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Multi-Catcher: un dispositivo universale per intercettare i cellulari

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Tra tutti i sistemi IMSI catcher utilizzabili da forze dell’ordine o enti governativi per intercettare cellulari, smartphone o altri dispositivi mobili, il Multi-Catcher è forse il sistema che più si presta a un utilizzo dinamico su larga scala. Difatti, oltre al tracciamento simultaneo dei codici identificativi IMSI, IMEI e TMSI dei sistemi di comunicazione mobile, può forzare i dispositivi al downgrade del network di connessione da 3G/4G a GSM. In tal modo permette anche l’uso di sistemi di intercettazione attiva con modalità di tipo man-in-the-middle (MITM). Altra caratteristica interessante del Multi-Catcher è che può essere utilizzato all’occorrenza come disturbatore jammer per abbattere il segnale mobile in ambienti sensibili quali carceri, aule di tribunali, ambasciate ecc., all’interno del proprio raggio d’azione.

Il sistema universale multifrequenza Multi-Catcher si compone tecnicamente di una coppia di processori DSP, di due moduli RF funzionanti tra i 400MHz e i 6GHz, di un modulo Wi-Fi/Bluetooth per la gestione e la configurazione wireless da smartphone nonché di un modulo GPS a 72 canali per il tracciamento del dispositivo stesso. Tutti i parametri di funzionamento come temperatura, prevenzione corti ecc. o altri eventi di controllo possono essere gestiti direttamente dal tablet in dotazione. Infine è possibile selezionare singolarmente i canali GSM, UMTS, CDMA2000 o LTE di lavoro per un’azione mirata di checking.

A mo’ di promemoria, elenchiamo di seguito le principali applicazioni del dispositivo:

  • Tracciamento e registrazione codici IMSI/IMEI/TMSI
  • Analisi dei dati e individuazione di eventuali correlazioni di appartenenza tra specifici IMSI e IMEI
  • Ricerca dispositivi mobili nascosti
  • Possibilità di “pingare” un telefono target, in maniera invisibile, per forzare la trasmissione di dati e informazioni
  • Possibilità di downgrade da 3G/4G a GSM per intercettazioni attive man-in-the-middle (MITM)
  • Abbattimento di segnale (mobile jamming)

Quanto è utile un’app di criptaggio dati? Ce lo svela una ricerca americana

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Per quanto la validità dei programmi di protezione per smartphone possa apparire scontata nonché largamente condivisa, c’è ancora chi si ostina a eludere la loro efficacia, soprattutto per quanto concerne le app di criptaggio messaggi. Sono in tanti, infatti, a disconoscere tuttora il contributo preventivo di questi validi strumenti di protezione per le comunicazioni mobili.

A provare a fare un po’ di chiarezza sullo stato attuale delle cose, ci ha pensato uno studio statunitense presentato nel 2016 da alcuni ricercatori di Google e della Carnegie Mellon Univeristy di Pittsburgh, in occasione del Symposium On Usable Privacy and Security (SOUPS), tenutosi come ogni anno a Santa Clara, in California. Ne è saltato fuori che quasi il 7% delle oltre 1.500 persone intervistate utilizzavano delle app che credevano erroneamente sicure e criptate quando in realtà non lo erano affatto. Questo ovviamente la dice lunga sul livello di conoscenza di tali strumenti di difesa.

Ancora più incredibile è stato però constatare che la scelta di utilizzo o meno di un’app di criptaggio dati venisse suggerita dal concomitante apprezzamento di quest’ultima da parte di amici e parenti. In parole povere, i partecipanti hanno esordito con risposte del tipo: “Uso un’app di criptaggio perché lo fanno anche i miei amici”, e non, come verrebbe logico pensare, perché un’app di sicurezza può difendermi efficacemente quando invio o ricevo un messaggio da qualcuno! Non a caso le app più utilizzate, come Facebook Messenger, Google Hangouts o, fino a pochi mesi fa anche WhatsApp, non utilizzano affatto la crittografia end-to-end per la messaggistica. Insomma, il traguardo verso la piena consapevolezza dei vantaggi offerti da tali strumenti difensivi sembra ancora lontano.

Eppure a tutt’oggi non mancano dispositivi all in one che permettono un uso integrato di tali app senza alcun intervento aggiuntivo da parte dell’utilizzatore, come lo smartphone criptato Zimmermann, che assicura una protezione pressoché totale quando si comunica con altri telefoni o si naviga in rete su siti, social network, app di messaggistica ecc. Questo incredibile smartphone, dotato di algoritmo di protezione PGP, possiede altresì specifici strumenti di difesa contro gli attacchi perpetrati attraverso malware, trojan, virus, sniffer, software di leackage ecc. utilizzati nel furto di dati mobili. Il telefono è inoltre idoneo alla virtualizzazione dell’intero sistema operativo, con possibilità di creazione di account protetti e spazi virtuali completamente personalizzabili, indipendenti l’uno dall’altro.

Insomma, se avete a cuore la protezione delle vostre comunicazioni mobili e disdegnate come noi la noncuranza di molti riguardo a questi efficacissimi strumenti di protezione, varrebbe proprio la pena farci un pensierino!

Uccide il figlio e confessa sulla tomba, le sue parole registrate da una microspia

ottobre 21, 2014 Microregistratori No Comments

Sarebbe stato risolto grazie ad un’incredibile “confessione” l’omicidio di Piero Di Francesco, 32enne imprenditore siciliano trovato morto il 9 gennaio del 2012 in uno spiazzo di Riesi (Caltanissetta). Il padre Stefano, 63 anni, che aveva trovato il cadavere carbonizzato del figlio dentro ad una vecchia Mercedes, si sarebbe auto-incastrato.

I carabinieri di Caltanissetta, infatti, non avevano creduto all’ ipotesi di suicidio suggerita proprio dal papà della vittima. L’autopsia aveva poi dimostrato che Piero era stato prima colpito alla testa con un bastone o una vanga, e poi bruciato mentre era ancora vivo.

Così gli agenti avevano deciso di mettere una microspia sulla lapide di Piero. E nella cimice il papà della vittima avrebbe riversato i propri rimorsi: “Ah, Cricchietto, guarda cosa mi hai fatto fare”, avrebbe detto in un dialogo immaginario col figlio. Una confessione in piena regola, da film. Dunque il padre avrebbe ucciso il proprio primogenito in coda a una lite scoppiata per il solito motivo: voleva riprendere il comando dell’azienda di famiglia che, dichiarata fallita, era finita in gestione ai figli.

Ma il rimorso che il (presunto) assassino ha registrato attraverso la microspia è solo parziale. I carabinieri hanno infatti reso noto che in un’intercettazione, condotta tramite un software spia per cellulari, il signor Di Francesco si lamentava così con un amico: “Doveva morire l’altro figlio e non Piero”.

Da sempre i microsistemi professionali collaborano con le forze dell’ordine, ma anche con normali cittadini intenti a fare giustizia collaborando con gli agenti. L’importante è scegliere prodotti garantiti in grado di incastrare i colpevoli senza mettere in pericolo chi cerca la verità.

Lo struscio delle banconote, la chiave di volta dell’indagine

Non un grande boato e neppure parole compromettenti. Ma lo struscio delle banconote, captato da una potentissima microspia, ha incastrato tre persone nel foggiano, mettendo un punto ad un lavoro di indagine durato oltre due mesi.

Eccezionale la valenza indiziante delle conversazioni intercettate e dei rumori percepiti che nulla lasciano più al caso. Si tratta del settore lavori pubblici, l’aggiudicazione di appalti dietro pagamento di somme di denaro. Tangenti da versare alla pubblica amministrazione. Le richieste sarebbero state rivolte a numerosi imprenditori e le somme decisamente elevate.

L’indagine è partita dalle parole di un imprenditore locale, tra i più accreditati, che avrebbe dovuto versare una cospicua somma per l’affidamento dei lavori di ampliamento del palazzo di giustizia. Ma a dare conferma a mesi di intercettazioni è stata la conversazione tra due amministratori che contavano la mazzetta ricevuta, ben 50mila euro. Non ha lasciato dubbi il fruscio cartaceo delle banconote a cui si è aggiunto il commento di uno dei due «Uno, due, tre… sono i più belli del mondo».

Senza nulla togliere all’operato delle forze dell’ordine, in molti casi il loro lavoro resterebbe irrisolto senza l’aiuto di piccolissimi strumenti che, in maniera del tutto discreta, captano ciò che un umano non potrebbe fisicamente scoprire. E come è noto, le micro spie ed i micro sistemi, corrono in aiuto, non solo degli operatori professionali di sicurezza, ma anche di chiunque desideri uscire da questioni irrisolte: tangenti, estorsioni, tradimenti, infedeltà, trovano spesso una risposta attraverso l’impiego di affidabili prodotti di ascolto a distanza.

Anche le chiese si dotano di videocamere di sorveglianza

dicembre 10, 2013 Videosorveglianza No Comments

Dopo i continui atti vandalici che coinvolgono quotidianamente chiese ed ambienti religiosi, numerosi referenti di tali luoghi hanno fatto ricorso a sistemi di videosorveglianza con i quali monitorare e proteggere le aree che spesso custodiscono arredo sacro di valore.
Di recente sono entrati nel mirino dei vandali due crocifissi in altrettante chiese del centro storico di Prato. Poi si sono dileguati, facendo perdere le tracce.

I crocifissi che sono stati distrutti sono quello di San Pier Forelli e quello di San Bartolomeo, di legno, risalente al tredicesimo secolo. Quest’ultimo era collocato in un edificio di Piazza Mercatale, in pieno centro. La Diocesi, appena appresa la notizia, ha disposto la chiusura di tutte le chiese del centro storico della città, temendo che il vandalo possa ancora colpire. La Curia diocesana, ha poi immediatamente disposto che le chiese della Diocesi, in particolare quelle del centro storico, vengano particolarmente sorvegliate o, se non possibile fare altrimenti, vengano sul momento in via precauzionale chiuse negli orari fuori dalle celebrazioni quotidiane. Gli atti di vandalismo contro l’arredo sacro non sono una novità e l’introduzione di validi sistemi di sorveglianza è doverosa oltre che per il valore che gli oggetti di culto rivestono per i fedeli anche per la preziosità degli stessi.

L’antifurto nella bistecca

ottobre 16, 2013 Videosorveglianza No Comments

In tempi di crisi, si sa, aumentano i furti anche dei beni di prima necessità e se non si è dotati di un valido sistema di videosorveglianza, gestire la clientela all’interno dei negozi, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza risulta davvero difficile.

Stanco dei continui furti all’interno del suo supermercato, un commerciante di Lille, nel Nord della Francia, ha dotato anche la carne di antifurto. Ha munito ogni bistecca con il suo “bollino nero”. Un sistema con il bottone che reagisce alla sollecitazione di una porta elettronica simile a quello utilizzato per DVD, oggetti costosi, abiti. Come un prodotto di lusso che si deve proteggere contro la tentazione sempre più diffusa di “prenderne qualche busta e andarsene via senza pagare”, come spiega uno dei responsabili del reparto macelleria del supermercato. E stanno pensando di inserire lo stesso sistema anche sulle uova. Perché non è inusuale che alcune persone nascondano in borsa della carne o delle uova, ma anche altri beni di ogni genere.

Un rimedio sicuramente originale quello del francese, ma inevitabile nel suo caso, dato che le continue sottrazioni di merce lo avevano condotto sull’orlo del fallimento. Chi adotta sistemi di sorveglianza e anti taccheggio affidabili può dormire sogni tranquilli monitorando costantemente il proprio punto vendita attraverso ogni tipo di dispositivo: pc, tablet, smartphone, laptop con la garanzia di poter collegare il sistema ad allarmi ed istituti di vigilanza per permettere un pronto intervento. Ormai gli impianti “improvvisati” non portano lontano, meglio affidarsi ai professionisti del settore.

Maltrattamenti nei circhi: l’Animal Defenders ha le prove

settembre 20, 2013 Telecamere nascoste No Comments

La sezione inglese dell’associazione animalista Animal Defenders International è riuscita a registrare attraverso delle telecamere nascoste cosa avveniva nella stalla del Bobby Roberts Super Circus, un circo di rilevanza internazionale. Si tratta di luoghi dove i circensi non fanno mai entrare. La questione che ha scosso maggiormente l’opinione pubblica è stata quella di Annie, una anziana elefantessa asiatica con seri problemi di artrosi, presa ripetutamente a calci e colpi di barra metallica da un inserviente del circo. Ben 48 volte nelle tre settimane e mezzo che gli animalisti di Animal Defeders hanno mantenuto la loro telecamera. Poi sputi ad un cammello e botte ad un piccolo pony.

Ora l’inserviente è scomparso. Vicino agli animali, i circensi dovrebbero tenere solo personale esperto e, si presume per questo, ben conosciuto. I responsabili del circo si difendono parlando di un caso isolato, ma a ben vedere, non è proprio così. Anni addietro Animal Defenders riuscì a fare assumere degli animalisti come stallieri nel famoso circo di Mary Chipperfield, noto per i suoi metodi di addestramento. Ciò che le microcamere ripresero furono venti lunghi minuti di orrore tra sprangate a elefanti e tigri, calci a un piccolo scimpanzè e bastonate ai cammelli.
Molto simile la situazione degli elefanti del famosissimo Ringling Bros americano. Le immagini dell’elefantino costretto a terra avviluppato tra le corde e gli elefanti presi violentemente a colpi di barra uncinata hanno fatto il giro del mondo.

Aldilà di quelle che possono essere le posizioni animaliste e le proposte di eliminare o ridurre gli animali nei circhi, i metodi di addestramento utilizzati in alcune attività sono a dir poco disumani. Al momento non esistono reali controlli a 360° su questo tipo di attività, quindi le situazioni di maltrattamenti sugli animali, in aree circensi, così come in ambito privato, non sono inusuali. Ogni cittadino è chiamato in prima persona ad intervenire con i mezzi che ritiene più opportuni. Ad oggi, i migliori risultati sono stati ottenuti grazie all’utilizzo di microcamere nascoste di tipo professionale che hanno fornito prove schiaccianti collaborando con le forze dell’ordine per metter fine al maltrattamento degli animali.

Adesca ragazzino via sms, all’appuntamento trova i carabinieri

settembre 12, 2013 Spyphone No Comments

Ha adescato un minorenne via sms, ma al tanto atteso appuntamento si è ritrovato i carabinieri messi in allarme dai genitori del ragazzo. Così un 29enne di Sannicola, disoccupato, incaricato saltuariamente di svolgere lavori socialmente utili, è stato denunciato.

In realtà l’intervento dei carabinieri della stazione di Sannicola è avvenuto grazie all’attenzione dei genitori del ragazzo. Il giorno prima il papà dell’undicenne si era accorto che c’era qualcosa che non andava nei messaggi ricevuti dal figlio. Il genitore aveva infatti installato un software spia Endoacustica sul telefono del ragazzo. Con questo programmino ha accesso al contenuto di chiamate e messaggi in entrata o in uscita, conosce la posizione del telefono e può ascoltare in ambientale ciò che avviene attorno.

Nello specifico, l’uomo, infastidito dalle richieste insistenti inviate dal 29enne, ne ha parlato con il ragazzino e insieme hanno preso la decisione di interessare i carabinieri.

 Seguendo le indicazioni dei militari, il papà si è sostituito al figlio al fine di stanare il presunto pedofilo. L’uomo, che nel frattempo aveva fatto più esplicite le sue avances, ha fissato un appuntamento con l’undicenne. Si sono presentati, però, i carabinieri che hanno sequestrato il cellulare dell’uomo ed informato il magistrato. L’esame della memoria del telefono consentirà di verificare se l’uomo abbia inviato sms “insoliti” anche ad altri minorenni.

Piccoli accorgimenti hanno condotto ad un lieto fine. L’uso di strumenti di controllo per cellulari e pc è ormai caldamente consigliato dagli esperti dell’educazione tramite media. Conoscere cosa avviene nella vita del proprio figlio senza privarlo della sua libertà aiuta a costruire relazioni trasparenti e soprattutto protegge gli adolescenti dalle insidie delle nuove tecnologie.

Come arrestare il key bumbing, il furto senza traccia

La nuova frontiera dei furti, per ladri in continuo aggiornamento, è il “key bumping”. Si tratta dell’arte di aprire le porte delle abitazioni senza lasciare segni di effrazione.
A Roma, i Carabinieri hanno arrestato una banda di georgiani, ben 37 persone, specializzate in furti in appartamenti nella città e in provincia. L’organizzazione criminale è risultata responsabile di decine di colpi in appartamenti, e in particolare, è specializzata nella tecnica consente l’apertura delle porte con serratura europea senza lasciare tracce.
E’ stata recuperata anche un’ingente quantità di refurtiva: oro, pezzi d’argenteria pregiata, orologi, gioielli e pc portatili per un valore stimato di due milioni di euro, in gran parte già restituita alle vittime.

Nello specifico il metodo del “key bumbing” consiste nell’inserire nella serratura una chiave  appositamente limata e utilizzarla come tensore; la chiave viene poi colpita con un qualsiasi oggetto rigido: questo fa sì che la forza dell’urto vada ad alzare i pistoni superiori oltre la linea di apertura facendo quindi scattare la serratura stessa.
La tecnica è facile da apprendere e risulta anche molto semplice recuperare “i ferri del mestiere”: la chiave è prodotta limando degli spazi piramidali in numero pari ai pistoni della serratura . Questi spazi sono molto più profondi di quelli normali per poter portare tutti i pistoni più in alto possibile.

Non lasciando tracce di scasso, anche nel caso in cui risulti un’assicurazione sull’abitazione o qualsiasi struttura, è difficile ottenere pieno rimborso dei danni, dato che l’assicurazione può presentare come attenuante la dimenticanza della porta aperta o simili. L’unica prova, nonché l’unico modo per prevenire tali episodi, è l’installazione di videocamere di sorveglianza che, oltre a scoraggiare i malintenzionati, offrono il controllo totale degli ambienti. Meglio ancora se tali sistemi, come quelli Endoacustica Europe, possono essere collegabili a tablet e smartphone in modo da consentire l’osservazione a distanza. Inoltre gli impianti Endoacustica Europe possono essere collegati alle forze dell’ordine così da non lasciare scampo ai delinquenti.

Le microcamere fermano il “Lupin dei circoli sportivi”

Circoli sportivi, lidi, palestre e tutti i luoghi sociali e di aggregazione ormai non possono fare a meno di telecamere di videosorveglianza. Piccoli furti o atti di vandalismo possono facilmente portare alla perdita di molti clienti, nonché di notorietà.

Tra i mesi di febbraio e aprile scorsi, i frequentatori di prestigiosi circoli sportivi di Roma, hanno parcheggiato le loro auto con il timore di non trovarle più al loro ritorno. Tutto a causa di un abile ladro, subito ribattezzato il “Lupin dei circoli sportivi”, che senza dare nell’occhio, riusciva a penetrare negli spogliatoi delle strutture, a sfilare dalle tasche degli iscritti le chiavi delle loro auto e a dileguarsi al volante senza lasciare la minima traccia.

Il ladro è entrato in azione almeno tre volte, secondo quanto ricostruito dai carabinieri che si sono messi sulle sue tracce fin dal primo colpo.
I militari, con la collaborazione del personale tecnico del Ris di Roma sono riusciti a scovarlo attraverso delle micro camere installate negli spogliatoi: si tratta di un italiano di 35 anni, con precedenti, originario della provincia di Reggio Calabria ma da tempo residente a Roma. Il ladro è stato arrestato in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Roma. Accusato di furto aggravato, si trova ora rinchiuso nel carcere di Regina Coeli.

Come è successo a Roma, accade spesso anche negli spogliatoi di altre città, l’unica soluzione possibile è l’installazione di validi sistemi di videosorveglianza che anzitutto inibiscono i furti e, in tal caso, non lasciano via di scampo ai malintenzionati, tutelando i propri clienti.

Il costo della nostra privacy

Si è soliti sostenere che la privacy non ha prezzo, oggi però ci sono dei parametri attendibili con cui farsi un’idea: il tariffario con cui gli operatori telefonici e gli Internet service provider statunitensi vendono le conversazioni degli utenti al governo. Dopo il caso Snowden, a svelare il listino prezzi è stato il deputato Markey attraverso una ricerca di una associazione che difende le libertà civili.



Il prezzo più alto riguarda le intercettazione telefoniche. Ogni operatore ha il proprio listino: At&t, il principale fornitore statunitense, chiede 325 dollari solamente per l’attivazione dell’intercettazione, più una tariffa giornaliera. Per gli operatori meno importanti il costo si aggirerebbe attorno ai 250 dollari, molto più caro invece l’operatore mobile Verizon, che chiede 775 dollari di attivazione e 500 dollari per ogni mese di intercettazione. Strano a dirsi, ma i curiosi più smart fanno da sé risparmiando soldi, tempo e dispersioni delle informazioni. Molti acquistano infatti degli strumenti professionali per le intercettazioni telefoniche che consentono ottime registrazioni ed un notevole risparmio di denaro nel tempo.

Meno dispendioso risulta agire sulle informazioni online. Facebook regala i dati quando il governo li richiede, e forse non è l’unica azienda, anche se gli altri big come Microsoft, Google e Yahoo! non si sono pronunciate ufficialmente. Non tutti però agiscono a nome del governo e quindi si attrezzano con key logger e key hunter, dei piccolissimi sistemi che consentono di appropriarsi di dati dal pc senza destare sospetti.

In America ciò che più duole è il voler sapere perché il governo debba spendere soldi pubblici per intercettare i cittadini. Ne traggono sicuramente beneficio gli operatori che vedono all’orizzonte un business fiorente e remunerativo pagato coi soldi degli americani. 
I privati acquistano strumenti per la sicurezza e la sorveglianza principalmente da siti online, uno dei più affidabili è sicuramente Endoacustica Europe (www.endoacustica.com) che offre prodotti di altissima qualità a prezzi convenienti.

Induzione alla prostituzione: le intercettazioni di don Aldo Nuvola

Una microspia nell’auto ed intercettazioni telefoniche. Ecco cosa ha incastrato Padre Aldo Nuvola, 49enne, parroco di Regina Pacis di Palermo dal 2009 ed ex insegnante di religione del liceo “Umberto”, accusato di induzione alla prostituzione ai danni di ragazzini, perlopiù minorenni.

Il prete frequentava la zona attorno alla stazione centrale, adescava dei ragazzini per convincerli ad avere rapporti sessuali. Poco più di un anno fa era stato condannato per avere offerto soldi ad un diciassettenne in cambio di una prestazione sessuale. L’indagine è nata dal momento che il ragazzo, lo scorso aprile, è stato accusato di omicidio. Nel suo cellulare è stata trovata una chiamata al prete e da lì le ricerche sull’omicidio si sono spostate sul versante dell’induzione alla prostituzione minorile.

Le indagini dei carabinieri hanno rivelato che Nuvola, proprio perché prete, era molto seguito dai ragazzi. Adesso l’uomo è stato arrestato con l’accusa di induzione alla prostituzione: avrebbe adescato un altro minorenne, ricompensandolo con del denaro. Ad oggi, cinque i casi accertati dai carabinieri e dalla Procura, su altri cinque ci sono indagini in corso. I minorenni venivano plagiati e portati a casa o in macchina, dove con l’ausilio di microspie, è venuta fuori la verità.



Il sacerdote prima dei rapporti confidava i suoi desideri. Ai minorenni, ma anche a qualche diciottenne, spiegava cosa gli faceva “un altro suo amico”, per convincerli a cedere alle sue richieste. Sigarette, regalini e ricariche telefoniche le “ricompense” per le sue vittime.

 In un’occasione ad un ragazzo che gli chiedeva 100 euro per un rapporto, faceva i paragoni con un funerale: “Quando io vado al cimitero a fare le sostituzioni, sai quanto mi danno per un funerale? Un funerale dura un’ora, la predica, tutto sistemato, piripì, piripì. E sai quanto mi danno? Spara quanto mi danno, io sono laureato, ho due lauree? La chiesa, il cimitero si prende 50 euro dall’impresa, la chiesa, Sant’Orsola, sai a me quanto mi dà per un funerale? Al celebrante, la persona più importante, quello che fa il funerale, dà 25 euro”.

Anziani maltrattati in una casa di riposo

Sono state ancora una volta le microcamere nascoste installate dalla Guardia di Finanza di Terni a fare emergere la triste vicenda di una casa di cura per anziani.

Utenti maltrattati, insultati, chiusi a chiave nelle loro stanze. Alcune persone, operanti all’interno della struttura, non se la sono più sentita di tacere di fronte ad episodi di violenza a cui avevano assistito; così hanno chiesto l’intervento dei finanzieri, i quali hanno tenuto sotto controllo per tre mesi la struttura sanitaria. Microcamere e pedinamenti hanno portato alla luce situazioni di abusi e prepotenza.

Secondo quanto riferito dalla Guardia di Finanza, alcuni operatori percuotevano gli anziani con sschiaffi, strattoni e morsi, procurando loro delle lesioni. Le immagini dei soprusi sono state registrate dalle telecamere nascoste e hanno costituito una valida prova dinanzi al giudice.

Il gestore della residenza e tre operatori sanitari, fra cui un’infermiera, sono agli arresti domiciliari per maltrattamenti commessi nei confronti dei pazienti. Altri due operatori sanitari sono stati sottoposti alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi abitualmente frequentati dalle persone ricoverate nella struttura e del divieto di comunicare con loro e con i loro parenti.

Episodi del genere sono purtroppo molto comuni e sempre più frequenti. Spesso sono gli stessi operatori delle strutture o i parenti che nutrono qualche dubbio, a munirsi di piccoli strumenti per la sorveglianza e a verificare in tempi brevi quali sono le condizioni in cui versano i propri cari.

Guida al controspionaggio

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE… – La scatola di una presa elettrica sembra essere stata spostata. Le prese elettriche sono tra i punti dove più frequentemente vengono nascosti dispositivi di intercettazione, così come lo sono i rilevatori di fumo, le lampade o gli interruttori. Se notate della sporcizia (tipo segatura o …

Come capire se qualcuno ti spia (Parte 1)

A casa, in ufficio ed in qualsiasi posto vi troviate potreste essere spiati. Chiunque voi siate, e qualsiasi cosa facciate, vi può capitare di incontrare persone che, per interesse o per avidità di potere, desiderano di venire in possesso di vostre informazioni riservate, sia per danneggiarvi che per ottenere un …

Il fisco controllerà anche i telefoni

Tra le grandi manovre di controllo che si stanno operando per monitorare i contribuenti, pare che gli agenti 007 dell’Agenzia delle Entrate si stiano concentrando sulle intercettazioni del nostro cellulare. Iphone, Samsung o qualsiasi altra marca sia, il fisco non si pone limiti. Non si tratta di spiare il contenuto …

Guide alla videosorveglianza

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I consigli del ladro per una difesa ottimale contro i furti in estate.

furti in appartamento

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Guida alla sorveglianza video: parte 4 – Visione filmati e integrazione

Passiamo alla quarta ed ultima parte della nostra guida, rispondendo a domande su come visualizzare i video di sorveglianza e come integrare le proprie apparecchiature di sorveglianza con altri sistemi video. 6. Visualizzare i video La maggior parte dei video di sorveglianza non viene mai vista da esseri umani, se non per indagini storiche. Alcuni sistemi a circuito chiuso consentono la visione in diretta, ad esempio come sistemi antitaccheggio in …

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