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Bin Laden, CIA ha utilizzato droni per spiare leader Al Qaida

maggio 19, 2011 Spionaggio No Comments

E apparecchiature audio ultrasofisticate
La Cia ha utilizzato dei droni in decine di missioni segrete per spiare il complesso in cui viveva Osama bin Laden ad Abbottabad, in Pakistan. Lo scrive oggi il Washington Post che cita alti responsabili americani. L’intelligence americana si è servita di questi aerei senza pilota altamente sofisticati per volare ad altitudini elevate senza essere rintracciati e per girare immagini video ad alta definizione del nascondiglio, prima di dare via al blitz che ha portato all’uccisione del leader di Al Qaida il 2 maggio scorso.

La Cia, continua il Wp, ha anche utilizzato satelliti, apparecchiature audio ultrasofisticate e agenti segreti nascosti in una casa di Abbottabad, nei pressi del nascondiglio utilizzato da bin Laden negli ultimi cinque anni. I droni utilizzati nella missione, precisa il quotidiano Usa, sono del tipo RQ-170 Sentinel della Lockheed Martin, dotati di strumenti capaci di filmare da tutte le angolature in qualsiasi direzione e senza bisogno di volare direttamente sopra il bersaglio.

Fonte: Virgilio Notizie

Le intercettazioni inchiodano i neonazisti di Combat 18

febbraio 10, 2011 Intercettazioni No Comments

I neonazisti sarebbero i responsabili dell’attentato dell’anno scorso all’Aja contro il giudice spagnolo Baltasar Garzon, ora consulente della Corte Penale Internazionale. Il quotidiano di Barcellona “La Vanguardia” riporta le intercettazioni risalenti al luglio scorso tra i neonazisti americani e olandesi del gruppo Combat 18. «Bisogna liquidare il giudice che indaga sul franchismo» è una delle frasi che emergono dalle trascrizioni. La colpa di Garzon sarebbe stata quella di aver violato la legge di amnistia del 1978, avviando nel 2008 un’inchiesta sugli scomparsi del franchismo, archiviata dopo tre mesi. Le intercettazioni risalirebbero alla fase di preparazione dell’attentato. Ancora non erano stati individuati gli spostamenti del giudice e le autorità hanno cos’ neutralizzato la minaccia.

Fonte: Nuova Società

Pericolo al Qaeda in Europa

febbraio 8, 2011 Controspionaggio No Comments

Centinaia di europei, tra cui 14 francesi, sono stati addestrati a compiere attentati da al Qaeda nei campi al confine tra Afghanistan e Pakistan. E’ quanto riporta il sito web di ‘Le Figaro’ citando documenti del controspionaggio di Parigi, la Direction Centrale du Renseignement Interieur (Drci)

Quattordici francesi si stanno addestrando nei campi di al Qaeda “con un centinaio di altri europei” nella zona fra Pakistan e Afghanistan e potrebbero rientrare in Europa per compiere attentati: lo affermano note della direzione centrale dell’informazione interna (Dcri, controspionaggio), citate questa mattina dal quotidiano ‘Le Figaro’.

Secondo le informazioni, “la presenza di 14 francesi è stata segnalata nel 2010” in quella zona e “diversi di questi combattenti hanno acquisito un’esperienza e una legittimità che consente loro di attirare nuove reclute”.

Le note del controspionaggio francese aggiungono che molti di questi europei “nutrono spesso motivi di risentimento personale nei confronti dei loro paesi” e sono pronti “ad impegnarsi in azioni terroristiche”.

Fonte: Giornale Radio RAI

Presi terroristi-hacker islamici, l’Italia si prepara ad attacchi web

febbraio 1, 2011 Spionaggio computer No Comments

I discorsi di un imam, di suo figlio, con un frequentatore di una sala di preghiera nel catanzarese hanno convinto gli inquirenti a formulare a carico dei tre un’accusa completamente nuova: cyber-terrorismo. Arrestati. Ieri il blitz, che rientra nella lotta al terrorismo internazionale. Ma ecco la minaccia che compare nell’ordinanza di custodia cautelare: utilizzo di software per il sabotaggio di sistemi informatici. È la prima volta in assoluto. Non più Internet come mezzo per diffondere documenti per l’addestramento dei martiri: ad esempio all’utilizzo di esplosivi, com’era accaduto a Perugia, nella moschea di Ponte Felcino.

Ma la rete come strumento per danneggiare l’intero sistema paese. Aziende, enti istituzionali. Attraverso l’azzeramento della comunicazione o la cancellazione di dati sensibili. Il blitz di ieri testimonia quanto fossero giuste le indicazioni provenienti dai servizi d’intelligence europei e statunitensi, e più in generale della Nato, che aggiornando il Concetto strategico dell’Aleanza lo scorso novembre ha inserito la minaccia del cyber-terrorismo tra le più alte priorità. Ieri il Times rivelava che anche la Borsa di Londra sta indagando su un cyber-attacco di stampo terroristico avvenuto circa un anno fa, a dimostrazione di quanto sia concreta questa sfida, che ha interessato anche New York: tracce di assalto informatico su una transazione con la Russia hanno infatti recentemente allertato il Dipartimento di Stato.

L’Italia è all’avanguardia sulla prevenzione di questi fenomeni. Gli arresti lo dimostrano. Già il 7 luglio scorso i servizi segreti parlavano di «possibili implicazioni e minacce per la sicurezza nazionale derivanti dallo spazio cibernetico» e la Polizia aveva creato un coordinamento per la sicurezza informatica e la protezione delle infrastrutture critiche. L’Ue ci sta arrivando. La Commissione europea, nella sua strategia di protezione interna, prevede d’innalzare i livelli di sicurezza del cyber-spazio con nuovi strumenti. Il nuovo centro europeo per la criminalità informatica dovrebbe essere inaugurato nel 2013, con l’istituzione di una rete di pronto intervento per la condivisione delle informazioni denominata Eisas. In fase di attivazione, sarà operativa per l’inizio del 2012.

Intanto sulla costa ionica ci s’interroga sulle moschee clandestine. A Lamezia gli stranieri sono circa 1.400. Quasi tutti lavorano regolarmente, ma nell’ultimo periodo una cinquantina dei settecento marocchini presenti avevano iniziato a raccogliere denaro in modo autonomo. Avevano allestito una sala di preghiera nelle campagne di Sellia Marittima. Non una moschea, ma un complesso di fortuna. In attesa di acquistare il terreno dove costruire il centro islamico. Tre di loro sono stati arrestati, gli altri sono tuttora indagati.

Fonte: Il Giornale

http://www.ilgiornale.it/interni/presi_terroristi-hacker_islamici_litalia_si_prepara_ad_attacchi_web/01-02-2011/articolo-id=503091-page=0-comments=1

Terrorismo: Indagato in inchiesta Catanzaro, spero di morire da martire

febbraio 1, 2011 Intercettazioni No Comments

”Spero che Dio mi dia la possibilita’ di morire da martire”. E’ una delle intercettazioni degli arrestati nell’operazione ‘Nostalgia’ contro il terrorismo internazionale, eseguita dalla polizia di Stato nel catanzarese. ”Se tu dovessi morire da martire – risponde un altro indagato – cosa potresti pretendere di piu’. Il martirio per la causa di Allah e’ proprio il massimo”.

Nei due anni di indagine che ha portato questa mattina all’arresto dell’imam di Sellia Marina, del figlio e di un terzo marocchino con l’accusa di addestramento ad attivita’ terroristiche, non sono emersi elementi che facciano pensare alla pianificazione di un attentato, tuttavia era in corso il proselitismo da parte dell’imam, anche attraverso i sermoni nella moschea, e l’addestramento alla costruzione e all’utilizzo di armi ed esplosivi.

Si fa riferimento anche a una cintura, chiamata ”hizam” nelle intercettazioni e non ”samta”. Il primo termine, hanno spiegato gli investigatori, si usa per indicare la cintura esplosiva dei kamikaze, il secondo invece per indicare la cintura dei pantaloni. L’uso della prima parola significherebbe dunque che il contesto delle conversazioni e’ quello terroristico.

Fonte: Libero News

Scrittore thriller diventa spia: Attaccare gli Usa molto facile

gennaio 12, 2011 Controspionaggio No Comments

Bard Meltzer nel 2004 è stato ingaggiato dal governo americano

“Attaccare gli Stati Uniti è davvero molto facile”, lo dice, stupito e preoccupato, l’autore di romanzi thriller Bard Meltzer che, grazie ai suoi racconti di complotti e spie – che si svolgono spesso nei tunnel sotterranei della Casa Bianca – si è guadagnato un posto da agente segreto. Nel 2004 Meltzer è stato ingaggiato dal Dipartimento della Sicurezza Interna per partecipare al programma “Red Cell” che studiava come i terroristi potrebbero attaccare in futuro gli Stati Uniti. Il governo aveva radunato una serie di individui “capaci di pensare fuori dagli schemi”. C’erano musicisti, programmatori di software, professori di matematica e filosofia, “veri eroi di cui nessuno conoscerà mai il nome o la storia”. Meltzer a volte lavorava da solo, a volte in coppia con uno psicologo o un filosofo. Gli veniva assegnato un bersaglio da colpire e eseguendo i suoi compiti è rimasto stupefatto da come sia facile attaccare gli Stati Uniti. “Non posso dirvi quali fossero i miei bersagli o dove si trovassero, ma posso dirvi che abbiamo simulato di distruggere le maggiori città americane, come New York. Quando andavo a casa la sera ero terrorizzato perché vedevo con i miei occhi quanto fosse facile ucciderci”. Le persone comuni con cui ha collaborato sono state per Meltzer una fonte di ispirazione per il suo nuovo romanzo “The Inner Circle” pubblicato oggi negli Stati Uniti.

Fonte: Virgilio Notizie

Niger: francesi rapiti e uccisi, Parigi accusa al Qaida

gennaio 12, 2011 Controspionaggio No Comments

C’è Al Qaida dietro il rapimento e l’uccisione, in Niger, di due francesi: secondo fonti della sicurezza del Mali “prove inconfutabili” ritrovate sul luogo dell’attacco ne dimostrano il diretto coinvolgimento.

E la Francia, per bocca del premier Francois Fillon, è “quasi certa” che si tratti di Al Qaida nel Maghreb islamico (Aqmi). Fillon tra l’altro ha denunciato un’esecuzione “a sangue freddo” da parte dei sequestratori, anche se l’assassinio dei due giovani non è stato rivendicato da nessuno.

Antoine De Leocour, 25 anni, che si sarebbe dovuto sposare con una nigeriana, e Vincent Delory, suo coetaneo, che avrebbe dovuto essere testimone alle nozze, sarebbero stati uccisi dai loro rapitori sabato, durante un blitz congiunto delle forze di Parigi e Bamako nel territorio del Mali. Erano stati prelevati la sera precedente da quattro uomini armati mentre cenavano in un ristorante di un quartiere residenziale di Niamey, capitale del Niger.

Secondo i servizi di sicurezza maliani sono stati ritrovati sul luogo dove è avvenuta l’operazione militare “documenti di Aqmi” tra cui una piantina e due telefoni satellitari.

Inquirenti e controspionaggio francesi sono stati inviati in Niger per partecipare alle indagini. Anche il ministro della Difesa, Alain Juppé, si è recato oggi a Niamey per incontrare la comunità francese e le autorità nigerine. Ai 1500 espatriati il ministro ha raccomandato di prendere “le maggiori precauzioni possibili” e li ha messi in guardia contro la grande minaccia del terrorismo nei tre paesi del Sahel (Mauritania, Mali e Niger): “Nessun posto può ormai essere considerato sicuro”, ha osservato.

Juppé si è assunto “piena responsabilità. per la decisione di intervenire per liberare i due francesi. “La difficile decisione – ha spiegato – è stata presa dal capo dello Stato, in stretta collaborazione con il primo ministro e con il sottoscritto. Non intervenire avrebbe significato assumersi un doppio rischio. Innanzitutto quello di vedere i nostri ostaggi portati in una delle loro basi-rifugio nel Sahel, dove sappiamo bene come sarebbero stati trattati. Il secondo sarebbe stato quello di dare il segnale che la Francia non si batte contro il terrorismo”.

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