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Corte di Cassazione: spiare un dipendente su Facebook non è reato

facebook

A pochi giorni dalla storica sentenza della Corte di Cassazione che ha condannato insulti e ingiurie lanciati attraverso Facebook, considerandoli una diffamazione “aggravata dalla pubblicità”, arriva ora un’altra sentenza che farà altrettanto discutere. La Suprema Corte ha infatti ritenuto lecita la creazione di un profilo falso atto a smascherare un dipendente che, durante l’attività lavorativa, fa un uso improprio del famoso social network. Tale decisione si avvarrebbe, nella fattispecie, del diritto del datore di lavoro a riscontrare e sanzionare un comportamento idoneo a ledere il patrimonio aziendale.

La vicenda presa in esame concerne il caso di un operaio abruzzese, licenziato “per giusta causa” nel 2012 perché sorpreso a intrattenersi in conversazioni via cellulare su Facebook durante l’orario di lavoro. Lo smascheramento dell’ignaro avventore telematico era avvenuto a seguito della creazione di un profilo ‘fake’ di donna da parte del responsabile del personale dell’azienda in cui il malcapitato prestava servizio. La Cassazione ha ritenuto legittimo il controllo sul dipendente, ribadendo la non invasività della stessa, in quanto l’accusato avrebbe acconsentito di sua spontanea volontà e senza costrizioni allo scambio di messaggi.

Quest’ultimo caso, che ha visto l’ennesima disputa su Facebook finire in tribunale, sembra voler suggerire un’accresciuta attenzione da parte degli organi giudiziari nei confronti dell’universo Internet e dei social network in particolare. Tuttavia, non bisogna dimenticare il contributo indiretto di Facebook nell’aiutare a scoprire e sradicare illeciti e reati di vario tipo, dalla pedofilia allo smantellamento di truffe finanziarie e via discorrendo. Difatti, se è vero che le controversie legate a Facebook e ad altri social network sono in aumento, è altrettanto vero che le forze dell’ordine si avvalgono sempre più delle piattaforme social per smascherare eventuali delinquenti e malintenzionati.

È innegabile difatti l’apporto sostanziale della tecnologia web, così come quella dei nuovi dispositivi di videsorveglianza, a beneficio della prevenzione dei reati nel corso degli ultimi anni. Basti pensare ai sempre più sofisticati sistemi di telecamere installati all’aperto o all’interno di negozi, attraverso cui si è potuti arrivare a identificare molti responsabili di furto e vandalismo contro il patrimonio pubblico e privato. Una condizione, quest’ultima, che avrà sempre più ripercussioni sulla qualità della vita di milioni di cittadini aventi a cuore la propria e l’altrui incolumità.

A Lombardo 600 mila euro per la campagna elettorale

aprile 20, 2011 Microspie No Comments

“Seicento o settecentomila euro a Raffaele Lombardo per la campagna elettorale”. Sarebbe il contributo di Cosa Nostra alle elezioni del presidente della Regione secondo le parole del boss Enzo Aiello, riferite ai magistrati dal geologo Giovanni Barbagallo. Le sue dichiarazioni contenute agli atti dell’inchiesta Iblis, che LiveSicilia è in grado di rivelarvi, si rifanno a una delle frasi di Aiello intercettate dalle microspie: “Ci resi i soddi nostri, quelli del Pigno”, diceva il capomafia santapaoliano riferendosi, secondo i magistrati, a Lombardo.

La fonte dei soldi, attraverso una “messa a posto”, secondo Aiello intercettato dai Ros, sarebbe “il centro commerciale del Pigno”. Barbagallo lo ribadisce ai pm: “Ricordo che Enzo Aiello fece riferimento a delle somme di denaro che ‘loro’, ossia l’associazione mafiosa, avanzavano (di cui erano creditori, ndr) per i lavori del Pigno, che ritengo essere il centro commerciale della zona Pigno ora denominato Porte di Catania”. Un affare del valore di decine di milioni di euro, di cui erano soci in un primo momento il fratello del senatore Carlo Vizzini e il figlio di Giovanni Mercadante. Insieme a loro l’editore Mario Ciancio. Che, però, Barbagallo dice apertamente di non conoscere: “Non conosco l’imprenditore ed editore Ciancio Sanfilippo Mario”, ha detto il geologo ai pm.

Sullo sfondo la vendita dei terreni di proprietà di Ciancio, e prima ancora una variante che li trasformava da agricoli ad edificabili, partorita dal consiglio comunale di Catania a poche settimane dalla campagna elettorale per le comunali del 2005. Un’operazione andata in porto quando presidente del consiglio comunale era un esponente del Movimento per l’Autonomia, l’attuale deputato nazionale Roberto Commercio (che non è indagato).

“Enzo Aiello – ha detto Barbagallo ai pm – disse che tale somma era pari a 600 o 700 mila euro e che la stessa fu data a Raffaele Lombardo per la campagna elettorale. Io non chiesi e Aiello non chiarì chi portò quella somma di denaro a Raffaele Lombardo e neanche chi era l’imprenditore che doveva quella somma a loro”. Tutte le ipotesi restano aperte quindi, e non è possibile giungere a conclusioni affrettate. La Procura sta indagando da tempo sugli spostamenti di denaro anche “estero su estero”, oltre che sulle campagne pubblicitarie, comprese le fatturazioni di Iva, la gestione della cartellonistica e gli attacchini.

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I proiettili “a orologeria” sulle inchieste del Pm antimafia Peppe Lombardo e le talpe della ‘ndrangheta

Su questo blog ieri ho dato – in esclusiva ripresa poi dalle agenzie di stampa, da blog e tv locali e oggi da diversi quotidiani – la notizia dell’ennesimo proiettile spedito al pm antimafia Peppe Lombardo.

Chi volesse sapere quale è stata la sua reazione all’ennesimo atto intimidatorio può ripescare in archivio il pezzo. Lombardo, pm integerrimo Servitore dello Stato, non si piegherà certo alle minacce e andrà avanti negli scottanti filoni d’indagine che sta perseguendo. Riguardano – tutti – i rapporti tra cosche, politica e zona grigia.

Il giorno dopo questa notizia vorrei soffermarmi non tanto sull’intimidazione – che come scrivevo ieri è più allarmante per il fatto che nessuna parola ha accompagnato il gentile cadeau a Lombardo, intercettato dal centro smistamento delle Poste di Lamezia Terme – quanto sul fatto che le minacce e le intimidazioni non sono causali ma arrivano “a orologeria”.

L’ho già accennato nel post di ieri ma – forse – i soloni dei media che hanno ripreso la notizia hanno ritenuto opportuno e conveniente non approfondire il discorso delle talpe nella Procura della Repubblica di Reggio Calabria e/o negli organi investigativi che accompagnano le inchieste dei magistrati più esposti, come appunto Giuseppe Lombardo e Nicola Gratteri (ma tanti altri negli uffici della Dda di Reggio stanno portando avanti un lavoro che definire egregio è poco).

Vedete, cari amici di blog, nel passato (non poi così lontano) quegli uffici e quelle stanze erano un colabrodo. Al punto che qualunque cronista – a me è capitato – dopo aver passato il blando controllo in garitta, poteva circolare liberamente tra le stanze alla ricerca del sostituto procuratore Tizio o Caio.

Le cose sono poi (un po’) migliorate dopo che proprio nella stanza di Nicola Gratteri una manina anonima (ancora oggi tale) ha messo una rozza microspia che potesse intercettarne l’azione.

Corvi? Talpe? Di qualunque animale si trattasse è certo che proprio laddove le accortezze, la segretezza e la riservatezza dovrebbero essere elevate al massimo grado, era possibile intromettersi più o meno a piacimento e spiare, controllare. Magari riferire e consegnare.

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Ingroia: «Intercettazioni arma anti-Mafia»

febbraio 24, 2011 Intercettazioni No Comments

Il procuratore aggiunto di Palermo a Modena per presentare il suo libro, parla della mafia e del’importanza delle indagini telefoniche per fermarla. Per la nostra realtà un plauso alla Carta Etica: «Ottima sponda per i tribunali»

«Contrastare le infiltrazioni significa continuare a muoversi con la massima attenzione dei cittadini, dell’opinione pubblica e delle associazioni in tutti gli ambiti, specie per gli appalti dell’edilizia». Parola di Antonio Ingroia procuratore aggiunto antimafia di Palermo.

«Qui a Modena l’esempio della carta etica dei professionisti, è un ottimo modo per dare seguito e sponda a quello che succede nelle aule dei tribunali». Un plauso, quello di Ingroia, ribadito nel corso della presentazione del suo ultimo libro “Nel labirinto degli dei”. Un libro che raccoglie le storie di tante persone incrociate negli anni di lavoro, che parla dei siciliani come persone che non cambieranno mai perchè si considerano perfetti, accettando la realtà come immutabile, rendendo difficile l’avviamento di un vero processo di cambiamento.

«L’idea del labirinto è un immagine che ben rappresenta la realtà della mafia, spesso mi sembrava di essere vicino ad una svolta, ma alla fine eri ancora al punto di partenza» ha sottolineato Ingroia. Cresciuto nel pool di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Ingroia, intervistato dal giornalista Pierluigi Senatore, ha dato ampio spazio ai temi attuali come quello delle intercettazioni, «fondamentali nella mia carriera, strumento senza il quale non sarebbero state possibili le condanne a tanti uomini della mafia, tanti colletti bianchi, corrotti e collusi. È stato lo strumento investigativo più importante in assoluto». Ingroia ha poi parlato della riforma della giustizia, definendola «controriforma della magistratura», mantenendo, nonostante tutto, un atteggiamento ottimista: «In alcuni ambiti ho assistito a grandi passi in avanti; parlo dell’evoluzione del principio di uguaglianza all’interno della magistratura, della diminuzione delle adesioni spontanee al sistema mafioso in Sicilia, e la grandi ribellioni portate avanti dalle associazioni nate dal basso. Sono convinto che ci sia ancora la possibilità che nel braccio di ferro tra l’Italia della legalità e l’Italia dei collusi non ci sia ancora un esito definitivo. La mafia ha però una grande capacità di riproduzione, è un sistema di potere criminale con una straordinaria capacità di relazionarsi con gli alti poteri e non è un fenomeno estraneo alle classi dirigenti; tutti fanno il tifo per te quando l’ala militare della mafia esagera, ma una volta contenuto, ci si rimette al tavolo con il mafioso perché in fondo spesso la mafia serve».

Inevitabile il richiamo alla trattativa tra Stato e mafia al tempo delle stragi del ’92: «Ancora non c’è certezza e chiarezza sul fatto che Borsellino sapesse della trattativa tra Stato e mafia» ha sottolineato Ingroia. «Negli ultimi anni sono emerse cose inquietanti e dolorose, squarci di verità che dicono che ci furono depistaggi. Per questo oggi si stanno mettendo in discussione le sentenze definitive, grazie a collaboratori come Spatuzza e Ciancimino. Sono certo che se Borsellino avesse saputo della trattativa si sarebbe opposto con tutte le sue forze».

Fonte: Gazzetta di Modena

Informava gli spacciatori, in manette un carabiniere

febbraio 2, 2011 Controspionaggio No Comments

La Procura lo accusa di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. Lo hanno arrestato i suoi stessi colleghi. Informava i vari gruppi di spacciatori nei boschi di imminenti operazioni e in cambio riceveva somme mensili

Godeva della fiducia di tutti i suoi colleghi ma per i soldi l’ha tradita. Così è finito in manette ieri mattina, lunedì, un carabiniere in servizio nella compagnia di Busto Arsizio con l’accusa di concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. L’accusa è pesantissima: aver favorito diversi gruppi criminali dediti allo spaccio presenti sul territorio coperto dalla compagnia bustocca, fornendo informazioni preziose agli spacciatori che operano nei boschi sulle operazioni anti-droga organizzate dalla stessa compagnia. L’ormai ex-carabiniere, attualmente in carcere a Busto Arsizio, in cambio riceveva sostanziose somme di denaro ogni mese che gli inquirenti della Procura di Busto Arsizio hanno stimato in circa 8 mila euro al mese.

Una mela marcia che, approfittando del lavoro serio e meticoloso dei suoi colleghi contro lo spaccio di droga, avrebbe fatto in modo che questo venisse vanificato regolarmente. A inchiodarlo alle sue responsabilità sono state anche le intercettazioni sul suo cellulare privato, nel quale comunicava ai vari capi delle gang di spacciatori come muoversi, e circa 10 mila euro in contanti trovati nella sua abitazione. Secondo la procura l’opera di controspionaggio sarebbe proseguita almeno due anni e nessun’altro collega è stato coinvolto nell’indagine. Nell’ambiente era noto come il “pelato”.

L’intera compagnia dei Carabinieri di Busto Arsizio è sotto shock e non è stato facile, per gli stessi colleghi giunti da Varese, entrare nella caserma di piazza XXV Aprile ed eseguire l’ordinanza di custodia cautelare spiccata dalla procura. Nessuno tra i colleghi, fino a quel momento, aveva sospettato una cosa del genere grazie anche alla sua esperienza di lungo corso a Busto e alla capacità di dissimulare alla perfezione. Tra gli ex-colleghi serpeggia un risentimento che va ben oltre la normale comprensione in quanto si tratterebbe di un tradimento doppio. Molti di loro, infatti, avevano condiviso con lui numerosi turni di pattuglia sulle strade cittadine, in un certo senso mettendo la propria vita nelle sue mani con lo spirito di fiducia nel proprio compagno che sta alla base del corpo militare dei carabinieri come in qualsiasi altra formazione militare.

Fonte: Varese News

Condannato un sistema di potere ma il conto non si chiude a Rebibbia

gennaio 23, 2011 Intercettazioni No Comments

Esisteva una forma di controspionaggio al servizio del governatore che intercettava per tempo le mosse degli investigatori e metteva a profitto quelle informazioni

Condannato per mafia va in carcere. Non è così scontato quando si tratta di colletti bianchi. Non lo era neppure per Cuffaro dopo il balletto di sentenze contraddittorie sul punto se avesse favorito singoli contigui alla mafia o l’intera organizzazione. Non lo era dopo la sortita del procuratore generale della Cassazione decisamente più tiepido dei giudici di legittimità che il favoreggiamento a Cosa nostra lo hanno confermato, ribadendo così quella che era la tesi della procura di Palermo fin dall’inizio dell’inchiesta sulle cosiddette Talpe alla Dda.

Come si ricorderà, non tutti i pm furono d’accordo sostenendo la tesi del concorso esterno che è stata poi perseguita con il secondo processo che volgerà a termine a febbraio. Anzi, lo staff di Pietro Grasso fu perfino sospettato di eccesso di cautela, quando invece i tecnici spiegano che è assai più difficile dal punto di vista probatorio dimostrare fatti precisi e circostanziati che integrano la condotta di favoreggiamento. Di fronte a un uomo che dimostra grande dignità consegnandosi senza indugio al carcere, non si può non provare rispetto.

Ma la condotta processuale e quella del condannato Cuffaro non cancellano quel che questo processo ha dimostrato. Il cuffarismo, come sistema di potere, cresciuto e sviluppatosi in quell’humus clientelare che è identico a quello in cui è stato allevato anche il suo successore, Raffaele Lombardo, alle prese con ombre analoghe a quelle del predecessore, poggiava anche su una rete di intelligence. Un controspionaggio al servizio del governatore che intercettava per tempo le mosse degli investigatori e metteva a profitto quelle informazioni allo scopo di garantire l’impunità del sistema. E questo riguarda le rivelazioni dei segreti a beneficio dell’ex assessore Mimmo Miceli e del tycoon sanitario Michele Aiello.

Nel rapporto con il primo c’è la spericolata triangolazione con il medico boss Giuseppe Guttadauro. Nel rapporto con Aiello, nell’ascesa improvvisa e nelle protezioni eccellenti di cui ha goduto nella politica e nella mafia, c’è il secondo e forse più importante aspetto della questione: con denari di assai sospetta provenienza Aiello ha costruito il proprio regno. Ma è con il sostegno del sistema sanitario perpetuato da Cuffaro che lo ha ingigantito fino a farne un impero. Cuffaro paga anche per questo. Ma il conto con quel sistema di potere non è affatto chiuso dietro le sbarre di una cella di Rebibbia.

Fonte: La Repubblica

Le tappe del processo alle talpe della Dda

gennaio 22, 2011 Controspionaggio No Comments

Comincia il 5 novembre del 2003, con l’arresto, tra gli altri, di due insospettabili investigatori che lavoravano fianco a fianco con i pm di Palermo, l’inchiesta, poi denominata talpe alla Dda, che coinvolge l’ex governatore siciliano Salvatore Cuffaro, al vaglio della Cassazione.

Un’indagine, condotta dai pm Maurizio De Lucia e Michele Prestipino, che svela una vera e propria rete di spionaggio, costituita da sottufficiali dei carabinieri e della Dia come Giorgio Riolo e Giuseppe Ciuro, che, su input dell’imprenditore della sanità Michele Aiello e con la complicità di impiegati della Procura, avrebbero rivelato, proprio all’ex manager, notizie riservate su indagini di mafia in corso. Aiello, secondo l’accusa, sarebbe stato l’alter ego del boss Bernardo Provenzano nel mondo della sanità.

L’inchiesta, che porta alla luce anche una serie di truffe al sistema sanitario, va a intrecciarsi con un’altra indagine della dda sulle commistioni tra il boss di Brancaccio Giuseppe Guttadauro ed esponenti politici come l’assessore dell’Udc Mimmo Miceli, «delfino» dell’ex governatore Cuffaro, condannato in un altro processo per mafia. Ne viene fuori un quadro di collusioni che coinvolgono anche l’ex maresciallo dell’Arma Antonio Borzacchelli, processato e condannato per concussione successivamente.

Commistioni e relazioni pericolose in cui Cuffaro, secondo l’accusa, avrebbe avuto un ruolo centrale. Informato da Borzacchelli, eletto, poi, all’Ars nelle liste del suo partito, di una microspia piazzata a casa del capomafia Guttadauro, Cuffaro avrebbe avvertito Miceli, abituale frequentatore del boss di Brancaccio. Rivelazioni che Miceli riferì a Guttadauro, che scoprì la cimice. Da qui le accuse di rivelazione di segreto istruttorio e favoreggiamento aggravato alla mafia a carico dell’ex presidente della Regione.

Il 2 novembre del 2004 l’allora presidente della Regione viene rinviato a giudizio. L’uno febbraio 2005 comincia, davanti alla terza sezione del tribunale, presieduta da Vittorio Alcamo, il processo di primo grado a carico di 12 imputati e due società. Il dibattimento si conclude, il 18 gennaio 2008, con la condanna di Cuffaro a 5 anni per favoreggiamento semplice. Cade la contestazione dell’aggravante mafiosa. Pene pesantissime vengono inflitte anche agli altri imputati: come Aiello, che viene condannato a 14 anni e Riolo a 7.

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Ciancimino: “Ho sbagliato ma mai avuto contatti con la ‘Ndrangheta”

gennaio 6, 2011 Senza categoria No Comments

Caro Benny,
rispondo solo ora alla tua lettera con la sincera speranza di poter dare delle risposte a tutti i tuoi legittimi dubbi ed a tutte le tue comprensibili incertezze.

Scusami per il ritardo con cui ti rispondo ma in questo periodo ho scelto deliberatamente di prendermi un po’ di tempo al fine di riflettere e capire meglio ciò che mi stava accadendo.

La stima che nutro nei tuoi confronti mi porta a scriverti questa lettera ed a “rompere” questo silenzio che ti assicuro non è stato dettato da opportunismo ma solo dalla volontà di capire.

Da dove iniziare? In primo luogo posso iniziare col dirti onestamente di aver sbagliato. Ho sbagliato e non cerco attenuanti ai miei errori che sono e restano gravi e per i quali me ne assumo, come sempre, la completa responsabilità come è giusto e doveroso che sia.

Ho sbagliato, soprattutto, perché ho agito con superficialità sottovalutando la mia “condizione particolare” che mi rende, mio malgrado, “differente” dagli altri. A me non sono concessi errori.

Ma io sono soltanto un uomo ed in me non c’è niente di eroico, non c’è niente di “straordinario”, in me convivono i dubbi, le paure, le incertezze, gli errori con i quali ogni essere umano si scontra quotidianamente.

Vorrei fosse concesso anche a me il diritto di sbagliare così come vorrei mi fosse data la possibilità di spiegare la causa dei miei sbagli senza che tutto ciò che mi riguarda venga sempre strumentalizzato e trasformato in qualcosa di altro, in qualcosa che sicuramente non mi appartiene.

Posso dirti, Benny, con assoluta certezza di non avere mai avuto alcun tipo di rapporto diretto o indiretto con l’organizzazione criminale denominata ‘Ndrangheta. Nessuno mai potrà dimostrare il contrario.

Ho incontrato, a Verona, una persona (Girolamo Strangi) che mi era stata presentata in precedenza dal mio commercialista e della quale non sapevo assolutamente che avesse legami con la criminalità organizzata.

La mia attività lavorativa mi ha portato ad incontrare questa persona e non, come è stato detto e scritto, la volontà di riciclare parte del presunto tesoro di mio padre. Lavoro nel settore della compravendita di metalli ed è questo un settore dove spesso si pone la necessità di ottenere crediti bancari o agevolazioni simili i quali, a me, data la mia situazione particolare, non sono concessi.

Fonte: BlogSicilia

Quei pizzini mutuati dalla mafia siciliana

gennaio 4, 2011 Intercettazioni No Comments

 

BRINDISI – Per non inciampare nelle intercettazioni, gli uomini della Scu non avrebbero avuto scelta: scrivere brevi messaggi come i “pizzini” copiati dai siciliani, se non addirittura lettere con una puntuale indicazione della contabilità degli affari del gruppo. In questo modo, Ercole Penna dice di essere rimasto in contatto con Francesco Campana che ancora conserva la sua libertà, assieme a Daniele Vicientino (sono latitanti). Il retroscena. L’ultimo pentito della mala brindisina ha confessato anche questo ai magistrati della Direzione Distrettuale Antimafia, nel momento in cui ha descritto i profili di alcuni brindisini considerati appartenenti al gruppo e affiliati, anche senza ricorrere alle cerimonie, vecchie e demodé per lo meno stando a quando ha confessato “Lino u Biondu”.

Nessuno parlava se non era assolutamente sicuro di poterlo fare. Non si faceva riferimento “alle cose” del sodalizio neppure fra le pareti amiche, dal momento che gli stessi uomini della Scu hanno scoperto che l’abitazione di residenza può non essere una fortezza: Penna, per esempio, ne ha preso atto di fronte alle intercettazioni che la Dda ha chiesto ed eseguito nella casa e nel garage del suo “collega”, Daniele Vicientino, ricercato dal 29 settembre, giorno in cui i carabinieri del Ros hanno dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di persone accusate di aver fatto parte del sodalizio negli ultimi cinque anni. In quel provvedimento di arresto ci sono le trascrizioni delle intercettazioni ambientali che hanno rappresentato un “grave indizio” e che si apprestano a diventare “fonte di prova” con la richiesta di rinvio a giudizio, una volta superato il passaggio della chiusura delle indagini preliminari. Le lettere. Per tutelare la “riservatezza” degli affari che leciti non erano, non c’era niente di meglio di ricorrere alle vecchie lettere scritte a mano, ovviamente evitando di fare diretto riferimento alle attività. Esattamente quanto avviene negli ambienti della lontana mafia siciliana.

Missive ne avrebbe scritte Francesco Campana, il primo dei ricercati della Scu “di oggi”, per spiegare la destinazione di somme di denaro e degli investimenti fatti. E missive ne avrebbe scritte Ronzino De Nitto a proposito di un presunto prestito fatto ai fratelli Campana (Sandro, già in carcere, e lo stesso Francesco). Sotto questo aspetto, acquista rilevanza il contenuto nel verbale reso il 15 dicembre scorso da Ercole Penna a proposito del covo del latitante e dei suoi fedelissimi. Il pentito ha fatto una serie di nomi e ha indicato alcuni luoghi. Tutti “omissati” per non compromettere l’esito delle indagini. Le uniche generalità a restare scoperte, sono state quelle di Ronzino De Nitto: “Va a trovarlo frequentemente”. Proprio questa circostanza ha portato il collaboratore a spiegare in che modo si sarebbero mantenuti i legami. L’esempio. Campana avrebbe risposto “tramite De Nitto e anche con lettera che il denaro era stato consegnato a suo tempo a …(omissis, ndr) per essere utilizzato in affari comuni”, mentre …(ancora un omissis, ndr) se ne era appropriato e lo aveva investito per l’acquisto di un condominio”. Gli agenti della Mobile di Brindisi e i poliziotti del commissariato di Mesagne sono al lavoro con un unico obiettivo: stanare l’introvabile Campana. E’ il volto che manca per chiudere l’organigramma del sodalizio.

Fonte: Senza Colonne

Le demolizioni non fermano gli abusivi

dicembre 27, 2010 Intercettazioni No Comments

Oltre 500 i danneggiamenti compiuti non solo da mafiosi ma anche dai privati per motivi “inconsistenti”

Ci sono 135 telefonini sotto controllo in città e 30 microspie nascoste chissà dove per le intercettazioni ambientali. L’attività della procura è cresciuta anche in questo settore squisitamente investigativo se si pensa che l’anno scorso i numeri telefonici sotto sorveglianza erano solo 84 e 36 le microspie. E questo aumento s’è registrato nei soli primi sei mesi di quest’anno.
In aumento anche le intimidazioni dal giugno 2009 allo stesso mese di quest’anno: oltre 500 i danneggiamenti denunciati, veri e propri attentati a negozi e auto. Gl incendi dolosi sono stati 117. Ma l’impennata vera s’è registrata nei furti per lo più compiuti da ignoti: 1.126 in un solo anno. Così le rapine: da 41 dell’anno precedente sono salite a 71. In crescita anche le istanze di fallimento con le imprese colate a picco. Tutti segnali chiari del malessere economico e sociale della città.
Si tratta di un primo bilancio sul crimine che fa il procuratore della Repubblica Salvatore Vitello dopo un anno e mezzo d’attività nel circondario lametino che è molto grande comprendendo buona parte della provincia di Catanzaro, e diversi comuni del Vibonese ed anche del Cosentino.
Se l’anno scorso non c’era stato nemmeno un omicidio di ‘ndrangheta, quest’anno ne sono avvenuti due: il primo risale allo scorso 2 aprile, quando sotto i colpi dei killer morì Giuseppe Chirumbolo in Via Salvatore Miceli; il 26 novembre è stato gravemente ferito Nicola Gualtieri, legato al clan del Timpone, in Via Conforti. Dopo un mese è morto. Ma la situazione è migliorata rispetto all’anno passato per la diminuzione dei tentati omicidi: 6 fino al giugno scorso, mentre erano stati 21 nel periodo precedente.
Ma nessun ottimismo da parte degli inquirenti: «Se viene letto in controluce il dato può essere espressione di accordi criminali tra le varie famiglie mafiose presenti nella zona, incentrati su una condivisa spartizione del territorio tendente ad assicurare un maggior controllo dello stesso».

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Sciolto per mafia il comune di Desio: è la prima volta in Lombardia

dicembre 7, 2010 Intercettazioni No Comments

Cade il comune di Desio, nel cuore della Brianza. Cade per mafia. È la prima volta in Lombardia. Nel luglio di quest’anno l’operazione “Infinito” della DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Milano, conclusasi con 300 arresti in tutta Italia, di cui 50 nella sola Brianza, aveva messo in luce le commistioni tra ‘ndrangheta e influenti personaggi della politica brianzola.

Venerdì, a quattro mesi di distanza dall’inchiesta, la maggioranza dei consiglieri comunali ha rassegnato le dimissioni determinando di fatto la fine della giunta di centrodestra, guidata da Gianpiero Marani. Il prefetto, Gian Valerio Lombardi, a quel punto non ha potuto fare altro che proporre al Ministero dell’Interno lo scioglimento per infiltrazioni mafiose del Consiglio comunale, nominando come commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente il vice prefetto Maria Carmela Nuzzi.

Insieme agli 11 consiglieri dell’opposizione si sono presentati in Municipio anche i 6 consiglieri di maggioranza della Lega Nord. <> hanno dichiarato i membri del Carroccio. <> aggiunge Ettore Motta, l’ormai ex vicesindaco.

A determinare la crisi era stato il coinvolgimento nell’inchiesta, tra gli altri, di politici come il presidente del consiglio comunale Nicola Mazzacuva, il consigliere Natale Marrone (i cui cugini, Ignazio e Natale Marrone, erano finiti in manette nel blitz di luglio) e l’ex assessore provinciale Rosario Perri, tutti esponenti del Pdl.

A scatenare le polemiche, in particolare, era stata la pubblicazione di alcune intercettazioni, come quelle in cui Natale Marrone (all’epoca dei fatti coordinatore del Pdl, dimessosi poi da quest’incarico, ma non dal Consiglio) chiedeva al boss Candeloro Pio un’azione intimidatoria nei confronti di Rosario Perri (per anni dirigente dell’Ufficio tecnico comunale). Perri viene inoltre definito <> e in un’altra intercettazione lo si sente raccontare al figlio di 500mila euro nascosti in casa e di un conto cifrato aperto a Lugano, in Svizzera. In una conversazione tra due affiliati della malavita locale spunta poi il nome di Mazzacuva, che lo stesso Pio avrebbe provato ad avvicinare. Ad ogni modo, né Perri, né Marrone, né Mazzacuva risultano, ad oggi, indagati.

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I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

Le vacanze, per molte famiglie italiane, sono già iniziate. Le città si svuotano e le case rimangono sempre più isolate, soprattutto se i vicini decidono di partire nello stesso periodo. Quella delle vacanze estive, quindi, diventa un’occasione per ladri, professionisti e no, per entrare in azione, in quanto hanno meno possibilità di essere visti e acciuffati e possono, così, agire con più calma. Il giornale napoletano “Il Mattino” proprio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

Guida alla sorveglianza video: parte 3 – Salvataggio filmati e analisi video

Proseguiamo con le nostre 7 domande, con la parte dedicata ai supporti di salvataggio dei filmati video, e all’analisi dei filmati registrati. 4. Salvataggio I video di sorveglianza sono quasi sempre salvati per recupero e revisione. La durata media dello stoccaggio è tra i 30 e i 90 giorni, anche se in alcuni casi il periodo può essere più breve, o durare anche per qualche anno. I due elementi più …

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata
. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

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 RILEVATORE MICROSPIE
bonifiche ambientali
Rilevatore di giunzioni non lineari capace di scoprire dispositivi elettronici nascosti, anche se il dispositivo emette irradiazioni, abbia fili o sia acceso.
 MICROREGISTRATORI
Nuovissimi microregistratori digitali con durata di registrazione fino a 1200 ore. Utilissimi per raccogliere prove o scoprire tradimenti di ogni tipo. I modelli ad attivazione vocale VAS permettono inoltre una maggiore autonomia di consumi. Affidabilità, efficacia e prezzo conveniente.
 CELLULARI SPIA O SPYPHONE
spyphone Uno spy phone, o cellulare spia, è un normale cellulare su cui viene installato un software spia capace di intercettare qualsiasi azione intrapresa sul cellulare stesso (chiamate, SMS, foto ecc.). Il software spia per spyphone è funzionante sulla maggior parte degli smartphone con sistema operativo Android, iOS e Blackberry.
 JAMMER
jammerPer proteggere la privacy, il silenzio o la riservatezza delle proprie informazioni, è pertanto consigliabile munirsi di un dispositivo di protezione quale un jammer per cellulari, ossia un dispositivo che, in mancanza della possibilità di intervenire sugli apparecchi stessi per spegnerli, interviene sulle onde radio presenti nella stanza o nella sala da isolare.
 MICROAURICOLARI
microauricolareI micro auricolari permettono di comunicare con un telefono GSM discretamente, senza cioè alcun filo esterno. Adattabile a qualsiasi modello di cellulare in commercio. La piastrina induttiva, collegata al cellulare tramite un cavetto, trasmette quanto ricevuto all’auricolare celato nell’orecchio.
 MICROFONI DIREZIONALI
Microfoni direzionali completi di amplificatore, per ascoltare a debita distanza conversazioni in modo assolutamente discreto. Fornito di protezione anti-vento e un dispositivo che minimizza gli effetti negativi dovuti ad eventuali vibrazioni meccaniche.
 MICROFONI DA MURO
Microfoni da muro per ascoltare attraverso pareti fino a 70 cm. Microfono ultrasensibile professionale, ad elevatissima sensibilità, dotato di microfono ceramico ad alta sensibilità, per rivelare anche i più piccoli rumori. Suono limpido e stabile. Prese per registratore, ed auricolare.

ARTICOLI IN RILIEVO

Come scegliere le migliori microspie senza farsi abbindolare

6 Set 2017

microspie-gsm

Ultimamente approdare a un prodotto valido cercandolo su un motore di ricerca sta diventando un’impresa decisamente ardua. Prendete, ad esempio, il caso delle microspie o di altri dispositivi elettronici comunemente utilizzati in ambito investigativo: vedrete che a parte quelle poche aziende serie presenti sul mercato da decenni, vi toccherà imbattervi in venditori della domenica che, in quanto a qualità ed efficacia del prodotto commercializzato, lasciano alquanto a desiderare. Non solo. …

Come ottenere i tabulati telefonici dal vostro operatore di telefonia mobile in pochi semplici passaggi

7 Ago 2017

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In questo articolo vi sveleremo cosa fare per ottenere il tabulato telefonico delle chiamate in uscita dal vostro cellulare, grazie a un servizio on line che la maggior parte degli operatori telefonici (TIM, Tre, Vodafone ecc.) mette a disposizione dei propri clienti in maniera del tutto gratuita. Ma non perdiamoci in chiacchiere e vediamo subito come si comporta ciascun operatore a riguardo. TIM Per richiedere il tabulato telefonico da parte …

Come difendersi dalle intercettazioni telefoniche non autorizzate

28 Apr 2017

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Mentre anche la politica d’oltreoceano, con la recente presa di posizione abolizionista del neo presidente americano Donald Trump, sembra muovere in direzione opposta a quella della tutela dei dati on line, garantirsi degli strumenti efficaci contro il furto di informazioni diventa ogni giorno più pressante. Lo stesso dicasi per le intercettazioni telefoniche abusive. Ovviamente in quest’ultimo caso ci riferiamo a tutte quelle operazioni non autorizzate da organi giudiziari competenti, ma comunque avviate in maniera indiscriminata …

Microspia GSM NANO-BUG. Per un ascolto efficace di veicoli o ambienti da qualsiasi distanza

9 Dic 2016

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Se cercate una microspia audio dalle dimensioni realmente ridotte, facile da installare e capace di funzionare da qualsiasi distanza, allora la NANO-BUG è il dispositivo adatto a voi. Questo gioiellino di elettronica per l’intelligence funziona infatti grazie a un vettore GSM Quadriband che permette l’ascolto audio da qualsiasi postazione. Le caratteristiche più interessanti della NANO-BUG risiedono principalmente nella programmazione da remoto attraverso l’invio di SMS di comando (fino a 5 …

Come scoprire se qualcuno ti sta spiando in poche semplici mosse

21 Set 2016

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Temi che qualcuno abbia piazzato dei microfoni nel tuo appartamento? Hai paura che stiano spiando ogni tuo movimento? Sei convinto che nella tua auto ci sia una microspia? Vediamo insieme quali segnali prendere in considerazione per evitare qualsiasi abbaglio interpretativo e giungere invece alla verità. Prima di passare a elencare i segni tangibili e quelli meno evidenti di eventuali intercettazioni in atto, sarebbe  tuttavia opportuno chiedersi: perché dovrebbero spiare proprio …

Microregistratore digitale SAB-R1: lunga durata e dimensioni ridottissime

26 Ago 2016

microregistratore-digitale-sab-r1

Registra file audio a livello ambientale su memoria integrata da 8GB per 40 ore consecutive. Il micro registratore digitale SAB-R1, di recente ideazione, si colloca ai primi posti nel panorama dei dispositivi elettronici per la registrazione ambientale in modalità nascosta. Questo grazie soprattutto alla sua capacità di registrare e archiviare file in formato wave (ad altissima qualità audio) per una durata prossima alle 40 ore. Le sue ridotte dimensioni (4×1.7×0.8 …

Come proteggersi dal cyberbullismo. L’esempio di Facebook

26 Lug 2016

bullismo-facebook

Come difendere i nostri figli dai bulli che popolano la rete? La risposta potrebbe arrivare dalle linee guida pubblicate qualche tempo fa da Facebook su una pagina dedicata al bullismo, dal titolo: “Fermiamo il bullismo. Presentazione di strumenti, suggerimenti e programmi per aiutare le persone a difendere se stesse e gli altri“. L’obiettivo principale del noto social network è chiaramente quello di mitigare l’aumento di casi di violenza verbale, ingiurie …

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 CAMUFFATORI DI VOCE
Cambiavoce telefonico se interposto fra la cornetta e il telefono, cambierà letteralmente la vostra voce in un’altra. Trasforma qualsiasi voce in maschile o femminile, adulto o bambino. Il camuffatore di voce può essere adattato a telefoni cellulari, cordless, altoparlanti e microfoni, sistemi di registrazione, o collegato a centraline telefoniche. La voce riprodotta non è robotizzata ma umana.
 MICRO TELECAMERE
Le Micro telecamere rappresentano un decisivo passo in avanti nella miniaturizzazione di elementi ottici, premiando un prodotto di rara fattezza e funzionalità. La microtelecamera, infatti, oltre ad avere ridottissime dimensioni (il suo diametro può raggiungere i 3.5mm x 8.6mm), possiede caratteristiche tecnico-funzionali ineguagliabili.
 VIDEOREGISTRATORI MINI
I Videoregistratori mini sono indicati per chi vorrebbe videoregistrare quello che vede, sia per svago che per i più svariati motivi professionali, ma non è in grado di usare una normale videocamera. Le possibilità di utilizzo di un sistema di registrazione così piccolo sono innumerevoli.
 CELLULARI CRIPTATI SAFE&TALK
cellulari criptatiI cellulari criptati Safe&Talk sono la soluzione software per una comunicazione mobile sicura. Se avete timore che qualcuno possa ascoltare le vostre conversazioni o leggere i vostri SMS sul vostro cellulare, Safe & Talk è la soluzione software efficace per effettuare chiamate criptate su rete GSM, con grado di affidabilità estremo offrendo la possibilità di criptare i vostri sms.
 KEYLOGGER
keyloggerKeylogger, è un dispositivo grande quanto il tappo di una penna, capace di registrare ogni carattere digitato sulla tastiera del PC su cui viene installato. Questo dispositivo registra tutto ciò che viene digitato sulla vostra tastiera.
 LOCALIZZATORI GPS
localizzatore satellitareLocalizzatori satellitari, è un sistema di gestione e localizzazione professionale che, grazie alle sue dimensioni ridotte e alle antenne GPS e GSM incorporate, può essere reso operativo in brevissimo tempo e può essere posizionato praticamente ovunque.
 VALIGIE DI SICUREZZA
valigie di sicurezzaLe valigie di sicurezza, sono preferiti dagli ufficiali più anziani e da uomini d'affari per il suo rivestimento in cuoio di alto valore, per lo stile alla moda, per l’ampia gamma di scopi. Ha le funzioni di impulso ad alto voltaggio, di controllo radio remoto, anti-perdita, antifurto ed altro.
 LOCALIZZATORE RF
localizzatore rf

Localizzatore di oggetti, studiato appositamente per coloro che hanno l’esigenza di tenere sotto controllo i loro animali domestici, ad un costo assai limitato, ma non solo puo' anche essere utilizzato per ritrovare oggetti preziosi, localizzare bici da corsa rubate e automobili parcheggiate.

Violazione dei diritti civili

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

2 Gen 2014

Oltre 560 scrittori ed intellettuali firmano contro le intercettazioni

La bambina virtuale adescata da 20mila adulti

26 Nov 2013

Sweetie, una bambina virtuale, messa in rete come esca, per verificare quanto e come gli adulti si avvicinano ai piccoli via web. L’esperimento, condotto dall’associazione per i diritti umani olandese Terre des Hommes, ha purtroppo attirato, in appena due mesi e mezzo, oltre 20mila persone, 1000 delle quali identificate. Erano disposti a …

Il costo della nostra privacy

31 Lug 2013

Si è soliti sostenere che la privacy non ha prezzo, oggi però ci sono dei parametri attendibili con cui farsi un’idea: il tariffario con cui gli operatori telefonici e gli Internet service provider statunitensi vendono le conversazioni degli utenti al governo. Dopo il caso Snowden, a svelare il listino prezzi è stato il …

Spionaggio per manipolare i social network secondo il Guardian

10 Mag 2011

Lo dice il Guardian. L’esercito americano sta sviluppando un software che consente di manipolare segretamente i siti di social media utilizzando falsi personaggi online per influenzare le conversazioni su Internet e diffondere propaganda filo-americana. Una società californiana si è aggiudicata un contratto con la United States Central Command (Centcom), che …

Le vite degli altri a Pechino

7 Mag 2011

Istituiti nuovi controlli su Internet mentre la tv vieta i film di spionaggio e crimine Istituzione di un nuovo ufficio per coordinare i controlli di Internet, proibizione di teletrasmettere film che includono immaginari viaggi nel tempo, ma anche quelli di spionaggio e di crimine, e l’ex ministro della Pubblica Sicurezza, …