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Nicola Gratteri: La Giustizia italiana è la migliore!

luglio 4, 2011 Spionaggio No Comments

Il magistrato Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della Repubblica presso il Tribunale di Reggio Calabria, è giunto a Putignano, offrendo una grande lezione di vita al numeroso pubblico che ha gremito la Sala Congressi del Centro “Giovanni Paolo II”, ubicato nel quartiere di San Pietro Piturno, divenuta la cornice ideale degli eventi sulla legalità organizzati dall’associazione barese GensNova.

Un convegno interessantissimo, moderato dal giornalista Dott. Mario Valentino, nel quale Gratteri ha raccontato numerosi aneddoti sull’ndrangheta, legate alla sua lunga carriera di magistrato e di studi sulla criminalità, dai quali è emerso un legame particolare tra l’ndrangheta e la Chiesa, con quest’ultima che si è avvalsa in differenti circostanze del “silenzio assenso”, in cambio il capomafia ha ristrutturato la chiesa.

“La forza della mafia – sostiene Nicola Gratteri – è di essere capace a risolvere rapidamente i problemi, mentre la nostra debolezza è la lentezza della giustizia, perché per concludere un futile contrasto civile si impieghiamo anni. Sono convinto che l’ndrangheta toglie la felicità, il sorriso e non crea lavoro, anche se in realtà ci vogliono farci credere questo”.

FRATELLI DI SANGUE – Il dott. Gratteri ha raccontato all’attenta platea putignanese il libro “Fratelli di Sangue”. Un saggio sulla ‘Ndrangheta scritto assieme al giornalista e studioso Antonio Nicaso, nato con lo scopo di smentire le “idiozie” che sentivano sulla ‘ndrangheta.

Si tratta di un libro di grandissimo spessore, definito dallo stesso autore “un mattone”, nel quale viene descritta la criminalità organizzata calabrese raccontandone la storia, la struttura e i codici. Il volume, redatto dopo tre anni di lavoro con un’approfondita ricerca presso l’archivio di Stato di Reggio Calabria, riporta una miriade di dettagli e documenti originali dell’ndrangheta , tra cui il rituale di affiliazione e la riproduzione di un codice manoscritto, sequestrato nel giugno del 1987 dal covo del superlatitante Giuseppe Chilà.

GIUSTIZIA – Gratteri ha sottolineato: “La giustizia italiana è la migliore al mondo, in modo particolare sulla lotta alla mafia. La nostra capacità organizzativa è superiore agli altri Stati europei, anche se sono più forti economicamente. Infatti, gli esecutori materiali della Strage di Duisburg sono stati individuati attraverso il DNA, recuperato dalla forfora dei capelli presente sul poggiatesta dell’autovettura”.

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Lupara bianca, microspia incastra i killer dei due pregiudicati sotto controllo

maggio 12, 2011 Microspie No Comments

Gli investigatori stavano sorvegliando le vittime e hanno ascoltato in diretta le fasi del regolamento di conti fra clan. Si cercano i corpi, probabilmente fatti sparire in una gravina

Un duplice omicidio a sangue freddo, un caso di ‘lupara bianca’, con gli investigatori che avrebbero ascoltato in diretta le fasi dell’uccisione attraverso le microspie piazzate nell’auto di una delle vittime, sotto controllo da tempo. E ora due cadaveri scomparsi, fatti sparire probabilmente nella zona della gravina di San Marco, tra Massafra e Mottola, nel Tarantino. Per omicidio premeditato e soppressione di cadavere sono stati fermati dalla polizia Pasquale Fronza, di 34 anni, e Francesco Mancini, di 33, ritenuti gli assassini di Domencio Attorre e Domenico Petruzzelli, di Palagiano, scomparsi nella tarda serata di ieri e uccisi – ritengono gli inquirenti – nel corso di un regolamento di conti.

Le vittime appartenevano alla malavita organizzata. Domenico Attorre, in passato ritenuto elemento di spicco del clan Putignano, e Domenico Petruzzelli, con precedenti per spaccio di droga. Attorre era stato condannato in
via definitiva a 18 anni di reclusione nell’ambito del processo originato dal blitz antidroga Diana (5 aprile 1997). L’inchiesta della Procura distrettuale antimafia di Lecce e della Procura di Taranto sgominò un’organizzazione malavitosa radicata nel trangolo Ginosa-Palagiano-Palagianello, nel versante occidentale della provincia tarantina, con riferimenti nel Metapontino e anche in Calabria come stazioni di riferimento per lo smercio di stupefacenti. Il duplice omicidio potrebbe essere maturato proprio per contrasti nell’ambito dello spaccio di sostanze stupefacenti, ma non vengono escluse altre piste.

Le due vittime erano state viste la sera precedente alla denuncia di scomparsa per le vie del centro a bordo di una Volkswagen Polo di proprieta di uno dei due uomini. Intorno alle 23, la vettura è stata trovata nelle campagne circostanti alla città completamente incendiata, in un luogo distante da quello dell’agguato. Secondo gli investigatori, questo avrebbe avuto lo scopo di ostacolare le indagini e di facilitare il probabile spostamento dei cadaveri. Le ricerche dei corpi proseguono incessantemente.

Fonte: Repubblica Bari

Microspie per sorveglianza a distanza

Condannato un sistema di potere ma il conto non si chiude a Rebibbia

gennaio 23, 2011 Intercettazioni No Comments

Esisteva una forma di controspionaggio al servizio del governatore che intercettava per tempo le mosse degli investigatori e metteva a profitto quelle informazioni

Condannato per mafia va in carcere. Non è così scontato quando si tratta di colletti bianchi. Non lo era neppure per Cuffaro dopo il balletto di sentenze contraddittorie sul punto se avesse favorito singoli contigui alla mafia o l’intera organizzazione. Non lo era dopo la sortita del procuratore generale della Cassazione decisamente più tiepido dei giudici di legittimità che il favoreggiamento a Cosa nostra lo hanno confermato, ribadendo così quella che era la tesi della procura di Palermo fin dall’inizio dell’inchiesta sulle cosiddette Talpe alla Dda.

Come si ricorderà, non tutti i pm furono d’accordo sostenendo la tesi del concorso esterno che è stata poi perseguita con il secondo processo che volgerà a termine a febbraio. Anzi, lo staff di Pietro Grasso fu perfino sospettato di eccesso di cautela, quando invece i tecnici spiegano che è assai più difficile dal punto di vista probatorio dimostrare fatti precisi e circostanziati che integrano la condotta di favoreggiamento. Di fronte a un uomo che dimostra grande dignità consegnandosi senza indugio al carcere, non si può non provare rispetto.

Ma la condotta processuale e quella del condannato Cuffaro non cancellano quel che questo processo ha dimostrato. Il cuffarismo, come sistema di potere, cresciuto e sviluppatosi in quell’humus clientelare che è identico a quello in cui è stato allevato anche il suo successore, Raffaele Lombardo, alle prese con ombre analoghe a quelle del predecessore, poggiava anche su una rete di intelligence. Un controspionaggio al servizio del governatore che intercettava per tempo le mosse degli investigatori e metteva a profitto quelle informazioni allo scopo di garantire l’impunità del sistema. E questo riguarda le rivelazioni dei segreti a beneficio dell’ex assessore Mimmo Miceli e del tycoon sanitario Michele Aiello.

Nel rapporto con il primo c’è la spericolata triangolazione con il medico boss Giuseppe Guttadauro. Nel rapporto con Aiello, nell’ascesa improvvisa e nelle protezioni eccellenti di cui ha goduto nella politica e nella mafia, c’è il secondo e forse più importante aspetto della questione: con denari di assai sospetta provenienza Aiello ha costruito il proprio regno. Ma è con il sostegno del sistema sanitario perpetuato da Cuffaro che lo ha ingigantito fino a farne un impero. Cuffaro paga anche per questo. Ma il conto con quel sistema di potere non è affatto chiuso dietro le sbarre di una cella di Rebibbia.

Fonte: La Repubblica

“Se quei sei si comportano bene la prossima volta vanno a Roma”

Le manovre per le elezioni regionali della primavera di quest’anno. Le parole ai suoi del boss Pelle. Le microspie registrano gli incontri in una casa di Bovalino, nella Locride

REGGIO CALABRIA – A casa Pelle vanno in scena le “primarie” del centrodestra di Reggio. Pelle Giuseppe da San Luca, boss della ‘ndrangheta, sorvegliato speciale con obbligo di firma. A casa Pelle, si decide chi sale e chi scende dalla giostra della politica calabrese.

Davanti al suo “domicilio coatto” c’è sempre la fila. Ogni volta che si va a votare, quelli sono là con il cappello in mano. “Loro hanno bisogno di noi”, ricorda un mafioso al suo capo. E loro, quei candidati, si presentano in massa. Il boss li riceve a corte. Le elezioni sono quelle del Consiglio regionale della primavera di questo 2010, si traffica su appalti e trasferimenti di detenuti al 41 bis, però quello che i candidati veramente vogliono è raggiungere “un accordo” a vita con chi comanda. Sfilano e s’inchinano molti di quelli che corrono nella lista “per Scopelliti Presidente”, il governatore voluto da Berlusconi, “l’uomo giusto per la Calabria”, l’ex sindaco “più amato dagli italiani” che con oltre il 70 per cento dei consensi nella provincia di Reggio ha seppellito il centro sinistra. Sono amministratori comunali, avvocati, imprenditori. E medici come Santi Zappalà, sindaco di Bagnara, il più fortunato, il prescelto dai Pelle di San Luca.

Telecamere e microspie riprendono gli incontri alla vigilia del 28 marzo in una casa di via Borrello numero 20, a Bovalino nella Locride. Le selezioni sono cominciate, i boss ascoltano i pretendenti, dubbiosi si consultano fra loro. Si rammarica Giuseppe Pelle: “Questi voti si disperdono tutti”. E spiega: “La nostra politica è sbagliata, dobbiamo raccogliere tutto quello che abbiamo così vanno già in 6 al Consiglio regionale… e se si comportano bene la prossima volta quei 6 vanno a Roma e vanno altri 6 al posto di quelli, in questa maniera si può andare avanti sempre”. L’interesse dei boss cade su Santi Zappalà, uno che ha consegnato al prefetto la sua fascia tricolore di sindaco “perché Bagnara è diventata terra di conquista da parte di criminali, ladri e assassini”, uno che – anche lui – ha come slogan per la sua campagna elettorale “la politica del fare”. Chi è Zappalà? Un rispettabilissimo fisiatra. Uno che – secondo i carabinieri – non chiede semplicemente l’appoggio della ‘ndrangheta “ma è conosciuto dai massimi esponenti dell’organizzazione”.

È il 27 febbraio, esattamente un mese prima del voto. E il sindaco di Bagnara arriva a Bovalino accompagnato da amici, uno è l’imprenditore Giuseppe Mesiani. Non perde tempo e non si spreca in giri di parole il dottore Zappalà, appena entra nella casa dice: “Vediamo se possiamo trovare un accordo”. Gli risponde Pelle: “Da parte nostra ci sarà il massimo impegno”. Parola mantenuta: i voti per Zappalà saranno 11.058. Alla conta, il fisiatra è il primo degli eletti nella provincia di Reggio. Nella casa di Bovalino si parla anche “di lavori per gli amici”. E Mesiani, che è imprenditore edile, si sente in dovere di intervenire: “Quando sposo una causa io e gli amici miei diamo il massimo, nello stesso tempo poi non che dico che pretendiamo ma…”.

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Intercettazioni ambientali

Brancaleone, Rinvenute alcune microspie all’interno del Palazzo Municipale

dicembre 22, 2010 Microspie No Comments

Brancaleone (Reggio Calabria). La scoperta è avvenuta per caso, mentre alcuni tecnici dell’impianto di riscaldamento dell’edificio comunale vi lavoravano sul solaio per riparare il guasto. Qui è stata scoperta una centralina, alla quale erano collegate delle microspie dislocate in quasi tutte le stanze della sede comunale, non scartando l’ipotesi che qualcuna possa essere stata “piazzata” anche all’interno della Sala Consiliare. Stupore e incredulità sono state le prime sensazioni registrate tra gli ignari amministratori ed impiegati, i quali non sanno darsi una ragione per la quale dei soggetti (forze dell’ordine, magistratura o altri) stiano controllando le loro mosse.

E’ un fatto che ha sconvolto la quiete cittadina tanto che nei bar e per le vie del paese, in questo clima di feste natalizie, non si parla altro che di questo episodio. Del fatto sono stati informati i Carabinieri di Brancaleone per le indagini del caso. Come si ricorderà, l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Francesco Moio si è insediata alla guida del Comune nello scorso mese di giugno 2009, dopo aver conseguito un risultato elettorale plebiscitario. Il Sindaco Moio, avvocato di professione, è subentrato alla guida dell’Ente dopo un anno di gestione commissariale in seguito allo scioglimento del Consiglio Comunale per dimissioni di alcuni consiglieri di maggioranza (quattro) e di minoranza (cinque). Subito dopo il suo insediamento, Moio ha nominato un esecutivo di tutto rispetto costituito da persone che, nel corso della loro vita e nello svolgimento della loro professione, si sono sempre contraddistinte per moralità, onestà e rettitudine. A ricoprire la delicata carica di vice Sindaco è stato chiamato il consigliere Giuseppe Benavoli, assessore ai Lavori Pubblici, stimato Ufficiale dell’Arma dei Carabinieri col grado di maggiore in servizio presso la scuola allievi Carabinieri di Reggio Calabria, dando, così, alla cittadinanza chiari segnali di legalità e trasparenza ai fini di un buon governo. Non si conoscono, quindi, allo stato attuale, quali sono stati i motivi tali da mettere sotto la lente d’ingrandimento un’Amministrazione che fino ad oggi ha operato all’insegna della collegialità e della trasparenza e che sui pilastri della legalità ha improntato il suo percorso politico-amministrativo per garantire alla comunità brancaleonese una migliore qualità di vita e di servizi.

Fonte: Newz.it

Microspie e intercettazioni

La zona grigia tra affari e poltrone dove la politica incontra le cosche

novembre 28, 2010 Intercettazioni No Comments

Un consigliere comunale del Pdl di Desio intercettato mentre chiede favori a un boss
Nelle registrazioni le scuse di un commercialista con cariche in Fiera e Mm ai malavitosi

“Non risulto nemmeno indagato”. Spesso, gli amministratori citati nelle inchieste di ‘ndrangheta si autoassolvono. La discussione si riduce, se va bene, ai fatti di rilevanza penale. Ma c’è, ed emerge netta dalle indagini, una zona grigia – nella quale entrano in contatto clan, faccendieri e amministratori – su cui spesso si sorvola. Che a Desio ci fosse, diciamo così, qualche problema, era noto da un pezzo. Il blitz di luglio porta in carcere Ignazio e Natale Marrone, due cugini del consigliere Pdl Natale. Ma quest’ultimo viene intercettato mentre si rivolge a Candeloro Pio, personaggio di spicco della malavita locale, per “dare una lezione” a Rosario Perri, altro personaggio chiave, per anni capo ufficio tecnico del Comune di Desio, poi assessore della nuova Provincia di Monza.

L’intimidazione non si può fare perché Perri, a dire di Pio, è “appoggiato” da persone di rispetto. Perri, alla fine, si è dimesso. Fatale è risultata per lui un’intercettazione ambientale nella quale spiega di avere un conto cifrato in Svizzera: “Quando ci sarà la sanatoria per far rientrare i soldi dall’estero, li faccio rientrare”. Intorno al Pdl di Desio gravita anche Natale Moscato, nipote del boss Natale Iamonte, e fratello di altri due arrestati, gli imprenditori Nunzio e Saverio. Candeloro avrebbe tentato anche di avvicinare Nicola Mazzacuva, medico e presidente del consiglio comunale: “Ma quando sono le elezioni? Fammi parlare a me, parlo con Mazzacuva”, dice Pio, che più avanti pronuncia un altro nome a metà: “Parlo io con Pon…”.

Molti hanno pensato al consigliere regionale Massimo Ponzoni – indagato per bancarotta e corruzione – la cui figura aleggia costantemente sulle vicende cittadine, e il cui nome ricorre in più passaggi, come quello nel quale si dice che “Ponzoni fa parte del capitale sociale dell’organizzazione”. Di lui parla anche Carlo Chiriaco, il direttore sanitario dell’Asl di Pavia, anche lui arrestato, che lo considera referente di Giancarlo Abelli, uomo di Formigoni molto inserito nella sanità lombarda.

Quanto basterebbe per un terremoto politico. Ma le dimissioni di Ponzoni dall’ufficio di presidenza del consiglio, a settembre, sono state respinte: “Esiste un criterio che si chiama presunzione di innocenza”, ha sancito solenne il capogruppo Pdl Paolo Valentini. Già. Ma c’è mai stata una discussione pubblica, un tentativo di spiegare i fatti citati negli atti d’indagine? No. Mai un vero chiarimento politico da parte di Abelli, nel frattempo passato dal consiglio regionale alla Camera dei deputati. L’unico che ha sentito il dovere di entrare nel merito dei fatti, con una lettera dettagliata indirizzata ai suoi colleghi, è stato il leghista Angelo Ciocca, immortalato con il boss Pino Neri. Per il resto, indignate levate di scudi e denunce di “fabbriche del fango”.

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Sistemi di intercettazione telefonica

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione. A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente …

I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

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