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Maestra fermata dalle telecamere nascoste, maltrattava i bambini

Arrestata in flagranza, inchiodata dalle immagini di una microcamera piazzata nell’aula. Così, dopo aver ricevuto alcune denunce e non potendo dimostrare diversamente i maltrattamenti ai danni dei bambini, sono intervenuti i Carabinieri.

Il soggetto in questione è una donna, un’insegnante di circa 60 anni, che avrebbe in più occasioni strattonato i suoi piccoli alunni, spesso urlando e rimproverandoli fino a terrorizzarli. Avrebbe anche minacciato i bambini di punirli con corpi contundenti, e qualche alunno sarebbe stato scaraventato sulla sedia perché non desse fastidio. Scene viste in diretta dai carabinieri, episodi che avrebbero shoccato i bimbi, inducendo i militari ad intervenire prima della conclusione delle indagini. La maestra, di origini calabresi, è stata arrestata in flagranza di reato, mentre proseguono gli accertamenti. 

L’inchiesta, si è appreso da fonti investigative, era stata avviata da una settimana, ma sarebbero state sufficienti poche ore di visione diretta tramite le telecamere nascoste, installate nell’aula in cui prestava servizio la maestra, per far ritenere ai carabinieri che era necessario intervenire per evitare il protrarsi del presunto reato e tutelare i piccoli alunni. Diversi gli episodi registrati, in alcuni di questi sarebbero evidenti i maltrattamenti di cui erano state vittime i bambini. 



Prima di saperne di più bisognerà attendere l’udienza di convalida e l’interrogatorio della maestra, adesso ai domiciliari. Sarà in ogni caso difficile riacquisire fiducia nelle istituzioni scolastiche sia per i genitori che per chiunque legga quotidianamente questo genere di notizie. In molti infatti si premuniscono installando micro camere in oggetti “scolastici”. Dai passeggini agli orologi, astucci e qualsiasi cosa possa ospitare un piccolissima telecamera che consenta di monitorare real time ciò che avviene in asili e scuole. Dotarsi di piccoli strumenti di videosorveglianza è l’unico modo per essere realmente sicuri di ciò che avviene in ambienti fuori dal proprio controllo.

Maltrattamenti nei circhi: l’Animal Defenders ha le prove

settembre 20, 2013 Telecamere nascoste No Comments

La sezione inglese dell’associazione animalista Animal Defenders International è riuscita a registrare attraverso delle telecamere nascoste cosa avveniva nella stalla del Bobby Roberts Super Circus, un circo di rilevanza internazionale. Si tratta di luoghi dove i circensi non fanno mai entrare. La questione che ha scosso maggiormente l’opinione pubblica è stata quella di Annie, una anziana elefantessa asiatica con seri problemi di artrosi, presa ripetutamente a calci e colpi di barra metallica da un inserviente del circo. Ben 48 volte nelle tre settimane e mezzo che gli animalisti di Animal Defeders hanno mantenuto la loro telecamera. Poi sputi ad un cammello e botte ad un piccolo pony.

Ora l’inserviente è scomparso. Vicino agli animali, i circensi dovrebbero tenere solo personale esperto e, si presume per questo, ben conosciuto. I responsabili del circo si difendono parlando di un caso isolato, ma a ben vedere, non è proprio così. Anni addietro Animal Defenders riuscì a fare assumere degli animalisti come stallieri nel famoso circo di Mary Chipperfield, noto per i suoi metodi di addestramento. Ciò che le microcamere ripresero furono venti lunghi minuti di orrore tra sprangate a elefanti e tigri, calci a un piccolo scimpanzè e bastonate ai cammelli.
Molto simile la situazione degli elefanti del famosissimo Ringling Bros americano. Le immagini dell’elefantino costretto a terra avviluppato tra le corde e gli elefanti presi violentemente a colpi di barra uncinata hanno fatto il giro del mondo.

Aldilà di quelle che possono essere le posizioni animaliste e le proposte di eliminare o ridurre gli animali nei circhi, i metodi di addestramento utilizzati in alcune attività sono a dir poco disumani. Al momento non esistono reali controlli a 360° su questo tipo di attività, quindi le situazioni di maltrattamenti sugli animali, in aree circensi, così come in ambito privato, non sono inusuali. Ogni cittadino è chiamato in prima persona ad intervenire con i mezzi che ritiene più opportuni. Ad oggi, i migliori risultati sono stati ottenuti grazie all’utilizzo di microcamere nascoste di tipo professionale che hanno fornito prove schiaccianti collaborando con le forze dell’ordine per metter fine al maltrattamento degli animali.

Anziani maltrattati in una casa di riposo

Sono state ancora una volta le microcamere nascoste installate dalla Guardia di Finanza di Terni a fare emergere la triste vicenda di una casa di cura per anziani.

Utenti maltrattati, insultati, chiusi a chiave nelle loro stanze. Alcune persone, operanti all’interno della struttura, non se la sono più sentita di tacere di fronte ad episodi di violenza a cui avevano assistito; così hanno chiesto l’intervento dei finanzieri, i quali hanno tenuto sotto controllo per tre mesi la struttura sanitaria. Microcamere e pedinamenti hanno portato alla luce situazioni di abusi e prepotenza.

Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, alcuni operatori percuotevano gli anziani con sschiaffi, strattoni e morsi, procurando loro delle lesioni. Le immagini dei soprusi sono state registrate dalle telecamere nascoste e hanno costituito una valida prova dinanzi al giudice.

Il gestore della residenza e tre operatori sanitari, fra cui un’infermiera, sono agli arresti domiciliari per maltrattamenti commessi nei confronti dei pazienti. Altri due operatori sanitari sono stati sottoposti alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone ricoverate nella struttura e del divieto di comunicare con loro e con i loro parenti.

Episodi del genere sono purtroppo molto comuni e sempre più frequenti. Spesso sono gli stessi operatori delle strutture o i parenti che nutrono qualche dubbio, a munirsi di piccoli strumenti per la sorveglianza e a verificare in tempi brevi quali sono le condizioni in cui versano i propri cari.

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE…
– La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata
.
Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o polvere di mattone) direttamente sotto una presa elettrica, o un interruttore è il caso di nutrire qualche sospetto.
– Sul muro o sul battiscopa è apparso un rigonfiamento o una strana macchia delle dimensioni di una moneta.

Si tratta di un chiaro segnale che un microfono o una microcamera  miniaturizzati sono stati appena installati.

– Avete ricevuto in regalo un piccolo apparecchio elettronico
.
Molti di questi regali, sotto forma di radio da tavolo, radiosveglia, minitelevisori etc, contengono apparecchiature miniaturizzate di ascolto o registrazione.
– Qualcosa è “comparso” nel vostro ufficio o casa, ma nessuno sa da dove venga.

Piccoli oggetti come orologi, cartelli di segnalazione, radio, cornici etc, potrebbero nascondere dei microfoni.
– Sulla vostra scrivania o su qualsiasi superficie trovate dell’intonaco proveniente dal soffitto.
Potrebbe essere stato praticato un foro, o rimosso un pannello per inserire un microfono o una microcamera. Controllate anche eventuali imperfezioni o crepe nel vostro soffitto.
– Un furgone è parcheggiato per lungo tempo vicino casa vostra, con nessuno all’interno.

Spesso in questo tipo di furgoni vengono installate apparecchiature che possono ascoltare a lunga distanza.
– I mobili sono stati leggermente spostati, e nessuno sa perché.

Un tipico nascondiglio per cimici o microspie  è dietro ai mobili tipo poltrone, sedie, divani, o al loro interno. Fate attenzione anche alle impronte sui vostri mobili, sui tappeti, alla posizione delle lampade, e alla distanza tra mobili e muro.
– Qualcuno sembra avere rovistato nel vostro ufficio o casa, ma non manca nulla.

Una “spia non professionista” può passare ore a cercare indizi o altro nella casa di un soggetto, ma raramente lo farà lasciando tutto in ordine come quando era entrato.

Fortunatamente, con gli strumenti giusti, è possibile scoprire se si è sotto sorveglianza. Senza intermediari o il coinvolgimento di terze persone, si possono autonomamente utilizzare semplici rilevatori che segnalano la presenza di eventuali microspie e cimici nascoste e che quindi mettono al sicuro la nostra privacy e le nostre informazioni personali. Al momento i migliori strumenti per la bonifica ambientale sono venduti online da Endoacustica Europe srl, azienda leader nel settore della sicurezza e della sorveglianza.

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un beneficio diretto. E per sottrarre tali informazioni, possono utilizzare diversi strumenti per lo spionaggio. Il livello di queste tecniche è direttamente proporzionale agli interessi in gioco, tanto più alti sono questi, tanto più sofisticate saranno le tecnologie utilizzate per carpire i vostri segreti.

In generale ci sono dei piccoli segnali che possono segnalarci una sorveglianza illegale:
– Qualcuno è a conoscenza di vostre informazioni riservate.

Questo è il segnale più ovvio che indica un’osservazione. Il furto di informazioni riservate è un’industria sotterranea del valore di miliardi. Quando i vostri concorrenti (o la stampa) sanno qualcosa che non dovrebbero essere in grado di sapere, è ragionevole pensare di essere spiati.
Incontri e offerte segrete non sembrano essere così segreti.

Riunioni, incontri ed offerte riservate sono oggetto dell’interesse delle spie aziendali. Vi piacerebbe che i piani di espansione della vostra azienda fossero resi pubblici o portati a conoscenza di un diretto concorrente? Di certo i vostri concorrenti avrebbero un beneficio nell’ottenere copie dei vostri progetti, o delle specifiche dei vostri prodotti o dal sapere quale sarà la vostra offerta per una determinata gara o asta.
– Il vostro telefono emette strani suoni o ha cambiamenti di volume.

Questi problemi possono essere comunemente causati da un tentativo artigianale di intercettazione, che può generare anomalie.
– Il vostro telefono è agganciato, ma emette suoni o si sente il tono di linea.

Questo e’ causato spesso da un bypass, che trasforma il vostro telefono in un microfono/altoparlante per l’intercettazione. Se così è, entro una distanza di circa 6 metri potrebbe esserci qualcuno all’ascolto o un registratore nascosto.
– La vostra radio presenta strane interferenze.

Alcune apparecchiature per intercettazione amatoriale usano frequenze all’interno o appena fuori dalla banda FM. Un apparecchio radio, in presenza di queste apparecchiature, potrebbe avere un calo di volume. 
Provate a sintonizzare la vostra radio sulle frequenze ai limiti della banda, o su frequenze mute, e se inizia ad emettere una sorta di squittio, muovetela lentamente nella stanza, finchè questo suono non diventa acuto. Questo sistema può segnalare eventuali cimici grazie all’effetto Larsen, e va utilizzato con la radio in modalità mono per aumentarne la sensibilità.
– La vostra autoradio si comporta stranamente.

Ricordatevi che l’antenna della vostra auto può essere usata, come spesso avviene, per intercettarvi, e che questo uso interferisce con il normale funzionamento della radio, quindi preoccupatevi se la radio si comporta in maniera anomala.
– La vostra televisione presenta interferenze.

A volte le frequenze televisive vengono usate per “mascherare” un segnale spia, il quale a sua volta tende ad interferire con la ricezione televisiva di tipo UHF. Gli apparecchi televisivi, inoltre,sono molto sensibili ad eventuali trasmittenti nelle vicinanze.
– La vostra casa è stata scassinata, ma non è stato portato via nulla.

Le spie professioniste spesso si introducono in casa del soggetto da spiare, senza rubare, ma installando delle piccole cimici; gli abitanti della casa possono accorgersi di qualcosa che non va, come dei mobili non più allineati o simili.
CONTINUA…

Come si combatte l’assenteismo

Uno dei mali della nostra società in ambito lavorativo ed in particolare della pubblica amministrazione è l’assenteismo. Con questo termine si fa riferimento al fenomeno della sistematica assenza di un impiegato o dipendente dal suo posto di lavoro durante l’orario lavorativo. Molto spesso c’è da aggiungere che l’assenza non è dichiarata, cioè il dipendente non è sul posto di lavoro nonostante risulti esserlo.

Un fenomeno purtroppo dilagante che mette e a repentaglio non solo la salute delle aziende compromesse, ma anche il futuro, peraltro poco florido, del lavoro in Italia. L’originalità e la creatività tipicamente italiane sono applicate anche nelle numerose attività assenteiste.
Ne è un esempio l’accaduto a Reggio Calabria. Ben 17 impiegati assenteisti del Comune di Reggio Calabria sono finiti in manette con l’accusa di truffa. Altri 78 sono stati sono stati denunciati dalla Guardia di Finanza. Altri 42, invece, saranno ascoltati dal Gip che deciderà se applicare nei loro confronti l’interdittiva dai pubblici uffici. I primi avrebbero truffato il Comune di Reggio Calabria “con artifizi e raggiri, consistiti nell’attestare la propria presenza sul luogo di lavoro tramite la timbratura del proprio cartellino marcatempo, poi allontanandosi senza giustificato motivo”. In ogni caso hanno percepito “un ingiusto profitto, consistito nella retribuzione ricevuta nelle giornate di assenza ingiustificata, con pari danno per l’ente locale”. Il misfatto, perpetrato nel tempo, è stato attestato dalle microcamere piazzate dalla Guardia di Finanza che avrebbero ripreso i dipendenti del Comune che la mattina timbravano il badge e poi si allontanavano dall’ufficio. Ma anche altri dipendenti che avrebbero timbrato per conto di colleghi assenteisti come dimostra il video.

Come dimostra questa vicenda è necessario, sia per la pubblica amministrazione che per le aziende, già colpite dalla feroce crisi, prendere delle valide precauzioni contro i dipendenti truffatori. Innanzi tutto perché i danni recati alle imprese potrebbero divenire irreparabili e inoltre perché l’integrità di una azienda o di un ufficio pubblico si misura anche dai propri impiegati. Sempre più spesso le microcamere sono utilizzare per sorvegliare ingressi ed uscite, orari e comportamenti durante il lavoro. Ciò che altrettanto spesso accade è che ci si riduce all’ultimo momento, adottando questo genere di precauzioni solo quando si hanno dei forti dubbi e quindi una volta che il danno sia stato già arrecato.

Anche l’abbandono dei cani può essere arginato con l’uso delle telecamere

Hanno abbandonato furtivamente un cane nei pressi di un pub in Inghilterra, ma non hanno tenuto conto delle telecamere a circuito chiuso di un vicino hotel. Dalle immagini è stato facile identificare due donne, di cui una in evidente stato di gravidanza. Le due, hanno legato un cane di razza Rottweiler ad un cancello e poi sono andate via. L’animale è stato ritrovato poco dopo dai dipendenti del pub. Hero, il nome attribuito al cane dai ritrovatori, era ridotto in pessime condizioni, normalmente avrebbe dovuto avere un peso di circa 50 kg, ma pesava solo 22 kg.
Le immagini dell’abbandono sono state acquisite dalla Rspca, la principale charity inglese che si occupa di animali, e si renderanno utili ad individuare le due donne.
Il Daily Mail, riportando la notizia, ha riferito che una delle due donne, dopo aver probabilmente notato la telecamera , ha esitato qualche istante, ma dopo essersi velocemente confrontata con la complice, ha proseguito nella missione legando il cane alle sbarre, mentre l’altra osservava. Anche una volta terminata l’operazione, le due hanno guardato verso la telecamera prima di darsi alla fuga.

Come è evidente in questo episodio, le telecamere di sorveglianza possono non solo salvaguardare la nostra sicurezza, ma anche quella degli altri, siano essi persone o animali. Un ulteriore valido motivo per scegliere di installare microcamere professionali facilmente occultabili in modo da garantirsi e garantire la massima sicurezza.

Il cappellano di San Vittore accusato di violenze sessuali

Sono bastate le immagini di una telecamera nascosta ad incastrare don Alberto Barin, 51 anni, cappellano del carcere di San Vittore, accusato di violenza sessuale continuata e pluriaggravata e concussione ai danni di diversi detenuti. Prestazioni sessuali in cambio di favori: shampoo, spazzolini, sigarette, sapone, assieme alla promessa di una “buona parola” a sostegno della loro scarcerazione. E se questa avveniva, il sacerdote chiedeva agli ex detenuti di passare da casa sua, dietro l’istituto per “ringraziarlo”.

La prima denuncia, da parte di un ragazzo africano, è giunta la scorsa estate, ma a quanto sembra, le violenze si protraevanogià dal 2008. Il giovane ha dichiarato di esser stato molestato dal cappellano. A questa si sono unite nel tempo altre denunce sempre da parte di cittadini extracomunitari di età compresa tra 22 e 28 anni. Se questi si rivelavano “gentili” con lui, Don Alberto gli avrebbe concesso dei favori; chi si rifiutava non riceveva più benefici da parte del prete.
Gli investigatori della squadra mobile, supportati dagli agenti della polizia penitenziaria, a seguito delle denunce, sono riusciti lo scorso giugno, a piazzare delle microcamere per registrazioni ambientali sia nell’ufficio del prete sia a casa sua con le quali sono riusciti a raccogliere le prove necessarie.

Nelle pagine dell’ordinanza di custodia cautelare è racchiuso il racconto delle vittime, tutte in carcere per episodi di micro criminalità come furti o rapine, solo uno, che tra l’altro si è rifiutato di collaborare, è accusato di omicidio. I detenuti si sentivano “costretti” a cedere alle avance del cappellano dal loro “stato di bisogno“. Avevano necessità di ricevere quei piccoli beni o anche pochi soldi per acquistare qualcosa che facilitasse la vita in carcere. Ad influire sulla scelta di assecondare le relazioni sessuali incideva anche l’“interessamento alla loro posizione carceraria”, conveniva tenerselo buono insomma. Per questo si parla anche di abuso di potere. Secondo il gip il prete avrebbe strumentalizzato “la sua posizione, le sue funzioni, i suoi pur limitati poteri e la sua quotidiana vicinanza ai detenuti per soddisfare quasi ossessivamente le sue pulsioni sessuali“.

Tra i detenuti degni delle avance del cappellano è spuntato nei giorni scorsi il nome di Fabrizio Corona che spontaneamente ha dichiarato di aver capito subito che c’era qualcosa che non andava nel prete. In un’intervista ha affermato tra l’altro:“Provò a toccarmi, promettendomi agevolazioni su questo e quell’altro”.

Ciò che resta nel mistero è come nessuno si sia accorto in 17 anni di presenza di Don Barin all’interno del carcere, (è a San Vittore dal 1997) di queste sue “devianze”. Tutti ne parlano come di una persona di massimo rispetto. La Curia, seppur sgomenta in un primo momento, si è affidata al lavoro degli investigatori dichiarandosi disposta a collaborare.

Don Alberto Barin ad oggi si trova nel carcere di Bollate in attesa dell’interrogatorio di garanzia; tutte le vittime sono state trasferite da San Vittore in altri penitenziari. Gli investigatori stanno cercando di capire se altri detenuti possano aver subito simili abusi da parte del cappellano.

Maxi-scandalo Trenitalia: le intercettazioni la chiave di volta

La maxi-inchiesta a Trenitalia, condotta dalla squadra mobile di Firenze e dalla Polizia Ferroviaria, ha portato ha portato alla luce un presunto maxi-scandalo fatto di appalti pilotati. Quarantadue gli indagati, decine e decine gli arresti e le perquisizioni. Imprenditori e funzionari di Trenitalia, ma anche titolari di aziende e persone impegnate nell’amministrazione pubblica, avrebbero secondo l’accusa, collaborato per pilotare vari appalti targati Trenitalia.

La fuga di informazioni riservate alla base dell’inchiesta. In cambio, denaro, favori personali e beni materiali. La stessa accusa ha descritto il sistema secondo il quale i vantaggi venivano suddivisi.
Sembra che venissero svolte delle “gare interne” per stabilire in anticipo chi avrebbe dovuto aggiudicarsi l’appalto. Alla fine dell’anno, grazie alle informazioni fornite dai funzionari di Trenitalia, ognuno degli imprenditori aderenti al gruppo, definito “Fratellanza”, doveva aver avuto accesso alla sua parte di appalti, in modo che tutti ne ricavassero uguale profitto.

Tra gli arrestati anche due impiegati alla direzione Audit, l’organo di Trenitalia preposto alla vigilanza interna. Circa venti gli appalti truccati che riguardano principalmente la fornitura di accessori per la manutenzione dei treni (batterie, schede elettriche per la riparazione dei convertitori, bobine per motori elettrici) . Come ha precisato il pm Giuseppe Bianco “non c’era alcun interesse per la qualità del servizio fornito”.
Al vertice del complotto tre funzionari delle Ferrovie: Tiberio Casali, Graziano Fantoni, Giovanni Mugnai. Questi svolgevano un’intensa e costante attività di informatori, facendo filtrare e pervenire agli imprenditori dati e notizie riservate sugli estremi delle gare, sulle condizioni tecniche che l’ente intendeva applicare e sulle condizioni di prezzo.

E’ stato possibile ricostruire la vicenda grazie alle microcamere e ai microregistratori utilizzati dagli investigatori nel corso delle indagini. Sono stati passati al vaglio numerosi incontri in bar e ristoranti. Tra i filmati spicca uno in cui il Mugnai chiede ad un imprenditore quale tipo di gare preferisce ed intasca una busta che, dichiarano gli inquirenti, “sicuramente conteneva denaro”. Ma ci sono anche scene di shopping dello stesso con il titolare di un’azienda per un totale di circa 800 euro tra lavatrice, fotocamera e accessori per videogiochi. Tra le spese pazze non sono mancati strumenti hi-tech, viaggi e buoni benzina.
Tra i reati contestati: associazione per delinquere, corruzione, turbata libertà degli incanti, abuso di ufficio e accesso abusivo alle banche dati riservate di Trenitalia.

Ndrangheta, 26 arresti grazie alle cimici nascoste nella casa del boss.

auto dei carabinieri

Ventisei le persone arrestate due giorni fa per associazione a delinquere di stampo mafioso e mancata osservanza della pena dalla Dda di Reggio Calabria che, grazie alle microspie ambientali piazzate nella casa del figlio del boss Antonio Pelle, sono riusciti a tracciare non solo la latitanza dello stesso boss dal 2007 al 2009, quando è stato ricoverato d’urgenza in ospedale ed è morto pochi mesi dopo, ma anche ad individuare la rete che lo proteggeva.

Era stato messo su un vero e proprio sistema militare: c’erano “picciotti” pronti a consegnare pizzini e a garantire la comunicazione con la famiglia, staffette per controllare le vie d’accesso e di fuga e persino un elettricista capace di effettuare la bonifica dalle cimici su ambienti e veicoli. LA “famiglia”, una volta scoperte le microcamere, infatti, si era prodigata nel ripulire tutti i luoghi. Purtroppo per loro, non sono riusciti a rilevare la microcamera nascosta nella casa del figlio del boss Giuseppe, appartamento in cui i mafiosi erano solito riunirsi sicuri delle bonifiche fatte.

Quella casa era definita “l’università della Ndrangheta”, dove si parlava delle questioni del clan anche per 18 ora al giorno. Conversazioni grazie alle quali è stato possibile ricostruire tutti gli spostamenti di Antonio Pelle, detto “’ntoni gambazza” che, grazie al potente sistema di sicurezza che lo circondava, ha avuto la possibilità, mentre nel 2008 i carabinieri buttavano giù la sua casa con i bulldozer a caccia di bunker (ben tre nella sua casa), di spostarsi dal suo rifugio ed arrivare sino in Piemonte. E, magari, se non ci fosse stata l’urgenza di ricoverarlo in ospedale, forse non sarebbe stato mai scoperto, almeno fino ad oggi.

Un fascicolo, quello redatto grazie alle intercettazioni, che svela una rete di uomini fidati intorno al boss, provenienti anche da altre associazioni mafiose, a dimostrazione di quanto la Ndrangheta sia solida e unitaria e di come al suo interno viga il principio di “mutuo soccorso”.

Le intercettazioni ambientali, quelle stesse che suscitano dibattiti e controversie in diversi ambienti della politica e che spaccano l’opinione pubblica sulle questioni che riguardano il diritto alla privacy, ma che si stanno dimostrando sempre più utili nel combattere la criminalità. E, se da un lato c’è chi le condanna senza riserve, dall’altro invece c’è chi si chiede se vale il detto secondo il quale chi non ha nulla da nascondere, nulla teme…

Facebook spia la rete… contro la pedofilia.

luglio 16, 2012 Intercettazioni No Comments
facebook spia gli utenti contro la pedofilia

Joe Sullivan, chief security officer di Facebook, ha annunciato, qualche giorno fa, che il Social Network più utilizzato al mondo ha introdotto un nuovo filtro che rileva le parole scambiate dagli utenti per scovare probabili pedofili. Il sistema, infatti, non appena rileva parole sospette e compara le età degli utenti coinvolti nella conversazione, segnala il contenuto agli amministratori, i quali decideranno, poi, se è il caso o meno di avvisare le forze dell’ordine.

In questo modo è già stato possibile, afferma la Reuters, intercettare un pedofilo, un uomo di 30 anni che stava intrattenendo conversazioni piccanti con una tredicenne, con la quale si era dato appuntamento per il giorno dopo. I “supercontrollori”, verificando la grande differenza d’età, hanno inviato la segnalazione alle forze dell’ordine, intervenute prontamente per fermare l’uomo che, tuttavia, durante il processo è risultato innocente.

Questo strumento si va ad aggiungere a quelli tradizionali già in uso dalle forze dell’ordine, come le microtelecamere wireless, che proprio due giorni fa hanno permesso di inchiodare Don Ruggeri, un prete di Fano, mentre si scambiava effusioni (e forse qualcosa di più) con una 13enne in spiaggia, dove la polizia aveva disseminato microcamere spia, dopo che aveva ricevuto diverse segnalazioni sia dal bagnino che dagli stessi bagnanti.

Ritornando a Facebook, nessun avviso è stato inviato agli utenti su questa nuova funzione, che permette di intercettare le conversazioni senza nessun mandato e che sta già dividendo l’opinione degli internauti. Ci si chiede quanto la privacy degli utenti possa essere invasa da questo filtro che va a caccia di pedofili presunti. Presunti, proprio perché le conversazioni, magari estrapolate al di fuori del contesto, potrebbero essere fraintese. Quando e chi decide di segnalare le conversazioni alle forze dell’ordine? E, soprattutto, nel momento in cui le conversazioni vengono verificate e considerate prive di fondamento da parte degli organi di controllo, vengono poi eliminate o rimangono salvate in archivi?

Tutti interrogativi più che legittimi in quanto, in tal caso, ci sarebbe una massiccia violazione della privacy, nonostante il Social Network si sia già tutelato, inserendo nell’informativa la frase “può essere richiesto a Facebook di presentare le informazioni degli utenti alla polizia”. Il dibattito resta aperto e, mentre il popolo della rete discute, il colosso di Zucckerberg continua a spiare conversazioni senza che la maggior parte degli utenti ne siano a conoscenza.

Telecamere nascoste in Parlamento, la Casta si ribella

microspie nella camera

Negli scorsi mesi ha destato molto scalpore la vicenda del parlamentare IDV Francesco Barbato, che si è recato in Parlamento munito di una telecamera nascosta all’interno dell’occhiello della sua giacca.

Grazie alla microcamera, l’onorevole Barbato è riuscito a riprendere e registrare i suoi colleghi in situazioni decisamente sconvenienti per un parlamentare, ad esempio documentando le parole del suo ex collega di partito Antonio Razzi, che ha ammesso di essere passato al movimento dei Responsabili di Scilipoti dietro pagamento di una ingente somma da parte dell’allora premier Berlusconi, che grazie ai Responsabili (da allora ribattezzati “Disponibili”) ha potuto salvare la sua carica per qualche mese prima della caduta.

Di fronte a rivelazioni di tale portata, in qualsiasi paese del mondo ci sarebbero state levate di scudi contro i parlamentari “in vendita” , con conseguenti richieste di dimissioni. In Italia invece, la levata di scudi da patre degli altri deputati c’è stata sì, ma contro Barbato, reo a loro dire di “avere compiuto atti ignobili” nei confronti degli altri colleghi e di aver “offeso il Parlamento”.

L’indignazione della Casta contro le telecamere nascoste di Barbato è stata assolutamente bipartisan, con Lega, PDL e PD ancora una volta uniti a difesa delle prerogative e dei privilegi dei parlamentari, tanto sono divisi quando si tratta di approvare provvedimenti a beneficio dei cittadini.

Barbato si era introdotto in Parlamento con una minicamera occultata nella giacca, accostando i colleghi sospettati di essersi “venduti” all’allora maggioranza, e riuscendo a farli parlare di tali “peripezie”, mentre il tutto veniva debitamente registrato per essere poi mandato in onda in TV nella trasmissione “Gli Intoccabili”.
Non appena il trucco è stato scoperto, immediatamente sono partite le richieste da parte degli altri parlamentari, offesi da tale “insulto”, di bloccare la diffusione di tali registrazioni, chiedendo al presidente della Camera Fini di censurare il comportamento di Barbato.

Da parte di Fini non è invece arrivata nemmeno una parola di censura verso Barbato, le cui registrazioni hanno potuto essere trasmesse, in modo che l’opinione pubblica potesse rendersi ancora una volta conto di chi la rappresenta….

Rimini – Video-spia nei bagni delle “Befane”

maggio 11, 2011 Videosorveglianza No Comments

Guardone scoperto ad armeggiare una micro telecamera nei servizi igienici del centro commerciale. Arrestato, in casa possedeva diverso materiale “rubato” con lo stesso sistema

RIMINI – Dopo il tribunale è il momento delle “Befane”. Lo spione di nudità femminili è tornato all’assalto nel Riminese: ieri mattina alle 10.30, un napoletano residente a Misano è stato infatti scoperto mentre armeggiava telecamere e micro dispositivi per effettuare riprese all’interno del bagno delle signore. A scoprirlo due minorenni, che entrando in bagno hanno segnalato la presenza dell’intruso nella loro toilette. Subito controllato dagli agenti della vigilanza privata, per l’uomo sono sono poi dovuti intervenire i carabinieri una qualvolta rinvenuta nella sua giacca la speciale cinepresa. Intervenuti dunque per perquisire il 45enne, i militari hanno dunque fatto l’amara scoperta: l’uomo nascondeva una microtelecamera che aveva appena recuperato da uno dei bagni, anche perché una volta visionato il materiale registrato i militari hanno trovato immagini di signore che andavano a fare i loro bisogni.

Tuttavia, il ‘voyeur’ si è dimostrato non essere nuovo a queste usanze. Nella sua casa misanese, perquisita nella giornata di ieri, è stato sequestrato un computer dove a quanto pare ci sarebbero altre immagini e video simili a quelli registrati nel bagno delle Befane. Per l’uomo, colto in flagranza di reato, sono scattate le manette per violazione di vita privata, e si sono aperte le porte del carcere “Casetti”. Difeso dagli avvocati Carlo Alberto Zaina e Gianmaria Gasperoni, il misanese si presenterà questa mattina davanti al giudice per il processo per direttissima

Fonte: Romagna Noi

Microtelecamere per sorveglianza

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Endoacustica Europe srl

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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 07.03.2001

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata
. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

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 RILEVATORE MICROSPIE
bonifiche ambientali
Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
 MICROREGISTRATORI
Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all’auricolare celato nell’orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.

ARTICOLI IN RILIEVO

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

6 Set 2017

microspie-gsm

Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi in venditori della domenica che, in quanto a qualità ed efficacia del prodotto commercializzato, lasciano alquanto a desiderare. Non solo. …

Come ottenere i tabulati telefonici dal vostro operatore di telefonia mobile in pochi semplici passaggi

7 Ago 2017

tabulati-telefonici-tim-wind-vodafone-3

In questo articolo vi sveleremo cosa fare per ottenere il tabulato telefonico delle chiamate in uscita dal vostro cellulare, grazie a un servizio on line che la maggior parte degli operatori telefonici (TIM, Tre, Vodafone ecc.) mette a disposizione dei propri clienti in maniera del tutto gratuita. Ma non perdiamoci in chiacchiere e vediamo subito come si comporta ciascun operatore a riguardo. TIM Per richiedere il tabulato telefonico da parte …

Come difendersi dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate

28 Apr 2017

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Mentre anche la politica d’oltreoceano, con la recente presa di posizione abolizionista del neo presidente americano Donald Trump, sembra muovere in direzione opposta a quella della tutela dei dati on line, garantirsi degli strumenti efficaci contro il furto di informazioni diventa ogni giorno più pressante. Lo stesso dicasi per le intercettazioni telefoniche abusive. Ovviamente in quest’ultimo caso ci riferiamo a tutte quelle operazioni non autorizzate da organi giudiziari competenti, ma comunque avviate in maniera indiscriminata …

Microspia GSM NANO-BUG. Per un ascolto efficace di veicoli o ambienti da qualsiasi distanza

9 Dic 2016

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Se cercate una microspia audio dalle dimensioni realmente ridotte, facile da installare e capace di funzionare da qualsiasi distanza, allora la NANO-BUG è il dispositivo adatto a voi. Questo gioiellino di elettronica per l’intelligence funziona infatti grazie a un vettore GSM Quadriband che permette l’ascolto audio da qualsiasi postazione. Le caratteristiche più interessanti della NANO-BUG risiedono principalmente nella programmazione da remoto attraverso l’invio di SMS di comando (fino a 5 …

Come scoprire se qualcuno ti sta spiando in poche semplici mosse

21 Set 2016

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Temi che qualcuno abbia piazzato dei microfoni nel tuo appartamento? Hai paura che stiano spiando ogni tuo movimento? Sei convinto che nella tua auto ci sia una microspia? Vediamo insieme quali segnali prendere in considerazione per evitare qualsiasi abbaglio interpretativo e giungere invece alla verità. Prima di passare a elencare i segni tangibili e quelli meno evidenti di eventuali intercettazioni in atto, sarebbe  tuttavia opportuno chiedersi: perché dovrebbero spiare proprio …

Microregistratore digitale SAB-R1: lunga durata e dimensioni ridottissime

26 Ago 2016

microregistratore-digitale-sab-r1

Registra file audio a livello ambientale su memoria integrata da 8GB per 40 ore consecutive. Il micro registratore digitale SAB-R1, di recente ideazione, si colloca ai primi posti nel panorama dei dispositivi elettronici per la registrazione ambientale in modalità nascosta. Questo grazie soprattutto alla sua capacità di registrare e archiviare file in formato wave (ad altissima qualità audio) per una durata prossima alle 40 ore. Le sue ridotte dimensioni (4×1.7×0.8 …

Come proteggersi dal cyberbullismo. L’esempio di Facebook

26 Lug 2016

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Come difendere i nostri figli dai bulli che popolano la rete? La risposta potrebbe arrivare dalle linee guida pubblicate qualche tempo fa da Facebook su una pagina dedicata al bullismo, dal titolo: “Fermiamo il bullismo. Presentazione di strumenti, suggerimenti e programmi per aiutare le persone a difendere se stesse e gli altri“. L’obiettivo principale del noto social network è chiaramente quello di mitigare l’aumento di casi di violenza verbale, ingiurie …

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 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

2 Gen 2014

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

La bambina virtuale adescata da 20mila adulti

26 Nov 2013

Sweetie, una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate. Erano disposti a …

Il costo della nostra privacy

31 Lug 2013

Si è soliti sostenere che la privacy non ha prezzo, oggi però ci sono dei parametri attendibili con cui farsi un’idea: il tariffario con cui gli operatori telefonici e gli Internet service provider statunitensi vendono le conversazioni degli utenti al governo. Dopo il caso Snowden, a svelare il listino prezzi è stato il …

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

10 Mag 2011

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che …

Le vite degli altri a Pechino

7 Mag 2011

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, …