Ieri il ministro Alfano ha detto che non considera la questione chiusa. Ma per intanto…

Quali norme, dunque, regolano oggi l’uso delle intercettazioni?
In attesa di una nuova legge la normativa è quella precedente, e cioè – sostanzialmente – l’articolo 266 del codice penale, secondo il quale lo strumento dell’intercettazione telefonica può essere disposto per una serie di reati, tra cui: delitti per i quali sia previsto l’ergastolo, delitti contro la pubblica amministrazione, spaccio della droga, contrabbando, pornografia minorile.

L’intercettazione non è una violazione della privacy?
La materia è molto delicata, in quanto tocca alcune libertà fondamentali sancite dalla Costituzione, come la libertà di comunicazione del pensiero (articolo 15) e l’inviolabilità del domicilio (articolo 14), per cui il magistrato che decida di utilizzare le intercettazioni deve attenersi ad una normativa assai stringente. Oltre ai presupposti oggettivi del reato per cui si procede – per esempio – è necessario che sussistano anche ulteriori presupposti della assoluta indispensabilità dell’intercettazione ai fini della prosecuzione delle indagini. Insomma: si possono fare in pochi casi e solo se strettamente necessarie.

Ci si può appellare all’Autorità garante per la privacy per non far pubblicare certe intercettazioni?
La privacy protegge i dati personali da un uso improprio o lesivo, ma qui si parla di indagini giudiziarie le quali devono entrare il più possibile dentro i fatti e quindi nella vita degli indagati. Ciò non toglie che informazioni riservate e non attinenti alle indagini possono essere protette e l’Autorità per la privacy l’ha fatto. Si ricorderà il caso Ricucci-Falchi, in cui Anna Falchi protestò, a ragion veduta, perché erano stati diffusi i testi di alcuni suoi sms che nulla avevano a che fare con l’inchiesta che riguardava l’allora coniuge.

Chi può decidere di mettere sotto controllo il telefono?
L’intercettazione è autorizzata dal giudice delle indagini preliminari con un «decreto motivato» che gli sia stato richiesto dal pubblico ministero.

Continua a leggere su La Stampa

Brancaleone, Rinvenute alcune microspie all’interno del Palazzo Municipale

dicembre 22, 2010 Microspie No Comments

Brancaleone (Reggio Calabria). La scoperta è avvenuta per caso, mentre alcuni tecnici dell’impianto di riscaldamento dell’edificio comunale vi lavoravano sul solaio per riparare il guasto. Qui è stata scoperta una centralina, alla quale erano collegate delle microspie dislocate in quasi tutte le stanze della sede comunale, non scartando l’ipotesi che qualcuna possa essere stata “piazzata” anche all’interno della Sala Consiliare. Stupore e incredulità sono state le prime sensazioni registrate tra gli ignari amministratori ed impiegati, i quali non sanno darsi una ragione per la quale dei soggetti (forze dell’ordine, magistratura o altri) stiano controllando le loro mosse.

E’ un fatto che ha sconvolto la quiete cittadina tanto che nei bar e per le vie del paese, in questo clima di feste natalizie, non si parla altro che di questo episodio. Del fatto sono stati informati i Carabinieri di Brancaleone per le indagini del caso. Come si ricorderà, l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Francesco Moio si è insediata alla guida del Comune nello scorso mese di giugno 2009, dopo aver conseguito un risultato elettorale plebiscitario. Il Sindaco Moio, avvocato di professione, è subentrato alla guida dell’Ente dopo un anno di gestione commissariale in seguito allo scioglimento del Consiglio Comunale per dimissioni di alcuni consiglieri di maggioranza (quattro) e di minoranza (cinque). Subito dopo il suo insediamento, Moio ha nominato un esecutivo di tutto rispetto costituito da persone che, nel corso della loro vita e nello svolgimento della loro professione, si sono sempre contraddistinte per moralità, onestà e rettitudine. A ricoprire la delicata carica di vice Sindaco è stato chiamato il consigliere Giuseppe Benavoli, assessore ai Lavori Pubblici, stimato Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri col grado di maggiore in servizio presso la scuola allievi Carabinieri di Reggio Calabria, dando, così, alla cittadinanza chiari segnali di legalità e trasparenza ai fini di un buon governo. Non si conoscono, quindi, allo stato attuale, quali sono stati i motivi tali da mettere sotto la lente d’ingrandimento un’Amministrazione che fino ad oggi ha operato all’insegna della collegialità e della trasparenza e che sui pilastri della legalità ha improntato il suo percorso politico-amministrativo per garantire alla comunità brancaleonese una migliore qualità di vita e di servizi.

Fonte: Newz.it

Microspie e intercettazioni

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

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Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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