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Scoperti e filmati dalle micro camere tre falsi ciechi

Il business sulle pensioni di invalidità ha da sempre preoccupato il nostro Paese aggravando la situazione economica generale. Uno dei sistemi più efficaci nel combattere questo tipo di illeciti, fortemente radicati nel territorio, è l’utilizzo di micro telecamere che assicurano la buona riuscita delle operazioni e la raccolta di prove inequivocabili.
Lo sa bene la Guardia di Finanza di Palermo che ha incastrato tre soggetti, due uomini ed una donna, che da oltre 30 anni percepivano la pensione di invalidità come ciechi assoluti provocando, negli anni, un danno allo Stato per oltre 520 mila euro.

I truffatori sono stati ripresi dalle telecamere mentre giocavano a carte, andavano dal barbiere e a fare la spesa senza alcuna difficoltà. Uno aveva addirittura un profilo Facebook in cui era palese che l’uomo conduceva una vita del tutto normale. Lo stesso è risultato intestatario di un auto. I finanzieri lo hanno monitorato e filmato mentre passeggia parlando al cellulare, spazza il cortile di casa e va dal barbiere senza alcun aiuto o difficoltà.

Gli altri due truffatori ciechi, frequentavano i bar, giocavano a carte, passeggiavano e facevano compere. Entrambi, avevano formalmente dei delegati per il ritiro della pensione.
L’attività di osservazione e di pedinamento, con foto e riprese video è perpetrata quotidianamente dalle Forze dell’Ordine che utilizzano validi sistemi di sorveglianza in grado di garantire la massima discrezione per la buona riuscita delle operazioni. Alla stessa maniera diversi cittadini partecipano attivamente a questo tipo di monitoraggi acquistando micro camere professionali e immortalando situazioni “anomale”. Collaborando con le forze dell’ordine non solo si eleva il proprio grado di cittadinanza attiva, ma soprattutto si contribuisce a ridurre il peso economico nazionale che questi malviventi procurano giorno dopo giorno.

Tangente in diretta, 3mila euro al carabiniere

Una micro camera non perdona e non lascia spazio a dubbi ed incertezze. Proprio grazie a questo strumento sono stati colti sul fatto due imprenditori cinesi, ristoratori di Ossona, in provincia di Milano.

In particolare i due, dopo aver ricevuto un verbale per aver fatto lavorare due dipendenti in nero, hanno cercato di evitare la denuncia allungando una busta ad un carabiniere dell’ispettorato del lavoro di Milano. Ma il militare, insospettitosi da alcune allusioni fatte nei giorni precedenti dalla coppia, si era dotato di una micro camera ed ha filmato l’incontro.

Nel video si vede chiaramente che la donna, ad un certo punto, sfila dalla borsa una busta e la allunga sorridente al carabiniere che si accorge subito che dentro c’è del denaro, ben 3mila euro. Immediato è scattato l’arresto. I due, dopo tre giorni a San Vittore, sono stati scarcerati. I PM ne hanno chiesto il giudizio immediato.

Gesto intelligente e senza scrupoli del carabiniere che ha adempito al suo dovere con fermezza. Di certo l’operazione è andata a buon fine grazie all’ausilio della microcamera che ha fornito la prova inequivocabile del tentativo di corruzione. Spesso è proprio l’assenza di elementi comprovanti a bloccare il corso della giustizia.

Violenze a scuola: arrestata un’insegnante

Una storia ormai troppo comune di maltrattamenti in scuole e in luoghi di educazione e assistenza. Questa volta è accaduto a Roma. Umiliazioni verbali verso bambini con difficoltà psico-infantili apostrofati con parole come “scemo”, “zozzo”, “schifoso”, “bastardo”, “cosa inutile”. E i più grandicelli usati per deridere i piccoli e incitati alla violenza nei confronti degli altri: “Vai da lui e schiaffeggialo”, gli ordini dell’educatrice.

In tanti si erano rivolti ai dirigenti scolastici e alle forze dell’ordine, ma occorrevano prove più concrete. Così il sostituto procuratore titolare dell’inchiesta ha deciso di installare delle microcamere in aula e in diversi altri spazi della scuola; queste hanno subito fornito riscontri oggettivi sugli indizi di colpevolezza.

Le immagini hanno ripreso quanto accaduto dal 24 aprile all’8 maggio consentendo agli inquirenti di prendere atto dei “comportamenti vessatori, offensivi e violenti” della maestra. Significativo sarebbe quello che è accaduto nella tarda mattinata del 24 aprile: il video riprende l’educatrice mentre dà uno schiaffo ad un bambino e ne insulta un altro che manifesta difficoltà di relazione e di parola. Per rimproverare un bimbo con disagi “colpevole” di essersi fatto la pipì nei pantaloni, l’insegnante dice alla classe “Se l’è fatta sotto, è uno schifoso”. Lei resta seduta, non provvede a pulirlo né chiama qualcuno perché lo faccia, anzi ordina al bambino di pulirsi da solo, consegnando la carta assorbente al piccolo che, impaurito, provvede a pulire anche la sedia, inginocchiandosi e asciugando fin sotto il tavolo. Poi torna a infierire con le offese: “Sudicione, asciuga bene per terra prima. Forza, guarda che se vengo là ti faccio dare la testa sopra, eh?”.

Dunque per maltrattamenti e percossea bambini sono state arrestate, ai domiciliari, la maestra di 57 anni e la coordinatrice della scuola pubblica per l’infanzia in zona Tiburtina, a Portonaccio. Secondo l’ordinanza di custodia cautelare disposta dal gip Elvira Tamburello sono stati tanti gli episodi violenti nei confronti dei bimbi a cui la maestra, madre di due figli, sarebbe ricorsa per ottenere l’obbedienza degli alunni, che vivevano in un clima di terrore. A volte le percosse arrivavano anche senza alcun motivo.

La coordinatrice della scuola è apparsa incredula al momento dell’arresto, anche se dai primi accertamenti risulta che la stessa sarebbe stata avvertita più volte della condotta dell’insegnante, omettendo di prendere gli opportuni provvedimenti, anzi accusando le altre operatrici di invidia e gelosia. A parlare delle violenze a qualche genitore sarebbero stati anche alcuni bimbi.

Sempre nelle immagini si vede l’insegnante che se la prende con un altro bambino al quale tira i capelli “Non urlare, sciocco, ti do un cazzotto qui, eh?” e lo schiaffeggia sul volto. Il 3 maggio poi le ire sono contro un altro bimbo che avrebbe scritto su un mobile: “Vero che hai fatto quella schifezza lì? Te la faccio pulire con la lingua”. Il 6 maggio di fronte ad un altro bimbo che non ha risposto a una sua domanda, lo minaccia: “Ripeti immediatamente ciò che ho detto. Ripetilo, prima di tre, se tu non lo ripeti vengo là e t’attacco al lampadario”. Il 7 maggio l’insegnante prende di mira un altro allievo che, strattonato, è costretto a sedersi vicino al muro; inutilmente, cerca di difendersi con un “non sono stato io”. Nei video si vede anche come la maestra sia stata più volte ripresa dalle sue colleghe per i suoi metodi poco educativi. L’unico accorgimento della maestra sarebbe stato quello di non assumere comportamenti violenti in presenza di altro personale scolastico.

I genitori chiedono a gran voce di poter vedere i video ripresi dalle microcamere, sgomenti circa l’accaduto. Esigono spiegazioni intenzionati a ritirare i propri figli dalla scuola romana.
Un episodio gravissimo che ha richiesto lunghe indagini. Solo attraverso l’utilizzo delle microcamere si è potuto far chiarezza sugli accadimenti e mettere un punto alle violenze subite quotidianamente dai bambini. In numerose altre situazioni sono stati i dirigenti scolastici o i genitori stessi ad impiantare delle microcamere in oggetti dei bambini, aule o spazi comuni, per monitorare il comportamento del personale scolastico evitando che questo tipo di umiliazioni e violenze si protraessero nel tempo.

Prof ubriacone cacciato dall’università

E’ successo a Pavia. Nei giorni scorsi, un docente del corso di inglese del corso di laurea in Scienze della comunicazione dell’università, Anthony Baldry, si è visto revocare il contratto ed è stato costretto ad abbandonare tutti i corsi a lui affidati.
Tra le motivazioni “gravi violazioni accertate” che includono l’acquisto obbligatorio, come spesso avviene, dei suoi libri (pena l’esclusione dalla frequenza del corso e quindi l’impossibilità di sostenere l’esame), l’utilizzo continuo di un linguaggio inappropriato, volgare, spesso offensivo nei confronti degli studenti e essersi presentato in aula completamente ubriaco.

Tre accuse a dir poco gravi che hanno trovato fondamento in alcuni filmati amatoriali girati con gli smartphone degli studenti e postati in alcuni siti di studenti come scuolazoo.com. Questi strumenti possono rivelarsi decisivi in casi simili, come anche lo sono stati, in un’ottica più valida, le DVR pen delle normali penne scriventi dotate di microfono e videocamera ad alta risoluzione che, oltre ad essere utilizzate per registrare le normali lezioni, si sono spesso rivelate complici della Giustizia in quanto hanno consentito di raccogliere prove senza destare sospetti.

Pare che per ottenere una qualità di insegnamento maggiore, gli studenti avevano in precedenza raccolto firme e inoltrato numerose segnalazioni, al fine di cacciare il professor Baldry dall’Università di Pavia. Ovviamente queste richieste non sono state prese in seria considerazione. Spesso bisogna far affidamento sui propri mezzi per essere ascoltati!

Elezioni ai tempi di smartphone e social network

E’ tempo di elezioni e numerosissimi sono i votanti che esprimono il proprio parere e contribuiscono alle campagne elettorali tramite social network e siti di condivisione. Accesi dibattiti e consigli sottobanco sono veicolati a tutte le ore del giorno e della notte. C’è addirittura chi, non soddisfatto del proprio apporto politico, decide di testimoniare il proprio voto con foto scattate da cellulari o con micro sistemi video.

Secondo il decreto legge del 1° aprile 2008 n.48 è severamente vietato fotografare o riprendere la scheda, pena l’arresto da tre a sei mesi e un’ammenda da 300 a 1000 euro. Il personale preposto all’interno dei seggi è tenuto a vigilare il corretto svolgimento della votazione invitando i votanti a lasciare in custodia il proprio cellulare e affiggendo molti cartelli all’interno dei seggi. I presidenti non sono altresì autorizzati a perquisire i votanti o ad entrare nella cabina di voto.

Lo scopo del divieto è chiaramente quello di evitare il voto di scambio. Non sono inusuali infatti gli scambi di denaro in cambio di foto nelle cabine elettorali. In queste ore sono davvero numerose questo tipo di immagini che circolano su Facebook e su Twitter che ritraggono elettori mentre barrano il simbolo del partito scelto.
Eclatante è stato il caso di un imprenditore della provincia di Genova, il quale, sorpreso a riprendere con il telefono cellulare le operazioni di voto, ha dato in escandescenze minacciando di portarsi via scheda elettorale e matita. Per questo l’uomo di 44 anni è stato denunciato per turbativa delle operazioni di voto. I carabinieri sono intervenuti in seguito alla segnalazione dello stesso presidente di seggio allarmato per quanto stava accadendo.

Appare inarrestabile questo fenomeno e desta molta preoccupazione l’aspetto strettamente legale. Spesso sono gli stessi politici in candidatura a sovvenzionare questo tipo di atti illegali e quindi sarebbe valido un intervento mirato ad eliminare il problema alla base. Non mancano le intercettazioni telefoniche, condotte con validi strumenti, che attestano compromessi e baratti di ogni genere.

Le microcamere possono essere ovunque

Sempre più frequenti sono le notizie di microcamere installate in luoghi impensabili come palestre, chiese e addirittura bagni pubblici. Piccolissime e discrete riescono ad essere impiantate in oggetti quotidiani e di uso comune così da non destare nessun sospetto.

Un esempio di questo fenomeno può essere l’episodio avvenuto nello spogliatoio della Samarcanda Racanese, squadra di volley della provincia di Treviso, dove è stata rinvenuta una microspia che sembrerebbe esser stata installata dall’allenatore della squadra femminile allo scopo di spiare le giocatrici sotto la doccia. Delle immagini che l’impianto di videoregistrazione dovrebbe aver catturato, non c’è traccia né nel computer dell’uomo e neppure nella scheda di memoria della videocamera seppure nel momento in cui una ragazza ha scovato il dispositivo, era accesa la lucina rossa che indica la registrazione in corso. L’apparecchio era nascosto all’interno di una scatola di cartone posata sopra un muretto divisorio tra lo spogliatoio e la zona delle docce.
La ragazza, dopo aver trovato la microcamera si è rivolta all’allenatore che le ha raccomandando di non dire nulla dell’accaduto; ma alcune ragazze si sono confidate con i genitori ed è scattata la segnalazione ai carabinieri.
La Procura ha incaricato il perito di accertare se la scheda di memoria sottoposta ai primi accertamenti sia effettivamente quella originale. Il dubbio degli inquirenti è che il supporto sia stato sostituito.

Ancora più sconcertante può risultare il ritrovamento di un occhio elettronico in una toilette di una parrocchia di Longara. Una ragazzina è stata incuriosita da una piccola lucina che proveniva da un porta rifiuti e, aprendolo, ha trovato la microcamera.
Il centro parrocchiale era aperto per il week end per una sagra e la spy cam stava riprendendo i fruitori del wc da diverse ore.
Nelle immagini registrate si vedono due uomini e la ragazza minorenne che ha scoperto la microcamera in bagno. Si pensa che i colpevoli possano essere persone inesperte data la scarsa professionalità dello strumento. Di certo chiunque avrebbe potuto avere accesso al bagno del centro parrocchiale data l’occasione di festa e il viavai di gente.

Molti centri sportivi e responsabili di luoghi pubblici si stanno dotando di validi strumenti per la bonifica ambientale. Con questi è possibile rivelare la presenza di microspie anche a grande distanza nell’arco di pochi minuti. Apparecchi semplici e di facile utilizzo che potrebbero evitare spiacevoli episodi e danni di immagine.

Anche l’abbandono dei cani può essere arginato con l’uso delle telecamere

Hanno abbandonato furtivamente un cane nei pressi di un pub in Inghilterra, ma non hanno tenuto conto delle telecamere a circuito chiuso di un vicino hotel. Dalle immagini è stato facile identificare due donne, di cui una in evidente stato di gravidanza. Le due, hanno legato un cane di razza Rottweiler ad un cancello e poi sono andate via. L’animale è stato ritrovato poco dopo dai dipendenti del pub. Hero, il nome attribuito al cane dai ritrovatori, era ridotto in pessime condizioni, normalmente avrebbe dovuto avere un peso di circa 50 kg, ma pesava solo 22 kg.
Le immagini dell’abbandono sono state acquisite dalla Rspca, la principale charity inglese che si occupa di animali, e si renderanno utili ad individuare le due donne.
Il Daily Mail, riportando la notizia, ha riferito che una delle due donne, dopo aver probabilmente notato la telecamera , ha esitato qualche istante, ma dopo essersi velocemente confrontata con la complice, ha proseguito nella missione legando il cane alle sbarre, mentre l’altra osservava. Anche una volta terminata l’operazione, le due hanno guardato verso la telecamera prima di darsi alla fuga.

Come è evidente in questo episodio, le telecamere di sorveglianza possono non solo salvaguardare la nostra sicurezza, ma anche quella degli altri, siano essi persone o animali. Un ulteriore valido motivo per scegliere di installare microcamere professionali facilmente occultabili in modo da garantirsi e garantire la massima sicurezza.

Una microcamera per denunciare la condizione delle ragazze russe

Un video-denuncia di una ragazza russa, Yulia, che intende mostrare al mondo come vengono trattate proprio le ragazze in Russia.

Il video è stato pubblicato da Red Hot Russia, un sito specializzato in analisi e controllo sulla repubblica federale. Yulia, assieme ai suoi amici, ha girato Mosca con una microcamera nascosta ed è stata subito abbordata da almeno cinque uomini. Questi le si sono accostati con pesantissime avances e, quando lei ha chiesto gentilmente di essere lasciata in pace, le hanno risposto con insulti o pesanti insistenze.

Una condizione non di certo felice quella di molte ragazze russe, ammirevole sicuramente il coraggio delle persone come Yulia che servendosi solamente di qualche amico e di una microcamera ha dato voce a migliaia di persone.

Ecco il video.

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma.

Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in questi giorni ha diffuso un interessante servizio, corredato nella versione online anche da un video, che spiega come difendersi dai furti in appartamento durante il periodo estivo. A dare i consiglio, non solo il Commissario Gennaro Corrado, della Questura di Napoli, ma anche un “Lupin” pentito, un 38enne con oltre vent’anni di carriera da ladro alle spalle, poi convertitosi alla legalità trovando un lavoro normale. Le ragioni che l’hanno spinto a fare come mestiere il ladro? La necessità: difficoltà nel trovare lavoro ed una famiglia con due figli piccoli da mantenere.

Secondo gli esperti intervistati dalla testata napoletana la prima vera “mossa” da attuare per prevenire i furti nelle case è mantenere buoni rapporti di vicinato, perché “Un buon rapporto di vicinato vale più di un sistema d’allarme”. O, se non si dovessero avere buoni rapporti con i vicini, è bene fare affidamento su un parente o un amico che di tanto in tanto si rechino nell’appartamento per dare una controllatina e per svuotare la cassetta della posta (una cassetta piena è indice che in casa non vi è nessuno.

Prima di partire in vacanza sarebbe bene, inoltre, fotografare i propri oggetti di valore, per poi controllare, al ritorno, che non manchi nulla; chiudere bene porte e finestre, non importa a quale piano si abiti: come afferma il ladro pentito, le bande di solito hanno al loto interno un uomo capace di arrampicarsi fino al settimo piano, una specie di “uomo-ragno” insomma.

Indispensabile è, poi, dotarsi di un buon sistema di allarme, facendo anche molta attenzione a chi lo installa: far installare il proprio impianto ad una persona che potrebbe essere “alleata” dei ladri sarebbe come lasciare tutte le porte aperte. E anche per quanto riguarda i sistemi di allarme, oggi i ladri sono sempre più all’avanguardia e aggiornati alle ultime tecnologie e sono capaci, secondo il “Lupin” pentito, di riuscire a disattivare in 20 minuti anche i dispositivi più complessi, come quelli anti-schiuma e anti-strappo.

I sistemi più sicuri, invece, risulterebbero quelli collegati agli organi di vigilanza, pronti ad intervenire ogni qualvolta un apparecchio invii la segnalazione, o i sistemi di videosorveglianza nascosti, come le telecamere spia.

Nascosto in un baule suggeriva con una ricetrasmittente le risposte ai quiz della patente

Il candidato con una telecamera nascosta permetteva al truffatore, in un baule, di vedere le schede dei quiz e riceveva subito le risposte corrette.

E’ stato trovato dalla polizia nascosto in un baule di un’auto mentre si accingeva a passare le risposte ai quiz ad un candidato in aula tramite una ricetrasmittente. E’ stata sventata per caso dalla polizia un’ingegnosa truffa.

La volante del 113 ieri, 9 marzo, stava transitando in via Maestri del Lavoro quando ha notato uno strano movimento. Due uomini scendevano da una Ford Mondeo parcheggiata davanti alle finestre della Motorizzazione e mentre uno si dirigeva verso un bar l’altro entrava nel baule.

‘LA TRUFFA NEL BAULE’ – A quel punto gli agenti della volante fermavano il primo uomo chiedendogli di aprire il baule. Dentro rannicchiato c’era un 40enne piacentino, ‘armato’ di una torcia, di manuali della scuola guida e di un monitor Lcd che, collegato ad una batteria d’auto riceveva le immagini dalla microtelecamera che il candidato ‘disonesto’ aveva addosso durante l’esame (FOTO).

I COINVOLTI – Un vero e proprio armamentario che avrebbe permesso ad un candidato di passare l’esame scritto della patente. A finire nel mirino della polizia quindi sono due piacentini, un 55enne originario di Ragusa e un 40enne di Castelsangiovanni. Il ‘beneficiario’ di questa truffa è un ragazzo straniero che ieri avrebbe dovuto sostenere l’esame alla Motorizzazione.

LE INDAGINI – La questura spiega che i due uomini gravitano intorno al mondo delle autoscuole piacentine. Il dirigente delle volanti, Filippo Sordi Arcelli Fontana infatti spiega che questa potrebbe essere solo “la punta dell’iceberg di una truffa ben più grossa e articolata che potrebbe coinvolgere l’intero mondo delle autoscuole piacentine”. I due piacentini sono stati denunciati per tentata truffa aggravata, mentre la posizione del ragazzo trovato ad usufruire di questo ‘servizio’ è ancora al vaglio degli inquirenti.

Fonte: Il Piacenza

Telecamere miniaturizzate

Vittorio Emanuele incastrato da un video: “Ho ucciso Dirk”

febbraio 25, 2011 Telecamere nascoste No Comments

“Ho ucciso io Dirk Hamer”. Vittorio Emanuele di Savoia nel 2006 confessò l’omicidio ai suoi compagni di cella, ignaro di essere intercettato e ripreso da una microcamera nascosta. Ora il filmato è arrivato nelle mani del Fatto Quotidiano. Dopo 33 anni Vittorio Emanuele ha raccontato di aver sparato ad Hamer col suo fucile nella notte sull’isola di Cavallo, in Corsica. Nel video il principe si vanta dell’omicidio e di essere riuscito a farla franca nel processo-farsa in Francia. Ecco come andò. Vittorio Emanuele è a Potenza nella cella dov’è detenuto per l’inchiesta su Vallettopoli. Commenta le notizie del telegiornale – che parlano di lui – con i suoi compagni di prigione. I coindagati Rocco Migliardi, Gian Nicolino Narducci e Ugo Bonazza, reclusi con lui, lo incitano: “Lei è già fuori!”. L’”erede al trono” cede alla tentazione dell’autocompiacimento, non è la prima volta che se la cava con poco: “Nel mio processo a Parigi…”.

Nel filmato Vittorio Emanuele rievoca la notte tra il 17 e il 18 agosto 1978: un ragazzo tedesco di 19 anni, Dirk Hamer, viene raggiunto da due colpi di fucile alla gamba destra. Muore dopo 111 giorni, 19 operazioni e l’amputazione dell’arto. L’unico imputato è Vittorio Emanuele, che nega ogni responsabilità. Alla fine la giuria francese lo dichiara innocente, dopo un processo durato solo tre giorni. Quando nel 2006 i giornali pubblicano stralci dell’intercettazione ambientale in cui si vanta di aver “fregato” i giudici francesi e ricostruisce la traiettoria delle sue fucilate, Vittorio Emanuele convoca una conferenza stampa. Accompagnato dai legali e dal figlio Emanuele Filiberto, sminuisce le sue esternazioni su Dirk Hamer e dice che sono state falsificate: “Due tribunali francesi si sono pronunciati prosciogliendomi da ogni responsabilità. Lo hanno fatto perché ci sono prove chiare. La pallottola che ha colpito il ragazzo non poteva essere del mio fucile. Qualcuno ha sparato con una pistola a quel povero ragazzo, ecco la verità”. Dichiarazioni che ora vengono smentite dalle parole che lui stesso ha pronunciato in carcere: “Io ho sparato un colpo così e un colpo in giù, ma il colpo è andato in questa direzione, è andato qui e ha preso la gamba sua, che era (non si capisce, ndr) steso, passando attraverso la carlinga”. Spiega il tipo di proiettile: “Pallottola trenta zero tre”. L’ammissione continua così: “Devo dire che li ho fregati… Il Procuratore aveva chiesto 5 anni e 6 mesi. Ero sicuro di vincere. Ero più che sicuro”. Infatti “mi hanno dato sei mesi con la condizionale: sei mesi, c’era un’amnistia, non l’hanno neanche scritto! Sono uscito!”, e scoppia a ridere. Nel 2006 Birgit Hamer, la sorella di Dirk, legge queste intercettazioni ambientali sui giornali. “Se fossero autentiche e testuali metterebbero – spiega lei – la parola fine su questa storia: sarebbe impossibile negare che, a prescindere dalle sentenze, Savoia sia il vero e unico responsabile della morte di mio fratello”.

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Telecamere nascoste per videosorveglianza

Palermo, l’odissea negli ospedali

febbraio 20, 2011 Telecamere nascoste No Comments

2Panorama racconta i disagi in corsia

Il set è quello di un ospedale da Terzo mondo, ma siamo in Italia, tra le corsie di Palermo, e non è un film. La telecamera (nascosta), quella di un giornalista di Panorama che è entrato il 13 e 14 febbraio nell’Ospedale dei bambini “G. di Cristina”. Un reality shock che parte dal pronto soccorso: i piccoli in braccio ai genitori si lamentano, l’accettazione è un’odissea, può durare anche 8 ore. Si attende tra i lamenti in condizioni vergognose.

La sala d’attesa è un angusto spazio senza giochi né posto per sedersi, eppure all’ingresso si legge: “Azienda di rilievo nazionale e di alta specializzazione”. Nei corridoi del reparto ricoveri è peggio, il caos: percorrerlo significa dover fare uno slalom tra barelle, flebo, mamme che cullano i bambini, lettini di fortuna dove i genitori dormono e assistono i figli.

Dopo ore di attesa estenuante, quando va bene si finisce ammassati lì, in corridoio. Un reportage, quello di Panorama, che si sposta all’Ospedale Civico, uno dei più grandi complessi sanitari del sud. Stesso disastro sanitario, con una differenza: i pazienti sono adulti. Lo scenario, quindi, si ribalta: qui sono le figlie che assistono i papà anziani ricoverati in stanzette provvisorie, per esempio in una sala tv.

Nessuna separazione tra i loro letti, nessuna privacy. Il 4 febbraio il manager dell’Arsa, azienda sanitaria cui fanno capo l’Ospedale dei bambini e il Civico, si è dimesso. Al suo posto, nei due ospedali, si è insediato un commissario straordinario.

Fonte: TG Com

Microcamere nascoste per sorveglianza video

Tribunale di Rimini, telecamera spia nel bagno delle donne

febbraio 17, 2011 Telecamere nascoste No Comments

Un’avvocatessa scopre una mini-videocamera nascosta nel bagno delle donne del Tribunale di Rimini.

Si potrebbe pensare che chiunque voglia nascondere una telecamera in un bagno pubblico a tutti i luoghi possa pensare meno che a un Tribunale.

Invece proprio nel bagno riservato alle donne del Tribunale di Rimini un’avvocatessa ha notato, nascosta da un cestino dei rifiuti, una piccola telecamera nascosta.

La sicurezza, avvisata immediatamente, ha rimosso il dispositivo mentre ora le forze dell’ordine hanno avviato un’indagine per capire chi l’abbia posizionato.

La telecamera utilizzata per spiare le donne che si recavano al bagno trasmetteva via radio le riprese: è possibile che immagini e filmati siano già in Internet.

Fonte: Zeus News

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A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

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 RILEVATORE MICROSPIE
bonifiche ambientali
Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
 MICROREGISTRATORI
Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all’auricolare celato nell’orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.

ARTICOLI IN RILIEVO

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

6 Set 2017

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Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi in venditori della domenica che, in quanto a qualità ed efficacia del prodotto commercializzato, lasciano alquanto a desiderare. Non solo. …

Come ottenere i tabulati telefonici dal vostro operatore di telefonia mobile in pochi semplici passaggi

7 Ago 2017

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In questo articolo vi sveleremo cosa fare per ottenere il tabulato telefonico delle chiamate in uscita dal vostro cellulare, grazie a un servizio on line che la maggior parte degli operatori telefonici (TIM, Tre, Vodafone ecc.) mette a disposizione dei propri clienti in maniera del tutto gratuita. Ma non perdiamoci in chiacchiere e vediamo subito come si comporta ciascun operatore a riguardo. TIM Per richiedere il tabulato telefonico da parte …

Come difendersi dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate

28 Apr 2017

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Mentre anche la politica d’oltreoceano, con la recente presa di posizione abolizionista del neo presidente americano Donald Trump, sembra muovere in direzione opposta a quella della tutela dei dati on line, garantirsi degli strumenti efficaci contro il furto di informazioni diventa ogni giorno più pressante. Lo stesso dicasi per le intercettazioni telefoniche abusive. Ovviamente in quest’ultimo caso ci riferiamo a tutte quelle operazioni non autorizzate da organi giudiziari competenti, ma comunque avviate in maniera indiscriminata …

Microspia GSM NANO-BUG. Per un ascolto efficace di veicoli o ambienti da qualsiasi distanza

9 Dic 2016

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Se cercate una microspia audio dalle dimensioni realmente ridotte, facile da installare e capace di funzionare da qualsiasi distanza, allora la NANO-BUG è il dispositivo adatto a voi. Questo gioiellino di elettronica per l’intelligence funziona infatti grazie a un vettore GSM Quadriband che permette l’ascolto audio da qualsiasi postazione. Le caratteristiche più interessanti della NANO-BUG risiedono principalmente nella programmazione da remoto attraverso l’invio di SMS di comando (fino a 5 …

Come scoprire se qualcuno ti sta spiando in poche semplici mosse

21 Set 2016

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Temi che qualcuno abbia piazzato dei microfoni nel tuo appartamento? Hai paura che stiano spiando ogni tuo movimento? Sei convinto che nella tua auto ci sia una microspia? Vediamo insieme quali segnali prendere in considerazione per evitare qualsiasi abbaglio interpretativo e giungere invece alla verità. Prima di passare a elencare i segni tangibili e quelli meno evidenti di eventuali intercettazioni in atto, sarebbe  tuttavia opportuno chiedersi: perché dovrebbero spiare proprio …

Microregistratore digitale SAB-R1: lunga durata e dimensioni ridottissime

26 Ago 2016

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Registra file audio a livello ambientale su memoria integrata da 8GB per 40 ore consecutive. Il micro registratore digitale SAB-R1, di recente ideazione, si colloca ai primi posti nel panorama dei dispositivi elettronici per la registrazione ambientale in modalità nascosta. Questo grazie soprattutto alla sua capacità di registrare e archiviare file in formato wave (ad altissima qualità audio) per una durata prossima alle 40 ore. Le sue ridotte dimensioni (4×1.7×0.8 …

Come proteggersi dal cyberbullismo. L’esempio di Facebook

26 Lug 2016

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Come difendere i nostri figli dai bulli che popolano la rete? La risposta potrebbe arrivare dalle linee guida pubblicate qualche tempo fa da Facebook su una pagina dedicata al bullismo, dal titolo: “Fermiamo il bullismo. Presentazione di strumenti, suggerimenti e programmi per aiutare le persone a difendere se stesse e gli altri“. L’obiettivo principale del noto social network è chiaramente quello di mitigare l’aumento di casi di violenza verbale, ingiurie …

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 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

2 Gen 2014

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

La bambina virtuale adescata da 20mila adulti

26 Nov 2013

Sweetie, una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate. Erano disposti a …

Il costo della nostra privacy

31 Lug 2013

Si è soliti sostenere che la privacy non ha prezzo, oggi però ci sono dei parametri attendibili con cui farsi un’idea: il tariffario con cui gli operatori telefonici e gli Internet service provider statunitensi vendono le conversazioni degli utenti al governo. Dopo il caso Snowden, a svelare il listino prezzi è stato il …

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

10 Mag 2011

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che …

Le vite degli altri a Pechino

7 Mag 2011

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, …